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Laltro aspetto dellapprendere Itinerario di una visita distruzione.

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Presentazione sul tema: "Laltro aspetto dellapprendere Itinerario di una visita distruzione."— Transcript della presentazione:

1 Laltro aspetto dellapprendere Itinerario di una visita distruzione

2 Ogni mattina alzarsi, arrivare a scuola, incontrare gli amici, parlare del più e del meno…e poi suona la campana: è iniziato un altro giorno di scuola. In classe concentriamo tutte le nostre forze per mantenere una costante attenzione e non distoglierci dalle parole dei professori; apprendiamo dai libri nozioni scientifiche o filosofiche, impariamo a parlare con scioltezza, acquisiamo nuovi termini e, poco per volta, costruiamo un efficiente bagaglio culturale. Cerchiamo di proiettarci verso il futuro allinsegna del sapere e della conoscenza. Però cultura non significa solo rimanere seduti a leggere un libro o stare per ore ad ascoltare un professore; esistono altre strade che ci fanno apprendere …Ad esempio quando studio la storia e vedo rappresentata la figura di un certo monumento, mi viene voglia di sapere dove si trova, di andarlo a vedere, a toccare…E quando mi sono ritrovata a fotografare questo monumento, ad ascoltare le parole della guida che me ne citava le origini, ho capito che non avrei dimenticato la storia in questione: mi sarebbe rimasta sempre impressa, perché era anche unesperienza di vita. E pure questo è un modo di fare cultura.

3 La prima tappa La nostra prima tappa e stata l Italia in miniatura; il parco tematico si trova a Viserba (RI) e venne realizzato circa 30 anni fa ad opera di Ivo Rambaldi, grande viaggiatore ed appassionato d arte, che durante un viaggio in Europa, affascinato da un parco in miniatura, pensò di copiare quest idea e realizzarla nel suo paese.l Italia in miniatura Da allora il parco non ha mai smesso di crescere e rinnovarsi; la parte principale e riservata alle miniature: monumenti e luoghi rappresentativi del nostro paese fedelmente riprodotti. Seguendo il percorso, scandito da alberelli di bonsai, si arriva all Europa in miniatura dove si possono ammirare fedeli riproduzioni dei pi ù prestigiosi monumenti europei. Oltre al percorso immerso nel verde il parco offre altre attrazioni: Il Luna park della scienza, l Ottovolante sull acqua, la Foresta incantata, un arena per i diversi spettacoli e la zona preistorica che racchiude riproduzioni di animali estinti migliaia di anni fa.

4 LA TERRA DELLA LIBERTA Si potrebbe chiamare anche terra della pace perché, chi va a San Marino (in bassa stagione) trova pace, serenità e accoglienza. Questo stato in miniatura, conserva ancora il fascino medievale…basta inoltrarsi nel centro della città, ripercorrere la ripida via principale, visitare il centro storico, per capire come mai gli abitanti di S.Marino sono così cortesi ed ospitali: è latmosfera di serenità che si respira. E poi, quando cala il sole, si possono ammirare certi bei tramonti con la campagna emiliana in sfondo. Ma naturalmente non è solo questo a rendere S.Marino affascinante; le attrazioni principali sono anche le tracce che luomo ha lasciato nel tempo. Famosissima è la Basilica, eretta tra il 1826 ed il 1838 su disegno dellarchitetto Antonio Serra. La facciata e linterno mostrano i segni duno stile prettamente neoclassico. Le torri, poste nella rocca, definiscono il carattere inespugnabile della fortezza. Allinterno di una di queste, nelle stanze del corpo di guardia, ha sede il Museo sammarinese delle armi antiche. Assai nota di prestigio è anche la Chiesa di San Pietro.

5 RAVENNA Le origini di questa città sono molto confuse, ma già agli albori del Medioevo la vediamo ricoprire un ruolo di primo piano. Un tempo la città, lambita dal mare, costituiva un fiorentissimo porto. Onorio nel 402 la scelse come nuova capitale del suo regno, proprio perché la sua era una posizione favorevole. Le testimonianze medievali sono tuttora rimaste e vengono custodite gelosamente. A partire dallaustero Mausoleo di Teodorico e poi SantApollinare nuovo, la chiesa di San Francesco, la tomba di Dante, San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia…e chissà con quanti altri nomi potremmo continuare. Dal punto di vista artistico, lonore va agli splendidi mosaici, che in questa città si fondono con larchitettura stessa e per questo si stimano unici per la loro originalità. Mausoleo di TeodoricoSantApollinare nuovola chiesa di San Francescola tomba di DanteSan Vitaleil mausoleo di Galla Placidia mosaiciMausoleo di TeodoricoSantApollinare nuovola chiesa di San Francescola tomba di DanteSan Vitaleil mausoleo di Galla Placidia mosaici Un unico disagio è rappresentato dalla subsidenza; infatti alcune chiese, come quella di SantApollinare Nuovo, hanno subito diversi restauri. subsidenza

6 Labbazia di Pomposa Pomposa Le origini della millenaria abbazia affondano nella notte dei tempi. Infatti solo nel IX sec si rilevarono dei documenti che testimoniano la sua presenza già nel VI sec. Fu fondata da una comunità di monaci benedettini; a quel tempo era unisola chiusa tra il mare e il Po. Nei secoli a venire labbazia si evolse, fino ad arrivare ad un grande periodo di splendore caratterizzato dallabbaziato di Guido degli Strambiati: San Guido. In quegli anni labbazia subì notevoli miglioramenti: la chiesa venne riconsacrata e abbellita, il monastero venne ricostruito e venne fondata una prestigiosa biblioteca, ricca di opere profane del mondo classico. Ma al periodo di magnificenza, segue, nel XV sec, un periodo di decadenza dovuto al progressivo impaludarsi del fiume che causò lavvento della malaria. Oggi a Pomposa spicca lo slanciato campanile, eretto nel 1063, che domina il mare verde delle valli di Comacchio. Si possono visitare la Basilica di santa Maria, il museo Pomposiano e il Palazzo della Ragione, luogo dove labate amministrava la giustizia dei feudi.

7 Gradara Questa terra respira il vento del mare e le ultime nebbie padane, posta al confine di due diversi paesaggi. A Gradara circola ancora aria di cavalleria cortese ma crudele. Gradara La rocca, posta su una collina, è un magnifico esempio di architettura militare del XIV secolo che domina il paesaggio. Nei secoli il castello venne ingrandito dai diversi feudatari che si succedettero nel dominio della zona, questi si preoccuparono anche di abbellire le stanze interne con diverse opere darte. Oggi il castello è visitabile e contiene, oltre allarmeria, la sala delle torture, una cappella con sullaltare una terracotta di Andrea della Robbia, e, nelle diverse stanze, mobili di prezioso fascino. Le mura della rocca sono state ben conservate, ed ancora oggi circondano lantico borgo; dalla torre più alta si gode il panorama del territorio circostante.

8 Il palazzo Ducale Splendida corte rinascimentale, ma anche residenza fortificata, il grandioso Palazzo in forma di città, fortemente voluto da Federico da Montefeltro, è il risultato di molti secoli di progettazioni di diversi architetti. Inizialmente era un castello medievale, ma Federico da Montefeltro affidò allarchitetto Maso di Bartolomeo il compito di restaurarlo; va ricordato anche larchitetto dalmata Luciano Laurana che contribuì allestetica del palazzo con lo splendido Cortile donore.Palazzo Dopo la morte di Federico la grandiosa costruzione venne interrotta e riprese solo nel XVI sec. Oggi il palazzo conserva tutta la sua maestosa possenza ed ospita al suo interno la Galleria Nazionale delle Marche dove sono presenti celebri opere di Raffaello e Piero della Francesca; da ricordare anche la nota Città ideale, splendida prospettiva rinascimentale di autore incerto. Si possono visitare le stanze del palazzo, tra le più celebri lo Studiolo di Federico con intarsi nella parte inferiore e 28 quadri con ritratti di poeti, filosofi e dottori.Città ideale,

9 Bologna Bologne est une des villes ou lhypocrisie cest la plus difficile Il capoluogo emiliano è ricco di motivi ed interessi che attraggono il turista: a cominciare dalla grande capacità di tradurre in parodia gli eccessi e le pedanterie della propria cultura; infatti passeggiando per i viali del centro storico si può avvertire, anche solo per un istante, la presenza della sagoma della maschera di Balanzone, un pulcinella allemiliana che non manca di far notare una nota di ironia nelle sue opere. Da non dimenticare le rilevanti impronte che sono state lasciate nei secoli e che fanno oggi di Bologna una città allavanguardia, ma che fonda le radici lontano nella storia: frammenti di Medioevo, Trecento, Rinascimento e quantaltro. Noi però non abbiamo potuto ammirare queste bellezze nel nostro viaggio; ma gironzolando per le strade coperte di neve, e chiedendo informazione a qualche viandante armato di pazienza, siamo arrivati al Duomo e abbiamo potuto ammirare la fontana di Nettuno e lenorme piazza.fontana di Nettuno Ci siamo pure fermati a degustare alcune delle ricette tipiche emiliane: vere e proprie prelibatezze culinarie, reduci duna tradizione secolare. prelibatezze culinarie,

10 Unimmagine delle miniature.

11 Posta accanto San Vitale, questa costruzione dallesterno sobrio, allinterno racchiude splendidi mosaici. E questo forte contrasto è simbolo della dottrina cristiana: più luomo è modesto, più la sua anima risplende. Ledificio ha una forma a croce latina, con quattro bracci uguali e ciascun braccio è coperto da una volta a botte. Sebbene dedicato alla sorella dellimperatore Onorio, allinterno il mausoleo non accoglie le spoglie di Galla Placidia, che molto probabilmente si trovano a Roma.

12 Il mausoleo venne fatto costruire dallo stesso Teodorico in grandi blocchi di pietra dIstria, di perfetta struttura. Ha una base decagonale a profonde arcate e un corpo circolare superiore coperto da unenorme calotta monolitica.

13 Fortemente voluta dallimperatore Teodorico per il culto ariano. Solo nel secolo IX assunse il nome attuale, poiché vi furono traslate le spoglie di SantApollinare. Lesterno della chiesa è assai semplice, qui spicca il campanile cilindrico. Ma ciò che attira di più è linterno: tre navate scandite da due file di colonne in marmo greco con capitelli finemente scolpiti…e…la crème della crème: i mosaici, che testimoniano un senso dellarte puro e nobile. Queste decorazioni si snodano lungo le fiancate della navata centrale, in due fasce che convergono verso labside. I colori dei mosaici, riflettendo la luce che arriva dalle finestre, donano unatmosfera che esalta le figure.

14 Di linee molto semplici, voluta dal vescovo Neone. La chiesa attuale è il risultato di ricostruzioni e forti cambiamenti, infatti oggi non rimangono tracce dellantica chiesa.

15 Durante il suo tormentato esilio Dante trovò rifugio a Ravenna dai De Polenta. Qui il poeta morì nel La salma inizialmente venne sepolta nella chiesa di S. Francesco, dopo varie peripezie, venne eretto lattuale sepolcro. Nellapice della cupola è posta una pigna: simbolo di immortalità; allentrata una serpe che si morde la coda: simbolo di eternità.

16 Questa meravigliosa basilica costituisce il supremo raggiungimento poetico dellarchitettura bizantina in Occidente. Edificata, secondo la tradizione, nel luogo dove il soldato Vitale aveva preferito morire invece di rinunciare alla fede in Cristo. La pianta della basilica è ottagonale, e a questottagono ne è iscritto un altro che si apre, su ogni lato,con unesedra; in direzione opposta dellentrata si sviluppa il presbiterio. Nelle mura presbiteriali sono rappresentate scene bibliche. Nel catino absidiale lo splendido mosaico rappresenta il Cristo seduto sopra un globo celeste fra due arcangeli che porge la corona del martirio a San Vitale e larcivescovo Ecclesio che offre al Signore il modello del tempio. Lo sfondo dorato è caratteristico dei mosaici bizantini.

17 Veduta dellala presbiteriale Particolari dei mosaici

18 Mosaici Mosaici La tecnica del mosaico ha origine in oriente. Nel mondo occidentale venne utilizzato inizialmente per la decorazione dei pavimenti; con lavvento del cristianesimo, questa tecnica venne applicata come rivestimento delle pareti delle chiese. Le basiliche ravennate sono tappezzate di splendidi mosaici; inoltre il mosaico bizantino di Ravenna spicca tra gli altri perché la decorazione si fonde con lelemento architettonico in modo da formare unimmagine dove entrambi giacciono in simbiosi. Il rivestimento a mosaico allarga lo spazio e illumina lambiente con lo splendore delle tessere colorate. Le tessere di pasta vitrea, infatti, sono assai varie per forma, grandezza e qualità. La superficie del mosaico non è perfettamente liscia, e la loro disposizione inclinata fa sì che la luce sia frantumata in una molteplicità di punti, che producono vibrazioni e scintillii.

19 Vuoi realizzare un mosaico pure tu? Naturalmente non otterrai gli stessi risultati dei mosaici ravennati, ma potrai realizzare una simpatica opera. Stendi uno strato dintonaco sulla superficie da lavorare; quando questo è asciutto stendine un altro strato formato da polvere di marmo e calce; Traccia lo schizzo del disegno che vuoi realizzare in un foglio a parte e servitene al momento della realizzazione. Se vuoi puoi stendere lo schizzo direttamente nellintonaco; Al momento dellacquisto delle tessere, sceglile in base alleffetto che vuoi dare al disegno. Ce ne sono di tanti tipi e forme in commercio; di solito vengono utilizzate quelle in pasta vitrea di forma quadrata; Posiziona le tessere. Le prime tre file di solito vengono disposte a seguire il contorno della figura; poi, puoi disporle con andamenti che sottolineano la forma di ciò che stai rappresentando;

20 Subsidenza Fenomeno geologico molto frequente nelle zone dellAdriatico. Consiste nellabbassamento del fondo di un bacino, marino o continentale, che tende ad affondare nella crosta terrestre. Il fenomeno ha una durata lunga, ma costante nel tempo. Un esempio della subsidenza è dato dalle valli di Comacchio, che sono il prodotto di un lento abbassamento di alcune parti del terreno.

21 Il campanile dellabbazia Il monastero Uno dei quadri allinterno

22 Visioni aeree della città

23 La città ideale, autore incerto

24 Veduta di una facciata del palazzo Veduta del centro storico

25 La fontana di Nettuno Progettata dal palermitano Tommaso Laureti. Per migliorare lestetica vennero demolite diverse case. Col tempo venne abbellita ed impreziosita dalle sculture di Jean Buologne de Douai, fiammingo, detto Gianbologna.

26 Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto loccasione di assaggiare le specialità emiliane soprattutto quando eravamo in giro, soffermandoci nei diversi ristorantini che offrivano una calda accoglienza (nel vero senso del termine) e vari menù. La piadina confezionata che compro al supermercato non è certamente la stessa che ho mangiato a Bologna… Ed ecco alcune sfiziose ricettine che ho scovato qua e là girando per ristoranti: TAGLIATELLE AL Ragù Per 4 persone Tempo di preparazione: 2 h Ingredienti Per la pasta 400gr di farina bianca 3uova sale. Per condire 250gr di polpa trita di maiale (o di manzo) 50gr di pancetta magra 300gr di polpa di pomodoro 1 carota 1 cipolla 1 ciuffetto di prezzemolo 1 spicchio daglio 1 mazzetto di basilico 1 bicchiere di vino rosso olio extravergine doliva sale pepe.

27 Procedimento Impastate la farina con le uova e unite il sale, lavorate la pasta fino ad ottenere un impasto uniforme e liscio. Stendetela in una sfoglia abbastanza sottile infarinando ogni tanto la spianatoia; lasciatela asciugare e, prima che si secchi troppo, arrotolatela e tagliatela a larghe fettucce. Preparate il ragù: tagliate la pancetta a dadini e fatela rosolare nellolio, poi aggiungetevi la cipolla e la carota tritate, il basilico e laglio intero; unite al soffritto la carne trita, mescolate e aggiungete sale e pepe; dopo 5 minuti spruzzategli del vino, quando questo sarà evaporato, aggiungete la polpa di pomodoro e fatela cuocere; durante la cottura bagnate con un po dacqua bollente dove avrete aggiunto un dado di carne. Lessate le tagliatelle in acqua salata, scolatele al dente e conditele con il ragù. Spolverizzate il piatto fumante col prezzemolo tritato. Buon appetito!!!! PS spero che tutto sia andato bene.

28 TORTELLI DI ZUCCA ALLA ROMAGNOLA Per 4 persone Tempo di preparazione: 2 h Ingredienti per la pasta 400 gr di farina 4 uova sale. per il ripieno 2kg di zucca soda e dolce 150gr di mostarda di frutta di Cremona 100gr di amaretti 150gr di formaggio parmigiano grattugiato 1 cucchiaiata di marmellata di amarene scorza grattugiata di1 limone abbondante noce moscata grattugiata sale e pepe. Per condire 100gr di burro freschissimo 100gr di formaggio grana grattugiato 1 rametto di foglie di salvia 1 pizzico di sale. Procedimento tagliate la zucca, eliminate i semi e i filamenti e mettetela a cuocere in forno. Quando la polpa è ben cotta, passatela a setaccio, mettetela in una terrina e unitevi gli amaretti polverizzati, la marmellata, la mostarda tritata fine, il parmigiano, la noce moscata, la scorza di limone, sale e pepe. Ottenete un composto molto compatto. Ora preparate la pasta: versate la farina sulla spianatoia, fate la fontana al centro e raccogliete le uova e un pizzico di sale. Lavorate la pasta con le mani leggermente infarinate, fino a quando sarà divenuta liscia. Stendetela in una sfoglia abbastanza liscia spolverizzando di farina; ritagliatela in rettangoli e distribuitegli sopra un po di ripieno e ripiegateli in modo da imprigionare la farcia allinterno; schiacciate tuttintorno con i rebbi della forchetta in modo che il ripieno non esca durante la cottura dei tortelli, badando di non forare la pasta. Lessate i tortelli in abbondante acqua salata, scolateli con un mestolo forato e conditeli a strati con il burro fuso insieme alle foglioline di salvia, un pizzico di sale e il formaggio. Bon apetit!


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