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Beltracchini Steve 3t Caronte. Introduzione: Caronte Allontanandosi dagli ignavi, Dante si avvicina quindi allAcheronte, il fiume che delimita lInferno.

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1 Beltracchini Steve 3t Caronte

2 Introduzione: Caronte Allontanandosi dagli ignavi, Dante si avvicina quindi allAcheronte, il fiume che delimita lInferno vero e proprio (in greco, fiume del dolore), attraverso il quale le anime devono passare per essere poi destinate alla loro punizione eterna. E qui il poeta incontra il traghettatore di anime, il demonio Caronte con occhi di bragia (con occhi infuocati come la brace ardente), che ha appunto il compito di trasportare le anime oltre lAcheronte. Dante, pur definendolo un demonio, ce lo descrive però molto umanamente come un vecchio, con barba e capelli bianchi per lavanzata età:

3 Il vecchio bianco per antico pelo Ed ecco verso noi venir per naveEd ecco verso noi venir per nave un vecchio, bianco per antico pelo, un vecchio, bianco per antico pelo, gridando: Guai a voi anime prave! gridando: Guai a voi anime prave! Non isperate mai veder lo cielo; Non isperate mai veder lo cielo; i vegno per menarvi allaltra riva i vegno per menarvi allaltra riva ne le tenebre eterne, in caldo e n gelo. ne le tenebre eterne, in caldo e n gelo. E tu che se costì, anima viva, E tu che se costì, anima viva, pártiti da cotesti che son morti. pártiti da cotesti che son morti.

4 Il nocchiere Caronte si rivolge alle anime dei dannati, ricordando loro il destino che le aspetta (non vedranno mai il Cielo, Dio, la beatitudine), e si accorge che fra loro cè lanima di un vivo, di Dante. Interviene allora Virgilio a spiegare che la presenza di unanima viva è voluta dalla volontà superiore di Dio: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole (così si vuole lassù, in Cielo, dove si può fare ciò che si vuole). E con queste parole, Caronte tace e riprende il suo eterno compito di nocchiero. Caronte si rivolge alle anime dei dannati, ricordando loro il destino che le aspetta (non vedranno mai il Cielo, Dio, la beatitudine), e si accorge che fra loro cè lanima di un vivo, di Dante. Interviene allora Virgilio a spiegare che la presenza di unanima viva è voluta dalla volontà superiore di Dio: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole (così si vuole lassù, in Cielo, dove si può fare ciò che si vuole). E con queste parole, Caronte tace e riprende il suo eterno compito di nocchiero.

5 Il prezzo da pagare Nella mitologia greca e nella mitologia romana, Caronte era il traghettatore dell'Ade: trasportava i nuovi morti da una riva all'altra del fiume Acheronte, ma solo se disponevano di un obolo (una moneta) per pagare il viaggio; chi non l'aveva era costretto a errare tra le nebbie del fiume per cento anni. Nella mitologia greca e nella mitologia romana, Caronte era il traghettatore dell'Ade: trasportava i nuovi morti da una riva all'altra del fiume Acheronte, ma solo se disponevano di un obolo (una moneta) per pagare il viaggio; chi non l'aveva era costretto a errare tra le nebbie del fiume per cento anni.mitologia grecamitologia romanaAdeAcheronteobolomitologia grecamitologia romanaAdeAcheronteobolo Nella Grecia antica era in uso mettere una moneta sotto la lingua del cadavere prima di seppellirlo. La tradizione rimase viva in Grecia fino ad epoche abbastanza recenti ed è probabilmente molto antica. Qualche autore sostiene che il prezzo era di due monete, sistemate sopra gli occhi del defunto. Nella Grecia antica era in uso mettere una moneta sotto la lingua del cadavere prima di seppellirlo. La tradizione rimase viva in Grecia fino ad epoche abbastanza recenti ed è probabilmente molto antica. Qualche autore sostiene che il prezzo era di due monete, sistemate sopra gli occhi del defunto.Grecia anticaGrecia antica

6 Il fiume Acheronte Acheronte, il fiume del dolore o dei guai: nominato per la prima volta nell'Odissea, spesso è descritto come il fiume principale, che circonda l'Ade ed è situato subito dopo l'ingresso. La sua riva è sempre colma della infinita torma dei morti, in attesa di Caronte, il traghettatore. Acheronte, il fiume del dolore o dei guai: nominato per la prima volta nell'Odissea, spesso è descritto come il fiume principale, che circonda l'Ade ed è situato subito dopo l'ingresso. La sua riva è sempre colma della infinita torma dei morti, in attesa di Caronte, il traghettatore.


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