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1 Gli schemi di bilancio Valentina Lazzarotti anno accademico 2008-2009 lezione 17 ottobre 2008 lezione 21 ottobre 2008 capitoli di riferimento: parte.

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1 1 Gli schemi di bilancio Valentina Lazzarotti anno accademico lezione 17 ottobre 2008 lezione 21 ottobre 2008 capitoli di riferimento: parte III – capitoli (Stato patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario)

2 2 Introduzione: il processo di armonizzazione contabile europeo e lo IASB Necessità di aver uninformativa economico finanziaria comparabile su scala europea e mondiale. Unione Europea dopo lunghi studi non ha emesso nuovi principi contabili ma ha recepito i principi già internazionalmente riconosciuti emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board) Lo IASB: –Organismo privato internazionale costituito nel 1973 da 16 organismi professionali –Missione: migliorare ed armonizzare pratiche contabili internazionali –lo IASB emana gli International Accounting Standard (IAS), dal 2001 denominati International Financial Reporting Standard (IFRS)

3 3 Il processo di armonizzazione contabile europeo e lo IASB Il percorso normativo europeo –Direttiva Ce n. 65/2001: Fair value strumenti finanziari –Regolamento Ce n. 1606/2002: Introduzione IAS –Direttiva Ce n. 51/2003: che modifica IV e VII Direttiva per eliminare conflitti tra direttive e IAS e aggiornare struttura direttive contabili –Regolamento Ce n. 1725/2003: completa regolamento 2002 identificando i principi contabili internazionali (e le relative interpretazioni) che dovranno essere osservati nella redazione dei bilanci desercizio e consolidati. –Regolamento Ce n. 707/2004: IFRS 1, Prima adozione degli IFRS Il recepimento della normativa IAS da parte del legislatore italiano è stata attuata attraverso i seguenti provvedimenti: –la Legge Comunitaria 2003 (Legge 31 ottobre 2003, n. 306); –il Decreto attuativo n.394/2004 (approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2005) –Il Decreto legislativo n. 38/2005

4 4 Sintesi dellambito di applicazione degli IAS/IFRS a livello italiano [1]Il termine Società minori indica le società che in base allart bis del codice civile possono redigere il bilancio in forma abbreviata. Si fa riferimento a società che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti: (a) totale dellattivo dello stato patrimoniale: euro; (b) ricavi delle vendite e delle prestazioni (fatturato): euro; (c) dipendenti occupati in media durante lesercizio: 50 unità. (fonte:

5 5 Vantaggi degli IAS/IFRS e utilizzo nel mondo Lutilizzo degli IAS/IFRS è più ampio del contesto europeo: –Società dei Paesi in via di sviluppo –Società quotate su mercati stranieri –Applicazione nellUE (2005), Australia (2005), –Nuova Zelanda (2007). I vantaggi nel loro utilizzo sono molti: –Analisti e investitori: comparabilità internazionale; minori costi di analisi; trasparenza e comprensibilità. –Società emittenti: facilità nel reperimento dei capitali; incentivo alla globalizzazione –Revisori: competenze internazionali; agevolazioni nelle verifiche –Paesi in via di sviluppo: nessun costo per emanare standard; possibilità di attrarre investitori

6 6 Gli schemi di Bilancio IAS/IFRS Gli schemi obbligatori previsti dagli IAS/IFRS sono: Stato patrimoniale Conto economico Prospetto delle variazioni delle voci di patrimonio netto Rendiconto finanziario Note al bilancio Gli IAS/IFRS non forniscono schemi rigidi ma elencano un contenuto minimale dei prospetti di bilancio. Organismi nazionali si occupano di specificare i contenuti (es. Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nato nel 2001).

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8 8 Lo stato patrimoniale: Attività e Passività Descrive la situazione dellimpresa, come entità giuridica, in un dato istante; è composto da due sezioni contrapposte: –Attivo (risorse) –Passivo (diritti vantati) Gli IAS/IFRS danno le seguenti definizioni: Le ATTIVITÀ sono identificate dallesistenza di un potenziale contributo, diretto o indiretto, ai flussi finanziari e mezzi equivalenti che affluiranno allimpresa. Nel determinare lesistenza di unattività, il diritto di proprietà non è essenziale. Riguardo alle PASSIVITÀ la loro caratteristica essenziale è costituita dalla circostanza che limpresa abbia una obbligazione attuale e non un semplice impegno futuro. Alcune passività possono essere valutate soltanto con luso di un notevole grado di stima e costituiscono accantonamenti.

9 9 Attività e Passività Correnti e Non Correnti Lo Stato patrimoniale è presentato distinguendo tra quota corrente e quota non corrente di attività e passività. La distinzione tra attività correnti e non correnti è fatta con riguardo al ciclo operativo dellimpresa, definito come il tempo che intercorre tra lacquisizione di beni per il processo produttivo e la loro realizzazione in disponibilità liquide o mezzi equivalenti. Se il normale ciclo operativo di unimpresa non è chiaramente identificabile, si suppone che la durata sia di dodici mesi. Attività correnti è previsto che vengano realizzate, vendute o utilizzate nel normale ciclo operativo dellimpresa sono detenute prevalentemente per attività di negoziazione rappresentano disponibilità liquide o mezzi equivalenti Passività Correnti è previsto che siano estinte nel normale ciclo operativo aziendale

10 10 Alcuni concetti preliminari Prima di analizzare le voci singolarmente è utile introdurre alcuni elementi nuovi utilizzati dai principi internazionali e comuni a tutte le voci: Il Fair value o Valore Equo La distinzione tra Benchmark treatment e Allowed treatment Il test di impairment

11 11 Il Fair value Gli IAS/IFRS prevedono due modalità di valorizzazione delle risorse: –Il modello del costo, unico previsto dai principi tradizionali italiani –Il modello della rivalutazione. Il secondo modello si basa sul concetto di fair value (o valore equo) Il Fair Value o valore equo è il corrispettivo al quale unattività può essere scambiata o una passività estinta in una libera transazione fra parti indipendenti, consapevoli e disponibili

12 12 Il Fair value Il concetto di fair value riflette valori oggettivi esterni allimpresa legati alla conoscenza e alle stime di venditori e acquirenti (consapevoli e disponibili) La determinazione del fair value quindi si riferisce al valore di mercato, ad esempio determinato tramite perizia

13 13 Il Benchmark treatment e lAllowed treatment Per molte voci di attivo e passivo gli IAS/IFRS consentono di utilizzare entrambi i modelli, specificando alcuni aspetti generali e indicando un criterio preferenziale (benchmark treatment) In particolare i principi contabili internazionali indicano come: –Benchmark Treatment la modalità di contabilizzazione consigliata per la voce in oggetto. –Allowed treatment leventuale modalità alternativa di contabilizzazione che è concesso utilizzare per la redazione del bilancio.

14 14 Il test di impairment (svalutazione) I principi IAS/IFRS prevedono che le imprese determino e rilevino eventuali perdite di valore durature delle attività; questa verifica prende il nome di test di impairment (svalutazione). La periodicità del test di impairment varia a seconda delle voci: –Generalmente una tantum, quando ci sono segnali evidenti della non recuperabilità del valore di unattività. –Annualmente (o più frequentemente) per : Avviamento, attività immateriale a vita utile indefinita per il quale non è previsto processo di ammortamento

15 15 Le voci di Stato patrimoniale Attivo Di seguito si analizzeranno le voci principali di Attivo: Attività non correnti Immobili, Impianti e macchinari Investimenti Immobiliari Attività immateriali (es. brevetti,avviamento) Partecipazioni Attività finanziarie Imposte anticipate Attività correnti Crediti verso clienti Rimanenze Attività finanziarie Disponibilità liquide e mezzi equivalenti Attività non correnti disponibili per la vendita

16 16 Immobili, Impianti e macchinari vs Investimenti immobiliari Beni detenuti dallimpresa, di uso durevole, come strumentali per la produzione del reddito (utilizzo diretto nella produzione di beni o servizi, per usi nellamministrazione aziendale); diritto di proprietà non è più essenziale per iscrizione. Investimento immobiliare invece è una proprietà immobiliare posseduta al fine di percepire canoni di locazione. –Ad esempio si includono: terreni posseduti per investimento; edifici di proprietà dell'impresa o in leasing finanziario, locati a terzi

17 17 Immobili, Impianti e macchinari Valore iniziale: liniziale iscrizione delle immobilizzazioni materiali è al costo Valore successivo: –Costo al netto degli ammortamenti cumulati e di eventuali svalutazioni per riduzioni di valore (BT) I terreni non devono essere ammortizzati avendo vita utile illimitata, salvo casi particolare come cave e miniere –Rivalutazione (Fair Value) (AT) Lammortamento dovrà essere effettuato in base alla vita utile del bene; non viene indicata preferenza per i diversi criteri di ammortamento (es. costanti, decrescenti, ecc.) Esempio di scrittura di rivalutazione e svalutazione

18 18 Rivalutazione immobili, impianti e macchinari: Rivalutazione fair value Un immobile ad uso industriale è stato acquistato allo 01/01/2000 (vita utile 30 anni) ad un valore di (ammortamento è a quote costanti). Limpresa adotta il modello della rivalutazione (o fair value). Fino al 2005 il valore dellimmobile rimane allineato al valore di iscrizione. Nel 2005 si riscontra un incremento dei parametri di mercato e il fair value è di (valore di bilancio a inizio 2005 pari a ). Lincremento di valore viene così contabilizzato: –incremento della voce Immobili, Impianti e macchinari (Attivo) –incremento di della riserva di rivalutazione (Passivo) È necessario adeguare lammortamento: –Ammortamento ricalcolato pari a ( / 25 anni). Il valore finale dellimmobile nel 2005 è Immobili Riserva di rivalutazione Valore immobili: = Ammortamento Fondo ammort.

19 19 Rivalutazione immobili, impianti e macchinari: Perdita duratura di valore Il test di impairment su questa categoria viene effettuato quando è evidente una perdita non recuperabile di valore. Supponiamo che nel 2006 limmobile si svaluti e il suo valore recuperabile è (valore di bilancio ). La svalutazione sarà così contabilizzata: –Diminuzione riserva per –Svalutazione in CE per Si ricalcola lammortamento pari a diviso 24 anni (8.333) Il valore finale è Immobili Riserva Valore immobile: = Ammortamento Svalutazione Il valore recuperabile di un bene è definito come il più elevato tra il suo fair value al netto degli oneri di vendita ed il suo valore duso. Nelleffettuare la valutazione delle perdite durature di valore si dovrà quindi far riferimento anche al valore duso. Il valore duso è il valore dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da unattività (ottica interna). Fondo Svalutazione Fondo ammort.

20 20 Attività immateriali Lo Ias 38 definisce le attività immateriali come beni non monetari, identificabili e privi di sostanza fisica, aventi le seguenti caratteristiche: –identificabilità –controllo da parte dellimpresa della risorsa in oggetto –esistenza di benefici economici futuri. Le attività immateriali vengono suddivise in due categorie: –a vita utile non definita (es. avviamento) –a vita utile definita (es. brevetti) Le attività immateriali possono pervenire allimpresa con tre modalità: –acquisto dallesterno –produzione generata internamente –acquisizione nellambito di una aggregazione aziendale Tale differenza è rilevante per la contabilizzazione delle voci

21 21 Attività immateriali Per i diritti di brevetto industriale, diritti di utilizzazione delle opere dellingegno, licenze, marchi e diritti simili, software si distingue tra: –Beni acquisiti allesterno, iscrivibili in attivo allacquisizione. –Beni generati internamente, iscrivibili solo se limpresa può dimostrare: Il costo dellattività può essere misurato con affidabilità; Intenzione a completare lattività immateriale per usarla o venderla; I benefici economici futuri associati allattività fluiranno allimpresa Le stime dei probabili benefici economici futuri sono basate su assunzioni ragionevoli e supportabili da parte degli amministratori dellimpresa stessa La concessione ad esempio di un brevetto da parte dellUfficio Italiano Brevetti, o dellUfficio Europeo Brevetti non costituisce quindi ragione sufficiente per liscrizione allattivo di un valore immateriale ma dovranno essere necessariamente rispettate le condizioni di cui sopra. I principi italiani consentono invece limmediata capitalizzazione se il bene è oggetto di tutela giuridica

22 22 Attività immateriali Per i beni iscrivibili: Valore iniziale: liniziale iscrizione delle immobilizzazioni immateriali è al costo Valore successivo: –Costo, distinguendo tra (BT): beni a vita utile definita, i quali vengono ammortizzati considerando il costo del bene e la sua vita utile. beni con vita utile indefinita, che invece non devono essere assoggettati ad ammortamento, ma almeno annualmente, a test di impairment. –Rivalutazione (Fair Value) (AT): Utilizzabile solo per i beni per cui esiste un mercato attivo mercato attivo, in cui sono presenti contemporaneamente: Omogeneità degli elementi commercializzati sul mercato Disponibilità in ogni momento di compratori e venditori Prezzi disponibili al pubblico –Leventuale effetto della rivalutazione ha una contropartita nelle riserve di patrimonio netto. Anche optando per questo secondo metodo i beni a vita utile definita dovranno essere soggetti ad ammortamento.

23 23 Attività immateriali: lavviamento La voce avviamento può originarsi a fronte di unaggregazione di impresa Il valore iniziale di iscrizione per gli IAS/IFRS è pari alla differenza tra il costo di acquisizione e la quota di partecipazione dellacquirente nei valori correnti delle attività, delle passività e delle passività potenziali identificabili acquisite alla data della transazione. –I principi tradizionali italiani fanno invece riferimento ai valori di bilancio.

24 24 Partecipazioni Allinterno della voce partecipazioni si ritrovano gli investimenti nel patrimonio di altre imprese: –Partecipazione di controllo, dove limpresa ha uninfluenza dominante –Partecipazioni di collegamento, dove limpresa ha invece uninfluenza notevole –Joint Ventures, dove limpresa ha controllo congiunto Per gli IAS/IFRS, esse devono essere classificate: –Di norma fra le Attività non correnti Gli IAS/IFRS stabiliscono che il controllo si presume quando la capogruppo possiede, direttamente o indirettamente attraverso società controllate, più della metà dei diritti di voto (> 50%). Definiscono inoltre che il controllo esiste anche quando la capogruppo detiene la metà o meno ( 50%) dei diritti di voto quando vi è: –il potere su più di metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori; –il potere di governare le politiche finanziarie e operative dellimpresa in base alla legge, allo statuto o ad un accordo contrattuale; –il potere di nominare o revocare la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione o dellequivalente organo amministrativo; –il potere di indirizzare la maggioranza dei voti nelle riunioni del consiglio di amministrazione o dellequivalente organo di governo.

25 25 Attività finanziarie e strumenti finanziari La voce attività finanziarie fa riferimento più in generale alla trattazione degli strumenti finanziari. Lo strumento finanziario viene definito come un qualsiasi contratto che dà origine ad una attività finanziaria, ad una passività finanziaria, ovvero ad uno strumento rappresentativo del capitale

26 26 Attività finanziarie: definizione Unattività finanziaria è una qualsiasi attività che sia: –una disponibilità liquida; –uno strumento rappresentativo di patrimonio netto di unaltra impresa (azioni o quote azionarie diverse dalle partecipazioni strategiche); –un diritto contrattuale a ricevere disponibilità liquide da unaltra entità (depositi di liquidità in banca o anche crediti commerciali in quanto danno diritto ad ottenere in futuro disponibilità liquide) La definizione di attività finanziaria include: –Voci Non Correnti e Voci Correnti –Voci non considerate tradizionalmente come finanziarie Crediti commerciali –Voci con diversa destinazione duso (es. attività possedute per essere negoziate; attività possedute per essere detenute fino a scadenza)

27 27 Attività finanziarie – Non Correnti e Correnti La suddivisione delle attività finanziarie tra Non Correnti e Correnti deve essere fatta con riferimento al ciclo operativo dellimpresa. Tra le Attività Non Correnti possiamo trovare: –Titoli diversi dalle partecipazioni strategiche (es. obbligazioni di lungo termine) –Crediti (al personale, finanziari,..) –Ratei attivi a medio/lungo termine (non più evidenziate come voci separate) –Altri crediti finanziari Tra le Attività Correnti possiamo trovare: –Titoli diversi dalle partecipazioni strategiche, quali azioni, titoli di stato e obbligazioni regolarmente commerciabili –Fondi dinvestimento –Depositi presso banche –Ratei attivi a breve termine (non più evidenziati come voci separate)

28 28 Attività finanziarie: valutazione Iscrizione iniziale al costo dacquisto (coincidente con fair value) Test di Impairment: Anche le attività finanziarie devono essere sottoposte ad un test di impairment per determinare se vi sono oggettive evidenze che possono far ritenere non interamente recuperabile il valore dellattività. Lammontare della perdita è rilevato a conto economico (contropartita fondo svalutazione e attività iscritta al netto di esso).

29 29 Attività finanziarie: valutazione Rivalutazioni Eventuali incrementi successivi di valore dellattività in base al fair value hanno come contropartita una riserva di patrimonio netto o sono imputati a conto economico a seconda della destinazione duso dellattività (es. detenute per essere negoziate vs detenute fino a scadenza)

30 30 Attività finanziarie - esempio svalutazione Ad esempio per i crediti gli IAS/IFRS indicano come oggettive evidenze per iscrivere la perdita di valore a: –mancati pagamenti di interessi; –probabilità di fallimento; –il venire meno di un mercato attivo per le difficoltà dellemittente; –altri fattori che indicano che il debitore non sarà in grado di rimborsare il debito. Come le immobilizzazioni, essi sono iscritti al netto dei fondi di rettifica (fondo ammortamento, fondo svalutazione impianti e macchinari, fondo svalutazione crediti)

31 31 Crediti/debiti per imposte anticipate/posticipate Cenni su determinazione imposte

32 32 Imposte di competenza e imposte correnti coincidono Limpresa determina le imposte dovute (imposte correnti; costo) applicando laliquota di imposta al reddito imponibile (reddito significativo a fini fiscali) che si ottiene partendo dallutile ante imposte civilistico (dedotti tutti i costi e in particolare gli ammortamenti secondo criteri civilistici), ma correggendolo con opportune variazioni in aumento/diminuzione derivanti dallapplicazione di norme tributarie (es. alcuni costi possono non essere deducibili, alcuni ricavi possono non essere soggetti a tassazione) Imposte correnti = Imposte di competenza Contropartita patrimoniale: debiti verso lErario e/o Cassa

33 33 Imposte di competenza e imposte correnti non coincidono Vi sono casi in cui le differenze fra bilancio civilistico e fiscale sono solo temporanee Per rispettare il principio di competenza vanno rilevate le imposte anticipate e le imposte differite Imposte di competenza = imposte correnti (dovute fiscalmente) + imposte differite – imposte anticipate

34 34 Esempio Fondo imposte posticipate/differite Dal punto di vista civilistico ….. Impianto: 1000 Vita utile civilistica, rappresentativa delleffettivo consumo del bene: 10 anni Ammortamento civilistico: 1000/10=100 Utile ante imposte ante ammortamento: 500 Utile civilistico ante imposte: =400 Imposte di competenza (aliquota 30%)= 120

35 35 Esempio Fondo imposte posticipate/differite Dal punto di vista fiscale ….. Impianto: 1000 Vita utile fiscale: 8 anni perché consentito ammortamento doppio i primi due anni (ammortamento anticipato) Ammortamento fiscale: 200 Utile civilistico ante imposte: 400 Variazione in diminuzione per ammortamento anticipato: 100 Utile imponibile: 300 Imposte correnti dovute (aliquota 30%)= 90

36 36 Esempio Fondo imposte posticipate/differite = 30 = IMPOSTE POSTICIPATE/DIFFERITE Le imposte di competenza (costo), da riportare in conto economico sono pari a 120: –Imposte correnti per 90 da pagare il primo anno (contropartita Debiti vs Erario e/o Cassa) –Imposte differite per 30 (contropartita Fondo imposte posticipate). Saranno pagate effettivamente il 9° anno, quando è terminato lammortamento fiscale (anno in cui imposte correnti > imposte di competenza civilistica); il Fondo imposte si riduce.

37 37 Fondo imposte posticipate Passività non correnti Debiti che sorgono a seguito delle differenze fra principi civilistici e politiche fiscali Ammortamento anticipato Vita utile civilistica > Vita utile fiscale Imposte di competenza > Imposte correnti Imposte di competenza – Imposte correnti = Imposte differite Per il principio di competenza, le imposte differite ( di competenza, ma non ancora pagate) sono accantonate (costo) in un apposito fondo (passività) Quando termina il periodo di ammortamento fiscale, le imposte differite dovranno essere versate allErario (imposte correnti > imposte di competenza economica)

38 38 Imposte anticipate Attività non correnti Crediti che sorgono a seguito delle differenze fra principi civilistici e politiche fiscali Vita utile civilistica < Vita utile fiscale (ammortamenti ritenuti civilisticamente necessari, ma eccedenti i coefficienti fiscalmente ammessi) Imposte di competenza < Imposte correnti (si paga di più di quello dovuto per competenza economica) Imposte correnti – Imposte di competenza = Credito per Imposte Anticipate Al termine del periodo di ammortamento civilistico, quando invece le imposte di competenza > imposte correnti, tale attività si riduce in contropartita ad una riduzione dei Debiti verso Erario

39 39 Attività correnti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti Attività finanziarie correnti (tra cui anche crediti commerciali) Rimanenze

40 40 Rimanenze Gli IAS/IFRS definiscono le rimanenze come beni posseduti per la vendita nel normale svolgimento dellattività; impiegati nei processi produttivi per la vendita; sotto forma di materiali o forniture di beni nel processo di produzione. La valutazione delle rimanenze deve essere effettuata al minore tra: –Costo: deve comprendere tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione e gli altri costi sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni in cui si trovano. –Valore di mercato

41 41 Rimanenze Quando le scorte vengono valutate al costo si dovrà tenere conto della sequenza di utilizzo dei beni adottando il metodo –FIFO: si ipotizza che le prime unità utilizzate siano le prime acquistate –Costo Medio: si ipotizza che tutte le unità siano state acquistate allo stesso prezzo, pari al prezzo medio pesato. Tale prezzo si utilizza per valorizzare i consumi e le rimanenze Con gli IAS non è più ammesso il metodo LIFO

42 42 Valorizzazione Rimanenze materie prime La valorizzazione scorte ha effetto sullutile Cosa succede in uno scenario di prezzi materie prime crescenti? Esempio: –Marzo 2001: acquisti di 1000kg a 0.5 euro/kg –Luglio 2001: acquisti di 2000kg a 0.6 euro/kg –Sett : acquisti di 1000kg a 0.7 euro/kg Al 31/12/01 vi sono in rimanenza, non consumati 1500kg In tale data, determinare il valore dei consumi e delle rimanenze utilizzando logica FIFO e costo medio

43 43 Valorizzazione Rimanenze materie prime –Acquisti (quantità): 4000kg –RF (quantità): 1500kg –Consumi (quantità): 2500kg Valorizzazione FIFO –Consumi: 1000kg* kg*0.6=1400euro –Rimanenze finali: 500kg* *0.7=1000euro Valorizzazione costo medio –Costo medio: (0.5* * *1000)/4000=0.6euro/kg –Consumi: 0.6*2500=1500 –Rimanenze finali: 0.6*1500=900 A parità di ricavi, con prezzi materie prime crescenti, la valorizzazione FIFO porta ad evidenziare un utile maggiore

44 44 Passività e Patrimonio netto

45 45 Passività: obbligazione attuale Secondo IAS una passività è una obbligazione attuale dellimpresa che deriva da fatti passati. Possono vantare diritti sulle risorse dellimpresa: –Gli azionisti ovvero le persone che hanno investito il proprio capitale nellazienda (diritto residuale; capitale di rischio; mezzi propri) –I finanziatori che pretendono il pagamento di un interesse esplicito (es. istituti di credito; diritto predefinito; mezzi di terzi) –I finanziatori impliciti ovvero chi vantando un credito nei confronti dellazienda contribuisce di fatto a finanziarne le attività (es. dipendenti, fornitori; diritto predefinito; mezzi di terzi; passività spontanee)

46 46 Le voci di Stato patrimoniale Passivo Di seguito si analizzeranno le voci principali di Passivo: Patrimonio netto: Capitale Riserve Fondo per rischi ed oneri Fondo Trattamento di Fine Rapporto (TFR) Passività finanziarie Imposte posticipate

47 47 Patrimonio netto Il patrimonio netto è definito dai principi contabili internazionali in via residuale ciò che resta delle attività dellimpresa dopo aver dedotto tutte le passività. Rappresenta linsieme dei diritti vantati sullimpresa dagli azionisti. Tali diritti derivano principalmente da due tipologie di fenomeni: –Versamenti diretti di capitale da parte degli azionisti –Variazioni del valore di capitale di pertinenza degli azionisti dovuti allattività gestionale dellazienda (utili e riserve) La distinzione delle voci previste dagli IAS/IFRS è: –Capitale sociale –Riserve –Utili (perdite) portati a nuovo –Utile (perdita) dellesercizio

48 48 Patrimonio netto: il Capitale sociale e lutile desercizio Il Capitale sociale: –è esposto al suo valore nominale –è ridotto dei crediti verso soci per decimi da versare –è ridotto del valore nominale delle azioni proprie riacquistate –I versamenti possono avvenire al momento della costituzione dellazienda o in periodi successivi (aumenti di capitale) –Esempio scritture aumenti di capitale (già fatto) Lutile di esercizio rappresenta la disponibilità addizionale di risorse per gli azionisti per effetto dellattività gestionale. Limpresa può decidere di: –Distribuire tali risorse sotto forma di dividendi –Mantenerle allinterno dellazienda (in questo caso tali ulteriori diritti prendono il nome di riserve)

49 49 Patrimonio netto: Riserve e utili portati a nuovo Le riserve rappresentano gli ulteriori diritti vantati dagli azionisti, generati durante lattività di normale di funzionamento dellimpresa. Gli utili portati a nuovo: utili maturati in esercizi precedenti che limpresa ha deciso di non distribuire agli azionisti sotto forma di dividendi al fine di garantire un adeguato autofinanziamento Riserva da sovrapprezzo azioni: si forma quando limpresa emette azioni ad un prezzo superiore al valore nominale; in questo caso le entrate di cassa vengono bilanciate per la parte relativa al valore nominale dallincremento di capitale sociale, per la parte restante dallincremento della riserva sovrapprezzo azioni (esempio scrittura) Riserva di rivalutazione: raccoglie le rivalutazioni rilevate nel caso di adozione del modello del fair value per la rilevazione del valore dei beni dopo la prima iscrizione Altre riserve: andrà ad includere i saldi di due voci separatamente evidenziate secondo i principi nazionali La riserva legale, in cui la legge impone di accantonare ogni anno una quota di utile non inferiore al 5% fino al raggiungimento del 20% del capitale sociale La riserva statutaria, quando sia prescritta dallo statuto della singola impresa

50 50 Passività finanziarie Include le obbligazioni contrattuali a consegnare disponibilità liquide o altre attività finanziarie ad unaltra impresa Analogamente alle attività finanziarie, le passività sono presenti sia nella parte corrente sia non corrente sulla base della scadenza/esigibilità nel breve o lungo periodo

51 51 Passività finanziarie – Non Correnti e Correnti Passività finanziarie Correnti –Debiti finanziari a breve termine: Obbligazioni Debiti verso banche –Debiti commerciali –Debiti tributari (verso lErario) –Debiti verso Istituti di Previdenza –Ratei e Risconti passivi a breve termine Passività finanziarie Non Correnti –Debiti finanziari a medio/lungo termine Obbligazioni Obbligazioni convertibili –Debiti verso banche –Ratei e Risconti passivi a medio/lungo termine

52 52 Fondi per rischi e oneri Gli accantonamenti sono passività di ammontare o scadenza incerti per cui tuttavia limpresa ha unobbligazione attuale quale risultato di un evento passato Valutazione –Stima del valore delluscita economica necessaria per adempiere allobbligazione

53 53 Fondi per rischi e oneri –Esempi: –Fondo per buoni sconto e concorsi a premio (concordati al momento della vendita) –Fondo imposte correnti, Il fondo accoglie le passività per imposte probabili connesse a contenziosi in corso –Non sono compresi i fondi (es. svalutazione crediti o impianti) in quanto le attività sono iscritte al netto di tali fondi

54 54 Fondi relativi al personale e TFR Il Trattamento di fine rapporto (TFR), che non trova istituti equivalenti in altri Paesi: –somma delle quote accantonate che verranno liquidate al momento della interruzione del rapporto di lavoro (forma di retribuzione differita) –È un debito verso i dipendenti

55 55 Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario

56 56 Il Conto Economico Il prospetto di CE può essere redatto: –Per Natura I costi sono aggregati nel conto economico secondo la loro natura –per Destinazione (o costo del venduto) i costi sono aggregati secondo la loro destinazione come parte del costo per produrre beni o, per esempio, costi di distribuzione o amministrativi Entrambi gli schemi presentano la suddivisione tra: Attività in funzionamento (Continuing operations) Attività Cessate o destinate a cessare (Discontinued operation)

57 57 CE per natura Valore della produzione -Costi Operativi Utile Operativo = Margine Operativo Netto + Proventi finanziari -Oneri e perdite finanziarie Utile lordo da attività in funzionamento -Imposte Utile netto da attività in funzionamento Ricavi e costi da attività destinate a cessare Utile netto dellesercizio

58 58 CE per natura: i ricavi e i costi operativi La voce Ricavi operativi include i ricavi della gestione caratteristica: –vendita di beni –prestazione di servizi La voce Altri Ricavi operativi include i ricavi non legati alla gestione caratteristica, ad esempio: –locazioni e affitti di azienda (in realtà……gestione patrimoniale) –plusvalenze da vendite di attività materiali e immateriali (secondo IAS la plusvalenza è pari alla differenza tra il ricavo di vendita e il valore delle attività cedute valutate al fair value) –Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni Variazione rimanenze prodotti finiti e semilavorati (Rimanenze finali – Rimanenze iniziali): Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati Prodotti finiti e merci La somma dei ricavi operativi e della variazione delle rimanenze dei prodotti finiti e semilavorati costituisce il Valore della produzione (output dellattività aziendale)

59 59 I costi operativi includono: –costo per materie prime, sussidiarie e di consumo: acquisti di materiali e componenti dall'esterno relativi all'esercizio in corso, rettificate poi dalla differenza tra scorte iniziali e scorte finali Si rilevano direttamente i consumi: Acquisti Variazione rimanenze (rimanenze iniziali – rimanenze finali) –costo dei servizi acquistati esternamente –ammortamenti e variazioni di valore delle attività non correnti, in particolare qui troviamo: le variazioni dovute alla perdita duratura di valore delle attività materiali ed immateriali, rilevate dallazienda attraverso limpairment test. CE per natura: i ricavi e i costi operativi

60 60 Il concetto di produzione utilizzato in questa classificazione deve essere inteso in senso lato: –I ricavi includono componenti non propriamente caratteristici –I costi includono non soltanto le risorse utilizzate per la trasformazione fisica dei prodotti ma anche i costi delle attività di supporto, quali ad esempio i costi amministrativi e di distribuzione/vendita –Sostanzialmente vengono qui inclusi tutti i costi non legati ad attività finanziarie o destinate a cessare CE per natura: i ricavi e i costi operativi

61 61 Per quanto concerne gli ammortamenti sono consentiti alcuni gradi di libertà in relazione a: –Periodo di ammortamento, ovvero il numero di anni nel quale ripartire il costo del bene –Quota annuale di ammortamento Il periodo di ammortamento dipende dalla vita utile, che a sua volta è legata alleffettivo deterioramento e allobsolescenza del bene Nel bilancio civilistico lammortamento dovrebbe essere rappresentativo delleffettivo consumo del bene CE per natura: i ricavi e i costi operativi

62 62 La quota di ammortamento può essere determinata secondo diverse modalità: –Quote costanti: costo storico del bene, al netto delleventuale valore di recupero realizzabile alla fine della vita utile, viene suddiviso in modo uniforme tra tutti gli esercizi per cui ne è previsto lutilizzo –Ammortamento accelerato: in cui si adottano quote di ammortamento decrescenti (impianti che perdono più rapidamente valore nelle fasi iniziali della loro vita economica); –Ammortamento anticipato: consiste nella possibilità di raddoppiare lentità dellammortamento nei primi tre anni della vita del bene (il periodo di ammortamento si quindi riduce di tre anni). criteri fiscali, per semplicità gestionale, spesso utilizzati anche a fini civilistici CE per natura: i ricavi e i costi operativi

63 63 Costo per il personale, per stipendi, oneri sociali e trattamento di fine rapporto; la voce include: –Salari e stipendi –Oneri Sociali –Quota di competenza per Trattamento di fine rapporto CE per natura: i ricavi e i costi operativi

64 64 CE per natura: proventi e oneri finanziari Laggregato proventi e oneri finanziari include: –Utili (dividendi) da società controllate, collegate e joint venture; –Proventi finanziari da attività di investimento (interessi attivi su prestiti, obbligazioni, dividendi da azioni) –Oneri e perdite finanziarie: oneri relativi ad indebitamento perdite durature di valore delle attività finanziarie (impairment test)

65 65 CE per natura: ricavi e perdite da attività destinate a cessare I principi contabili IAS/IFRS prevedono liscrizione separata dei flussi economici derivanti da attività destinate a cessare (gestione straordinaria). La voce comprende: –Ricavi e costi originatesi nel corso dellesercizio da queste attività: –Plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla cessione delle attività; ossia la differenza tra il valore di vendita e il valore delle attività valutate al fair value al momento della cessione. Cessione di parte dazienda dedicata alla produzione di un certo prodotto: In una parte dedicata si ritrova lutile dellattività operativa (ricavi e costi operativi dellanno) e la plusvalenza/minusvalenza di cessione

66 66 CE per destinazione: ricavi e costo del venduto Alla voce Ricavi (non più valore della produzione) viene contrapposto il costo del venduto, che rappresenta linsieme delle risorse direttamente utilizzate nella realizzazione dei prodotti venduti o nei servizi erogati Il Costo del venduto, a differenza dei costi della produzione non include le risorse dedicate alle attività di supporto (ad esempio spese amministrative e spese di distribuzione: costi di periodo non inclusi nella valorizzazione rimanenze) e comprende i costi sostenuti per i beni venduti

67 67 Ricavi -Costo del venduto (acquisti mp; lavoro, amm., servizi, RI –RF mp, prodotti finiti, semilavorati, ecc Margine lordo industriale -Costi di periodo (costi di distribuzione, amministrativi) Margine operativo netto (utile operativo) + Proventi finanziari -Oneri e perdite finanziarie Utile lordo da attività in funzionamento -Imposte Utile netto da attività in funzionamento Ricavi e costi da attività destinate a cessare Utile netto dellesercizio CE per destinazione

68 68 Confronto schema per natura e per destinazione Negli schemi si distinguono diverse gestioni: Operativa (caratteristica + patrimoniale); Finanziaria; Fiscale; gestione delle Attività destinate a cessare (straordinaria) Confronto schemi per natura e per destinazione: –Nel 2005, lazienda y ha venduto prodotti per un valore pari a euro –Costi sostenuti: Consumi mp.: 15000euro Costi personale addetto alla produzione: 7500 Costi personale amministrativo: 5000 Ammortamento impianti: 6000 Ammortamento uff. vendite: 2000 Variazione scorte PF (RF-RI): (4500)

69 69 Schema per natura Valore della produzione: –Ricavi –RF-RI (4.500) Costi della produzione: –Mp –Personale ( ) –Ammortamenti ( ) Margine operativo netto:

70 70 Schema per destinazione Ricavi: Costo del venduto: –Mp –Personale di produzione –Ammortamenti impianti –RI-RF Margine lordo industriale: Costi di periodo: –Personale amministrativo –Ammortamenti uff. vendite Margine operativo netto

71 71 Il rendiconto finanziario Ha lobiettivo di evidenziare la capacità dellimpresa, in un determinato orizzonte temporale, di generare flussi di denaro, utilizzabili per finanziare la propria attività o per rimborsare i propri finanziatori I flussi finanziari sono suddivisi in base alla tipologia di attività: –Attività corrente (operativa, reddituale): incassi dalla vendita di prodotti e servizi, affitti attivi incassati, pagamenti a fornitori di merci e servizi, pagamenti per stipendi, oneri (interessi passivi) e proventi finanziari (interessi attivi) –Attività di investimento, ossia lacquisizione e dismissione di attività non correnti: pagamenti per acquisti di immobili, impianti, macchinari, beni immateriali; entrate dalla vendita dei suddetti beni; entrate e pagamenti per acquisizione/cessione di partecipazioni –Attività di finanziamento, la quale riassume i flussi in entrata e in uscita che modificano la struttura patrimoniale e di debito dellimpresa: incassi derivanti dallemissione di azioni (aumenti di capitale); i pagamenti agli azionisti per dividendi; gli incassi derivanti dallemissione di obbligazioni, prestiti, mutui e uscite per i rimborsi delle suddette voci

72 72 Il rendiconto finanziario Gli IAS prevedono due metodi alternativi per presentare il rendiconto finanziario: –Il metodo diretto, che riporta direttamente entrate ed uscite di cassa dellimpresa –Il metodo indiretto dove i flussi di cassa sono ricostruiti partendo dalle grandezze economiche di bilancio (utile netto o risultato operativo) –Il metodo diretto è incoraggiato data la sua maggiore trasparenza, quello indiretto è però quello attualmente più diffuso

73 73 Il rendiconto finanziario: schema metodo diretto + Entrate da clienti -Uscite per fornitori -Uscite relative al personale -Altre uscite per spese operative -Interessi pagati + Proventi finanziari incassati -Tasse pagate Flusso di cassa netto della gestione operativa (corrente) ATTIVITA DI INVESTIMENTO -Acquisizione di immobili + Alienazione di immobili Flusso di cassa netto per attività di investimento ATTIVITA DI FINANZIAMENTO -Dividendi pagati + Acquisizione debiti -Rimborsi debiti + Aumenti di capitale Flusso di cassa netto per attività di finanziamento Incremento (diminuzione) di cassa o equivalenti Cassa o equivalenti di inizio danno Cassa o equivalenti di fine anno

74 74 Il rendiconto finanziario: metodo indiretto Margine operativo netto (utile operativo) + Ammortamenti, accantonamenti, svalutazioni, minusvalenze -Ricavi non monetari (es. rivalutazioni, plusvalenze) Flusso di cassa operativo potenziale (margine operativo lordo; cash flow operativo) - Aumento crediti verso clienti (da inizio a fine periodo) -Aumento scorte (da inizio a fine periodo) -Riduzione debiti verso fornitori e TFR + Riduzione crediti e scorte + Aumento debiti verso fornitori e TFR (da inizio a fine periodo) - Interessi pagati + Proventi finanziari incassati -Tasse pagate Flusso di cassa netto della gestione operativa (corrente) ATTIVITA DI INVESTIMENTO -Acquisizione di immobili + Alienazione di immobili (ricavo di vendita, prezzo di realizzo) Flusso di cassa netto per attività di investimento ATTIVITA DI FINANZIAMENTO -Dividendi pagati + Acquisizione debiti -Rimborsi debiti + Aumenti di capitale Flusso di cassa netto per attività di finanziamento Incremento (diminuzione) di cassa o equivalenti Cassa o equivalenti di inizio danno Cassa o equivalenti di fine anno Ricavi monetari - Costi monetari Valore della produzione -consumi -servizi -costi del lavoro Si sottraggono gli aumenti di CCN Si aggiungono le diminuzioni di CCN

75 75 Il rendiconto finanziario: schema metodo indiretto Utile netto + Ammortamenti, accantonamenti, svalutazioni -Ricavi non monetari (es. rivalutazioni, plusvalenze) Flusso di cassa potenziale (cash flow aziendale) -Aumento crediti verso clienti (da inizio a fine periodo) -Aumento scorte (da inizio a fine periodo) + Aumento debiti verso fornitori e TFR (da inizio a fine periodo) ecc. Flusso di cassa netto della gestione operativa (corrente) ATTIVITA DI INVESTIMENTO -Acquisizione di immobili + Alienazione di immobili Flusso di cassa netto per attività di investimento ATTIVITA DI FINANZIAMENTO -Dividendi pagati + Acquisizione debiti -Rimborsi debiti + Aumenti di capitale Flusso di cassa netto per attività di finanziamento Incremento (diminuzione) di cassa o equivalenti Cassa o equivalenti di inizio danno Cassa o equivalenti di fine anno Ricavi monetari - Costi monetari Si sottraggono gli aumenti di CCN Si aggiungono le diminuzioni di CCN

76 76 Il rendiconto finanziario: metodo indiretto Punto di partenza è il risultato operativo o margine operativo netto che va tradotto in termini finanziari evidenziando come alcuni costi di produzione NON comportino uscite di denaro (es. ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti) e alcuni ricavi non comportino entrate di denaro (es. rivalutazioni). Tali componenti vanno rispettivamente sommati e sottratti per ottenere il flusso di cassa operativo potenziale Ricavi per 1000 euro con vendita a credito: –Flusso potenziale: 1000 –Flusso di cassa netto: 0 Vendite nulle, ma incasso crediti: –Flusso potenziale: 0 –Flusso di cassa netto: 1000

77 77 Il rendiconto finanziario: metodo indiretto Una seconda correzione connessa alla gestione caratteristica è quella relativa alla variazione del Capitale circolante netto operativo CCN operativo: crediti commerciali + scorte – debiti commerciali – debiti per TFR Esso rappresenta le risorse investite nella gestione operativa al netto delle fonti che spontaneamente emergono dalla stessa gestione (quindi esclude le grandezze finanziarie, sia attive sia passive) Un aumento del CCN (aumento crediti, aumento scorte, riduzione debiti) assorbe cassa e porta alla necessità di reperire nuovi finanziamenti; una sua riduzione (diminuzione crediti, diminuzione scorte; aumento debiti) libera cassa Dal flusso di cassa potenziale si sottraggono quindi gli incrementi di capitale circolante netto (es. un aumento dei crediti assorbe cassa così come una riduzione dei debiti) e si sommano i decrementi (una diminuzione dei crediti libera cassa così come un aumento dei debiti)

78 78 Il rendiconto finanziario: metodo indiretto Si distingue il capitale circolante netto operativo dal capitale circolante netto finanziario che include anche le poste finanziarie, attive e passive, se correnti (breve periodo); la posizione finanziaria netta è data dalla differenza fra debiti finanziari (a breve e a lungo termine) e le attività finanziarie a breve I flussi da attività di investimento e di finanziamento sono i flussi di cassa delle attività non legate al ciclo corrente Al flusso di cassa netto di periodo va aggiunto il saldo cassa ed equivalenti iniziale per determinare il saldo cassa finale


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