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1 La progettazione organizzativa: analisi della complessità e criteri di progettazione Anno Accademico 2006-2007.

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Presentazione sul tema: "1 La progettazione organizzativa: analisi della complessità e criteri di progettazione Anno Accademico 2006-2007."— Transcript della presentazione:

1 1 La progettazione organizzativa: analisi della complessità e criteri di progettazione Anno Accademico

2 2 Aspetti da considerare nella progettazione 1. Fattori di complessità presenti 2. Dinamismo del contesto 3. Differenziazione richiesta 4. Integrazione richiesta 5. Ampiezza del controllo richiesta

3 3 Grado di stabilità Esigenza di cambiamento e di innovazione che si prospetta per il futuro DINAMISMO DEL CONTESTO Piena stabilità/ stabil, + dinam. / forte dinamismo Forma meccanica Forma organica 2. Dinamismo del contesto operativo 2. Dinamismo del contesto operativo

4 4 3. Differenziazione degli assetti 3. Differenziazione degli assetti §Corrisponde alla necessità che ciascun organo assuma caratteristiche organizzative coerenti con i caratteri del sottoambiente in cui opera

5 5 Fabbisogno di differenziazione Orientamento al breve/lungo Orientamento alle norme Orientamento ai costi Orientamento alle relazioni Fabbisogno di differenziazione Basso Alto

6 6 Caso SMH- Assetto differenziato §Marketing completamente decentrato: 9 marchi autonomi (Omega, Tissot, Swatch..) §Produzione completamente accentrata Diverse regole e sistemi di gestione: - orientamento ai costi, alle norme, alle relazioni - orientamento di breve/lungo designers creativi vs. tecnici di produzione

7 7 4. Integrazione §Esprime esigenza di coordinamento e collaborazione tra organi e unità che presentano aspetti differenziati per variabili organizzative e orientamenti

8 8 Esigenza/ fabbisogno di integrazione Dipende da una relazione moltiplicativa tra: Differenziazione Interdipendenza

9 9 Fabbisogno di integrazione GRADO DI INTERDIPEN- DENZA FABBISOGNO DI INTEGRAZIONE RICHIESTO Basso Alto Diversità x interdipendenza Integrazione richiesta Bassa Alta

10 10 Strumenti e metodi di integrazione VantaggiCosti e svantaggi Relazioni gerarchiche EfficaciRischio di sovraccarico e costi elevati Organi di staffPotenziano la gerarchiaCosti elevati con rischio di nuovi problemi nei rapporti con la line Regole e procedureEfficaci negli aspetti di routine Creano rigidità e non funzionano fuori dalla routine

11 11 Strumenti e metodi di integrazione VantaggiCosti e svantaggi Piani ed obiettiviValidi dove falliscono le regole Costosi in termini di energia e tempo dedicato Riunioni, comitati, task forces Validi per problemi di innovazione e gestione crisi Assorbono molto tempo ed energie; richiedono adeguati comportamenti Organi e ruoli di integrazione Efficaci dove occorre una continua attenzione Molto costosi; problemi nella selezione di persone idonee

12 12 Strumenti e metodi di integrazione VantaggiCosti e svantaggi Sistemi di misurazione ad incentivo Possono indurre collaborazione se sono specificamente orientati in tal senso Difficoltà di misurazione e rischio di trascurare aspetti rilevanti. Sistemi di selezione e sviluppo del personale Efficaci per figure come i professional Costo elevato e scarsa flessibiltà di impiego Disposizione fisicaUtile e poco costosa se lassetto logistico è favorevole Molto costosa se occorre cambiare la logistica.

13 13 5. Ampiezza del controllo Ampiezza del controllo richiesta * Stabilire il numero delle unità e delle persone che possono fare diretto riferimento a una figura di responsabile gerarchico Competenza persone Competenza capo Ricerca autonomia Standardizzazione compiti (+) Complessità compiti Altri compiti capo (-) Controllo stretto Controllo ampio

14 14 Variabili influenti sullampiezza del controllo Complessità dei compiti - difficoltà - innovatività - differenziazione - dispersione fisica AMPIEZZA DEL CONTROLLO Standardizzazione dei compiti Competenza ed esperienza dei subordinati Competenza ed esperienza manageriale del capo Desiderio di autonomia nei subordinati Incidenza di compiti non gerarchici nella mansione del capo


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