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I NUOVI COMPETITORS: LA SFIDA CINESE

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Presentazione sul tema: "I NUOVI COMPETITORS: LA SFIDA CINESE"— Transcript della presentazione:

1 I NUOVI COMPETITORS: LA SFIDA CINESE

2 I Mercati Esteri – Cina La Cina come soggetto economico mondiale
Ha una popolazione che è quasi 3 volte quella dell’EU a 25 e quasi 5 volte quella degli Stati Uniti. Rappresenta quasi 3 volte la superficie dell’EU a 25 ed è la stessa di quella degli Stati Uniti. E’ il 1° produttore mondiale di carbone con 1/3 della produzione totale pari a quasi 1,5 volte quella degli Stati Uniti (che è il 2° produttore mondiale). E’ il 1° produttore mondiale di acciaio grezzo con una produzione pari a 1,4 volte la produzione dell’EU a 25 e quasi uguale alla somma della produzione di Nord America, Centro e Sud America. E’ il 2° produttore mondiale di energia elettrica con una produzione pari ad 1/3 di quella degli Stati Uniti (che è il 1° produttore).

3 I Mercati Esteri – Cina 1 - La Cina come soggetto economico mondiale
La Cina è allineata fino al Con Deng Xiao Ping incomincia l’uscita dall’isolamento e la crescita

4 I Mercati Esteri – Cina 1 - La Cina come soggetto economico mondiale
Molto limitata la penetrazione fino al Poi aumenta vertiginosamente tra il 1990 ed il 2002.

5 I Mercati Esteri – Cina 2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Pur diminuendo tra il 1983 ed il 1999 la crescita del PIL si è sempre mantenuta elevata, Dal 2001 riprende a crescere.

6 I Mercati Esteri – Cina 2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Il Pil pc urbano è circa 6 volte quello rurale. Quello costiero urbano viaggia sulle 3-4 volte quello urbano nazionale. L’inflazione si tiene bassa anche se il 2004 mostra segni di riscaldamento.

7 I Mercati Esteri – Cina 2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Scende la popolazione rurale e cresce quella urbana, Dopo Deng il fenomeno di inurbamento ha ripreso vigore. Con la rivoluzione culturale di Mao si era verificato il trasferimento forzato delle masse cittadine nelle campagne.

8 I Mercati Esteri – Cina 2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
La popolazione cinese mediamente è molto giovane (oltre 600 milioni sono sotto i 30 anni). La popolazione urbana, di circa 550 milioni di persone, ha un prodotto pro-capite quasi 7 volte quello rurale e sono stimati in circa 100 milioni gli abitanti con un reddito di livello occidentale ( $/anno) contro 100/150 milioni tuttora a livello di povertà (sotto i 30 $/mese). La Cina punta molto sul capitale umano (ogni anno escono dalle scuole circa tra diplomati o laureati in materie tecniche) e investe molto in ricerca e sviluppo. Gli imprenditori privati sono già circa 3 milioni (erano appena nel 1998) e contribuiscono con le proprie aziende a generare più del 60% del Prodotto Interno Lordo. Oltre il 50% di tutto l’export è prodotto da società a capitale straniero. Va notato il forte impatto della demografia in tutti i settori: dall’anagrafe all’istruzione all’economia.

9 I Mercati Esteri – Cina 2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Tutti i paesi hanno risentito della crisi. La Cina no.

10 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Come sono distinti gli Enti politici ed amministrativi.

11 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Come si compone il PIL dei vari Enti politico-amministrativi.

12 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Come si compone il PIL dei vari Enti politico-amministrativi (Municipalità e Regioni autonome).

13 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Come si distribuisce il PIL delle province.

14 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Come si distribuisce il PIL delle province (i colori individuano le Province più ricche)

15 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Aree a sviluppo incentivato In Cina vi sono attualmente le seguenti diverse tipologie di aree economiche speciali, autorizzate dal Consiglio di Stato: 5 Zone economiche speciali, 28 Zone di sviluppo economico e tecnico, 52 Parchi di sviluppo per progetti ad alto contenuto tecnologico (presso le più importanti città cinesi), 15 Zone franche (tra le più importanti vi sono quelle di Tianjin, Shenzhen, Shanghai, Zhangjigang, Dalian, Guangzhou, Xiamen, Haikou, Fuzhou, Qingdao). Nelle Zone franche è prevista l'esenzione dal pagamento dei dazi doganali, dell'IVA, della tassa sui consumi per i prodotti destinati a lavorazioni per esportazione. Inoltre in queste zone non sono normalmente necessarie licenze di importazione ed esportazione.

16 I Mercati Esteri – Cina 3 - I soggetti politici ed amministrativi
Lo sviluppo economico della Cina e la capacità di attrazione di investimenti esteri sono fortemente concentrati geograficamente. Nelle zone del delta del Fiume Azzurro (est del paese), del delta del Fiume delle Perle (sud) e della cintura economica prossima al mare di Bohai (nord), sono ricomprese 14 fra province, regioni autonome e municipalità, che producono complessivamente un PIL pari al 60% di quello nazionale e che attraggono oltre il 70% dei capitali esteri che affluiscono nel paese. Fiume Azzurro: area di Shanghai Fiume delle Perle: area di Macao-Hong Kong Bo Hai: Golfo di Tianjin

17 I Mercati Esteri – Cina 4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Piani di sviluppo che vengono realizzati non come i vecchi Piani quinquennali sovietici verso gli USA,

18 I Mercati Esteri – Cina 4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Un tentativo di contenimento dello sforzo di investimento.

19 I Mercati Esteri – Cina 4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Come si vede i progetti sono per un irrobustimento dell’industria. Per i servizi c’è ancora un po’ di tempo (forse).

20 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Oil & Gas Le opportunità appaiono consistenti in ragione del fatto che numerosi sono i giacimenti on e off-shore su cui le principali società cinesi stanno puntando. Le riserve complessive attuali sono stimate pari a più di 18 miliardi di barili (prevalentemente a terra) e, per quanto riguarda il gas, pari a 2,2 miliardi di m3. La China National Offshore Oil Corp (CNOOC) e la China National Petroleum Corp. (CNPC), rispettivamente il 1° ed il 3° maggiore produttore di petrolio e gas cinesi stanno intensificando i rapporti con attuali e possibili partner per accrescere lo sviluppo di nuove campi. Nel tratto sud-orientale del mare di Bohai (Provincia di Shandong) da alcuni anni è stato avviato un grande progetto CNOOC-Phillips Oil Co. di sfruttamento che da quest’anno dovrebbe dare risultati consistenti. Anche nelle regioni occidentali (Regione autonoma del Tibet) sono in corso progetti di prospezione per sostenere, con risorse locali derivanti dal petrolio, lo sviluppo delle zone più arretrate della Cina. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

21 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Energia La domanda di energia elettrica della Cina è considerevolmente superiore alla produzione. Attualmente sono installati circa 400 GW che fanno della Cina il secondo paese al mondo per capacità installata di energia elettrica dopo gli Stati Uniti (ca. 800 GW). Di questi circa il 70% impiega carbone, il resto è prevalentemente idroelettrico e poco più dell’1% utilizza combustibile nucleare. Il 2004 ha rappresentato un anno critico per il settore dell’energia elettrica cinese con un deficit di offerta attorno al 10% delle necessità. Nel 2005 sono state tracciate le linee di indirizzo del piano energetico per fare sì che: Entro il 2010 siano disponibili tra i 600 ed i 700 GW ed entro il GW. L’incremento venga realizzato nei prossimi 15 anni con l’installazione di almeno 30 nuove centrali nucleari (le Province fanno a gara per mettere a disposizione propri siti in modo da favorire lo sviluppo locale e per vendere energia alle altre Province). Entro il 2015 vi sia il 10% del fabbisogno energetico elettrico soddisfatto da energie rinnovabili (oggi trascurabile). Nei prossimi 15 anni venga realizzata la rete ovest-est per la trasmissione dell’energia idroelettrica prodotta nei grandi bacini fluviali dell’interno e la connessione nord-sud per quella termica generata nelle aree settentrionali. Entro il 2020 sia completata l’integrazione della rete settentrionale cinese con quella della Russia e quella meridionale con la rete della Tailandia. Si prosegua nella separazione produzione-distribuzione e si favorisca la concorrenza tra i soggetti proprietari. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

22 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Acciaio La Cina ha prodotto, nel 2004, 277 milioni di tonnellate e ne ha consumate circa 280 con un consumo pro-capite di circa 215 kg. Nei primi 3 mesi del 2005 ha prodotto 78 Mt (quasi il 24% in più del corrispondente periodo del 2004) di acciaio grezzo facendo ipotizzare una produzione totale per il corrente anno di circa milioni di tonnellate (quasi 50 milioni in più del 2004) e circa 83 milioni di tonnellate di prodotti laminati (+ 22% rispetto allo stesso periodo 2004). Il settore dell’acciaio resta quello più vitale nella crescita nell’industria pesante anche se soffre dell’aumento dei prezzi delle materie prime principali (carbone, energia e rottame di ferro) e delle difficoltà di trasporto. I programmi di nuovi investimenti sono ambiziosi come in tutti i settori industriali cinesi ma appaiono condizionati dalla necessità di avviare profonde azioni di ristrutturazione che riguardano: 1) la rimodulazione del volume e della destinazione degli investimenti, 2) l’individuazione del corretto utilizzo degli impianti obsoleti (oggi impiegati per soddisfare la carenza di offerta), 3) il necessario bilanciamento dell’export su volumi che non creino tensioni sull’offerta interna (nei primi 4 mesi del 2005 le esportazioni sono state circa 4 Mt). Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

23 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Industria dell’auto L’industria cinese dell’auto è ancora in una fase di forte dipendenza dalle grandi case occidentali ma questo non durerà ancora per molto. L’affrancamento, tuttavia, si accompagnerà ad una omologazione dell’industria dell’auto cinese a quella dei mercati maturi occidentali. Vari sono i problemi che dovranno essere affrontati per assecondare il cammino dell’industria automobilistica cinese: 1) la riduzione della normativa settore oggi piuttosto pesante (che dovrà essere perseguita per non penalizzarne lo sviluppo), 2) la dotazione di infrastrutture (milioni di auto nel traffico e sulle strade costituiranno un problema di non facile soluzione), 3) la concentrazione della produzione cinese (oggi numerose sono le case cinesi che, seguendo il modello di sviluppo sud coreano, cercano di produrre auto per il mercato locale e per quelli esteri ma rappresentano una frammentazione del settore), 4) il consumo di carburante e l’inquinamento conseguente (nella sola Pechino oggi circolano 2,3 milioni di veicoli in buona parte inquinanti; nel 2004 sono stati rottamati taxi ed altri sono previsti per il 2005; entro il 2007 il 90% dei taxi sarà EURO 3 ed i bus “inkfish” saranno sostituiti con bus a gas naturale). Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

24 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Infrastrutture La Cina ha investito nel 2004 circa 60 miliardi di dollari nelle infrastrutture stradali. Oggi il paese dispone di circa 2 milioni di km di strade di cui 400 mila asfaltate e autostrade che saliranno a nel corso del 2005. Nel 2005, inoltre, la Cina prevede di investire 3 miliardi di dollari nel settore del trasporto aereo, ammodernando progressivamente i quasi 140 aeroporti significativi di cui dispone realizzando interventi nelle strutture di logistica interna e di automazione dei servizi aeroportuali. La Cosco Pacific (China Ocean Shipping Company), per citare il più grande operatore marittimo cinese specializzato nel traffico container, nel 2005 investirà quasi 350 miliardi di $ per la ristrutturazione e l'ampliamento dei terminal portuali di Nansha, Ningbo, Nanijn e Tianjin; ciò consentirà al gruppo di crescere nella movimentazione dei contenitori passando dagli attuali 10,8 a 36,5 Mteu. Quest’anno è stato siglato un accordo tra la Germania e la Cina per lo sviluppo di una collaborazione nel trasporto ferroviario. L’ADB ha deliberato un co-finanziamento di 500 M$ per un progetto ferroviario di collegamento province est-ovest di 2,4 G$ da completarsi entro il 2009 (trasmissione, controllo linee, equipaggiamenti per carico-scarico merci). Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

25 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Cantieristica navale Attualmente la Cina è il terzo produttore mondiale di navi, dopo Giappone e Corea del Sud con una quota di mercato di circa il 15% e con circa il 17% degli ordini acquisiti nel 2004, e si avvia, già dal 2006 a divenire il secondo con una produzione di quasi 10 milioni di t. E’ prevedibile che nel volgere di qualche anno la Cina divenga il primo produttore mondiale superando il Giappone che oggi produce attorno alle 15 milioni di t. Questi risultati dipendono sia dall’aumento della domanda interna sia, soprattutto, dal crescente interesse che, sull’onda della ripresa economica mondiale, i cantieri cinesi stanno rivestendo presso gli investitori stranieri per il basso costo della manodopera. Oggi il CSSC, il maggiore gruppo statale cinese di cantieri navali, esporta il 70% della sua produzione (3,6 Mt). Le previsioni del CSSC sono di realizzare investimenti nei prossimi 10 anni che consentano non solo un aumento della produzione (attraverso la costruzione di due grandi cantieri uno a nell’isola di Shanghai, Changxing ed uno a Longxue (Guandong) ma anche il miglioramento della qualità e la tipologia delle navi da costruire con investimenti in tecnologia nelle LNG, nelle grandi petroliere e nelle portacontainer. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

26 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Ambiente Rifiuti solidi Per la Cina il problema dei rifiuti solidi sta crescendo molto più velocemente di quello dei rifiuti liquidi e dell’inquinamento dell’aria. Il problema, poi, è maggiore per i rifiuti industriali che per quelli urbani. Il Dipartimento USA del Commercio stima che i primi ammontino a non meno di 650 milioni di t/a ed i secondi a circa 110 Mt/a. Una parte rilevante di quelli industriali è tossica e nociva ed il suo trattamento mediante incenerimento pone seri problemi per insufficienza tecnologica, per difficoltà operative (impianti vecchi e personale poco specializzato) e di normative. La risposta al trattamento fornita dai soli inceneritori che utilizzano tecnologie più frequentemente giapponese e sud-coreana, non è considerata soddisfacente in quanto per le difficoltà locali i problemi di ulteriore inquinamento da trattamento risultano maggiori rispetto ai vantaggi che ne deriverebbero. In ogni caso il settore del trattamento dei rifiuti solidi rappresenta un mercato di enormi opportunità considerando che solo gli impianti per gli RSU attualmente disponibili (circa 25) rappresentano una capacità di trattamento di t/g pari a circa il 4% del volume giornaliero di tutta la Cina. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

27 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Ambiente Rifiuti liquidi Con una popolazione che cresce dello 0,6% all’anno, nel 2015 si passerà dagli 1,3 miliardi di abitanti del 2004 a poco meno di 1,4. Questo creerà un enorme problema di disponibilità di risorse idriche sia per l’alimentazione che per l’agricoltura e l’industria. Soltanto prendendo a riferimento un’area campione, la Provincia dello Yunnan, si può notare che nel 2000 il governo ha destinato 1 miliardo di $ per trattare le 200 milioni di t di acqua utilizzata nelle circa unità produttive (miniere e fabbriche) presenti nella Provincia. Il mercato cinese della raccolta, trattamento, conservazione, distribuzione dell’acqua potabile e del successivo smaltimento è stimato in circa 400 miliardi di di $/a. Quello degli investimenti in infrastrutture destinate alla raccolta, al trattamento ed allo smaltimento dell’acqua, nel periodo , è valutato in circa 300 miliardi di $. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

28 I Mercati Esteri – Cina 5 - Gli sviluppi di alcuni settori
Mercato delle costruzioni e degli edifici integrati Il mercato mondiale delle costruzioni integrate (di cui gli “edifici intelligenti” sono una parte) sta crescendo a ritmi sostenuti: Nel 2004 è stato stimato pari a quasi 62 miliardi di $ con un tasso di crescita annuo è del 2,9% Il business è stimato sia composto per circa i 2/3 da progettazione, montaggio, avviamento e formazione del personale e per 1/3 dalla componente impiantistica USA, Europa Oc., Giappone e Cina rappresentano l’80% del mercato mondiale In Cina questo settore sta crescendo ancora più in fretta che nelle aree occidentali registrando un tasso medio annuo di circa il 20% ma soffre, in modo particolare, della carenza di materiali da costruzione (cemento, ferro, …). Il settore del Building Management Systems in Cina in generale, presenta grandi potenzialità ma nello sviluppo incontra grossi ostacoli costituiti in gran parte dalla disponibilità di equipaggiamenti, di tecnologie e delle capacità di conduzione degli impianti oltre a quello dei materiali da costruzione comune a tutto il comparto delle realizzazioni civili. Solo alcuni flash che non possono considerarsi neanche generali troppo è il fermento che sta sotto l’economia.

29 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
La penetrazione commerciale italiana, fino alla fine degli anni ‘80 - primi novanta, è stata, a livello europeo, seconda dopo la Germania. Dagli inizi degli anni ‘90 fino al 2002 la posizione dell’Italia è andata peggiorando collocandosi al terzo posto dopo Germania e Francia. Nel 2002, una buona affermazione l’aveva riposizionata al secondo posto ma, l’anno successivo, la vedeva nuovamente dietro Germania e Francia segno che il recupero era più un fatto congiunturale piuttosto che il risultato di un’inversione di tendenza, come hanno confermato il 2003 e 2004. In generale, comunque, quasi tutti i paesi industrializzati hanno ceduto quote a vantaggio di paesi a nuova industrializzazione quali, ad esempio, quelli dell’Estremo oriente (area del sud est asiatico soprattutto). Da sottolineare le crescenti buone affermazioni del Brasile che negli ultimi anni ha superato, per penetrazione in Cina, sia l’Italia che la Francia.

30 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
Si vedono chiaramente i trend di alcuni paesi: Negativo per Francia, Italia, USA e Giappone. Positivo per gli altri

31 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
Secondo l’ultimo “Rapporto Paese” svolto congiuntamente dalle Ambasciate/Uffici ICE relativo alla Cina, cinque sono i settori fra quelli che potrebbero vedere bene impegnata l’industria italiana sul mercato cinese e che quindi, a buon diritto, potrebbero essere considerati prioritari per le imprese italiane. I Settori sono: Energia, Ambiente, Tecnologie meccaniche e produttive, Lifestyle (arredo, moda, agroalimentare), Grandi lavori ed infrastrutture. Dove si potrebbe puntare

32 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
Sull’Energia elettrica sono state già evidenziate le grandi opportunità rappresentate dal divario domanda-offerta. Sull’Ambiente si può aggiungere, a quanto già notato, che questo rappresenta un settore strategico per la Cina tanto che nel Piano quinquennale in scadenza ( ) è stato stanziato l’1,2% del PIL e che un importo del tutto simile è previsto per il prossimo piano. Su questo segmento di business le imprese italiane hanno una discreta competitività ed esperienza ed il Programma di Cooperazione misto italo-cinese (SICP), lanciato nel 2000, sta incominciando a dare discreti risultati. Sul settore delle Tecnologie meccaniche e produttive va osservato che le dimensioni del mercato sono vastissime e, in particolare nel segmento delle macchine utensili, lo sforzo che le imprese italiane possono produrre può essere ancora ben coronabile da successo.

33 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
Sulle Opere infrastrutturali va osservato che non si contano, se non nell’ordine delle centinaia, i progetti per la realizzazione di ponti, porti, strade, ferrovie. Le prossime Olimpiadi del 2008 (35 miliardi $ di investimento che si stima ne indurranno 120 ) e l’Expo mondiale del 2010 a Shanghai, solo per citarne due fra le più significative iniziative, stanno già generando ricadute di dimensioni straordinarie. Uno dei problemi più difficili che hanno fino ad oggi reso debole l’azione delle imprese italiane, secondo il Rapporto MAE-ICE 2004, è stato il poco efficace supporto dato alle aziende da parte delle banche che si sono mostrate poco propense al project financing (tipico strumento nei progetti infrastrutturali), evidenziando, di fatto, una preferenza per gli schemi finanziari degli anni ’70 e ’80 quando le risorse per investimenti erano assicurate, consistenti, dalla WB e dalle banche di sviluppo locali. Tuttavia, nelle recenti visite commerciali guidate dal MAP in Cina un discreto numero di primarie banche italiane hanno partecipato alle missioni lasciando, prudentemente, ben sperare.

34 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
Oggi le aziende italiane sono presenti in misura maggiore sotto forma di uffici commerciali a presidio del mercato che di aziende produttive. Secondo le ultime rilevazioni eseguite dal Ministero degli Affari Esteri la prevalenza delle imprese italiane in Cina è sotto la forma di joint venture con prevalenza di quelle a capitale cinese (più del 50%) mentre quelle a controllo italiano sono poco meno del 30% e le JV paritetiche circa il 20%. Per quanto riguarda i settori industriali la prevalenza è del settore dell’auto, della meccanica, della chimica e del tessile. Sta crescendo la presenza delle banche, delle assicurazioni, di trasportatori e dei servizi di consulenza anche se ancora è insufficiente a supportare adeguatamente lo sforzo di penetrazione delle aziende. Da un punto di vista geografico si può notare una certa preferenza in termini numerici è a stabilirsi all’interno del paese ma i volumi maggiori di investimento riguarda la costa. In 5 province costiere su 31 (Shanghai, Jiangsu, Shandong, Hebei, Tianjin) sono stati concentrati più di ¾ degli investimenti italiani effettuati nel 2004. Dove vanno le imprese italiane e come si attrezzano con le società.

35 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
Altri settori di grande interesse e potenzialità, oltre a quelli già ricordati e sollecitati dalle autorità commerciali cinesi, sono quelli petrolifero, bio-farmaceutico, mezzi di trasporto, centri di ricerca. Geograficamente va notato che le autorità cinesi, attraverso alcuni strumenti, fiscali e logistici, stanno cercando di orientare verso aree del nord-est gli investimenti stranieri (ad esempio Tianjin e Dalian) e nell’ovest. Ciò rappresenta un’indubbia opportunità che, per essere colta, però, va intrapresa fin da subito in modo da poter contare su un vantaggio competitivo nel futuro. Certamente, al momento, queste aree sono meno appetibili come mercato di sbocco ma per realizzare nuove basi produttive possono rappresentare un ottimo punto di partenza potendo contare anche sul fatto che molti giovani specializzati residenti nelle province più sviluppate si sono già trasferiti o sono disposti a farlo prossimamente nelle aree del nord ovest per accrescere le potenzialità di sviluppo di queste aree attualmente meno avvantaggiate. E’ una sfida che si gioca sul rischio.

36 I Mercati Esteri – Cina 6 - Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
In estrema sintesi si può concludere che: Il mercato cinese che oggi c’è e che ci sarà anche nei prossimi anni, pur trasformandosi nell’articolazione, ma per coglierlo occorre muoversi rapidamente orientandosi verso zone ancora in fase di sviluppo che possono offrire agevolazioni, risorse umane, costi competitivi. E’ vero che i cinesi hanno acquisito molte tecnologie in moltissimi settori ma è altrettanto vero che sono ancora molto interessati a sviluppare collaborazioni a livello di medie strutture su tecnologie elevate su cui ancora le imprese italiane possono dire qualcosa (specie nel campo delle macchine utensili, delle componenti di impianto, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei trasporti, delle infrastrutture e dell’ambiente). Coraggio, anche se è difficile, potremmo farcela!


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