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Linee guida della formazione sanitaria in Campania

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Presentazione sul tema: "Linee guida della formazione sanitaria in Campania"— Transcript della presentazione:

1 Linee guida della formazione sanitaria in Campania
A cura dei Responsabili/referenti delle Aziende Sanitarie Regionali Dott. Renato Montella

2 Campania La Regione Campania ha avvertito la necessità di verificare lo stato dell’arte della formazione sanitaria in ambito regionale. All’uopo l’Agenzia Regionale Sanitaria della Campania (A.R.San.), e specificamente la Struttura Operativa Formazione e Aggiornamento – Educazione Sanitaria, ha organizzato, da giugno 2005 a febbraio 2006, una serie d’incontri tra i Responsabili/Referenti delle Unità Operative di Formazione delle Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Aziende Universitarie Policlinico ed Istituti Scientifici di Ricerca della Regione, sugli obiettivi di seguito elencati, finalizzati alla proposizione ed alla condivisione di “linee guida della formazione” in ambito sanitario: Dott. Renato Montella

3 OBIETTIVI creare la rete formativa delle Aziende;
favorire la comunicazione e l’integrazione tra le Aziende del Sistema Sanitario Regionale; favorire processi d’integrazione professionale ed organizzativa; coordinare l’analisi del fabbisogno formativo; regolamentare le modalità erogative della formazione; regolamentare le organizzazioni Aziendali eroganti formazione; favorire le attività relative a progetti di miglioramento; dare visibilità alle esperienze svolte e favorire la condivisione delle pratiche migliori; favorire la partecipazione alla rete formativa nazionale; valutare: la coerenza dei progetti e degli eventi; il processo d’aula; l’efficacia e l’efficienza dei progetti; l’impatto educativo e sull’organizzazione. Dott. Renato Montella

4 PRIORITA’ strutturazione di un sistema omogeneo di banche dati;
analisi dei fabbisogni formativi; strutturazione dei piani di formazione aziendale; analisi dei dati di attività della rete formativa regionale; verifica dell’azione formativa. Dott. Renato Montella

5 MODALITA’ OPERATIVE Ogni gruppo si è riunito, presso la sede dell’A.R.San., individuando, al proprio interno, un referente e stilando delle linee d’indirizzo sulle tematiche su esposte. (Modalità operativa: fase 1: individuazione del problema, fase 2: stato attuale nelle Aziende, fase 3: soluzioni proposte). Dott. Renato Montella

6 PARTECIPANTI Hanno partecipato alla redazione del documento tutti i 25 Responsabili/Referenti aziendali della formazione delle 13 AA.SS.LL., 8 AA.OO., 2 II.RR.CC.SS. e 2 AA.UU.PP. della Campania come di seguito elencate: AA.SS.LL., Avellino 1, Avellino 2, Benevento 1, Caserta 1, Caserta 2, Napoli 1, Napoli 2, Napoli 3, Napoli 4, Napoli 5, Salerno 1, Salerno 2, Salerno 3; AA.OO. Santobono-Pausilipon - Napoli, Monadi – Napoli, Cotugno - Napoli, Cardarelli - Napoli, Moscati - Avellino, Rummo - Benevento, San Sebastiano - Caserta, Ruggi d’Aragona – Salerno; II.RR.CC.SS. Maugeri, Pascale; AA.UU.PP. Seconda Università di Napoli, Università Federico II di Napoli; Dott. Renato Montella

7 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
Problema rilevato: Attualmente ogni Azienda Sanitaria del territorio Regionale provvede a rilevare “propri dati” che sovente non risultano confrontabili e quindi spendibili nella rete regionale della formazione . Dott. Renato Montella

8 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
Sarà necessario, quindi, realizzare un software per la gestione delle attività di formazione, all’interno del quale, andranno inseriti i seguenti dati: DATI UTILI AL Servizio Formazione: Numero Eventi e numero Progetti, con relativo numero partecipanti (suddivisi per profilo professionale); Anagrafe del personale (Scheda ECM) aggiornato per anno solare riportante: Costo complessivo del corso; Costo pro-capite per partecipante; Budget del Servizio (cui imputare il costo dell’attività formativa): Dott. Renato Montella

9 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
Sponsor con anagrafe e singoli contratti; Altre fonti di finanziamento; Copia o numero atto, delibera o determina; Scheda di valutazione riepilogativa per singola iniziativa. Dott. Renato Montella

10 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
DATI UTILI All’Azienda Sanitaria: Numero Eventi e numero Progetti effettuati; Numero partecipanti iniziative individuali, suddivisi per area contrattuale, e costo medio per area; Costo complessivo del corso per durata totale dello stesso, costo procapite e costo procapite per ora; Ricavi per corso; Numero partecipanti divisi per area e per ruolo; Capitolo d’imputazione delle spese del corso sul budget del Servizio; Numero dei corsi con verifica a T0 e T1 (verifica ante et post), a T2 (verifica di ricaduta operativa) ed a T3 (verifica modifica percezione cliente finale) N. crediti medi prodotti (solo per ruolo in sanità) N. ore per partecipante (ruolo sanitario + tecnico ed amministrativo) Percentuale presenze medie Avvenuta comunicazione delle presenze effettive e degli orari ai servizi di appartenenza dei discenti ed al Servizio Gestione Risorse Umane; numero crediti conseguiti dai singoli dipendenti aventi obbligo formativo E.C.M.. Dott. Renato Montella

11 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
DATI UTILI All’A.R.San.: Numero Eventi e numero Progetti prodotti dall’Azienda; Numero crediti medi acquisiti per dipendenti (comprensivo anche dei crediti acquisiti autonomamente all’esterno); Numero crediti prodotti per dipendenti (partecipanti effettivi); Costo complessivo della formazione nell’Azienda e percentuale di reale utilizzo del budget; Costo complessivo della formazione collettiva sul budget totale della formazione; Costo complessivo della formazione individuale sul budget totale della formazione; Numero ore totali di formazione collettiva erogata; Numero ore medio pro-capite (totali/partecipanti); Numero ore medio di formazione individuale effettuate con spese a carico dell’azienda e non; Entrate/uscite formazione; Corsi sponsorizzati/n. corsi totali Dott. Renato Montella

12 STRUTTURAZIONE DI UN SISTEMA OMOGENEO DI BANCA DATI
DATI UTILI agli Ordini e collegi Professionali: Per ogni ordine e collegio professionale: File con elenco nominativo degli iscritti riportante il numero di crediti conseguiti nell’anno solare. Dott. Renato Montella

13 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI
Problema: L’analisi del fabbisogno formativo è il momento basilare dell’intervento formativo. Esso presuppone un’analisi dell’organizzazione che, mettendo in risalto i punti di criticità, evidenzi quali di questi possa essere risolvibile da un intervento di tipo formativo. Successivamente l’analista di sistema, insieme all’esperto di interventi formativi, provvederà a stilare il programma dell’intervento necessario (con particolare attenzione alle metodologie d’aula) e, contemporaneamente, dichiarerà gli indicatori di risultato formativo e di ricaduta operativa previsti per valutare il raggiungimento del risultato atteso. Si provvederà, quindi, a stilare gli obiettivi generali e gli obiettivi formativi. Dott. Renato Montella

14 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI
Soluzione proposta Un’efficace analisi dei fabbisogni formativi, quindi, va effettuata focalizzando l’interesse sugli attori della formazione, vale a dire: i fruitori dell’azione formativa (utente - partecipante); i committenti (Direzione Aziendale, Direttori di Dipartimento); i Responsabili operativi o organizzativi (all’interno dei quali possono rientrare anche i Direttori delle articolazioni aziendali, il Servizio Formazione ed il Direttore Scientifico dell’intervento). Dott. Renato Montella

15 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI
Per quanto concerne il ruolo del Direttore scientifico va ricordato che il suo compito è quello di individuare: i contenuti di carattere scientifico dell’ intervento formativo, l’articolazione e lo spazio che essi dovranno avere, i soggetti erogatori in possesso delle competenze necessarie ai fini dell’ottimale realizzazione dell’intervento in oggetto, ovvero i docenti. Dott. Renato Montella

16 ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI
In sintesi, si può concludere asserendo che l’analisi dei fabbisogni formativi, va effettuata seguendo fasi ben precise e propedeutiche l’una all’altra, così sintetizzabili: fase di verifica, raccolta di dati ed elementi utili, seguita da un incontro tra il Responsabile della Formazione e la Direzione Aziendale; fase di avanzamento di proposte e confronti sui seguenti livelli: formazione e obiettivi strategici aziendali; formazione e obiettivi di distretti, dipartimenti, etc.; formazione e obiettivi dei singoli operatori; fase di definizione del piano e negoziazione del budget. Effettuare e seguire scrupolosamente, ogni punto fin qui descritto, atto alla definizione dei fabbisogni formativi in sanità, garantisce l’efficacia di ciascuno degli interventi formativi attuati. Dott. Renato Montella

17 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
Problema: Il Piano Annuale della Formazione è l’atto di programmazione dell’Azienda, elaborato conseguenzialmente alla rilevazione dei fabbisogni formativi, che ha come finalità da un lato di soddisfare le attese di aggiornamento del personale dipendente e convenzionato, dall’altro di migliorare le performance professionali e quindi l’efficienza e l’efficacia erogativa delle prestazioni aziendali. Dott. Renato Montella

18 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
Esso dovrebbe comprendere dettagliatamente tutti i programmi delle iniziative formative che l’Azienda intende effettuare nel periodo di riferimento del piano, con esplicitati gli obiettivi generali, gli obiettivi formativi, i profili del personale cui la singola iniziativa è dedicata, il programma dettagliato della stessa con i relativi docenti e le metodiche didattiche, le modalità di verifica dei risultati attesi. Dovrebbe, inoltre, prevedere, per le iniziative aperte a soggetti non dipendenti dall’Azienda, i prezzi di acquisto dall’esterno. Andrebbe, altresì, specificata la presenza e l’influenza degli sponsor nel programma dell’attività. Dott. Renato Montella

19 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
Soluzione proposta Il Piano annuale o, in caso di semestralizzazione, il Piano del 1° semestre, viene predisposto, di norma , entro il 31 dicembre dell’anno precedente, con previsione dell’ulteriore termine del 30 giugno dell’anno successivo per il Piano del 2° semestre , salvo ulteriori diverse scadenze ritenute opportune a seguito dell’attivazione del sistema regionale ECM e relativa regolamentazione, e/o per l’esigenza di conformarsi a nuovi indirizzi conseguenti all’evoluzione normativa. Il target del Piano è rappresentato sia dal personale sanitario che è soggetto all’obbligo di conseguimento dei crediti formativi ECM, sia dagli operatori non sanitari che debbono comunque accrescere e migliorare le competenze professionali per garantire alle prestazioni erogate livelli di qualità adeguati allo sviluppo scientifico e tecnologico. Dott. Renato Montella

20 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
Il P.A.F. assolve, altresì, a funzioni di informazione indirizzata a tutti i soggetti potenzialmente interessati ai contenuti della programmazione formativa. L’articolazione e il grado di dettaglio nella strutturazione del PAF sono stabiliti dalle Aziende, in relazione alle specifiche esigenze organizzative ed in accordo con le line di indirizzo emanate dai livelli regionali. Fatte salve le autonome scelte aziendali sulla tipologia di documento da definire, è, comunque, opportuno strutturare il PAF includendo il maggior numero di elementi e di informazioni utili agli operatori. Dott. Renato Montella

21 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
Il PAF deve , altresì, prevedere una quota di interventi non inferiore al 30% del monte orario complessivo dedicata a contenuti organizzativo-gestionali e ad argomenti attinenti alla sfera della comunicazione / relazione. Conseguentemente a determinate scelte strategiche assunte dall’Azienda in materia di formazione e/o ad accordi intervenuti con le Organizzazioni Sindacali, il PAF è il documento in cui viene, altresì, indicato : Dott. Renato Montella

22 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
i corsi che costituiscono formazione obbligatoria e quelli facoltativi; se la frequenza è estesa anche a personale non dipendente dell’Azienda e , nel caso, quali sono i corsi aperti agli esterni ed eventuale quota individuale di partecipazione; le risorse rese disponibili per la formazione individuale (essenzialmente, la formazione esterna all’Azienda, concordata tra Azienda e singoli dirigenti o operatori) e gli obiettivi ai quali deve conformarsi; se tra le modalità di finanziamento è prevista l’acquisizione di sponsorizzazioni e, nel caso, se la sponsorizzazione supporta l’intero Piano o singoli interventi formativi, con eventuale indicazione dei Corsi sponsorizzati. Dott. Renato Montella

23 PIANO AZIENDALE DI FORMAZIONE
La programmazione formativa dell’Azienda può essere espressa anche nel Piano Pluriennale della Formazione (PPF) che deve essere predisposto con cadenza almeno triennale. Il PPF reca le linee generali di indirizzo per la stesura del Piano Aziendale di Formazione (Annuale o Semestrale). Dott. Renato Montella

24 ANALISI RETE FORMATIVA REGIONALE Scheda di rilevazione dati
Problema: Si ravvisa l’esigenza di conoscere le diverse allocazioni dei Servizi Formazione, di conoscerene la dotazione spaziale, l’organizzazione, la dotazione di personale e di supporti alla didattica, i finanziamenti. E’ inoltre è necessario sapere quale e quante attività formative vengono erogate relativamente almeno ai seguenti macro settori di operatività: Dott. Renato Montella

25 ANALISI RETE FORMATIVA REGIONALE Scheda di rilevazione dati
formazione collettiva suddivisa in progetti formativi; eventi formativi; formazione individuale suddivisa in: obbligatoria facoltativa; comando tecnico scientifico finalizzato; Dott. Renato Montella

26 ANALISI RETE FORMATIVA REGIONALE Scheda di rilevazione dati
numero di crediti prodotti per dipendenti e numero di crediti acquisiti autonomamente dagli stessi; stato di soddisfazione dell’obbligo E.C.M.; formazione di base, resa a seguito di protocolli d’intesa con le Università Campane o con la Regione (Corso di formazione specifica in Medicina Generale); riqualificazione del personale (tra cui corsi OSA, OSS); formazione sul campo (FSC); formazione a distanza (FAD); autoformazione; ed i relativi costi di erogazione od acquisto. Dott. Renato Montella

27 ANALISI RETE FORMATIVA REGIONALE Scheda di rilevazione dati
A tal fine è necessario conoscere anche il budget per la formazione stanziato dall’Azienda, le modalità erogative dello stesso nell’ambito aziendale, i vari livelli di responsabilità e responsabilizzazione. Infine è conveniente conoscere l’entità di acquisizione di fondi da parte dell’Azienda attraverso la vendita all’esterno di attività formative o attraverso sponsorizzazioni. Dott. Renato Montella

28 ANALISI RETE FORMATIVA REGIONALE Scheda di rilevazione dati
Soluzione proposta Si propone di rilevare dalle Aziende, da parte dell’A.R.San, ove non già effettuato, con cadenza annuale, le seguenti notizie. In base alle risposte pervenute, esaminate dal gruppo dei Responsabili della formazione, si provvederà a proporre direttive che, cercando di discostarsi quanto meno è possibile dallo stato attuale della maggioranza delle Aziende, possano uniformare le attività formative nell’ambito regionale. (segue griglia) Dott. Renato Montella

29 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
Problema: La verifica dell’azione formativa è il momento aziendale più importante della formazione. Essa permette di valutare il raggiungimento degli obiettivi posti nella fase di analisi dei fabbisogni formativi e dichiarati nel piano di formazione aziendale. A tal fine è necessario esplorare : Dott. Renato Montella

30 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
il livello di conoscenze pregresse dei partecipanti all’iniziativa (T0); il livello di apprendimento conseguito e la soddisfazione dell’utente/discente (T1); il livello di modifica nell’operatività dei discenti ed il grado di raggiungimento degli obiettivi generali posti (T2); il livello di percezione del miglioramento delle prestazioni aziendali da parte degli utenti finali / clienti / pazienti (T3). Dott. Renato Montella

31 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
Soluzione proposta Somministrazione di un Questionario a tempo “T0” (dove per T0 va inteso ex-ante al percorso formativo) di valutazione sulla conoscenza di base dei singoli discenti della tematica trattata nel corso. Somministrazione di un questionario a tempo “T1”, alla fine del percorso formativo. Raffrontando i due questionari si potrà valutare la differenza di conoscenza dell’argomento da parte di ogni partecipante ex-ante ed ex-post. (per corsi lunghi si possono anche prevedere prove in itinere). Dott. Renato Montella

32 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
Somministrazione di un Questionario a tempo “T2” (a sei mesi dal termine del corso) sulla verifica dell’efficacia dell’intervento per quanto attiene il cambiamento delle competenze e la ricaduta operativa dell’attività formativa. In questo tempo T2 è anche possibile prevedere una relazione da parte del Direttore Struttura Complessa /Dipartimento/URP/ stock-holders e partecipanti sull’effettiva ricaduta nell’attività lavorativa: Dott. Renato Montella

33 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
-Criticità da affrontare: Congruenza tra corso realizzato e fabbisogno formativo rilevato; Incidenza ed eventuali miglioramenti sull’attività lavorativa: Grado di percezione del cambiamento rispetto ai partecipanti e al contesto esterno:azienda/capi/dirigenti/società Dott. Renato Montella

34 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
Nel caso in cui la percezione di tale cambiamento sia negativa esplicitarne le eventuali motivazioni Proposte risolutive per ovviare al mancato raggiungimento dell’obiettivo fissato e verifica sulla corretta percezione di fabbisogno formativo rispetto a fabbisogno strutturale od organizzativo. Dott. Renato Montella

35 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
Si Propone, quindi, un Modello di Questionario sull’attività formativa di fine corso tendente a rilevare: Aderenza del programma all’obiettivo del corso, Previsione di possibile ricaduta dell’attività formativa nell’ambito lavorativo; Capacità e performance del singolo Docente; Accoglienza; Confort d’aula; esaustività del materiale didattico; Organizzazione complessiva dell’Evento. Dott. Renato Montella

36 VERIFICA DELL’AZIONE FORMATIVA
N.B. la somministrazione del questionario va formulata in riferimento alla durata del corso : massimo ogni 7 gg di corso, massimo ogni 10 docenti, tendenzialmente ogni giorno Dott. Renato Montella

37 Si Ringraziano Ernesto Bamonte Ciro Barbato Massimo Barresi
Lucilla Bianchi Salvatore Brancaccio Anna De Simone Anna Maria Buonissimo M. Valeria Di Martino Renato Cascone Giovanni Chiriano M. Antonietta De Luca Emilia De Monaco Luigi Di Monte Mario Ferrante Armando Ferrara Ester Guidetti Michela Macrì Egidio Montibello Dott. Renato Montella

38 Si Ringraziano Vincenzo Paesano Sergio Natale Pratticò Rita Palatucci
Paolo Pedicini Alfredo Pisacane Carmine Perreca Rita Perrotta Sergio Natale Pratticò Teresa Razzino Stanislao Ricciarelli Francesco Quaternato Cataldo Senatore Dott. Renato Montella


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