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1 Laltro caso Scordino (affaire 3,1-2) Altri terreni erano stati colpiti da occupazione durgenza non seguita da espropriazione. Edilizia pubblica agevolata.

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1 1 Laltro caso Scordino (affaire 3,1-2) Altri terreni erano stati colpiti da occupazione durgenza non seguita da espropriazione. Edilizia pubblica agevolata. Accessione invertita. Diritto al risarcimento completo ex L. 458/88. Sopravvenienza retroattiva dellart. 5 bis, co. 7 bis. D.L. 333/92: pesante decurtazione del diritto. Soccombenza innanzi alle giurisdizioni interne, alla luce di C.Cost. 148/99. Ricorso alla Corte D.U.

2 2 AFFAIRE SCORDINO 3: le due pronunzie Corte D.U. Il meccanismo Corte D.U.: pronunzia di principio, con invito allaccordo e successiva pronunzia di condanna. Sez. 4, 9 maggio 2005: riaffermazione di vari principi simili a quello relativi allindennizzo: vedi affaire 1 (retroattività; inadeguata tutela dei beni). Affermazioni aggiuntive in considerazione della illiceità.

3 3 AFFAIRE SCORDINO 3: le affermazioni aggiuntive motivate sulla illegittimità -a Conferma di precedenti sentenze che negano la compatibilità dellaccessione invertita con lo Stato di diritto ( affaires Belvedere Alberghiera, Carbonara e Ventura del 2000). la Corte di Cassazione (2003) aveva insistito sullaccessione invertita e sullapplicazione del 7 bis. Corte D.U.: «il diritto di proprietà è tutelato dal protocollo 1 e può cedere allinteresse pubblico a condizione di procedure legali». «La privazione della proprietà sarebbe avvenuta illegalmente nel momento della trasformazione «Prima di valutare la congruità della riparazione occorre considerare lillegalità alla base della vicenda.

4 4 AFFAIRE SCORDINO 3: le affermazioni aggiuntive motivate sulla illegittimità - b Legalità: richiede norme «sufficientemente accessibili, precise e prevedibili». lexpropriation indirecte nest pas apte à assurer un degré suffisant de sécurité juridique. Dichiara la violazione del protocollo 1 Invita le parti ad accordarsi sulla riparazione equa.

5 5 AFFAIRE SCORDINO 3: la seconda sentenza: sez. 4, 6 marzo La situazione di contrasto strutturale Preso atto della giurisprudenza successiva a precedenti pronunzie contrarie alla occupazione acquisitiva. Constatato che pendono decine di casi analoghi e che la funzione della Corte potrebbe essere compromessa da eccesso di contenzioso Constatato che lart. 43 T.U. espropriazione (per altro non rilevante nella fattispecie) ripropone la sanatoria ex post delle illegittime occupazioni di suoli (cfr. § sent.) Dichiara lo stato di violazione strutturale ed invita lItalia a prendere le misure legislative opportune che garantiscano i cittadini colpiti attraverso la restituzione del bene o con una riparazione secondo i criteri elaborati dalla Corte per il presente caso Scordino. Di fronte alla dichiarazione di contrasto strutturale diventa particolarmente rilevante lazione successiva del Comitato dei Ministri del Consiglio DEuropa (*).

6 6 AFFAIRE SCORDINO 3: la seconda sentenza: sez. 4, 6 marzo La quantificazione del danno Preso atto della mancanza di un accordo sulla sent. del La riparazione equa viene allora determinata dalla Corte, ai sensi dellart. 41 della Convenzione(*) Lo Stato deve pagare «una somma corrispondente al valore che avrebbe la restituzione in natura», oltre ai danni discendenti dalla vicenda.

7 7 Valore della controversia alla entrata in vigore del 7 bis (1996): 265 milioni di lire + rivalutazione ed interessi. Richiesta delle parti valeur du terrain en 2006 : EUR plus-value apportée par les bâtiments = coût de construction en 2006, vétusté : EUR non-jouissance du terrain et des bâtiments : ,50 EUR

8 8 La pesante condanna dellItalia «La fattispecie in esame non può essere messa sullo stesso piano di una espropriazione regolare, essendo stato violato il principio di legalità. «Occorre pertanto la «cancellazione totale» delle conseguenze della illegalità. «Lequa riparazione deve corrispondere al valore della restituzione in natura, oltre al risarcimento di altri danni. Le voci da calcolare sono: valore attuale del terreno; valore delle costruzioni; mancato godimento del terreno. In una valutazione equitativa il mancato godimento è considerato coperto dalla acquisizione del valore degli immobili: quindi: per danni morali di spese + lammontare di eventuali imposte (quindi se tali somme saranno sottoposte alla ritenuta del 20% della L. 413/91, ora T.U., art. 35, vanno rimborsate). (Una maggiore articolazione delle varie voci sarebbe stata utile per lo Stato che intenda adeguare la propria normativa). Il criterio adottato si basa sulla normale accessione del Cod. Civ. art. 936, ma non contempla il rimborso del costo di costruzione degli immobili da parte del proprietario del suolo: secondo la Corte, in mancanza di restituzione in natura, tale valore deve essere pagato in danaro allinteressato; tuttavia compensa il mancato godimento del bene durante il periodo.

9 9 Corte Cost. 24 ottobre 2007, n. 349 Non denunziata in sé lincostituzionalità dellaccessione invertita. «Solo dopo la riforma della Costituzione del 2001 è possibile valutare la violazione di norme internazionali pattizie, sulla base del 117 co. 1 «La Corte D.U. garantisce luniforme applicazione della convenzione negli Stati aderenti. «Oggetto del giudizio è solo la ricaduta patrimoniale del 7 bis (risarcimento ridotto per espropriazione illegale). Il 7 bis è incostituzionale per violazione del comma 1 dellart. 117 Cost. in relazione allobbligo internazionale di cui al protocollo 1 della CEDU, alla luce della interpretazione della Corte D.U. Sono assorbiti altri profili di costituzionalità denunziati.

10 La L , 244 (finanziaria 2008), allart. 2, commi 89 e 90, ha parzialmente ridisciplinato la materia Espropriazione legale. Il nuovo art. 37 T.U.: Pieno valore venale. In caso di accordo +10% Espropriazione illegale. Lart. 55 del T.U. espropriazione ripeteva il contenuto del comma 7 bis. Tale articolo è stato sostituito con la L. 244 da una disposizione che prevede il risarcimento in misura pari al valore venale, in stridente contrasto con i criteri di riparazione del danno adottati dalla Corte di Strasburgo. Manca anche il + 10% 10

11 La L , 244 (finanziaria 2008), allart. 2, commi 89 e 90, ha parzialmente ridisciplinato la materia Il nuovo art. 55 prevede il risarcimento non già secondo i criteri della Corte di Strasburgo, o quanto meno in modo più satisfattorio dellindennizzo, ma con il semplice valore venale. Volendo dare una interpretazione favorevole al cittadino, si potrebbe ipotizzare che il valore venale debba essere quello alla data della riparazione e non quello originario, come nellart

12 12 Loccupazione durgenza Nata con la L. L. 25 giugno 1865, n per situazioni di emergenza è divenuta ordinario modo di accelerare le procedure. Abolita con T.U. espropriazione, è stata subito reintrodotta con D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 302, che ha inserito lart. 22 bis nel T.U. Costituisce il presupposto frequente delle occupazioni acquisitive a causa di vizi procedimentali o sostanziali. Listituto sembra contrastare con le indicazioni della Corte D.U., che vuole le apprensioni dei beni con preventivo e completo accertamento dei presupposti di legalità. Sarebbe quindi un contrasto strutturale. Occorrerà vedere la posizione che assumerà il Comitato dei ministri incaricato di sovrintendere allosservanza delle sentenze della Corte D.U.


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