La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Diana Dragoni.  Il termine 'movimenti migratori' - o 'migrazioni' - indica uno spostamento individuale o collettivo da un luogo d'origine a un luogo.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Diana Dragoni.  Il termine 'movimenti migratori' - o 'migrazioni' - indica uno spostamento individuale o collettivo da un luogo d'origine a un luogo."— Transcript della presentazione:

1 Diana Dragoni

2  Il termine 'movimenti migratori' - o 'migrazioni' - indica uno spostamento individuale o collettivo da un luogo d'origine a un luogo di destinazione, più precisamente un mutamento permanente o semipermanente di residenza (Caldo, 1996).

3 MIGRAZIONI VOLONTARIE MIGRAZIONI FORZATE

4 entro i confini di uno Stato INTERNE da uno Stato all’altro INTERNAZIONALIINTERCONTINENTALI DEFINITIVETEMPORANEESTAGIONALI

5  naturali  religiose  sociali  economiche  etniche  politiche e militari

6  Ricchezza  Qualità della vita  Disponibilità dei servizi  Accessibilità del Paese d’accoglienza  Presenza di connazionali  Conoscenza della lingua  Possibilità di occupazione

7  NEGATIVI: quasi sempre ad andarsene sono giovani per i quali a volte si è investito molto in termini di formazione  POSITIVI: l’emigrazione può essere una valvola di sfogo per l’eccesso di popolazione durante una crisi; le rimesse degli emigrati possono essere una risorsa economica.

8  NEGATIVI: tensioni sociali legate alle diversità di cultura e alla concorrenza con la forza lavoro locale  POSITIVI: gli emigrati spesso rappresentano manodopera a basso costo; arricchimento culturale dato dalla diversità

9  Protagonisti sono stati popoli nomadi o seminomadi: allevatori, marinari.  Cause: necessità di cercare terre fertili o di sfuggire al disseccamento delle terre da pascolo

10 INDOEUROPEI  Una comunità umana fra Europa e Asia parlava un’unica lingua, quando la comunità si frantumò in varie tribù, queste si spostarono e svilupparono lingue imparentate ma diverse. Una di queste tribù (in epoca storica si chiameranno «Elleni») giunse dal 1900 a. C. a ondate successive nel continente greco, già occupato da genti indigene che chiamiamo Pelasgi. GRECI  I colonizzazione di epoca micenea (XII-X sec. a.C.) verso l’Asia Minore  II colonizzazione di epoca arcaica (VIII–VI sec. a.C.) verso est (Mar Nero = Ponto Eusino; stretto dei Dardanelli = Ellesponto; Mar di Marmara = Propontide) Verso ovest (coste centro- occidentali del Mediterraneo)

11

12

13 N.B.: La colonia greca è autonoma dalla madrepatria.

14

15  I protagonisti sono ancora popoli che conoscono l’agricoltura come attività marginale, che sono in una fase intermedia tra società primitiva e feudalesimo pastorale.

16 BARBARI I Germani si riversano sull’Europa occidentale e meridionale (IV – V sec.) contribuendo al declino dell’Impero Romano. NORMANNI, UNGARI, ARABI Invadono l’Europa tra il IX e il X sec. contribuendo al declino del Sacro Impero Romano (carolingio). TURCHI Conquistano L’Europa sud- orientale a partire dal XV sec.

17

18

19

20  Dopo la scoperta di nuove terre (l'America da parte di C. Colombo nel 1492), i grandi protagonisti diventano gli Europei, che si fanno accompagnare forzatamente dagli Africani con la tratta degli schiavi.  Tali migrazioni si legano alle politiche delle grandi potenze coloniali, interessate a impadronirsi dei territori extraeuropei e delle enormi risorse che offrivano (spezie, prodotti di piantagione, minerali, materie prime). Talvolta furono legate alla necessità di sfuggire a persecuzioni politiche (Irlandesi) o religiose, oppure di evitare condanne penali.

21 IMPERIALISMO COLONIALISMO Politica di potenza e di supremazia di uno Stato tesa a creare una situazione di predominio, diretto o indiretto, su altre nazioni, mediante conquista militare, annessione territoriale, sfruttamento economico o egemonia politica. Dal punto di vista dottrinale l’imperialismo poggia sull’idea che i popoli più forti abbiano il diritto di imporsi su quelli più deboli. Dal latino colere = coltivare la terra. In età moderna e contemporanea, l'occupazione e lo sfruttamento territoriale realizzati con la forza dalle potenze europee ai danni di popoli ritenuti arretrati o selvaggi.

22

23  Migrazioni interne dalle aree deboli (campagna) alle aree forti (città) dei paesi in corso di industrializzazione.  Spostamenti transoceanici di massa.  Nell’Ottocento si raggiunge il culmine del colonialismo europeo.  Il fenomeno migratorio assume una nuova forma: le nuove ondate di emigranti sono composte da contadini poveri, in fuga dalla miseria e dalla disoccupazione causate dallo sviluppo industriale.

24

25  : dall’Europa 65milioni di persone si dirigono verso gli USA (grande forza propulsiva all’economia senza pagare nulla in cambio), altri verso Canada, Argentina, Brasile, Australia.  Dopo il 1930: i flussi rallentano.  Dal secondo dopoguerra netto distacco tra: - paesi dell’Europa centro-occidentale, che sperimentarono un rapido sviluppo industriale, - - paesi mediterranei, la cui economia era ancora fragile e la disoccupazione altissima. - Milioni di italiani, spagnoli, portoghesi, greci, furono costretti a cercare lavoro nelle fabbriche dell’Europa più ricca.

26

27  Processo attraverso cui un territorio sottoposto a regime coloniale acquista l’indipendenza politica, economica e tecnologica dal paese ex- colonizzatore. In particolare, il processo storico, iniziato con la Seconda guerra mondiale e proseguito negli anni 1970, che ha portato alla dissoluzione dell’assetto coloniale imposto alla quasi totalità dell’Africa, a buona parte dell’Asia e a territori delle Americhe.

28 Rivendicazioni, spesso espressasi attraverso disordini, tumulti, sollevazioni popolari, anche violente, e talora invece attraverso manifestazioni organizzate di resistenza passiva o non-cooperazione (Gandhi) Azione per lo sviluppo economico dei territori soggetti, intrapresa dai governi coloniali (anche se diretta all’interesse metropolitano) Formazione di élite culturalment e evolute la politica coloniale della Gran Bretagna e di altre potenze avviò con lenta gradualità, i territori coloniali verso una sempre più ampia autonomia amministrativa Si affiancò l’azione di movimenti, partiti e altre organizzazioni all’interno degli Stati coloniali. Le istanze decolonizzatrici provennero specialmente dai partiti e dai movimenti di sinistra, in quanto la dottrina socialista e poi l’elaborazione leninista del marxismo condannavano l’espansione coloniale considerandola come un aspetto e un fondamento essenziale del capitalismo.

29  coabitazioni forzate di gruppi umani diversi e rivali  neocolonialismo: le risorse hanno continuato a essere utilizzate dagli antichi dominatori o da altri paesi che si sono a essi sostituiti.  tentativi di rinnovamento.

30 Es.: Esodo istriano Spettacolo di S.Cristicchi «Magazzino 18»

31  Dalla decolonizzazione: immigrazioni nell’Europa dalle ex colonie favorite dalla conoscenza di lingua e cultura.  Oggi: moltiplicazione dei flussi migratori: in tutti i paesi più sviluppati d’Europa sono ospitate consistenti minoranze di lavoratori stranieri.  Difficoltà conseguenti.

32 PROBLEMI OCCUPAZIONALI IN EUROPA E PAURA DI PERDERE IL LAVORO PREGIUDIZI CULTURALI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI Episodi di INTOLLERANZA ETNICA e VIOLENZA LEGGI RESTRITTIVE VARATE DA ALCUNI PAESI OCCIDENTALI PER CONTENERE L’IMMIGRAZIONE.

33 I FASE Dagli anni ’70 dell’800, milioni di italiani, contadini senza terra e operai disoccupati, emigrarono in cerca di un lavoro soprattutto alla volta dell’America. Spesso erano intere famiglie e si trattava di un’emigrazione definitiva.

34 II FASE Il flusso si attenuò tra le due guerre mondiali e riprese nel secondo dopoguerra, fino agli anni ’60. Questa volta ci si diresse verso i paesi europei più sviluppati dell’Italia: Germania, Francia, Svizzera, Belgio. A partire furono soprattutto uomini, mentre la famiglia restava in patria. Era un’emigrazione temporanea.

35 III FASE A partire dagli anni ’70 – ’80 del ‘900, hanno cominciato ad emigrare giovani non sposati che studiano all’estero e trovano un lavoro molto qualificato. Oggi sono circa 5milioni i figli e i nipoti dei vecchi emigranti che risiedono all’estero.

36  Tra gli anni ’70 e ’80 del sec. scorso, l’Italia ha raggiunto un livello di benessere simile a quello di altri paesi industrializzati.  Alto livello di studio.  Molti giovani italiani non sono disposti ad accettare lavori pesanti o poco qualificati che invece attirano i giovani di altri paesi (tuttavia, non di rado anche loro hanno un titolo di studio).  Stranieri residenti in Italia con regolare permesso: 2,8milioni. Clandestini:  Il processo di integrazione degli immigrati è sempre lento: dura più di una generazione.

37

38  Individui provenienti da Stati che non fanno parte dell’Unione Europea.  Immigrati che entrano in un paese senza regolare permesso di soggiorno e senza un contratto di lavoro.

39  PRIVITERA G., PRETAGOSTINI R., Storie e forme della letteratura greca, Einaudi Scuola,  AMERINI F., ROVEDA R., Chiedi alla storia, vol. 1, Ed. Sc. Bruno Mondadori,  Losano M. G., «Oceano, il mondo visto da Lisbona», in Limes 5/2010 "Il Portogallo è grande».   


Scaricare ppt "Diana Dragoni.  Il termine 'movimenti migratori' - o 'migrazioni' - indica uno spostamento individuale o collettivo da un luogo d'origine a un luogo."

Presentazioni simili


Annunci Google