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Decima Conferenza nazionale di statistica SCENARI Visualizzazione per la conoscenza Stefano De Francisci Istat – Direzione centrale per le esigenze degli.

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Presentazione sul tema: "Decima Conferenza nazionale di statistica SCENARI Visualizzazione per la conoscenza Stefano De Francisci Istat – Direzione centrale per le esigenze degli."— Transcript della presentazione:

1 Decima Conferenza nazionale di statistica SCENARI Visualizzazione per la conoscenza Stefano De Francisci Istat – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio

2 Quanta conoscenza cè dentro i dati? 2

3 Intanto, come sono fatti i dati? 3 Anni Valori Regioni Indicatori

4 Multidimensionalità Saldo Migratorio Interregionale Saldo popolazione straniera Indice di vecchiaia Indice di indipendenza economica Tasso di natalità Numero asili nido x 1000 ab. Indice di percezione criminalità Piemonte Sardegna INDICATORI TERRITORIO TEMPO 4

5 Multidimensionalità Piemonte Sardegna INDICATORI TERRITORIO TEMPO Saldo Migratorio Interregionale Saldo popolazione straniera Indice di vecchiaia Indice di indipendenza economica Tasso di natalità Numero asili nido x 1000 ab. Indice di percezione criminalità 5 Possiamo legittimamente supporre che la conoscenza comporti in sé diversità e molteplicità La conoscenza è quindi proprio un fenomeno multidimensionale (E. Morin)

6 Tanto, troppo, anzi troppo poco Jessica Hagy Needles and haystacks and such. Ciò che succede qui è che si ha un'enorme massa di informazioni, anzi non soltanto una massa, un flusso di informazioni, ma un vero e proprio diluvio. Ho un amico, Royan Scott, che dice: stiamo vivendo il secondo diluvio. Il primo diluvio è stato di acqua, il secondo è il diluvio dell'informazione P. Lèvy, Il diluvio informazionale 6 Ci inondano e scivolano via, come un diluvio Sono difficili da trovare, come un ago in un pagliaio

7 Tanto, troppo, anzi troppo poco 7 Gli intasamenti di informazione sono assai più gravi di quelli di macchine e utensili......Le indigestioni di segni sono più gravi delle intossicazioni alimentari (R. Ruyer ) The term informavore characterizes an organism that consumes information. It is meant to be a description of human behavior in modern information society, in comparison to omnivore, as a description of humans consuming food. Sono troppi e ci intossicano, come il troppo mangiare Non ci bastano mai, come una bulimia informativa

8 Forse ha ragione Gorgia O potremmo dire le parole di Atahualpa quando ricevette dagli spagnoli una cosa che non aveva mai visto… un libro Nulla cè; se anche qualcosa cè, non è conoscibile alluomo; se anche è conoscibile, è incomunicabile allaltro 8 A me non dice nulla. Non mi parla Tanto, troppo, anzi troppo poco

9 Ma allora la conoscenza cosè? E cosa centra con la visualizzazione? Che succede quando le mettiamo insieme? Può uno strumento software dare una risposta a domande alle quali intere generazioni di pensatori e filosofi hanno dibattuto e stanno ancora dibattendo? Di certo non può rispondere ma altrettanto certamente può offrire un contributo… …se da una parte vediamo la produzione grafica come la possibilità di superamento di immagini cliché, di stereotipi e soprattutto di staticità informativa; …se dall'altra parte vediamo il racconto di storie come una delle basi tradizionali della trasmissione del sapere 9 Dati da raccontare, storie da vedere

10 Cominciamo con la conoscenza La nozione di conoscenza ci sembra Una ed evidente. Ma non appena la si interroga, ecco che esplode, si diversifica, si moltiplica in innumerevoli nozioni, ognuna delle quali pone un nuovo interrogativo 10 (E. Morin) Conoscenza

11 11 Wordcloud della conoscenza

12 Si può mangiare senza conoscere le leggi della digestione, respirare senza conoscere le leggi della respirazione, pensare senza conoscere le leggi e la natura del pensiero, conoscere senza conoscere la conoscenza. Ma mentre lasfissie e lintossicazione si fanno immediatamente sentire […] lerrore e lillusione […] non si manifestano [e restano] errore e illusione 12 (E. Morin) I rischi

13 Accettiamo lo smembramento e la sclerotizzazione della conoscenza in punti di vista chiusi? Che ne fanno… un prodotto sociale (il sociologo) un prodotto psicologico (lo psicologo) un puro prodotto del cervello (il neuro-scienziato) una tecnica di indagine su un oggetto (il filosofo) larte del classificare e la classificazione come forma della conoscenza (il classificatore) una tecnica di deduzione… induzione, abduzione, ecc. (il logico) azione e informazione agita (lingegnere della conoscenza) 13 I punti di vista

14 S. Wurman nformationAnxiety.pdf nformationAnxiety.pdf H. Cleveland "Information as Resource", The Futurist, December G. Bellinger et al. Data, Information, Knowledge, and Wisdom dati informazioni conoscenza saggezza 14 E oltre la saggezza? DIKW

15 15 Information is not knowledge. Knowledge is not wisdom. Wisdom is not truth. Truth is not beauty. Beauty is not love. Love is not music. Music is THE BEST. Oltre il DIKW

16 Il mondo perduto dellinformazione Dovè la saggezza che abbiamo perduto nella conoscenza, dovè la conoscenza che abbiamo perduto nellinformazione? (T. S. Eliot) Linformazione diviene informazione solo in rapporto ad una computazione ed è, altrimenti, solo un segno o una traccia (E. Morin) 16 Il sapere può circolare nei nuovi canali solo, e divenire operativo, solo se si tratta di conoscenza traducibile in quantità di informazione (J-F. Lyotard) Our networks are awash in data. A little of it is information. A smidgen of this shows up as knowledge. Mix in experience, context, compassion, discipline, humor, tolerance, and humility, and perhaps knowledge becomes wisdom ( Jonathan G. Koomey)

17 (W. Playfair) (Axiom Systems) (E.Tufte) Grafici in miniatura : Il primo (forse) grafico statistico della storia Small multiple : Lera (estinta) dei cruscotti Il trattamento grafico dellinformazione 1983: Il primo (o meglio il secondo) teorico della grafica statistica 17

18 Il trattamento grafico dellinformazione 18

19 Chartjunk, ovvero come non fare i grafici 19

20 GAV = GeoAnalytics Visualization Framework …it is a component toolkit for dynamically exploring time- varying, geographically referenced and multivariate attributes simultaneously AND to enable the capture of the interactive visual process into information packages that allow the analysts to communicate their discovery and decision recommendations Statistics eXplorer: GAV e Storytelling 20

21 Storytelling Grafica dinamica Cartografia interattiva Grafici integrati Statistics eXplorer: Storytelling e Vislet 21 Vislet

22 Motore spaziale Storytelling Strumenti di pubblicazione Motore multidimensionale Dati Statistics eXplorer: GAV e Storytelling 22

23 Statistics eXplorer 23

24 Vislet: embeddable interactive motion visual representations based on statistical data including choropleth map, scatter plot, parallel coordinates (profile plot), table lens and metadata for publishing in blog, wikis etc. HTML code that characterizes the story- to-be-told is automatically created by the eXplorer authoring tool Statistics eXplorer: Vislet e Storytelling 24

25 Linguaggio della visione (rappresentazioni del mondo) Analisi vs. sintesi Storytelling, agire comunicativo, la crisi delle metanarrazioni Realtà e virtualità, materialità e immaterialità, dinamismo e interazione Alla base dei GAV 25 Ciò che può fare delle tecnologie per il trattamento grafico dellinformazione, in particolare nel campo dei tool di visualizzazione geo-analitica, strumenti per produrre conoscenza, può essere ritrovato attingendo ad aree disciplinari diverse. Se lo si fa, si scoprono connessioni sorprendenti

26 Il nodo semiotico 26 La semiotica è lo studio del linguaggio in termini di significazione comunicazione rappresentazione visiva

27 Si possono quindi individuare due sensi della rappresentazione: - un senso indicativo e strumentale in cui predomina lidea di segno - un senso evocatorio e concreto in cui predomina lidea di simbolo Il linguaggio visivo (E. Morin) 27 La mente umana abita il linguaggio, vive di linguaggio e si nutre di rappresentazioni Le parole e le immagini sono a un tempo indicatori, che designano le cose, ed evocatori, che suscitano la rappresentazione della cosa indicata

28 Questi sistemi di astrazioni, prodotti della nostra mente, li chiamiamo spiegazioni o filosofie quando sono verbali, rappresentazioni del mondo quando sono visivi. Il linguaggio è uno strumento che ci permette di ordinare la nostra esperienza, combinando i dati dal fluire della realtà circostante con unità linguistiche: parole, frasi, proposizioni (s. i. hayakawa) 28 Il linguaggio visivo Ciò che è vero per i linguaggi verbali lo è anche per i linguaggi visuali: combiniamo i dati derivanti dallesperienza visiva con immagini- clichés, con stereotipi di un tipo o dellaltro a seconda del modo in cui ci è stato insegnato a vedere.

29 Scatter plot Diagrammi in serie storica Cartografia tematica Nella visione vi è molto di più di quanto non colpisca locchio (N. R. Hanson) Vedere linvisibile 29 Prima che ci partiamo dal ragionamento del veder limagine pendente nellaria, insegnaremo come si possa fare che veggiamo le imagini pendenti nellaria di qualsivoglia cosa; il che sarà cosa mirabile più di tutte le meravigliose,principalmente senza specchio, e senza logetto visibile (G. B. Della Porta, 1589)

30 Linformazione è una relazione Linformazione utile alla decisione è quella ricavata dallesame delle relazioni intercorrenti dentro linsieme da analizzare per generare una riduzione pertinente della dimensione dellinsieme Non è un aumento della quantità di informazione ma al contrario una riduzione di questa quantità in raggruppamenti pertinenti La lezione di Bertin 30

31 Grafica darte? Graphic design? Visual communication? Trattamento grafico dellinformazione? Di cosa parliamo? La lezione di Bertin 31

32 La lezione di Bertin (J. Bertin) La grafica di comunicazione è un mezzo per fissare e per dire agli altri ciò che si è scoperto... Il suo imperativo è la semplicità Contrariamente al grafismo, la grafica non è un arte: è un insieme di segni, rigoroso, semplice e facile da imparare, che permette di capire meglio per decidere meglio. La grafica di elaborazione serve per trovare le relazioni in un insieme di dati – ancora sconosciute – per scoprire cosa si deve dire e fare 32

33 metadati e contesto La lezione di Bertin Informazione interna (relazioni interne che limmagine rivela) Informazione esterna (la natura del problema e le relazioni che linformazioni interna ha con tutto il resto esterno) In un grafismo tutta linformazione utile è percepita senza la necessità di una decodifica esplicita W. Kandinsky, 9 punti in ascesa Cosa manca qui? 33

34 Isotype (International System of Typographic Picture Education) è un sistema basato su pittogrammi. Ideato da Otto Neurath come un vero e proprio linguaggio visivo internazionale è stato alla base dei metodi formativi visuali e delle moderne icone al tratto. I linguaggi visivi 34

35 Analisi - sintesi Sono quindi le qualità organizzatrici (stabilità, coerenza, costanza) che permettono allo sguardo, cioè alla mente, […] di effettuare a ogni istante delle analisi (distinzioni, selezioni, focalizzazioni) e delle sintesi (totalizzazione, globalizzazione, contestualizzazione) (E. Morin) 35

36 Il mantra dellanalista dati Overview first, zoom and filter, then details-on-demand (Ben Shneiderman) 36

37 Lo storytelling 37 Arendt e la condizione umana Lyotard e il postmoderno Habermas e lagire comunicativo

38 Lo storytelling, o la tessitura di una narrazione Io spero che ogni cortese uomo leggendo il libro non mancherà di riconoscere, che l'Autore può affermare col buon Petrarca: Io parlo per ver dir, Non per odio d'altrui ne per disprezzo (Stefano Franscini, Statistica della Svizzera, 1827) 38 Originariamente la scienza è in conflitto con le narrazioni. Misurate col suo metro, la maggior parte di queste si rivelano favole. Il sapere non si identifica con la scienza e non si riduce alla scienza, né alla conoscenza, in esso convergono le idee di saper fare, saper vivere, saper ascoltare. (J-F. Lyotard)

39 Lo storytelling, o la tessitura di una narrazione Lo storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori dellazione degli individui, è parte del senso stesso dellazione, perché consente larticolazione retrospettiva della sua significazione e importanza 39 …dietro la scena cè lo storyteller, ma dietro lo storyteller cè una comunità di memorie (H. Arendt)

40 Lo storytelling, o la tessitura di una narrazione Hans Rosling e Gapminder Istat e NoiItalia Oecd e Young people and the jobs crisis in numbers 40 La condizione decisiva perché unanalisi dinamica sia buona, è che in essa ogni problema venga continuamente e sistematicamente riferito allo stato del sistema considerato come una totalità (Talcott Parsons)

41 Regioni Anni Indicatori Valori INDICATORI TERRITORIO TEMPO Estrazione dati spazio- temporali Grafici Percorsi di analisi (storie) Data Warehouse Ipercubi NoiItalia.eXplorer 41 Every picture tells a story

42 Conclusioni Overview first, zoom and filter, then details-on-demand Authoring tool Vislet Storytelling Ready-made Joseph Cornell, Cassiopea (assemblage) La Storia di un Emigrante 42 I dati non sono intrinsecamente noiosi. Né intrinsecamente interessanti. ( S. Few )

43 Conclusioni 43 Dove risiede la vera democrazia della conoscenza? Negli hard-disk? Nelle biblioteche? Nella società? Nella storia? (E. Morin) La cosa più straordinaria sta nel constatare che il cervello, che ci sembra essere il governatore autocratico dellorganismo, è, come dice Von Foerster, un organo democratico. … Tutto si produce e di decide per assemblee di neuroni

44 Conclusioni 44 (E. Morin) Dobbiamo entrare nel regno del pensiero complesso e abbandonare lo sguardo semplificatore che acceca la conoscenza.

45 Conclusioni 45


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