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Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 1 Lassunzione di cibo e acqua.

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1 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 1 Lassunzione di cibo e acqua

2 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 2 Laumento dei altri disturbi alimentari, che si è verificato negli ultimi decenni in molti paesi, contrasta fortemente con la comune concezione sulla fame e sullatto di mangiare. Lincompatibilità del pensiero del valore di riferimento con lattuale epidemia di disturbi alimentari è un punto essenziale: se avessimo un comportamento alimentare, la cui funzione principale fosse quella di mantenere le risorse di energia a livelli ottimali, allora i disturbi alimentari sarebbero rari. Il fatto che siano, invece, così diffusi fa pensare che la fame e lalimentazione siano regolati in altri modi.

3 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 3 Con il termine di digestione viene definito il processo gastrointestinale di demolizione e di assorbimento del cibo.

4 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 4 Le sostanze energetiche sono introdotte in tre diverse forme: lipidi (grassi); aminoacidi (i prodotti di scissione delle proteine); glucosio (uno zucchero semplice che deriva dalla scissione di carboidrati complessi, come amidi e zuccheri). Lenergia è accumulata in tre diverse forme: grassi, glicogeno e proteine. Il glicogeno, depositato principalmente nel fegato, è subito convertito in energia. Il grasso, e non il glicogeno, è la principale forma di immagazzinamento dellenergia: un grammo di grasso può conservare il doppio dellenergia presente in un grammo di glicogeno. Il glicogeno, diversamente dal grasso, attrae e trattiene una notevole quantità di acqua.

5 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 5 Linsieme delle modificazioni chimiche attraverso cui lenergia è utilizzata dal corpo, include tre fasi distinte: la fase cefalica è la fase preparatoria; riguarda il breve periodo che intercorre fra il vedere, lodorare o semplicemente pensare al cibo e linizio del suo assorbimento nella corrente sanguigna. la fase dellassorbimento: periodo di tempo durante il quale le sostanze nutritive, assorbite nel torrente ematico, vengono impiegate per far fronte agli immediati bisogni energetici del corpo. la fase di digiuno: tempo durante il quale tutte le calorie introdotte con il pasto precedente sono state utilizzate e il corpo ricava energia dalle sue riserve energetiche; termina con linizio della successiva fase cefalica. Il flusso di energia è controllato da due ormoni pancreatici: linsulina e il glucagone.

6 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 6 Linsulina svolge tre compiti: 1) consente lutilizzazione del glucosio come principale fonte di energia; 2) favorisce la conversione delle sostanze energetiche del sangue in forme di deposito, cioè del glucosio in glicogeno e grasso e degli aminoacidi in proteine; 3) promuove laccumulo di glicogeno nel fegato e nei muscoli, di grasso nel tessuto adiposo e di proteine nel muscolo. La fase di digiuno è caratterizzata da elevati livelli ematici di glucagone e da basse concentrazioni di insulina. Mancando linsulina, il glucosio ha difficoltà a entrare nel citoplasma cellulare e smette di essere utilizzato dalle cellule come fonte principale di energia. Ciò consente al cervello di utilizzare il glucosio, perché la maggior parte delle cellule del sistema nervoso centrale non ha bisogno di insulina per assorbire il glucosio. I bassi livelli di insulina favoriscono anche la trasformazione del glicogeno e delle proteine in glucosio. Questo processo è detto gluconeogenesi.

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9 9 Tutti i sistemi controllati da un valore di riferimento sono sistemi a feedback negativo: i cambiamenti del sistema in una direzione sono compensati mediante un segnale retroattivo (feedback) da cambiamenti nella direzione opposta. I sistemi a feedback negativo servono a mantenere lomeostasi, cioè la costanza della composizione chimico-fisica dellambiente interno, essenziale per la sopravvivenza. Secondo questo modello (teoria glucostatica), la caduta dei livelli di glucosio al di sotto di un valore di riferimento costituirebbe lo stimolo principale della fame; il ritorno del glucosio ematico al suo valore di riferimento costituirebbe il segnale di sazietà. La teoria lipostatica è unaltra teoria basata sul concetto del valore di riferimento. La quantità di grasso corporeo si mantiene a un livello relativamente costante nella maggior parte degli individui. Secondo questa teoria, ogni individuo ha un valore di riferimento per il grasso corporeo.

10 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 10 Problemi delle teorie dei valori di riferimento della fame e dellalimentazione Lattuale epidemia di disturbi alimentari contraddice queste teorie. 1)Queste teorie appaiono incompatibili con lazione che le spinte evolutive hanno avuto sul sistema dellalimentazione. 2) Molte delle ipotesi scaturite dalle teorie dei valori di riferimento non sono state confermate. Ad es. i tentativi di ridurre la quantità di cibo assunta in un pasto, facendolo precedere da una bevanda ipercalorica, non hanno avuto grande successo. E la convinzione che la bevanda sia ipercalorica a influenzare la quantità di cibo ingerito. 3) Le teorie dei valori di riferimento non tengono conto degli effetti sulla fame e sullalimentazione di fattori quali gusto, apprendimento e influenze sociali.

11 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 11 Teoria dellincentivo Lassunto principale della teoria dellincentivo è che luomo e gli altri animali non sono normalmente spinti a mangiare da un deficit energetico interno, ma dallanticipazione degli effetti piacevoli del cibo, cioè dal suo valore incentivante. Come il comportamento sessuale: regoliamo il nostro comportamento non in base a una carenza interiore, ma perché lo desideriamo. La fame dipenderebbe dallinterazione di tutti i fattori che influenzano il valore incentivante che ha per lui quel cibo in quel dato momento. Possono influire su questo valore: lanticipazione del sapore del cibo che verrà consumato, la quantità di tempo trascorso dallultimo pranzo, la distanza dallora dei pasti,la quantità e il tipo di cibo presenti nellintestino, i livelli ematici di glucosio.

12 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 12 Fattori che determinano che cosa mangiare Preferenze e avversioni individuali Imparare a mangiare vitamine e minerali Fattori che determinano quando mangiare Fame preprandiale Con lavvicinarsi dellora dei pasti, il corpo entra nella fase cefalica e cerca di attenuare limpatto con il flusso di energia mediante la secrezione di insulina e la conseguente riduzione della concentrazione ematica di glucosio. Ipotesi di Woods: la sensazione di fame che avvertiamo allora dei pasti non rappresenta la necessità di cibo ma, al contrario, è il correlato della preparazione dellorganismo a ricevere un pranzo che modificherà lomeostasi. Fame e condizionamento pavloviano

13 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 13 Fattori che determinano quanto mangiare Segnali della fame: dipendono dalla densità nutritiva, cioè la quantità di calorie per unità di volume. Studio sulla falsa alimentazione: i segnali di sazietà dallo stomaco o dal sangue non sono necessari per terminare un pasto. Effetto aperitivo e sazietà. Influenze sociali sulla sazietà. Sazietà senso-specifica: leffetto della varietà della dieta sul consumo di cibo e sul peso corporeo contraddice lidea che la sazietà sia rigidamente controllata da un deficit energetico interno. Il fenomeno della sazietà senso-specifica spinge lanimale a variare la dieta e porta quegli animali, che hanno accesso a una grande varietà di cibi, a mangiarne in maggiore quantità.

14 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 14 Meccanismi fisiologici di fame e sazietà Ruolo del livello di glicemia sulla fame e sulla sazietà Nei ratti, 10 minuti prima dellinizio del pasto si osservava un improvviso decremento del glucosio ematico. Non si tratta di una dimostrazione a favore della teoria glucostatica della fame: laumento potrebbe essere dovuto alla decisione dellanimale di iniziare il pasto, e non al contrario; inoltre se il pasto atteso non è somministrato, i livelli di glucosio tornano ai loro valori normali. Il mito della fame ipotalamica e dei centri della sazietà Ampie lesioni bilaterali delle regioni dellipotalamo ventromediale del ratto producono iperfagia e obesità. Il ruolo primario dellipotalamo è quello di regolare il metabolismo energetico e non il comportamento alimentare.

15 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 15 Obesità e iperfagia conseguenti alla lesione bilaterale dellipotalamo ventromediale (Ivm)

16 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 16 Tratto gastrointestinale e sazietà Cannon e Washburn giunsero alla conclusione che la fame è causata dalle contrazioni di uno stomaco vuoto, mentre la sazietà è avvertita quando lo stomaco è disteso. Questa ipotesi venne rapidamente contraddetta dallo studio di pazienti, ai quali era stato asportato chirurgicamente lo stomaco e connesso lesofago direttamente al duodeno. Questi pazienti continuavano a riferire sensazioni di fame e di sazietà e mantenevano il loro usuale peso corporeo, mangiando più spesso di prima ma in minore quantità.

17 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 17 Lintroduzione di cibo nello stomaco trapiantato (occluso) induceva il ratto a ridurre lalimentazione, in funzione del volume e dellapporto calorico del cibo introdotto. Poiché il tratto trapiantato era privo di connessioni nervose, dovevano esistere dei segnali di sazietà provenienti dai segmenti trapiantati, che venivano trasmessi al cervello per via ematica e non per via nervosa.

18 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 18 Peptidi, la fame e la sazietà La somministrazione di Colecistochinina (Cck) in ratti affamati determina una diminuzione dellassunzione di cibo. I peptidi intestinali circolanti forniscono al cervello informazioni su quantità e natura del cibo presente nel tratto gastrointestinale: ruolo nella soppressione del consumo di cibo e nella sazietà. La Cck, somministrata ai ratti dopo aver mangiato una sostanza non familiare, provoca unavversione condizionata al gusto. La Cck riduce lappetito e la conseguente alimentazione a dosi sostanzialmente inferiori di quelle necessarie per provocare unavversione al gusto nei ratti: definita peptide della sazietà. Sono stati individuati numerosi peptidi della fame, sintetizzati nel cervello, in particolare nellipotalamo: il neuropeptide Y, la galanina, lorexina-A e la grelina.

19 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 19 Ruolo della serotonina nella sensazione di sazietà Le ipotesi dei valori di riferimento sulla regolazione del peso corporeo e del comportamento alimentare: variabilità del peso corporeo valori di riferimento e salute regolazione del grasso corporeo e utilizzazione dellenergia

20 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 20 Lorganismo modifica lefficienza con cui utilizza energia in risposta ai livelli di grasso corporeo: termogenesi alimentare. Es. laumento dei livelli di grasso produce un innalzamento della temperatura corporea, che richiede un ulteriore costo energetico per poter essere mantenuta.

21 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 21 Valori di riferimento e di assestamento nel controllo del peso corporeo Secondo il modello di assestamento, il peso corporeo tende a stabilizzarsi intorno a un punto di assestamento – il livello con cui i diversi fattori che influenzano il peso corporeo raggiungono un equilibrio. Quando il livello di grassi aumenta, avvengono dei cambiamenti che tendono a limitare ulteriori aumenti, finché non si raggiunge un equilibrio tra tutti i fattori che incoraggiano laumento di peso e quelli che lo scoraggiano. Il fascino del meccanismo dei valori di assestamento è dovuto allesistenza di un modello a termostato, che costituisce un valido strumento di riflessione. Il modello del barile che perde rappresenta, in modo schematico, la teoria dei valori di assestamento.

22 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 22 Il vantaggio principale del modello dei valori di assestamento rispetto al modello dei valori di riferimento è quello di rendere perfettamente conto di gran parte dei fenomeni descritti nel modo più semplice ed essenziale. Primo fenomeno. Il peso corporeo rimane relativamente costante. Tuttavia un peso corporeo costante non richiede, e neppure implica, un valore prefissato. Modello del barile bucato: appena lacqua dal rubinetto comincia a riempire il barile, aumenta il peso dellacqua e, di conseguenza, la quantità di acqua che fuoriesce dal buco; contemporaneamente si riduce la quantità di acqua che entra nel barile, perché aumenta la pressione del barile sul tubo di gomma. Alla fine, questo sistema si assesta su un valore di equilibrio in cui il livello dellacqua rimane costante, ma non perché questo livello sia predeterminato o attivamente mantenuto: è un valore di assestamento, non un valore di riferimento.

23 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 23 Secondo fenomeno. In molti animali adulti si verificano prolungate variazioni di peso. I sistemi basati sul valore di riferimento sono volti al mantenimento della costanza dei valori interni, nonostante le variazioni dellambiente esterno. Il fatto che molti animali vadano incontro a modificazioni a lungo termine del peso corporeo è contro le teorie dei valori di riferimento. Al contrario, il modello dei valori di assestamento prevede che al verificarsi di cambiamenti prolungati dei parametri che influenzano il peso, per esempio un aumento del valore incentivante del cibo, il peso corporeo si assesti su un nuovo valore.

24 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 24 Terzo fenomeno. Se viene ridotta lassunzione di cibo di un soggetto, sopravvengono dei cambiamenti metabolici che limitano la perdita di peso. Lopposto avviene quando un soggetto mangia troppo. Questo fenomeno è spesso citato come prova a favore della teoria dei valori di riferimento. Tuttavia, poiché i cambiamenti metabolici impediscono ulteriori diminuzioni di peso ma non eliminano quelle già avvenute, essi appaiono più compatibili con il modello dei valori di assestamento. Quando si riduce lafflusso di acqua nel barile che perde, il livello dellacqua comincia a scendere; questa discesa è limitata dalla simultanea riduzione della quantità che cola dal barile in seguito alla riduzione della pressione dellacqua nel barile. Alla fine viene raggiunto un nuovo livello di assestamento, ma la riduzione nel livello dellacqua non è tanto grande quanto ci si poteva aspettare, a causa dei cambiamenti che tendono a limitare le perdite.

25 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 25 Quarto fenomeno. Dopo che un individuo ha perso una sostanziale quantità di peso, con una dieta, con lesercizio fisico o addirittura con la liposuzione, cè una tendenza a recuperare il peso originario appena il soggetto riprende il normale stile alimentare e di attività. Anche la teoria dei valori di assestamento è in grado di spiegare facilmente questi eventi. Riducendo il livello dellacqua nel modello del barile che perde, sia tramite una temporanea riduzione dellafflusso di acqua (dieta), sia tramite un temporaneo aumento dellefflusso (esercizio), sia prelevando direttamente dellacqua (liposuzione), si produce come risultato un temporaneo abbassamento del valore di assestamento che, inesorabilmente, ritorna ai valori soliti appena sono ripristinate le condizioni iniziali.

26 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 26 Domande aperte Perché cè unepidemia di obesità? Perché solo alcune persone diventano obese e altre non? Perché i programmi di perdita di peso di solito si rivelano inefficaci? Leptina: 1) si è scoperto che livelli di leptina nel sangue sono correlati in modo positivo con il deposito di grasso negli esseri umani e negli animali 2) si è dimostrato che iniezioni di leptina a dosi insufficienti per dimostrarsi avversive riducono lassunzione di cibo e il grasso corporeo nei topi ob/ob 3) sono stati individuati nel cervello recettori per la leptina

27 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 27 Insulina: un altro segnale del grasso a feedback negativo Lipotesi che linsulina servisse come segnale del grasso a feedback negativo fu considerata con molto scetticismo. Risultò che linsulina non penetrava subito nella barriera emato- encefalica e i suoi livelli nel cervello rimanevano relativamente stabili. A differenza dei soggetti con carenze di leptina, i soggetti con carenze di insulina non sono obesi: malgrado la loro estrema iperfagia, rimangono magri perché senza insulina non riescono a trasformare il cibo in grasso. Gli agonisti della serotonina nei pazienti obesi riducono il bisogno di mangiare cibi ad alto potere calorico, il consumo di grassi, lintensità soggettiva della fame, le dimensione dei pasti, il numero di spuntini tra i pasti e gli eccessi alimentari.

28 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 28 Anoressia nervosa In contrasto con lobesità, lanoressia nervosa è un disturbo caratterizzato da un consumo di cibo estremamente ridotto. Nonostante la loro apparenza emaciata e grottesca, gli anoressici spesso si percepiscono grassi. Circa il 50% degli anoressici va incontro periodicamente a fasi di frenetico consumo di cibo, di solito seguite da purghe con alte dosi di lassativi o da vomito autoindotto. Il disturbo caratterizzato da cicli di digiuno, iperalimentazione e vomito autoindotto si chiama bulimia nervosa. Tutti i pazienti con disturbi alimentari hanno una storia di dieta molto rigida prima dellinsorgere dei disturbi. La teoria dellincentivo nellalimentazione suggerisce che la progressiva rinuncia al cibo che caratterizza lanoressia nervosa è una conseguenza di una corrispettiva assenza di incentivi positivi associati al cibo.

29 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 29 Perché il grande aumento adattativo del valore incentivante del cibo, che si verifica in coloro che soffrono la fame, non avviene negli anoressici, che anchessi soffrono la fame? Il valore incentivante del cibo normalmente aumenta a livelli così alti in condizioni di digiuno, che è difficile immaginare qualcuno che ha fame – non importa che sia controllato, rigido, ossessivo e motivato – che si trattenga davanti a un cibo appetitoso. Allinizio di un pasto, ci si trova di solito in un ragionevole equilibrio omeostatico e tale equilibrio è spezzato dallimprovvisa somministrazione di calorie. Reazioni al cibo delle vittime dei campi di concentramento della II Guerra Mondiale: molti stavano male e altri addirittura morivano per il cibo abbondante fornito loro dai liberatori.

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31 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 31 Il sodio costituisce il principale soluto dei liquidi corporei. Le regolazioni dellacqua e del sodio sono intimamente connesse e relativamente semplici. Normalmente ingeriamo molta più acqua e sodio delle nostre reali necessità. I reni svolgono il compito di estrarre dal sangue le quantità di acqua e sodio in eccesso ed eliminarle con lurina. Il sangue entra nei reni attraverso le arterie renali e vi fuoriesce attraverso le vene renali. Lurina lascia i reni attraverso gli ureteri.

32 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 32 La sete Quando le risorse di acqua dellorganismo si riducono in modo significativo, il corpo reagisce in due modi: cerca di conservare la ridotta quantità dacqua e stimola la sete. Due diversi sistemi fisiologici mediano lassunzione di liquidi indotta dalla deprivazione: un sistema sensibile alle riduzioni del volume del liquido intracellulare (cioè alla disidratazione cellulare), e uno sensibile alle riduzioni del volume ematico (cioè alla ipovolemia).

33 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 33 Diversa perdita di acqua a seconda dellattività

34 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 34 La sete indotta dai cibi salati è causata dalla disidratazione cellulare. Il sale si accumula nei liquidi extracellulari rendendoli ipertonici e determina uno spostamento di acqua dallinterno della cellula verso i fluidi interstiziali. Il consumo di sale non modifica in modo sostanziale il volume ematico. La disidratazione cellulare viene indotta sperimentalmente negli animali tramite iniezioni di soluzioni ipertoniche di sale o di altri soluti, che non attraversano le membrane cellulari. Diversi dati suggeriscono che gli osmocettori cerebrali sono situati nellarea preottica laterale dellipotalamo. Due meccanismi attraverso cui gli osmocettori provocano la sete: - il meccanismo diretto è di tipo nervoso; - il meccanismo indiretto è di tipo ormonale: gli osmocettori determinano il rilascio dellormone antidiuretico (Adh o vasopressina) da parte dellipofisi posteriore.

35 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 35 Oltre a indurre la disidratazione cellulare, la deprivazione dacqua è causa della riduzione del volume ematico o ipovolemia. Lipovolemia è un importante stimolo per la sete. Lipovolemia viene rilevata dai barocettori (recettori di pressione) situati nelle pareti del cuore e da recettori di flusso (recettori che misurano il volume del flusso sanguigno).

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37 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 37 Sia gli osmocettori ipotalamici sia i barocettori cardiaci, attivati dalla deprivazione dacqua, stimolano il rilascio dellormone antidiuretico. LAdh influenza i reni, riducendo il volume di urina prodotta e aumentando il rilascio di renina. Il rilascio di renina è anche indotto dallaumento dellattività dei recettori di flusso (renali) stimolati dallipovolemia. Laumento della renina stimola la sintesi nel sangue dellormone angiotensina II, che produce un aumento compensatorio della pressione sanguigna, mediante costrizione dei vasi periferici e liberazione di aldosterone da parte della corteccia surrenale. Laldosterone stimola il rene a riassorbire molto del sodio che altrimenti sarebbe eliminato con le urine. Tanto più alta è la concentrazione del sodio nel sangue, tanta più acqua verrà in esso ritenuta.

38 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 38 Il rene produce un dipsogeno, una sostanza che induce la sete. Il dipsogeno è langiotensina II, sostanza che è sintetizzata nel sangue in risposta alla disidratazione e allipovolemia. In molte specie linfusione endovenosa di angiotensina II determina un aumento della sete selettivo. I siti dazione nel cervello: lorgano subfornicale (Osf), una struttura mediana sulla superficie dorsale del terzo ventricolo, situata in corrispondenza dellapertura dei due ventricoli laterali: è uno dei pochi siti cerebrali non protetti dalla barriera emato- encefalica e quindi esposti allazione dellangiotensina II. Langiotensina II è sintetizzata anche direttamente nel cervello.

39 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 39 Esiste una regione cerebrale in cui i sistemi che rilevano la disidratazione intra ed extracellulare convergono nellindurre sete e assunzione di liquidi? Ampie lesioni bilaterali dellipotalamo laterale eliminano la sete sia in risposta alla disidratazione cellulare che in risposta allipovolemia zone di convergenza dei segnali afferenti della sete e per le loro trasformazioni nella motivazione a bere dellorganismo. Lassunzione spontanea di liquidi suggerisce che bere è un comportamento motivato dallanticipazione degli effetti piacevoli legati allingestione di liquidi. Anche i ratti che hanno un facile accesso allacqua o ad altri liquidi appetibili bevono molto più delle loro reali necessità. Normalmente gli animali bevono per prevenire le carenze dacqua, non tanto per correggere eventuali deficit.

40 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 40 Secondo la teoria dei valori di riferimento, il segnale che elimina la sete e interrompe il bere è il ritorno delle riserve di liquidi corporei ai loro livelli fisiologici. Questipotesi lascia insoluti tre problemi: 1) leliminazione dei deficit idrici non può spiegare linterruzione del consumo di liquidi che si verifica in assenza di tali deficit; 2) anche quando il consumo di liquidi è stimolato da carenze idriche, generalmente viene interrotto prima che la maggior parte del liquido sia stata assorbita dal tratto gastrointestinale; 3) quando lacqua o altri liquidi sono facilmente disponibili, gli animali bevono molto più delle loro necessità. Per esempio, nei ratti la ridotta assunzione di acqua è compensata da una ridotta produzione di urina.

41 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VIII. Lassunzione di cibo e acqua 41 La sazietà senso-specifica svolge un importante effetto sulla sete, come è dimostrato da due fenomeni: 1) gli animali preferiscono meno bevande continuamente disponibili che bevande disponibili solo periodicamente; 2) il consumo dacqua aumenta quando gli animali hanno libero accesso a una grande varietà di bevande. Leccessivo consumo di acqua viene definito polidipsia. Una delle metodiche per indurre polidipsia è mettere a disposizione dellanimale una varietà di bevande appetibili. La polidipsia può essere indotta anche somministrando piccole quantità di cibo, approssimativamente ogni minuto, ad animali che hanno libero accesso allacqua. Questo eccessivo consumo dacqua viene detto polidipsia da programma alimentare.


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