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RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA

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Presentazione sul tema: "RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA"— Transcript della presentazione:

1 RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA
La corresponsabilità educativa

2 Oggi la famiglia Vede ridimensionato il ruolo di educatrice unica, assoluta, incontrastata dei giovani a cura della prof.ssa L. Portolano

3 Società contadina del passato
Offriva un tipo di immagine uniforme I ruoli dei singoli componenti erano ben definiti da leggi non scritte, ma basate su valori inviolabili quali il rispetto del capofamiglia e l’ubbidienza da parte dei figli, anche adulti. a cura della prof.ssa L. Portolano

4 La donna Ricopriva il ruolo di madre, di moglie e di educatrice dei figli. Godeva del rispetto di tutti i familiari, ma era sempre in posizione subalterna, non solo rispetto al marito, ma anche rispetto al primogenito maschio adulto. a cura della prof.ssa L. Portolano

5 Gli anni sessanta Hanno avviato un processo irreversibile di rinnovamento dei costumi, dovuto allo sviluppo delle industrie e al passaggio dalla società contadina a quella urbana. Hanno provocato lo sfaldamento dell’assetto familiare patriarcale a favore della famiglia nucleare, coniugale, costituita dai genitori e dai figli o, sempre meno di rado, da un solo genitore, nel caso di coniugi separati, divorziati o vedovi. a cura della prof.ssa L. Portolano

6 Altri fattori di cambiamento
Il lavoro svolto quasi sempre lontano da casa L’emancipazione femminile L’ingresso della donna nel mondo del lavoro Il tramonto della tradizionale autorità del capofamiglia L’emarginazione degli anziani, ormai fuori dal ciclo produttivo della società industriale La diffusione massiccia dei mass media, in particolare della TV L’avvento della scuola di massa a cura della prof.ssa L. Portolano

7 Altri fattori di cambiamento
La nascita di agenzie educative che si sono affiancate via via alla scuola stessa L’incremento del consumismo come ovvia conseguenza di un tenore di vita più alto a cura della prof.ssa L. Portolano

8 Il benessere Il maggior potere di acquisto ha diffuso benessere in tutte le generazioni, nonni compresi (il maggior numero di divorzi si registra proprio nella sottopopolazione rappresentata dalle persone anziane) Ciò è il segno evidente che se si possiedono mezzi economici sufficienti, non si è disposti a sopportare malversazioni, né a rinunciare alla libertà, nemmeno a settant’anni. a cura della prof.ssa L. Portolano

9 relazione Per quanto possano essere importanti i cambiamenti avvenuti a livello periferico nella rete familiare, il terremoto più consistente si è verificato nella relazione genitori-figli a cura della prof.ssa L. Portolano

10 I sensi di colpa In buona parte del Paese, padre e madre lavorano entrambi e, spesso, non possono contare sull’aiuto dei nonni. Ciò ha comportato un aumento dei sensi di colpa in entrambi i coniugi. I sensi di colpa riducono la capacità di educare con autorevolezza. a cura della prof.ssa L. Portolano

11 La famiglia fragile Avrebbe bisogno di tutto, fuorché di un aiuto economico, perché il benessere materiale rappresenta un ulteriore fattore di rischio a cura della prof.ssa L. Portolano

12 Progetto laico Senza moralismi e ipocrisie
Senza auspicare un ritorno al passato che nessuno in buona fede può ricordare solo con gioia a cura della prof.ssa L. Portolano

13 Le famiglie necessitano di
Scuole migliori Trasporti più efficienti Città funzionanti Consigli Occasioni di confronto sui problemi reali a cura della prof.ssa L. Portolano

14 Impegno educativo difficile
Trasmettere valori autentici cui fare riferimento nell’arco di tutta la vita a cura della prof.ssa L. Portolano

15 Compito arduo per i genitori
In un momento che vive la crisi dei veri valori ed esalta miti falsi, ma molto accattivanti specialmente agli occhi inesperti dei giovani, catturati dalle immagini ossessivamente ricorrenti della ricchezza, della giovinezza, della felicità a cura della prof.ssa L. Portolano

16 E’ difficile per i genitori
Insegnare ai figli a distinguere i valori che connotano la dignità dell’uomo, quali il rispetto per sé stessi e per gli altri o la solidarietà verso i più deboli da quelli che vengono inseguiti dai più perché allettanti, quali l’arrivismo, l’inseguimento del benessere a tutti i costi, l’ appparire sull’essere. a cura della prof.ssa L. Portolano

17 Educare è difficile anche perché
Spesso persino i genitori si lasciano irretire dai miti dominanti, anche se l’oscura consapevolezza della futilità di questi ultimi li conduce a ripensamenti e ad assumere a volte comportamenti educativi incoerenti che sortiscono l’unico scopo di disorientare i ragazzi. a cura della prof.ssa L. Portolano

18 I genitori non sono esempi di coerenza
Gli adulti non sono un esempio di coerenza e un modello per i giovani. La complessità dei rapporti sociali e i ritmi frenetici di vita non lasciano molto spazio alla riflessione e alla comunicazione tra genitori e figli a cura della prof.ssa L. Portolano

19 La comunicazione:emergenza educativa
Attualmente, il tema della comunicazione familiare si impone come un’emergenza educativa e culturale di fronte alla quale si dispongono le possibilità di genitori e figli di costruire, congiuntamente, un percorso di formazione reciproca. a cura della prof.ssa L. Portolano

20 Impegnarsi per Elaborare un progetto di vita familiare che coinvolga i genitori nella comprensione della centralità della comunicazione per accogliere la nascita, la crescita, lo sviluppo e la maturità dei propri figli. Comunicare significa disporsi gli uni verso gli altri, genitori e figli, nella propria casa, nella quotidianità più intima delle relazioni felici e/o dolorose della vita in comune.  a cura della prof.ssa L. Portolano

21 Isolamento Oggi la famiglia vive, in contesti privati e separati socialmente, un isolamento istituzionale ed educativo che oscura le potenzialità di guida e orientamento proprie di ogni rapporto genitore-figlio. La qualità della comunicazione educativa diventa un vettore determinante della progettualità esistenziale e personale del singolo individuo, come della comunità, che ogni matrice familiare dovrebbe eticamente costituire. a cura della prof.ssa L. Portolano

22 Possibile intervento la pratica della conversazione ha un alto valore formativo perché Rappresenta il libero scambio della parola manifesta il carattere sociale dell’attività umana del vivere insieme, attraverso l’offerta argomentata del pensiero che predispone ogni soggetto di fronte a se stesso e di fronte all’altro-da sé. a cura della prof.ssa L. Portolano

23 Nella conversazione L’uomo si riconosce nell’altro, e così facendo riconosce se stesso, attraverso la conversazione, per mezzo del con-versus, dell’andare, con il mezzo verbale, incontro al proprio simile e tornarne arricchito dell’esperienza altrui, acquisita tramite l’atto di parola, di pensiero, manifestato nel linguaggio della quotidianità. a cura della prof.ssa L. Portolano

24 Domande In famiglia si conversa, si attua la pratica del libero e mutuo scambio della voce e del silenzio per manifestare gli uni agli altri le proprie passioni, i propri affetti, le proprie intenzioni? Quanta consapevolezza educativa tras-migra dalle parole dei genitori ai figli e quanta possibilità formativa i figli attivano in questo reciproco scambio? a cura della prof.ssa L. Portolano

25 Conversazione: aspetti
La conversazione deve farsi ascolto profondo, sentito, dialogato, autentico. L’esercizio di questo ascolto quotidiano significa disporre i genitori all’accoglienza dei figli, sempre. La manifestazione dell’autenticità di sé, attraverso l’apertura dell’ascolto dell’altro, significa imparare, quotidianamente, ad accogliere il limite connaturato alla diversità dell’uomo nei confronti dell’altro uomo. La parola scambiata e ascoltata, così come l’azione presentata e condivisa, può essere compresa solamente attraverso un esercizio costante di attenzione all’altro. a cura della prof.ssa L. Portolano

26 Dunque nella conversazione familiare il dialogo, l’ascolto e l’attenzione sono i mezzi attraverso cui i genitori e i figli, reciprocamente, mettono in atto una donazione condivisa di  forme-di-vita. Il progetto comune, eticamente connotato, emerge dalla disposizione a sperimentare e ad imparare, quotidianamente, l’essere gli uni verso gli altri. a cura della prof.ssa L. Portolano

27 Tuttavia tale progetto non è dato una volta per tutte e nemmeno può essere genericamente ricercato nella società. Deve essere costantemente costruito e ri-vissuto tramite un esercizio assiduo di conoscenza personale che i genitori attueranno nell’educazione dei figli e i figli consegneranno ai genitori attraverso la circolarità del dialogo, della parola, dell’ascolto imparato, ma anche rifiutato negli stadi della crescita evolutiva e poi ri-appreso e fatto autenticamente proprio. a cura della prof.ssa L. Portolano

28 Cosa può fare la scuola Insegnare ai genitori a conversare con i propri figli, attraverso: Corsi di formazione con la guida di psicologi e pedagogisti Collaborazione attiva in progetti che vedono coinvolti i propri figli Risoluzione di problemi di natura extrascolastica a cura della prof.ssa L. Portolano

29 Una scuola concreta Una scuola della periferia di Bari
È circondata dal degrado che assume le forme della sciatteria, della sporcizia, del caos Cornice urbana di assoluta disperazione dove sembra impossibile pensare a qualcosa che abbia a che fare con l’educare. All’interno si annida la sorpresa. a cura della prof.ssa L. Portolano

30 Una scuola diversa Una costruzione moderna con soffitti sostenuti da grandi travi di legno lamellare che rendono i volumi ancora più ariosi e alieni al contesto appena descritto. Una palestra smisurata sottolinea una presenza forte, quasi intimidente. Non è una scuola come le altre a cura della prof.ssa L. Portolano

31 Ferrea disciplina L’organizzazione è basata su una ferrea disciplina che regola il rapporto genitori-insegnanti. La partecipazione delle famiglie è ordita in senso quasi militaresco: a turno ciascuna famiglia deve riunire nella propria casa le altre per parlare dei programmi e valutare le attività. La palestra non è utilizzata solo dai bambini, ma anche, la sera, dai loro genitori in modo da creare una comunità coesa e comunicante. a cura della prof.ssa L. Portolano

32 La coesione Sulle porte delle aule sono attaccati fogli colorati che riportano direttive riguardanti i genitori e non gli alunni: devono controllare il lavoro quotidiano dei figli; devono ascoltare la sonata di Bach (quella sonata non altre) insieme ai figli, prima di andare a letto. Un intreccio che realizza una rete di controllo reciproco tra insegnanti, allievi e famiglie, e sfiora quasi l’ossessione a cura della prof.ssa L. Portolano

33 Eccessiva disciplina La scuola barese si ispira alla disciplina di Josè Maria Escriva de Balaguer, il religioso fondatore dell’OPUS DEI. Un’organizzazione di questo tipo ha i suoi vantaggi: l’estrema coesione del blocco sociale che unisce genitori e insegnanti tende a promuovere unanimità . Eccessiva? a cura della prof.ssa L. Portolano

34 I bisogni dei genitori Le famiglie sentono il bisogno di regole ben chiare, di modelli prestabiliti, di impegni precisi e declinati. Che poi il regolamento provenga dall’interpretazione delle idee di José Maria Escrivà de balaguer o di Rudolf Steiner o di Maria Montessori o di don Milani poco importa. Vi sono papà e mamme che hanno bisogno di essere accompagnati per mano nel proprio mestiere di educatori, tanto quanto lo sono molti insegnanti. a cura della prof.ssa L. Portolano


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