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Il gruppo nel servizio sociale Annamaria Campanini Università degli studi di Milano Bicocca.

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Presentazione sul tema: "Il gruppo nel servizio sociale Annamaria Campanini Università degli studi di Milano Bicocca."— Transcript della presentazione:

1 Il gruppo nel servizio sociale Annamaria Campanini Università degli studi di Milano Bicocca

2 2 Fasi di sviluppo del servizio sociale di gruppo: I prodromi  L’uso del gruppo nelle attività sociali nasce nell’ambito delle attività delle Friendly society, in particolare con le organizzazioni giovanile e l’esperienza delle Ragged School (punti di accoglienza per bambini indigenti e abbandonati) sviluppatesi in Scozia nel 1841 che precede nel Regno Unito l’obbligo del’istruzione  Un’altra esperienza significativa dell’uso del gruppo nel lavoro di comunità riguarda i settlements come ambito dove far convivere e realizzare attività comuni da persone provenienti da differenti background  Da ricordare anche le attività ricreative/educative che si svolgevano verso i giovani

3 3 Fasi di sviluppo del servizio sociale di gruppo  Inizialmente inteso come metodo professionale specifico degli AS, nasce degli Stati Uniti con principi ed obiettivi differenziati dalle altre metodologie (case work e community work) 1934 National conference of social work creazione dell’American Association of group workers

4 4 Fasi di sviluppo del servizio sociale di gruppo I Fase- dal dopoguerra ad anni 60 - mezzo di risocializzazione e strumento del servizio sociale di comunità.  Sviluppatosi grazie alla missione degli esperti americani (Sullivan) si concentra in una prima fase in un approccio più terapeutico in ambiti spcifici e settoriali  Assume successivamente lo scopo di sostenere lapartecipazione a istanze collettive, sviluppo rapporti democratici e di collaborazione (riforma agraria,nuclei edilizia pubblica ) AS unico operatore, con funzione di organizzazione e promozione e guida dei gruppi, fase di assimilazione metodologica USA e inizio di un’elaborazione autonoma

5 5 Fasi di sviluppo del servizio sociale di gruppo II Fase - Anni gruppo per azione macro collettiva, luogo di ‘coagulo di energie attorno ai problemi sociali’ (conferenza di servizio sociale di Fregene, 1961) AS passa da tecnico esperto nella conduzione a componente del gruppo in una posizione di corresponsabilità Esperienze di mobilitazione, di co-gestione dei servizi (asili nido, consultori familiari, psichiatria, handicap, servizi di base…) Assistente sociale insieme ad altri operatori svolge una funzione politica (fase dell’operatore unico)

6 6 III fase seconda metà anni 70 Istituzione dei servizi territoriali – gruppo di lavoro come ‘ emblema dell ’ epoca ’. équipe come strumento di realizzazione del processo di deistituzionalizzazione e integrazione socio-sanitaria gruppo mantiene una sua funzione nell’attivare processi partecipativi IV fase – da metà anni ’ 80 l ’ attenzione agli aspetti relazionali e al contesto sociale L ’ emblema del periodo è il lavoro con i gruppi lavoro per progetti (coinvolgimento di gruppi di attori in progetti) e approccio di rete.

7 7  È una proposta culturale e professionale  Mira alla ricerca di soluzioni in modo partecipato  Si fonda sui concetti di parità e socializzazione delle difficoltà  È un luogo di confronto e di sviluppo delle conoscenze

8 8  Quattro filoni culturali: Principi professionali - (principi umanistici, riconoscimento delle diversità, partecipazione) Attenzione al positivo e alle risorse Auto/mutuo aiuto - aiuto reciproco Empowerment

9 9  Diverse teorie di riferimento : Modello medico (Pratt, Lazell, Marsh) Psicanalisi (Burrow - analisi di gruppo; Wolf, Bion- analisi in gruppo; Moreno- psicodramma) Teoria di campo (Lewin) Gestalt (Perls) Psicologia umanistica (Rogers) Analisi transazionale (Berne) Approccio sistemico

10 10  Esistono due diversi livelli di lavoro con i gruppi : Gruppi di terapia- mirano a cambiare i comportamenti che generano sofferenza in persone che chiedono aiuto a uno specialista per essere alleviate da disagi e difficoltà nei rapporti interpersonali

11 11  Esistono due diversi livelli di lavoro con i gruppi : Gruppi di addestramento- mirano a far apprendere in maniera partecipativa, attraverso l'esperienza ciò che avviene in una situazione non strutturata acquisendo maggior consapevolezza di certe dinamiche delle relazioni interpersonali

12 12  Il gruppo come opportunità per: Prevenire il disagio e promuovere il cambiamento Coinvolgere e attivare la partecipazione dei cittadini Progettare l'organizzazione dei servizi in una logica di community care Rafforzare le capacità di scelta dell'utente (empowerment) Operare con una logica di rete

13 13 Il gruppo, nell’esperienza dell’as,  Versante programmatorio  Dimensione organizzativa  Favorisce lo sviluppo di comunità  Accompagna partenariati e reti di progettazine partecipata  Veicolo di formazione e informazione  Strumento di prevenzione e promozione sociale  Contestualizza la collaborazione interprofessionale  È il presupposto metodologico del lavoro di rete  È una forma di sostegno nella relazione di aiuto

14 14 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale Prendendo in considerazione alcune variabili si possono analizzare le caratteristiche dei gruppi: -Origine: il gruppo può essere spontaneo su iniziativa di cittadini singoli o associati o può essere organizzato per rispondere a specifiche finalità -Vincoli istituzionali: il gruppo può essere formale e in questo senso la partecipazione viene formalmente definita (UVG, UVM, commissioni di accertamento invalidità…) o informale promossi da As o da soggetti privati (gruppi di ascolto, di opinione, di consultazione, di vicinato…)

15 15 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale -Destinatari: gruppi primari sono costituiti da persone legate da vincoli di parentela, convivenza o che hanno comunque rapporti frequenti faccia a faccia, gruppi secondari i rapporti sono determinati da condivisione di contenuti o obiettivi comuni -Composizione: il gruppo può essere omogeneo o eterogeneo rispetto a variabili queli età, genere, classe sociale, provenienza, presenza di fattori caratterizzanti (uno stesso problema…)

16 16 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale -Volontarietà: partecipazione obbligatoria quando ci sono ad esempio prescrizioni dell’autorità giudiziaria o un contratto terapeutico- riabilitativo, o volontari quando l’adesione è spontanea -Dimensione: il piccolo gruppo può essere considerato tale quando ha da 3 a 6 membri, medio da 7 al 16, gruppo esteso oltre i 16 partecipanti

17 17 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale -Tempo: permanente quando vi è una continuità e una collocazione strutturale, a tempo limitato, con finale definito o aperto; di breve (entro i tre mesi) o lunga durata; a frequentazione assidua (incontri a cadenza settimanale, bisettimanale o mensile) sporadica (oltre una volta al mese) -Regole d’accesso: aperti con libertà di accesso e di uscita (es. gruppi di famiglie affidatarie) o chiusi

18 18 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale -Scopo: gruppi di competenza sono contesti dove si privilegia lo sviluppo di processi di influenzamengto, di apprendimento, di socializzazione; gruppi di lavoro sono indirizzati ad uno scopo esterno, spesso allo sviluppo, al funzionamento e all’organizzazione dei servizi, alla progettazione di iniziative nella comunità. Un particolare gruppo di lavoro è il gruppo di compito -Focus: gruppi autocentrati affrontano aspetti legati a dimensioni personali e relazionali; gruppi eterocentrati hanno come componente dominante quella razionale/operativa del fare

19 19 Tipologie e classificazioni deI gruppo nel servizio sociale -Forma: gruppi strutturati quando il modello delle sessioni di incontro e la struttura interna di ciascuno sono definiti secondo un “pacchetto” predisposto e validato (es. gruppi di preparazione alla domanda di adozione) o non strutturati quando il format lascia più spazio alla spontaneità nella scelta dei temi, alla scansione dei tempi alle modalità di sviluppo e all’intervallo di tempo tra gli incontri.

20 20 Gruppi di competenza -Gruppi di informazione -Gruppi di sensibilizzazione -Gruppi di orientamento -Gruppi di promozione sociale al benessere -Gruppi di counselling -Gruppi per l’accoglienza -Gruppi di sostegno -Gruppi di autoaiuto

21 21 Gruppi di competenza : finalità -Accompagnamento -Accoglienza -Auto aiuto -Counselling -Formazione -Incontro e socializzazione -Informazione -Orientamento -Promozione del benessere -Sensibilizzazione -Sostegno/supporto -Supervisione

22 Gruppi di psicoterapiaGruppi di competenza Ambiti di interventoPrimariamente l’individuo Secondariamente il gruppo Primariamente il gruppo Secondariamente l’individuo Conoscenze di basePsicologia, processi e dinamiche intrapsichiche Struttura e dinamica di gruppo, teorie della formazione e dell’apprendimento ObiettiviCambiamento di comportamenti che generano sofferenza e che hanno a che fare con la sfera interpersonale Approfondimento di conoscenze Acquisizione di competenze e saperi Apprendimento sociale Assunzione di scelte e decisioni Avvio di legami sociali

23 Gruppi di psicoterapiaGruppi di competenza ModalitàEsplicitare gli aspetti impliciti Scambio e confronto sul qui e ora DestinatariSoggetti portatori di rilevante disagio psichico Soggetti che ricercano maggiori conoscenze, informazioni, consapevolezze ConduttoriPsicoterapeuti, psicologi, psichiatri. Assistenti sociali solo a integrazione e in modo coordinato con le figure sopra indicate Assistenti sociali Altri operatori specificamente formati

24 24 Gruppi informativi ObiettiviFavorire percorsi di comunicazione sociale e informazione Dimensioni e targetEsteso. Target indifferenziato e vasto Stile di conduzioneFrontale con scambi unidirezionali conduttore/partecipante Durata1-3 incontri Scopo e focusEterocentrato Regole di accessoGruppo aperto

25 25 Gruppi di sensibilizzazione ObiettiviOffrire informazioni contestualizzate e approfondimenti che possono delineare percorsi motivazionali Dimensioni e targetMedie dimensioni, soggetti autoselezionati in base all’interesse o coinvolti dai servizi Stile di conduzioneDirettiva con scambi bidirezionali, coadiuvata da esperti Durata2-4 incontri Scopo e focusEterocentrato Regole di accessoGruppo aperto

26 26 Gruppi di orientamento ObiettiviIncoraggiare l’autovalutazione stimolando riflessività e criticità per conoscere e migliorare parti di sé e assumere scelte consapevoli Dimensioni e targetPiccole o medie dimensioni, target di soggetti selezionati e motivati Stile di conduzioneDirettiva con scambi bidirezionali, equamente distribuiti dai partecipanti Durata2-5 incontri Scopo e focusAutocentrato Regole di accessoGruppo chiuso

27 27 Gruppi di promozione sociale al benessere ObiettiviSviluppare azioni promozionali e culturali di inclusione sociale, di accrescimento di competenze verso il benessere Dimensioni e targetMedio o esteso, rivolto a specifiche categorie di soggetti non selezionati Stile di conduzioneConduzione partecipata, distribuita DurataDi breve durata Scopo e focusAutocentrato o eterocentrato Regole di accessoGruppo aperto

28 28 Gruppi di counselling ObiettiviAccompagnare e guidare processi di cambiamento personale e di superamento di fasi critiche Dimensioni e targetPiccole e medie dimensioni, rivolto a soggetti selezionati che ne fanno specifica richiesta Stile di conduzioneIl conduttore guida e dirige le interazioni Durata5/10 incontri Scopo e focusAutocentrato Regole di accessoGruppo chiuso

29 29 Gruppi per l’accoglienza ObiettiviAccompagnare utenti dentro nuovi servizi/progetti, sviluppare legami con altri fruitori agevolando la definizione del contesto Dimensioni e targetPiccole dimensioni; la partecipazione può essere resa obbligatoria come condizione di accesso al servizio Stile di conduzioneNon direttiva, scambi bidirezionali spesso guidati da una coppia di operatori di discipline diverse Durata6 incontri a cadenza ravvicinata Scopo e focusAutocentrato Regole di accessoGruppo aperto

30 30 Gruppi di sostegno ObiettiviSupportare e rafforzare la percezione di sé e lo sviluppo di capacità adattive, di coping e di problem solving Dimensioni e targetPiccolo o di medie dimensioni composto da persone in situazioni di fragilità sociale o stress che perdura nel tempo Stile di conduzioneNon direttiva non giudicante, focalizzata su aspetti di accoglienza e di supporto DurataLunga durata, cadenza da settimanale a bimensile Scopo e focusAutocentrato Regole di accessoGruppo aperto che può accogliere nuovi soggetti previa preparazione

31 31 Gruppi di auto aiuto ObiettiviAttivare processi di empowerment e di cambiamento. Soddisfare bisogni comuni attraverso soluzioni facili, pratiche, alla portata dei partecipanti Dimensioni e targetMedie dimensioni composto da soggetti accomunati da una stessa condizione o che l’hanno superata Stile di conduzioneLa presenza di un conduttore può essere prevista ma con un ruolo specifico e circoscritto (stile decentrato) DurataLunga durata, cadenza da settimanale a bimensile Scopo e focusAutocentrato Regole di accessoGruppo aperto che può anche scindersi in più entità gruppali

32 32 Gruppi di lavoro -Gruppi di discussione -Equipe -Gruppi di formazione -Gruppi di supervisione

33 33 Gruppi di lavoro -Comunicazione -Concertazione -Coordinamento -Decisione -Discussione -Progettazione -Proposta -Valutazione

34 34 Gruppi di discussione ObiettiviAnalizzare e approfondire temi, atteggiamenti, opinioni con la finalità di assumere decisioni, individuare priorità e valutare percorsi Dimensioni e targetMedie dimensioni i soggetti sono selezionati sulla base del grado di omogeneità Stile di conduzioneDirettiva e tecnica DurataBreve durata 2/3 incontri Scopo e focusEterocentrato Regole di accessoGruppo chiuso

35 35 Equipe ObiettiviRaggiungimento di obiettivi istituzionali o lavoro su progetti Dimensioni e targetPiccole e medie dimensioni composto da soggetti con un ruolo specifico Stile di conduzioneParitaria, tecnica aperta al ruolo di esperti DurataVaria a seconda del compito Scopo e focusEterocentrato Regole di accessoGruppo chiuso/ aperto

36 36 Gruppi di formazione ObiettiviAccrescere e consolidare competenze e conoscenze tecnico/professionali Dimensioni e target Medio o esteso suddivisibile in sottogruppi, composto da operatori in servizio o volontari Stile di conduzioneDirettivo,volto alla partecipazione. aperto al ruolo di esperti DurataVariabile a medio termine Scopo e focusEterocentrato Regole di accessoGruppo chiuso

37 37 Gruppi di supervisione ObiettiviRilettura e incremento della qualità dell’agire professionale. Consolidamento dell’immagine del sé professionale nel sistema organizzativo Dimensioni e target Piccole dimensioni, composto da operatori in servizio Stile di conduzioneNon direttivo, volto alla partecipazione e all’autopotenziamento DurataDi medio o lungo termine, talvolta permanente Scopo e focusAuto ed Eterocentrato Regole di accessoGruppo chiuso

38 Progettare un gruppo 38

39 39 Fasi di realizzazione del gruppo (Heap)  Formazione e progettazione Chi?, verso dove (gli obiettivi)?, Perché agire così (le risorse)?, quanti?, cosa si offre?, come apparirà?  La fase operativa: La prima riunione e la ‘diagnosi’ La comunicazione La cultura del gruppo, L’evoluzione del gruppo  Uso di attività e conduzione collettiva  La conclusione del lavoro di gruppo

40 40 Le 5 W del giornalismo applicate al gruppo (Heap)  Why - le ragioni di un gruppo  Who - la composizione del gruppo e l’assegnazione dei ruoli previsti  What - i contenuti affettivi e di lavoro del gruppo  Where - gli obiettivi del gruppo e la sua dimensione spaziale  When - i diversi aspetti della dimensione temporale

41 41 Fasi e metodologia (Zini, Miodini)  La rilevazione del bisogno  Definizione obiettivi e scelta dei destinatari  Individuazione delle risorse e elaborazione del progetto  Selezione dei partecipanti  Osservazione e ascolto  Guida e gestione  Conclusione

42 42 Riferimenti bibliografici sul gruppo  Del Rio G., Luppi M., (2010) Gruppo e relazione di aiuto. Franco Angeli, Milano  Fabbri V. (2006), Il gruppo e l’intervento sociale. Progettare, condurre, valutare. Carocci 2006  Heap K., 1985; la pratica del lavoro sociale con i gruppi, Astrolabio, Roma (testo per esame)  Voce del Nuovo Dizionario di servizio sociale, Servizio sociale di gruppo (F. Ferrario)  Zini, Miodini; (1999), il gruppo; uno strumento di intervento nel sociale, Carocci, Roma

43 Attivazione

44  Esperienze conosciute di gruppi di utenti  Mettere a fuoco osservazioni sulla metodologia utilizzate in queste esperienze: le 5 w, altri aspetti?  Interrogativi? 44


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