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Interventi sullo stile di vita nel paziente diabetico allesordio, nel diabetico complicato e nel diabetico con rischio cardiovascolare elevato.

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Presentazione sul tema: "Interventi sullo stile di vita nel paziente diabetico allesordio, nel diabetico complicato e nel diabetico con rischio cardiovascolare elevato."— Transcript della presentazione:

1 Interventi sullo stile di vita nel paziente diabetico allesordio, nel diabetico complicato e nel diabetico con rischio cardiovascolare elevato

2 CLASSIFICAZIONE DEL DIABETE – Diabete Tipo 1 Immunomediato Immunomediato Idiopatico Idiopatico Diabete Tipo 2 Diabete Tipo 2 Altri tipi di diabete Altri tipi di diabete Diabete gestazionale Diabete gestazionale____________________________ Categorie di intolleranza ai carboidrati Ridotta tolleranza al glucosio (IGT) Ridotta tolleranza al glucosio (IGT) Alterata glicemia a digiuno (IFG) Alterata glicemia a digiuno (IFG)

3 Obesità e diabete tipo 2 Sono due condizioni strettamente associate. Sono due condizioni strettamente associate. Lobesità è caratterizzata da una disposizione del grasso nella parte centrale del corpo con un elevato rapporto vita/fianchi ed è associata a: Lobesità è caratterizzata da una disposizione del grasso nella parte centrale del corpo con un elevato rapporto vita/fianchi ed è associata a: stile di vita occidentale, dieta ricca di grassi e carente di carboidrati e fibre e scarso esercizio fisico stile di vita occidentale, dieta ricca di grassi e carente di carboidrati e fibre e scarso esercizio fisico

4 LA CIRCONFERENZA ALLA VITA E UN INDICE DI GRASSO VISCERALE DONNE DONNE > 88 cm. = RISCHIO > 88 cm. = RISCHIO UOMINI UOMINI > 102 cm. = RISCHIO > 102 cm. = RISCHIO

5 SINDROME METABOLICA Associazione del DIABETE TIPO 2 con: Ipertensione Ipertensione Insulino-resistenza Insulino-resistenza Aumento dei trigliceridi Aumento dei trigliceridi Diminuzione del colesterolo HDL Diminuzione del colesterolo HDL Obesità androide Obesità androide Iperinsulinemia Iperinsulinemia Questa sindrome è associata ad un aumento del rischio di malattie coronariche (angina pectoris, infarto ecc.)

6 Complicanze croniche Retinopatia Retinopatia Microvascolari Nefropatia Neuropatia Neuropatia Coronaropatia Coronaropatia Macrovascolari Cerebrovasculopatie Vasculopatie periferiche Vasculopatie periferiche

7 COMPLICANZE MACROVASCOLARI Colpiscono le grosse arterie dellorganismo I più importanti organi coinvolti sono: -cuore -cuore -rene -rene -cervello -cervello -arti inferiori -arti inferiori

8 Diabete e occhio: retinopatia Comprende i danni causati dal diabete ai piccoli vasi della retina Comprende i danni causati dal diabete ai piccoli vasi della retina E una complicanza grave E una complicanza grave -causa di grave invalidità -causa di grave invalidità -è la causa più frequente di cecità nei -è la causa più frequente di cecità nei paesi occidentali paesi occidentali -può essere prevenuta -può essere prevenuta E curabile se diagnosticata precocemente E curabile se diagnosticata precocemente

9 Diabete e rene: nefropatia diabetica La nefropatia è caratterizzata da: La nefropatia è caratterizzata da: -perdita di proteine con le urine -perdita di proteine con le urine -progressiva diminuzione della funzione dei reni -progressiva diminuzione della funzione dei reni -aumento della pressione arteriosa -aumento della pressione arteriosa E una della maggiori cause di ricorso alla dialisi E una della maggiori cause di ricorso alla dialisi

10 Nefropatia : terapia Miglior controllo possibile della pressione arteriosa * (obiettivo < 130/80 mmHg) Miglior controllo possibile della pressione arteriosa * (obiettivo < 130/80 mmHg) Miglior controllo possibile della glicemia * Miglior controllo possibile della glicemia * Riduzione delle proteine nella dieta Riduzione delle proteine nella dieta Dialisi Dialisi Trapianto renale Trapianto renale * m olto importante per la prevenzione

11 Diabete e sistema nervoso: neuropatia Colpisce le fibre nervose dellorganismo, determinando un malfunzionamento nella trasmissiome degli impulsi (informazioni) tra il cervello e gli altri organi. Sono colpite le fibre nervose: Sono colpite le fibre nervose: 1. Sensitive (tatto, calore, dolore, posizione del corpo ecc.) 2. Motorie (responsabili di camminare, parlare, sorridere, stringere la mano ecc.) 3. Autonome (funzionano senza il controllo della volontà: battito del cuore, movimento intestino, svuotamento della vescica, erezione ecc.)

12 Il piede diabetico: cosè Linsieme di complicanze, che colpiscono il piede, rappresentate da: Riduzione di calibro delle arterie (scarsa ossigenazione ai tessuti) Neuropatia periferica (ridotta percezione di caldo, freddo, dolore ecc.) Mancanza del segnale dolore (non si avverte una scarpa stretta, uno sfregamento ecc.) che per il disturbo circolatorio Maggiore facilità alle infezioni (sia per il diabete ) che per il disturbo circolatorio Maggiore facilità alle infezioni (sia per il diabete )

13 Principali cause di lesioni Alterazioni della sensibilità Alterazioni della sensibilità Alterazioni della circolazione Alterazioni della circolazione Calzature difettose Calzature difettose Traumi ripetuti Traumi ripetuti Problemi di deambulazione per patologie ortopediche Problemi di deambulazione per patologie ortopediche Edemi cronici agli arti inferiori Edemi cronici agli arti inferiori

14 Malformazioni Dita a griffe o a martello (per uso di scarpe piccole o a punta e tacchi alti) Dita a griffe o a martello (per uso di scarpe piccole o a punta e tacchi alti) Alluce valgo, che spinge lateralmente le altre dita Alluce valgo, che spinge lateralmente le altre dita

15 …è meglio prevenire le lesioni, consigliando: 1 Di osservare spesso i piedi per rilevare subito cambiamenti di colore o ferite sospette 2 Di lavarli ogni giorno in acqua tiepida e asciugarli bene soprattutto fra le dita

16 3 Di mantenere la pelle morbida e liscia con crema idratante 4 Di evitare luso di forbici, preferendo una limetta per le unghie 5 Di non usare fonti di calore dirette sui piedi

17 6 Di non camminare mai scalzo 7 Di usare sempre scarpe comode, a pianta larga e in pelle 8 Di usare calze di lana o di cotone con poche cuciture

18 9 Di evitare medicazioni con sostanze colorate o irritanti 10 Di usare solo la pietra pomice per duroni e calli

19 L analisi dei dati epidemiologici ha messo in evidenza come il problema delle complicanze cardiovascolari della malattia diabetica abbia una importanza enorme nella gestione clinica ed economica del paziente diabetico.

20 FATTORI DI RISCHIO LA CUI VALUTAZIONE E FORTEMENTE RACCOMANDATA Età Età Sesso (prima della menopausa) Sesso (prima della menopausa) Attività fisica (sia al lavoro che extra ) Attività fisica (sia al lavoro che extra ) Fumo ( eventuale esposizione passiva ) Fumo ( eventuale esposizione passiva ) Peso corporeo e distribuzione del grasso Peso corporeo e distribuzione del grasso BMI > 25 Kg/m2 sovrappeso BMI > 25 Kg/m2 sovrappeso > 30 Kg/m2 obesità > 30 Kg/m2 obesità Adiposità Addominale Adiposità Addominale > 102 cm. per uomo (> 94 cm. borderline) > 102 cm. per uomo (> 94 cm. borderline) > 88 cm. per donna (> 80 cm. borderline) > 88 cm. per donna (> 80 cm. borderline)

21 FATTORI DI RISCHIO LA CUI VALUTAZIONE E FORTEMENTE RACCOMANDATA Diabete (durata della malattia e controllo glicemico) Diabete (durata della malattia e controllo glicemico) Microalbuminuria Microalbuminuria Pressione arteriosa Pressione arteriosa Lipidi plasmatici Lipidi plasmatici colesterolo totale colesterolo totale trigliceridi trigliceridi colesterolo HDL colesterolo HDL colesterolo LDL (calcolato sec. Friedwald per colesterolo LDL (calcolato sec. Friedwald per valori di trigliceridi < 400 mg/dl) valori di trigliceridi < 400 mg/dl)

22 Concetto di rischio Concetto di rischio cardiovascolare e il nucleo fondamentale della Prevenzione Primaria. L atteggiamento attuale mira a bilanciare Efficacia, Sicurezza, Costi dell azione di Prevenzione adattando l aggressivita della stretegia terapeutica al grado del rischio globale o assoluto. Definizione e quantificazione del Rischio e quindi primo step fondamentale

23 DIABETICI A RISCHIO CARDIOVASCOLARE ELEVATO (probabilità >20% di sviluppare un evento in dieci anni) A) IN PREVENZIONE PRIMARIA - età >55 a. + 1 fattore di rischio - età >55 a. + 1 fattore di rischio - età a. + 2 fattori di rischio - età a. + 2 fattori di rischio - età a. + 3 fattori di rischio - età a. + 3 fattori di rischio B) IN PREVENZIONE SECONDARIA Tutti i pazienti Tutti i pazienti

24 FATTORI PREDISPONENTI La correlazione con la malattia e complessa, possono facilitare o potenziare f.r. causali o condizionali; o possono agire attraverso f.r. causali ignoti: -Familiarita -Familiarita -Obesita -Obesita -Inattivita fisica -Insulino resistenza -Sesso maschile

25 I seguenti punti riassumono le attuali evidenze sull argomento: Analizzando le cause di morte si rileva che dal 70 all 80% dei pazienti diabetici decede per eventi cardio o cerebrovascolari. Analizzando le cause di morte si rileva che dal 70 all 80% dei pazienti diabetici decede per eventi cardio o cerebrovascolari.

26 cardiopatia ischemica nel diabeticoDai registri delle unit à coronariche emerge come la storia naturale della cardiopatia ischemica nel diabetico abbia una prognosi ben peggiore del non diabetico, soprattutto nelle donne, e soprattutto per quanto riguarda la mortalit à dopo l infarto e l evoluzione verso l insufficienza ventricolare sinistra. La coesistenza di fattori di rischio coronarico multiplo aumenta in modo esponenziale il rischio cumulativo di eventi cardiovascolari. La presenza di diabete amplifica ulteriormente tale fenomeno.

27 DIABETE MELLITO E CORONAROPATIE. pazienti diabetici hanno: Malattia coronarica arterosclerotica più diffusa spesso a carico delle porzioni coronariche distali. Un più frequente interessamento multivasale e del tronco comune. Presentano più frequentemente occlusioni croniche e scarsa circolazione collaterale.

28 DIABETE MELLITO E CORONAROPATIE La malattia coronarica nel paziente diabetico è la causa principale di morbilità e mortalità. L incidenza di primo infarto miocardico o di morte è del 20% nei pazienti diabetici, rispetto al 3,5% dei non diabetici. L incidenza di primo infarto miocardico o di morte è del 20% nei pazienti diabetici, rispetto al 3,5% dei non diabetici. Inoltre la presenza di un pregresso infarto in anamnesi aumenta l incidenza di recidiva infartuale o morte in un modo più importante nei pazienti diabetici rispetto ai non diabetici (45% vs 18.8%). Inoltre la presenza di un pregresso infarto in anamnesi aumenta l incidenza di recidiva infartuale o morte in un modo più importante nei pazienti diabetici rispetto ai non diabetici (45% vs 18.8%).

29 In pratica i pazienti diabetici senza storia di infarto miocardico pregresso hanno lo stesso rischio di andare incontro a morte o infarto miocardico dei pazienti non diabetici con storia di infarto.

30 TERAPIA NON FARMACOLOGICA DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE E basata su evidenze scientifiche ormai consolidate ed è identica sia in prevenzione primaria che secondaria. ALIMENTAZIONE ALIMENTAZIONE STILE DI VITA ATTIVITA FISICA ABITUDINE AL FUMO ABITUDINE AL FUMO

31 OBIETTIVI DEL PROGRAMMA ALIMENTARE v Migliorare il controllo glicemico v Migliorare il quadro lipidico v Ridurre il rischio cardiovascolare v Permettere una buona qualità di vita

32 Azione dinamico-specifica degli alimenti Quantità di energia necessaria per la trasformazione degli alimenti in calorie Principi nutritivi calorigeni Principi nutritivi non calorigeni 1.Carboidrati (4Kcal/gr) 2.Proteine (4Kcal/gr) 3.Grassi (9Kcal/gr) 1.Acqua 2.Sali minerali 3.Vitamine

33 Principi del trattamento dietetico Riduzione dei grassi saturi (< 10% delle calorie totali) Riduzione dei grassi saturi (< 10% delle calorie totali) Riduzione del colesterolo (< 300 mg al giorno) Riduzione del colesterolo (< 300 mg al giorno) Aumento degli alimenti ricchi in fibre idrosolubili (legumi, ortaggi, frutta) Aumento degli alimenti ricchi in fibre idrosolubili (legumi, ortaggi, frutta) In presenza di ipertrigliceridemia: In presenza di ipertrigliceridemia: - abolizione del consumo di alcol - abolizione del consumo di alcol - riduzione della quota glicidica a 40-45% - riduzione della quota glicidica a 40-45% delle calorie totali delle calorie totali

34 COMPOSIZIONE DELLA DIETA DEL DIABETICO Carboidrati 50-60% Carboidrati 50-60% (prev. complessi) (prev. complessi) Grassi < 30 % Grassi < 30 % (prev. vegetali) (prev. vegetali) Proteine 15-20% Proteine 15-20% Colesterolo <300(mg/die) Colesterolo <300(mg/die) Fibre ca.30 (g/die) Fibre ca.30 (g/die) Calorie 20-40/Kg p.i. Calorie 20-40/Kg p.i.

35 CARBOIDRATI v La quantità di carboidrati può variare in base alle abitudini locali ed individuali tra il 45-60% E.T. v Laumento della quota di carboidrati va praticato aumentando il consumo di cibi ricchi in fibre idrosolubili e/o con basso indice glicemico

36 CARBOIDRATI v E consentito un piccolo consumo di saccarosio, meno del 10% dellenergia totale, preferibilmente in sostituzione di cibi ad alto indice glicemico e consumato allinterno del pasto v Sono sconsigliate le bibite contenenti saccarosio o glucosio

37 I GRASSI Sono principi nutritivi essenziali per la vita che diventano nocivi quando ingeriti in eccesso Sono principi nutritivi essenziali per la vita che diventano nocivi quando ingeriti in eccesso Trasportano le vitamine liposolubili (A,D,E,K) Trasportano le vitamine liposolubili (A,D,E,K) Partecipano ai meccanismi di difesa dellorganismo Partecipano ai meccanismi di difesa dellorganismo Mantengono la corretta temperatura corporea Mantengono la corretta temperatura corporea Sono utili per la produzione e il deposito di ormoni Sono utili per la produzione e il deposito di ormoni

38 I GRASSI v Grassi saturi ed insaturi con conformazione trans meno del 10% energia totale (E.T.) giornaliera. Se LDL-colesterolo è elevato, meno del 8% Se LDL-colesterolo è elevato, meno del 8% v Poliinsaturi meno del 10% E.T. v Monoinsaturi in rapporto inverso ai carboidrati tra il 10-20% E.T. v Colesterolo meno di 300 mg die, meno di 200 mg in caso di aumento delle LDL

39 I GRASSI v Va incoraggiato il consumo di acidi grassi poliinsaturi della serie omega 3 contenuti principalmente nel pesce (da consumare almeno 2-3 volte la settimana) v Supplementi con farmaci a base di olio di pesce sono consigliati solo in presenza di particolari patologie (ipertrigliceridemia, esiti di infarto del miocardio)

40 CIBI A CONTENUTO DI GRASSI PARTICOLARMENTE ELEVATO Insaccati: prosciutto, mortadella, salami, wurstel Insaccati: prosciutto, mortadella, salami, wurstel Formaggi a elevato contenuto di grassi: brie, mozzarella, gorgonzola, svizzero Formaggi a elevato contenuto di grassi: brie, mozzarella, gorgonzola, svizzero Carne macinata Carne macinata Anatra Anatra

41 LE PROTEINE Sono i mattoni che formano la struttura del corpo umano Sono presenti prevalentemente nella carne, nel pesce, nella uova, nei latticini, ma anche nei legumi e nei cereali Sono indispensabili per la produzione di ormoni e di enzimi e per la formazione dei muscoli.

42 LE PROTEINE v Apporto proteico tra il 10-20% E.T. giornaliera ( g/kg peso ideale/die) preferendo proteine di origine vegetale v In caso di microalbuminuria o nefropatia diabetica conclamata non superare il 10% dellE.T. ( g/kg/die), a cui aggiungere le perdite urinarie

43 SODIO Ridurre lapporto giornaliero di sale a meno di 6 g ed in caso di ipertensione arteriosa a meno di 3 g al dì Ridurre lapporto giornaliero di sale a meno di 6 g ed in caso di ipertensione arteriosa a meno di 3 g al dì Consigliabile luso dei Sali di potassio Consigliabile luso dei Sali di potassio

44 ALCOOL Per chi sceglie di consumare alcool si consiglia di non superare i g al dì per le donne e g per gli uomini, preferibilmente come vino, e da consumare allinterno di un pasto ATTENZIONE: gli abusi alcolici possono causare ipoglicemia a causa di una riduzione della produzione di glucosio da parte del fegato

45 VITAMINE E ANTIOSSIDANTI v Si consiglia di aumentare lapporto di vitamine e sostanze antiossidanti consumando alimenti ricchi di questi composti (frutta, verdura, olio doliva) v Non sono consigliati supplementi farmacologici

46 DOLCIFICANTI E ALIMENTI PER DIABETICI v Tra i dolcificanti vanno preferiti i dolcificanti sintetici (saccarina,aspartame, acesulfame, ciclamato) v Sono sconsigliati gli Alimenti per Diabetici v Saltuariamente è possibile consumare bevande analcoliche contenenti dolcificanti acalorici

47 REGOLE GENERALI PER UNALIMENTAZIONE CORRETTA Mangiare molti vegetali e cereali integrali Mangiare molti vegetali e cereali integrali Non saltare il pasto, ma fare pasti piccoli e frequenti (4 o 5) Non saltare il pasto, ma fare pasti piccoli e frequenti (4 o 5) Non mangiare di corsa, ma masticare lentamente. E, in questo modo, possibile mangiare meno e sentirsi più soddisfatti Non mangiare di corsa, ma masticare lentamente. E, in questo modo, possibile mangiare meno e sentirsi più soddisfatti Evitare di abusare di alcol (è ad alto contenuto calorico, ma privo di valore nutriente e stimola laccumulo di grassi) Evitare di abusare di alcol (è ad alto contenuto calorico, ma privo di valore nutriente e stimola laccumulo di grassi) Bere molta acqua durante il giorno (un bicchiere prima del pasto fa sentire sazi più velocemente) Bere molta acqua durante il giorno (un bicchiere prima del pasto fa sentire sazi più velocemente) Rispettare le quantità (usando la bilancia!!) Rispettare le quantità (usando la bilancia!!) Non esistono leggi che impongono di finire tutto quello che si ha nel piatto Non esistono leggi che impongono di finire tutto quello che si ha nel piatto

48 TERAPIA NON FARMACOLOGICA DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE E basata su evidenze scientifiche ormai consolidate ed è identica sia in prevenzione primaria che secondaria. ALIMENTAZIONE ALIMENTAZIONE STILE DI VITA ATTIVITA FISICA ABITUDINE AL FUMO ABITUDINE AL FUMO

49 Attività fisica: benefici Fa perdere peso Fa perdere peso Migliora la funzionalità cardiovascolare Migliora la funzionalità cardiovascolare Migliora la forma e la capacità di svolgere attività fisica Migliora la forma e la capacità di svolgere attività fisica Migliora la sensazione di benessere e la qualità di vita Migliora la sensazione di benessere e la qualità di vita Aumenta la sensibilità allinsulina Aumenta la sensibilità allinsulina Migliora il profilo lipidico Migliora il profilo lipidico

50 quindi… FACILITA IL CONTROLLO METABOLICO INTERVENENDO POSITIVAMENTE SU: Controllo della glicemia Controllo della glicemia Controllo della colesterolemia e trigliceridemia Controllo della colesterolemia e trigliceridemia Incremento del colesterolo HDL Incremento del colesterolo HDL Controllo della pressione arteriosa Controllo della pressione arteriosa

51 FATTORI CHE CONDIZIONANO LA PRATICA DELLATTIVITA FISICA Consapevolezza dei benefici derivanti dallattività fisica Consapevolezza dei benefici derivanti dallattività fisica Autostima (confidenza nella propria capacità di praticare lattività fisica) Autostima (confidenza nella propria capacità di praticare lattività fisica) Piacere derivante dalla pratica dellattività fisica Piacere derivante dalla pratica dellattività fisica Supporto da parte di familiari, conoscenti e coetanei Supporto da parte di familiari, conoscenti e coetanei Assenza di impedimenti maggiori alla pratica dellattività fisica Assenza di impedimenti maggiori alla pratica dellattività fisica

52 …quando è possibile? Previa valutazione da parte del diabetologo e giudizio in merito a: Controllo glicemico* Controllo glicemico* Complicanze: ipertensione, coronaropatie, retinopatia, nefropatia e ipoglicemia asintomatica Complicanze: ipertensione, coronaropatie, retinopatia, nefropatia e ipoglicemia asintomatica Interazione tra farmaci Interazione tra farmaci Età > 45 a. (prudenza:ECG) Età > 45 a. (prudenza:ECG) *Solo i diabetici ben controllati possono svolgere attività fisica

53 Consigli generali per il diabetico che pratica attività fisica Intensificare lautocontrollo prima e dopo lattività Intensificare lautocontrollo prima e dopo lattività Collaborare con il diabetologo per adattare la terapia (insulina o ipoglicemizzanti orali) al fine di prevenire le ipoglicemie Collaborare con il diabetologo per adattare la terapia (insulina o ipoglicemizzanti orali) al fine di prevenire le ipoglicemie Iniziare con prudenza, possibilmente in compagnia, e aumentare con cautela lintensità e la durata dello sforzo Iniziare con prudenza, possibilmente in compagnia, e aumentare con cautela lintensità e la durata dello sforzo ATTENZIONE: unattività fisica intensa e/o prolungata può determinare ipoglicemia sia in corso di esercizio che a distanza da esso

54 Attività fisica: come? Mirata alle capacità e agli interessi individuali Mirata alle capacità e agli interessi individuali Tipo aerobico, evitare gli esercizi isometrici, di resistenza Tipo aerobico, evitare gli esercizi isometrici, di resistenza Durata: minuti/sessione Durata: minuti/sessione Riscaldamento: 5-10 minuti di esercizi leggeri prima dellesercizio vero e proprio Riscaldamento: 5-10 minuti di esercizi leggeri prima dellesercizio vero e proprio Frequenza: 3-5 volte a settimana Frequenza: 3-5 volte a settimana Luogo: confortevole, climaticamente adatto, con tasso di umidità controllato Luogo: confortevole, climaticamente adatto, con tasso di umidità controllato Atmosfera psicologica: serena, possibilmente con il coinvolgimento della famiglia per aumentare la compliance Atmosfera psicologica: serena, possibilmente con il coinvolgimento della famiglia per aumentare la compliance Lesercizio fisico intenso e prolungato richiede: modificazioni del dosaggio della terapia ipoglicemizzante e monitoraggio più frequente della glicemia Esso aumenta la rapidità di assorbimento dellinsulina (iniezione di insulina in area addominale)

55 Attività sportive in corso di diabete PROIBITE Di combattimento: lotta, pugilato, Judo, Karatè, football americano Di combattimento: lotta, pugilato, Judo, Karatè, football americano Solitarie: alpinismo, trekking, paracadutismo, immersioni subacquee, sci alpino, volo a vela o a motore, sollevamento pesi Solitarie: alpinismo, trekking, paracadutismo, immersioni subacquee, sci alpino, volo a vela o a motore, sollevamento pesi Pericolose: automobilismo, motociclismo, motonautica Pericolose: automobilismo, motociclismo, motonautica CONSENTITE Atletica, ginnastica Baseball, calcio Canottaggio Ciclismo Palla: canestro, nuoto, volo Ping pong, sci Tennis, vela

56 TERAPIA NON FARMACOLOGICA DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE E basata su evidenze scientifiche ormai consolidate ed è identica sia in prevenzione primaria che secondaria. ALIMENTAZIONE ALIMENTAZIONE STILE DI VITA ATTIVITA FISICA ABITUDINE AL FUMO ABITUDINE AL FUMO

57 IL FUMO … È uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiache È uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiache Danneggia il rivestimento interno dei vasi sanguigni e aumenta la pressione del sangue Danneggia il rivestimento interno dei vasi sanguigni e aumenta la pressione del sangue Rende più difficile lazione dellinsulina Rende più difficile lazione dellinsulina

58 Craving è il desiderio, la necessità impellente di fumare (il paziente dichiara spesso di non poter superare i momenti in cui si presenta) E importante spiegare che: tale desiderio impellente dura solo pochi minuti (circa 5) e poi diventa nettamente inferiore tale desiderio impellente dura solo pochi minuti (circa 5) e poi diventa nettamente inferiore bere un po dacqua lentamente, tenendola in bocca prima di deglutire aiuta a spegnere tale desiderio bere un po dacqua lentamente, tenendola in bocca prima di deglutire aiuta a spegnere tale desiderio distrarsi nel modo che più piace aiuta a superare questo momento distrarsi nel modo che più piace aiuta a superare questo momento

59 Situazioni in cui si può manifestare il craving La mattina al risveglio o dopo il caffè La mattina al risveglio o dopo il caffè Alla fine dei pasti (lavarsi i denti immediatamente dopo il pasto riduce molto il desiderio di fumare) Alla fine dei pasti (lavarsi i denti immediatamente dopo il pasto riduce molto il desiderio di fumare) In automobile (evitare che in auto ci siano ricordi di fumo: sigarette, accendini, odore di fumo ecc.) In automobile (evitare che in auto ci siano ricordi di fumo: sigarette, accendini, odore di fumo ecc.) Con gli amici, al bar, al ristorante, in viaggio (consigliare di scegliere gli spazi destinati ai non fumatori) Con gli amici, al bar, al ristorante, in viaggio (consigliare di scegliere gli spazi destinati ai non fumatori)

60 SINTOMI DASTINENZA (1) Nervosismo, frustazione, rabbia Nervosismo, frustazione, rabbia Consigliare al pz. di fare alcuni respiri profondi e cercare di cambiare situazione (una passeggiata, una chiacchierata con un amico, un bagno rilassante ecc.) Consigliare al pz. di fare alcuni respiri profondi e cercare di cambiare situazione (una passeggiata, una chiacchierata con un amico, un bagno rilassante ecc.) Difficoltà a concentrarsi Difficoltà a concentrarsi Far rilassare il pz. e fargli capire che questa situazione è solo momentanea Far rilassare il pz. e fargli capire che questa situazione è solo momentanea Insonnia Insonnia Consigliare di evitare il caffè dopo cena, sostituendolo con un bicchiere di latte caldo, e ridurre il consumo di bevande ricche di caffeina (tè, coca cola ecc.) Consigliare di evitare il caffè dopo cena, sostituendolo con un bicchiere di latte caldo, e ridurre il consumo di bevande ricche di caffeina (tè, coca cola ecc.) E anche utile un incremento dellattività fisica E anche utile un incremento dellattività fisica

61 SINTOMI DASTINENZA (2) Aumento di peso Aumento di peso Preoccupa spesso chi decide di smettere di fumare ed è il più importante motivo per cui si riprende Preoccupa spesso chi decide di smettere di fumare ed è il più importante motivo per cui si riprende Suggerimenti Suggerimenti - mangiare con tranquillità e lentamente (il senso di sazietà insorge dopo 15 ) - mangiare con tranquillità e lentamente (il senso di sazietà insorge dopo 15 ) - sostituire alcol e cibi ricchi di grassi con verdura fresca e frutta; preferire ai fritti cibi bolliti o alla griglia - sostituire alcol e cibi ricchi di grassi con verdura fresca e frutta; preferire ai fritti cibi bolliti o alla griglia - consumare caramelle e gomme senza zucchero e bere molta acqua se viene voglia di mangiare dolci - consumare caramelle e gomme senza zucchero e bere molta acqua se viene voglia di mangiare dolci - praticare anche minima attività fisica (salire le scale a piedi, bicicletta ecc.) - praticare anche minima attività fisica (salire le scale a piedi, bicicletta ecc.) Stipsi Stipsi Bere molta acqua e usare cibi ricchi di fibre (verdura, frutta, alimenti integrali) Bere molta acqua e usare cibi ricchi di fibre (verdura, frutta, alimenti integrali)

62 OBIETTIVI DEL CONTROLLO GLICOMETABOLICO PARAMETRI OTTIMALI* ACCETTABILI** Glicemia a digiuno (mg/dl) 80 – 120 < 140 Glicemia 2 h p.p. (mg/dl) 120 – 160 < 180 Glicemia bed time (mg/dl) 100 – 140 < 160 HbA1c (%) < 7 < 7.5 HbA1c (%) < 7 < 7.5_______________________________________________________ * Nei pz. più giovani in cui si persegue lobiettivo di prevenire o ritardare la progressione delle complicanze. ** Negli anziani o nei pz. in cui si vuole evitare linsorgere di iperglicemie sintomatiche o di ipoglicemie

63 IPERTENSIONE Studi recenti hanno dimostrato l importanza di mantenere un adeguato controllo dei valori di pressione arteriosa nei pazienti diabetici (UKPDS).

64 CONTROLLO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA OBIETTIVO < 135/85 mmHg STRATEGIE 1. In presenza di valori pressori >160/100 mmHg, iniziare contemporaneamente terapia non farmacologica e terapia farmacologica. 2. In presenza di valori pressori < 160/100 mmHg: a) terapia non farmacologica a) terapia non farmacologica b) se non si raggiunge lobiettivo in 3 mesi, terapia b) se non si raggiunge lobiettivo in 3 mesi, terapia farmacologica farmacologica

65 OBIETTIVI DI C-LDL E strategie di intervento Gruppo di rischio Obiettivi Stile di vita T.farmacologica C-LDL,mg/dl C-LDL,mg/dl Precedente CHD Rischio equiv. CHD 100 >130 Rischio a 10 a.>20% Rischio a 10 a. 130 >160 > 2 fattori di rischio 0-1 fattore di rischio 160 >190


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