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LA LETTERATURA CRISTIANA. Nato in Palestina, già nel corso deI I secolo il cristianesimo si differenzia progressivamente dal giudaismo per i suoi contenuti,

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1 LA LETTERATURA CRISTIANA

2 Nato in Palestina, già nel corso deI I secolo il cristianesimo si differenzia progressivamente dal giudaismo per i suoi contenuti, la sua spinta al proselitismo, l’uso della lingua greca. La predicazione è affiancata da uno spiccato attivismo, con la creazione di comunità unite non solo dalla partecipazione agli stessi riti, ma anche da forti vincoli di solidarietà. La predicazione viene presto affiancata da un’attività letteraria che porta alla creazione del Nuovo Testamento, ma anche di scritti apologetici e dottrinari. Il cristianesimo in Oriente Monogramma greco di Cristo

3 Il cristianesimo in Occidente La diffusione del Cristianesimo in Occidente è più lenta: pur essendo presente in Italia già verso la metà del I secolo, è assimilato ai numerosi culti orientali presenti nella capitale, confuso con il giudaismo e guardato con sospetto. I primi testi latini del cristianesimo d’Occidente – che per lungo tempo mantiene l’uso della lingua greca – sono:  le varie traduzioni latine della Bibbia a diffusione regionale (Vetus Afra, Vetus Itala, Vetus Latina);  gli Acta martyrum, gli atti dei processi che portano alla condanna a morte dei cristiani, trasformandoli in martiri (= testimoni) della fede;  le Passiones, resoconti più elaborati e coinvolgenti dei processi e delle esecuzioni dei cristiani. Il Sodoma, Il martirio di San Sebastiano (1525)

4 L’apologetica Accanto a queste forme di letteratura “popolare” si sviluppa, a partire dalla fine del II secolo, una produzione in latino finalizzata alla presentazione e alla difesa delle dottrine cristiane, che va sotto il nome di apologetica, ossia composizione di “discorsi di difesa”. Fin dall’opera dei primi due apologisti (Tertulliano e Minucio Felice) si delineano due tendenze nella letteratura cristiana latina:  la rigorosa intransigenza di Tertulliano nei confronti del paganesimo;  la tendenza alla conciliazione e alla valorizzazione dell’eredità culturale pagana propria di Minucio Felice. Cristo e i quattro evangelisti

5 Tertulliano Quinto Settimio Fiorente Tertulliano nasce a Cartagine (verso la metà del II secolo d.C.) da genitori pagani, studia retorica e diritto, pratica l’attività forense a Roma e a Cartagine fino alla conversione, avvenuta verso il 195 a.C. La sua intransigenza lo spinge ad aderire alla setta eretica dei montanisti. Negli ultimi anni di vita si stacca dai montanisti fondando un proprio gruppo, quello dei tertullianisti. Muore probabilmente intorno al 220 d.C. Il buon Pastore

6 La produzione di Tertulliano La produzione di Tertuliano è vasta e comprende trattati teologici, scritti polemici (rivolti contro pagani e cristiani), opere di argomento etico e liturgico. Le sue opere presentano alcune caratteristiche comuni:  lo spirito battagliero e aspramente polemico;  il gusto per l’attacco violento agli avversari e per l’improperio;  uno stile sostenuto dall’uso efficace della strumentazione retorica. Il Cristo Pantocratore

7 L’Apologeticum e il De idolatria Gli scritti che meglio esemplificano la grandezza del pensatore, ma anche l’intransigenza delle sue convinzioni e la sua concezione del rapporto tra cristianesimo e paganesimo, sono:  l’Apologeticum, trattato di apologetica imperniato sull’argomento dell’anima naturaliter christiana, secondo il quale l’anima umana, se non è istruita in senso contrario, dimostra il primato del monoteismo, con le invocazioni a un unico dio nei momenti di difficoltà;  il De idolatria, che considera intrise di paganesimo e inaccettabili quasi tutte le attività quotidiane, spingendo così il cristiano al rifiuto dello Stato e all’isolamento. Nicolas Poussin, L’adorazione del vitello d’oro (1633)

8 Minucio Felice e l’Octavius Marco Minucio Felice, africano e avvocato a Roma al pari di Tertulliano, è all’incirca suo coetaneo e autore di un De fato (non pervenuto) e dell’Octavius. L’Octavius è un dialogo che si svolge sul lido di Ostia fra tre personaggi:  il pagano Cecilio, difensore dei culti tradizionali;  il cristiano Ottavio, cui è affidata l’esposizione dei dogmi cristiani;  Minucio stesso, chiamato a fare da arbitro tra i due. La basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

9 Caratteristiche dell’Octavius Il dialogo verte sulla superiorità del monoteismo rispetto al politeismo, sulla difesa dei cristiani dalle accuse di comportamenti empi, sull’affermazione delle istanze di pace e di amore al centro del cristianesimo. La scelta del dialogo e il coinvolgimento di un interlocutore pagano ci permettono di misurare la distanza di Minucio da Tertulliano. Minucio infatti:  cerca un confronto sereno ed equilibrato con il paganesimo;  ricorre al ragionamento e alla dialettica, invece che all’emozione e all’invettiva;  vuole convertire i pagani, non condannarli. Busto di Serapide

10 La patristica Gli anni che vanno dalla metà del IV secolo al sacco di Roma del 410 sono uno dei momenti più felici nella produzione letteraria latina, soprattutto in ambito cristiano. In questo periodo si sviluppa la patristica, ovvero la produzione letteraria dei Padri della chiesa. Sono così chiamati quegli scrittori cristiani che, valorizzando le risorse della cultura classica – soprattutto la filosofia – analizzano con grande profondità problemi etici e teologici, compiendo un’opera di codificazione e organizzazione dottrinale. Fra tutti i padri spiccano sul versante latino Ambrogio, Gerolamo, Agostino. Pier Francesco Sacchi, Dottori della Chiesa (1516)

11 Ambrogio Aurelio Ambrogio nasce introno al d.C. a Treviri in Germania, in una famiglia senatoria già cristianizzata. Nel 370 d.C. inizia la carriera politico-amministrativa come governatore dell’Italia settentrionale. Alla morte del vescovo di Milano Aussenzio (374 d.C.) Ambrogio riesce a sopire i conflitti tra la parte ariana e la parte ortodossa; i fedeli lo vogliono vescovo. Per la sua influenza sull’imperatore Teodosio Ambrogio svolge un ruolo politico di grande rilievo. Muore nel 397 d.C. Ambrogi o

12 La produzione La produzione di Ambrogio è vasta ed estremamente varia: La produzione di Ambrogio inni liturgiciforma di poesia cantata che Ambrogio introduce in Occidente omeliefamose le omelie dell’Esamerone, sui sei giorni della creazione commentarispiegano passi e libri dell’Antico e del Nuovo Testamento trattati teologici  De fide, sulla teologia trinitaria  De paenitentia, sul peccato e la grazia  De officiis ministrorum, sui doveri dei sacerdoti letterecostituiscono il tramite dei rapporti pubblici e privati, ma anche delle battaglie contro gli ariani e i pagani discorsi  funebri, per gli imperatori Valentiniano II e Teodosio  polemici

13 Il De officiis ministrorum Il De officiis ministrorum (Sui doveri dei ministri di culto) riprende, nel titolo e nel numero dei libri (3), il ciceroniano De officiis. Nato dalla rielaborazione di discorsi tenuti ai sacerdoti della diocesi, il trattato si diffonde sui loro compiti, cercando di recuperare valori e comportamenti antichi ritenuti compatibili con l’etica cristiana, anzi suscettibili di completa attuazione solo all’interno di tale etica. Il continuo confronto tra idee classiche e idee cristiane è il corrispettivo, sul piano dell’elaborazione concettuale, dell’integrazione tra Chiesa e impero auspicata da Ambrogio. Pierre Subleyras, Sant’Ambrogio assolve Teodosio (1745)

14 L’Esamerone L’Esamerone (I sei giorni della creazione) è l’opera esegetica più famosa di Ambrogio. Trae origine da un ciclo di omelie per la Settimana Santa a commento dei primi capitoli della Genesi. Articolato in 6 libri, l’Esamerone risente di modelli greci (in particolare l’opera omonima di Basilio di Cesarea). La gradevolezza letteraria di quest’opera esalta l’ingenuo stupore dell’uomo di fronte alla natura creata da Dio e rivela il gusto per la descrizione. Michelangelo Buonarroti, Dio crea il sole e la luna, Cappella Sistina ( )

15 Girolamo: la biografia Sofronio Eusebio Girolamo nasce a Stridone in Dalmazia nel 347 d.C. Studia a Roma e viaggia in Oriente, dove apprende il greco, viene ordinato sacerdote e trascorre tre anni di vita monastica nel deserto. Rientra a Roma nel 382 d.C., dove diventa segretario di papa Damaso e guida spirituale di alcune nobildonne. Nel 385 d.C., bersaglio di critiche per il suo ascetismo eccessivo, lascia Roma per Betlemme, dove fonda monasteri maschili e femminili. Muore a Betlemme nel 420 d.C. Guercino, San Girolamo nel deserto (1650)

16 La produzione Ricca e varia appare la produzione di Girolamo: La produzione di Girolamo testi di polemica religiosa vertono su vari argomenti: la controversia origeniana, l’ascetismo e la verginità, il culto dei martiri, l’eresia di Pelagio commentaria vari libri dell’Antico e del Nuovo Testamento Vulgatala traduzione in latino della Bibbia Chroniconun’opera di cronologia, che traduce e aggiorna con dati romani l’opera dello stesso titolo composta da Eusebio di Cesarea De viris illustribus 135 biografie di scrittori cristiani, da san Pietro a Girolamo stesso

17 Epistolario e rapporto con i classici Traduttore, pensatore e vivace polemista, Girolamo è anche fine letterato, come testimoniato dall’epistolario. La varietà tematica, già propria delle lettere di Cicerone e Plinio il Giovane, spinge Girolamo a contaminare l’epistola con altri generi letterari (biografia, trattato, consolatio, discorso di esortazione). Nei confronti della tradizione classica pagana Girolamo prova amore e dedizione, ma anche sensi di colpa (sogna che Dio lo rimprovera di essere ciceroniano, invece che cristiano). Hieronymus Bosch, San Girolamo penitente (1482)

18 La Vulgata La Vulgata, cioè la traduzione della Bibbia, risolve il problema delle numerose e spesso contrastanti versioni del testo sacro che circolavano in lingua latina. L’opera viene elaborata in due momenti distinti:  il Nuovo Testamento e i Salmi vengono tradotti a Roma, su incarico di papa Damaso ( );  a Betlemme, tra il 391 e il 406 d.C., Girolamo rivede il lavoro svolto e lo completa, basando la sua traduzione sul testo greco stabilito da Origene e per l’Antico Testamento sul testo ebraico. La versione di Girolamo viene accettata come testo ufficiale e rappresenta un segno di unità nell’Europa tardo-antica e medievale. La Vulgata Sixtina (1590)

19 Le opere storiche Il Chronicon è la traduzione, l’aggiornamento (relativo al periodo d.C.) e l’arricchimento con informazioni sul mondo latino del Chronicon di Eusebio di Cesarea, opera conosciuta da Girolamo a Costantinopoli nel 381. Molte delle notizie inserite da Girolamo riguardano la storia letteraria. Il De viris illustrbus richiama nel titolo l’omonima opera di Svetonio, di cui costituisce la versione cristiana. I materiali delle biografie di personaggi cristiani sono stati attinti dalla Storia ecclesiastica di Eusebio. Girolamo esprime i suoi giudizi in modo estremamente diretto, senza nascondere simpatie e antipatie. Jan van Eyck, San Girolamo nello studio (1442)


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