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Lapprendimento secondo Vigotskij Pedagogia Generale 2011-2012.

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Presentazione sul tema: "Lapprendimento secondo Vigotskij Pedagogia Generale 2011-2012."— Transcript della presentazione:

1 Lapprendimento secondo Vigotskij Pedagogia Generale

2 Sociocultural perspective Not a school or particular tradition, but consists of a range of different perspectives and theories (a inter- diciplinary field), but share some basic asumption on knowledge, learning and development The task of sociocultural analysis is to understand how mental functioning is related to cultural, institutional, and historical context (Wertsch 1998)

3 Just some of the many faces of sociocultural theory Activity theory Socio-historic Culture-psychology Situated cognition Dialogism Distributed cognition

4 Sociocultural theory Distributed cognition Situated cogniton Culture- Psycholgy Dialogism Activity Theory Socio- Historical Applied linguistics Applied linguistics Social antropology Social antropology Ethno- methodology Ethno- methodology Education psychology

5 Individualist & social philosophies & theories of learning (Gerry stahl 2004) Activity Theory social theories Husserl Hegel (1807) Kant (1787) Marx (1867) Heidegger (1927) Schutz Piaget Vygotsky (1934) Habermas Situated Cognition Constructivism Evidence-Based Instructionism Ethno- methodology Communicative Action Conversation Analysis Descartes (1633) Rationalism Empiricism Cognitivist Instructionism Wittgenstein Social Practice anthropology individual theories

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9 La sintesi moderna: Vygotskij ( ) Gli uomini trasformano loro stessi attraverso il lavoro e luso di strumenti: linterazione con altre persone allinterno dei vari contesti sociali e gli strumenti, quali il linguaggio usato nelle interazioni, plasmano creano il pensiero. Il principio economico collettivistico della condivisione dei beni è parallelo alla condivisione sociale delle cognizioni: la collettività degli adulti è responsabile della condivisione delle conoscenze con i bambini e con i meno abbienti per far avanzare il loro sviluppo cognitivo.

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11 Lëv Semenovich Vygotskij ( ) Nato in Russia lo stesso anno di Piaget. I suoi interessi iniziali sono rivolti alla letteratura, ma ben presto si interessa alla psicologia. Bambino considerato allinterno della cultura dominante a cui appartiene. La psicologia deve indagare la tensione fra bambino e società ed il modo in cui tale tensione si risolve

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17 La teoria dello sviluppo sociocognitivo

18 La teoria Le funzioni intellettuali superiori emergono dalle esperienze sociali Come Piaget, il bambino è considerato attivo costruttore nellambiente: –Piaget: ambiente fisico sociale –Vygotskij ambiente sociale, inteso sia come cultura che come interazioni

19 Lo sviluppo dellindividuo può essere descritto come un processo di interiorizzazione di attività che hanno favorito lo sviluppo della vita sociale e la mediazione tra le persone.

20 Linguaggio:Il processo per cui i segni acquistano progressivamente una funzione interna è emblematico del processo di interiorizzazione delle forme culturali del comportamento.

21 Il punto di vista di Vigotskij può essere considerato opposto a quello di Piaget: la prima forma di attività intellettuale non è autistica ma è attiva, pratica, rivolta verso il reale; socialità come dato primario: il bambino fin dallinizio è oggetto e protagonista di relazioni sociali; allinizio il linguaggio assolve solo ad una funzione sociale, ma progressivamente si sviluppa anche una funzione intrapersonale;

22 Come il pensiero, che da un nucleo originario si differenzia per assolvere a funzioni diverse come quella razionale e fantastica, così anche il linguaggio segue due percorsi, uno esteriore e uno interiore, partendo da ununica funzione sociale.

23 Legge dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori Vygotskij presenta la teoria concentrandosi soprattutto sul livello interindividuale. Le capacità superiori compaiono prima nellinterazione con gli altri e poi vengono interiorizzate e compaiono a livello intraindividuale. Le interazioni sociali formano il contesto primario nel quale il bambino viene avviato alle modalità di pensiero più mature presenti in ogni società INTERMENTALE ETEROREGOLAZIO NE INTRAMENTALE AUTOREGOLAZIONE BAMBINO = APPRENDISTA

24 Linguaggio egocentrico strutturalmente diverso da quello sociale: poiché non deve essere esplicito per un interlocutore esterno è ricco di omissioni; la sua funzione è chiara se si considera che aumenta nelle situazioni cognitivamente più difficili (quando nel corso dellazione si presentano degli ostacoli).

25 Lacquisizione del sistema linguistico e la sua interiorizzazione riorganizzano le funzioni preesistenti e le trasformano in funzioni psichiche superiori; Il linguaggio accompagna lazione, la guida e la riorganizza svincolandola dalla situazione concreta: le parole che il bambino usa per riferirsi ad uno stimolo esterno sono a loro volta stimoli che modificano la situazione oggettiva, e diventano strumenti per la soluzione del problema pratico.

26 Nel processo di interiorizzazione: Il linguaggio diventa sempre meno dipendente dallazione in corso, perde il carattere di commento dellattività pratica e acquisisce la funzione di guida e di anticipazione del comportamento, precede lazione, sorregge un piano che deve essere ancora realizzato.

27 Così il linguaggio segue una doppia evoluzione: da un lato serve alla comunicazione e allinterazione sociale; dallaltro, in quanto strumento di controllo del proprio agire, si interiorizza, cioè diventa uno strumento interno che guida il comportamento e il pensiero.

28 Le prime forme di intelligenza hanno origini precedenti al linguaggio e si manifestano nellattività pratica Fase prelinguistica dello sviluppo intellettivo: il bambino è in grado di usare e inventare strumenti per adattarsi allambiente (scimpanzè di Kohler); Fase preintellettuale del linguaggio: uso di suoni e delle prime parole per esprimere emozioni e affetti.

29 Durante il secondo anno di vita: intelligenza non ancora verbale e linguaggio non ancora razionale si integrano e convergono in una unità dialettica, il linguaggio dotato di significato.

30 La relazione tra pensiero e linguaggio si manifesta nel significato della parola: Appartiene sia allambito linguistico perché parole senza significato non sono parole della lingua; Appartiene allambito del pensiero, perché il significato non si riferisce a singole entità ma a classi e dunque deriva da unattività di generalizzazione.

31 Lipotesi di un passaggio dagli strumenti esterni ai segni per il controllo del comportamento e delle attività intellettuali ha portato Vigotskij a definire un concetto estremamente rilevante nella psicologia e psicopedagogia odierne: il concetto di Zona di Sviluppo Prossimale.

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33 Il bambino va studiato nel contesto: lo stesso processo evolutivo può portare esiti diversi a seconda delle circostanze in cui si svolge. ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE

34 Zona di sviluppo prossimale E il concetto unificatore di tutta la sua teoria, supportato da pochi dati empirici (studi successivi) La differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che sa fare insieme ad un altro. Definisce i limiti cognitivi entro cui linsegnamento può considerarsi efficace. dinamicaStimola una valutazione dinamica dellintelligenza potenziale di apprendimento

35 Zona di sviluppo prossimale Solo Insieme BAMBINO ABAMBINO B

36 Progresso attraverso la zona di sviluppo prossimale Avviene in tre fasi: 1.La prestazione è controllata dalladulto/esperto 2.La prestazione è controllata dal bambino 3.La prestazione è automatizzata

37 Zona di Sviluppo Prossimale: differenza tra il livello di sviluppo di un bambino nel risolvere un compito da solo – che definisce lo sviluppo effettivo – e il livello di sviluppo potenziale (abilità che esibisce quando affronta un compito con il sostegno di un adulto o in collaborazione con coetanei più capaci).

38 se nella situazione di sviluppo potenziale il bambino ha delle prestazioni migliori è perché la guida di un esperto gli consente di acquisire conoscenze nuove e di utilizzare funzioni non ancora mature.

39 Il processo attraverso il quale questa acquisizione si realizza è linteriorizzazione del dialogo Il bambino può riflettere su quanto è stato detto nel corso dellinterazione con ladulto, può ripensare ai concetti espressi e usare questa riflessione per riformulare il proprio pensiero; lapprendimento attraverso linterazione con gli adulti e con i coetanei mette in moto una varietà di processi evolutivi.

40 Il concetto di ZSP consente di definire il rapporto tra sviluppo spontaneo e apprendimento: la ZSP di un bambino in un dato momento della sua evoluzione è evidenziata da situazioni di apprendimento e dunque indica le tappe dello sviluppo che non sono state ancora raggiunte ma che sono in via di maturazione;

41 ne deriva che: lapprendimento anticipa lo sviluppo naturale e dunque fornisce alladulto importanti indicazioni sul corso normale dellevoluzione individuale; questo concetto è molto utile nella diagnosi delle possibilità di sviluppo dei bambini;

42 ladulto può modulare il proprio intervento a seconda della quantità di supporto di cui il bambino ha bisogno, differenziandolo in funzione della velocità di apprendimento; può infatti verificarsi che bambini con lo stesso livello di sviluppo effettivo ricavino un vantaggio diverso dallinsegnamento in quanto dispongono di ZSP più o meno ampie.

43 Aspetti culturali I bambini non partono da zero nel costruire la conoscenza sul mondo utilizzano le acquisizioni delle generazioni precedenti Gli strumenti culturali o artefatti culturali sono –sviluppati da ogni società –aiutano ad adattarsi alla realtà –sono tramandati da una generazione alla successiva Si distinguono 2 tipi di strumenti culturali: –strumenti materiali o tecnologici, es. computer –strumenti concettuali o psicologici, es. linguaggio Gli strumenti tecnologici e psicologici esercitano la loro influenza in maniera congiunta

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45 Il linguaggio E lo strumento più importante per trasmettere la cultura. Consente ai bambini di regolare la propria attività. Si acquisisce nelle interazioni sociali e poi viene internalizzato PIAGET Il linguaggio dipende dal pensiero, è un sottosistema allinterno di una più generale capacità cognitiva, quella simbolica. Prima egocentrico (ripetizioni ecolaliche, monologhi, monologhi collettivi), poi socializzato con la reversibilità operatoriaVYGOTSKIJ Linguaggio e pensiero hanno origini diverse, ma poi si integrano ed influenzano reciprocamente. Prima interpsichico, poi intrapsichico: prima linguaggio sociale comunicativo con minimo di attività cognitiva svil. Cognitivo, linguaggio sempre più socializzato + linguaggio egocentrico come pensare ad alta voce linguaggio interiore

46 Livello interpersonale Sviluppo cognitivo = risultato delle interazioni con altre persone più competenti in diversi contesti La natura umana implica che: –Bambino sfrutta laiuto e linsegnamento –Adulto offre aiuto ed insegnamento Competenza intellettuale emerge a partire dalle modalità di risolvere i problemi che vengono dapprima conosciute nelle interazioni sociali e successivamente interiorizzate

47 Costruttivismo sociale o socio-costruttivismo Livello individuale Minore attenzione rispetto a Piaget Visione costruttivistica dello sviluppo: bambino non solo attivo nello sviluppo delle proprie conoscenze, ma non costruisce da solo risultato dellinterazione con altre persone più esperte.

48 Lo scaffolding È il processo grazie al quale gli adulti offrono aiuto a un bambino nellattività e adattano sia il tipo sia la qualità daiuto al livello del bambino. impalcaturaL impalcatura fornita dalladulto serve a compensare il dislivello tra le abilità richieste dal compito e le ancora limitate capacità del bambino, e gli permette di realizzare completamente il compito e di progredire ad un livello più avanzato

49 Scaffolding

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51 Da cosa dipende il successo dellazione delladulto? Sensibilità delladulto Capacità del bambino di sfruttare laiuto ricevuto Tipo di relazione fra adulto e bambino (legame di attaccamento)

52 I pari come tutor? Vygotskij il modello del tutor-apprendista (esperto-novizio) può presentarsi in molteplici varianti: genitore-figlio, insegnante-allievo, bambino esperto-bambino inesperto. In tutte esiste asimmetria di ruoli I bambini traggono vantaggio (imparano) dalla guida di un compagno anche di poco più esperto Come gli adulti, i tutor-bambini devono adottare strategie efficaci In ambito scolastico tali possibilità vengono utilizzate nellapprendimento collaborativo e nel tutoring tra pari

53 Il ruolo dei fattori culturali Che cosa? –Cacciare e spellare animali selvatici –Utilizzare il computer Quando (ad es. accudire i fratelli neonati)? –4-5 anni –Adolescenti Come? –Incoraggiare/scoraggiare domande dei bambini e degli adulti –Enfasi su osservazione e imitazione piuttosto che su attività congiunta –Formale/informale Nonostante le differenze culturali, listruzione come impresa cooperativa ed il ruolo di scaffolding degli adulti è ricorrente in molte culture anche diverse fra loro

54 Efficacia del problem solving condiviso vs. problem solving individuale Con quale metodo posso confrontare lefficacia delle due modalità? Proviamo a costruire un disegno di ricerca per valutare se è più efficace per bambini di 4 anni lavorare da soli oppure insieme ad un adulto nella sistemazione di mobili giocattolo nelle varie stanze di una casa di bambole.

55 Risultati contrastanti In alcuni casi il problem solving condiviso è meno efficace, perché? –Tecnica del tutor: alcuni stili educativi sono più efficaci di altri –Alcuni compiti si prestano più di altri alla riflessione condivisa

56 Contributi di Vygotskij Importanza del contesto socio-culturale Spiegazione della natura del contesto e del modo in cui influenza lo sviluppo; contesto come multistrato Stimolo per la ricerca empirica successiva Influenza sullapproccio ecologico di Bronfenbrenner e la psicologia culturale (Rogoff e Cole)

57 Punti deboli della teoria di Vygotskij Vari punti della teoria sono rimasti vaghi e indefiniti Trascurato il contributo del singolo bambino Trascurata la questione delletà Trascurati gli aspetti emotivi

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59 1.Il tutor crea un ponte tra conoscenze e abilità possedute dallapprendista e richieste del compito 2.Il tutor fornisce aiuto e sostegno nel contesto dellattività dellapprendista, potenziando la capacità di questultimo di risolvere il problema 3.Le azioni del tutor garantiscono il ruolo attivo dellapprendista nella soluzione del problema, contribuendo al raggiungimento di un esito positivo 4.Unefficace assistenza comprende il trasferimento di responsabilità dal tutor allapprendista Il tutoring efficace (Rogoff, 1990)

60 La partecipazione guidata: Barbara Rogoff Definisce ciò che accade nella zona di sviluppo prossimale Procedura grazie alla quale gli adulti aiutano i bambini ad acquisire varie conoscenze mediante la collaborazione in situazioni di problem-solving e in una vasta gamma di interazioni casuali e informali Reciprocità Bambino apprendista

61 Madre – bambino nella composizione di un puzzle (Wertsch, 1979) Luca [4 anni]: Non ci va [provando a mettere una tessera di forma sbagliata nella parte inferiore del puzzle] Madre: Quale pezzo potrebbe andare lì? [Indicando la parte inferiore del puzzle] L: Le sue scarpe [Cerca un pezzo che assomigli alle scarpe del clown, ma prova con quello sbagliato] M: Be, quale pezzo ha questa forma? [indicando sempre il punto del puzzle dove manca la tessera] L: Quello marrone [Prova col pezzo marrone e va bene, quindi prova con un altro pezzo e guarda la madre] M: Perche non provi a girarlo un poco? L: Ecco! Fatto! [Mette una serie di pezzi al posto giusto. La madre lo guarda] La madre tiene il compito nella zona di sviluppo prossimale, facendo domande, dando suggerimenti, suggerendo strategie. In questo modo il bambino trasforma il linguaggio di questi dialoghi come parte del suo linguaggio interno, utilizzandolo per organizzare il suo stesso modo di pensare e di comportarsi.

62 Vygotskij Zona di sviluppo prossimale (ZSP): è la zona cognitiva entro la quale uno studente riesce a svolgere compiti che non sarebbe in grado di svolgere da solo, con il sostegno ( scaffolding ) di un adulto o in collaborazione con un pari più capace, attraverso la mediazione degli scambi comunicativi. Il loro pensiero ha contribuito allo sviluppo di nuove teorie dellapprendimento Il soggetto nel momento in cui interagisce socialmente con gli altri, mediante il linguaggio, si appropria di nuovi strumenti cognitivi, che gli serviranno ad alimentare un agire linguistico interiore, il quale gli permetterà di risolvere in maniera autonoma problemi analoghi a quelli affrontati con gli altri. Vygotskij e Leontev (costruttivismo socio-culturale)

63 Leontev STIMOLOATTIVITA OGGETTIVARISPOSTA È il termine medio che serve a spiegare il processo di relazione tra soggetto e mondo. Viene messa in moto da bisogni e oggetti di bisogni prodotti nella società, orienta il soggetto nel mondo. E di origine sociale e si può sviluppare solo in condizione di cooperazione e comunicazione interpersonale.

64 Lidea che la conoscenza scientifica e la scienza come attività conoscitiva per eccellenza rappresentino un mondo esterno, oggettivo, misurabile, viene messa in discussione anche nellambito delle teorie delleducazione. Si fa più diffusa lidea che il mondo sia una costruzione derivata dalla nostra esperienza o che comunque tra soggetto ed oggetto esistano forme di solidarietà più profonde. Oggi il paradigma costruttivista si fa sempre più strada nellambito della ricerca e della prassi educative. Conclusioni

65 Sviluppi psico-pedagogici Nel campo delleducazione cè stato un proliferare di ricerche, teorie e proposte psico-pedagogiche che hanno fatto loro il paradigma costruttivista, alle quali, ovviamente, non sono mancati precedenti storici cui si può fare costantemente riferimento. paradigma costruttivistaprecedenti storici Il fenomeno diventa evidente agli inizi degli anni Ottanta allorché si manifestano: costruttivismo sociale approccio culturale- situato o situazionista allapprendimento I precedenti approcci prospettano per lo più ambienti di apprendimento collaborativo nei quali si praticano attività ancorate a situazioni della vita reale e significative per gli attori cooinvolti.

66 In alternativa ad un approccio d'istruzione tradizionale dove il fulcro dellattività didattica è rappresentato dall'insegnante, il soggetto, spinto dai propri interessi e situato in uno specifico contesto educativo, apprende attraverso un processo di elaborazione ed integrazione di molteplici prospettive, informazioni ed esperienze, offerte dal confronto e dalla collaborazione con i pari o con un gruppo di esperti. Il paradigma costruttivista Il costruttivismo viene a costituire un nuovo quadro teorico di riferimento pedagogico che vede il soggetto che apprende quale reale protagonista di un processo di costruzione della propria conoscenza. La formazione è intesa quale interiorizzazione di una metodologia d'apprendimento che renda progressivamente il soggetto autonomo nei propri processi conoscitivi. prima oggi

67 Esperienze che storicamente hanno anticipato il costruttivismo Attivismo di Dewey e Scuole attive Leducazione deriva dalla partecipazione dellindividuo alla coscienza sociale. La scuola come forma di vita, di comunità dà abilità strumentali e colma la mancanza di apprendistato extrascolastico attraverso esperienze produttive e sociali. Metodo del problem-solving Insegnamento reciproco tra studenti e insegnanti. Il pensiero di Vygotskij ha influenzato il costruttivismo sociale degli anni ottanta; quello di Leontev lapproccio culturale- situato o situazionista allapprendimento. Costruttivismo sociale dei russi Vygotskij e Leontev Costruttivismo interazionista di Piaget e Ausubel

68 Il costruttivismo sociale Si esprime didatticamente Costruttivismo sociale Comunità di studenti CoLs – ( Communities of Learners), poi trasformate in FCL - ( Fostering Communities of Learners ). CoLs – ( Communities of Learners)FCL - ( Fostering Communities of Learners Favorisce Apprendimento significativo Permette di realizzare Progetti didattici Progetti didattici (o per significati)


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