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21/01/2014Carlo Petracca1 METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO C. Petracca 19.03.07.

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1 21/01/2014Carlo Petracca1 METODOLOGIE DI INSEGNAMENTO C. Petracca

2 21/01/2014Carlo Petracca2 LEZIONE ESPOSITIVA ASCOLTO MOMENTO INTRODUTTIVO MOMENTO ESPOSITIVO MOMENTO RIPRODUTTIVO PRE ASCOLTO POST ASCOLTO DOCENTE STUDENTE

3 21/01/2014Carlo Petracca3 MOMENTO INTRODUTTIVO PRE ASCOLTO DISSONANZA COGNITIVA ANTICIPAZIONE DELLARGOMENTO ANTICIPAZIONE DELLE PRESTAZIONI

4 21/01/2014Carlo Petracca4 DECALOGO DEL MOMENTO ESPOSITIVO 1.seguire una mappa concettuale nella esposizione dei contenuti 2.usare il principio di ancoraggio delle nuove conoscenze alla matrice cognitiva di chi apprende 3.fare uso della ridondanza nella esposizione dei concetti 4.fare ricorso il più possibile ad esempi 5.Far rilevare analogie, similitudini e differenze tra le nuove conoscenze ed il preacquisito 6.Usare brevi pause per permettere di prendere appunti 7.Usare il feed-back comunicativo: accogliere e fare domande 8.Uso dei sussidi audiovisivi 9.Buon uso dei codici ausiliari: prosodico, cinesico, prossemico 10.Uso del rinforzo (rinforzo verbale positivo, limitato, procrastinato)

5 21/01/2014Carlo Petracca5 1.Riepilogare i concetti essenziali (oralmente, per schemi, per grafici, per mappe concettuali…etc) 2.Richiedere le prestazioni anticipate nel momento introduttivo (prove di verifica con questionari a scelta multipla, di corrispondenza etc; completamento di mappe concettuali semimute o mute; esercitazioni varie) 3.Richiedere il transfert e/o largomentazione delle conoscenze (far trasferire le conoscenze in contesti diversi etc; attivare una discussione finale o un dibattito, etc) MOMENTO RIPRODUTTIVO

6 21/01/2014Carlo Petracca6 IL USO DI METODOLOGIE DIALOGICHE 1 DIALOGO = situazione comunicativa tra due persone che difendono due tesi opposte 2 DIBATTITO = situazione comunicativa tra due gruppi di persone che difendono due tesi opposte 3 DISCUSSIONE = situazione comunicativa in un gruppo di persone che discutono di un problema senza la predeterminazione delle, ma con la determinazione dellapprodo finale 4 CONVERSAZIONE = situazione comunicativa in un gruppo di persone senza predeterminazione di tesi e senza la previsione dellapprodo finale

7 21/01/2014Carlo Petracca7 IL DECALOGO DELLA DISCUSSIONE 1 Partire ogni volta da un PROBLEMA SIGNIFICATIVO e mantenerlo problema 2 Ricercare una PARTECIPAZIONE paritaria tra gli alunni 3 Ricercare una GRADUALE maturazione dellipotesi risolutiva 4 Evitare la STASI della discussione 5 Disciplinare la discussione nellORDINE e nel TEMPO

8 21/01/2014Carlo Petracca8 6 Ricercare la VALORIZZAZIONE di tutte le ipotesi avanzate 7 Ricercare un atteggiamento di ASCOLTO RECIPROCO 8 Ricercare la CENTRATURA sul tema 9 Curare la SCELTA dei contenuti 10 Esplicitare lARGOMENTO con linguaggio accessibile e chiaro

9 21/01/2014Carlo Petracca9 EDUCARE A PENSARE LA SCUOLA PENSA DI AVER FATTO MOLTO SE CONSEGNA CONOSCENZE E SE IMPLICITAMENTE SVILUPPA LINTELLIGENZA. LINTELLIGENZA CERTAMENTE NON BASTA. CI SONO INDIVIDUI MOLTO INTELLIGENTI CHE PERO SONO SCARSI COME PENSATORI E. DE BONO

10 21/01/2014Carlo Petracca10 Le tecniche per imparare a pensare Strategie per lamplia mento delle idee. Strategie per lanalisi delle informazioni Ampliare Organizzare Analizzare. Strategie per lorganizzazion e delle idee. Creare. Strategie per sviluppare il pensiero laterale - creativo. Strategie per lazione Strategie per linterazione Agire Interagire

11 21/01/2014Carlo Petracca11 IMPARARE A PENSARE Una strategia efficace per moltiplicare le proprie idee consiste nel porsi domande secondo determinati criteri: le tre C e le due A IDEA ANALOGIACAUSACONSEGUENZACONTRARIOANTERIORITA Ampliare

12 21/01/2014Carlo Petracca12 IMPARARE A PENSARE Anche gli italiani sono emigrati? ANALOGIA -Perché essi vengono in Italia? CAUSA -Cosa comporta per gli italiani la loro venuta? CONSEGUENZA -Se non venissero in Italia cosa succederebbe loro? CONTRARIO -In passato si è verificato questo fenomeno? ANTERIORITA Se lidea principale fosse: Gli Orientali vengono in Italiae dovessimo moltiplicarla, dovremmo chiederci: Ampliare

13 21/01/2014Carlo Petracca13 SEI CAPPELLI PER PENSARE CAPPELLO BIANCO Il bianco è un colore neutro ed oggettivo. Il cappello bianco riguarda fatti e dati oggettivi. Niente interpretazione, solo fatti per favore -Fatti controllati e accertati -Fatti non accertati -Grado di verosimiglianza delle informazioni CAPPELLO ROSSO Il rosso suggerisce listintività, emozione. Vedere rosso significa fornire il punto di vista emotivo Lopposto dellinformazione neutra oggettiva -Il pensatore col cappello rosso è legittimato a dire Questa la mia esperienza su ciò -Emozioni e sensazioni CAPPELLO NERO Il colore nero è cupo e negativo -Il giudizio critico, la valutazione negativa -Indica le lacune di qualche cosa, i suoi errori - Lavvocato del diavolo

14 21/01/2014Carlo Petracca14 CAPPELLO GIALLO Il giallo è un colore solare e positivo -Positività -Sano ottimismo -Il pensiero costruttivo, propositivo, efficiente CAPPELLO VERDE Il verde indica crescita fertile, la primavera, la novitò -Il pensiero creativo -Nuove idee, nuovi approcci ai problemi -Cambio di schemi -La logica dellassurdo -Non giudicare, ma muovere il pensiero CAPPELLO BLU Il blu è il colore del cielo che tutto sovrasta. E il colore della calma, del controllo. -Il pensatore col cappello blu pensa ad organizzare il suo pensiero -E simile ad un direttore dorchestra: dirige gli altri cappelli -Cerca ordine e sintesi


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