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© Vanna Gessa Kurotschka Charles Taylor Letà secolare Feltrinelli 2009.

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1 © Vanna Gessa Kurotschka Charles Taylor Letà secolare Feltrinelli 2009

2 Secolarizzazione A. separazione dello stato dalla Chiesa B. autonomizzazione delle sfere dellagire sociale C. sfondo: non si può non credere versus credere è unopzione fra le altre * Lipotesi che la scienza spazzerà via la religione (disincanto) è insoddisfacente Credere e non credere non due teorie rivali che si contendono il campo ma Processo storico che va da un momento in cui non credere era impossibile a uno in cui invece è unopzione addirittura difficile * Struttura della vita morale 1. pienezza 2. esilio 3. situazione intermedia Passaggio da un momento in cui la pienezza era legata alla trascendenza a un momento in cui la pienezza, la realizzazione umana si gioca esclusivamente sulla terra (umanesimo esclusivo)

3 Secolarizzazione 1 – Separazione Stato/Chiesa La prima si concentra sulle istituzioni e le pratiche comuni – lo stato è la più ovvia ma non lunica. La differenza consisterebbe nel fatto che mentre lorganizzazione politica di tutte le società pre-moderne era in certa misura legata, garantita o basata su una qualche devozione o fede in Dio, o su una qualche idea della realtà ultima, lOccidente moderno è privo di questo legame. Le Chiese sono ormai separate dalle strutture politiche (con un paio di eccezioni come la Gran Bretagna e i paesi scandinavi …). La religione o la sua assenza è in larga misura una questione privata. La società politica include allo stesso titolo i credenti (di tutte le confessioni) e i non credenti.(p.11)

4 2 – Espulsione di Dio dagli spazi sociali Se risaliamo a qualche secolo nella storia della nostra civiltà, possiamo notare come Dio fosse presente nel senso appena menzionato in unintera gamma di pratiche sociali – non solo quelle politiche - e a tutti i livelli della società. (…) In quelle società era impossibile impegnarsi in qualsiasi attività pubblica senza incontrare Dio nel senso summenzionato. (…) La nostra comprensione della secolarizzazione avviene dunque in termini di spazi pubblici. Lidea generale è che essi siano stati svuotati di Dio o di qualsiasi riferimento alla realtà ultima. Oppure, assumendo unaltra prospettiva, le norme e i principi che seguiamo, le deliberazioni in cui ci impegniamo allorché operiamo allinterno delle diverse sfere di attività – economica, politica, culturale, educativa, professionale, ricreativa – in genere non fanno riferimento a Dio o alle credenze religiose; le considerazioni su cui basiamo le nostre azioni restano allinterno della razionalità di ciascuna sfera – il massimo profitto in economia, il maggior beneficio per il maggior numero nellambito politico etc. Tutto ciò è in contrasto con quanto avveniva in epoche precedenti, quando la fede cristiana stabiliva in tutti questi ambiti, spesso per bocca del clero, delle norme imperative che non potevano essere ignorate (p. 12)

5 3 – Condizioni della credenza Qui il passaggio consiste fra le altre cose nella transizione da una società in cui la fede in Dio era incontestata e, anzi, non problematica, a una in cui viene considerata come unopzione fra le altre e spesso non come la più facile da abbracciare. (…) Nella contemporaneità un esempio chiaramente opposto è fornito invece dalla maggioranza delle società musulmane o dallambiente in cui vive la stragrande maggioranza degli indiani. (…) Mi sembra evidente che esistono grandi differenze fra queste società per quanto concerne il significato del credere, che dipende in parte dal fatto che la credenza è unopzione, e in un certo senso unopzione tormentata nelle società cristiane (o post-cristiane), e non (o non ancora) in quelle musulmane.(p. 13)

6 Scopo della ricerca di Charles Taylor terza accezione Il mio intento è di esaminare la nostra società alla luce di questa terza accezione di secolarizzazione che potrei forse riassumere così: il mutamento che vorrei definire ed esplorare è quello che ci ha condotti da una società in cui era virtualmente impossibile non credere in Dio, a una in cui la fede, anche per il credente più devoto, è solo una possibilità umana fra le altre. (…) La credenza in Dio non è più assiomatica. Esistono alternative. In questa accezione la secolarizzazione è un processo che riguarda lintero contesto di comprensione entro cui avvengono la nostra esperienza e ricerca morale, spirituale o religiosa. Per contesto di comprensione intendo qui sia quei temi che probabilmente saranno stati formulati esplicitamente da quasi tutti, come la pluralità di opzioni, e alcuni che formano invece lo sfondo (implicito) in larga misura non tematizzato, di questa esperienza e ricerca: la sua pre-ontologia, per usare un termine heideggeriano. (p. 14)

7 Max Weber 1- Razionalizzazione 2 - Scienze avalutative 3 - Disincanto

8 Sfondo Martin Heidegger Lepoca dellimmagine del mondo, in Holzwege Pienezza

9 La secolarizzazione nel senso 2 è stata spesso intesa come il declino della credenza cristiana; e questo declino a sua volta come in larga misura leffetto della comparsa di altre credenze – scientifiche o razionali – o delle scoperte di scienze particolari, come ad esempio la teoria dellevoluzione o le spiegazioni neurofisiologiche del funzionamento mentale. In parte il mio desiderio di spostare lattenzione sulle condizioni della credenza dipende dal fatto che non mi convince questa spiegazione della secolarizzazione 2, secondo la quale la scienza avrebbe confutato e quindi messo fuori gioco le credenze religiose. (p.15)

10 Per chiarire un po meglio la natura di questo livello, intendo parlare della credenza e della non credenza non come teorie rivali, cioè come modi in cui le persone spiegano lesistente o la moralità, appellandosi a Dio, a qualcosa di naturale o a quantaltro. Il mio obiettivo, piuttosto, è focalizzare lattenzione sui differenti tipi di esperienza vissuta che sono allopera nella comprensione della propria vita in un senso o nellaltro, su che cosa significa vivere come un credente o un non credente.

11 Struttura della vita morale /spirituale Pienezza – riferimento Heidegger Esilio – perdita del senso della pienezza Condizione intermedia – la routine tiene a bada lesilio mentre il luogo della pienezza continua ad orientare. Tale struttura della vita morale/spirituale è comune a credenti e non credenti.

12 Differenza fra credenti e non credenti A - I credenti hanno la sensazione che la pienezza giunga loro, che sia qualcosa che ricevono; più precisamente, che ricevono da un altro essere capace di amore e di carità in qualcosa che assomiglia a una relazione personale. Avvicinarsi alla pienezza richiede fra le altre cose pratiche di devozione e carità; e i credenti sono consci di essere ben distanti dalla condizione di piena devozione e carità; sanno di essere ripiegati su se stessi, volti a cose e fini inferiori, incapaci di aprirsi e di ricevere/dare come potrebbero fare una volta giunti al luogo della pienezza. E presente perciò lidea di ricevere forza o pienezza in una relazione, ma il ricevente non è semplicemente già in condizioni di farlo nella sua situazione attuale; ha perciò bisogno di aprirsi, trasformarsi, uscire da sé. (p.20)

13 B – Per i non credenti la situazione è completamente diversa. Varianti: 1.La forza che ci consente di raggiungere la pienezza è una forza interiore. Lidea assume forme diverse. Una di esse verte sulla nostra natura di esseri razionali. La variante kantiana è quella più esplicita. Ma ce ne sono altri. 2. Più naturalistici. Ma pur sempre confidano nel potere autonomo della ragione. 3. Romantici e ecologisti. Critica alla ragione fredda dellilluminismo. 4. Post-modernisti. Si fanno beffe di chi crede nella forza della ragione ma non danno alternative. Lo scopo di questa posizione è quello di sottolineare la natura irrimediabile della divisione, della mancanza di centro, della perpetua assenza di pienezza.

14 Da questo punto di vista la nostra civiltà occidentale ha conosciuto una trasformazione titanica. Non solo siamo passati da una condizione in cui la maggior parte delle persone viveva ingenuamente entro una certa prospettiva (in parte cristiana in parte legata a spiriti di derivazione pagana) come se fosse la pura e semplice realtà, a una in cui quasi nessuno fa più questa esperienza, mentre tutti considerano la loro posizione come una fra le tante. Tutti noi impariamo a barcamenarci fra due punti di vista: un punto di vista impegnato in cui viviamo al nostro meglio la realtà che esso ci dischiude; un punto di vista distaccato in cui riusciamo a renderci conto che occupiamo solo un punto prospettico fra molti possibili con cui dobbiamo in qualche modo convivere.

15 Passaggio da condizione in cui il credere è la prospettiva ingenua e condivisa ad una in cui il non credere è la prospettiva ingenua e condivisa. La differenza concerne lintera cornice di fondo entro cui si crede o si rifiuta di credere in Dio. I quadri di riferimento di ieri e di oggi sono definiti rispettivamente ingenuo e riflessivo, perché questultimo ha reso possibile una domanda che era rimasta preclusa inizialmente a causa del mancato riconoscimento della configurazione dello sfondo. (p.27) (…) E proprio il contesto entro cui sperimentiamo e perseguiamo la pienezza. Che io definisco lavvento di unepoca secolarizzata, nel terzo senso della parola. Come siamo passata da una condizione in cui nella cristianità le persone vivevano ingenuamente allinterno di una prospettiva teistica, a una in cui noi oscilliamo fra due punti di vista, in cui qualsiasi prospettiva si presenta come tale e in cui, inoltre, lincredulità è divenuta per molti la principale opzione automatica? Questa è la trasformazione che vorrei descrivere e se possibile anche spiegare. (p.28)

16 dire cosa sia religione in generale troppo difficile - guardiamo alloccidente Siamo cioè passati da un mondo in cui si riteneva che il luogo della pienezza fosse sicuramente fuori o oltre la vita umana, a unepoca conflittuale in cui questa interpretazione viene contestata da altri che vorrebbero situarlo (in modi molto diversi) entro la vita umana. Questa è stata la posta in gioco di molti importanti conflitti recenti.

17 Un altro modo per distinguere fra una concezione per la quale la fonte della pienezza è interna e una per la quale la fonte è esterna è quello di discriminare le persone in un gruppo che riconosce qualcosa che le trascende e un gruppo che non riconosce nulla che le trascende.

18 Ogni persona e ogni società vive in conformità a una o più concezioni di ciò che significa la prosperità umana: in che cosa consiste una vita realizzata? Che cosa rende una vita davvero degna di essere vissuta? Che cosa ammiriamo soprattutto nelle persone? Non possiamo fare a meno di porci queste e altre domande del genere. E i nostri sforzi per dare loro risposta definiscono i punti di vista a cui cerchiamo di mantenerci fedeli nelle nostre vite, o fra i quali esitiamo. Su un altro piano queste concezioni vengono codificate talvolta in teorie filosofiche, talvolta in codici etici, talvolta in pratiche religiose e forme di devozione. (…) Un altro modo per pervenire a qualcosa che assomigli alla questione posta (…) consiste nel chiedersi se la vita migliore, più elevata, reale, autentica, non implichi forse la ricerca, il riconoscimento o la dedizione a un bene che stia al di là, che non dipenda dalla prosperità umana. In tal caso la prosperità umana più elevata, reale, autentica o adeguata potrebbe includere nello schema dei nostri fini ultimi (anche) lorientamento verso qualcosa che la oltrepassi. (…) (p.31)

19 Ora la sottolineatura di questa distinzione fra prosperità umana e fini che la trascendono ha uno scopo. Vorrei cioè sostenere che la comparsa della mentalità secolare moderna, così come lho descritta, è proceduta di pari passo con la nascita di una società in cui per la prima volta nella storia un umanesimo puramente autosufficiente è diventato unopzione ampiamente disponibile. Per umanesimo autosufficiente intendo un umanesimo che non ammette fini ultimi che trascendano la prosperità umana, e non sente alcun obbligo verso qualcosa che oltrepassi tale prosperità. Si tratta di una novità assoluta nella storia. (p. 33) In altre parole, prima della modernità la condizione umana veniva generalmente vista come situata entro un ordine che non ci poneva mai al vertice.(p.34)

20 Non voglio sostenere la tesi che la secolarizzazione coincida con lumanesimo esclusivo. Da un lato per come lho definita la secolarizzazione è una condizione in cui ha luogo la nostra esperienza della pienezza e la nostra ricerca di essa; e questo è qualcosa che appartiene a tutti credenti e non credenti. Ma non è neanche mia intenzione sostenere che gli umanesimi esclusivi rappresentino lunica alternativa alla religione. La nostra epoca ha assistito a molte e importanti incarnazioni di quello che potrebbe essere definito un antiumanesimo non religioso, che si presentano sotto varie etichette, ad esempio come decostruzione e post strutturalismo, e le cui radici affondano in scritti ottocenteschi straordinariamente influenti, in particolare quelli di Nietzsche. Allo stesso tempo, esistono anche tentativi di ricostruire un umanesimo non esclusivo su base non religiosa, come si può notare nelle diverse varianti di ecologia profonda.(pp.34/5)

21 Si potrebbe proporre questa descrizione succinta della differenza fra lepoca della secolarizzazione e periodi precedenti: lepoca della secolarizzazione è una fase storica in cui diventa concepibile leclissi di tutti i fini che trascendono al prosperità umana; o meglio, in cui essa entra a far parte dello spettro di vite immaginabili per intere masse di persone. In ciò consiste il legame cruciale fra la secolarizzazione e un umanesimo autosufficiente. (p. 35)

22 La ricerca di Taylor è rivolta a chiarire lo sfondo entro il quale gli individui vivono la loro dimensione morale: pienezza, realizzazione umana (1)viene dallesterno e (2)è frutto della nostra attività, (1)è collegata a fini trascendenti o (2)è pensata come qualcosa che si gioca nellambito dellesistenza. Dallepoca in cui non credere è impossibile allumanesimo esclusivo e cioè a unepoca in cui diventa concepibile leclissi di tutti gli scopi che trascendono la prosperità umana - non solo per alcuni intellettuali ma per la maggior parte delle persone.

23 I bastioni della credenza

24 genealogia dellumanesimo esclusivo Perché era virtualmente impossibile nella nostra società occidentale non credere in Dio, ad esempio nel 1500, mentre nel 2000 a molti di noi questa appare non solo facile ma quasi inevitabile?(41) come sorge lalternativa? La nascita della modernità non è descrivibile come la storia di una perdita – perdita dellincanto a causa dello sviluppo della scienza. Trasformazione del modo di intendere la pienezza da una condizione in cui le nostre più elevate aspirazioni morali e spirituali ci conducono inevitabilmente verso Dio (non hanno per così dire senso senza Dio), a una situazione in cui possono essere associate a una serie di fonti differenti, e spesso sono ricondotte a fonti che negano Dio. Fino al 1500 non esistevano alternative al modo religioso di concepire la pienezza. A partire dal XIX secolo abbiamo alternative ben definite che si offrono alla scelta individuale. La storia che Taylor intende raccontare non è solo la storia di una perdita ma anche la storia del sorgere di una alternativa. Come è accaduto che qualcosa di diverso da Dio divenisse il riferimento oggettivo indispensabile delle aspirazioni morali e spirituali o della pienezza? (43)

25 genealogia dellumanesimo esclusivo I – sé poroso versus sé schermato II – vita in società, riti propiziatori, magia bianca III – equilibrio instabile fra scopi diversi – laldilà e la mondanità (carnevale) IV – tempo ordinario e tempi superiori V – vita nel cosmo e vita nelluniverso dellordine oggettivo VI – il mondo incantato scompare e viene sostituito dal disincanto preparato dalla riforma protestante (devozione più intima, disagio nei confronti della Chiesa e della sua gestione della magia, salvezza legata alla fede) VII – riforma a. dispositivo di disincantamento b. progettazione sociale

26 I - sé schermato versus sé poroso La differenza è notevole e consiste nella mutata condizione esistenziale. (…) Per il sé schermato moderno esiste la possibilità di distanziarsi, di staccarsi da tutto ciò che si trova fuori della mente. I miei scopi ultimi sono quelli che sorgono dentro di me, i significati cruciali delle cose sono quelli definiti rispondendo a essi. Questo sé può concepirsi come invulnerabile, come padrone dei significati che le cose hanno per lui. Per il sé poroso la fonte delle sue emozioni più potenti e importanti si trova fuori della mente (Dio, santi, luoghi, reliquie, Satana).

27 Quale è il nesso fra tutto ciò e le condizioni della credenza? Nel mondo incantato lalternativa a Dio è Satana. Schierarsi contro Dio significava avventurarsi in un mondo pieno di forze vive senza il suo sostegno. In generale schierarsi contro Dio non era unalternativa praticabile nel mondo incantato. Ecco pertanto il primo effetto del passaggio al sé schermato: ha rimosso un tremendo ostacolo alla non credenza. Ma, (..) questo non poteva bastare. Cera bisogno anche di unalternativa positiva sotto forma di umanesimo esclusivo. Il passaggio al sé schermato ha reso possibile lumanesimo esclusivo. Per capire come esso poté diventare reale, dobbiamo seguire un po più da vicino lo sviluppo effettivo del disincanto (62)

28 II – Vivere nel mondo poroso e incantato dei nostri avi significava vivere in società. Tutta la comunità compiva riti propiziatori. Magia bianca gestita dalla chiesa. Il legame sociale era intrecciato al sacro. (63) III – Equilibrio instabile fra tipi diversi di scopi. Da un lato la fede cristiana puntava ad un autotrascendimento, a orientare la vita verso qualcosa che andasse oltre la prosperità umana ordinaria. Dallaltro, le istituzioni e pratiche della società medioevale, come capita in tutte le società, erano almeno in parte disegnate per assecondare perlomeno una qualche forma di prosperità umana. (65) (celibato, vita monastica, carnevale)

29 IV – Secolare significa essere nel tempo ordinario. Nel medioevo il tempo ordinario, la sequenza omogenea e interscambiabile degli istanti di cui il tempo si compone, è definita attraverso la sua collocazione rispetto ai tempi superiori (leternità). Il tempo e lo spazio per Newton sono contenitori vuoti. Noi oggi concepiamo le nostre vite solamente allinterno del flusso secolare. Lintreccio fra tempo secolare e tempi superiori non è più oggetto di unesperienza ingenua e comune.

30 V – Siamo passati dalla vita in un cosmo alla vita in un universo. Cosmo: ordine che ha a che fare con noi (grande catena dellessere). Universo: ordine oggettivo. VI – Ho delineato sinora un ritratto del mondo che abbiamo ormai alle spalle, in cui le forze spirituali agivano su agenti porosi, dove la sfera sociale si fondava su quella sacra e il tempo secolare sui tempi superiori; questo dramma umano poi si svolgeva allinterno di un cosmo. Tutto ciò è stato smantellato e sostituito da qualcosa di molto diverso nelle trasformazioni che spesso vengono approssimativamente raccolte sotto letichetta del disincantamento (87).

31 riforma presupposto fondamentale del cambiamento Tre assi: a. svolta verso devozione più intima; b. disagio riguardo alla magia controllata dalla Chiesa; c. salvezza legata alla fede (104).

32 VII – Interpretare la riforma protestante alla luce del più ampio movimento di riforma è un aspetto centrale della storia che intendo raccontare: la storia dellabolizione del cosmo incantato e della creazione finale di unalternativa umanistica alla fede. La prima conseguenza appare piuttosto evidente; la riforma protestante è servita notoriamente come dispositivo di disincantamento. La seconda è invece e meno ovvia e più indiretta ed è passata attraverso i tentativi di riordinare intere società che sono emersi dallala radicale, calvinista del protestantesimo (106)

33 A. La riforma è stata un dispositivo che ha favorito il disincantamento (dallincanto alla immanenza) Lenergia del disincantamento è duplice. E anzitutto negativa: dobbiamo respingere tutto ciò che odora di idolatria e combattere senza quartiere il mondo incantato. (…) Se non ci è permesso cercare aiuto nel sacro, di una magia bianca della Chiesa, allora tutta la magia deve essere nera. Tutti gli spiriti sono schierati dalla parte del demonio (…) La seconda energia era positiva. In un mondo spogliato del sacro e dei limiti che esso ci imponeva sentiamo infatti una nuova libertà di riordinare al meglio le cose. (…) Non essendo scoraggiati dai vecchi tabù o dai presunti ordini sacri, possiamo razionalizzare il mondo ed espellere il mistero (..). Si rende disponibile una grande energia per dare nuovo ordine alle faccende del tempo secolare (110)

34 B. La riforma ha dato un grande contributo alla nascita dellumanesimo esclusivo. Dalla riforma giunge una grande spinta a riordinare la società secolare. Possiamo facilmente capire come, partendo da questa fiducia nella capacità personale di raggiungere il triplice ordine sia potuto avvenire il passaggio a un umanesimo esclusivo. Bastava solo che il riferimento a Dio venisse meno sotto due aspetti. Anzitutto lobiettivo dellordine doveva essere ricompreso come una questione di autorealizzazione puramente umana. (…) E in secondo luogo il potere di perseguirlo non doveva essere più visto come qualcosa che riceviamo da Dio, bensì come una capacità puramente umana (116)

35 Il grande sradicamento dal radicamento allo sradicamento la società viene reinterpretata come unassociazione di individui

36 La secolarizzazione non è solo la storia di una perdita (incanto contra disincanto) ma anche la storia della nascita di una alternativa (umanesimo esclusivo) dal radicamento: sé poroso – radicato in un cosmo e nella società allo sradicamento: sé schermato - non più radicato nel cosmo (sogg./ogg.) e nella società Società: - ordine normativo con lo scopo di rendere possibile la realizzazione della virtù contra - unione di individui per il beneficio reciproco (vita, libertà di realizzare scopi privati, sicurezza) ordine morale moderno teoria del diritto naturale lordine morale moderno (umanesimo esclusivo) diviene immaginario sociale attraverso tre passaggi: - deismo provvidenzialista; - ordine impersonale; - religione vera

37 Radicamento Religioni arcaiche radicamento su tre dimensioni 1. sociale: (agente delle azioni religiose è il gruppo – dal punto di vista del senso di sé individuale, significa lincapacità dimmaginarsi al di fuori di una certa matrice. Può essere interpretato però anche come una realtà sociale. Il riferimento, in questo caso, è al modo in cui immaginiamo collegialmente la nostra esistenza sociale, per esempio che le nostre azioni più importanti siano quelle compiute dalla società nel suo complesso, la quale deve essere strutturata in un certo modo per poterle realizzare), 2.cosmico: (gli spiriti e le forze con cui abbiamo a che fare hanno rapporti molto intricati con il mondo – reliquie, luoghi sacri … ), 3.prosperità umana: (la prosperità umana è lo scopo) gli agenti umani sono radicati nella società, la società nel cosmo e il cosmo incorpora il divino epoca assiale (Karl Jaspers) realizza una frattura nelle tre dimensioni del radicamento (Confucio, Guatama, Socrate, Platone, i profeti ebrei) Dio non è più incorporato nel cosmo ma è trascendente Il cambiamento in assoluto più cruciale è latteggiamento revisionistico verso il bene umano che si riscontra nelle religioni assiali (p. 200). Il supremo fine umano non può più essere solo la prosperità. Viene identificato un fine più ampio. Tutto ciò implica una prosperità più ampia, ma la nostra fioritura in quanto individui, clan, famiglia, o tribù non rappresenta più il nostro fine supremo (200) Cristianesimo e buddismo – è presente una concezione del nostro bene che oltrepassa la prosperità umana e che noi possiamo raggiungere anche se falliamo dal punto di vista della fioritura umana, persino grazie a tale fallimento.

38 Il passaggio dal radicamento allo sradicamento avviene attraverso il cristianesimo e lo stoicismo. La tesi di Taylor è che leffetto del tentativo cristiano, o stoico-cristiano, di ristrutturare la società contribuì prima a spingere limmaginario morale e poi quello sociale in direzione del moderno individualismo. La cosa risulta evidente nella nuova concezione dellordine morale che vediamo emergere nella teoria del diritto naturale moderno. I fondatori furono Justus Lipsius e Ugo Grozio. Stoicismo cristianizzato che riconosceva un ruolo cruciale alla volontà di trasformare la società umana. (204)

39 ordine morale moderno sradicamento Limmagine della società è quella di individui che si uniscono per formare unentità politica sullo sfondo di un preesistente orizzonte morale e con certi obiettivi in vista. Lorizzonte morale è quello dei diritti naturali; gli individui hanno già certi obblighi morali gli uni verso gli altri. Gli obiettivi sono certi benefici comuni, tra i quali il più importante è la sicurezza. Lidea di un ordine morale sottostante pone laccento sui diritti e sugli obblighi che, in quanto individui, abbiamo gli uni verso gli altri, anche prima e al di fuori del vincolo politico. Gli obblighi politici appaiono come unestensione o unapplicazione di questi legami morali più fondamentali. Lautorità politica stessa è legittima solo perché ha ricevuto il consenso di individui nel contratto originario, e questo contratto genera degli obblighi vincolanti in virtù del preesistente principio per cui le promesse vanno mantenute. (pp. 209/210) Potere legittimo fondato sul consenso. Giustificazione della rivoluzione (Locke)

40 Nei tre secoli successivi che vanno da Locke ai nostri giorni, benché il linguaggio contrattualista sia in parte scomparso e venga utilizzato solo da una minoranza di studiosi, lidea sottostante di una società come unione il cui scopo è il vantaggio reciproco degli individui e la difesa dei loro diritti, ha assunto una rilevanza sempre maggiore. (…) (p.210) In altre parole, lidea di ordine morale implicita in questa visione della società ha subito una duplice espansione: in estensione (sempre più persone ne hanno fatto la base delle loro vite – è divenuta dominante) e in intensità (le sue richieste sono divenute più pesanti e più ramificate). Da allora ad oggi lidea è passata per così dire attraverso una serie di redazioni, ciascuna delle quali era più ricca e più esigente delle precedenti. (p. 211)

41 Differenza fra lidea dellordine morale pre-moderno e moderno Lordine morale pre-moderno non è solo un insieme di norme; esso identifica degli aspetti del mondo che rendono le norme realizzabili. La società appariva come un insieme di ordini che si richiedevano e complementavano vicendevolmente. (..) Essi formavano una gerarchia in cui alcuni godevano di una dignità e di un valore maggiore di altri. (…) Per questo genere di ideale è cruciale il fatto che la distribuzione delle funzioni sia essa stessa parte integrante dellordine normativo. (… La differenziazione gerarchica appare come in sé stessa lordine appropriato delle cose: appartiene alla natura e alla forma della società. Metafora dellorganismo. Lordine funzionale è al contempo normativo) (pp. 215/16). La peculiarità della concezione moderna dellordine emerge in maniera più chiara se ci concentriamo sul modo in cui le idealizzazioni della teoria del diritto naturale differiscono da quelle precedentemente dominanti. (…) Lidealizzazione moderna dellordine prende drasticamente le distanze dal modello pre-moderno. Laspetto fondamentale del nuovo ordine normativo consiste nel rispetto e nel servizio reciproci degli individui che compongono la società. Lo scopo delle strutture concrete è di conseguire tali obiettivi ed esse vengono giudicate strumentalmente alla luce del loro avvenuto o mancato raggiungimento. (…) nella nuova concezione insomma si parte dagli individui e dal loro debito di reciprocità, mentre le divisioni dipendono dal modo in cui essi riescono a saldare tale debito nella maniera più efficace. (p. 217)

42 La forma non è più allopera nella realtà e la distribuzione delle funzioni non è essa stessa normativa. Per le teorie di derivazione platonica il servizio reciproco che le classi si rendono quando si trovano nella giusta relazione comprende anche il loro innalzamento alla condizione virtuosa più alta; a ben vedere questo è il servizio che lordine nel suo complesso, per così dire, rende a tutti i suoi membri. Nellideale moderno, invece, il rispetto e il servizio reciproci sono diretti al conseguimento dei nostri fini più comuni: la vita, la libertà, il sostentamento di sé e della propria famiglia. Lorganizzazione della società, come ho detto in precedenza, non viene giudicata alla luce della sua forma intrinseca, bensì strumentalmente. Possiamo dire che lobiettivo di questa organizzazione concerne le condizioni su cui si basa lesistenza di agenti liberi, piuttosto che leccellenza della virtù. (p. 217)

43 Caratteri dellordine morale moderno: 1.Idealizzazione di un ordine che persegue lo scopo del beneficio reciproco entro una teoria dei diritti e del potere legittimo. Lordine prende le mosse dagli individui e concepisce la società come una struttura costruita a loro vantaggio. La società politica è uno strumento per realizzare qualcosa di pre-politico. Rifiuto della nozione di gerarchia concezione per al quale un essere umano può essere un agente morale a pieno titolo solo incastonato in un contesto più ampio che esibisce una gerarchia interna (p.223). 2.Le differenziazioni interne alla società devono essere giustificate dal telos del reciproco servizio fra uguali. Il servizio reciproco si impernia sui bisogni della vita comune piuttosto che sulla realizzazione della suprema virtù. Il suo fine è garantire le loro condizioni di esistenza in quanto agenti liberi (p.223). 3.La teoria prende le mosse dagli individui e la società politica deve porsi al loro servizio. Cosa ancora più importante, questo servizio è definito nei termini della difesa dei diritti individuali. La libertà è il fulcro di tali diritti. Limportanza della libertà è attestata dalla richiesta che la società politica si fondi sul consenso di coloro che ne fanno parte (223). 4.Garanzia a tutti i partecipanti in maniera uguale dei diritti, della libertà e del vantaggio reciproco con il conseguente rifiuto di ogni ordine gerarchico.

44 immaginario sociale la teoria groziano-lockiana (punti1., 2., 3., 4.) diventa immaginario sociale Quello che voglio fare è descrivere a grandi linee la metamorfosi, il processo mediante il quale la teoria moderna dellordine morale si è insinuata gradualmente nel nostro immaginario sociale trasformandolo. In questo processo quella che originariamente era solo unidealizzazione si è tramutata in un complesso immaginario grazie alla fusione e al legame con delle pratiche sociali (229) Il processo attraverso il quale una teoria trasforma limmaginario sociale non si muove in una sola direzione, non abbiamo cioè solo una teoria che rimodella un immaginario sociale. Mentre contribuisce a rendere sensata unazione, la teoria viene per così dire chiosata, ossia le viene data una forma particolare in quanto contesto di tali pratiche. Un po come in Kant una teoria astratta viene schematizzata quando viene applicata alla realtà spaziale e temporale, in questo caso la teoria viene schematizzata nella sfera densa delle pratiche comuni (p. 230) tre forme di autocomprensione sociale rilevanti a. economia (pp. 230/243); b. sfera pubblica (pp.242/255); c. pratica e teoria di autogoverno democratiche (pp. 255/268). Concezione oggettivante che tratta gli eventi sociali non diversamente da tutti gli altri processi naturali, come eventi che obbediscono a leggi naturali – scienza sociale oggettivante. Assenza di un fondamento trascendente la sfera dellazione, le forme sociali moderne esistono esclusivamente nel tempo secolare.

45 come ha fatto lumanesimo esclusivo a diventare unopzione praticabile per un ampio numero di persone? Il cambiamento è avvenuto tramite uno stadio intermedio indicato con il termine deismo. Si tratta di un fenomeno che nasconde molteplici aspetti, tre dei quali saranno oggetto dellinteresse di Taylor: 1.Il primo aspetto ruota intorno allidea di mondo come progetto divino. Questa concezione, che come idea generale è del tutto ortodossa, ha subito una svolta antropocentrica verso al fine del XVII e nel corso del XVIII secolo. Lesito di tale svolta fu il deismo provvidenzialista; 2.Il secondo aspetto del deismo è la sterzata verso il primato dellordine impersonale. Dio si relaziona a noi in primis stabilendo un certo ordine delle cose la cui forma morale possiamo facilmente comprendere se non siamo sviati da idee false e superstiziose. Obbediamo a Dio attenendoci alle richieste di tale ordine; 3.Un terzo aspetto del deismo lo possiamo scorgere nellidea di una religione vera, originale e naturale, che è stata offuscata dalle aggiunte e corruzioni da cui deve essere ora liberata (285)

46 (1)il deismo provvidenzialista è il tramite attraverso cui ci è approdati allumanesimo esclusivo Il cambiamento fatidico consiste nel restringimento degli scopi della divina provvidenza. I fini che Dio ha previsto per noi si riducono allunico obiettivo della realizzazione dellordine del beneficio reciproco da lui progettato per noi. Lordine divino è diretto al bene delle creature che lo compongono e specialmente a noi stessi (285/86). svolta antropocentrica fra il XVII e il XVIII secolo 1.Non dobbiamo a Dio nullaltro se non lordine 2.Eclissi della grazia: lordine progettato da Dio è accessibile alla ragione. Tramite il ragionamento e la disciplina gli esseri umani possono vincere la sfida 3.Dissoluzione del senso del mistero 4.Eclissi della fiducia nellesistenza di un piano divino per trasformare gli esseri umani e condurli oltre i limiti connaturati alla loro condizione attuale (pp. 286/88).

47 sovvertimento Il tentativo di esprimere il significato profondo della vita cristiana in termini di un codice di azione secolare consentì lelaborazione di un codice il cui fine era quello di realizzare nel saeculum i beni basilari della vita. In altre parole, rese possibile la svolta antropocentrica. Compiuta tale svolta, poteva avvenire anche il sovvertimento. Bastava ancora un solo passo: sostenere cioè che questi beni secolari fossero la ragion dessere del codice nel suo complesso (341).

48 (2) lordine impersonale Dio non è più concepito come un agente personale che interviene nella storia ma come lordine necessario in cui siamo situati. Ordine naturale, sociale e etico

49 (3) religione purificata Dio si rivela tramite la sua creazione, ponendoci richieste che questa creazione stessa rivela alla nostra indagine razionale e dimostrando loziosità di tutte le forme di relazione personale fra il creatore e le creature (la fedeltà personale, le preghiere di supplica, i tentativi di placare o coinvolgere Dio nel nostro destino) – questa è una religione basata sulla realtà: fondata sulla natura o sulla mera ragione (p. 374)

50 Parte terza Leffetto nova Lo sviluppo del terzo tipo di secolarizzazione contemporanea si può suddividere in tre stadi 1. La spiegazione di come sia potuta emergere unalternativa alla fede cristiana di tipo esclusivamente umanistico 2. Il generarsi di una gamma di possibili posizioni che va ben aldilà delle opzioni disponibili alla fine del Settecento. E come se la proposta di una alternativa praticabile avesse innescato una dinamica che ha generato una grande varietà di opzioni morali/spirituali 3. Questa cultura fratturata, circoscritta alle élite, si estende a tutta la società. Contemporaneamente sorge una generalizzata cultura dellautenticità o dellindividualismo espressivo (il romanticismo si diffonde a livello sociale e diventa cultura popolare). Ognuno segue autenticamente la sua opzione

51 Insoddisfazione nei confronti del freddo razionalismo illuminista e disagio Tre forme in cui si può manifestare il disagio dellimmanenza: 1.Il senso della fragilità del significato, la ricerca di un senso soverchiante; 2. la sensazione della futilità suscitata dai nostri tentativi di solennizzare i momenti di passaggio fondamentali nelle nostre vite; 3. la pura e semplice monotonia, mediocrità del quotidiano. Ho scelto di chiamarli disagi dellimmanenza perché è convinzione comune che sia stata proprio leclissi della trascendenza a incunearli nel nostro orizzonte ponendoli allordine del giorno (394)

52 52 dove siamo giunti? la fine del settecento ha visto emergere unalternativa possibile al cristianesimo nellumanesimo esclusivo; ha visto però anche scatenarsi anche numerose reazioni contro di esso e contro linterpretazione della vita umana da cui è scaturito Questo è stato linizio di quello che ho definito leffetto nova: la progressiva nascita di una gamma di nuove posizioni – alcune religiose, altre irreligiose, altre difficili da classificare – che sono diventate opzioni accessibili a tutti. Ma questo fenomeno si è verificato tra le élite della società. E questo processo di pluralizzazione delle élite si è protratto per tutto lOttocento. Nei due secoli trascorsi da allora, la situazione che caratterizzava i ceti superiori si è estesa alla società nel suo insieme (533/34). come è accaduto che quelle che erano alternative per pochi siano potute diventare alternative per molti?

53 53 Cè un problema in tutta questa discussione: non è chiara la reale portata della tesi della secolarizzazione. Quella che io chiamo teoria dominante potrebbe essere paragonata a un edificio a tre piani. Il piano terra rappresenta lassetto fattuale che la credenza e la pratica religiosa hanno subito un declino e che il raggio dazione e linfluenza delle istituzioni religiose oggi sono minori rispetto al passato. Il seminterrato contiene alcune tesi su come potrebbe essere spiegato questo cambiamento (…). Ma le versioni più ricche e più complesse aggiungono un piano sopra il piano terra, soffermandosi sul ruolo della religione oggi. Dove ci ha portato tutto questo movimento? Quali sono gli elementi di debolezza e gli elementi di forza della religione e dellincredulità oggi? Qui ci troviamo nellambito del terzo tipo di secolarizzazione da me descritto, e ovviamente sono proprio le risposte fornite in questo ambito, il piano superiore a interessare la maggioranza delle persone (544).

54 In breve sono giunto vicinissimo ad un accordo con la tesi dominante per quanto riguarda il piano terra; quanto al seminterrato, vi è qualche convergenza: fattori come lurbanizzazione, la migrazione etc. hanno influito ma non nel senso che hanno provocato unatrofia della motivazione religiosa indipendente. Al contrario, questa era e continua a manifestarsi nella creazione di nuove forme che rimpiazzano quelle distrutte o rese impraticabili da quegli agenti secolarizzanti. Il vettore di questo sviluppo non indica una specie di morte termica della fede (550).

55 Non morte termica della fede ma profonda trasformazione Lo scenario presente, sgombro dalle forme passate, è diverso e irriconoscibile rispetto a qualunque epoca precedente. E contrassegnato da un inaudito pluralismo di prospettive, religiose, non religiose e persino anti-religiose, in cui il numero delle posizioni possibili sembra crescere illimitatamente. Di conseguenza la contemporaneità è caratterizzata da una grandissima fragilizzazione reciproca e dunque dal movimento delle diverse prospettive. Non vi è una nicchia in cui la credenza o lincredulità risultano ovvie (…) Perciò secondo la mia personale visione della secolarizzazione vi è indubbiamente stato un declino della religione. La storia veramente interessante tuttavia non concerne solo il declino, ma anche la nuova collocazione del sacro o dello spirituale rispetto alla vita individuale e sociale. Questa nuova collocazione è ora loccasione di ricomposizioni della vita spirituale in nuove forme, e di nuovi modelli di esistenza sia allinterno sia allesterno della relazione con Dio (550/51).

56 1. paleo-durkheimismo, 2. neo-durkheimismo, 3. posto-durkheimismo

57 Nella situazione paleo-durkheimiana, il mio legame col sacro comportava lappartenenza a una Chiesa, che idealmente coincideva con la società nel suo insieme, sebbene di fatto non mancassero mai degli outsider tollerati e degli ertici non disciplinati. La situazione neo-durkheimiana prevedeva che io entrassi a far parte della denominazione di mia scelta, ma questo atto a sua volta mi collegava a una Chiesa più ampia, più elusiva, a unentità politica che aveva un ruolo provvidenziale da assolvere. Adesione libera alla Chiesa e non regolamentata. Ma la prospettiva espressivista (post-durkheimiano) fa un passo ulteriore. La vita o la pratica religiosa di cui entro a far parte deve essere non solo frutto della mia scelta ma deve anche parlare la mia lingua; deve avere senso nei termini del mio sviluppo spirituale, così come io lo interpreto (611/12). I termini paleo, neo e post-durkheimiano descrivono tipi ideali. La tesi di Taylor è che lultima costellazione abbia finito per dare sempre più il tono alla nostra epoca (613).

58 Cosa è oggi la religione? Il nesso famiglia/religione/stato (paleo- durkheimismo) crolla. La famiglia non è più la sede nella quale si educano i figli come buoni cittadini e buoni credenti. Cause: lotta per lemancipazione razziale, Vietnam, femminismo. In cosa consiste la ricerca spirituale oggi? post-durkheimmismo

59 Approdo Epoca dellautenticità Si tratta da un lato di una rivoluzione individualizzante, il che può suonare strano, perché la nostra epoca moderna si basava già su un certo individualismo; ma esso si è per così dire dislocato su un nuovo asse, pur senza abbandonare gli altri. Oltre che un individualismo morale/spirituale, e un individualismo strumentale, abbiamo adesso anche un individualismo espressivo. Non si tratta ovviamente di un fenomeno completamente nuovo. Lespressivismo è stato uninvenzione del periodo romantico, sul finire del Settecento. E, durante tutto lOttocento, le élite intellettuali e artistiche sono andate alla ricerca di uno stile di vita autentico, che consentisse loro di esprimersi. La novità oggi è che questa sorta di auto-orientamento sembra ormai un fenomeno di massa (595).

60 percorso seguito A- dalla incredulità delle élite settecentesche alla incredulità, disaffezione, distanza dalla religione; B- teoria della secolarizzazione da cui però Taylor ha preso le distanze. Non abbiamo a che fare con un declino della religione dovuta alla incompatibilità fra la modernità e la credenza religiosa (667). Il desiderio religioso rimane una forte motivazione anche oggi. C- declino della credenza fenomeno reale. Dal 500 ad oggi allincanto si sostituisce lordine morale moderno. Umanesimo esclusivo. Dal paleo-durkheimismo al post- durkheimismo. D- mondo pluralista in cui molte forme di credenza e di non credenza sgomitano luna contro laltra, fragilizzandosi reciprocamente. La credenza ha perso le sue matrici sociali. Lincredulità si appresta a diventare la soluzione automatica(668).

61 Nei capitoli precedenti: cammino attraverso il quale si è giunti al punto in cui ci troviamo. Largomento di questo capitolo è la forma spirituale dellepoca presente (54). Lidentità schermata dellindividuo disciplinato si muove in uno spazio sociale artificiale dove la razionalità strumentale è un valore chiave e il tempo è pervasivamente secolarizzato. Tutto ciò contribuisce a creare quella che intendo chiamare la cornice immanente. Resta da aggiungere solo unidea di fondo: questa cornice costituisce un ordine naturale, speculativo a quello soprannaturale, un mondo immanente, contrapposto a un possibile mondo trascendente. (…) Questa idea, così apertamente in contrasto con le concezioni di un mondo incantato e degli ordini cosmici, che aveva prevalso nelle civiltà precedenti, ha finito per radicarsi così profondamente nella nostra concezione del mondo solo attraverso quella serie correlata di mutamenti che ho appena illustrato. Tali mutamenti hanno inciso profondamente nella nostra auto-comprensione pratica, sul modo in cui ci poniamo nel nostro mondo (come agenti schermati, disciplinati, strumentali) e nella società (come individui responsabili, che costituiscono società progettate per il beneficio reciproco). Ma essi sono ancor più radicati perché si combinano perfettamente con al nascita della scienza naturale post-galileiana. Da suo grembo è sorta alla fine la nostra immagine familiare delluniverso naturale, fisico, quale sistema governato da leggi che non ammettono eccezioni, in cui si può trovare riflessa la saggezza e la benevolenza del Creatore, ma che per essere spiegate non richiedono alcun riferimento a un bene cui si ispira, né nella forma di idee platoniche, né di idee nella mente di Dio (681). 64 Parte quinta: condizioni della credenza

62 Ordine immanente – fisico e sociale leggi necessarie regolano il mondo fisico e leggi necessarie regolano la società Siamo giunti così a concepire le nostre vite come situate allinterno di un ordine immanente autosufficiente, o meglio allinterno di una costellazione di ordini: cosmico, sociale e morale. Ordini impersonali. Tale comprensione della nostra situazione ha come sfondo una certa idea della nostra storia: siamo diventati maggiorenni. Prima lordine è concepito come progetto della provvidenza a nostro vantaggio. Poi lordine viene concepito senza fare più riferimento a Dio. Dio e natura vengono identificati. In questo cammino si giunge a concepire il progetto senza un progettista. A questo punto possiamo concepire il progetto come ciò a cui aderiamo. Questi sono i percorsi attraverso i quali è diventata concepibile lidea di un ordinamento normativo interamente immanente, non più alla natura in generale, ma allo sviluppo della motivazione umana. La cornice immanente è quella in cui noi in occidente viviamo ed essa può essere aperta o chiusa. Apertura o chiusura non sono due teorie rivali ma il contesto tacito nel quale sviluppiamo le nostre credenze. Luna o laltra di queste interpretazioni della cornice immanente, sia che la consideriamo aperta o chiusa, è solitamente sprofondata al livello di un quadro di riferimento talmente incontestato, che spesso fatichiamo persino a pensarci fuori di esso, anche soltanto come puro esercizio di immaginazione (Wittgenstein: unimmagine ci teneva prigionieri) (690)

63 Mentre per Weber la cornice immanente ci costringe inevitabilmente alla chiusura, Taylor sostiene che la cornice immanente non costringe né in una direzione né nellaltra. Apertura e chiusura sono la nostra prospettiva globale sulla vita umana, una prospettiva che non scaturisce di necessità dalla cornice immanente (691). Per molti la cornice immanente non è neutrale rispetto alla apertura o alla chiusura. Ma per Taylor lovvietà razionale della prospettiva chiusa è illusoria. Se si riesce a comprendere la nostra situazione senza distorsioni ideologiche e senza paraocchi, si capisce allora che seguire luna o laltra via richiede quello che spesso passa sotto il nome di salto di fede (691). Quello che ci spinge verso luna o laltra direzione è ciò che potremmo descrivere come la nostra prospettiva globale sulla vita umana e i suoi risvolti cosmici e spirituali. La posizione della gente sul problema della fede in Dio, o di una concezione aperta o chiusa della cornice immanente, solitamente scaturisce da questa visione generale delle cose (691/92) Entrambe le posizioni, quella di apertura e quella di chiusura, comportano un salto al di là delle ragioni accessibili e dentro il regno della fiducia anticipatoria. Per Taylor coloro che pensano che linterpretazione chiusa dellimmanenza sia naturale e ovvia patiscono di un tipo di incapacità dovuta al fatto che il loro raziocinio è offuscato e ostacolato da una potente immagine entro cui esso si esercita e che lo condiziona impedendogli di vedere importanti aspetti della realtà (692/93). Naturalmente della stessa incapacità soffrono anche coloro che pensano che la lettura aperta sia ovvia e inevitabile perché ad esempio lesistenza di Dio è dimostrabile.

64 Taylor intende adesso dissipare laura di ovvietà della cornice immanente chiusa attraverso la descrizione dellorientamento secolarista e di tre modalità di pensare le strutture del mondo chiuso (SMC). Tale descrizione non intende concludere che la lettura aperta dellimmanentismo è quella giusta ma decostruire lovvietà dellorientamento immanentista chiuso (698).

65 Accade di essere trattenuti allinterno di certe strutture del mondo, senza essere consapevoli delle alternative. Una immagine può tenerci prigionieri per usare la metafora di Wittgenstein (RF, p.67). E analogamente possiamo capire come due persone o gruppo possano continuare allinfinito in un dialogo fra sordi, essendo al loro esperienza e il loro pensiero strutturati secondo due immagini differenti. Entro la cornice immanente determinate strutture del mondo chiuse alla trascendenza conferiscono alla cornice immanente un certo orientamento, non principalmente nella forma di una mossa teorica consapevole, ma piuttosto attraverso certe immagini profonde che specificano limmagine su cui poggia la cornice stessa ( )

66 Dalla scienza non scaturisce la non credenza di necessità. E necessaria una particolare narrazione (umanesimo esclusivo) A. coraggiosa maturazione B. superamento dellillusione C. auto-autorizzazione – il valore è deciso dal sé Ciò di cui ci siamo sbarazzati erano le illusioni e ci è voluto del coraggio per farlo; ciò che ci è rimasto sono i frutti più autentici della scienza, la verità sulle cose, inclusi noi stessi, che attendeva da sempre di essere scoperta (722).

67 Ma la religione potrà mai sparire completamente? A prima vista sembra difficile che ciò possa avvenire, perché la stessa auto- comprensione dei non credenti, per potersi presentare come un atteggiamento maturo, coraggioso, come una conquista sulle tentazioni dellinfantilismo, della dipendenza e della pusillanimità, richiede che permanga la consapevolezza del nemico sconfitto, degli ostacoli che abbiamo dovuto sormontare, dei pericoli che ancora attendono coloro la cui coraggiosa auto-responsabilità vacilla.(741) La religione resta una presenza inestirpabile nellorizzonte della a-religione; e viceversa. (742)

68 Se la religione rimane una presenza inestirpabile ci troviamo nel mezzo di pressioni incrociate. Lesperienza di questo spazio può assumere varie forme. Nella mia analisi mi limiterò a due versioni, ciascuna delle quali riflette una direzione verso cui si può propendere. La prima ha già fatto la sua comparsa nella discussione precedente; quanti desiderano optare per luniverso ordinato, impersonale sia nella sua forma scientifico materialista, sia in una variante più spiritualizzata, avvertono la perdita imminente di un mondo di bellezza, di significato, calore, come pure della prospettiva di auto-trasformazione al di là del quotidiano. Nostalgia. La seconda versione è quella di cui fanno esperienza coloro le cui più assidue inclinazioni li spingono quanto meno verso la ricerca di un significato spirituale, e spesso verso Dio. Costoro temono che luniverso possa essere davvero un tutto materiale. (743/44)

69 Il vettore alternativo alle narrazioni rigidamente immanentistiche su cui vorrei richiamare lattenzione è più complesso. In sintesi: la nostra condizione ha subito un cambiamento profondo, che ha comportato una alterazione sia delle strutture entro le quali viviamo, sia del modo in cui ci immaginiamo tali strutture. Tale cambiamento riguarda tutti, a prescindere dalle nostre diverse prospettive, ma non può essere compreso nei termini di un declino e di una marginalizzazione della religione. Tutti noi condividiamo quella che ho chiamato la cornice immanente; le diverse strutture entro cui viviamo – scientifiche, sociali, tecnologiche ecc. – sono alla base di tale cornice in quanto appartengono a un ordine naturale o mondano che può essere concepito nei termini suoi propri, senza alcun riferimento al soprannaturale o al trascendente. Questo ordine, però, di per sé lascia aperta la questione se, ai fini di una spiegazione conclusiva, o di una trasformazione spirituale, o di unattribuzione finale di senso, non sia magari necessario chiamare in causa qualcosa di trascendente. Solo quando è orientato in un certo modo lordine sembra dettare una interpretazione chiusa (745/46). La caratteristica saliente delle società occidentali non è tanto il declino della fede e della pratica religiosa (sebbene questo non sia mancato), quanto piuttosto la reciproca fragilizzazione delle diverse posizioni religiose, come pure delle due prospettive opposte della credenza e della non credenza. Lintera cultura è sottoposta a pressioni incrociate riflesse in un gran numero di posizioni intermedie influenzate da entrambi i fronti (746).

70 Il dibattito è sospeso fra queste due posizioni estreme: lortodossia religiosa e lateismo materialistico. Con ciò non voglio negare che le posizioni intermedie abbondino. Il fatto è che tali posizioni si definiscono sulla base di ciò che esse respingono, e cioè quasi invariabilmente sulla base delle tesi estreme (750).

71 ateismo materialistico nelle scienze umane: 1. spiegazione meccanicistica secondo la quale nelle nostre spiegazioni dovremmo astenerci dai significati e dalla teleologia; solo la causalità efficiente è ammissibile. Accanto a questo abbiamo un materialismo motivazionale, dove si parla di azioni motivate ma le spiegazioni si basano solo sulle motivazioni più basse, non sulle aspirazioni morali o più in generale sulle motivazioni forti. Nellimmaginazione scientifica le nostre motivazioni basilari possono assumere le sembianze di pulsioni, un impulso primitivo dotato di scarsissima comprensione emozionale e quindi di minimi significati (comportamentismo). Tale prospettiva fa leva sulla assunzione di un punto di vista esterno da nessun luogo da cui è possibile usufruire una visione panoramica esterna allesperienza. 2. accettare ciò è difficile ed è necessario coraggio. 3. tale prospettiva libera un atteggiamento etico impegnato nei confronti delluomo, del desiderio, della sofferenza e della felicità (746/47).

72 Fastidio nei confronti del materialismo riduzionista su tre fronti: 1. creatività umana 2. abbiamo motivazioni etiche più alte 3. abbiamo sentimenti estetici Abbiamo tre forme di realizzazione umana cui la maggioranza delle persone non vuole rinunciare, che vuole difendere quanto possibile. Un quesito fondamentale per tutte le posizioni schierate sul fronte dellimmanenza, siano esse materialistiche o no, è il seguente: come si può spiegare la specifica forza di un atto creativo, o le esigenze etiche, o la potenza dellesperienza artistica, senza riferirsi a una qualche entità o forza trascendente che ci interpella? (749)

73 Secolarizzazione si identifica con la perdita delle matrici sociali della credenza e dunque con la fragilizzazione. Il risultato è un campo paritetico nel quale la religione ha perso il vantaggio di cui godeva e adesso è alla pari con lincredulità. Conseguenza del pluralismo e della fragilizzazione è una ritirata della religione dalla pubblica piazza. Ciò per un verso è inevitabile e, nella fattispecie, positivo. La giustizia esige che una moderna democrazia si mantenga a uguale distanza dalle diverse posizioni religiose. La nostra coesione si fonda su unetica politica, democrazia e diritti umani, ricavata essenzialmente dallOrdine Morale Moderno, e sottoscritta da diverse comunità di credenti e non credenti, ciascuna per ragioni proprie e divergenti. Viviamo in un mondo in cui prevale quello che John Rawls ha descritto come consenso per intersezione. Ma per un altro verso, come ha sostenuto José Casanova, il discorso religioso si riverserà nella pubblica piazza. La democrazia richiede che ogni cittadino o gruppo di cittadini parli il linguaggio che ritiene più significativo. La prudenza potrebbe suggerirci di esprimere le nostre opinioni nei termini più familiari agli altri, ma ciò comporterebbe unintollerabile imposizione sul discorso dei cittadini. Con laffievolirsi della sensazione di vivere nella cristianità, e il riconoscimento che nessuna famiglia spirituale ha il diritto di parlare per conto di tutti o dice ciò che tutti pensiamo, crescerà la propensione a non nascondere le proprie convinzioni, e in alcuni casi esse saranno espresse in modo religioso (668/69).


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