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+ Il rituale dellinterazione Sociologia della comunicazione Prof. Vincenzo Romania.

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Presentazione sul tema: "+ Il rituale dellinterazione Sociologia della comunicazione Prof. Vincenzo Romania."— Transcript della presentazione:

1 + Il rituale dellinterazione Sociologia della comunicazione Prof. Vincenzo Romania

2 + Il rituale in Durkheim Il modello classico di rituale religioso che viene utilizzato in sociologia è quello sviluppato da Emile Durkheim secondo cui la religione in quanto credenza è la rappresentazione collettiva della credenza nella società stessa ed il rituale è una forma di cerimonia attraverso cui gli individui riconfermano la propria appartenenza a questa realtà collettiva. Il concetto di rituale in Durkheim è perciò applicato a cerimonie collettive che coinvolgono tutti i membri di una data società. Il suo oggetto di studio nel testo Forme elementari della vita religiosa (1912) sono le società tribali, i loro riti collettivi e le forme di integrazione sociale ad essi collegati.

3 + Caratteristiche di un rituale secondo Durkheim la riunione fisica di un gruppo di persone; la loro condivisione di un focus di attenzione comune e consapevole; una tonalità emozionale comune; la presenza di oggetti sacri da venerare che rappresentano lappartenenza al gruppo; un insieme di sanzioni negative e positive.

4 + Effervescenza sociale Il prodotto di ogni rituale, secondo Durkheim, è ciò che viene definito come effervescenza sociale: Non appena gli individui sono raccolti, dal loro accatastamento (sic) scaturisce una specie di elettricità che li trasporta con rapidità a un grado straordinario di esaltazione. Ogni sentimento espresso risuona senza resistenza in tutte queste coscienze aperte alle impressioni esterne: ognuna fa da eco alle altre e viceversa (Durkheim : 238). Il modello durkheimiano di rituale è stato applicato a nuove forme di rituale non religioso (lettura). In particolare è stata sottolineata la capacità della televisione di creare media event di tipo rituale (Dayan e Katz).

5 + Il rito è formale Esso è caratterizzato da un alto grado di conformità, stereotipicità, stilizzazione del rito stesso ed a livello spazio- temporale dal ricorrere in luoghi e momenti precisi. Una cerimonia religiosa, ad esempio la messa cristiana, avviene in luoghi (le chiese), tempi (alla domenica mattina la messa domenicale) e secondo sequenze (letture e parti della liturgia) ricorrenti in maniera pressoché invariabile nel tempo e nello spazio.

6 + Il rito è performativo Un rito non può essere definito semplicemente da un testo, ma diviene tale solo attraverso lesecuzione reale, ovvero la performance delle azioni che prevede. Rispetto alle concezioni teologiche, lantropologia sottolinea però laspetto propriamente umano, reale e incarnato del rito che si realizza, per lappunto, in un determinato contesto sociale, tramite la performance, ovvero tramite linterpretazione drammaturgica degli attori – nel nostro caso dei fedeli che si recano a messa – di un copione cerimoniale.

7 + Il rito è in-utile Il rito non contempla cioè un valore strumentale inteso in termini di produttività, ma soprattutto è in-utile in quanto sospende lattività di working tipica della vita quotidiana (Schutz, 1979).

8 + Il rito è comunicativo e ripetitivo Comunica messaggi canonici e messaggi sociali: siamo tutti parte della stessa comunità, ci identifichiamo in essa, la nostra esistenza è pacificata. La ripetitività dei riti è una funzione della stabilità societaria ed è una funziopne di adattamento allambiente, che, secondo etologi e sociobiologi, rende lesperienza umana una continuazione di quella di altre specie animali.

9 + I rituali dellinterazione in Goffman Il rituale viene considerato – come faceva anche Durkheim – un sistema simbolico che contribuisce allintegrità ed alla solidarietà del gruppo che ladotta. Goffman sposta il focus di attenzione, rispetto a Durkheim, dai rituali collettivi ai rituali interpersonali riguardanti il Sé: nel nostro mondo urbano e secolare, allindividuo è concessa una certa sacralità che viene manifestata e confermata da atti simbolici. Il Sé è quindi considerato come una sfera sacra, ideale, in accordo con quanto affermato da Simmel, che nessuno può profanare.

10 Questa sfera non può essere violata senza provocare la distruzione del valore della personalità dellindividuo. Una sfera di questo tipo è posta attorno a una persona del suo onore. Nel linguaggio comune lespressione > definisce spesso un insulto allonore di qualcuno. Il raggio di questa sfera segna, per così dire, il limite il cui sconfinamento costituisce un insulto allonore di una persona (Simmel, 1908).

11 + La natura della deferenza e del contegno Il saggio è contenuto allinterno de Il rituale dellinterazione (1967). Analizza le regole di condotta che regolano il comportamento umano. Le regole di condotte sono considerate come guide allazione, contraddistinte da obblighi ed aspettative relative ai contesti e ai ruoli.

12 + Regole di condotta e comunicazione Un atto che sia soggetto a una regola di condotta è quindi una comunicazione, poiché rappresenta un modo in cui vengono confermate le identità personali: sia lidentità della persona per cui la regola è un obbligo, sia quella della persona per cui è unaspettativa. Allo stesso modo lo è un atto che non si conforma in quanto le infrazioni hanno grande risonanza, talvolta fino al punto di sconfessare il sé dei partecipanti.

13 + Tipi di regole di condotta Esistono regole simmetrice ed asimmetriche a secondo dello status degli interlocutori E regole sostanziali e di cerimonia. Le prime sono regole in sé, che prescindono dalle conseguenze sullidentità dellindividuo, sono codificate da leggi e regolamenti. Le seconde invece sono regole convenzionali che comunicano il carattere e lidentità del personaggio ed il proprio giudizio su chi partecipa alla situazione. Queste regole sono codificate dal codice cerimoniale o etichetta.

14 + Deferenza e contegno Linsieme delle regole cerimoniali di un gruppo costituiscono un idioma del gruppo stesso. Principalmente lattività cerimoniale si può dividere in due componenti principali: la deferenza e il contegno.

15 + Deferenza DefinizioneCon il termine > io indicherò quella componente della attività che funziona come strumento simbolico col quale si esprime regolarmente a una persona il proprio apprezzamento nei confronti di qualcosa di cui questa persona è assunta come simbolo, estensione o agente. Può essere agita fra individui, istituzioni, oggetti. La deferenza è un riconoscimento che non può essere pretesto, autonomamente, ma viene riconosciuto da altri.

16 + Funzioni della deferenza Per il suo essere intersoggettiva la deferenza è un sistema che permetter lintegrazione fra i membri di una comunità. Un gesto di deferenza è in effetti un riconoscimento o una valutazione generale della persona. Come per la rappresentazione è una idealizzazione: il tono reverenziale da cui è caratterizzata da infatti una rappresentazione migliore della realtà. Oltre che un riconoscimento, la deferenza è anche una promessa,perché impegna lautore a comportarsi nello stesso modo anche in futuro

17 + Deferenza e status I rituali di deferenza sono influenzati dagli status (simmetrici o meno), relativi allarea lavorativa, sentimentale e familiare soprattutto. Si creano conflitti quando le persone si conoscono per più status incrociati (paziente e figlio, collega e partner). La deferenza si esplica soprattutto in due forme: rituali di discrezione e rituali di presentazione.

18 + Rituali di discrezione Si riferiscono al rispetto della sfera ideale. La sfera ideale può essere contaminata solo da chi possiede familiarità con lindividuo Più elevata è la classe dellindividuo tanto maggiore tenderà ad essere la distanza spaziale e sociale che gli si rivolgerà I rituali di discrezione tendono spesso ad essere asimmetrici Esempio da Philip K. Dick, Minority report

19 + Rituali di discrezione: contenuti Nome di battesimo o nome di status Proprietà e luoghi fisici dellindividuo Intimità Distanza fisica Argomenti che possono causare sofferenza, imbarazzo, umiliazione. In Asylum si verificano situazioni opposte: violazione regole della discrezione, discussione su questioni intime del paziente, messa in imbarazzo, pazienti che non rispettano distanze sociali

20 + Rituali di presentazione Sono rituali coi quali lindividuo rende testimonianza al destinatario del modo in cui lo considera e lo tratterà nellimminente interazione. Es: saluti, regali, notazioni riguardo ai cambi di status, aspetto o reputazione, inviti, offerte di piccoli favori, complimenti. I saluti tendono ad essere tanto più lunghi quanto più tempo è passato dallultimo incontro. Questi rituali sono il mezzo con cui sinforma il destinatario che egli non è unisola a sé stante ma che gli altri sono, o desiderano essere, partecipi delle sue preoccupazioni.

21 + Il contegno Lelemento del comportamento cerimoniale dellindividuo tipicamente manifestato mediante latteggiamento, il modo di vestire o di muoversi, e che serve a comunicare a coloro che sono in sua presenza che egli è una persona che possiede certe qualità desiderabili o indesiderabili. Qualità relative al contegno: discrezione, sincerità, modestia, spirito sportivo, padronanza verbale e motoria, autocontrollo emotivo e fisico.

22 + Il contegno Il contegno è frutto e dimostrazione di un processo di socializzazione (come habitus). Il contegno per realizzarsi ha bisogno di risorse ed è quindi più facile per le classi più ricche. Esso è il biglietto da visita che si presenta agli altri per ottenere la loro fiducia, in quanto soggetto interagente affidabile. Anche il contegno è soggetto a regole simmetriche e asimmetriche. Le malattie mentali si verificano soprattutto come mancanza di contegno: durante i pasti, controllo proprio corpo, denudazioni, controllo sfera intima sessuale, etc. Sono le stesse istituzioni totali, tuttavia, a portare a questo.

23 + Conclusioni: deferenza e contegno Deferenza e contegno sono rituali incrociati e complementari. Perché possa essere espressa unimmagine completa delluomo, gli individui debbono tenersi per mano in una catena cerimoniale e ognuno di essi deve dare deferentemente col proprio contegno a chi sta alla sua destra ciò che riceve deferentemente da chi sta alla sua sinistra Il sé è quindi un oggetto rituale sacro

24 Questo moderno mondo laico non è poi così irreligioso come si potrebbe pensare. Ci siamo sbarazzati di molti dei, ma lindividuo stesso rimane ostinatamente una divinità di notevole importanza. (Goffman, 1967, 104). Forse lindividuo è un dio così vitale perché può effettivamente capire il significato cerimoniale del modo in cui è trattato e può rispondere drammaticamente di persona a ciò che gli viene offerto. Nei rapporti tra questi divinità non è necessario lintervento di intermediari; ognuno di questi dei è in grado di celebrare lufficio divino come sacerdote di se stesso.

25 + Differenze fra rituali collettivi e rituali dellinterazione La contingenza: non si può prevedere in precedenza in quale momento un determinato rito avverrà (contingenza temporale), come in un contesto culturale più debole verrà eseguito (contingenza individuale), come le diverse cerchie sociali reagiranno (contingenza interpersonale); La partecipazione: in una società primitiva, infatti le performance rituali coinvolgevano praticamente la totalità del corpo sociale Lobbligatorietà socialmente sanzionata: il non rispondere a determinati obblighi rituali crea ancora ai giorni doggi delle forme di sanzioni informali e a volte anche formalizzate, ma la loro influenza sul comportamento quotidiano è sicuramente diminuita rispetto a società più semplici, con interazioni più rare, più prevedibili e ritualizzate;

26 + Differenze fra rituali collettivi e rituali dellinterazione La differenziazione: al moltiplicarsi delle cerchie sociali ed al decadere delle grandi narrazioni (le ideologie e le religioni) che definivano degli universali simbolici di riferimento per lazione sociale (Berger, Berger e Kellner, 19..*), i rituali tendono a diventare sempre più differenziati a partire dai diversi contesti sociali; Ladattamento al cambiamento sociale: in una società altamente complessa nella quale i canali di interazione sociale aumentano, i rituali tendono ad adattarsi e a svilupparsi a partire da questi nuovi canali.

27 Goffman, Il rapporto tra i sessi (1977) IDEE PRINCIPALI Tutti gli individui sono divisi sin dalla nascita in classi sessuali (23). La classificazione inizialmente si basa sull ispezione medica e viene poi confermata dal comportamento e dall apparenza (24). Le due classi si didfferenziano per esperienze, aspettative, ricompense, modi di agire e di sentire (25). A queste 2 classi, ogni società associa ideali di mascolinità e femminilità, non basati sul reale dato biologico ma su credenze di stampo folcloristico sul genere. In particolare, in ogni società esiste una universale organizzazione per classi sessuali delle attività familiari (31). Le differenze fra le classi non vanno valutate a partire dalle risorse ma dai meccanismi simbolici di inferiorizzazione della donna (33). In tal senso, la società moderna non differisce da quella patriarcale (35).

28 Goffman, Il rapporto tra i sessi (1977) IDEE PRINCIPALI Due esempi del meccanismo simbolico sono il corteggiamento e i rituali di cortesia (36-43). In entrambi i casi, la donna viene concepita come un essere vulnerabile, fragile che accetta una forma di dominio maschile, che si esprime in modalità differenti [lettura]. Goffman prende quindi in analisi alcuni ambiti istituzionali di organizzazione delle classi sessuali, per dimostrare l infondatezza di alcune differenze di genere. In primo luogo, parte dalla divisione familiare dei compiti domestici (46-48) e delle gerarchie di genere, nei contesti egualitari. Quindi, prende come esempio la divisione sessuale di alcuni luoghi pubblici (come ad es. la toilette) e ne spiega la funzionalità al mantenimento delle classi sessuali (49-52); il job placement e il ruolo dell attrività fisica delle donne nell essere assunte (51-55); i sistemi di identificazione (55) di genere; il dimorfismo fisico; il ruolo dell attività sportiva nel riconfermare la superiorità maschile e ne ricava appunto come si tratti di pratiche non giustificate da reali differenze fisiche ma piuttosto dal mantenimento della differenza fra classi sessuali.

29 + Definizione della situazione e frame analysis Sociologia della comunicazione prof. Vincenzo Romania

30 + Definizione della situazione Il concetto di Definizione della situazione è il concetto che porta in sociologia, la valutazione individuale, sociale e di gruppo, delle norme che organizzano e definiscono una determinata situazione. Il concetto tiene quindi insieme una dimensione micro, una meso ed una micro-sociale delle interazioni umane. Tiene conto dellaspetto culturale, normativo, cognitivo che definisce ogni interazione umana.

31 + Origini teoriche La riflessione sulla definizione della situazione viene introdotta in sociologia da William I Thomas, uno dei fondatori della Scuola di Chicago (notizie biobibliografiche in Le cornici dellinterazione). Esso ha quindi una parentela teorica con lapproccio dellecologia sociale, in quanto nasce in un ambiente ove la riflessione teorica è molto legata alla analisi empirica delle condizioni sociali degli abitanti della città industriale americana. [esempio da Le cornici dellinterazione su casi Muro di Berlino e cornici politiche].

32 + Il contadino polacco in Europa e in America ( ) Studio monumentale sul processo migratorio dei polacchi, uno dei gruppi meno integrati del suo tempo, verso la città di Chicago. Esso unisce analisi di interviste biografiche, di materiale epistolare, di memoirs ed osservazioni partecipanti. Il rapporto di ricerca conseguente è di oltre 2000 pagine. La research question principale che sottende il progetto di ricerca è: quali processi di organizzazione e ri- organizzazione dellesperienza sono conseguenti al processo migratorio?

33 + Definizione La situazione è un set di valori e di atteggiamenti con i quali lindividuo o il gruppo ha a che fare in un processo di attività e riguardo ai quali quella attività viene pianificata ed i suoi risultati vengono apprezzati. Ogni attività concreta è la soluzione di una situazione. La situazione coinvolge tre tipi di dati: 1) le condizioni oggettive sotto le quali lindividuo o la società devono agire, ossia la totalità dei valori – economici, sociali, religiosi, intellettuali, ecc. che in un determinato momento influiscono direttamente o indirettamente sullo status conscio dellindividuo o del gruppo; (2) Gli atteggiamenti pre-esistenti dellindividuo o del gruppo e che in un determinato momento hanno una influenza effettiva sul suo comportamento; (3) La definizione della situazione, cioè, la concezione più o meno chiara delle condizioni e la coscienza degli atteggiamenti…solitamente cè un processo di riflessione, dopo il quale ogni definizione sociale pre-esistente viene applicata o una nuova definizione personale viene elaborata. (Thomas e Znaniecki, , 68-69, trad. mia).

34 + Lesperienza di vita: definizione ed esempio letterario Se i polacchi si definiscono americani allora diventeranno americani … In base a questa premessa i polacchi americani, e tutti gli altri nuovi elementi etnici, ebbero la capacità di assimilare, nel corso del tempo la vita americana… La prospettiva di vita e la condizione identitaria di un soggetto come definizioni dell situazione: dal testo In my place di Sally Morgan.

35 + La definizione della situazione: la teoria di Thomas e Thomas Anche la rilevazione più soggettiva ha un valore per lo studio del comportamento. Un documento preparato da un soggetto per compensare un sentimento di inferiorità o per elaborare una delusione o una persecuzione è il più lontano possibile dalla realtà oggettiva, ma la visione della situazione del soggetto, come lui la vede, può costituire lelemento più importante per linterpretazione. Per il suo comportamento immediato è strettamente correlato alla definizione della situazione, che può essere in termini di realtà oggettiva o di apprezzamento soggettivo – come se fosse così. Molto spesso è lampia discrepanza tra la situazione come appare agli altri e la situazione come sembra allindividuo che porta allespressione di aperte difficoltà comportamentali. Per portare un esempio estremo, lagente di custodia della prigione di Dannemora recentemente si è rifiutato di onorare lordine della corte di mandare un inquilino della prigione al di fuori delle sue mura per degli scopi specifici. Si è scusato affermando che luomo era troppo pericoloso. Aveva ucciso diverse persone che avevano avuto la sfortunata attitudine a parlargli per strada. Dal movimento delle loro labbra egli immaginava che lo stessero chiamando con degli epiteti volgari e si è comportato come se ciò fosse vero. Se luomo definisce le situazioni come reali, esse saranno reali nelle loro conseguenze (Thomas e Thomas, 1928: 572).

36 + Origini filosofiche: pragmatismo Lidea principale del pragmatismo è che la verità non è una corrispondenza fra le idee soggettive e gli oggetti esistenti nel mondo esterno. La verità è un criterio pratico dellagire: le idee sono vere se le conseguenze sono tali da consentire a una persona di eseguire una certa azione con successo. (Amelie).

37 Graf. 108 Responsabilità – campione stranieri Di chi è la responsabilità maggiore nel cattivo rapporto che hanno italiani e stranieri? (ricerca su Vivibilità percepita e relazioni interetniche Campione StranieriCampione Italiani

38 + Merton: elaborazioni successive La profezia che si auto-adempie: è, in origine, una falsa definizione della situazione che evoca un nuovo comportamento che rende vere le originali false concezioni (la banca fallirà) La profezia suicida è una profezia presumibilmente vera in origine ma che per lo stesso fatto di essere detta, evoca un comportamento che rende falsa la profezia iniziale. (esame Dalla Costa). In entrambe le definizione un ruolo fondamentale hanno le credenze.

39 + Effetto San Matteo (Merton) Dal passo: Poiché a chi ha verrà dato, e sarà nellabbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha" Studio su ambito scientifico: interviste a Premi Nobel. Risultato principale: gli scienziati più famosi ricevono vantaggi sproporzionati rispetto al loro contributo alla scienza; e gli scienziati meno famosi ricevono contributi sproporzionatamente inferiori. Applicabilità: effetto dei riconoscimenti su carriera degli scienziati (eff. 41° sedia). Applicazioni: conoscenza; economia (aste); pubblicazioni scientifiche; effetto precocità; effetto visibilità mediatica; fondi alla ricerca.

40 + Leffetto pigmalione Rosenthal e Jacobson (1968) definiscono operativamente, leffetto Pigmalione come quel tipo di profezia che si auto- avvera allorché le aspettative e le convinzioni che ci facciamo nei confronti di una persona influenzano il suo comportamento, portandolo ad adattarsi alla percezione di sé che gli viene proposta. Loggetto di ricerca è costituito dalle interazioni fra maestri e scolari, allinterno di scuole primarie. Il metodo sperimentale consiste nel somministrare testi sullIQ fittizi assegnando ad ogni bambino una valutazione data quindi al maestro. La misura finale delleffetto viene data dai risultati dei bambini che tendono ad adeguarsi alla loro misura dellIQ : ciò indica che la maestra aveva avuto proiezioni più incoraggianti nei loro confronti, spingendoli così a migliorare le proprie prestazioni.

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42 La definizione della situazione è un sistema che tende a riconfermare la propria identità La personalità e lambiente sono connessi e complementari, come avviene nella relazione tra le chiavi e le serrature. La personalità, in questa metafora, è una chiave in cerca della serratura >, mentre lambiente, includendo in esso anche le altre persone, è la serratura che aspetta di essere aperta così che le sue opportunità possano essere realizzate (Baron e Bourdieu, 1987).

43 + Applicazioni empiriche Definire la situazione costituisce una forma di potere: es. dibattito su testamento biologico, Iraq, crisi finanziarie, miracoli. Lautorità dipende da una definizione della situazione. Le etichette creano identità I mass media influiscono nel processo di definizione della situazione: framing, teoria del panico morale, casi di Erba, Erika e Omar, Gorgo al Monticano. (esempio più recente Englaro).

44 + Per studiare la definizione della situazione bisogna tener conto di: Attori che vi partecipano Tratti culturali Relazioni e significati condivisi Processi dinamici Tempo specifico Posto specifico

45 + Fattori da considerare, rispetto agli attori Motivazioni Ruolo e priorità Competenze Definizione individuale: più attori hanno definizioni diverse della situazione e lo stesso attore cambia definizioni con il passare del tempo. Contesto culturale di riferimento

46 + Frame analysis (1974) E lopera più importante e più ampia di Goffman e quella che sistematizza i suoi interessi generali Indaga il carattere artefatto e la vulnerabilità delle situazioni umane rappresentate Indaga la molteplicità dellesperienza e la segmentazione del self È un tentativo di superare i limiti della metafora drammaturgica.

47 + Impostazione teorica Ammette per la prima volta un chiaro debito rispetto alla tradizione fenomenologica ed in particolare rispetto alle teorie di James e Schutz sulla molteplicità dellesperienza. Laccento sulla teatralità dellesperienza quotidiana, si sposta dalla sua funzione di metafora (come ne La vita quotidiana come rappresentazione) a paradigma che discende dalla segmentazione del sé: luomo utilizza artifici teatrali per gestire la molteplicità del sé. Il libro si divide in due parti: nella prima Goffman cerca di spiegare quali sono le diverse sfere della realtà esperite dallindividuo; nella seconda cerca di dimostrare come ognuna sia soggetta a manipolazione e vulnerabilità. In tal senso Frame Analysis è lopera più pessimista della produzione di Goffman.

48 + Impostazione teorica Il problema principale di Frame Analysis è come un individuo può dare risposta alla domanda: che cosa sta succedendo qui?, ovvero attraverso quali procedure cognitive è possibile giungere alla verità? O ancora: è possibile parlare di verità? La verità è una costruzione sociale? O ancora meglio attraverso quali forme di negoziazione sociale gli individui giungono a definire reale, vera, una determinata situazione. Gioco del quadrato.

49 + Il problema di Rashomon e la ballata delluomo sottile Nel Giappone medievale, sotto il portico del tempio di Rasho a Kyoto, un monaco, un boscaiolo e un viandante riferiscono quattro differenti versioni di un brutale fatto di sangue: un samurai viene ucciso in un bosco e del suo omicidio si autoaccusano vari personaggi. Chi racconta la verità? Cos'è la verità?

50 + Cosa sta succedendo qui? Problema di Goffman: Lasciatemi dire subito che la domanda > è considerevolmente sospetta (52). Ciò per tre motivi: Essa dipende dalla selezione del reale che si compie In ogni situazione succedono al contempo molte cose Il resoconto retrospettivo dellevento può differire ampiamente dal vissuto.

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52 + Soluzioni alla domanda: la realtà è multipla James, The perception of Reality (1869) risponde alla domanda Sotto quali circostanze pensiamo che le cose siano reali? Indicando tre fattori: lattenzione selettiva, il coinvolgimento intimo e la non contraddittorietà, come gli elementi che costituiscono i diversi mondi dellesperienza individuale. Ogni mondo ha >: ogni mondo, quando gli si presta attenzione, è reale a modo suo; solo che la realtà decade insieme allattenzione (ibidem, p. 293).

53 + Definizione della situazione e frame Ogni definizione della situazione contiene un frame Ogni frame contiene una o più definizioni della situazione Fra frame e definizione della situazione cè un rapporto soggetto/assoggettamento e soggetto/oggetto molto complesso, articolato e problematico sia a livello teorico, che empirico e disciplinare: per vestire bene dei bambini, è probabile che risultino più utili numerosi cappotti, che non ununica magnifica tenda, dove tutti muoiono di freddo (Goffman, Asylum, premessa, 1961, 30).

54 + Metodo: una prospettiva situazionale La mia prospettiva è situazionale, che qui sta a significare un interesse per ciò di cui un individuo può essere consapevole in un particolare momento, questo implica spesso altri particolari individui e non è necessariamente ristretto allarena reciprocamente controllata dellincontro faccia a faccia. Presumo che quando gli individui si trovano in qualsiasi situazione, affrontano la domanda >. Sia che venga chiesto esplicitamente, come in momenti di confusione e dubbio, sia tacitamente, durante occasioni di consuetudinaria certezza, la risposta è desunta dal modo in cui gli individui procedono con le azioni in quel momento. Partendo dunque con quella domanda, questo volume tenta di descrivere una struttura (frame work) a cui si potrebbe ricorrere per la risposta (Goffman , 52).

55 + Conseguenze empiriche Esisteranno al contempo uno o più frame normati e tanti frame quanti sono gli attori che partecipano allinterazione I frame percepiti e proiettati da un attore nella situazione varieranno di continuo: un frame pre-figurato che precede linterazione; un f. presentato allaltro durante linterazione e verificato continuamente; Un frame negoziato in termini di accordo operativo; Un frame percepito dallalter, ecc. ec..

56 + Un frame non è mai del tutto chiaro Più o meno è qui lespressione chiave perché il carattere di un frame non è sempre chiaro, e anche quando lo è, i partecipanti allinterazione potrebbero avere interesse ad oscurarlo, cambiarlo o confonderlo (Berger, 2001, 17). Secondo letnometodologia opacità e ambiguità sono caratteristiche di tutte le situazioni. Un comportamento può essere frainteso sia perché la sua espressione può non essere del tutto chiara a chi assiste, sia perché lo stesso comportamento può essere indicativo di due o più definizioni della situazione differenti. Per reagire a ciò gli individui ricorrono a metodi di plausibilità rispetto al senso comune.

57 + Conseguenze della prospettiva Gli individui assumono un frame in base alla loro consapevolezza di ciò che sta accadendo. (Awareness context theory di Glaser e Strauss) Questa è desunta dagli attori presenti e astanti, osservando le altrui azioni. Essa cambia nel tempo, portando ad accordi operativi. Il processo di framing di una interazione è quindi un interpretazione di azioni e di ruoli altrui (role taking). La maggior parte di questo lavoro viene compiuta at first glance (Sudnow, 1972) ed è quindi altamente soggetto a vulnerabilità e manipolazione. Quando la mutual awareness viene raggiunta essa permette dei mutamenti nei ruoli e nei frame chiari a tutti gli interlocutori, che in Forms of talk Goffman indica con il concetto di footings (vedi In the mood for love).

58 + Frame analysis è un testo sul dubbio …e sulla fiducia Il mio fine è provare a isolare alcune delle strutture basilari della comprensione disponibili nella nostra società per dare un senso agli eventi, e analizzare le particolari vulnerabilità a cui questi frames di riferimento sono oggetti. Comincio con il fatto che mentre da particolare punto di vista di un individuo potrebbe momentaneamente sembrare che stia realmente capitando qualcosa, di fatto ciò che sta effettivamente accadendo è semplicemente un gioco o un sogno, un incidente o un errore, un fraintendimento o un inganno o una rappresentazione teatrale e così via. Lattenzione verrà rivolta a tutto ciò che riguarda il nostro senso di ciò che sta accadendo che lo rende così bisognoso di queste varie reinterpretazioni. (Goffman , 53).

59 + Ogni comportamento sociale può appartenere a due o più frame Quando lindividuo della nostra società occidentale riconosce un particolare evento, tende, qualsiasi altra cosa egli faccia, a implicare in questa risposta (e di fatto impiegare) una o più strutture o schemi di interpretazione di un certo tipo che può essere definito primario- dico primario perché lapplicazione di una tale struttura o prospettiva interpretativa è vista da quelli che la applicano come non dipendente da o riferibile ad alcuna interpretazione precedente o originale (66). Lo stesso evento può essere rivelatore di due cornici coesistenti o alternative.

60 + Dubbio e contesa A causa della natura stessa del framing, gli eventi hanno una caratteristica essenzialmente elastica, soggetta al dubbio, unelasticità che interessa sia lattore e le sue affermazioni che il testimone e le sue (349). Il problema teorico essenziale è: come è possibile fidarsi degli altri in quanto persone morali in bona fide? È possibile una interpretazione rituale dellinterazione? Lo stesso problema che affronta ad esempio Garfinkel in Agnese. Es. da Il dubbio e da Charles Goodwin. Dal punto di vista empirico: due attori che dimostrano di capirsi stanno davvero capendosi? O per non mettere in dubbio la situazione usano fictional codes (Colin B. Grant)?

61 + Goffman individua tre elementi costituenti un frame Strutture primarie (frameworks): un frame originario da non sottoporre ad ulteriore interpretazioni Keyings Fabbricazioni Il concetto di frameworks è un tentativo di superare la teoria di James e Schutz che pongono la vita quotidiana come base su cui si fondano tutte gli altri mondi dellesperienza.

62 + I frameworks Quando lindividuo della nostra società occidentale riconosce un particolare evento, tende, qualsiasi altra cosa egli faccia, a implicare in questa risposta (e di fatto impiegare) una o più strutture o schemi di interpretazione di un certo tipo che può essere definito primario- dico primario perché lapplicazione di una tale struttura o prospettiva interpretativa è vista da quelli che la applicano come non dipendente da o riferibile ad alcuna interpretazione precedente o originale; infatti una struttura primaria è considerata capace di tradurre ciò che altrimenti rappresenterebbe un aspetto senza significato della situazione, in qualcosa di significativo. (66)

63 + I diversi framework hanno livelli di normatività variabile Le strutture primarie variano nel grado dorganizzazione. Alcune possono essere presentate come un sistema di entità, postulati e regole; altre – in realtà la maggior parte delle altre – sembrano non avere alcuna apparente forma articolata, e forniscono solo nozioni relative alla comprensione, un approccio, una prospettiva. Qualunque sia il grado di organizzazione, ogni struttura primaria permette al suo utente di individuare, percepire, identificare ed etichettare un numero apparentemente infinito di eventi concreti definiti nei suoi termini (idem). In questo punto Goffman riprende il concetto di densità rituale.

64 + Keyings Definizione: Il key (chiave): mi riferisco qui allinsieme di convenzioni sulla base delle quali una data attività, già significativa in termini di una qualunque struttura primaria, viene trasformata in qualcosa modellato su questa attività, ma visto dai partecipanti come qualcosaltro (Goffman, 1974/2001, 85). Origine teorica, dalla teoria del gioco di Bateson: Quello in cui mio imbattei allo zoo è un fenomeno ben noto a tutti: vidi due giovani scimmie che giocavano, cioè erano impegnate in una sequenza interattiva, le cui azioni unitarie, o segnali, erano simili, ma non identiche, a quelle del combattimento. Era evidente, anche allosservatore umano, che la sequenza nel suo complesso non era un combattimento, ed era evidente allosservatore umano che, per le scimmie che vi part4ecipavano, questo era non combattimento. Ora questo fenomeno, il gioco, può presentarsi solo se gli organismi partecipanti sono capaci in qualche misura di meta comunicare, cioè di scambiarsi segnali che portino il messaggio: >. (1972/1976, 221).

65 + Trasformare un frame tramite un keying a) E implicita una trasformazione sistematica attraverso materiali già significativi secondo uno schema di interpretazione, e senza il quale il keying sarebbe privo di significato. b) Coloro che partecipano allattività dovrebbero sapere e riconoscere apertamente che si ha unalterazione sistematica, unalterazione che ricostituirà radicalmente ciò che per i partecipanti stessi sta accadendo. c) Ci saranno segni per stabilire quando deve iniziare la trasformazione e quando deve finire, cioè ci saranno dei limiti temporali entro cui la trasformazione deve essere contenuta. In modo simile ci saranno altre parentesi spaziali ad indicare i confini allinterno dei quali il keying ha luogo in quella occasione. d) il keying non è limitato agli eventi percepiti entro qualsiasi particolare classe di prospettive. e) La trasformazione sistematica che un particolare keying introduce potrebbe alterare solo leggermente lattività così trasformata, ma cambia completamente ciò che un partecipante direbbe stia accadendo.

66 + Per rendere meno ambigui i frames si usano dei marcatori Lattività incorniciata in un modo particolare – specialmente lattività sociale collettivamente organizzata – è spesso distinta dal flusso in corso degli eventi circostanti da un insieme speciale di marcatori di confine o parentesi di un genere convenzionale. Questi vengono prima e dopo lattività nel tempo e possono essere delimitanti dello spazio; in breve ci sono parentesi temporali e spaziali. Questi marcatori,come la cornice di legno di un quadro, non sono presumibilmente né parte del contenuto dellattività vera e propria né parte del mondo esterno allattività, ma piuttosto entrambi dentro e fuori, una condizione paradossale già illustrata, che non va evitata solo perché non può essere facilmente considerata in modo chiaro. Uno può parlare allora, di apertura e chiusura di parentesi temporali e parentesi spaziali delimitanti (282).

67 + Keyings essenziali Finzione: imitazione dichiarata, senza fini strumentali (il gioco, il sogno, la fiction teatrale, cinematografica, letteraria) Competizioni: traduzione temporanea o organizzata di eventi reali in competizione Rituali: ricontestualizzazione cerimoniale di eventi Prove tecniche: allenamernti, simulazioni, dimostrazioni, esibizioni, dimostrazione documentali, proiezione di esperienze Rifondamenti: azione che invertono i ruoli

68 + Caratteristiche I keying variano per intensità: da fedeli a liberi Sono soggetti a ulteriori rekeying Data la possibilità che un frame incorpori rekeyings, diventa conveniente pensare a ogni trasformazione come laggiunta di uno strato o di una lamina allattività. Si possono definire due caratteristiche dellattività. Una è la stratificazione più profonda in cui lattività drammatica può entrare in gioco per assorbire il partecipante. Laltra è la lamina più esterna, il margine del frame, che ci dice solo che genere di stato abbia lattività nel mondo reale, qualunque sia la complessità delle lamine più interne (115)

69 + La situazione come frame Laminazi oni Rim (margine esterno)

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71 La finzione

72 + Fiction e realtà interagiscono I testi drammatici: la loro importanza più profonda consiste nel fatto che forniscono un modello dimostrativo della vita di ogni giorno, una sceneggiatura degli atteggiamenti sociali non scritti, e così costituiscono una vasta fonte di indizi riguardanti la struttura di questo dominio (92).

73 + Quando il gioco diventa normativo, si allontana dal frame che mette in chiave Sembra esservi un continuum tra la giocosità, laddove un qualche atto utilitaristico viene colto e impiegato in modo trasformato per il divertimento, e gli sport e i giochi. In ogni modo, mentre nella giocosità la ricostruzione scherzosa di un qualche oggetto o individuo in un oggetto di gioco è piuttosto temporanea, mai completamente stabilita, nei giochi organizzati e negli sport questa ricostituzione è istituzionalizzata – stabilizzata- proprio come larena dellazione è definita dalle precise regole dellattività…con il procedere di questa formalizzazione il contenuto del gioco sembra allontanarsi sempre più da ogni particolare copia dellattività quotidiana per diventare una struttura primaria a sé (95).

74 + Conseguenze teoriche I tipi di fictions dello stesso genere tendono ad assomigliarsi fra di loro (ad es. due romanzi su tematiche diverse, o due pellicole) più di quanto non assomigliano al framework con cui entrano in relazione. Lanalisi dei generi comunicativi, ad esempio, si basa sullanalisi normativa delle strutture di organizzazione degli argomenti.

75 + Fabbricazioni Una seconda forma di vulnerabilità dei frame è quella che Goffman chiama fabrication o contraffazione lo sforzo intenzionale di uno o più individui di gestire lazione in modo che una persona o più persone verranno indotte ad avere una falsa percezione di ciò che sta succedendo. È implicito un progetto malvagio, un complotto o un piano ingannevole che porta – quando si realizza – a una falsificazione di una parte del mondo.

76 + Caratteristiche e tipi Le fabbricazioni, come keyings richiedono luso di un modello, luso di qualcosa già significativo in termini di strutture primarie. Ma mentre un keying porta volutamente tutti i partecipanti ad avere la stessa percezione di ciò che sta accadendo, una fabbricazione richiede invece delle differenze. [..] Il bordo del frame è una costruzione, ma solo i fabbricatori lo vedono (125-6). In base allesito le classifica in fabbricazioni benigne: ideate nellinteresse della persona contenuta: un inganno scherzoso, una brul,a un tiro mancino, una festa a sorpresa, una beffa correttiva: le iene; beffe sperimentali: x esperimento è necessario che nessuno conosca i motivi reali dellintervista; beffe di formazione; test vitali: fedeltà ad un azienda o ad una persona, costruzioni paternalistiche Fabbricazioni di tipo strumentale:, implicanti camuffamento, mimetismo, intimidazione. Si compiono producendo apparenze normali che nascondo le reali attività, autoinganno: Se, allora, si pensa allinganno (reception) come menzonga intenzionalmente prodotta da persone non coinvolte nella loro stessa fabbricazione e si pensa allillusione (illusion) come un errore che risulta da una falsa interpretazione che nessuno ha creato di propostio e che è comprensibile nelle circostanze, allora si pensare allautoinganno (self- decpetion) coem a unostinazione nellerrore attivamente sostenuta, se non prodotta, esclusivamente dalla persona ingannata (148).

77 + Conseguenze della teoria La coscienza umana della rilevanza di keyings e fabbricazioni porta a due reazioni similari: sospetto e dubbio. Il primo avviene quando non si è partecipi di tutta la preparazione di una scena, il secondo quando non si è sicuri del keying da applicare ad una determinata realtà (155). La definizione della situazione è un processo pluriveicolare, con differenti stati di informazione La definizione della situazione è concepita come una membrana

78 + Errori e dispute riguardano Il frame (cade un elicottero, cause) Per Miskeying: Downkeying: si scambia una trasposizione per realtà Upkeying: si scambia una realtà per trasposizione Le dispute riguardano casi in cui più frame possono incorniciare stesso comportamento Errori sullo stato di informazione possono portare a cattivi framing: agenda setting e media.

79 + I regolatori Insieme ai marcatori, un ruolo importanti lo giocano anche i regolatori che durante una interazione confermano che il frame viene rispettato e condiviso dagli attori. Essi sono definiti come:atti che mantengono e regolano la natura di scambio del parlare e dellascoltare tra due o più interagenti. Essi dicono al parlante di continuare, ripetere, elaborare, affrettarsi, divenire più interessante, meno lascivo, dare la possibilità allaltro di parlare, ecc. Possono dire allascoltatore di prestare particolare attenzione, di aspettare ancora un momento,. Di parlare ecc. [..] Il regolatore più comune è il cenno del capo, lequivalente del mm-hmm verbale; altri regolati comprendono i contatti visivi, leggeri movimenti in avanti, piccoli cambiamenti di postura, lalzare le sopracciglia e molti piccoli altri atti non verbali (Ekman e Friesen, 1969, 82, in Goffman , 245). Ekman P. e Friesen W. V., The Repertoire of Nonverbal Behavior: Categories, Origins, Usage and Coding, >, I (1969).

80 + La sovrapposizione dei frame Data una sequenza di attività che è incorniciata in un modo particolare e che fornisce un principale centro di attenzione ufficiale per i partecipanti riconosciuti, sembra inevitabile che si verificheranno simultaneamente nello stesso luogo altre modalità e linee di azione (inclusa la comunicazione in senso stretto) separate da ciò che domina ufficialmente, e che saranno trattate, quando vengono trattate, come qualcosa a parte. In altre parole, i partecipanti seguono una linea di azione – una trama – attraverso una gamma di eventi che sono considerati fuori frame, subordinati in questo modo particolare a quella che si è giunti a definire come lazione principale. Di certo, gli individui possono dare lapparenza di essere rispettosamente coinvolti nel loro interesse dichiarato, mentre la loro attenzione centrale è, in realtà, da tutta altra parte. E il mantenere queste apparenze può esso stesso distrarre dal centro obbligatorio di attenzione, producendo una tensione specificatamente interazionale. (235)

81 + Lo stato di partecipazione ad un frame è comunque coercitivo Il fatto increscioso (si crede) è che ogni volta che gli individui sono incorporati allinterno di unattività quali esecutori di ruoli di qualche genere, come macchine umane si troveranno sempre di fronte alla loro fisiologia – che si manifesta in un desiderio di cambiare leggermente posizione, di grattarsi, di sbadigliare, di tossire e di impegnarsi in altri coinvolgimenti secondari che permettono la liberazione di bisogni umani. (236). E chiaro che in molte occasioni, saranno ignorati non solo certi eventi ma anche certe persone. Guardie, bidelli e tecnici funzionano regolarmente come non-persone, presenti in un modo pertinente ma trattati come se non fossero presenti (240). Le capacità di gestire la distrazione variano piuttosto considerevolmente con il tempo e lo spazio. Oggi i rumori minimi che sono appena tollerati nei teatri, sono evidentemente lievi rispetto alla consuetudine del diciottesimo secolo (242).

82 + … e così anche il coinvolgimento richiesto agli attori il frame non organizza soltanto il senso ma anche il coinvolgimento. Durante qualsiasi segmento di attività, i partecipanti solitamente non conseguiranno soltanto il senso di ciò che sta accadendo ma (in qualche grado) verranno anche spontaneamente assorbiti, presi, coinvolti. Tutti i frames comportano tanto più aspettative di tipo normativo, quanto più profondamente e pienamente lindividuo viene trascinato nelle attività organizzata da essi. Ovviamente, i frames si differenziano ampiamente riguardo al coinvolgimento di coloro che li sostengono. Alcuni frames, come i sistemi del traffico, sono propriamente mantenuti da un centro di attenzione che va e viene, il cui richiamo sul partecipante si fa più forte solo quando si deve evitare un problema improvviso. Altri frames, come quelli in cui sono intesi i rapporti sessuali, prescrivono un impegno che è letteralmente e figurativamente coinvolgente. In tutti i casi, tuttavia, si stabiliranno dei limiti convenuti riguardanti il troppo e il poco coinvolgimento. (373).

83 + In conclusione Frame Analysis è un testo che problematizza tutta lopera di Goffman: mette in dubbio la sostenibilità dellapproccio drammaturgico; Mette in dubbio la normatività della sua teoria del rituale dellinterazione; Problematizza il concetto di contesto e di frame Problematizza il concetto di persona morale È unopera che pone al suo centro la molteplicità, la vulnerabilità, la pluralità delle forme e delle apparenze dellinterazione; In ciò riprende gli assunti delletnometodologia e della fenomenologia.

84 + Unisci 9 punti disposti su tre righe, usando 4 linee continue Che un buon sociologo fenomenologo non dovrebbe mai usare la parola essere, quanto il vedere una cosa come: vedo questo come un libro. Ciò ci insegna che il senso è attribuito allosservatore.

85 + La Gestalt In tedesco significa forma, formare e gestatten significa permettere. Ciò vuol dire che la gestalt è un insieme di possibilità allinterno delle quali ci è possibile muoverci. La Gestalt si difende: una volta che una gestalt viene affermata e condivisa è difficile da scardinare relativizzandola. Uscire da una gestalt può creare ansia ed altre reazioni emotive.

86 + A che ci serve sviluppare questa capacità? A diventare sociologi: un buon osservatore deve saper riconoscere la differenza fra cambiare punto di vista entro un contesto dato per scontato e cambiare quel contesto (Bateson e Watzlawick) Perché viviamo in un ambiente così complesso che dobbiamo sviluppare una riflessività sistemica per andare in contro al pluralismo ed al mutamento sociale.

87 + Per far ciò… Bisogna superare una visione etnocentrica del mondo. La cultura occidentale, di matrice illuminista e positivista,in particolare ha sviluppato un atteggiamento scientifico cieco ai contesti che è contrario a ciò che deve fare un buon sociologo.

88 + Un buon sociologo…

89 + Tavola I: due abitudini di pensiero (Sclavi) Sistemi semplici Dove le stesse cose hanno lo stesso significato Stesse premesse implicite Ciò che diamo per scontato ci aiuta a comunicare Valutazione delle scelte dentro il contesto Io ho ragione, tu hai torto (o viceversa) Mondo mono-culturale Uni/verso Sistemi complessi Dove le stesse cose hanno significati diversi Diverse premesse implicite Ciò che diamo per scontato ci impedisce di comunicare Apprezzamento di quel contesto alla luce di altri Tutti hanno ragione. Anche chi dice che non possono avere ragione tutti. Mondo pluri-culturale Pluri/verso

90 + Risalire alle cornici non implica condividerle Non si tratta di accettare o rifiutare un punto di vista ma di pensare che ogni posizione non è gratuita ed ha un significato diverso per loro e per noi e che per comprendere gli altri bisogna eliminare sia i rifiuti di espressione sia il disprezzo sia i tentativi di farli diventare come noi.

91 + Che cosa hanno in comune queste parole? Ago Fine Sale Mare Dare Date Care

92 + Indovinello Non è possibile capirle solo facendone parte e guardandole dal di dentro. Non è possibile capirle solo da outsider, guardandole dal di fuori. È possibile comprenderle solo avventurandoci ai loro confini e riuscendo a guardarle contemporaneamente dal di dentro e dal di fuori, in una sorta di visione binoculare. Che cosa sono?

93 + I casi particolari Siamo abituati a pensare che essi non si prestano a generalizzaizoni e che non sono sufficienti per mettere in discussione le generalizzazioni. Siamo inoltre abituati a pensaere che lo stupore e lo spiazzamento siano due emozioni non adatte a persone mature e responsabili. Dobbiamo abituarci a pensare che i casi particolari sono preziosi strumenti per uscire dalle cornici.

94 + Le sette regole dellascoltare (Sclavi) Non avere fretta di arrivare a conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedegli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.

95 + Le sette regole dellascoltare (Sclavi) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti. Per diventare esperto nellarte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare lumorismo viene da sé.


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