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VIDEOSTIMOLAZIONE SESSUALE E POTENZIALI COGNITIVI V. Rugiero, E. Negro, S. Vighetti, P. Perozzo, L. Castelli, I. De Marco, A. Balsamo, M.T. Molo Ce.R.Ne.

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Presentazione sul tema: "VIDEOSTIMOLAZIONE SESSUALE E POTENZIALI COGNITIVI V. Rugiero, E. Negro, S. Vighetti, P. Perozzo, L. Castelli, I. De Marco, A. Balsamo, M.T. Molo Ce.R.Ne."— Transcript della presentazione:

1 VIDEOSTIMOLAZIONE SESSUALE E POTENZIALI COGNITIVI V. Rugiero, E. Negro, S. Vighetti, P. Perozzo, L. Castelli, I. De Marco, A. Balsamo, M.T. Molo Ce.R.Ne – Centro di Ricerca in Neuroscienze, Torino-Italia INTRODUZIONE Nonostante i progressi fatti nella diagnosi e nel trattamento delle disfunzioni sessuali non esiste ancora un test psicofisiologico obiettivo per valutare linteresse sessuale. Il desiderio sessuale può essere definito, a livello neuropsichico, come espressione di una funzione associativa complessa che, attivata da stimoli endogeni (es.: fantasie sessuali) o esogeni (es.: stimoli visivi) induce nel soggetto il bisogno e la volontà di comportarsi sessualmente (Graziottin, 2004); esso è frutto dellazione di più forze (di natura biologica, psichica, relazionale; Levine, 2003) e non dipende solo da componenti neuroendocrine ma anche da pensieri ed emozioni che la nostra mente produce... rielaborando nel tempo eventi, immagini, sensazioni... (Veglia, 1996). In quanto funzione cognitiva complessa linteresse sessuale può essere indagato a livello neurofisiologico utilizzando i potenziali cognitivi evento-correlati (ERPs), in particolare la componente evocata P300. I potenziali evocati sono modificazioni elettriche che si sviluppano nel SNC a seguito di uno stimolo esterno; in quanto onde, sono definibili per polarità (N e P), per latenza ed ampiezza (De Negri, 1996). Gli ERPs, in particolare, dipendono dal contesto psicologico di presentazione dello stimolo, quindi dal suo contenuto informativo (Sutton et al., 1965): compaiono quando il soggetto presta attenzione e attribuisce un significato allo stimolo. A livello temporale la prima componente degli ERPs che compare è unonda vertice negativa detta N200; essa è seguita dalla P300 quando il soggetto esegue un compito di riconoscimento, come nel paradigma odd-ball (si presentano due stimoli, uno frequente e uno raro e, bisogna prestare attenzione a quello raro; Picton, 1989). Queste considerazioni teoriche sono alla base del presente studio che, nello specifico, si è posto lobiettivo di individuare un parametro psicofisiologico obiettivo in grado di misurare il desiderio sessuale. A tal fine tutti i soggetti, dello studio sia sani che affetti da disturbo del desiderio, sono stati sottoposti a blocchi di stimoli uditivi con il paradigma odd-ball, mentre osservavano filmati contenenti immagini sessuali, di sport e di cartoons. METODISoggetti Soggetti testati: 15 soggetti di controllo non affetti da disfunzioni sessuali (C) e 10 con disturbo del desiderio sessuale (DD); tutti i soggetti erano di sesso maschile e di età compresa tra i 20 e i 60 anni (età media: 40 anni). Procedura sperimentale Gli ERPs sono stati elicitati con stimolazione bineurale, con toni di 1000 Hz (F) e 2000 Hz (R) e con intensità di 70 dB; la presentazione è di 1 stimolo/sec e di 100 ms di plateau. I toni sono stati presentati in modo random; al soggetto veniva chiesto di picchiettare con un dito ogni qual volta si presentava lo stimolo raro, come indice di riconoscimento. Il tracciato del potenziale cognitivo è stato registrato col sistema Internazionale 10-20, utilizzando 2 elettrodi di riferimento mastoide; altri 2 elettrodi sono stati sistemati per la rilevazione dellelettro-oculogramma (EOG). Della mappa cerebrale così ottenuta si è misurato il complesso sotto lelettrodo Cz (N200-P300). Le impedenze durante la registrazione erano di 5 K Ω e la banda passante era di 0,5-50 Hz. Il tempo di analisi era di 1000 ms e lampiezza fu misurata picco a picco da N200 a P300. La procedura di rilevamento dello stimolo uditivo, quindi la rilevazione della P300 uditiva, è stata concomitante alla visione da parte dei soggetti di videoclip contenenti filmati sessuali (rapporti orali, vaginali, anali), di sport e di cartoons. Ci si aspettava una significativa diminuzione dellampiezza e dellarea del complesso N2-P3, indice che lattenzione del soggetto è stata rivolta allo stimolo sessuale visivo eludendo il compito sperimentale assegnatogli, cioè di rilevare lo stimolo acustico raro. RISULTATI Il confronto tra gruppo C e gruppo DD per quanto riguarda la P300 basale (area e ampiezza) non ha evidenziato alcuna differenza significativa. Inoltre, non sono emerse differenze significative tra la visione dei cartoon e dello sport (neutral) sia nel gruppo C sia nel gruppo DD. Di seguito sono quindi state analizzate le altre condizioni sperimentali sia allinterno dei due gruppi considerati separatamente, sia tra i gruppi a confronto. Nel grafico 1 sono indicate le medie dellarea della P300 durante la visione dei filmati neutri (media cartoon e sport) e sessuali nei due gruppi. Nel grafico 2 sono riportate le ampiezze della P300. Nel grafico 3 viene visualizzato un esempio di P300; in particolare si possono osservare gli andamenti medi della P300 nel gruppo C, nel gruppo DD e i due gruppi a confronto. Grafico 1 Grafico 2 Grafico 3 Grafico 1 Grafico 2 Grafico 3 Soggetti normali (Gruppo C) Video sessuali (SEX) vs neutral : il confronto ha evidenziato una differenza statisticamente significativa sia per larea (t=6.3; p<0.0001) sia per lampiezza (t=10.6; p<0.0001). Pazienti con disturbo del desiderio (Gruppo DD) Video sessuali (SEX) vs neutral: il confronto ha evidenziato una differenza statisticamente significativa sia per larea (t=8.9; p<0.0001) sia per lampiezza (t=6.3; p<0.0001). Confronto tra soggetti normali e pazienti con disturbo del desiderio sessuale Il confronto tra i due gruppi evidenzia differenze statisticamente significative solo durante la visione di filmati sessuali (area: t=-2.8; p=0.01/ ampiezza: t=-2.8; p= 0.009). Per quanto riguarda i filmati neutri le differenze tra i due gruppi non risultano statisticamente significative. DISCUSSIONE Lintento iniziale era di trovare un test psicofisiologico obiettivo che contribuisse alla valutazione del desiderio e delleccitamento sessuale. Siamo partiti dallarticolo di Vardi Y e coll. (2006) che avevano confrontato 30 soggetti sani (14 maschi e 16 femmine); essi trovarono un significativo decremento nellampiezza della P300 uditiva quando i soggetti venivano sottoposti alla visione di filmati dal contenuto erotico, rispetto ad un decremento significativo ma di minor entità rilevato durante la visione di filmati dal contenuto neutro. Il nostro studio differisce dal sopracitato in quanto confronta area ed ampiezza della P300 uditiva di soggetti maschi sani e soggetti maschi con diagnosi di disturbo del desiderio sessuale, utilizzando la stessa procedura dello studio di Vardi e collaboratori. Sembrerebbe che lutilizzo degli ERPs, in particolare della P300 uditiva rilevata durante un compito di riconoscimento dello stimolo acustico, utilizzando il paradigma odd-ball e concomitante alla visione di filmati erotici e neutri, possa essere un metodo di indagine obiettivo dellinteresse sessuale di un soggetto. In futuro ci proponiamo di individuare degli indici normativi di riferimento, indicativi delle risposte neurofisiologiche date sia da soggetti sani sia da soggetti affetti da disturbo del desiderio sessuale attraverso un ampliamento del campione sperimentale. Bibliografia De Negri M. (1996), Manuale di neuropsichiatria infantile. Introduzione alla prospettiva Maturazionale dei disturbi neurologici e neuro-comportamentali, Piccin, Graziottin A. (2004), Similarities and differences between male and female sexual dysfunction, in Kandeel F., Lue T., Pryor J., Swerdloff R. (eds), Male sexual dysfunction: pathophysiology and treatment, New York, Marcel Dekker, Levine S. B. (2003), The nature of sexual desire, Archives of Sexual Behavior, 32(3), Picton T. W. and Hillyard S. A. (1989), Endogenous event-related potentials, in Human Event-Related Potentials. EEG Handbook, revised series. Edited by T. W. Picton, New York, Elsevier, vol. 3. Sutton S., Braren M., Zubin J. and John E. R. (1965), Evoked-potential correlates of stimulus uncertainty, Science, 150:1187. Vardi Y., Volos M., Sprecher E., Granovsky Y., Gruenwald I. and Yarnitsky D. (2006), A P300 Event Related Potential Technique for Assessment of Sexually Oriented Interest, The Journal of Urology, 176, Veglia F (1996), I disturbi sessuali, in Bara B. G., a cura di, Manuale di psicoterapia cognitiva, Bollati Boringheri, Torino, Contact: NS P=0.01 P=0.09


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