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Corso di Laurea Medicina e Chirurgia AA 2010/2011 Polo C Prof.ssa Di Pietro Nutrito Chiara Piccolo Angela Maria.

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1 Corso di Laurea Medicina e Chirurgia AA 2010/2011 Polo C Prof.ssa Di Pietro Nutrito Chiara Piccolo Angela Maria

2 I tumori rappresentano numerose condizioni patologiche caratterizzate dalla comparsa in un tessuto o in un organo di una massa di cellule, progenie di una cellula somatica geneticamente alterata.

3 ORIGINE MONOCLONARE ORIGINE MONOCLONARE: la popolazione cellulare di un tumore deriva da ununica cellula che ha subito nel proprio genoma una serie graduale di mutazione. ETEROGENEITA TISSUTALE ETEROGENEITA delle MANIFESTAZIONI NEOPLASTICHE DIFFICOLTA DELLA CURA

4 Indipendenza dei meccanismi di controllo della moltiplicazione cellulare AUTONOMIA REPLICATIVA deriva: Perdita dei meccanismi di controllo della proliferazione cellulare Perdita dei meccanismi di controllo di morte cellulare con conseguente sopravvivenza e incremento numerico delle cellule mutate. PROLIFERAZIONE AFINALISTICA RIACQUISIZIONE DELLE TELOMERASI

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6 BENIGNOMALIGNO Localizzato, ovvero circondato da una capsula di connettivo fibroso Espansione e compressione dei tessuti limitrofi Delocalizzato per capacità metastatiche delle cellule Tessuti limitrofi infiltrati e poi sostituiti

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8 Lacquisizione delle caratteristiche neoplastiche può dipendere da: SILENZIAMENTO SILENZIAMENTO di geni che regolano positivamente lapoptosi e meccanismi di riparazione di danni al DNA; silenziamento di geni che regolano negativamente la proliferazione cellulare, ovvero il ciclo cellulare.ONCOSOPPRESSORI IPERATTIVAZIONE IPERATTIVAZIONE di geni che regolano positivamente la proliferazione cellulare:ONCOGENI

9 DISTRIBUZIONE PER AREE GEOGRAFICHE Sono state individuate regioni a maggiore e a minore incidenza tumorale. CARCINOMA AL SENO CARCINOMA AL SENO colpisce maggiormente negli USA piuttosto che in Israele perché una gravidanza precoce esercita un effetto protettivo, mentre fattori di rischio sono: 1. La precocità del menarca; 2. Il ritardo della menopausa; 3. Lobesità.

10 DISTRIBUZIONE PER ETA Lincidenza dei tumori aumenta progressivamente dopo i 30 anni a causa della maggiore possibilità di contatto con agenti cancerogeni. CARCINOMA MAMMARIO CARCINOMA MAMMARIO: la probabilità dinsorgenza nelle pluripare è tanto minore quanto più precoce è stata la prima gravidanza. È più frequente tra le suore che tra le coniugate.

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13 UOMO Apparato respiratorio Tratto superiore del digerente Tessuto emopoietico DONNA Tiroide Apparato riproduttivo

14 Il RADON, che si trova nelle rocce e nel suolo deriva, sotto forma di particelle α,dal decadimento delluranio 238 emettendo radiazioni nellambiente soprattutto se in questo il ricambio daria è scarso, come nelle cantine. Anche i raggi UV causano tumori cutanei: Xeroderma pigmentoso.

15 Ci sono sospetti e non prove certe sullazione oncogena di sostanze alimentari. CICASINA CICASINA (noci di cicadia) è un protoncogene perché nellintestino, mediante azione enzimatica, dà origine ad un alcano cancerogeno; NITROSAMMINE NITROSAMMINE

16 Negli obesi il rischio di incorrere ad una qualsiasi neoplasia è notevolmente alto. Nelle donne obese il CARCINOMA MAMMARIO è più frequente poiché le cellule adipose rappresentano, dopo la menopausa, la maggiore fonte di estrogeni. Una notevole assunzione di acido linoleico comporta la formazione di acido arachidonico, diminuendo le capacità di azione del sistema immune.

17 Fumo di tabacco: primo posto per il carcinoma al polmone e nella genesi di tumori al cavo orale, laringe, esofago, vescica, rene. il fattore economico prevale su quello sanitario Sostanze cancerogene: idrocarburi aromatici policiclici e nitrosammine

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19 TUMORI EREDITARI TUMORI A SUBSTRATO EREDITARIO: sindromi caratterizzate dalla presenza di una o più mutazioni che rendono i portatori particolarmente suscettibili

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21 La maggiore percentuale di carcinomi mammari è imputabile a mutazioni di geni oncosoppressori BRCA1 (braccio lungo cromosoma 17) e BRCA2 (braccio lungo cromosoma 13)

22 Questi 2 geni oncosoppressori codificano per proteine nucleari implicate nei meccanismi biochimici di riparazione del DNA. BCRA1 Léquipe di Chen ha approfondito gli studi sul ruolo di BCRA1 : quando le cellule stanno copiando il proprio DNA, BRCA1 interagisce con un enzima indispensabile in questa fase, la topoisomerasi. Questa molecola serve ad evitare che, via via che la doppia elica di Dna si srolota per essere copiata dallapparato di replicazione cellulare, si formino nodi o pericolosi grovigli di Dna. Questo studio dunque per la prima volta assegna a BRCA1 un ruolo di primo piano nel mantenimento dellintegrità del DNA e della stabilità del genoma.

23 BRCA1 La proteina BRCA1: viene fosforilata dal complesso ATM in seguito ad un danno al DNA; è coinvolta nel passaggio dalla fase G1 alla fase S è coinvolta nella modulazione dellespressione di geni GADD45 e , coinvolti nel punto di restrizione fra G2 e M Queste osservazione fanno propendere per il ruolo di BRCA1 come modulatore fra il danno al DNA e la regolazione del ciclo cellulare.

24 Uno studio coordinato da scienziati americani di Boston, ha stabilito che nel 30-40% di tutti i tumori della mammella è presente un gene, chiamato IKBKE, che codifica per una proteina chinasi (IKK). Questo gene IKBKE è diverso dai geni per la suscettibilità al tumore mammario BRCA1 e BRCA2, perché le mutazioni a carico di tale gene non sono ereditarie. Scienziati islandesi hanno pubblicato sulla rivista americana "Public library of science medicine: un incremento dei rischi pari quasi al 100% in presenza delle due varianti di 'BARD1' e 'BRCA2 un incremento dei rischi pari quasi al 100% in presenza delle due varianti di 'BARD1' e 'BRCA2. Gene IKBKE

25 Altro gene implicato nel carcinoma mammario è HER2/neu. La protein-chinasi HER2/neu è una proteina superficiale di membrana, codificata dal gene HER2/neu, anche noto come gene c-erbB-2, localizzato sul cromosoma 17. Lattivazione tramite ligandi specifici detti neuregoline/heregolinedella proteina HER2/neu comporta un aumento dellattività della chinasi HER2/neu, che a sua volta da inizio alla trasduzione del segnale, che si traduce nella proliferazione cellulare, nella differenziazione o in entrambe in rapporto alle condizioni sperimentali. Nel carcinoma della mammella, il gene HER2/neu è amplificato nel % dei casi : questa amplificazione determina unattivazione costituzionale della funzione chinasica con conseguente aumento del segnale mitogenico e della proliferazione cellulare.

26 Questo gene è importante per lintroduzione in commercio del farmaco a base di anticorpi monoclonali RHU-MAB. Il farmaco più specificamente usato per la cura del carcinoma mammario (soprattutto recidivante) è il TRASTUZUMAB Si lega al recettore di membrana HER delle cellule cancerose, impedendo il legame con i fattori di crescita

27 STORICO ESPERIMENTO DI PHREN: Dimostrazione della presenza di antigeni espressi sulla superficie di cellule neoplastiche che determinano una risposta immunitaria del soggetto.

28 TERAPIA GENICA TERAPIA GENICA: terapia volta a correggere gli errori genetici delle cellule tumorali, introducendo una copia del gene normale a sostituzione del gene mutato. TERAPIA ANTISENSO TERAPIA ANTISENSO: si propone di inattivare lRNAm trascritto da un gene oncogene. Si utilizzano nucleotidi antisenso che entrati nella cellula ibridizzano con lo specifico mRNA, inibendone la traduzione ed evitando la produzione delle rispettive proteine oncologiche.


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