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FORMAZIONE AREE A RISCHIO Art.9 CCNL 2003/2005 Anno scolastico 2007/2008 a cura della prof.ssa L. Portolano.

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Presentazione sul tema: "FORMAZIONE AREE A RISCHIO Art.9 CCNL 2003/2005 Anno scolastico 2007/2008 a cura della prof.ssa L. Portolano."— Transcript della presentazione:

1 FORMAZIONE AREE A RISCHIO Art.9 CCNL 2003/2005 Anno scolastico 2007/2008 a cura della prof.ssa L. Portolano

2 Ancora dispersione scolastica Siamo ancora lontani dagli obiettivi dellAgenda di Lisbona che vincola i paesi UE a non superare, per il 2010, il 10% di abbandoni precoci (early school leavers). I dati statistici rilevati dalla Direzione Studi e Programmazione del Ministero della Pubblica Istruzione sugli scrutini dellanno scolastico segnalano una distanza dellItalia dallobiettivo europeo di 10 punti. a cura della prof.ssa L. Portolano

3 Nella scuola media Sono di cui nel primo anno di corso - i ragazzi che hanno abbandonato gli studi. Una parte (oltre 5.000) si ritira dandone avviso formale alla scuola, mentre unaltra (3.480) sparisce senza spiegazioni. Se i numeri sono piccoli in termini percentuali (si tratta dello 0,5%) degli iscritti, restano invece consistenti in termini assoluti. Particolarmente preoccupante, in questo quadro, che ben 3000 ragazzi abbandonino gli studi già nella prima classe. a cura della prof.ssa L. Portolano

4 Nella scuola superiore Gli studenti che interrompono la frequenza sono il 3,7%, in numeri assoluti. Anche qui è alta la percentuale delle interruzioni fin dal primo anno di corso (40,8%). Non tutti quelli che interrompono abbandonano definitivamente: una parte passa ad altri indirizzi o, prima o poi, rientra in formazione nel canale della formazione professionale o nei corsi serali per lavoratori-studenti attivati, in numero ancora assai modesto, nella scuola secondaria superiore. Per altri, invece, labbandono è definitivo. a cura della prof.ssa L. Portolano

5 Nella scuola superiore Su 100 ragazzi che dopo la scuola media si iscrivono alla prima classe della scuola superiore, 17 non concludono positivamente lanno scolastico. Le conclusioni positive sono il 48%, mentre nel 35% dei casi i ragazzi, pur promossi, hanno 1 o più debiti formativi da recuperare. Il risultato finale, tra bocciature/ripetenze, ritardi, abbandoni, è che quasi un terzo dei ragazzi italiani non consegue un diploma. a cura della prof.ssa L. Portolano

6 Nella scuola superiore La maggiore probabilità di conseguire il diploma riguarda i liceali (85%), seguono gli studenti dei tecnici (79%), dellistruzione artistica (62,9%), degli istituti professionali (47,8%). Mentre per i liceali non ci sono differenze territoriali, per gli altri i valori del Sud e delle isole sono significativamente più bassi. a cura della prof.ssa L. Portolano

7 Nella scuola superiore In tutte le tipologie di scuola, le ragazze hanno risultati nettamente superiori a quelli dei maschi. Nei tecnici, scuole tradizionalmente più maschili che femminili, la probabilità delle ragazze di conseguire un diploma è pari a 87,6%, a fronte di una probabilità dei ragazzi pari a 74,5%. a cura della prof.ssa L. Portolano

8 Nella scuola superiore Nellanno 2006, i 18-24enni con la sola licenza media, che in Basilicata sono il 12.6%, salgono al 30,4% in Sicilia. a cura della prof.ssa L. Portolano

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10 Gli studenti a rischio rischiano di non ottenere successo nella scuola e nella vita e di non raggiungere il diploma. Paradossalmente si può affermare che ogni studente è a rischio, tranne quelle poche eccezioni di studenti fortunati dotati di ottime capacità e di un ambiente ideale di supporto. a cura della prof.ssa L. Portolano

11 Quattro gruppi studenti con tendenza alla fuga dal contesto scolastico; studenti con difficoltà di apprendimento; studenti pseudo-insufficienti: risultati inferiori alle capacità studenti superdotati a cura della prof.ssa L. Portolano

12 Commissione Giovanni Castellani 1998 nonostante limpetuosa crescita della scolarizzazione nella società italiana nel secondo dopoguerra e la forte riduzione che si è parallelamente verificata nel grado di selettività della stessa scuola, permane una ragguardevole distanza tra il grado di scolarizzazione espresso dalle classi più giovani di età in Italia e quello espresso dalle classi analoghe nei più avanzati Paesi occidentali. a cura della prof.ssa L. Portolano

13 Anello debole aree del Meridione Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna, alcune zone del Nord Est e dellarea Sud Est della provincia di Milano. a cura della prof.ssa L. Portolano

14 Scelte Sulla scorta di tale indagine, il Ministero decise di finanziare i mezzi e le tecnologie per veicolare e moltiplicare le forme di coinvolgimento degli alunni, per diversificare le metodologie dellapprendimento e renderle più coerenti con le personalità e gli interessi dei singoli. a cura della prof.ssa L. Portolano

15 La scuola deve: rivedere i suoi curricula di studio mantenere nei percorsi formativi quegli alunni che manifestano la tendenza a uscirne in vario modo anzitempo attivare una didattica capace di offrire una pluralità di approcci, di occasioni, di stimoli intellettuali e disciplinari, una didattica non uniforme, non pensata solo con la cultura del ceto medio partire dal presupposto della differente qualità e natura delle intelligenze, delle vocazioni e dei talenti degli alunni a cura della prof.ssa L. Portolano

16 Necessità Per combattere la dispersione occorre che la scuola predisponga strumenti e occasioni regolari di riflessione, valutazione e riprogettazione della propria attività…. a cura della prof.ssa L. Portolano

17 Necessità I fenomeni di abbandono, di insuccesso, di dispersione, possono essere combattuti dentro e attraverso la scuola; non vi è alcun rapporto di necessità, nessun nesso rigidamente meccanico tra il disagio e lemarginazione sociale e linsuccesso. a cura della prof.ssa L. Portolano

18 Variabili sfavorevoli Le condizioni, il contesto esterno, vanno visti come variabili sfavorevoli con cui confrontarsi; non come alibi o giustificazione di alti tassi di dispersione… a cura della prof.ssa L. Portolano

19 Dieci regole 1.Migliorare la banca dati sui dropout (ossia sulla dispersione scolastica) 2. Predisporre un sistema dallarme precoce che permetta di identificare il più presto possibile gli studenti in difficoltà per aiutarli e per prevenire linsuccesso scolastico 3. Prevedere tutori e mediatori adulti per sostenere gli allievi in difficoltà 4. Sostenere i genitori nelleducazione dei figli, favorire la loro partecipazione alla vita della scuola ed individualizzare con piani personalizzati su misura la carriera scolastica fino al diploma a cura della prof.ssa L. Portolano

20 Dieci regole 5. Riformare la formazione secondaria superiore (listruzione secondaria di secondo grado), con programmi propedeutici rigorosi di preparazione sistematica all amminissione agli studi universitari oppure allentrata nel mondo del lavoro, che tengano conto delle aspettative delle aziende 6. Approntare un largo ventaglio di opzioni per sostenere gli allievi in difficoltà allo scopo di permettere a tutti di terminare listruzione secondaria di secondo grado con la preparazione necessaria per entrare alluniversità o nel mondo del lavoro 7. Prolungare lobbligo scolastico fino ai 18 anni a cura della prof.ssa L. Portolano

21 Dieci regole 8. Estendere il ventaglio di opzioni dapprendimento offerte nellambito dellinsegnamento secondario di secondo grado per consentire di guadagnare crediti per laccesso agli studi superiori 9. Stimolare la ricerca e la diffusione di buone pratiche creando centri dinformazione documentati su esperienze ben valutate di cui si può dire, prove alla mano, che funzionano 10. La riduzione del numero dei drop out, il miglioramento dellistruzione secondaria di secondo grado, laumento della percentuale dei diplomati e dei laureati, nonché la preparazione di una manodopera competente devono diventare una priorità nazionale. a cura della prof.ssa L. Portolano

22 Quando la scuola dà saturazione a cura della prof.ssa L. Portolano Istruzione troppo ripetitiva Lalunno resta a lungo in uno stesso spazio o in compagnia delle stesse persone Lalunno si sente obbligato a rimanere in determinate situazioni Lalunno si sente costretto a seguire una lezione troppo pesante, mentre vorrebbe passare ad altro

23 VARIETA RISPETTO a cura della prof.ssa L. Portolano ai luoghi alle attività da svolgere alle modalità di esecuzione alle persone con cui si sta in contatto Alle tipologie di rapporto

24 AMBIENTE ARCHITETTONICO a cura della prof.ssa L. Portolano Dimensioni delle aule Laboratori (di scienze, attività teatrali, lettura) Aule di informatica Spazi aperti e spazi chiusi Aula base e aula attrezzata

25 Segnali di saturazione a cura della prof.ssa L. Portolano Facile distraibilità Tendenza a cambiare la posizione del corpo Tendenza a chiacchierare con i compagni Tendenza a guardarsi intorno Tendenza a giocherellare con le mani Tendenza a trastullarsi con un oggetto


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