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Lavoro pubblico ed esercizio dei poteri datoriali Prof. Marco Esposito Università degli Studi di Napoli Parthenope Benevento 8 marzo 2007 Corso di laurea.

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1 Lavoro pubblico ed esercizio dei poteri datoriali Prof. Marco Esposito Università degli Studi di Napoli Parthenope Benevento 8 marzo 2007 Corso di laurea OGS - SEA

2 Poteri e rapporto di lavoro Specificità ovvero specialità del rapporto di lavoro pubblico: –Assetto delle fonti –Configurazione dei poteri –Natura del vincolo –Funzionalizzazione (??)

3 (Segue......) La specialità, dunque, va intesa nel senso di esistenza di regole predisposte ad hoc per quei rapporti; ferma restando – in ragione della riforma partita nel 1993 – la comune matrice contrattuale con il rapporto di lavoro nel settore privato. Non status speciale; non natura speciale del rapporto e del legame (e quindi dei poteri)

4 ARTICOLO 5, comma 2, d.lgs. 165/2001 (….) le determinazioni per lorganizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro

5 Assetto negoziale del rapporto di lavoro pubblico EFFETTI SULLA NATURA E SULLA REGOLAMENTAZIONE DEL QUADRO RELATIVO ALLA GESTIONE DEL PERSONALE Prerogative e potestà che nascono dal contratto: si tratta di diritti che non sono illimitati, trovando confine naturale nel contenuto del patto che lega pariteticamente lAmministrazione ed il dipendente. Valori che quella disciplina tende a garantire ed a perseguire: valori che sono peculiari, perché riguardano un rapporto di lavoro prevalentemente destinato a soddisfare interessi pubblici, ma che allo stesso tempo devono tener conto della natura privatistica e contrattuale del rapporto

6 Specialità e poteri: la gestione della professionalità Categorie contrattuali La mobilità professionale Regole in tema di mansioni (v. art. 52, d.lgs. 165/2001 e disciplina del CCNC) –Equivalenza e mansioni superiori –Adibizione a mansioni inferiori (???)

7 (Segue…….) Art. 52 d.lgs. 165/2001 (Disciplina delle mansioni) Il prestatore di lavoro deve essere adibito: alle mansioni di assunzione alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai c. collettivi alle mansioni corrispondenti alla qualifica superiore successivamente acquisita per effetto: a) sviluppo professionale; b) procedure concorsuali; c) o selettive

8 Le mansioni esigibili Le mansioni di assunzione Le mansioni complementari e strumentali (già implicitamente, per via della privatizzazione) Le mansioni equivalenti (cioè considerate tali dai contratti collettivi)

9 Si tratta di mansioni definibili complementari, strumentali, occasionali o accessorie Compiti che, rispetto a quelli che costituiscono il contenuto normale e prevalente della prestazione e che dunque sono svolti con maggiore frequenza e ripetitività, si caratterizzano, come immediatamente preparativi o inscindibilmente strumentali a quelli esplicitati, i quali altri compiti, oltre a non essere espressamente inclusi nella della qualifica data, possono anche costituire il profilo principale, e perciò esplicitato, di analoghi compiti inseriti in qualifiche superiori o inferiori (Cassazione n. 6464/93)

10 … mansioni esigibili Indirettamente, poi, quanto detto trova conferma nello stesso a. 52 d.lgs. 165/2001, c. 3, ove si prevede che si considera svolgimento di mansioni superiori… soltanto lattribuzione in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantitativo e temporale, dei compiti propri di dette mansioni

11 La nozione di equivalenza nella giurisprudenza Le lacune evidenziate impongono di tener conto degli orientamenti affermatisi con riferimento al lavoro nellimpresa Per la giurisprudenza prevalente, il concetto di equivalenza non si limita al mero ambito economico (parità di retribuzione) ma comprende la tutela del bagaglio di professionalità del prestatore di lavoro: questi può dunque essere oggetto di una variazione orizzontale delle mansioni da svolgere, a condizione che le nuove mansioni non comportino un depauperamento del suo patrimonio professionale; non solo di quello acquisito, ma anche della professionalità potenziale derivante dalla formazione e dallabilità tecnica acquisita

12 La nozione di mansioni superiori attribuzione in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantita- tivo e temporale, dei compiti propri di dette mansioni (art. 52 co. 3)

13 Le mansioni superiori legittime nel dlg. 165/01 2 condizioni - 2 ipotesi condizioni A) esistenza di obiettive esigenze di servizio B) conferimento di mansione della qualifica immediatamente superiore Ipotesi A) vacanza posto in organico B) sostituzione lavoratore assente

14 (Mansioni e settore privato) Nel settore privato vige una disciplina in gran parte diversa (art cod. civ.) e la giurisprudenza riveste un fondamentale ruolo di integrazione del precetto legale.

15 Responsabilità disciplinare RESPONSABILITA DISCIPLINARE: si ha quando il dipendente commette infrazioni degli obblighi connessi al rapporto di lavoro. Il potere di punire chi abbia commesso fatti illeciti si esplica attraverso lirrogazione di sanzioni disciplinari.

16 IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE Attualmente, lart. 55 Decreto legislativo n. 165/2001 dispone che, ferme restando le norme attualmente vigenti in materia di responsabilità civile, amministrativa, penale e contabile per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, la tipologia, lentità delle infrazioni e le relative sanzioni disciplinari sono regolate dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

17 IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE Inoltre, sancisce lapplicabilità - dellart c.c., che sanziona in via disciplinare le violazioni del dovere di diligenza (art c.c) e dellobbligo di fedeltà (art c.c.), sulla base del principio di proporzionalità fra infrazione e sanzione - dellart. 7 commi 1, 5 e 8, dello Statuto dei lavoratori che disciplina: a) laffissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti delle norme disciplinari; b) il decorso di gg 5 dalla contestazione scritta del fatto per lapplicazione dei provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale; c) il venir meno di tutti gli effetti delle sanzioni disciplinari trascorsi due anni dalla loro applicazione (c.d. recidiva) Come detto prima, invece, lindividuazione dei comportamenti illeciti (infrazioni) e la definizione delle sanzioni sono rimesse alla contrattazione collettiva che integrerà in tal modo il codice civile e lo Statuto dei lavoratori.

18 Il PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E LE SUE FASI: LA CONTESTAZIONE DEGLI ADDEBITI LAmministrazione, fatta eccezione per il rimprovero verbale non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente, se non previa contestazione scritta da effettuarsi tempestivamente e comunque non oltre 20 gg. decorrenti dal giorno in cui lUfficio istruttore è venuto a conoscenza del fatto e senza avere sentito il dipendente a sua difesa. È ammessa lassistenza di un procuratore e o rappresentante di associazione sindacale

19 LE FASI DEL PROCEDIMENTO: LISTRUZIONE DEL PROCEDIMENTO La convocazione scritta per la difesa non può avvenire prima che siano decorsi 5 giorni lavorativi dalla contestazione del fatto. Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa, la sanzione viene applicata nei successivi 15 gg. Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 gg. dalla contestazione delladdebito altrimenti si estingue. Lincolpato ha accesso agli atti del procedimento.

20 Connessione tra processo penale e procedimento disciplinare Il dipendente che riveste la qualità di pubblico ufficiale può incorrere in fattispecie di reato particolarmente gravi, proprio nel corso dellesecuzione della propria prestazione lavorativa.

21 Rimane una doppia anima, o meglio unanima sfumata e a tratti ambigua della potestà disciplinare che ancora oggi si fa sentire

22 Dalla ricostruzione in termini negoziali del potere derivano quindi Labbandono di una serie di principi tipici del diritto amministrativo ovvero degli atti amministrativi »Parità di trattamento ? »Legge sul procedimento amministrativo ?


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