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A. Mongili, Sociologia, 2002-03 Materiale didattico non divulgabile SOCIOLOGIA GENERALE I E II MODULO I testi che seguono corrispondono a quelli dei lucidi.

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1 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIOLOGIA GENERALE I E II MODULO I testi che seguono corrispondono a quelli dei lucidi proiettati a lezione, in ordine cronologico. In questo file sono contenute solamente le presentazioni Powerpoint.

2 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Sociologia una disciplina che studia la vita sociale degli individui, dei gruppi e delle intere società.

3 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Sociologia Si oppone al senso comune Fornisce dei fenomeni sociali rappresentazioni verificabili Contribuisce, a sua volta, alla formazione di credenze di senso comune.

4 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Sociologia La sociologia studia le interazioni sociali strutturate in istituzioni sociali I sistemi di comportamento degli individui sono condizionati da fattori sociali esterni alla sua volontà. Le istituzioni sociali sono sistemi di comportamento strutturati, stabili

5 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Sociologia La sociologia studia infine lazione umana, dei singoli o dei gruppi, con significato sociale. Lazione sociale è comprensibile mettendoci nei panni di chi la compie, ovvero chiarendone il significato per chi le compie. UNO PER LALTRO, CON LALTRO E CONTRO LALTRO

6 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL PARADIGMA CAUSALE EMILE DURKHEIM ( ) Il fatto sociale come elemento di scientificità della sociologia. Le istituzioni sociali corrispondono per la sociologia ai fenomeni naturali per la scienza. Fatti sociali=cose. Ovvero la vita sociale può essere analizzata con rigore scientifico.

7 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL PARADIGMA DELLAZIONE Max Weber ( ) Rispetto a Durkheim e a Marx, Weber si rifiuta di considerare i fenomeni sociali come FATTI e dati. Ai fenomeni sociali sono attribuiti SIGNIFICATI da parte dei membri delle società, che ne determinano il valore ai loro occhi e che orientano il COMPORTAMENTO dei membri nei loro confronti.

8 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL PARADIGMA DELLAZIONE Max Weber ( ) Limmaterialità dei rapporti sociali porta ad escludere che lo studio della società possa essere quindi equiparato allo studio degli insetti. Nel nostro caso non vi sono dati certi, ma basi materiali e mondi di significato che non è possibile uniformare.

9 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA MODERNITÀ Nascita del capitalismo Lo Stato moderno Razionalizzazione e disincanto del mondo Differenziazione ed autonomizzazione delle sfere della vita sociale (Stato, economia, religione, cultura, ecc.)

10 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile KARL MARX ( ) Il modo di produzione capitalistico FORZE PRODUTTIVE forme di divisione del lavoro. RAPPORTI SOCIALI DI PRODUZIONE forme di proprietà e rapporti di classe dominanti allinterno del modo di produzione. Le contraddizioni fra forze produttive e rapporti di produzione si incarnano in classi sociali antagonistiche.

11 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile KARL MARX ( ) Il modo di produzione capitalistico I modi di produzione si succedono luno allaltro sulla base del superamento delle contraddizioni interne fra forze produttive e rapporti sociali di produzione. LA LOTTA DI CLASSE è quindi il motore della storia.

12 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile WERNER SOMBART ( ) IL CAPITALISMO MODERNO (1902) Economia monetaria di scambio tipo dominante di transazione economica. Non più accumulo di ricchezze, ma profitto e suo reinvestimento nellimpresa. Organizzazione razionale dellimpresa connessione industria/tecnologia/scienza.

13 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile MAX WEBER ( ) LORIGINE DEL CAPITALISMO NASCITA DELLIMPRESA NASCITA DELLA CONTABILITÀ RAZIONALE NASCITA DELLA POLITICA ECONOMICA DEGLI STATI MODERNI ETHOS RAZIONALE NELLA CONDOTTA DI VITA

14 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALLORIGINE DELLA MODERNITÀ: LA CRISI DELLAGRICOLTURA FEUDALE RIVOLUZIONE NELLE CAMPAGNE. PROVATIZZAZIONE DELLE TERRE COMUNI (ENCLOSURES ACTS, EDITTO DELLE CHIUDENDE, 1830). ESPULSIONE DEI CONTADINI DALLE CAMPAGNE. UOMINI NUOVI E LAVORO SALARIATO.

15 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALLORIGINE DELLA MODERNITÀ: MERCANTILISMO E CAPITALISMO MERCATO MONDIALE DELLE MERCI CAPITALISMO: (tesi di Braudel, Pirenne, Wallerstein) Sfera della circolazione. NASCITA DELLA FABBRICA E DELLA PRODUZIONE MANIFATTURIERA CAPITALISMO: (tesi di Dobb e Marx) Sfera della produzione.

16 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALLORIGINE DELLA MODERNITÀ: LO STATO MODERNO MONOPOLIO DELLA FORZA LEGITTIMA, XVII-XVIII secc. Paesi privi di tradizioni comunali. MONOPOLIO FISCALE DELLO STATO necessità di finanziare le armate e di un flusso finanziario costante. MONOPOLIO DEL CONIO. MONOPOLIO DELLAMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA nascita del diritto razionale

17 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALLORIGINE DELLA MODERNITÀ: DALLO STATO ASSOLUTISTA ALLO STATO DI DIRITTO Ascesa della borghesia. Nascita del mercato e del capitalismo. Nascita della burocrazia statale. Riforma protestante. Illuminismo. LE RIVOLUZIONI INGLESE, AMERICANA E FRANCESE TRASFORMANO LO STATO ASSOLUTISTA IN STATO DI DIRITTO Dal potere tradizionale al potere legale-razionale.

18 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALLORIGINE DELLA MODERNITÀ: LO STATO DI DIRITTO Uguaglianza giuridica formale. NORME OGGETTIVE formali. Le costituzioni vincolano la sovranità degli Stati, derivante dal popolo. Suddito cittadino: i diritti di cittadinanza riconosciuti agli individui in quanto membri del popolo. Il cittadino è sottoposto ai comandi della legge e non di una persona.

19 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LETHOS RAZIONALE Max Weber [pron.: Veber]: Letica protestante e lo spirito del capitalismo ( ) Gestione razionale dellimpresa (contabilità razionale, bilancio). Redditività invece che rendita feudale. Rottura con lo stile di vita dellaristocrazia, ostilità verso lostentazione e lo spreco. Ideale di vita sobria, lavoro come preghiera. Ascesi intramondana: interpretazione puritana della dottrina calvinista della predestinazione.

20 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile CALVINISMO E BORGHESIA Max Weber [pron.: Veber]: Letica protestante e lo spirito del capitalismo ( ) La Bibbia di Lutero: melakah come Beruf. Giovanni Calvino ( ): la dottrina della predestinazione. Dio è ineffabile, il suo disegno oscuro, le opere di bontà sono peccato di superbia. Dottrina della grazia: luomo è indegno (peccato originale), la grazia è concessa solo agli eletti, e ab aeterno, a prescindere dalle opere.

21 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile CALVINISMO E BORGHESIA Max Weber [pron.: Veber]: Letica protestante e lo spirito del capitalismo ( ) Cristo è morto solo per gli eletti. Segno della grazia è una vita retta: per i cristiani riformati (calvinisti) è peccato dubitare dellelezione. Cento anni dopo Calvino, i calvinisti inglesi (puritani) RADICALIZZANO e ADATTANO il calvinismo. Memento: il Cristianesimo comprende il Cattolicesimo, lOrtodossia, le Chiese dOriente (Monofisiti Armeni e Siriaci, Nestoriani, Copti egiziani e etiopi) e il PROTESTANTESIMO: i Luterani (Evangelici) vanno distinti dai Calvinisti (Riformati) e dagli Anglicani (Episcopali).

22 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I PURITANI Max Weber [pron.: Veber]: Letica protestante e lo spirito del capitalismo ( ) Solitudine e incertezza del calvinista. La setta puritana: controllo sociale sui comportamenti: finisce la doppia morale. Non è più la dottrina ma il comportamento a fare il cristiano. Retto comportamento: Lavoro, studio e riflessione sulla Scrittura La ricchezza: segno della grazia divina. Effetto di composizione: modelli di comportamento indipendenti dalla matrice religiosa, e legittimati su base utilitaristica e razionale.

23 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA CULTURA DELLA MODERNITÀ: LINDIVIDUALISMO Vale lindividuo con le sue capacità e non la persona con le sue appartenenze (status acquisiti > status ascritti). Lindividuo è inteso come padrone delle sue scelte. Religiosità interiore, privata, slegata dai dogmi (Riforma protestante). Diritto naturale > gli uomini nascono liberi e uguali (vs. diritti connaturati soprannaturale e positivo). PROTAGONISTI: limprenditore e il cittadino.

24 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA CULTURA DELLA MODERNITÀ: IL RAZIONALISMO LA RAGIONE: facoltà più nobile delluomo. Usando la ragione si accede alla verità. La ragione è lo strumento attraverso il quale luomo governa la sua vita e il suo destino. RAZIONALIZZAZIONE degli ordinamenti (strutture sociali) e dei comportamenti (azione sociale). La razionalità strumentale diventa la forma legittima e superiore di razionalità

25 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA CULTURA DELLA MODERNITÀ: IL DISINCANTO RISPETTO AL MONDO Le radici dellOccidente: Atene e Gerusalemme. Il sacro è totalmente trascendente: si nega la magia. Il mondo e la natura > realtà oggettiva. Governare gli eventi: tecnica e previsione. La vita è immersa nel progresso e nellinfinito, la morte perde significato (Lev Tolstòj, La morte di Ivàn Ilìč).

26 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL PROCESSO DI RAZIONALIZZAZIONE O MODERNIZZAZIONE Relazioni impersonali (di lavoro), uso della conoscenza (intellettualizzazione) in contesti sempre più ampi. Lazione razionale rispetto allo scopo (razionalità strumentale) in ambiti sempre maggiori. Diffusione di ordinamenti razionali in tutta la società, ma anche in società caratterizzate dal dominio di comportamenti tradizionali.

27 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile MODERNITÀ vs. TRADIZIONE: I MODELLI DICOTOMICI Henry James Sumner MAINE: Ancient Law (1861). Émile DURKHEIM: De la division du travail social (1893). Ferdinand TÖNNIES: Gemeinschaft und Gesellschaft (1887). Talcott PARSONS: lo schema delle pattern variables (1951).

28 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Henry James Sumner MAINE: Ancient Law (1861). Le leggi di Maine Le società premoderne: lo STATUS (ascritto) determina privilegi e obblighi della persone appartenenti al gruppo. Le società moderne: il CONTRATTO liberamente assunto determina i diritti e i doveri degli individui.

29 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Émile DURKHEIM: De la division du travail social (1893). Solidarietà meccanica e organica. Cambia il fondamento della solidarietà (coesione sociale). Divisione del lavoro e individualismo: crisi di norme e valori condivisi. La società moderna rimane però un insieme stabile e lanomia è limitata.

30 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Émile DURKHEIM: De la division du travail social (1893). Solidarietà meccanica e organica. Società premoderna Piccoli gruppi: scarsa densità di scambi. Scarsa divisione del lavoro. Unità sociali simili: famiglia, clan, tribù. Unità di valori e norme condivisi (CULTURA). SOLIDARIETÀ MECCANICA Società moderna Grandi gruppi: grande densità di scambi. Divisione del lavoro: funzioni differenziate. Differenziazione, interdipendenza, INDIVIDUALIZZAZIONE. La legge è uguale per tutti. SOLIDARIETÀ ORGANICA

31 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Ferdinand TÖNNIES: Gemeinschaft und Gesellschaft (1887). Comunità e società Comunità Rapporti tipici: Vincoli di sangue, vicinato, amicizia. Intimità, riconoscenza e esperienze comuni. La disuguaglianza non si può sviluppare oltre un certo limite. Società Rapporti di scambio. Si entra in rapporto reciproco non con la totalità del proprio essere ma per prestazioni specifiche. Individui separati, isolati, in continua tensione fra di loro. La coesione sociale è superficiale.

32 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Talcott PARSONS: lo schema delle pattern variables (1951). Le variabili modello. Gli orientamenti di valore e normativi tipici della modernità: essenziali per comprenderla. ORIENTAMENTI DI VALORE: orientano lazione. ORIENTAMENTI NORMATIVI: regolano lazione.

33 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I MODELLI DICOTOMICI : Talcott PARSONS: lo schema delle variabili modello. Società premoderne: 1. Affettività. 2. Orientamento allinteresse privato. 3. Particolarismo 4. Diffusione (ruoli) 5. Ascrizione (status) Società moderne: 1. Neutralità affettiva 2. Orientamento allinteresse collettivo 3. Universalismo 4. Specificità (ruoli) 5. Acquisizione (status)

34 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA DUALITÀ DELLA STRUTTURA è luomo a fare la storia, ma in condizioni non scelte da lui K. Marx. Il peso delle strutture sociali condiziona lazione sociale degli attori. Le scelte e lintenzionalità degli attori producono il mutamento. Effetti di composizione / Sistemi di interdipendenze.

35 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LAZIONE SOCIALE Uno per laltro, con laltro, contro laltro Lazione sociale è un agire riferito al senso. Senso dellagente/attore (individui o gruppi). Senso come significato intenzionale attribuito allazione. Senso come definizione della situazione.

36 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TIPOLOGIA DELLAZIONE SOCIALE Uno per laltro, con laltro, contro laltro AZIONI RAZIONALI 1.Rispetto allo scopo: scopo, mezzi, conseguenze. 2.Rispetto al valore: scopo, mezzi, valori interiorizzati, imperativi AZIONI DETERMINATE AFFETTIVAMENTE AZIONI TRADIZIONALI

37 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RAZIONALITÀ E DEFINIZIONE DELLA SITUAZIONE La razionalità relativa alla situazione in cui ci si trova. La situazione è quella definita tale dagli attori coinvolti. TEOREMA DI THOMAS una situazione definita reale dagli attori coinvolti, è reale nelle sue conseguenze

38 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELAZIONE SOCIALE QUADRO DELLE AZIONI SOCIALI: Due o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni ASSOCIAZIONE E DISTANZA: le due forme. Tipi: cooperative e conflittuali. Durata: stabili o transitorie.

39 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile INTERAZIONE SOCIALE AGIRE REAGENDO ALLAZIONE: la storia, il contenuto della relazione sociale. 1.Interazione diretta: compresenza, faccia a faccia. 2.Interazione indiretta: senza compresenza (dal telefono in poi).

40 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL GRUPPO SOCIALE INSIEME DI PERSONE CHE INTERAGISCE CON CONTINUITÀ SCHEMI DI INTERAZIONE STABILI SI DEFINISCONO MEMBRI DEL GRUPPO SONO DEFINITI TALI DA ALTRI Gruppo Aggregato Categoria soc.

41 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL GRUPPO SOCIALE: i caratteri dimensionali (Georg Simmel) DIADI: Due persone Fragilità, personalizzazione, emotività. TRIADI: Tre persone Figure tipiche del conflitto interno: il mediatore e il tertium gaudens. > 3 Gruppi di numero pari: più conflittuali dei dispari. Gruppo più stabile: 5 membri.

42 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL GRUPPO SOCIALE: il lavoro continuo di demarcazione Definizione continua dei confini e definizione della situazione. Grado di completezza rispetto a una popolazione data. Alto grado di completezza = alto grado di influenza sociale.

43 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL GRUPPO SOCIALE: la tipologia dei non membri di R.K. Merton

44 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I RUOLI SOCIALI Descrivere un gruppo significa descriverne i ruoli differenziati. RUOLO: insieme di comportamenti che ci si aspetta da chi occupa una data posizione sociale. Punto di incontro fra le vite individuali e le strutture sociali.

45 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I RUOLI SOCIALI RUOLI SPECIFICI: comportamenti limitati e specifici. RUOLI DIFFUSI: insieme ampio e non definito di comportamenti. Il gruppo totalitario impegna tutti i ruoli dei partecipanti. OGNI PERSONA HA TANTI RUOLI QUANTE SONO LE SUE APPARTENENZE

46 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I RUOLI SOCIALI: SCHEMI DI COMPORTAMENTO ATTESI E FORMALIZZAZIONE SCHEMI DI COMPORTAMENTO ATTESI: 1. Gruppi primari: interazione faccia a faccia, ruoli diffusi, contenuti affettivi. 2. Gruppi secondari: ruoli specifici, interazioni indirette, impersonali. GRUPPI FORMALI GRUPPI INFORMALI

47 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ERVING GOFFMAN ( ) La sociologia della vita quotidiana Il Sé è frutto del rituale dellinterazione sociale. La meccanica più intima dellinterazione è la VITA QUOTIDIANA. Il nostro comportamento nella VQ è determinato dal ruolo sociale

48 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ERVING GOFFMAN ( ) Il modello drammaturgico Esecuzione di un ruolo > pubblico rilevante (altri di ruolo). Situazioni di ribalta e situazioni di retroscena. Interazione non focalizzata (es.: lincontro). Interazione focalizzata (es.: la disattenzione civile).

49 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ERVING GOFFMAN ( ) NOI E I NOSTRI RUOLI Controllare le impressioni di sé (base dellimmagine di sé). Esecuzione regolare di un ruolo. Attaccamento/ Distanza/ Assorbimento rispetto ai ns. ruoli. Aspettative reciproche inespresse. Salvarsi la faccia: il tatto.

50 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I COMPORTAMENTI COLLETTIVI Un insieme di individui agisce SENZA RIFERIRSI A RUOLI DEFINITI (come nei gruppi). 1. IL PANICO: reazione circolare, perdita di controllo. 2. LA FOLLA: reazione circolare, sviluppo di atteggiamenti comuni: a): folla espressiva; b): folla attiva. 3. IL PUBBLICO: interazione interpretativa, risposte con contenuto diverso rispetto ai messaggi di altri partecipanti (spesso: polarizzazione delle opinioni).

51 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I GRUPPI ORGANIZZATI: Le ASSOCIAZIONI Insieme di persone che perseguono interessi/ideali comuni Gruppo secondario formale Aspetto volontario Condizioni di sviluppo: libertà politiche, livello di reddito e istruzione, debolezza dei ceti. Cfr. Alexis de Tocqueville, De la démocratie en Amérique,

52 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I GRUPPI ORGANIZZATI: Le ORGANIZZAZIONI Uffici costituiti per raggiungere fini. Gruppo secondario formale Aspetto non volontario Personale specializzato, retribuito, inquadrato gerarchicamente. Ordinamento razionale.

53 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL TIPO IDEALE WEBERIANO DI BUROCRAZIA Divisione dei compiti Gerarchia di comandi Regole scritte Specializzazione > credenziali educative; fine del dilettante di talento; concorsi/selezioni. Retribuzione da parte dellorg.ne

54 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile WEBER: BUROCRAZIA COME ORGANIZZAZIONE EFFICIENTE COMPETENZA CERTIFICATA RIDUZIONE DELLANSIA SOCIALE RIDUZIONE DELLA CORRUZIONE (NEPOTISMO/FAMILISMO). QUADRO CHE GARANTISCE RELAZIONI IMPERSONALI DI LAVORO

55 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile INEFFICIENZA DELLA BUROCRAZIA: IL PARADOSSO DI MERTON MANSIONI SEMPLICI E STRANDARDIZZATE: efficiente. MANSIONI COMPLESSE: le stesse condizioni che la rendono efficiente in condizioni normali, la rendono qui inefficiente (impersonalità, gerarchia, regole scritte, ecc.)

56 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile INEFFICIENZA DELLA BUROCRAZIA: I GIOCHI DI POTERE DI CROZIER RUOLI PREVEDIBILI E IMPREVEDIBILI. REGOLAMENTAZIONE DEI RUOLI NON SEMPRE ESISTENTE. CONFLITTO: regolamentare i ruoli altrui, rendere incerti i propri.

57 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL MODELLO DI MINTZBERG TIPI DI BUROCRAZIE Rispondere alla certezza o incertezza ambientale 1. A STRUTTURA SEMPLICE 2. MECCANICA (weberiana) 3. BUROCRAZIA PROFESSIONALE 4. A STRUTTURA DIVISIONALE 5. ADHOCRAZIA

58 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I VALORI ORIENTAMENTI DI FONDO DELLAGIRE: DOVER ESSERE SFONDO DELLE INTERAZIONI FATTI SOCIALI ADOTTATI MEDIANTE PROCESSI COMPLESSI DI SCELTA E DI RIGETTO SOGGETTIVI/OGGETTIVI

59 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I VALORI VALORI UNIVERSALI GRADO DI INTEGRAZIONE DEI SISTEMI DI VALORE CONFLITTI VALORIALI NELLE SOCIETÀ MODERNE

60 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LORIGINE DEI VALORI MARX: I VALORI DELLA CLASSE DOMINANTE COME VALORI DOMINANTI BASE MATERIALE E INTERESSI DI CLASSE NELLA LORO GENERAZIONE ALIENAZIONE DELLA CLASSE OPERAIA

61 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA MORTE DEI VALORI FRIEDRICH NIETZSCHE ( ): SECOLARIZZAZIONE, CRISI DELLE GRANDI NARRAZIONI IDEOLOGICHE, CRISI DEI VALORI TRADIZIONALI. MA NUOVI VALORI HANNO SOSTITUITO I VECCHI

62 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL DIFFERIMENTO DELLE GRATIFICAZIONI FORMA ESCATOLOGICA DELLA SFERA VALORIALE TEMPO-LUOGO: IL REMOTO FUTURO ESALTAZIONE DEL SACRIFICIO RADICE RELIGIOSA EBRAICO- CRISTIANA

63 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL DIFFERIMENTO DELLE GRATIFICAZIONI RELIGIONE: LE RELIGIONI DI REDENZIONE POLITICA: NARRAZIONI POLITICO- UTOPICHE ECONOMIA: IL CAPITALISTA FAMIGLIA E SCUOLA: I VALORI DEL CETO MEDIO IN ASCESA

64 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile MUTAMENTI ODIERNI NELLA SFERA VALORIALE INCREMENTO DEI VALORI UNIVERSALI FRAMMENTAZIONE DEI SISTEMI DI VALORE PRESENTIFICAZIONE VALORIALE, DIFFUSIONE DEI VALORI HIC ET NUNC.

65 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile PLURALISMO DEI VALORI UN UNICO SISTEMA (SOCIETÀ ARCAICHE) DUE SISTEMI IN CONFLITTO (RIVOLUZIONI) DUE SISTEMI COESISTENTI IL SUPERMARKET DEI VALORI E SISTEMI VALORIALI POCO COESI

66 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE NORME SOCIALI MODELLI ELEMENTARI DI COMPORTAMENTO CARATTERE PRESCRITTIVO SEMPRE ACCOMPAGNATE DA SANZIONI CAMBIANO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO (relatività delle norme)

67 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE NORME SOCIALI NORME SOCIALI E NORME GIURIDICHE NORME FORMALI E NORME INFORMALI (NORME ESPLICITE E NORME IMPLICITE) REGOLE COSTITUTIVE E REGOLE REGOLATIVE

68 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile PERCHÉ SI UBBIDISCE? NORME COME CONDIZIONE NECESSARIA PER LESISTENZA DELLA SOCIETÀ E DELLINTERAZIONE SOCIALE INDUZIONE DI SISTEMI STABILI DI ASPETTATIVE RECIPROCHE PREVEDIBILITÀ RELATIVA DEI COMPORTAMENTI SOCIALI

69 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE SANZIONI

70 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE NORME SOCIALI SENSIBILITÀ UMANA PRECOCE ALLADEGUAMENTO NORMATIVO ORIGINE STORICA DETERMINABILE DEI SISTEMI NORMATIVI (ES.: LE BUONE MANIERE ORIGINATE DELLA SOCIÉTÉ DE COUR) AMBITO DI VALIDITÀ DEI SET DI NORME

71 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile I SISTEMI NORMATIVI: COERENZA ED INCOERENZA ANOMIA ECCESSO DI NORME NORME CONTRADDITTORIE (NORME E CONTRO-NORME): DILEMMI ETICI CARENZA DI NORME

72 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI MODELLI DI COMPORTAMENTO DOTATI DI COGENZA NORMATIVA SISTEMI COERENTI DI NORME

73 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI: IL PROCESSO DI ISTITUZIONALIZZAZIONE ABITUALIZZAZIONE: CRISTALLIZZAZIONE DI UNAZIONE ISTITUZIONALIZZAZIONE: TIPIZZAZIONE RECIPROCA E OGGETTIVIZZAZIONE LEGITTIMAZIONE DISCORSIVA

74 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ORIGINE DELLE ISTITUZIONI SOCIALI: SPONTANEA (ES.: SISTEMI LINGUISTICI). STABILIZZAZIONE DI MOVIMENTI SOCIALI.

75 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI: GLI UNIVERSALI CULTURALI ISTITUZIONI SOCIALI PRESENTI IN QUASI TUTTE LE SOCIETÀ E DA SEMPRE TABÙ DELLINCESTO, PARENTELA, LINGUA, GIOCO, RELIGIONE, ARTE… NELLE VARIE CULTURE GLI U.C. SI PRESENTANO IN FORME DIVERSE

76 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI: LA SPIEGAZIONE FUNZIONALISTA RISPONDENZA A BISOGNI SOCIALI SISTEMICI FUNZIONE SOCIALE SVOLTA DALLE ISTITUZIONI SOCIALI PER SODDISFARE I BISOGNI SOCIALI. MODELLO AGIL ELABORATO DA TALCOTT PARSONS

77 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI: IL MODELLO A.G.I.L. PER ESISTERE, OGNI SISTEMA SOCIALE DEVE RISPONDERE A QUESTI REQUISITI: ADAPTATION (ADATTAMENTO) GOAL ATTAINMENT (FINALIZZAZIONE) INTEGRATION (INTEGRAZIONE) LATENCY (LATENZA)

78 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE ISTITUZIONI SOCIALI: GRADO DI ISTITUZIONALIZZAZIONE DIFFUSIONE CONOSCENZA E INTERIORIZZAZIONE DELLE NORME ACCETTAZIONE E CONTROLLO SOCIALE: SANZIONI

79 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEMPO DELLUOMO, TEMPO DELLE ISTITUZIONI SOCIALI ADATTAMENTO DEGLI UOMINI AI CICLI DI VITA DELLE ISTITUZIONI NASCITA: INTENZIONALITÀ O EFFETTI DI COMPOSIZIONE MUTAMENTI: CAPACITÀ DI SOPRAVVIVENZA. MORTE: SPONTANEA O INTENZIONALE

80 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile NATURA E CULTURA LUOMO E GLI ANIMALI: - Capacità di apprendimento elevatissima - Dotazione istintuale poco differenziata I MODELLI CULTURALI SOSTITUISCONO GLI ISTINTI. LAPPRENDIMENTO E LA SOCIALIZZAZIONE SOSTITUISCONO LIMPRINTING.

81 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL PATRIMONIO CULTURALE Diventiamo uomini sotto la guida di modelli culturali, sistemi di significato creati storicamente, nei cui termini noi diamo forma, ordine, scopo e direzione alla nostra vita. (Clifford Geertz). Cultura: insieme di disposizioni per orientare il comportamento: progetti, prescrizioni, regole, istruzioni. FORME CULTURALI > COMPORTAMENTO

82 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE Le forme culturali sono in parte trasmesse ai nuovi membri attraverso I PROCESSI DI SOCIALIZZAZIONE: La SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA > competenze sociali di base (ruoli diffusi) La SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA > competenze sociali specifiche (ruoli specifici)

83 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: Alla nascita Il bambino ha vaste possibilità di sviluppo: plasticità del neonato. Assoluta dipendenza dalla madre. La madre risponde ai suoi bisogni > fiducia nellambiente, nella vita. La madre non risponde ai suoi bisogni > sfiducia.

84 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: I meccanismi Affettività. Reciprocità del rapporto adulto- bambino (carattere di interazione del processo) Determinazione e gerarchia dei modelli di comportamento trasmessi. MANCATA SOCIALIZZAZIONE > morte fisica o spirituale delle persone.

85 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: Interiorizzazione dei modelli di comportamento Modello del MECCANISMO PREMIO/PUNIZIONE > INADEGUATO MODELLO DI INTERAZIONE (G. H. MEAD) > astrazione graduale da parte del bambino delle disposizioni ricevute e dei ruoli: il meccanismo del gioco. Le due fasi dellASSUNZIONE DEL RUOLO DELLALTRO e dellALTRO GENERALIZZATO

86 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: Le quattro fasi della costruzione dellidentità Distinzione fra il Sé e il mondo esterno (tutto è ora madre). Distinzione fra la madre e gli altri, cui si attribuiscono caratteristiche specifiche. Tipizzazione di genere (4 anni). Assunzione di nuovi ruoli (i giochi).

87 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: Le componenti analitiche della costruzione dellidentità IDENTIFICAZIONE > sentirsi simile o uguale rispetto ad altri (famiglia, gruppo, casta, nazione, ecc.) >NOI, senso di appartenenza. INDIVIDUAZIONE > distinguere fra sé e gli altri per propri tratti fisici e morali, per la propria biografia > la diversità individuale o di gruppo.

88 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: I campi della variazione del processo IL TEMPO LO SPAZIO IL GENERE LA CLASSE SOCIALE DEI GENITORI

89 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA Pratiche messe in atto dalla società per consentire agli individui di svolgere ruoli adulti. Ruolo aspettative di comportamento posizione sociale (status) OGGI: ogni individuo ha molte posizioni sociali = molti ruoli = crescita delle pratiche di socializzazione secondaria.

90 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA Role set e socializzazione ininterrotta Ruoli: familiari / lavorativi / politici / leasure. Role set insieme di ruoli che ognuno di noi svolge. Il role set si modifica continuamente per ogni individuo. La socializzazione secondaria si arresta solo con la morte.

91 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA Caratteri Lapprendimento di nuovi modelli si fonda su ciò che si è già appreso. Quando il nuovo entra in conflitto col vecchio, viene rigettato oppure rimpiazza il vecchio. Con laccumularsi di conoscenze, lattore sociale diventa egli stesso agente della socializzazione.

92 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA Gli agenti della socializzazione LA SCUOLA ruoli specifici; principi di autorità impersonale, prestazione, cooperazione e competizione; meccanismo mezzi-fini (tipico delle classi medie). IL GRUPPO DEI PARI rapporti di potere simmetrici; ruoli non gerarchizzati; contenuto: continuum solidarietà – competizione.

93 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA Gli agenti della socializzazione IL LAVORO lorganizzazione, la professionalità LA POLITICA il punto di vista, lappartenenza LA RELIGIONE le credenze, lorganizzazione I MASS MEDIA lagenda-setting, la trasmissione delle informazioni e del sapere.

94 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA I conflitti di socializzazione Ogni agente di socializzazione ha la propria ratio, che spesso confligge con quella/e di altri agenti SCUOLA / FAMIGLIA SCUOLA / RELIGIONE SCUOLA / LAVORO / FAMIGLIA TUTTI / MASS MEDIA

95 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE E CLASSI SOCIALI CLASSE OPERAIA E CETI MEDI Diversi valori educativi = diverse pratiche educative Genitori di classe media PREMI > PUNIZIONI autonomia, autocontrollo, repressione interiorizzata. Genitori di classe lavoratrice PUNIZIONI > PREMI conformità esteriore, obbedienza, deferenza. Ricerche di M. Khon e L. Pearlin

96 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SOCIALIZZAZIONE E CLASSI SOCIALI Il differimento delle gratificazioni nei ceti medi Non ha patrimoni: solo un capitale culturale da trasmettere Obiettivo: tenere i figli almeno allo stesso livello di prestigio sociale dei genitori. Mezzi: sacrificarsi oggi per raggiungere il successo domani.

97 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LA DEVIANZA Atto o comportamento che violi una norma sociale e che quindi vada incontro ad una sanzione NESSUN ATTO È DEVIANTE IN SE UN ATTO È DEVIANTE SULLA BASE DELLATTRIBUZIONE DI QUEL SIGNIFICATO ALLINTERNO DI UN SISTEMA SITUATO DI INTERAZIONE

98 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELATIVITÀ DELLA DEVIANZA UN ATTO È DEVIANTE SOLO IN UN CONTESTO DATO Relatività TEMPORALE e SPAZIALE ATTI CONSIDERATI DEVIANTI IN MOLTE SOCIET À SOLO SE RIVOLTE VERSO MEMBRI DEL PROPRIO GRUPPO (NON TUTTE): incesto, furto, violenza, omicidio.

99 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile STUDIO DELLA DEVIANZA: Le difficoltà principali Nelle statistiche giudiziarie sono presenti solo i reati ufficiali, denunciati. Numero oscuro dei reati: alto per reati sessuali, taccheggio, scippo ecc. Un atto deviante diventa reato se scoperto o denunciato.

100 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIA DELLA SUBCULTURA Edwin H. Sutherland Socializzazione alle norme devianti che dominano in comunità devianti rispetto alle norme della società. Socializzazione a norme, valori, atteggiamenti e forme di legittimazione delle norme devianti. Socializzazione alle competenze necessarie per commettere atti devianti.

101 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIA DELLA SUBCULTURA Edwin H. Sutherland Apprendimento delle norme criminali in piccoli gruppi: motivazioni e tecniche. Il comportamento deviante è conforme alle aspettative dellambiente significativo. Esempi: mafia, cultura barbaricina della balentia, gang giovanili, delitti dei ricchi e dei potenti (inquinamento, corruzione, ecc.).

102 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIA DELLETICHETTAMENTO (Labeling theory) La devianza come frutto dellinterazione fra chi viola le norme e chi applica le sanzioni e definisce le identità devianti. I devianti e i conformi hanno gli stessi bisogni e gli stessi valori; Solo chi viene scoperto diventa un deviante; Il marchio di deviante identifica un ruolo sociale che retroagisce su tutta la vita di chi viene etichettato, definendone lidentità.

103 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIA DELLETICHETTAMENTO La costruzione sociale dellidentità deviante DEVIANZA PRIMARIA: Ogni atto deviante cui venga attribuito un significato marginale e che non venga scoperto. DEVIANZA SECONDARIA: Atto deviante sanzionato: fase delletichettamento del colpevole come deviante. Letichettato riorganizza la propria identità come deviante, frequenterà altri devianti e svilupperà una carriera deviante.

104 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIA DELLETICHETTAMENTO Le aspettative sociali SONO ETICHETTATE PIU FACILMENTE alcune categorie sociali specifiche (NON SEMPRE LE STESSE): Gruppi sociali, classi detà, gruppi etnici, generi, abitanti di alcuni quartieri, gruppi socio- professionali. CHI ETICHETTA? Giornalisti, Assistenti sociali, Forze dellordine, Addetti alla sicurezza, Sociologi, Criminologi, Psicologi, Bidelli, Portieri, ECCETERA

105 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile IL SUICIDIO E. Durkheim, Le suicide, 1897 PREDOMINIO DELLA FORZA DELLA SOCIETÀ SULLINDIVIDUO LA COSCIENZA È CIECA RISPETTO ALLE CAUSE SOCIALI CAUSA SOCIALE: ANOMIA TIPI DI SUICIDIO: EGOISTICO, ANOMICO E, NELLE SOCIETÀ PREMODERNE, ALTRUISTICO

106 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ALCUNE INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino Mario Morcellini / Passaggio al futuro. Formazione e socializzazione tra vecchi e nuovi media / FrancoAngeli, Milano Salvatore Palidda / Polizia postmoderna. Etnografia del nuovo controllo sociale / Feltrinelli, Milano 2000 Marzio Barbagli, Loccasione e luomo ladro, Il Mulino, Bologna 1995 Marzio Barbagli (a cura di), ISTAT, Reati, vittime, insicurezza dei cittadini, ISTAT 2000.

107 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE DEFINIZIONE: credenza o insieme di credenze relative a una realtà ultrasensibile, ultraterrena o sovrannaturale. DEFINIZIONE: Une religion est un système solidaire de croyances et de pratiques relatives à des choses sacrées, c'est-à-dire séparées, interdites, croyances et pratiques qui unissent en une même communauté morale, appelée Eglise, tous ceux qui y adhèrent ». (E. Durkheim, Les formes élémentaires de la vie religieuse, 1912)

108 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE DEFINIZIONE: « […] una religione è: 1) un sistema di simboli che opera ( o funziona) 2) stabilendo profondi, diffusi e durevoli stati danimo e motivazioni negli uomini per mezzo della 3) formulazione di concetti di un ordine generale dellesistenza e del 4) rivestimento di questi concetti con unaura di concretezza tale che 5) gli stati danimo e le motivazione sembrano assolutamente realistici » (C. Geertz, Interpretazione di culture, 1973).

109 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE Sacro e profano CREDENZA: giudizio su una realtà che organizza, classifica la realtà. La classificazione principale per il pensiero religioso riguarda lopposizione fra SACRO e PROFANO. ATTRAVERSO la classificazione della realtà in SACRO e PROFANO si genera un ordine nel modo di vedere la realtà, che si sovrappone alla realtà stessa facendola apparire veramente così come viene descritta. LE COSE SACRE:. Les choses sacrées sont celles que les interdits protègent et isolent ; les choses profanes, celles auxquelles ces interdits s'appliquent et qui doivent rester à distance des premières. Les croyances religieuses sont des représentations qui expriment la nature des choses sacrées et les rapports qu'elles soutiennent soit les unes avec les autres, soit avec les choses profanes. Enfin, les rites sont des règles de conduite qui prescrivent comment l'homme doit se comporter avec les choses sacrées » (Durkheim, op. cit.).

110 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE Sacro e profano RAPPORTO SACRO/PROFANO: differenzia fra di loro le religioni e tutte le religioni rispetto alla magia. LA REALTÀ e la sua categorializzazione come sacra o profana: il pensiero religioso è il fondamento dellintellettualizzazione del mondo.

111 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Religione e magia La Religione sottomissione del profano alle esigenze del sacro. Esistenza della comunità unita dai riti. La Magia sottomissione del sacro alle esigenze del profano. Riti individuali e non comunitari In tutte le religioni esistono dei caratteri magici.

112 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LESPERIENZA RELIGIOSA La sacralizzazione di ciò che è bene e di ciò che è male genera un ordine morale condiviso, e dunque le civiltà. La limitatezza dellesperienza umana genera la concettualizzazione dellillimitato. Lesperienza del caso e dellinsensato genera la concettualizzazione dellordine e del senso trascendente delle cose.

113 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile CRITERI DI CLASSIFICAZIONE RAGGIO DINFLUENZA TIPO DI CREDENZE FONDAMENTALI GRADO DI ETEROGENEITÀ FRA UMANO E DIVINO TIPO DI PROMESSA O PREMIO RISERVATI AI FEDELI METODICHE DI COMPORTAMENTO CHE CONDUCONO ALLA SALVEZZA FORME ORGANIZZATIVE.

114 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RAGGIO DINFLUENZA CULTI LOCALI (animismo e totemismo). RELIGIONI UNIVERSALI (ebraismo, cristianesimo, islām, buddhismo, induismo, confucianesimo)

115 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TIPO DI CREDENZE FONDAMENTALI RELIGIONI PRIMITIVE spiriti, energie sacre. RELIGIONI TEOCENTRICHE una o più divinità (mono- o politeismo). RELIGIONI COSMOCENTRICHE sfera armonica del Cosmo contrapposta al disordine terreno. RELIGIONI ETICHE ideali etici e norme di comportamento che guidano la vita terrena in armonia con il Cielo.

116 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TIPO DI CREDENZE FONDAMENTALI RELIGIONI PRIMITIVE : Animismo, Totemismo, Shintoismo. RELIGIONI TEOCENTRICHE MONOTEISTE: Cristianesimo (Cattolici, Ortodossi, Protestanti riformati e evangelici, Cristiani doriente), Ebraismo, Islām (Sunniti e Sciiti); POLITEISTE: Induismo, Mazdeismo o Zoroastrismo, Giainismo, Sikhismo, religioni dellAntichità classica (paganesimo). RELIGIONI COSMOCENTRICHE: Buddhismo (Grande Veicolo, Piccolo Veicolo, B. del Loto), Taoismo. RELIGIONI ETICHE: Confucianesimo.

117 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile ETEROGENEITÀ FRA UMANO E DIVINO Eterogeneità maggiore la sfera del Sacro è inconoscibile, indifferente allumano, totalmente trascendente. (minore eterogeneità) Culti locali Religioni politeiste Monoteismi Religioni cosmocentriche (maggiore eterogeneità). Fra le religioni monoteiste è il Cristianesimo, e al suo interno il Protestantesimo riformato (Calvinismo), ad avere il grado più alto di eterogeneità.

118 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TIPO DI PROMESSA Raggiungimento di uno stato di pienezza e felicità in questa vita (bodhisattva o nirvana) o in vite successive (samsara): Buddhismo, Induismo. Riscatto delle pene e delle sofferenze della vita in un aldilà (RELIGIONI DI REDENZIONE): Ebraismo, Cristianesimo, Islām.

119 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile METODICHE DI COMPORTAMENTO CHE CONDUCONO ALLA SALVEZZA Imprenditore calvinista, Preti impegnati nel sociale, Don Bosco ecc. Monaco benedettino (ora et labora ma fuori dal mondo), altre figure religiose che lavorano per il mondo ma fisicamente se ne astraggono. ASCETISMO (Fare del proprio io uno strumento di Dio o di altre figure o energie sacre). Letterato confuciano (mandarino), guaritore, santo taumaturgo. Eremita, stilita, i grandi mistici del Cristianesimo Ortodosso, Santa Teresa dAvila, S. Giovanni della Croce… MISTICISMO (Svuotare il proprio io per far posto a Dio o ad altre figure o energie sacre) IntramondanoExtramondano COMPORTAMENTI DETERMINATI DALLA RELIGIONE

120 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile FORME ORGANIZZATIVE FORME PRINCIPALI: CHIESA organizzazione complessa su cui si è trasferito il carisma del fondatore; funzionari; i seguaci sono membri dalla nascita; identificazione; associazione. SETTA gruppo carismatico (Capo-affiliati); assertori di verità; i seguaci si sono convertiti, sono rinati; individuazione; distanza sociale.

121 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile FORME ORGANIZZATIVE FORME DI PASSAGGIO: CULTO pre-setta (Leader-Accoliti); esperienza individuale o di gruppo non ancora tradotta in organizzazione esclusiva. CONFESSIONE setta raffreddata; il carisma tende ad istituzionalizzarsi nellorganizzazione.

122 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE E DISUGUAGLIANZA SOCIALE Luomo felice raramente si accontenta del semplice fatto di possedere la propria felicità. Egli ha anche bisogno di aver diritto a tale felicità (…). E vuole anche essere autorizzato a credere che i meno fortunati… ricevano parimenti ciò che loro spetta. Max Weber

123 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE E DISUGUAGLIANZA SOCIALE LE RELIGIONI TRADIZIONALI STIGMATIZZAZIONE DEL SOFFERENTE ESCLUSIONE DAI RITI EGLI ERA LA VITTIMA, IL CAPRO ESPIATORIO

124 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile RELIGIONE E DISUGUAGLIANZA SOCIALE LE RELIGIONI DI REDENZIONE PROMESSA DI SALVEZZA DALLA SOFFERENZA, DALLE DISGRAZIE, DALLA MORTE (LA kènosis DI CRISTO) RISCATTO DALLA SOFFERENZA SPIRITUALE PIÙ CHE MATERIALE LA MORTE RIGUARDA ANCHE I RICCHI E I POTENTI

125 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SECOLARIZZAZIONE ORIGINE NELLA TRADIZIONE RELIGIOSA EBRAICO-CRISTIANA DEMAGIZZAZIONE DEL MONDO E DISINCANTO DAL MONDO RIFORMA GREGORIANA DELLA CHIESA SVILUPPO DEL PENSIERO SCIENTIFICO SEPARAZIONE STATO/CHIESA SAZIETÀ DELLOCCIDENTE

126 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SECOLARIZZAZIONE DIMINUISCE LA PARTECIPAZIONE AI RITI COLLETTIVI DIMINUISCE LA PARTECIPAZIONE AI RITI DOMESTICI SECOLARIZZAZIONE DEL TEMPO E DELLO SPAZIO RELIGIONE COME SFERA SPECIALIZZATA DI PRODUZIONE DI SENSO: RELIGIONE INDIVIDUALIZZATA

127 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE KARL MARX RELIGIONE COME FALSA COSCIENZA E IDEOLOGIA OPPIO DEI POPOLI CUORE DI UN MONDO SENZA CUORE SECOLARIZZAZIONE COME SVELAMENTO

128 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE ÉMILE DURKHEIM LES FORMES ÉLÉMENTAIRES DE LA VIE RELIGIEUSE (1912) Una definizione sociologica di religione caratterizzata da: SACRO E PROFANO FEDE E RITO

129 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE ÉMILE DURKHEIM LES FORMES ÉLÉMENTAIRES DE LA VIE RELIGIEUSE (1912) Una religione è un sistema solidale di credenze e di pratiche relative a cose sacre, ovvero separate, vietate, credenze e pratiche che uniscono in una medesima comunità morale, chiamata chiesa, tutti coloro che vi aderiscono, p. 65.

130 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE INTERPRETAZIONI SOCIOLOGICHE MAX WEBER LA RELIGIONE COME FATTORE DI MUTAMENTO. LA PROFEZIA COME FATTORE DI ROTTURA (sta scritto, ma io vi dico…) LE NUOVE RELIGIONI COME VEICOLO DI ASPIRAZIONI E DI INTERESSI IDEALI E MATERIALI DI NUOVI CETI EMERGENTI.

131 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile STRATIFICAZIONE SOCIALE: Definizione Sistema di disuguaglianze strutturali di una società. strutturali : permanenti, non effimere. Distribuzione diseguale di beni materiali e simbolici fra gruppi sociali. Relazioni diseguali di potere fra i gruppi sociali (chi comanda, chi obbedisce).

132 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile Che cosè uno strato sociale? UN INSIEME DI INDIVIDUI CHE GODONO DELLA STESSA QUANTITÀ DI: Risorse materiali (ricchezze); Risorse simboliche (onore sociale, prestigio, purezza rituale, considerazione); Potere (occupano la stessa posizione nei rapporti di potere).

133 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: SCHIAVITÙ Proprietà di una persona da parte di unaltra. Gli schiavi sono stati considerati, nella quasi totalità dei casi, una specie sub-umana. Sistema di massima disuguaglianza. Sistema regolato giuridicamente (la schiavitù è legittima).

134 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: LE CASTE IN INDIA Sistema di gruppi sociali contrassegnati dalla esclusività sociale che si pongono in gerarchia in termini di purezza rituale ESCLUSIVITÀ SOCIALE: (a) si entra solo per nascita (b) endogamia, ipergamia (c) connubio e commensalità ristrette ai membri della casta dappartenenza (d) la casta determina il mestiere dei membri

135 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: I quattro VARNA dellInduismo –BRAHAMANI: SACERDOTI E INTELLETTUALI KŚATRIYA: ARISTOCRATICI GUERRIERI. VAIŚYA: CONTADINI, PASTORI, COMMERCIANTI. ŚUDRA: SERVITORI, DOMESTICI, ARTIGIANI. FUORI CASTA: INTOCCABILI (PARIA, HARIJAN) SITEMA YATI: moltiplicazione delle caste. Caste: professionali, territoriali, etniche o tribali.

136 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: Legittimazione religiosa delle caste Dottrina indù del samsara: la infinita reincarnazione delle anime in diversi avatar, sulla base dellosservanza dei rituali della casta di appartenenza. Dottrina indù del karman o della ricompensa: si occupa una posizione nel sistema delle caste sulla base del comportamento nelle vite precedenti.

137 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: I CETI Sistema di gruppi sociali chiusi fra di loro diseguali in base al diverso onore sociale connesso a uno stile di vita. Appartenenza per nascita. Diritti e privilegi di ceto. Esclusività e chiusura sociale. Stile di vita particolare.

138 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: SISTEMI DI CETO: LANCIEN RÉGIME è solo la nascita, indipendentemente dalla ricchezza, a classificare gli uomini (A. de Tocqueville) Importanza degli status ascritti. Disuguaglianze di fatto e di diritto. Lappartenenza ai ceti conferisce prestigio ma impone obblighi in termini di stili di vita.

139 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile SISTEMI DI STRATIFICAZIONE: LE CLASSI SOCIALI Gruppi sociali con le stesse possibilità di vita in termini economici (ricchezza), disuguali per le diverse possibilità economiche ma uguali di fronte alla legge. I tipo di classificazione: la fonte del reddito (rendita, profitto, salario). II tipo di classificazione: relazione di lavoro e situazione di mercato.

140 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE La teoria delle classi in Marx Fondamento dei sistemi di classe: il rapporto fra le forze produttive e i rapporti di produzione configura i modi di produzione (mdp antico, mdp feudale, mdp capitalistico) Si appartiene a una classe sociale se si è proprietari o meno dei mezzi di produzione. La classe in sé si differenzia dalla classe per sé sulla base della coscienza di classe.

141 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE La teoria di Max Weber La disuguaglianza sociale si manifesta in tre ambiti diversi (sovrapposti o distinti): ECONOMIA (nel mercato) classi sociali: il bene distribuito in modo diseguale è la RICCHEZZA. CULTURA (nella società) ceti sociali: il bene distribuito in modo diseguale è lONORE SOCIALE. POLITICA (nei rapporti di potere) partiti (distribuito in modo diseguale è il POTERE)

142 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE La teoria di Max Weber: le classi La situazione di mercato fonda lappartenenza e il conflitto di classe. Mercato del lavoro: acquisto e vendita della forza lavoro (operai; imprenditori). Mercato delle merci: consumatori, venditori. È il mercato tipico dellera feudale. Mercato del credito: debitori, creditori. È il mercato prevalente nellAntichità classica.

143 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE La teoria di Max Weber: le classi Tipi di classi sociali prevalenti a seconda del periodo storico e del tipo di economia:

144 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE La teoria di Max Weber: i ceti Situazione di ceto: destino di un gruppo di uomini, condizionato da una comune valutazione sociale del proprio onore, comune a tutti i membri del gruppo. ONORE DI CETO: implica una particolare condotta di vita; limita i rapporti sociali (connubium e commensalità).

145 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE CLASSI SOCIALI IN ITALIA (Sylos Labini: fonte del reddito) Borghesia: proprietari di fondi (rendita); imprenditori (profitto); grandi managers (redditi misti). Piccola borghesia autonoma: coldiretti, artigiani, commercianti (redditi misti). Classe media impiegatizia: funzionari e impiegati pubblici e privati (stipendi). Classe operaia: braccianti e salariati fissi in agricoltura, operai (salari). Sottoproletariato: disoccupati di lungo periodo, senza lavoro abituali, vagabondi.

146 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE CLASSI SOCIALI IN GRAN BRETAGNA (Goldthorpe: relazioni di lavoro e situazione di mercato) I CLASSE: Alto reddito, autorità, autonomia lavorativa, sicurezza del lavoro (imprenditori, professionisti, grandi manager). II CLASSE: reddito e autonomia minori, sicurezza del lavoro (imprenditori, professionisti, manager). III CLASSE: redditi medi, danno e ricevono ordini, sicurezza del lavoro: relativa (impiegati di medio e alto livello). IV CLASSE: autonomia lavorativa, redditi e sicurezza del lavoro variabili (artigiani, commercianti, coldiretti) V CLASSE: reddito e sicurezza del lavoro discreti, danno ma soprattutto ricevono ordini (tecnici e supervisori dei lavoratori manuali). VI CLASSE: redditi medio-bassi, ricevono ordini (operai specializzati). VII CLASSE: operai non qualificati.

147 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile LE CLASSI SOCIALI OGGI MUTAMENTI: nel numero, tipo, composizione interna, confini e rapporti fra e allinterno delle classi. CAUSE: sviluppo e declino dei settori economici con lindustrializzazione e in seguito la terziarizzazione. LA DISUGUAGLIANZA: diminuisce nel XVIII secolo, aumenta nel XIX, diminuisce nel XX sino agli anni 60: da allora riprende ad aumentare per: ampliamento dei differenziali retributivi; aumento del tasso di attività delle donne; aumento dei divorzi.

148 A. Mongili, Sociologia, Materiale didattico non divulgabile GERHARD LENSKI La teoria della ricchezza e del potere La disuguaglianza sociale cresce: Al crescere del surplus economico; Con laumento della concentrazione del potere politico.


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