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Giuseppe Verdi nella Milano del Risorgimento Il patriottismo italiano sul palcoscenico del Teatro alla Scala Tesi di Gianmarco Torrigiani Liceo Scientifico.

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Presentazione sul tema: "Giuseppe Verdi nella Milano del Risorgimento Il patriottismo italiano sul palcoscenico del Teatro alla Scala Tesi di Gianmarco Torrigiani Liceo Scientifico."— Transcript della presentazione:

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2 Giuseppe Verdi nella Milano del Risorgimento Il patriottismo italiano sul palcoscenico del Teatro alla Scala Tesi di Gianmarco Torrigiani Liceo Scientifico Amedeo di Savoia Duca dAosta – Pistoia Classe V Sezione D

3 Sono belli i teatri dopera. Hanno un loro fascino. Ci sono gli ori, le luci, gli stucchi, i velluti, i tappeti, gli specchi; spesso anche i soffitti affrescati, come in certe chiese. Fanno spettacolo a sé, a sipario chiuso: ti danno un senso di opulenza, di protezione, di calore, di complicità. Pensi a che cosa poteva succedere nei palchi quando socchiudevano le tendine, discrete perfino nei colori: azzurro, avorio, un verde che si spegne nel giallo, oppure un rosso che non è più rosso. Le stampe della Scala tramandano limmagine di un teatro in cui tutto è ordine, simmetria, compostezza, conforto: il conforto del lusso. Ma che cosa succedeva dentro quei palchi? Sonnecchiavano, mangiavano, cospiravano, facevano lamore, intrecciavano pettegolezzi? E quei poveri diavoli che stavano sotto a cantare, ballare, suonare? Per molto tempo, allinizio di una vita che ha oltrepassato i due secoli, la Scala è stata tutto questo: teatro e luogo di ritrovo assolutamente necessari, più il secondo del primo, alla nobiltà milanese. Sono belli i teatri dopera. Hanno un loro fascino. Ci sono gli ori, le luci, gli stucchi, i velluti, i tappeti, gli specchi; spesso anche i soffitti affrescati, come in certe chiese. Fanno spettacolo a sé, a sipario chiuso: ti danno un senso di opulenza, di protezione, di calore, di complicità. Pensi a che cosa poteva succedere nei palchi quando socchiudevano le tendine, discrete perfino nei colori: azzurro, avorio, un verde che si spegne nel giallo, oppure un rosso che non è più rosso. Le stampe della Scala tramandano limmagine di un teatro in cui tutto è ordine, simmetria, compostezza, conforto: il conforto del lusso. Ma che cosa succedeva dentro quei palchi? Sonnecchiavano, mangiavano, cospiravano, facevano lamore, intrecciavano pettegolezzi? E quei poveri diavoli che stavano sotto a cantare, ballare, suonare? Per molto tempo, allinizio di una vita che ha oltrepassato i due secoli, la Scala è stata tutto questo: teatro e luogo di ritrovo assolutamente necessari, più il secondo del primo, alla nobiltà milanese. (G. Barigazzi, La Scala racconta, Milano, 2010)

4 TEATRO ALLA SCALA NABUCCO 14 FEBBRAIO 2013

5 In questi sedici anni si concentrano In questi sedici anni si concentrano tutte le opere del compositore aventi tenore patriottico

6 Lopera è anche un modo per andare Lopera è anche un modo per andare dentro la storia, è come leggere un libro dentro la storia, è come leggere un libro Professor Francesco Bussi, Docente di Storia ed Estetica della Musica

7 Contesto ideologico del Risorgimento In Italia In Italia Patriottismo ottocentesco italiano: un fenomeno di grandissimo rilievo politico storiografico La costruzione dello stato unitario avvenne attraverso moti popolari, guerre, sacrifici umani Anche gli intellettuali contribuirono con le loro opere a trasmettere i profondi ideali cari al patriottismo In Europa Tra il XVIII ed il XIX secolo storici e letterati svilupparono la tesi secondo cui ogni popolo ha un diritto naturale di decidere il proprio destino, di organizzare la propria vita politica nel territorio da esso abitato, diventando così una nazione

8 Alla fine del 1838 Verdi si trasferisce con la propria famiglia da Busseto, luogo natio, alla capitale lombarda, passata nel 1814, dopo lesperienza napoleonica, sotto il dominio dellimpero austriaco.

9 Forza di attrazione culturale, storica e politica di Milano Nei primi anni dellOttocento, in piena epoca risorgimentale, Milano si era distinta, rispetto alle altre capitali italiane, per essere quella che, prima fra tutte, aveva spinto maggiormente verso lunificazione e lautodeterminazione dellItalia, divenendo ben presto, per tali ragioni, vera e propria porta naturale sullEuropa, centro ricettivo ed attrice protagonista delle grandi elaborazioni concettuali della letteratura, dellarte e del pensiero.

10 Non può perciò stupire che nella città convogliassero i maggiori rappresentanti della vita intellettuale italiana A Milano, lItalia non si costruiva solo con le armi, ma con larte, la musica, la letteratura Artisti quali Manzoni e H ayez rappresentano infatti, nei loro rispettivi ambiti culturali, il corrispettivo di Verdi Arti diverse, contributo comune alla causa risorgimentale

11 Il Teatro alla Scala: il grande orologio che regola la vita di Milano 1776 : un incendio distrugge il teatro di corte; limperatrice Maria Teresa dAustria decide di far costruire un nuovo teatro, realizzandolo sullarea della chiesa di Santa Maria della Scala. 3 agosto 1778 : sin dallinaugurazione il teatro svolge in città un importante ruolo sociale per la vita dellaristocrazia milanese : allarrivo di Verdi a Milano, la Scala diventa centro di gravità di tutte le classi sociali.

12 Il giovane Verdi nei salotti e negli ambienti culturali milanesi Sin dal suo arrivo Verdi cominciò a prendere contatto con i luoghi attorno al teatro, dove si davano convegno tutti i protagonisti, diretti o indiretti, del mondo del melodramma. Sin dal suo arrivo Verdi cominciò a prendere contatto con i luoghi attorno al teatro, dove si davano convegno tutti i protagonisti, diretti o indiretti, del mondo del melodramma. Divenuto ben presto il nuovo genio da onorare, entrò come tale nei salotti che allora contavano a Milano, tra cui quello, il più ambito di tutti, della contessa Clara Maffei e di suo marito Andrea Maffei, noto poeta, traduttore di Shiller e Byron, molto legato alla cultura tedesca. Divenuto ben presto il nuovo genio da onorare, entrò come tale nei salotti che allora contavano a Milano, tra cui quello, il più ambito di tutti, della contessa Clara Maffei e di suo marito Andrea Maffei, noto poeta, traduttore di Shiller e Byron, molto legato alla cultura tedesca. Ivi furono ospitate le forze migliori degli intellettuali italiani dellepoca; dal 1846, dopo la separazione dei due coniugi, divenne anche centro di elaborazione di idee politiche (Mazzini), ispirandosi a principi anti-austriaci ed indipendentisti. Ivi furono ospitate le forze migliori degli intellettuali italiani dellepoca; dal 1846, dopo la separazione dei due coniugi, divenne anche centro di elaborazione di idee politiche (Mazzini), ispirandosi a principi anti-austriaci ed indipendentisti.

13 Influsso del pensiero di Mazzini nella vita artistica di Verdi Il contatto di Verdi con ambienti così ideologicamente impegnati nella causa nazionale fece sì che questi, in modo forse inizialmente inconsapevole, recepisse via via, fino a renderli inevitabilmente propri e a tradurli nella propria produzione artistica, gli ideali ed i valori patriottici confluiti in quegli ambienti culturali. Il contatto di Verdi con ambienti così ideologicamente impegnati nella causa nazionale fece sì che questi, in modo forse inizialmente inconsapevole, recepisse via via, fino a renderli inevitabilmente propri e a tradurli nella propria produzione artistica, gli ideali ed i valori patriottici confluiti in quegli ambienti culturali.

14 Mazzini: Filosofia della musica Nellopera, apparsa nel 1836, il patriota genovese: sollecita un profondo rinnovamento della musica e del melodramma italiano; sollecita un profondo rinnovamento della musica e del melodramma italiano; ricerca unarte che, con la sua potenza, giunga a trascinare il popolo, infiammandolo damor di patria e risvegliandolo allazione rivoluzionaria; ricerca unarte che, con la sua potenza, giunga a trascinare il popolo, infiammandolo damor di patria e risvegliandolo allazione rivoluzionaria; suggerisce che il melodramma valorizzi luso del coro, inteso quale espressione della voce del popolo oppresso nel processo dindipendenza dellItalia. suggerisce che il melodramma valorizzi luso del coro, inteso quale espressione della voce del popolo oppresso nel processo dindipendenza dellItalia.

15 Il Nabucco: Verdi involontario portavoce di istanze patriottiche Luomo che Mazzini invocava era dietro langolo: Verdi sembrò immediatamente capace di rispondere alle sue sollecitazioni. Loccasione nacque, quasi per caso: il Nabucco, presentato alla Scala il 9 marzo 1842, rappresenta, in tal senso, la vera svolta nella carriera del compositore, il quale fece istintivamente propri i suggerimenti del Mazzini quanto alluso del coro. Attraverso il Va, pensiero, ove il popolo ebraico rimpiange la patria perduta, il Maestro giunse ad esprimere, in modo quasi inconsapevole, quei sentimenti patriottici ed anti-austriaci maturati grazie alla continua frequentazione dei salotti della Milano risorgimentale: tutta lItalia era una polveriera, e parole come esule, patria, libertà possedevano in quel frangente capacità esplosive inimmaginabili.

16 Rilievo politico e sociale della Scala al tempo del Nabucco In piena epoca risorgimentale, tanto più quanto ci si avvicinava ai moti rivoluzionari del 1848, in tutti i teatri italiani dellOttocento, a maggior ragione in quelli situati nei territori ancora sotto il dominio dellImpero Asburgico, era norma che la rappresentazione di unopera lirica divenisse il pretesto per scatenare accese manifestazioni di carattere patriottico. Basta guardare Senso, film girato nel 1954 dal celebre regista Luchino Visconti, per documentare e far prendere coscienza della funzione politica e sociale dei nostri teatri allepoca dellItalia oppressa.

17 Dal trionfo del Nabucco, un Verdi finalmente consapevole Vista la trionfale accoglienza tributata dai milanesi al Nabucco, in Verdi si fece avanti la consapevolezza di dover rendere la propria arte un vettore privilegiato per la diffusione di istanze patriottiche ed indipendentiste. Temi portanti del repertorio verdiano divennero, da questo momento in poi: leroismo, lamor di patria, la provvidenza divina, lonore, la lotta contro il potere in nome della libertà e della pace. A dimostrazione della maturata consapevolezza raggiunta dal compositore, la successiva opera I Lombardi alla prima crociata è tutta una esaltazione del valore italiano, in particolare col celebre coro O Signor che dal tetto natio, ricco di elementi rivelatori di un sincero amor di patria.

18 Dall Ernani al Macbeth : Verdi sempre più vicino al popolo Ernani (marzo 1844): ambientata in Spagna, al tempo di Carlo DAragona; nel coro Si ridesti il Leon di Castiglia è evidente il richiamo allesigenza di indipendenza ed unità, da riferirsi alla situazione italiana. I Due Foscari (novembre 1844): presenti temi patriottici quali quello dellesilio straziante e della giustizia infame. Giovanna dArco (febbraio 1845): fortissimi lefficacia e limpatto sul popolo italiano; il coro del popolo commenta la presenza delloppressore: clamorosa è linvettiva contro gli stranieri, come pure altrettanto sentito è il pianto delle donne. Alzira (agosto 1845): tragedia lirica ambientata nellantico Perù allepoca dei conquistadores: ricco di spunti patriottici il coro O fratelli caduti pugnando. Attila (marzo 1846): lopera, la più risorgimentale di tutte per la sua potente irruenza, è ispirata alle vicende dellUnno che aveva invaso il Veneto. Tra i temi patriottici più evidenti: la patria come madre; litalianità guerresca; leroe che cadendo lega per sempre il suo nome alla storia delladorata patria. Macbeth (marzo 1847): il coro Patria oppressa alludeva evidentemente al dolore alto e solenne degli italiani servi. Macbeth (marzo 1847): il coro Patria oppressa alludeva evidentemente al dolore alto e solenne degli italiani servi.

19 Verdi e le Cinque giornate di Milano Più ci si avvicinava ai moti rivoluzionari del 1848, più Verdi appariva pienamente colto da contagio rivoluzionario. Più ci si avvicinava ai moti rivoluzionari del 1848, più Verdi appariva pienamente colto da contagio rivoluzionario marzo 1848: Milano viene liberata dagli austriaci da parte dei patrioti italiani; Verdi, in quel momento a Parigi, si entusiasmò alla notizia e, partecipando con animo appassionato alle sorti alterne della riscossa nazionale, partì per Milano, arrivandovi peraltro il 5 aprile, a cose già concluse. Gennaio 1849: lesperienza vissuta in una città di Milano in piena tempesta rivoluzionaria, incoraggiò Verdi a mettersi alla ricerca di un soggetto altissimo e grandioso, e a comporre, a tal fine, La battaglia di Legnano. Lopera, lunica con un deliberato intento di propaganda risorgimentale, è ambientata a Milano nel 1176, ove i Comuni lombardi, riuniti nellomonima Lega, difendono la città dalla minaccia rappresentata dalle truppe di Federico Barbarossa, e a Como, dove i cittadini gli dichiarano guerra. Per la prima volta, il tema della sacralità della patria veniva indissolubilmente connesso, senza mezzi termini, alla compagine italiana, attraverso un coro iniziale maestoso, trionfale, coinvolgente; un canto che si leva al grido: Viva lItalia!.

20 Viva V.E.R.D.I.! Viva V.E.R.D.I.! Verdi, dunque, intrecciò sempre e profondamente la propria vita con quella del proprio Paese: le sue convinzioni furono sempre allunisono con il sentimento del popolo italiano, che continuò ad inneggiare a lui, rendendolo una delle guide morali più significative nel panorama risorgimentale. Giugno 1855 : a Parigi vennero messi in scena I Vespri Siciliani, ultimo, importante, melodramma di specifico argomento patriottico, la cui azione si svolge nel 1282 a Palermo, dove sta per scoppiare la rivoluzione del popolo siciliano contro loccupante dominatore francese. Il suo nome diventò, in qualche modo, il simbolo stesso del Risorgimento: non è un caso, dunque, che nel 1859, agli albori della proclamazione dellunità dItalia, il suo nome, tradotto in sigla, fosse stato utilizzato dai partigiani della monarchia sabauda per tracciare sui muri delle città occupate dagli austriaci, un acronimo, Viva V.E.R.D.I.!, inneggiante alla persona di Vittorio Emanuele come futuro re dItalia, per eludere i sospetti della polizia.

21 Non il fucile, ma le sue note: il contributo di Verdi alla causa nazionale Forse, per compiere al meglio la missione a cui ognuno è chiamato, è bene che si mettano a frutto i talenti, le facoltà ricevute in dote, e Verdi era un grande compositore. Pertanto, è possibile che lui stesso ritenesse di poter servire meglio la causa nazionale, non tanto con il fucile, quanto piuttosto con le opere. E la musica che parla anche per luomo Giuseppe Verdi, per il politico Giuseppe Verdi, per il patriota Giuseppe Verdi. Questi esplica il suo patriottismo con le note anziché con lazione carbonara. Forse, per compiere al meglio la missione a cui ognuno è chiamato, è bene che si mettano a frutto i talenti, le facoltà ricevute in dote, e Verdi era un grande compositore. Pertanto, è possibile che lui stesso ritenesse di poter servire meglio la causa nazionale, non tanto con il fucile, quanto piuttosto con le opere. E la musica che parla anche per luomo Giuseppe Verdi, per il politico Giuseppe Verdi, per il patriota Giuseppe Verdi. Questi esplica il suo patriottismo con le note anziché con lazione carbonara. Professor Francesco Bussi, Docente di Storia ed Estetica della Musica Se lItalia divenne una sola nazione lo si deve anche a lui e alla forza del suo linguaggio musicale. Se lItalia divenne una sola nazione lo si deve anche a lui e alla forza del suo linguaggio musicale. Carlo Azeglio Ciampi, già Presidente della Repubblica Italiana


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