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Prof. Stefano Federici A.A. 2008-2009 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia.

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1 Prof. Stefano Federici A.A Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia Generale /11 1. Definizione di motivazione 2. Livelli della motivazione 3. Esempio di motivazione primaria: la fame 4. Principali punti di vista sulla motivazione 5. Analisi di alcune motivazioni secondarie

2 2 Definizione di motivazione Il comportamento di ogni essere vivente è Il comportamento di ogni essere vivente è motivato (spiegato) da una serie di cause ed è motivato (spiegato) da una serie di cause ed è orientato alla realizzazione di determinati scopi, nonché alla soddisfazione di specifici bisogni mediante singole azioni o una serie di attività fra loro coordinate. orientato alla realizzazione di determinati scopi, nonché alla soddisfazione di specifici bisogni mediante singole azioni o una serie di attività fra loro coordinate. Si può definire la motivazione come un processo di attivazione dellorganismo finalizzata alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali. un processo di attivazione dellorganismo finalizzata alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali. Da tale processo dipende lavvio, la direzione, lintensità, la durata e la cessazione di una condotta da parte del soggetto. Da tale processo dipende lavvio, la direzione, lintensità, la durata e la cessazione di una condotta da parte del soggetto.

3 3 I livelli della motivazione I riflessi I riflessi rappresentano il sistema più semplice di risposta da parte dellorganismo come reazione a stimoli esterni o interni I riflessi rappresentano il sistema più semplice di risposta da parte dellorganismo come reazione a stimoli esterni o interni sono risposte innate, automatiche e involontarie, determinate e regolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica. sono risposte innate, automatiche e involontarie, determinate e regolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica. Essi svolgono una funzione di difesa (bisogno di protezione) nei riguardi di stimoli nocivi (come il ritrarre rapidamente la mano dopo aver toccato qualcosa di bollente – riflesso di ritrazione – oppure il chiudere gli occhi allavvicinarsi fulmineo e improvviso di un corpo estraneo) o una funzione di regolazione per riportare lorganismo al suo equilibrio. Essi svolgono una funzione di difesa (bisogno di protezione) nei riguardi di stimoli nocivi (come il ritrarre rapidamente la mano dopo aver toccato qualcosa di bollente – riflesso di ritrazione – oppure il chiudere gli occhi allavvicinarsi fulmineo e improvviso di un corpo estraneo) o una funzione di regolazione per riportare lorganismo al suo equilibrio. In questultimo caso si parla di omeostasi, cioè linsieme dei processi per conservare nel tempo uno stato di equilibrio interno, o per ripristinarlo in caso di squilibrio momentaneo. Per esempio, lattività delle ghiandole sudoripare serve a mantenere costante in maniera automatica e involontaria la temperatura del corpo.In questultimo caso si parla di omeostasi, cioè linsieme dei processi per conservare nel tempo uno stato di equilibrio interno, o per ripristinarlo in caso di squilibrio momentaneo. Per esempio, lattività delle ghiandole sudoripare serve a mantenere costante in maniera automatica e involontaria la temperatura del corpo.

4 4 I livelli della motivazione Gli istinti Gli istinti Gli istinti costituiscono sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie-specifici su base genetica in relazione a determinate sollecitazioni ambientali. costituiscono sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie-specifici su base genetica in relazione a determinate sollecitazioni ambientali. Listinto nella prospettiva evoluzionistica di Darwin Listinto nella prospettiva evoluzionistica di Darwin rappresenta lo schema di comportamento che assicura le maggiori probabilità di sopravvivenza degli individui di una specie. rappresenta lo schema di comportamento che assicura le maggiori probabilità di sopravvivenza degli individui di una specie.

5 5 I livelli della motivazione Gli istinti – La psicologia ormica McDougall (1900) – Psicologia ormica McDougall (1900) – Psicologia ormica Gli istinti sono attività primarie che spingono lorganismo a prestare attenzione a determinate categorie di stimoli ambientali, ad attivarsi di conseguenza e ad agire coerentemente in un certo modo, al fine di soddisfare le proprie esigenze (ormico, dal greco «ormao» che significa «spingere»). Gli istinti sono attività primarie che spingono lorganismo a prestare attenzione a determinate categorie di stimoli ambientali, ad attivarsi di conseguenza e ad agire coerentemente in un certo modo, al fine di soddisfare le proprie esigenze (ormico, dal greco «ormao» che significa «spingere»). Gli istinti costituiscono dei reali propulsori di ogni condotta psichica in quanto capacità congenite di agire intenzionalmente.Gli istinti costituiscono dei reali propulsori di ogni condotta psichica in quanto capacità congenite di agire intenzionalmente. McDougall descrisse una mappa degli istinti McDougall descrisse una mappa degli istinti Attorno al 1920, furono contati oltre istinti. Attorno al 1920, furono contati oltre istinti. In questo modo il concetto di istinto si svuotava di significato, in quanto emergeva la sua provvisorietà e precarietà, nonché la sua aleatorietà (non si comprende per quali ragioni determinate propensioni siano considerate istinto e altre no).In questo modo il concetto di istinto si svuotava di significato, in quanto emergeva la sua provvisorietà e precarietà, nonché la sua aleatorietà (non si comprende per quali ragioni determinate propensioni siano considerate istinto e altre no). Si rendeva tautologico il concetto stesso di istinto: dire che una certa azione è motivata da un istinto non contribuiva in alcun modo a comprenderla e a spiegarla sul piano scientifico; si tratta di una spiegazione circolare.Si rendeva tautologico il concetto stesso di istinto: dire che una certa azione è motivata da un istinto non contribuiva in alcun modo a comprenderla e a spiegarla sul piano scientifico; si tratta di una spiegazione circolare.

6 6 I livelli della motivazione Gli istinti – Letologia Letologia (1950) si orientò più propriamente alle predisposizioni istintive Letologia (1950) si orientò più propriamente alle predisposizioni istintive condotte specie-specifiche, regolate da uno schema fisso di azione. condotte specie-specifiche, regolate da uno schema fisso di azione. Non si tratta di un comportamento intelligente (flessibile e differenziato in funzione delle variabili soggettive e ambientali), bensì stereotipato, senza consapevolezza. Non si tratta di un comportamento intelligente (flessibile e differenziato in funzione delle variabili soggettive e ambientali), bensì stereotipato, senza consapevolezza. Lorenz elaborò il concetto di imprinting Lorenz elaborò il concetto di imprinting predisposizione istintiva del neonato a seguire, subito dopo la nascita, qualsiasi oggetto in movimento che emetta un determinato richiamo (comportamento di attaccamento). predisposizione istintiva del neonato a seguire, subito dopo la nascita, qualsiasi oggetto in movimento che emetta un determinato richiamo (comportamento di attaccamento). Il periodo dellimprinting è piuttosto ristretto e limitato. Si tratta di un periodo critico (o sensibile), esclusivamente nel quale si viene a creare il legame fra lo stimolo e la condotta istintiva dellanimale. In seguito non è più possibile attivare ogni forma di imprinting.Il periodo dellimprinting è piuttosto ristretto e limitato. Si tratta di un periodo critico (o sensibile), esclusivamente nel quale si viene a creare il legame fra lo stimolo e la condotta istintiva dellanimale. In seguito non è più possibile attivare ogni forma di imprinting. Tale legame rimane stabile e immodificabile per tutta la vita.Tale legame rimane stabile e immodificabile per tutta la vita. Nella teoria etologica, la nozione di istinto si articola come processo complesso che, pur avendo una base genetica fondamentale, può essere modulato dalle condizioni ambientali e dalle esperienze dellindividuo.

7 7 I livelli della motivazione I bisogni e le pulsioni Distinguiamo tra: bisogno condizione fisiologica di carenza e di necessità; bisogno condizione fisiologica di carenza e di necessità; pulsione dimensione psicologica del bisogno ed esprime uno stato di disagio e di tensione interna. pulsione dimensione psicologica del bisogno ed esprime uno stato di disagio e di tensione interna. Si può avere un bisogno senza pulsione se si è esposti al diossido di carbonio, il bisogno di ossigeno non genera una corrispettiva pulsione.Si può avere un bisogno senza pulsione se si è esposti al diossido di carbonio, il bisogno di ossigeno non genera una corrispettiva pulsione. Si può avvertire una pulsione senza avere il bisogno le persone obese riferiscono di avere voglia di cibo anche senza avere fame.Si può avvertire una pulsione senza avere il bisogno le persone obese riferiscono di avere voglia di cibo anche senza avere fame.

8 8 I livelli della motivazione Le pulsioni, gli incentivi e i rinforzi Distinguiamo tra: pulsioni fattori interni allorganismo; pulsioni fattori interni allorganismo; incentivi stimoli ed eventi esterni; hanno la funzione di rinforzo con la qualità della ricompensa. incentivi stimoli ed eventi esterni; hanno la funzione di rinforzo con la qualità della ricompensa. rinforzi primari indipendenti dallapprendimento e si fondano prevalentemente su processi fisiologici (il sapore dolce di un cibo costituisce un incentivo immediato per riattivare la ripetizione della sua esperienza).rinforzi primari indipendenti dallapprendimento e si fondano prevalentemente su processi fisiologici (il sapore dolce di un cibo costituisce un incentivo immediato per riattivare la ripetizione della sua esperienza). rinforzi secondari sono appresi e si basano sullappartenenza a una determinata cultura (per esempio, il denaro, il successo, laffermazione di sé sono importanti incentivi culturali nel mondo occidentale).rinforzi secondari sono appresi e si basano sullappartenenza a una determinata cultura (per esempio, il denaro, il successo, laffermazione di sé sono importanti incentivi culturali nel mondo occidentale).

9 9 I livelli della motivazione Motivazioni primarie e secondarie Distinguiamo, sebbene la distinzione non va intesa in maniera rigida e dicotomica, fra: motivazioni primarie collegate con i bisogni fisiologici (biologiche). motivazioni primarie collegate con i bisogni fisiologici (biologiche). Risultano in buona parte influenzate dallesperienza personale e, per diversi aspetti, sono regolate da processi mentali.Risultano in buona parte influenzate dallesperienza personale e, per diversi aspetti, sono regolate da processi mentali. È sufficiente pensare in che modo siamo in grado di monitorare e di gestire le situazioni connesse al cibo o alla sete. È sufficiente pensare in che modo siamo in grado di monitorare e di gestire le situazioni connesse al cibo o alla sete. motivazioni secondarie connesse con i processi di apprendimento culturale (psicologiche). motivazioni secondarie connesse con i processi di apprendimento culturale (psicologiche). Anche se più propriamente psicologiche, assumono importanza specifici fattori biologici nei processi di ricompensa o di rigetto di determinate situazioni.Anche se più propriamente psicologiche, assumono importanza specifici fattori biologici nei processi di ricompensa o di rigetto di determinate situazioni.

10 10 I livelli della motivazione Autonomia funzionale dei bisogni Lautonomia funzionale dei bisogni Lautonomia funzionale dei bisogni È il fenomeno legato al passaggio da una motivazione primaria ad una motivazione secondaria È il fenomeno legato al passaggio da una motivazione primaria ad una motivazione secondaria per esempio, da pescare per il cibo a pescare per il piacere di pescare.per esempio, da pescare per il cibo a pescare per il piacere di pescare. Da motivazioni primarie possono derivare nuove motivazioni secondarie, che con il tempo assumono una propria autonomia e che diventano particolarmente rilevanti per alcuni individui. Da motivazioni primarie possono derivare nuove motivazioni secondarie, che con il tempo assumono una propria autonomia e che diventano particolarmente rilevanti per alcuni individui.

11 11 I livelli della motivazione Il sistema dei desideri Il sistema dei desideri Corrisponde alla strutturazione soggettiva delle motivazioni primarie e secondarie di un individuo. Corrisponde alla strutturazione soggettiva delle motivazioni primarie e secondarie di un individuo. Il desiderio è voler possedere ciò che piace o che è ritenuto utile per se stessi. Esso nasce dalla rottura di una situazione di equilibrio o da una condizione di incompletezza e, al limite, di carenza. Il desiderio è voler possedere ciò che piace o che è ritenuto utile per se stessi. Esso nasce dalla rottura di una situazione di equilibrio o da una condizione di incompletezza e, al limite, di carenza. È connesso strettamente con il sistema delle credenze e il sistema dei valori. Il sistema dei desideri è strettamente associato al sistema dei valori, in quanto questi ultimi qualificano un oggetto o un evento come importante e rilevante se è in grado di venire incontro a un determinato desiderio dellindividuo. Il sistema dei desideri è strettamente associato al sistema dei valori, in quanto questi ultimi qualificano un oggetto o un evento come importante e rilevante se è in grado di venire incontro a un determinato desiderio dellindividuo. Tra il sistema dei desideri e il sistema dei valori esiste una interdipendenza ricorsiva.

12 12 I livelli della motivazione Maslow – La gerarchia delle motivazioni Il concetto della gerarchia delle motivazioni e dei bisogni secondo il pensiero di Maslow: 1. i bisogni fisiologici 2. i bisogni di sicurezza 3. i bisogni di appartenenza e di attaccamento 4. i bisogni di stima 5. i bisogni di autorealizzazione A questi 5 livelli motivazionali si potrebbero aggiungere i bisogni di trascendenza, intesi come tendenza ad andare oltre se stessi per sentirsi parte di una realtà più vasta, cosmica o divina. A questi 5 livelli motivazionali si potrebbero aggiungere i bisogni di trascendenza, intesi come tendenza ad andare oltre se stessi per sentirsi parte di una realtà più vasta, cosmica o divina. I bisogni dei primi gradini della piramide sono bisogni di carenza, in quanto scompaiono soltanto con il loro appagamento; per contro i bisogni dei gradini successivi sono bisogni di crescita, che continuano a svilupparsi mano a mano che sono soddisfatti.

13 13 Una motivazione primaria: la fame Lunità corpo-mente Lanalisi della fame evidenzia Lanalisi della fame evidenzia che anche i bisogni strettamente fisiologici sono influenzati in larga misura dai processi squisitamente psicologici e culturali. che anche i bisogni strettamente fisiologici sono influenzati in larga misura dai processi squisitamente psicologici e culturali. Lunità corpo-mente che caratterizza la persona umana, superando: Lunità corpo-mente che caratterizza la persona umana, superando: il riduzionismo biologisticoil riduzionismo biologistico la mente non sarebbe altro che un epifenomeno e un derivato secondario dellattività neurofisiologica del cervello e del sistema nervoso. la mente non sarebbe altro che un epifenomeno e un derivato secondario dellattività neurofisiologica del cervello e del sistema nervoso. il riduzionismo psicologisticoil riduzionismo psicologistico ogni fenomeno e ogni processo umano potrebbero essere spiegati in termini puramente psicologici, come se il corpo non esistesse. ogni fenomeno e ogni processo umano potrebbero essere spiegati in termini puramente psicologici, come se il corpo non esistesse. La psicosomatica, da tempo, ha fatto propria questa impostazione integrale dellessere umano.

14 14 Una motivazione primaria: la fame Teoria del valore di riferimento La teoria del valore di riferimento La teoria del valore di riferimento È opinione comune che lassunzione del cibo dipenda da un deficit energetico e che essa consenta di ripristinare i livelli energetici dellorganismo a un livello ottimale (mantenimento dellomeostasi). Richiede 3 elementi: È opinione comune che lassunzione del cibo dipenda da un deficit energetico e che essa consenta di ripristinare i livelli energetici dellorganismo a un livello ottimale (mantenimento dellomeostasi). Richiede 3 elementi: la definizione del valore di riferimento;la definizione del valore di riferimento; un meccanismo di segnalazione della deviazione rispetto a tale valore; eun meccanismo di segnalazione della deviazione rispetto a tale valore; e un meccanismo in grado di correggere tale deviazione, per ripristinare il valore di riferimento.un meccanismo in grado di correggere tale deviazione, per ripristinare il valore di riferimento. Teoria glucostatica Teoria glucostatica Attorno agli anni 50 si riteneva che lalimentazione fosse regolata da un sistema volto a conservare il glucosio ematico a un determinato valore di riferimento.Attorno agli anni 50 si riteneva che lalimentazione fosse regolata da un sistema volto a conservare il glucosio ematico a un determinato valore di riferimento. Teoria lipostatica Teoria lipostatica In modo complementare, si pensava che lassunzione di cibo servisse a mantenere costante nel lungo termine la quantità dei lipidi corporei.In modo complementare, si pensava che lassunzione di cibo servisse a mantenere costante nel lungo termine la quantità dei lipidi corporei. Limiti delle teoria Limiti delle teoria Riduce lessere umano ad un automa che in modo meccanicistico e deterministico compie il rifornimento energetico non appena si presenta una deviazione da parametri prefissati. Riduce lessere umano ad un automa che in modo meccanicistico e deterministico compie il rifornimento energetico non appena si presenta una deviazione da parametri prefissati. In realtà esistono rilevanti variazioni individuali e culturali nellassunzione del cibo che non possono essere esclusivamente spiegate dalla presenza di semplici meccanismi biologici, anche se questi ultimi sono necessari. In realtà esistono rilevanti variazioni individuali e culturali nellassunzione del cibo che non possono essere esclusivamente spiegate dalla presenza di semplici meccanismi biologici, anche se questi ultimi sono necessari.

15 15 Una motivazione primaria: la fame Teoria degli incentivi Teoria degli incentivi Teoria degli incentivi La fame dipenderebbe dal valore incentivante che il cibo ha in quel momento per un determinato soggetto. La fame dipenderebbe dal valore incentivante che il cibo ha in quel momento per un determinato soggetto. Limportanza degli stimoli esterni per suscitare il bisogno della fame Limportanza degli stimoli esterni per suscitare il bisogno della fame Un individuo non mangia per mangiare, ma per provare piacere e per soddisfare i suoi desideri. Un individuo non mangia per mangiare, ma per provare piacere e per soddisfare i suoi desideri. Il fenomeno dellalliestesia Il fenomeno dellalliestesia anticipare i sapori e i gusti con la mente. anticipare i sapori e i gusti con la mente.

16 16 Una motivazione primaria: la fame Teoria del valore di assestamento Teoria del valore di assestamento Teoria del valore di assestamento intende essere una sintesi fra la teoria del valore di riferimento e la teoria degli incentivi.intende essere una sintesi fra la teoria del valore di riferimento e la teoria degli incentivi. Lassunzione del cibo è motivata dallesigenza di mantenere il peso corporeo attorno a un valore personale di assestamento. Lassunzione del cibo è motivata dallesigenza di mantenere il peso corporeo attorno a un valore personale di assestamento. Il fenomeno della termogenesi alimentareIl fenomeno della termogenesi alimentare quando si ingrassa, si ha un innalzamento della temperatura corporea che richiede un ulteriore costo energetico. quando si ingrassa, si ha un innalzamento della temperatura corporea che richiede un ulteriore costo energetico. Il modello della teoria del valore di assestamento prende in considerazione una molteplicità di aspetti (biologici, psicologici, culturali) in relazione alla propria immagine e al proprio sistema di credenze.Il modello della teoria del valore di assestamento prende in considerazione una molteplicità di aspetti (biologici, psicologici, culturali) in relazione alla propria immagine e al proprio sistema di credenze. Mentre la teoria del valore di riferimento si basa su parametri astratti e fissi, la teoria del valore di assestamento focalizza lattenzione in modo empirico allevolversi del peso corporeo di ciascun soggetto.Mentre la teoria del valore di riferimento si basa su parametri astratti e fissi, la teoria del valore di assestamento focalizza lattenzione in modo empirico allevolversi del peso corporeo di ciascun soggetto.

17 17 Una motivazione primaria: la fame Meccanismi neurofisiologici dellalimentazione /1 Il metabolismo energetico è regolato secondo 3 fasi Il metabolismo energetico è regolato secondo 3 fasi preparatoria (cefalica) preparatoria (cefalica) nella quale lindividuo, a seguito delle stimolazioni della fame, inizia a pensare, a odorare e a vedere il cibo da consumare;nella quale lindividuo, a seguito delle stimolazioni della fame, inizia a pensare, a odorare e a vedere il cibo da consumare; di assorbimento di assorbimento nella quale le sostanze nutrienti sono assorbite nel circolo ematico e utilizzate per i bisogni energetici immediati;nella quale le sostanze nutrienti sono assorbite nel circolo ematico e utilizzate per i bisogni energetici immediati; di digiuno di digiuno che consiste nellimpiego dellenergia accumulata.che consiste nellimpiego dellenergia accumulata. Secondo lopinione corrente, le persone mangiano perché dopo una fase di digiuno avvertono contrazioni allo stomaco (buco allo stomaco) e una sensazione di vuoto (languorino). In realtà, questi fenomeni non sono la causa della fame, bensì leffetto di processi nervosi assai più complessi, in quanto la fame costituisce lesito di un sistema di elaborazione delle informazioni provenienti da diversi ambiti. In realtà, questi fenomeni non sono la causa della fame, bensì leffetto di processi nervosi assai più complessi, in quanto la fame costituisce lesito di un sistema di elaborazione delle informazioni provenienti da diversi ambiti.

18 18 Una motivazione primaria: la fame Meccanismi neurofisiologici dellalimentazione /2 Il metabolismo energetico è regolato da diversi fattori fra loro concorrenti e sinergici: centri ipotalamici centri ipotalamici Il centro della sazietàIl centro della sazietà Una sua lesione conduce a iperfagia e a obesità. Una sua lesione conduce a iperfagia e a obesità. Il centro della fameIl centro della fame Una sua lesione conduce ad afagia e adipsia. Una sua lesione conduce ad afagia e adipsia. Pur trattandosi di scoperte rilevanti, i concetti dei centri della fame e della sazietà come spiegazione della regolazione dellalimentazione appaiono oggi troppo semplici e riduttivi. Occorre collegare questi centri nervosi con i processi di Pur trattandosi di scoperte rilevanti, i concetti dei centri della fame e della sazietà come spiegazione della regolazione dellalimentazione appaiono oggi troppo semplici e riduttivi. Occorre collegare questi centri nervosi con i processi di lipogenesi (produzione di grassi) elipogenesi (produzione di grassi) e lipolisi (trasformazione dei grassi in energia);lipolisi (trasformazione dei grassi in energia); e alla funzione dei centri paraventricolari dellipotalamo nella regolazione dellassunzione del cibo. e alla funzione dei centri paraventricolari dellipotalamo nella regolazione dellassunzione del cibo.

19 19 Figura dellipotalamo Lipotalamo è una struttura di piccole dimensioni, ma dimportanza straordinaria. La sua funzione principale consiste nel prender parte alla regolazione dellambiente interno del corpo, funzione che esso svolge agendo sullattività del sistema nervoso autonomo, agendo sullattività del sistema nervoso autonomo, controllando il rilascio di certi ormoni (di cui parleremo tra poco) e controllando il rilascio di certi ormoni (di cui parleremo tra poco) e influenzando alcune pulsioni fondamentali, come la fame e la sete. influenzando alcune pulsioni fondamentali, come la fame e la sete. partecipando alla regolazione degli stati emotivi, come la paura e la rabbia. partecipando alla regolazione degli stati emotivi, come la paura e la rabbia. Se rinunciassimo anche solo ad un millimetro cubo (uno spicchio minuscolo) dellipotalamo, a seconda del punto da cui provenisse il minuscolo spicchio, potremmo rimanere privi: di una o più pulsioni fondamentali, oppure di una o più pulsioni fondamentali, oppure non avere più un ciclo normale veglia-sonno o, non avere più un ciclo normale veglia-sonno o, il nostro corpo potrebbe perdere la capacità di regolare il proprio metabolismo. il nostro corpo potrebbe perdere la capacità di regolare il proprio metabolismo.

20 20 Una motivazione primaria: la fame Meccanismi neurofisiologici dellalimentazione /3 Esistono numerosi centri regolatori dei processi della fame e della sazietà. Dopamina Dopamina Lesioni al fascio di assoni che contengono dopamina fanno cessare lalimentazione. In modo simile la somministrazione di amfetamine genera una sospensione nellassunzione di cibo. Per questo motivo diversi farmaci dietetici contengono sostanze chimicamente simili alle amfetamine, in quanto inibiscono lappetito. Lesioni al fascio di assoni che contengono dopamina fanno cessare lalimentazione. In modo simile la somministrazione di amfetamine genera una sospensione nellassunzione di cibo. Per questo motivo diversi farmaci dietetici contengono sostanze chimicamente simili alle amfetamine, in quanto inibiscono lappetito. Peptidi intestinali Peptidi intestinali Il cibo ingerito attiva i neurorecettori situati nella parete del tratto gastrointestinale – in modo specifico, nel duodeno, non nello stomaco – e determina il rilascio di peptidi. I soggetti che hanno subito la resezione gastrica, continuano a riferire le sensazioni di fame e di sazietà. Il cibo ingerito attiva i neurorecettori situati nella parete del tratto gastrointestinale – in modo specifico, nel duodeno, non nello stomaco – e determina il rilascio di peptidi. I soggetti che hanno subito la resezione gastrica, continuano a riferire le sensazioni di fame e di sazietà. La colecistochinina La colecistochinina favorisce la digestione ed è un segnale di sazietà. favorisce la digestione ed è un segnale di sazietà. La insulina La insulina fornisce al cervello informazioni sulladiposità. fornisce al cervello informazioni sulladiposità. La glicemia La glicemia labbassamento della glicemia ematica è un chiaro segnale di fame. labbassamento della glicemia ematica è un chiaro segnale di fame.

21 21 Una motivazione primaria: la fame Il buon mangiare La motivazione primaria alla fame non è regolata soltanto dai processi neurofisiologici qui menzionati. Essi sono una condizione necessaria, ma non sufficiente per spiegare il comportamento alimentare degli individui. Possiamo mangiare e digerire di tutto, anche se abbiamo difficoltà con consistenti quantità di cellulosa. Eppure ciascuno di noi non mangia di tutto, ma fa riferimento a una dieta specifica, che, pur essendo variegata e differenziata, è comunque limitata. Essi sono una condizione necessaria, ma non sufficiente per spiegare il comportamento alimentare degli individui. Possiamo mangiare e digerire di tutto, anche se abbiamo difficoltà con consistenti quantità di cellulosa. Eppure ciascuno di noi non mangia di tutto, ma fa riferimento a una dieta specifica, che, pur essendo variegata e differenziata, è comunque limitata. Genesi delle preferenze e delle avversioni alimentari, in base al principio Genesi delle preferenze e delle avversioni alimentari, in base al principio quello che è buono da mangiare è anche buono da pensare (psicologia alimentare). quello che è buono da mangiare è anche buono da pensare (psicologia alimentare). La teoria dellottimizzazione del foraggiamento. Al pari degli altri animali, luomo sceglie gli alimenti più convenienti nel rapporto costi benefici e quelli che sono più facili da ottenere rispetto al territorio praticato per la loro abbondanza e per le loro dimensioni. Al pari degli altri animali, luomo sceglie gli alimenti più convenienti nel rapporto costi benefici e quelli che sono più facili da ottenere rispetto al territorio praticato per la loro abbondanza e per le loro dimensioni.

22 22 Una motivazione primaria: la fame Psicopatologia dellalimentazione Obesità Obesità Il peso corporeo supera del 30% il livello standard di un individuo. Il peso corporeo supera del 30% il livello standard di un individuo. Concorrono fattori genetici, psicologici e culturali; Concorrono fattori genetici, psicologici e culturali; gli obesi sono più sensibili ai fattori esterni che ai fattori interni per regolarsi nellassunzione di cibo; gli obesi sono più sensibili ai fattori esterni che ai fattori interni per regolarsi nellassunzione di cibo; negli obesi assumono particolare importanza gli aspetti emotivi; per superare lobesità occorre modificare il comportamento alimentare nel lungo tempo (più che prendere farmaci o fare diete). negli obesi assumono particolare importanza gli aspetti emotivi; per superare lobesità occorre modificare il comportamento alimentare nel lungo tempo (più che prendere farmaci o fare diete). Anoressia nervosa Anoressia nervosa Rifiuto intenzionale e ostinato del cibo, con conseguente perdita di peso fino alla morte. Rifiuto intenzionale e ostinato del cibo, con conseguente perdita di peso fino alla morte. Lanoressia ha radici psicologiche e culturali; Lanoressia ha radici psicologiche e culturali; colpisce soprattutto le donne fra i 12 e i 25 anni. colpisce soprattutto le donne fra i 12 e i 25 anni. Bulimia Bulimia Assunzione smodata di cibo seguita da vomito indotto. Assunzione smodata di cibo seguita da vomito indotto. Presente maggiormente fra le giovani donne. Presente maggiormente fra le giovani donne.

23 23 Principali punti di vista sulla motivazione La teoria biologica La teoria biologica La teoria biologica Evidenzia limportanza dei centri neurobiologici implicati nei processi motivazionali dellindividuo Evidenzia limportanza dei centri neurobiologici implicati nei processi motivazionali dellindividuo Il concetto di omeostasi Il concetto di omeostasi esigenza di conservare in maniera stabile nel tempo i livelli di equilibrio per il funzionamento dellorganismo.esigenza di conservare in maniera stabile nel tempo i livelli di equilibrio per il funzionamento dellorganismo. In realtà, i fattori biologici sono condizioni necessarie, ma non sufficienti, per spiegare gli aspetti motivazionali del soggetto In realtà, i fattori biologici sono condizioni necessarie, ma non sufficienti, per spiegare gli aspetti motivazionali del soggetto

24 24 Principali punti di vista sulla motivazione La concezione comportamentista La concezione comportamentista La concezione comportamentista Propose un modello esplicativo dei bisogni dellessere umano fondato sullinterazione fra pulsione e abitudine. Propose un modello esplicativo dei bisogni dellessere umano fondato sullinterazione fra pulsione e abitudine. La pulsioneLa pulsione nasce da una condizione di carenza per la comparsa di un bisogno, fornisce la spinta energetica e determina una condizione di attivazione nellorganismo. Questultima serve a mantenere un livello ottimale di stimolazione per rispondere in maniera efficiente agli stimoli: nasce da una condizione di carenza per la comparsa di un bisogno, fornisce la spinta energetica e determina una condizione di attivazione nellorganismo. Questultima serve a mantenere un livello ottimale di stimolazione per rispondere in maniera efficiente agli stimoli: raggiungere una certa meta (oggetto del bisogno) o raggiungere una certa meta (oggetto del bisogno) o evitare una condizione frustrante (fonte di spiacevolezza). evitare una condizione frustrante (fonte di spiacevolezza). LabitudineLabitudine È frutto dellassociazione ripetuta fra pulsione e risposta che serve a dare direzione al comportamento e che rende prevedibile la condotta opportuna per soddisfare o per ridurre il bisogno in oggetto. È frutto dellassociazione ripetuta fra pulsione e risposta che serve a dare direzione al comportamento e che rende prevedibile la condotta opportuna per soddisfare o per ridurre il bisogno in oggetto. Le abitudini o pulsioni secondarie sono conseguenza dellapprendimento grazie allassociazione (condizionamento classico e operante) delle proprie esperienze di soddisfazione (piacevolezza) o di insoddisfazione (spiacevolezza) Le abitudini o pulsioni secondarie sono conseguenza dellapprendimento grazie allassociazione (condizionamento classico e operante) delle proprie esperienze di soddisfazione (piacevolezza) o di insoddisfazione (spiacevolezza) Per esempio, se poniamo dei ratti in una gabbia bianca dal fondo metallico e se facciamo passare della corrente elettrica sul fondo, osserviamo che gli animali si riparano immediatamente in una gabbia nera attigua. Dopo alcune volte, i ratti esibiscono un comportamento di evitamento della gabbia bianca anche se non è più elettrificata. Per esempio, se poniamo dei ratti in una gabbia bianca dal fondo metallico e se facciamo passare della corrente elettrica sul fondo, osserviamo che gli animali si riparano immediatamente in una gabbia nera attigua. Dopo alcune volte, i ratti esibiscono un comportamento di evitamento della gabbia bianca anche se non è più elettrificata.

25 25 Principali punti di vista sulla motivazione La prospettiva cognitivista /1 La prospettiva cognitivista La prospettiva cognitivista Ribalta il punto di vista behaviorista, sottolineando fin da subito che le motivazioni e i bisogni cambiano in rapporto alla quantità e alla qualità delle informazioni provenienti dallambiente che lorganismo è in grado di elaborare Ribalta il punto di vista behaviorista, sottolineando fin da subito che le motivazioni e i bisogni cambiano in rapporto alla quantità e alla qualità delle informazioni provenienti dallambiente che lorganismo è in grado di elaborare focalizzando lattenzione sui processi cognitivi e sul sistema delle credenze per lelaborazione delle motivazioni;focalizzando lattenzione sui processi cognitivi e sul sistema delle credenze per lelaborazione delle motivazioni; ponendo particolare enfasi sul fatto di perseguire degli scopi e sul concetto di meta (o traguardo).ponendo particolare enfasi sul fatto di perseguire degli scopi e sul concetto di meta (o traguardo). sottolineando i processi mentali necessari per arrivare alla meta (successo) e per superare gli ostacoli (evitamento dellinsuccesso).sottolineando i processi mentali necessari per arrivare alla meta (successo) e per superare gli ostacoli (evitamento dellinsuccesso).

26 26 Principali punti di vista sulla motivazione La prospettiva cognitivista /2 Il punto di partenza della prospettiva cognitivista consiste nel sottolineare che gli individui agiscono in modo da ottimizzare non il valore (o utilità) in termini oggettivi, bensì lutilità soggettivamente attesa. Il punto di partenza della prospettiva cognitivista consiste nel sottolineare che gli individui agiscono in modo da ottimizzare non il valore (o utilità) in termini oggettivi, bensì lutilità soggettivamente attesa. In questo ambito giocano un ruolo fondamentale le aspettative che definiscono non soltanto il valore delloggetto (o evento) ma anche il valore del suo conseguimento.In questo ambito giocano un ruolo fondamentale le aspettative che definiscono non soltanto il valore delloggetto (o evento) ma anche il valore del suo conseguimento. Atkinson e la tendenza al successoAtkinson e la tendenza al successo è data dallinterazione fra la motivazione stessa al successo, lincentivo rappresentato dallottenimento del successo e la probabilità di ottenerlo. è data dallinterazione fra la motivazione stessa al successo, lincentivo rappresentato dallottenimento del successo e la probabilità di ottenerlo. Parlando di probabilità e in base al livello di aspirazione del soggetto, viene ad assumere rilevanza anche la tendenza a evitare linsuccesso. Parlando di probabilità e in base al livello di aspirazione del soggetto, viene ad assumere rilevanza anche la tendenza a evitare linsuccesso. É emerso dalle ricerche che lindividuo con una elevata motivazione a evitare il fallimento si orienti o verso mete altamente probabili (condizione perfettamente comprensibile) o verso mete il cui perseguimento risulta altamente improbabile (condizione paradossale). Linsuccesso in compiti molto difficili è meno frustrante e risulta in qualche modo giustificato, in quanto esperienza condivisa da molti altri individui. É emerso dalle ricerche che lindividuo con una elevata motivazione a evitare il fallimento si orienti o verso mete altamente probabili (condizione perfettamente comprensibile) o verso mete il cui perseguimento risulta altamente improbabile (condizione paradossale). Linsuccesso in compiti molto difficili è meno frustrante e risulta in qualche modo giustificato, in quanto esperienza condivisa da molti altri individui. Pone attenzione alla dimensione temporale come orizzonte motivazionale Pone attenzione alla dimensione temporale come orizzonte motivazionale Condotte che in passato sono state associate a esperienze di successo (o di insuccesso) diventano elementi fondamentali per la definizione delle mete del presente e del futuro rispetto alle proprie aspettative.Condotte che in passato sono state associate a esperienze di successo (o di insuccesso) diventano elementi fondamentali per la definizione delle mete del presente e del futuro rispetto alle proprie aspettative. Questa prospettiva, pertanto, riesce a spiegare linduzione di bisogni nuovi nellessere umano. A questo riguardo è sufficiente osservare in che modo il progresso tecnologico crea in continuazione nuovi bisogni per rispondere a standard di vita sempre più elevati.Questa prospettiva, pertanto, riesce a spiegare linduzione di bisogni nuovi nellessere umano. A questo riguardo è sufficiente osservare in che modo il progresso tecnologico crea in continuazione nuovi bisogni per rispondere a standard di vita sempre più elevati.

27 27 Principali punti di vista sulla motivazione Il punto di vista scopistico /1 Il punto di vista scopistico Il punto di vista scopistico Miller, Galanter e Pribram (l960) avevano introdotto la nozione di comportamento guidato da scopi attraverso lunità TOTE (Test, Operate, Test, Exit) Miller, Galanter e Pribram (l960) avevano introdotto la nozione di comportamento guidato da scopi attraverso lunità TOTE (Test, Operate, Test, Exit) Ogni azione è diretta verso uno scopo e ogni volta che un individuo vuol compiere unazione, deve formulare un piano di azione per ottenere lo scopo prestabilito.Ogni azione è diretta verso uno scopo e ogni volta che un individuo vuol compiere unazione, deve formulare un piano di azione per ottenere lo scopo prestabilito. Alla verifica iniziale della situazione segue lazione, che viene, a sua volta, controllata; se il test è favorevole, lazione è conclusa; in caso contrario, si effettua una nuova operazione fino al raggiungimento dello scopo prefissato.Alla verifica iniziale della situazione segue lazione, che viene, a sua volta, controllata; se il test è favorevole, lazione è conclusa; in caso contrario, si effettua una nuova operazione fino al raggiungimento dello scopo prefissato. Castelfranchi e Parisi (1980) pongono in evidenza che le motivazioni vanno concepite come sistemi gerarchici di scopi e come sistemi di vigilanza e di controllo sul perseguimento degli scopi medesimi Castelfranchi e Parisi (1980) pongono in evidenza che le motivazioni vanno concepite come sistemi gerarchici di scopi e come sistemi di vigilanza e di controllo sul perseguimento degli scopi medesimi Vi è uno scopo generale che si articola e si scompone in diversi livelli di sottoscopi fino a raggiungere le singole azioni.Vi è uno scopo generale che si articola e si scompone in diversi livelli di sottoscopi fino a raggiungere le singole azioni.

28 28 Principali punti di vista sulla motivazione Il punto di vista scopistico /2 Locus of control Locus of control Nella definizione degli scopi e delle strategie per raggiungerli svolge un ruolo importante lo stile attribuzionale dellindividuo: Nella definizione degli scopi e delle strategie per raggiungerli svolge un ruolo importante lo stile attribuzionale dellindividuo: la tendenza ad attribuire la causalità degli eventi a fattori esterni (da lui indipendenti) oppure a fattori interni (da lui dipendenti).la tendenza ad attribuire la causalità degli eventi a fattori esterni (da lui indipendenti) oppure a fattori interni (da lui dipendenti). Nella determinazione di questa sede del controllo (locus of control), se le cause del successo sono attribuite alle abilità del soggetto, egli si sentirà competente e capace. Se le cause dellinsuccesso possono essere da lui attribuite a fattori esterni, egli ha la possibilità di mantenere integro il livello dellautostima. Nella determinazione di questa sede del controllo (locus of control), se le cause del successo sono attribuite alle abilità del soggetto, egli si sentirà competente e capace. Se le cause dellinsuccesso possono essere da lui attribuite a fattori esterni, egli ha la possibilità di mantenere integro il livello dellautostima. Se le cause dellinsuccesso sono attribuite a sé e alle proprie debolezze, egli probabilmente entrerà in uno stato di impotenza appresa e di depressione. Se le cause dellinsuccesso sono attribuite a sé e alle proprie debolezze, egli probabilmente entrerà in uno stato di impotenza appresa e di depressione. Selfefficacy Selfefficacy Illustra la connessione fra motivazioni e immagine di sé Illustra la connessione fra motivazioni e immagine di sé Chi ha una buona immagine di sé, tende ad avere scopi elevati e possiede un buon livello di autoefficacia (self- efficacy).Chi ha una buona immagine di sé, tende ad avere scopi elevati e possiede un buon livello di autoefficacia (self- efficacy). Questultima consiste nella valutazione della probabilità di portare a compimento con successo un determinato compito e di raggiungere uno specifico obiettivo.Questultima consiste nella valutazione della probabilità di portare a compimento con successo un determinato compito e di raggiungere uno specifico obiettivo.

29 29 Principali punti di vista sulla motivazione Il punto di vista interazionista Il punto di vista interazionista Il punto di vista interazionista Pone in evidenza che le motivazioni sono regolate dai processi relazionali (giochi relazionali). Ogni individuo è portato ad agire in una certa maniera piuttosto che in unaltra in funzione della rete relazionale in cui è inserito. Pone in evidenza che le motivazioni sono regolate dai processi relazionali (giochi relazionali). Ogni individuo è portato ad agire in una certa maniera piuttosto che in unaltra in funzione della rete relazionale in cui è inserito. Le motivazioni primarie, come la fame e la sessualità, i rapporti interpersonali assumono un ruolo fondamentale nellorientare la loro manifestazione e il loro soddisfacimento.Le motivazioni primarie, come la fame e la sessualità, i rapporti interpersonali assumono un ruolo fondamentale nellorientare la loro manifestazione e il loro soddisfacimento. Le motivazioni secondarie, quali laffiliazione e lattaccamento, il potere, la competizione, la dominanza o il successo, sono sostenute e governate dai giochi relazionali che si creano allinterno di una determinata comunità.Le motivazioni secondarie, quali laffiliazione e lattaccamento, il potere, la competizione, la dominanza o il successo, sono sostenute e governate dai giochi relazionali che si creano allinterno di una determinata comunità. Nelle società occidentali laffermazione individuale rappresenta una motivazione psicologica importante e scontata per le proprie scelte e condotte; per contro, nelle società orientali laffermazione individuale è fortemente scoraggiata, in quanto segnale di egoismo e di immaturità sociale. Nelle società occidentali laffermazione individuale rappresenta una motivazione psicologica importante e scontata per le proprie scelte e condotte; per contro, nelle società orientali laffermazione individuale è fortemente scoraggiata, in quanto segnale di egoismo e di immaturità sociale.

30 30 Analisi di alcune motivazioni secondarie: McClelland – Le costellazioni di motivazioni secondarie McClelland (1985) individua 3 grandi costellazioni di motivazioni secondarie (o psicologiche) che caratterizzano lesistenza dellessere umano: il bisogno di affiliazione, il bisogno di successo e il bisogno di potere. Sono qui in gioco disposizioni personali che orientano le strategie generali di condotta dellindividuo nei confronti dellambiente e che delineano precisi profili di personalità (come la personalità affiliativa, quella dominante ecc.).

31 31 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione Il bisogno di affiliazione consiste nel ricercare la presenza degli altri per la gratificazione intrinseca che deriva dalla loro compagnia e dalla sensazione di fare parte di un gruppo. I soggetti riservano una quota rilevante di risorse psichiche per la cura delle relazioni sociali. I soggetti riservano una quota rilevante di risorse psichiche per la cura delle relazioni sociali. Sono propensi a evitare le critiche e le situazioni di conflitto. Sono propensi a evitare le critiche e le situazioni di conflitto. Ricercano profondi legami di intimità e di amicizia e, per mantenerli, sono disposti ad assumere posizioni stabili di accondiscendenza e di acquiescenza. Ricercano profondi legami di intimità e di amicizia e, per mantenerli, sono disposti ad assumere posizioni stabili di accondiscendenza e di acquiescenza. Nel gruppo sono inclini a occupare una posizione gregaria di dipendenza e di collaborazione; si attivano per rafforzare il senso di unità e il livello di consenso. Nel gruppo sono inclini a occupare una posizione gregaria di dipendenza e di collaborazione; si attivano per rafforzare il senso di unità e il livello di consenso. Privilegiano e prediligono le emozioni dellarmonia, dellintesa e della cordialità. Il loro ideale è poter stare insieme nella condivisione pacifica e serena degli eventi della vita. Privilegiano e prediligono le emozioni dellarmonia, dellintesa e della cordialità. Il loro ideale è poter stare insieme nella condivisione pacifica e serena degli eventi della vita. Il bisogno di affiliazione è assai più forte e diffuso nelle culture orientali (di natura collettivistica) rispetto alle culture occidentali (nettamente orientate allindividualismo). Nelle culture orientali vale in maniera incontrastata il principio dellinterdipendenza, inteso come senso di reciprocità e di appartenenza, come predominio del gruppo (e dellorganizzazione) sullindividuo, come definizione della propria identità attraverso lidentità del gruppo. Nelle culture orientali vale in maniera incontrastata il principio dellinterdipendenza, inteso come senso di reciprocità e di appartenenza, come predominio del gruppo (e dellorganizzazione) sullindividuo, come definizione della propria identità attraverso lidentità del gruppo.

32 32 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione: lattaccamento Una delle radici della condotta affiliativa è da attribuire alla relazione di attaccamento che il bambino piccolo sviluppa con la figura di accudimento (di norma, la madre) nel corso della prima infanzia. Bowlby (1969; 1973; 1980) la relazione di attaccamento è definita da Bowlby (1969; 1973; 1980) la relazione di attaccamento è definita da la ricerca della vicinanza (fisica e psicologica) alla figura preferita; la ricerca della vicinanza (fisica e psicologica) alla figura preferita; la funzione di base sicura svolta dalla figura preferita, in quanto disponibile e pronta a rispondere, a incoraggiare, a dare aiuto e assistenza, fonte di sicurezza per il bambino piccolo e base per la sua curiosità, attività di esplorazione dellambiente e della sua successiva autonomia, fino al distacco dalla figura di accudimento nel corso delladolescenza e della giovinezza; la funzione di base sicura svolta dalla figura preferita, in quanto disponibile e pronta a rispondere, a incoraggiare, a dare aiuto e assistenza, fonte di sicurezza per il bambino piccolo e base per la sua curiosità, attività di esplorazione dellambiente e della sua successiva autonomia, fino al distacco dalla figura di accudimento nel corso delladolescenza e della giovinezza; la protesta per la separazione, in caso di allontanamento della figura preferita, il bambino piccolo reagisce con pianto, urla, proteste, morsi e calci per la minaccia della rottura del legame. la protesta per la separazione, in caso di allontanamento della figura preferita, il bambino piccolo reagisce con pianto, urla, proteste, morsi e calci per la minaccia della rottura del legame.

33 33 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione: il comportamento prosociale Il comportamento prosociale è alla base della relazione di aiuto, della cooperazione e della condivisione delle esperienze. I bambini già nel secondo anno di vita mostrano una precisa sensibilità nei confronti dei coetanei che soffrono, cercano di offrire loro protezione e aiuto nella condivisione e nella partecipazione della sofferenza, si mostrano attivi nel consolarli e nellalleviare il loro disagio. I bambini già nel secondo anno di vita mostrano una precisa sensibilità nei confronti dei coetanei che soffrono, cercano di offrire loro protezione e aiuto nella condivisione e nella partecipazione della sofferenza, si mostrano attivi nel consolarli e nellalleviare il loro disagio. Nel medesimo periodo il bambino sviluppa anche la competenza di far soffrire gli altri, di provocare loro intenzionalmente disagio e danno.Nel medesimo periodo il bambino sviluppa anche la competenza di far soffrire gli altri, di provocare loro intenzionalmente disagio e danno. Nelladulto si manifesta nella capacità di collaborazione, nella ricerca di compagnia, nella relazione di aiuto e di supporto verso altri, nello stabilire e mantenere buoni rapporti di amicizia, nonché nella condivisione di esperienze e di prospettive di vita con altri. Nelladulto si manifesta nella capacità di collaborazione, nella ricerca di compagnia, nella relazione di aiuto e di supporto verso altri, nello stabilire e mantenere buoni rapporti di amicizia, nonché nella condivisione di esperienze e di prospettive di vita con altri. Tale comportamento implica altresì la capacità di assumere il punto di vista altrui, in modo da comprenderne credenze, aspettative e desideri.Tale comportamento implica altresì la capacità di assumere il punto di vista altrui, in modo da comprenderne credenze, aspettative e desideri.

34 34 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione: la relazione damore Il bisogno di affiliazione e i modelli di attaccamento si manifestano in modo elettivo negli adulti attraverso la relazione di amore. In essa le componenti biologiche di attrazione sessuale si intrecciano strettamente con quelle sociali quali: lattaccamento, lattaccamento, la cura e la protezione reciproca, la cura e la protezione reciproca, laccoppiamento e la condivisione profonda di ideali, di credenze e di scopi. laccoppiamento e la condivisione profonda di ideali, di credenze e di scopi. Esistono varie forme amorose, come eros (amore passionale), eros (amore passionale), ludus (amore giocoso), ludus (amore giocoso), mania (amore possessivo) e mania (amore possessivo) e agape (amore altruistico). agape (amore altruistico). In funzione degli stili di attaccamento, i soggetti sicuri tendono a credere nellamore duraturo e a scegliersi come partner un altro soggetto sicuro. Per contro, i soggetti insicuri tendono a scegliersi un partner insicuro ma con uno stile di attaccamento diverso dal proprio, in modo da confermare la percezione di sé e degli altri. La relazione di amore si costruisce, pertanto, sulla base delle precedenti esperienze personali ed è definita da un gioco psicologico a due, nel quale occorre negoziare e individuare la vicinanza interpersonale ottimale: né troppo vicini né troppo distanti. La relazione di amore si costruisce, pertanto, sulla base delle precedenti esperienze personali ed è definita da un gioco psicologico a due, nel quale occorre negoziare e individuare la vicinanza interpersonale ottimale: né troppo vicini né troppo distanti.

35 35 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di successo Consiste nella motivazione a fare le cose al meglio per un intrinseco bisogno di affermazione e di eccellenza. In questo processo contano: In questo processo contano: lottimizzazione delle risorselottimizzazione delle risorse la buona conoscenza di séla buona conoscenza di sé lesigenza di ottenere il massimolesigenza di ottenere il massimo Il bisogno di successo trova affermazione soprattutto nelle culture occidentali che privilegiano i valori dellindipendenza e dellautonomia, laffermazione di sé e dellindividualismo. Il bisogno di successo trova affermazione soprattutto nelle culture occidentali che privilegiano i valori dellindipendenza e dellautonomia, laffermazione di sé e dellindividualismo. Esso riceve la sua massima espressione nei modelli familiari che seguono letica protestante.Esso riceve la sua massima espressione nei modelli familiari che seguono letica protestante. Nelle culture orientali appare assai più attenuato, a favore dei bisogni di affiliazione, di armonia e di appartenenza. Nelle culture orientali appare assai più attenuato, a favore dei bisogni di affiliazione, di armonia e di appartenenza. In certe comunità polinesiane il bisogno di successo è persino sanzionato nei bambini, in quanto inteso come espressione di egoismo e di ostilità nei confronti degli altri.In certe comunità polinesiane il bisogno di successo è persino sanzionato nei bambini, in quanto inteso come espressione di egoismo e di ostilità nei confronti degli altri. La genesi del bisogno di successo è legata alla natura e allestensione delle aspettative che le figure parentali nutrono nei confronti del bambino. La genesi del bisogno di successo è legata alla natura e allestensione delle aspettative che le figure parentali nutrono nei confronti del bambino. I bambini e i giovani con unelevata motivazione al successo hanno, di norma, genitori che li incoraggiano maggiormente allindipendenza, a risolvere i problemi da soli, a impegnarsi per raggiungere lobiettivo prefissato. Inoltre, sono genitori pronti a premiare le buone prestazioni del figlio con manifestazioni di affetto.I bambini e i giovani con unelevata motivazione al successo hanno, di norma, genitori che li incoraggiano maggiormente allindipendenza, a risolvere i problemi da soli, a impegnarsi per raggiungere lobiettivo prefissato. Inoltre, sono genitori pronti a premiare le buone prestazioni del figlio con manifestazioni di affetto. Nella cultura occidentale i bambini con un modesto bisogno di successo hanno, di solito, genitori critici e svalutanti, che fanno spesso ricorso alla colpevolizzazione e al biasimo, che interrompono maggiormente le attività del figlio, che si intromettono di più e che si irritano maggiormente se egli trova difficoltà in un compito.Nella cultura occidentale i bambini con un modesto bisogno di successo hanno, di solito, genitori critici e svalutanti, che fanno spesso ricorso alla colpevolizzazione e al biasimo, che interrompono maggiormente le attività del figlio, che si intromettono di più e che si irritano maggiormente se egli trova difficoltà in un compito.

36 36 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di potere Il bisogno di potere consiste nellesigenza di esercitare la propria influenza e il proprio controllo sulla condotta di altre persone. Chi ha un forte bisogno di potere, cerca di occupare posizioni di comando, occupare posizioni di comando, a concentrare lattenzione altrui su di sé, a concentrare lattenzione altrui su di sé, a non temere il confronto né la competizione, a non temere il confronto né la competizione, a non esitare di fronte a quelle situazioni, spesso rischiose, da cui può risultare un aumento del proprio potere e prestigio. a non esitare di fronte a quelle situazioni, spesso rischiose, da cui può risultare un aumento del proprio potere e prestigio. Si manifesta con un atteggiamento positivo nei confronti dei mezzi che favoriscono la manipolazione e il controllo delle decisioni dellaltro. Tale bisogno nascerebbe, quindi, da uno stato di disagio e di insicurezza interiore che si placa soltanto attraverso la strumentalizzazione degli altri, al fine di dimostrare pubblicamente la propria capacità di dominio sociale. Tale bisogno nascerebbe, quindi, da uno stato di disagio e di insicurezza interiore che si placa soltanto attraverso la strumentalizzazione degli altri, al fine di dimostrare pubblicamente la propria capacità di dominio sociale.

37 37 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di potere: la relazione di potere Il potere può anche essere concepito come una relazione fra A e B, definita dalla presenza di alcuni aspetti: a) le risorse possedute da A; b) lasimmetria (nel senso di A maggiore di B); c) la sfera del potere (di solito, il potere di A su B riguarda determinati ambiti dellesistenza); d) la creazione di aspettative (A ha potere su B, se B si aspetta che, adeguandosi ad A, ottenga dei vantaggi; oppure che, rifiutando le indicazioni di A, vada incontro a sanzioni). Il potere è Il potere è una relazione asimmetrica; una relazione asimmetrica; caratterizzata da bidirezionalità; caratterizzata da bidirezionalità; frutto di un processo di percezione sociale; frutto di un processo di percezione sociale; caratterizzata da una forma intrinseca di instabilità; caratterizzata da una forma intrinseca di instabilità; è polemica. è polemica.

38 38 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di potere: potere e leadership La leadership, attività di comando, prevede di occupare una posizione sociale in grado di prendere decisioni nei confronti degli altri e di dirigere le loro azioni verso un determinato traguardo. Si è soliti distinguere fra diversi stili di leadership: Si è soliti distinguere fra diversi stili di leadership: autoritario (accentratore e verticistico),autoritario (accentratore e verticistico), democratico (partecipativo e condiviso) edemocratico (partecipativo e condiviso) e permissivo (laissez faire, di delega totale).permissivo (laissez faire, di delega totale). La leadership non va considerata in astratto e fuori da ogni contesto, ma va sempre riferita a una determinata situazione e al grado di maturazione psicologica e professionale dei collaboratori (concetto di leadership situazionale). La leadership non va considerata in astratto e fuori da ogni contesto, ma va sempre riferita a una determinata situazione e al grado di maturazione psicologica e professionale dei collaboratori (concetto di leadership situazionale). Si è proceduto alla distinzione fra 2 profili di leader: Si è proceduto alla distinzione fra 2 profili di leader: il leader funzionaleil leader funzionale centrato sul raggiungimento degli obiettivi e sulla realizzazione dei compiti; è attivo e dinamico; possiede idee e strategie per la soluzione dei problemi e per il successo del gruppo. centrato sul raggiungimento degli obiettivi e sulla realizzazione dei compiti; è attivo e dinamico; possiede idee e strategie per la soluzione dei problemi e per il successo del gruppo. il leader socioemotivoil leader socioemotivo impegnato a mantenere la coesione del gruppo; si impegna a favorire i rapporti interpersonali; propone soluzioni di conciliazione in caso di conflitto ed è pronto alla negoziazione e a rafforzare il senso di appartenenza del gruppo. impegnato a mantenere la coesione del gruppo; si impegna a favorire i rapporti interpersonali; propone soluzioni di conciliazione in caso di conflitto ed è pronto alla negoziazione e a rafforzare il senso di appartenenza del gruppo.

39 39 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Competenza, motivazione intrinseca e interessi Il concetto di competenza di base Il concetto di competenza di base Esiste un livello motivazionale di base che consiste nellesigenza intrinseca di funzionare per il funzionamento medesimo. Il fare una serie di attività è gratificante di per sé, in quanto in tal modo si possono dimostrare la propria competenza e la fiducia nelle proprie risorse. Esiste un livello motivazionale di base che consiste nellesigenza intrinseca di funzionare per il funzionamento medesimo. Il fare una serie di attività è gratificante di per sé, in quanto in tal modo si possono dimostrare la propria competenza e la fiducia nelle proprie risorse. Possiamo distinguere fra: motivazione intrinseca motivazione intrinseca fare qualcosa perché è gratificante per se stesso.fare qualcosa perché è gratificante per se stesso. motivazione estrinseca motivazione estrinseca fare qualcosa per conseguire qualcosa daltro.fare qualcosa per conseguire qualcosa daltro. I premi e le ricompense, che costituiscono motivazioni estrinseche, possono ridurre, anziché aumentare, loriginaria motivazione intrinseca. I premi costituiscono uno spostamento dellattenzione e dellinteresse da pane dei soggetti e possono diventare fuorvianti. I premi costituiscono uno spostamento dellattenzione e dellinteresse da pane dei soggetti e possono diventare fuorvianti. Nel comportamento prosociale del volontariato, le persone che erano pagate per aiutare altri, in seguito li aiutavano meno volentieri rispetto alle persone che non ricevevano nessuna forma di compenso.Nel comportamento prosociale del volontariato, le persone che erano pagate per aiutare altri, in seguito li aiutavano meno volentieri rispetto alle persone che non ricevevano nessuna forma di compenso.


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