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Prof. Stefano Federici A.A. 2008-2009 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia.

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1 Prof. Stefano Federici A.A Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Psicologia Generale /9b 1. I principali sistemi di memoria 2. La storia di Valentina 3. Lamnesia psicogena 4. I meccanismi di alterazione funzionale della memoria episodica

2 2 I principali sistemi di memoria 1/11: I modelli di plurimemoria La memoria ha la funzione di permettere agli organismi di trarre vantaggio dallesperienza passata. Nel corso dellevoluzione si sono selezionati, però, diversi modi per realizzare tale obiettivo e lo studio della memoria umana ha permesso di frazionare la nostra capacità di ritenere nuove informazioni portando allindividuazione di diversi sistemi di memoria. Nel corso dellevoluzione si sono selezionati, però, diversi modi per realizzare tale obiettivo e lo studio della memoria umana ha permesso di frazionare la nostra capacità di ritenere nuove informazioni portando allindividuazione di diversi sistemi di memoria. Atkinson e Shiffrin (1968) il modello classico della Human lnformation Processing dei 3 sistemi di memoria Atkinson e Shiffrin (1968) il modello classico della Human lnformation Processing dei 3 sistemi di memoria La memoria sensoriale ha la funzione di mantenere attivo lo stimolo sensoriale che viene conservato in maniera fedele (garantendo una sorta di prosecuzione del processo sensoriale) per permetterne lelaborazione successiva, fino al suo riconoscimento. La memoria sensoriale ha la funzione di mantenere attivo lo stimolo sensoriale che viene conservato in maniera fedele (garantendo una sorta di prosecuzione del processo sensoriale) per permetterne lelaborazione successiva, fino al suo riconoscimento. La memoria a breve termine può contenere una quantità limitata di informazioni per un tempo limitato (fino a che il soggetto non sposta lattenzione) La memoria a breve termine può contenere una quantità limitata di informazioni per un tempo limitato (fino a che il soggetto non sposta lattenzione) La memoria a lungo termine può contenere unillimitata quantità di informazioni per un periodo di tempo virtualmente illimitato. La memoria a lungo termine può contenere unillimitata quantità di informazioni per un periodo di tempo virtualmente illimitato. Tulving (1972) ha proposto un frazionamento della MLT, distinguendo 3 altri differenti sistemi memoria episodica memoria episodica memoria semantica memoria semantica memoria procedurale memoria procedurale

3 3 I principali sistemi di memoria 2/11: La memoria episodica La memoria episodica La memoria episodica conserva le informazioni relative ad eventi o episodi inseriti nel loro contesto temporale e spaziale, direttamente esperiti dal soggetto, con ricchezza di dettagli ed archiviati in riferimento temporale agli altri eventi autobiografici già depositati. conserva le informazioni relative ad eventi o episodi inseriti nel loro contesto temporale e spaziale, direttamente esperiti dal soggetto, con ricchezza di dettagli ed archiviati in riferimento temporale agli altri eventi autobiografici già depositati. Ad esempio, la memoria episodica può conservare il ricordo di quella volta che andammo al ristorante ed il cameriere inciampò versando la carne al ragù sul vestito della signora seduta al tavolo affianco al nostro; lei si arrabbiò molto, soprattutto quando il cameriere non si sbrigava a portarle lo smacchiatore; poi la signora si alzò ed andò via urlando, con il suo vestito bianco macchiato di rosso sulla spalla destra; cera molta gente nel ristorante e tutti iniziarono a ridere; ci divertimmo molto, nonostante quella sera fossimo un po preoccupati perché il giorno dopo dovevamo sostenere un esame difficile; era una serata molto calda e dopo cena facemmo una passeggiata.Ad esempio, la memoria episodica può conservare il ricordo di quella volta che andammo al ristorante ed il cameriere inciampò versando la carne al ragù sul vestito della signora seduta al tavolo affianco al nostro; lei si arrabbiò molto, soprattutto quando il cameriere non si sbrigava a portarle lo smacchiatore; poi la signora si alzò ed andò via urlando, con il suo vestito bianco macchiato di rosso sulla spalla destra; cera molta gente nel ristorante e tutti iniziarono a ridere; ci divertimmo molto, nonostante quella sera fossimo un po preoccupati perché il giorno dopo dovevamo sostenere un esame difficile; era una serata molto calda e dopo cena facemmo una passeggiata.

4 4 I principali sistemi di memoria 3/11: La memoria semantica La memoria semantica La memoria semantica conserva le informazioni in maniera indipendente dal contesto in cui le abbiamo apprese e le archivia allinterno della preesistente struttura cognitiva, ponendole in relazione semantica alle altre informazioni presenti. conserva le informazioni in maniera indipendente dal contesto in cui le abbiamo apprese e le archivia allinterno della preesistente struttura cognitiva, ponendole in relazione semantica alle altre informazioni presenti. Ad esempio, io so cosè un ristorante, so che al ristorante ci si va per mangiare, so che la carne al ragù è un cibo, che è cucinato con la salsa di pomodoro, che il pomodoro è un vegetale, che anche la rosa è un vegetale, ma che questa, a differenza del pomodoro è un fiore e così via. Posso anche sapere di aver sostenuto quel difficile esame in quel giorno di giugno e sapere che a giugno in genere fa caldo, senza naturalmente ricordare niente dellinterrogazione. Insomma, la memoria semantica si riferisce alle nostre conoscenze generali, comprese le parole, le regole di comportamento, i concetti astratti, una regola della grammatica greca, ma anche lindirizzo di casa ed il proprio numero di telefono.Ad esempio, io so cosè un ristorante, so che al ristorante ci si va per mangiare, so che la carne al ragù è un cibo, che è cucinato con la salsa di pomodoro, che il pomodoro è un vegetale, che anche la rosa è un vegetale, ma che questa, a differenza del pomodoro è un fiore e così via. Posso anche sapere di aver sostenuto quel difficile esame in quel giorno di giugno e sapere che a giugno in genere fa caldo, senza naturalmente ricordare niente dellinterrogazione. Insomma, la memoria semantica si riferisce alle nostre conoscenze generali, comprese le parole, le regole di comportamento, i concetti astratti, una regola della grammatica greca, ma anche lindirizzo di casa ed il proprio numero di telefono. Nelle prime fasi dellesistenza, le conoscenze semantiche si formano a partire da ripetute esposizioni personali ad una particolare esperienza, da cui viene astratta una conoscenza generale. Nelle prime fasi dellesistenza, le conoscenze semantiche si formano a partire da ripetute esposizioni personali ad una particolare esperienza, da cui viene astratta una conoscenza generale. Ripetuti incontri con un cane ci permettono di sapere che il cane ha quattro zampe, abbaia, ecc.Ripetuti incontri con un cane ci permettono di sapere che il cane ha quattro zampe, abbaia, ecc. Una volta acquisite, le conoscenze semantiche si svincolano dalla situazione in cui sono state apprese. Una volta acquisite, le conoscenze semantiche si svincolano dalla situazione in cui sono state apprese. Ad esempio, possiamo conoscere il teorema di Pitagora senza necessariamente ricordare quando labbiamo imparato.Ad esempio, possiamo conoscere il teorema di Pitagora senza necessariamente ricordare quando labbiamo imparato.

5 5 I principali sistemi di memoria 4/11: La demenza semantica Paziente affetta da demenza semantica Paziente affetta da demenza semantica la conoscenza residua delle funzioni degli oggetti dipendeva dalluso che ne faceva personalmente: la conoscenza residua delle funzioni degli oggetti dipendeva dalluso che ne faceva personalmente: riferiva che la brocca era un oggetto che serviva a metterci dentro i fiori, così come lutilizzava nella propria casa, ma aveva dimenticato la sua funzione, tipica, di contenitore di liquidi (Snowden, 2002).riferiva che la brocca era un oggetto che serviva a metterci dentro i fiori, così come lutilizzava nella propria casa, ma aveva dimenticato la sua funzione, tipica, di contenitore di liquidi (Snowden, 2002).

6 6 I principali sistemi di memoria 5/11: La memoria semantica ed episodica Tulving (1995) e la dipendenza della memoria episodica da quella semantica Tulving (1995) e la dipendenza della memoria episodica da quella semantica ha dimostrato che la frequente origine esperienziale delle conoscenze semantiche non vuol dire tuttavia che esse derivano dalla memoria episodica. ha dimostrato che la frequente origine esperienziale delle conoscenze semantiche non vuol dire tuttavia che esse derivano dalla memoria episodica. Limmagazzinamento delle informazioni nei due sistemi è organizzato in maniera seriale a partire dalla memoria semantica, per cui esse debbono prima essere elaborate dal sistema semantico e solo successivamente possono entrare in quello episodico. Limmagazzinamento delle informazioni nei due sistemi è organizzato in maniera seriale a partire dalla memoria semantica, per cui esse debbono prima essere elaborate dal sistema semantico e solo successivamente possono entrare in quello episodico. Uninformazione può entrare nel magazzino semantico senza essere passata per quello episodico.Uninformazione può entrare nel magazzino semantico senza essere passata per quello episodico. Vi sono esempi clinici di soggetti con grave amnesia episodica che, tuttavia, sono in grado di acquisire nuove conoscenze semantiche, mentre non sarebbe possibile il contrario (Tulving, 2001). Vi sono esempi clinici di soggetti con grave amnesia episodica che, tuttavia, sono in grado di acquisire nuove conoscenze semantiche, mentre non sarebbe possibile il contrario (Tulving, 2001). Non si può ricordare in maniera episodica, quindi, ciò che non ha preliminarmente acquisito un significato nel contesto delle nostre conoscenze precedenti.Non si può ricordare in maniera episodica, quindi, ciò che non ha preliminarmente acquisito un significato nel contesto delle nostre conoscenze precedenti.

7 7 I principali sistemi di memoria 6/11: La memoria autobiografica Memoria autobiografica Memoria autobiografica È spesso utilizzata in maniera intercambiabile con quella episodica, tuttavia la memoria autobiografica comprende anche una memoria semantica personale che include, invece, i fatti autobiografici, che non differiscono sostanzialmente dagli altri fatti relativi al mondo (Kopelman et al., 1989; Cermak, OConnor, 1983). È spesso utilizzata in maniera intercambiabile con quella episodica, tuttavia la memoria autobiografica comprende anche una memoria semantica personale che include, invece, i fatti autobiografici, che non differiscono sostanzialmente dagli altri fatti relativi al mondo (Kopelman et al., 1989; Cermak, OConnor, 1983). Possiamo conoscere informazioni relative al nostro passato, come il nome dei colleghi di lavoro o dei compagni di classe delle scuole superiori, allo stesso modo in cui conosciamo, ad esempio, fatti storici, come il nome dei sette re di Roma.Possiamo conoscere informazioni relative al nostro passato, come il nome dei colleghi di lavoro o dei compagni di classe delle scuole superiori, allo stesso modo in cui conosciamo, ad esempio, fatti storici, come il nome dei sette re di Roma. Incidentalmente, va notato come la memoria semantica personale può essere danneggiata più gravemente di quella relativa a personaggi pubblici, nonostante ciò possa sembrare paradossale. Incidentalmente, va notato come la memoria semantica personale può essere danneggiata più gravemente di quella relativa a personaggi pubblici, nonostante ciò possa sembrare paradossale.

8 8 I principali sistemi di memoria 7/11: La memoria procedurale La memoria procedurale (Tulving, 1985, 1983) La memoria procedurale (Tulving, 1985, 1983) si riferisce allapprendimento di associazioni tra stimoli e risposte, comprese quelle che implicano complesse configurazioni dello stimolo e sequenze di risposta. si riferisce allapprendimento di associazioni tra stimoli e risposte, comprese quelle che implicano complesse configurazioni dello stimolo e sequenze di risposta. Sono apprendimenti che avvengono lentamente e non comportano una rappresentazione interna ma producono direttamente i loro effetti sul comportamento, in maniera automatica, rigida ed inconsapevole. Sono apprendimenti che avvengono lentamente e non comportano una rappresentazione interna ma producono direttamente i loro effetti sul comportamento, in maniera automatica, rigida ed inconsapevole. Contiene le informazioni sul come vanno fatte le cose e permette lacquisizione, la ritenzione e lutilizzo di abilità motorie, percettive e cognitive. Contiene le informazioni sul come vanno fatte le cose e permette lacquisizione, la ritenzione e lutilizzo di abilità motorie, percettive e cognitive. Ad esempio, possiamo essere bravissimi ad andare in bicicletta senza per questo ricordare quando e dove labbiamo imparato (memoria episodica), né saper spiegare come facciamo a rimanere in equilibrio (memoria semantica). Lo facciamo e basta.Ad esempio, possiamo essere bravissimi ad andare in bicicletta senza per questo ricordare quando e dove labbiamo imparato (memoria episodica), né saper spiegare come facciamo a rimanere in equilibrio (memoria semantica). Lo facciamo e basta. La memoria procedurale, dunque, non è accompagnata da alcuna consapevolezza ed è quindi definita anoetica. La memoria procedurale, dunque, non è accompagnata da alcuna consapevolezza ed è quindi definita anoetica.

9 9 I principali sistemi di memoria 8/11: La coscienza anoetica, noetica e autonoetica La memoria procedurale possiede una coscienza anoetica La memoria procedurale possiede una coscienza anoetica è caratteristica anche delle piante, di animali molto semplici e, perché no, di macchine capaci di accrescere la propria conoscenza (ad esempio i computer). è caratteristica anche delle piante, di animali molto semplici e, perché no, di macchine capaci di accrescere la propria conoscenza (ad esempio i computer). La memoria semantica, costituita da rappresentazioni consapevoli delle proprie conoscenze, è una memoria noetica La memoria semantica, costituita da rappresentazioni consapevoli delle proprie conoscenze, è una memoria noetica Permette la consapevolezza introspettiva delle proprie conoscenze sul mondo. Permette la consapevolezza introspettiva delle proprie conoscenze sul mondo. È posseduta anche da animali poco evoluti e dai bambini molto piccoli. È posseduta anche da animali poco evoluti e dai bambini molto piccoli. La memoria episodica possiede una coscienza autonoetica La memoria episodica possiede una coscienza autonoetica È lunica che permette di risperimentare in maniera consapevole il proprio passato (Tulving, 2002), possedendo una caratteristica che la rende straordinaria: la «consapevolezza della propria identità e della propria esistenza in un tempo soggettivo, che si estende dal passato, attraverso il presente, al futuro». È lunica che permette di risperimentare in maniera consapevole il proprio passato (Tulving, 2002), possedendo una caratteristica che la rende straordinaria: la «consapevolezza della propria identità e della propria esistenza in un tempo soggettivo, che si estende dal passato, attraverso il presente, al futuro». La coscienza autonoetica non soltanto ci permette di essere consapevoli dei contenuti delle nostre esperienze passate, ma ci consente anche di riviverle in riferimento a noi stessi, in una sorta di viaggio nel tempo, che assume la caratteristica soggettiva di io ricordo, io so. La coscienza autonoetica non soltanto ci permette di essere consapevoli dei contenuti delle nostre esperienze passate, ma ci consente anche di riviverle in riferimento a noi stessi, in una sorta di viaggio nel tempo, che assume la caratteristica soggettiva di io ricordo, io so.

10 10 I principali sistemi di memoria 9/11: La cronestesia La funzione tipicamente umana della cronestesia La funzione tipicamente umana della cronestesia La coscienza autonoetica permette anche di immaginarci nel futuro (Tulving 2002), capacità neurocognitiva, tipicamente umana, che permette la consapevolezza della dimensione temporale dellesistenza e la possibilità di pensare il tempo soggettivo. La coscienza autonoetica permette anche di immaginarci nel futuro (Tulving 2002), capacità neurocognitiva, tipicamente umana, che permette la consapevolezza della dimensione temporale dellesistenza e la possibilità di pensare il tempo soggettivo. La cronestesia è prerequisito sia della memoria episodica che della capacità di immaginare il futuro. La cronestesia è prerequisito sia della memoria episodica che della capacità di immaginare il futuro. K.C. era totalmente incapace di ricordare episodi del proprio passato, ma anche di immaginare il proprio futuro. Se gli veniva chiesto di descrivere il proprio stato mentale quando cercava di ricordare il passato, K.C. rispondeva: «Vuoto», la stessa risposta che forniva quando gli veniva chiesto di immaginare il proprio futuro.K.C. era totalmente incapace di ricordare episodi del proprio passato, ma anche di immaginare il proprio futuro. Se gli veniva chiesto di descrivere il proprio stato mentale quando cercava di ricordare il passato, K.C. rispondeva: «Vuoto», la stessa risposta che forniva quando gli veniva chiesto di immaginare il proprio futuro. Tulving ritiene che la cronestesia sia una funzione mediata dai lobi frontali e che sia specifica della specie umana. Tulving ritiene che la cronestesia sia una funzione mediata dai lobi frontali e che sia specifica della specie umana. Lemergenza di questa abilità ad un certo punto dellevoluzione avrebbe avuto un grosso ruolo nel produrre lo sviluppo della cultura e della civilizzazione.Lemergenza di questa abilità ad un certo punto dellevoluzione avrebbe avuto un grosso ruolo nel produrre lo sviluppo della cultura e della civilizzazione. Emerge tardi nellevoluzione della specie, come una sorta diabbellimento (così come lo definisce lautore, Tulving, 2002) della memoria semantica, reso possibile dalla capacità di viaggiare nel tempo.Emerge tardi nellevoluzione della specie, come una sorta diabbellimento (così come lo definisce lautore, Tulving, 2002) della memoria semantica, reso possibile dalla capacità di viaggiare nel tempo.

11 11 I principali sistemi di memoria 10/11: La memoria episodica in età evolutiva Cronestesia e memoria episodica in età evolutiva Cronestesia e memoria episodica in età evolutiva La capacità di viaggiare nel tempo e, di conseguenza, della memoria episodica così come definita da Tulving, si svilupperebbe soltanto intorno ai 4 anni. La capacità di viaggiare nel tempo e, di conseguenza, della memoria episodica così come definita da Tulving, si svilupperebbe soltanto intorno ai 4 anni. Gopnick e Graf (1988) fecero apprendere a dei bambini di età compresa tra i 3 ed i 5 anni il contenuto di un cassetto attraverso tre modalità differenti. Ad alcuni fu mostrato direttamente, ad altri fu invece riferito verbalmente e ad altri ancora furono dati dei suggerimenti in modo che lo indovinassero da soli. Mentre non ci furono differenze di età nella capacità di conoscere il contenuto del cassetto, solo i bambini di 5 anni furono capaci di riferire come lo avessero appreso, mentre quelli di 3 anni risposero a caso. Insomma sapevano cosa (conoscenza semantica), ma non ricordavano il contesto dellapprendimento.Gopnick e Graf (1988) fecero apprendere a dei bambini di età compresa tra i 3 ed i 5 anni il contenuto di un cassetto attraverso tre modalità differenti. Ad alcuni fu mostrato direttamente, ad altri fu invece riferito verbalmente e ad altri ancora furono dati dei suggerimenti in modo che lo indovinassero da soli. Mentre non ci furono differenze di età nella capacità di conoscere il contenuto del cassetto, solo i bambini di 5 anni furono capaci di riferire come lo avessero appreso, mentre quelli di 3 anni risposero a caso. Insomma sapevano cosa (conoscenza semantica), ma non ricordavano il contesto dellapprendimento. Lincapacità dei bambini più piccoli a ricordare la fonte degli apprendimenti sembra confermata anche da un altro esperimento in cui a bambini di 4 e 5 anni vennero insegnati i nomi di colori sconosciuti. Tutti i bambini mostrarono di impararli, ma quelli di 4 anni non ricordavano che gli fossero stati insegnati quello stesso giorno e sostenevano di averli sempre conosciuti (Taylor et al., 1994).Lincapacità dei bambini più piccoli a ricordare la fonte degli apprendimenti sembra confermata anche da un altro esperimento in cui a bambini di 4 e 5 anni vennero insegnati i nomi di colori sconosciuti. Tutti i bambini mostrarono di impararli, ma quelli di 4 anni non ricordavano che gli fossero stati insegnati quello stesso giorno e sostenevano di averli sempre conosciuti (Taylor et al., 1994). I bambini più piccoli sembrano poter ricordare i fatti ma non il contesto in cui li hanno appresi. I bambini più piccoli sembrano poter ricordare i fatti ma non il contesto in cui li hanno appresi.

12 12 I principali sistemi di memoria 11/11: La memoria episodica in età evolutiva Lamnesia infantile Gli adulti non potrebbero viaggiare indietro nel tempo oltre i 4 anni perché gli eventi precedenti sarebbero stati esperiti in assenza di una coscienza autonoetica sufficientemente sviluppata per permettere limmagazzinamento episodico delle esperienze (Wheeler et al., 1997). Gli adulti sembrano avere pochi o nessun ricordo personale (memoria episodica) relativo ai primi anni di vita, nonostante in questo periodo vengano apprese la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo (memoria semantica) senza che queste vengano poi dimenticate successivamente. Gli adulti sembrano avere pochi o nessun ricordo personale (memoria episodica) relativo ai primi anni di vita, nonostante in questo periodo vengano apprese la maggior parte delle cose che sappiamo del mondo (memoria semantica) senza che queste vengano poi dimenticate successivamente. I nostri ricordi episodici sembrano invece aumentare notevolmente per il periodo che va dai 3 ai 6 anni di età, che corrisponderebbe a quella in cui si sviluppa, come abbiamo visto, la memoria episodica. I nostri ricordi episodici sembrano invece aumentare notevolmente per il periodo che va dai 3 ai 6 anni di età, che corrisponderebbe a quella in cui si sviluppa, come abbiamo visto, la memoria episodica.

13 13 Figura 1: I sistemi di Memoria MEMORIA Memoria a lungo termine Memoria sensoriale Memoria a breve termine Memoria di lavoro Memoria esplicita (dichiarativa) Memoria implicita (non dichiarativa) EpisodicaSemanticaProceduraleApprendimento associativo Apprendimento non associativo Eventi personali specifici Significati Conoscenze generali Abilità motorie FacilitazioneCondizionamento classico Autobiografica Coscienza anoetica Coscienza autonoetica Coscienza noetica Sensibilizzazione Assuefazione

14 14 La memoria Tulving: relazione tra percezione e memoria Memoria Memoria dei significati degli episodi ConfrontoRiscoperta di significati 2° Immagine: Episodioconsignificato 1° Immagine: Episodiosenzasignificato in mancanza di concordanza in caso di di concordanza

15 15 La storia di Valentina 1/7 La storia di Valentina Valentina e la sua famiglia si rivolgono allo psicologo su consiglio del medico di famiglia. Quando, ormai ventenne, si blocca di fronte ad un esame universitario difficile, il medico lascolta, prova a rassicurarla e le prescrive un leggero tranquillante. Lansia però cresce e le impedisce di concentrarsi nello studio: giorno dopo giorno lesame che sta preparando diventa, nella sua fantasia, un ostacolo insuperabile. Per lei, abituata a risultati scolastici brillanti, questa situazione risulta intollerabile e lo sforzo che durante la giornata compie per tenere sotto controllo la preoccupazione, lo scoraggiamento, la sensazione del fallimento delle proprie ambizioni, la paura di deludere i propri genitori, a sera, quando va a letto, questo sforzo, appunto, fallisce e tutto crolla, una terribile angoscia lattanaglia, il cuore sembra uscirle dal petto, trema, suda ed è convinta di stare per morire. Desidererebbe la vicinanza dei suoi genitori, della madre in particolare, ma se ne vergogna e si sforza di non svegliarli. Le difficoltà della ragazza, però, non sfuggono alla madre che, con lorecchio sempre attento, si accorge che la figlia non dorme e va a sedersi al suo fianco. Il medico prova con un farmaco più incisivo, ma quando Valentina ulteriormente spaventata dai primi effetti collaterali e dal ritardo di quelli terapeutici ritorna da lui, la invia allo psicologo del competente Centro di Salute Mentale. Lo psicologo si trova davanti una ragazza ben curata, ma che mostra unetà inferiore a quella reale, e una donna, la madre, visibilmente in apprensione. Entrano insieme nella stanza di consultazione, anche se la madre vuole che sia la figlia a rispondere alle domande del professionista.

16 16 La storia di Valentina 2/7 Alla prima domanda: «Come mai siete qui?», Valentina resta immobilizzata e, con la voce rotta dallemozione, dice: «Non riesco a parlare!». Lo psicologo (P.): «È imbarazzata?». Valentina (V.), piangendo: «È un periodo che sto così... penso sempre alla morte!». P.: «È successo qualcosa che potrebbe giustificare questo pensiero?». V.: «Non lo so... Ho paura di perdere tutto allimprovviso ». P.: «Quindi è la morte degli altri che le fa paura, non la sua ». V.: «Anche la mia... Non so da che deriva tutto questo, ho paura che da un giorno allaltro, non so cosa mi potrebbe succedere se qualcuno morisse...». P.: «Alla morte di chi pensa?». V.: «Ai miei genitori, ai miei nonni». Valentina, controllando meglio i singhiozzi, racconta di quanto lei sia legata ai nonni materni, che praticamente lhanno allevata visto che la madre lavorava. Anche crescendo, la casa dei nonni ha continuato a rappresentare per Valentina un punto di riferimento quotidiano. Lei è la prima nipote per questa anziana coppia, e insieme alla sorella, fino a poco tempo prima hanno condiviso il privilegio di essere gli unici nipoti. Da quando è nato un nipotino, figlio dello zio che vive attualmente con i nonni, ha «la sensazione di essere messa da parte». I nonni appaiono, agli occhi di Valentina, ravvivati dalla presenza di questo neonato che sembra somigliare molto più di lei alla famiglia, mentre lei, confabula la ragazza, somiglia più alla famiglia del padre. Valentina, insomma, è presa in un vortice di rimuginazioni che tendono tutte a confermarla nellidea che sta perdendo il premuroso ed esclusivo affetto dei nonni. Dal canto suo, la madre, di fronte a queste reazioni irrazionali, non può fare altro che concludere che la figlia soffre di gelosia nei confronti del cuginetto.

17 17 La storia di Valentina 3/7 Alla fine dellincontro lo psicologo resta con una serie di quesiti irrisolti. Come mai una giovane donna che finora ha superato le tappe evolutive con successo (almeno apparentemente) è rimasta bloccata da un evento così normale? Valentina è stata finora una studentessa brillante, fidanzata felicemente già da alcuni anni, che si assume le proprie responsabilità nella gestione della casa collaborando con la madre lavoratrice. La stessa Valentina ritiene che ciò che le sta accadendo è del tutto ingiustificato ed è perfettamente consapevole della irrazionalità delle proprie paure, eppure lidea che la morte la possa privare degli affetti più cari (nonni e genitori) le invade la mente, le impedisce di concentrarsi, le impedisce di dormire la notte. Ricorrendo alle teorie psicodinamiche classiche, lo psicologo potrebbe ipotizzare la presenza di inconsapevoli sentimenti aggressivi, che, proprio perché inaccettabili, si trasformano in angosce insostenibili nei confronti di impulsi che, proiettati allesterno, ricadono sui propri oggetti di amore. Ma perché Valentina dovrebbe essere così arrabbiata nei confronti dei propri familiari, visto che descrive la propria famiglia come armoniosa e unita? Le premure e laffetto dimostrato nei confronti di nonni e genitori vanno considerate formazioni reattive, cioè frutto di operazioni mentali inconsce miranti a negare a se stessa il proprio odio trasformandolo in amore?

18 18 La storia di Valentina 4/7 Come avviene la maggior parte delle volte, dopo il primo colloquio lo psicologo offre al cliente la possibilità di esplorare meglio i vissuti che sono causa della richiesta di aiuto e propone il proseguimento della consulenza. Negli incontri successivi, naturalmente, il quadro si arricchisce. Innanzitutto, emerge la polarizzazione di due spinte opposte. La prima è una spinta allindipendenza che emerge dalle sue riflessioni sul futuro, sulla necessità di lasciare il proprio paese non solo per trovare una sistemazione adeguata agli studi che sta compiendo, ma anche per offrire migliori possibilità ai propri figli e liberarsi dellambiente pettegolo di provincia. Naturalmente, precisa, tutto questo non perché si sia trovata male in famiglia, anzi lei può vantare una solida famiglia alle spalle al pari di poche altre persone. Perciò, quando pensa a questi progetti, non può evitare di essere inondata da emozioni e lacrime che la rimandano allidea del tempo sottratto allo stare vicino ai genitori che intanto invecchiano e alla fine moriranno. Questi pensieri la mettono in contatto con i suoi bisogni di dipendenza (la seconda spinta) prima negati: in fondo ha ancora bisogno della madre per comprarsi un vestito e il passare quotidianamente a salutare i nonni è una fonte di benessere a cui non crede di poter rinunciare. È per questo che la paura della propria morte si sovrappone a quella per i propri cari. Lo psicologo, approfondendo largomento, apprende una cosa curiosa: Valentina giustifica la paura della propria morte soprattutto con il fatto che non sa dove rinascerà, in quale famiglia. Si chiede se sarà una famiglia disgregata, litigiosa, o peggio ancora, una famiglia di delinquenti in cui il padre sta spesso in carcere. Ha aderito a qualche religione orientale? Valentina si premura di chiarire che, anche se è diventata vegetariana (per non mangiare animali morti), ha mantenuto la fede cristiana di famiglia. Queste credenze bizzarre preoccupano lo psicologo che si chiede se non abbia minimizzato la gravità del problema della ragazza.

19 19 La storia di Valentina 5/7 Allincontro successivo, Valentina dichiara di stare meglio: i pensieri di morte sono diminuiti e, quando vengono, lei riesce a gestirli meglio, si distrae con la musica o pensando ad altro, certo è che il suo volto appare più disteso, forse anche perché questa settimana ha dormito. In queste condizioni, per Valentina è facile parlare daltro, dei suoi studi, dei suoi divertimenti, del suo fidanzato. Deve essere lo psicologo a ritornare sulle fantasie di rinascita. Senza scomporsi, Valentina spiega che deve esserci per forza una rinascita perché non può finire così: «Ci sono tanti bambini che purtroppo nascono in famiglie in cui vengono maltrattati o abbandonati e questo non è giusto. Perciò penso che in unaltra vita potranno nascere in famiglie migliori. Io invece sono stata molto fortunata, i miei genitori non mi hanno fatto mancare niente, ho avuto tutto; per questo motivo rinascerò in una famiglia di terroristi o con il padre in prigione». Per chi non è psicologo è difficile credere al profondo disagio in cui è rimasto, dopo quella seduta, linterlocutore della ragazza. Tecnicamente appariva come un delirio abbastanza organizzato eppure né nel colloquio né nei test somministrati a scopo diagnostico emergevano elementi psicotici. Che Valentina non riuscisse a fare i conti con la propria rabbia, questo sì che era chiaro, ma bisognava avere pazienza e aspettare che lei fosse pronta per cominciare a prendere contatto con queste emozioni rifiutate con tanta forza.

20 20 La storia di Valentina 6/7 Il varco però si apre presto. Alla seduta successiva, mentre racconta di un diverbio avuto con uno zio paterno, riconosce che tutti i parenti del padre hanno dei modi bruschi di relazionarsi agli altri. Poi le scappa: «Anche mio padre è così, non ci pensa due volte se deve urlare o darti uno schiaffo. Durante ladolescenza mi sono presa tante di quelle botte perché non voleva farmi uscire... ». Se il padre la incontrava per strada insieme ad amici, maschi o femmine che fossero, la costringeva platealmente a rientrare in casa scortata da lui. Nel raccontare questi fatti, Valentina sembra non accorgersi di stare sconfermando limmagine che fino a quel punto aveva dato della propria famiglia. Anzi man mano che la seduta procede, prende forma un quadro del tutto diverso e compare un risentimento verso il padre che Valentina aveva negato ed occultato in vario modo. Tra laltro, alla domanda Mio padre è una buona persona in un test di personalità (Hathaway, McKinley, 1989), Valentina aveva risposto Vero. Il genitore, in realtà, era un tipo molto violento, soprattutto nei confronti della moglie, che spesso picchiava violentemente. Valentina ricorda un episodio: una sera dalla sua stanza sentì le urla della madre, vide il padre che la strattonava tirandole i capelli, provò a difendere la donna, ma le prese anche lei. Mentre racconta questi fatti, Valentina è soffocata dallemozione e piange a dirotto: le sovviene che in fondo la madre le aveva prese perché aveva soddisfatto un desiderio della propria bambina (cioè Valentina stessa). Sembra riuscire finalmente a guardare la sua rabbia, il suo dolore, la sua impotenza.

21 21 La storia di Valentina 7/7 Dopo pochi incontri Valentina ha ricominciato a fare esami alluniversità, non ha più paura delle sue paure, e gli incontri con lo psicologo non rappresentano più per lei uno sfogo alle proprie angosce, ma unoccasione per ricostruire la propria storia, raccontandosela in maniera più coerente. Eppure gli episodi ricordati non risultavano essere stati rimossi o dissociati, erano a sua disposizione, ma come in un altro archivio, evidentemente diverso da quello che conteneva quelle informazioni che utilizzava per difendersi dalle paure di abbandono e di perdita.

22 22 Amnesia psicogena 1/3 La memoria non è un sistema unitario, ma consiste di diversi sottosistemi che si sviluppano in maniera separata Un riprova è data dal fatto che possono essere danneggiati selettivamente da patologie neurologiche. Un riprova è data dal fatto che possono essere danneggiati selettivamente da patologie neurologiche. Questi sistèmi naturalmente interagiscono tra loro: ad esempio, la memoria semantica influenza linterpretazione degli eventi poi immagazzinati nella memoria episodica. Questi sistèmi naturalmente interagiscono tra loro: ad esempio, la memoria semantica influenza linterpretazione degli eventi poi immagazzinati nella memoria episodica. Anche in assenza di patologie neurologiche, sono possibili alterazioni anche importanti del funzionamento mnestico. Anche in assenza di patologie neurologiche, sono possibili alterazioni anche importanti del funzionamento mnestico.

23 23 Amnesia psicogena 2/3 Lamnesia psicogena Lamnesia psicogena I ricordi episodici possono essere dimenticati dal soggetto perché troppo penosi e può essere relativa a I ricordi episodici possono essere dimenticati dal soggetto perché troppo penosi e può essere relativa a tutti i ricordi autobiografici di una persona (amnesia globale)tutti i ricordi autobiografici di una persona (amnesia globale) Improvvisa amnesia per i propri ricordi episodici, spesso accompagnata anche dalla perdita delle conoscenze semantiche relative alla propria persona (il paziente non sa chi è, dove abita ecc.). Improvvisa amnesia per i propri ricordi episodici, spesso accompagnata anche dalla perdita delle conoscenze semantiche relative alla propria persona (il paziente non sa chi è, dove abita ecc.). I soggetti che ne sono colpiti vengono spesso trovati che vagano per strada, senza ricordare niente di sé. I soggetti che ne sono colpiti vengono spesso trovati che vagano per strada, senza ricordare niente di sé. soltanto alcuni eventisoltanto alcuni eventi possono essere risparmiati frammenti di ricordi, che però vengono vissuti come estranei. possono essere risparmiati frammenti di ricordi, che però vengono vissuti come estranei. La memoria procedurale è invece raramente coinvolta dal disturbo. La memoria procedurale è invece raramente coinvolta dal disturbo.

24 24 Amnesia psicogena 3/3 Cause dellamnesia psicogena Cause dellamnesia psicogena In genere linsorgenza di queste amnesie funzionali globali vengono sempre precedute da un evento fortemente stressante, come litigi in famiglia, gravi problemi finanziari, situazioni di combattimento e, molte volte, sono precedute da una depressione dellumore. In genere linsorgenza di queste amnesie funzionali globali vengono sempre precedute da un evento fortemente stressante, come litigi in famiglia, gravi problemi finanziari, situazioni di combattimento e, molte volte, sono precedute da una depressione dellumore. Nel caso di amnesie funzionali limitate a specifici eventi, invece, è soltanto un particolare episodio che viene dimenticato. Nel caso di amnesie funzionali limitate a specifici eventi, invece, è soltanto un particolare episodio che viene dimenticato. Molte volte questo avviene in situazioni in cui il soggetto ha commesso un reato o ne è stato vittima.Molte volte questo avviene in situazioni in cui il soggetto ha commesso un reato o ne è stato vittima. Ad esempio, è particolarmente dibattuta la questione relativa alla dimenticanza di episodi di abusi sessuali infantili, anche se alcuni studi indicano che forse una perdita completa del ricordo è improbabile, mentre è possibile che questo sia vago, poco elaborato e mal collocato nel contesto spazio-temporale. Ad esempio, è particolarmente dibattuta la questione relativa alla dimenticanza di episodi di abusi sessuali infantili, anche se alcuni studi indicano che forse una perdita completa del ricordo è improbabile, mentre è possibile che questo sia vago, poco elaborato e mal collocato nel contesto spazio-temporale. Altre volte viene dimenticata una grave situazione di pericolo, come un incidente stradale, un terremoto, unesplosione. Altre volte viene dimenticata una grave situazione di pericolo, come un incidente stradale, un terremoto, unesplosione.

25 25 I meccanismi di alterazione funzionale della memoria episodica 1/4 I meccanismi di alterazione funzionale della memoria possono essere molteplici, legati ad almeno 7 processi. Nella fase dellimmagazzinamento dellinformazione Nella fase dellimmagazzinamento dellinformazione Un evento fortemente stressante produce unelevata attivazione emotiva, che può alterare sia la capacità del sistema attentivo di percepire lesperienza in tutti i suoi aspetti (a causa di un restringimento della coscienza), sia il normale funzionamento delle strutture temporali-mediali, responsabili dellimmagazzinamento.Un evento fortemente stressante produce unelevata attivazione emotiva, che può alterare sia la capacità del sistema attentivo di percepire lesperienza in tutti i suoi aspetti (a causa di un restringimento della coscienza), sia il normale funzionamento delle strutture temporali-mediali, responsabili dellimmagazzinamento. Nel processo di recupero Nel processo di recupero Maggiormente vulnerabile a fenomeni di inibizione, responsabili della dimenticanza.Maggiormente vulnerabile a fenomeni di inibizione, responsabili della dimenticanza. Anderson e Green (2001) hanno mostrato sperimentalmente come sia possibile nei soggetti normali produrre dimenticanze selettive del materiale verbale proposto dallo sperimentatore, esercitando un ripetuto controllo volontario (soppressione) rivolto a prevenire il ricordo di associazioni tra coppie di parole.Anderson e Green (2001) hanno mostrato sperimentalmente come sia possibile nei soggetti normali produrre dimenticanze selettive del materiale verbale proposto dallo sperimentatore, esercitando un ripetuto controllo volontario (soppressione) rivolto a prevenire il ricordo di associazioni tra coppie di parole. Successivamente (Anderson et al., 2004) è stato mostrato, con lutilizzo della risonanza magnetica funzionale, come tale soppressione volontaria sia associata ad un aumento dellattivazione delle aree prefrontali dorso-laterali e ad una minore attivazione di quelle ippocampali, portando gli autori a considerare questi risultati come la prima dimostrazione del substrato neurocognitivo del meccanismo freudiano della repressione. Successivamente (Anderson et al., 2004) è stato mostrato, con lutilizzo della risonanza magnetica funzionale, come tale soppressione volontaria sia associata ad un aumento dellattivazione delle aree prefrontali dorso-laterali e ad una minore attivazione di quelle ippocampali, portando gli autori a considerare questi risultati come la prima dimostrazione del substrato neurocognitivo del meccanismo freudiano della repressione.

26 26 I meccanismi di alterazione funzionale della memoria episodica 2/4 Leffetto di congruenza con lumore Leffetto di congruenza con lumore Dalgleish e Cox (2002) quando lumore è depresso affiorano soprattutto ricordi di eventi negativi. Dalgleish e Cox (2002) quando lumore è depresso affiorano soprattutto ricordi di eventi negativi. Beck et al. (1979) ritengono che questo dipenda dal fatto che lumore attiva degli schemi cognitivi coerenti con esso e che gli schemi indirizzano, poi, il recupero di ricordi congruenti. Beck et al. (1979) ritengono che questo dipenda dal fatto che lumore attiva degli schemi cognitivi coerenti con esso e che gli schemi indirizzano, poi, il recupero di ricordi congruenti. Leffetto della memoria ipergeneralizzata Leffetto della memoria ipergeneralizzata Stile di rievocazione autobiografica che consiste nel produrre affermazioni semantiche (negative) su di sé, laddove viene richiesto un ricordo episodico. Stile di rievocazione autobiografica che consiste nel produrre affermazioni semantiche (negative) su di sé, laddove viene richiesto un ricordo episodico. Ad esempio, alla richiesta di produrre un ricordo associato alla parola festa di compleanno potremmo raccontare di quella volta che andammo al compleanno di nostra cugina, incontrando quel parente che non vedevamo da tempo con cui rimanemmo a chiacchierare tutta la serata. Invece, le persone che presentano leffetto di ipergeneralizzazione potrebbero rispondere dicendo che negli ultimi anni non cè stata una festa in cui si siano divertiti veramente, che le feste di compleanno sono noiose e che in quelle situazioni vengono sempre isolati dagli altri invitati (Dalgleish, Cox, 2002; Healy, Wiliams, 1999).Ad esempio, alla richiesta di produrre un ricordo associato alla parola festa di compleanno potremmo raccontare di quella volta che andammo al compleanno di nostra cugina, incontrando quel parente che non vedevamo da tempo con cui rimanemmo a chiacchierare tutta la serata. Invece, le persone che presentano leffetto di ipergeneralizzazione potrebbero rispondere dicendo che negli ultimi anni non cè stata una festa in cui si siano divertiti veramente, che le feste di compleanno sono noiose e che in quelle situazioni vengono sempre isolati dagli altri invitati (Dalgleish, Cox, 2002; Healy, Wiliams, 1999).

27 27 I meccanismi di alterazione funzionale della memoria episodica 3/4 Le fonti indirette delle informazioni semantiche Le fonti indirette delle informazioni semantiche le nostre conoscenze possono derivare anche da altre persone significative oppure da risultati (erronei) di riflessioni e deduzioni del soggetto (Gerace et al., 1990). le nostre conoscenze possono derivare anche da altre persone significative oppure da risultati (erronei) di riflessioni e deduzioni del soggetto (Gerace et al., 1990). Leffetto può essere la presenza di incongruenze tra informazioni semantiche è ricordi episodici, sempre che questi vengano recuperati con successo. Infatti, poiché il loro recupero è in buona parte guidato dalle informazioni semantiche, la rievocazione potrebbe non avvenire affatto se questi sono in contraddizione con il materiale semantico. In tal caso il ricordo episodico verrebbe quindi escluso dalla coscienza.Leffetto può essere la presenza di incongruenze tra informazioni semantiche è ricordi episodici, sempre che questi vengano recuperati con successo. Infatti, poiché il loro recupero è in buona parte guidato dalle informazioni semantiche, la rievocazione potrebbe non avvenire affatto se questi sono in contraddizione con il materiale semantico. In tal caso il ricordo episodico verrebbe quindi escluso dalla coscienza. La falsificazione del dato episodico La falsificazione del dato episodico per renderlo coerente a quello semantico. per renderlo coerente a quello semantico. La distorsione del dato semantico La distorsione del dato semantico la costruzione arbitraria di dati semantici volta a risolvere lincongruenza logica tra i dati episodici con quelli semantici. la costruzione arbitraria di dati semantici volta a risolvere lincongruenza logica tra i dati episodici con quelli semantici.

28 28 I meccanismi di alterazione funzionale della memoria episodica 4/4 Bowlby (1980) aveva sottolineato limportanza, per la comprensione dei fenomeni psicopatologici, delle dissociazioni tra conoscenza semantica ed episodica. La dissociazione può avere la funzione di proteggere la relazione di attaccamento tra il bambino ed i genitori, producendo conoscenze semantiche distorte sui genitori, che tenderebbero a venire idealizzati nella rappresentazione del bambino. La dissociazione può avere la funzione di proteggere la relazione di attaccamento tra il bambino ed i genitori, producendo conoscenze semantiche distorte sui genitori, che tenderebbero a venire idealizzati nella rappresentazione del bambino. Lesclusione selettiva dalla coscienza dei ricordi costituiti da interazioni negative con i genitori può essere il frutto di un gioco congiunto di pressioni interpersonali e della disposizione innata del bambino a cercare conforto, aiuto e guida nelle figure di attaccamento.Lesclusione selettiva dalla coscienza dei ricordi costituiti da interazioni negative con i genitori può essere il frutto di un gioco congiunto di pressioni interpersonali e della disposizione innata del bambino a cercare conforto, aiuto e guida nelle figure di attaccamento. Alcune ricerche sembrano dimostrare che le influenze interpersonali possono determinare lesclusione dalla coscienza di informazioni episodiche (Liotti, 2004; Lis, Venuti, Mazzeschi, 1999).Alcune ricerche sembrano dimostrare che le influenze interpersonali possono determinare lesclusione dalla coscienza di informazioni episodiche (Liotti, 2004; Lis, Venuti, Mazzeschi, 1999).

29 29 Interpretazione del caso di Valentina I ricordi di Valentina dimostrano una marcata discrepanza tra memoria semantica ed episodica. Memoria semantica: Memoria semantica: limmagine di sé in rapporto ai genitori risulta idealizzata: una famiglia che non le ha fatto mancare nulla ed a cui si può sempre ricorrere in caso di bisogno. Una visione di questo tipo la proteggeva dallaccesso ai sentimenti ostili che non trovavano giustificazione nel materiale archiviato allinterno di questo magazzino di memoria.limmagine di sé in rapporto ai genitori risulta idealizzata: una famiglia che non le ha fatto mancare nulla ed a cui si può sempre ricorrere in caso di bisogno. Una visione di questo tipo la proteggeva dallaccesso ai sentimenti ostili che non trovavano giustificazione nel materiale archiviato allinterno di questo magazzino di memoria. La storia ci dice che Valentina aveva trovato rifugio nella relazione sostitutiva con i nonni.La storia ci dice che Valentina aveva trovato rifugio nella relazione sostitutiva con i nonni. Quando, però, in modo infantile, ha sentito minacciata tale relazione dalla nascita del cuginetto, tale equilibrio si è rotto e le emozioni di rabbia e paura sono riaffiorate prepotentemente.Quando, però, in modo infantile, ha sentito minacciata tale relazione dalla nascita del cuginetto, tale equilibrio si è rotto e le emozioni di rabbia e paura sono riaffiorate prepotentemente. La fantasia bizzarra di una giustizia universale che si afferma attraverso unalternanza delle rinascite in famiglie buone e in famiglie cattive, inoltre, era un modo originale della mente di Valentina per gestire informazioni incompatibili che, non riuscendo ad incontrarsi, emergevano nella incongruenza delle emozioni provate, che proprio per questo apparivano patologiche.La fantasia bizzarra di una giustizia universale che si afferma attraverso unalternanza delle rinascite in famiglie buone e in famiglie cattive, inoltre, era un modo originale della mente di Valentina per gestire informazioni incompatibili che, non riuscendo ad incontrarsi, emergevano nella incongruenza delle emozioni provate, che proprio per questo apparivano patologiche. Memoria episodica: Memoria episodica: Quando la relazione con lo psicologo è divenuta sufficientemente sicura, allora Valentina ha potuto cominciare ad esplorare la propria memoria episodica, consentendole di passare da un archivio allaltro e di confrontarne le informazioni contenute.Quando la relazione con lo psicologo è divenuta sufficientemente sicura, allora Valentina ha potuto cominciare ad esplorare la propria memoria episodica, consentendole di passare da un archivio allaltro e di confrontarne le informazioni contenute.


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