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Incontro al Delta Progetto 2010 IPM P Siciliani Bologna Nessuno educa nessuno e neppure sé stesso: gli uomini si educano in comunione,attraverso la mediazione.

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1 Incontro al Delta Progetto 2010 IPM P Siciliani Bologna Nessuno educa nessuno e neppure sé stesso: gli uomini si educano in comunione,attraverso la mediazione del mondo. Paulo Freire- Pedagogia degli oppressi

2 Ogni giorno ricorderò di comunicare la mia gioia e la mia disperazione In modo che possiamo conoscerci meglio Ogni giorno rammenterò a me stesso di ascoltarvi veramente E di cercare di ascoltare il vostro punto di vista E di scoprire il modo meno minaccioso per esporvi il mio Ricordando che io e voi stiamo crescendo e cambiamo in cento modi diversi Ogni giorno rammenterò a me stesso che sono un essere umano E non pretenderò la perfezione da voi finché non sarò perfetto

3 INTRODUZIONE Premessa fondamentale, è che lIPM di Bologna, dopo un lungo, paziente e risoluto cammino in questa direzione, è e si sente un istituzione del territorio, parte del contesto cittadino, da cui è visitata, accolta e spesso fecondata e arricchita soprattutto dalle sue forze migliori, quelle dei giovani. L obiettivo principale che questo documento persegue, è quello di rendere un informazione accessibile a tutti i servizi minorili e ai referenti esterni all IPM, relativamente alla cornice fondamentale e alle azioni principali che connoteranno lintenzionalità educativa del Progetto dell Istituto Penale Minorile di Bologna, per l anno 2009/2010. Il progetto ha seguito nel modello costruttivo, il metodo partecipato, con incontri fra le aree dellIstituto, con le Agenzie ed Associazioni che lavorano in IPM, e con la costituzione di due gruppi di lavoro allinterno dellarea tecnica. Il progetto propone i medesimi macro-obbiettivi dell anno scorso, ritenuti ancora assolutamente validi, sia nella tensione ideale che producono, sia nella declinazione pratica delle singole attività che ad esso si devono conformare. Il titolo del progetto Incontro al Delta, è posto in continuità con il progetto precedente Come sassi in mezzo al Fiume. Come sassi in mezzo al fiume, infatti, gli educatori e più in generale gli adulti che lavorano con i ragazzi, devono consentire che questi possano attraversare un guado, un fiume. I sassi richiamano all idea di solidità e allo stesso tempo di essenzialità, di forme definite dal tempo e dalla stessa acqua, che ha molto lavorato per renderli così, lisci e adattati perfettamente e perciò indispensabili per lattraversamento. Lessenzialità delle cose quotidiane in IPM è unessenzialità conquistata, nella riflessione e nella faticosa costruzione di sé, fatta stando non ai margini del fiume, ma in mezzo ad esso. Il Delta è il punto di arrivo del fiume, necessario e inevitabile, lo sbocco nel mare, ciò a cui ogni fiume tende, qualunque sia il suo percorso. La meta, luogo di incontro di tutti e ciascuno. ll Direttore Paola Ziccone

4 FINALITÀ ISTITUZIONALI Esecuzione dei provvedimenti dellautorità giudiziaria Garanzia dei diritti soggettivi ( salute, istruzione, lavoro, mantenere i legami con le persone significative, socializzazione, esprimere il proprio credo religioso, assistenza affettiva e psicologica, usufruire -i minori e il personale- di ambienti rispettosi della dignità umana e igienicamente sicuri) Attivazione di processi di responsabilizzazione e di promozione umana anche attraverso lordinato svolgimento della vita comunitaria Promozione del processo di cambiamento delle condizioni e degli stili di vita personali (Convenzione sui Diritti del Fanciullo,Regole di Pechino; dpr 448\88, O. Penitenziario legge 354/75, Regolamento di esecuzione Dpr 230/2000, Circolare ministeriale di febbraio 2006 su Organizzazione e gestione tecnica degli Istituti penali minorenni, Regolamento interno IPM Bologna)

5 CONTESTO DI RIFERIMENTO

6 * Per giustizia: sono inclusi tutti i minori entrati o trasferiti a Bologna per udienza o provenienti da altri ipm per sostenere colloqui o altro.

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16 SINTESI COMMENTO DATI STATISTICI Numero di ingressi: il dato è sostanzialmente stabile, con un aumento proporzionale degli stranieri sugli italiani Ingressi: rispetto al dato dell anno scorso, cè una forte diminuzione degli ingressi per giustizia che passano dal 36% al 28% Permanenza media: circa 5 giorni per i rientri per giustizia, tra i 15 ai 30 giorni per il 65% degli altri. Provenienza geografica degli ingressi: prevalente il nord africa (soprattutto Marocco) 38% degli ingressi, in lieve aumento rispetto all anno scorso gli italiani, rumeni, gruppi rom e sinti. Aumento dei cinesi e altre nazionalità. Presenza media giornaliera: 18 minori (capienza aumentata a 22 di fatto) Fra i motivi di uscita dei minori entrati per motivi diversi da giustizia: il 33% viene trasferito per sfollamento, il 45% per trasformazione della misura cautelare, il 6% per fine pena Letà dei minori : non è più prevalente la fascia sopra i 16 anni,bensì quella sopra i 18 anni (50%) che era il 32% nel Per i reati: prevalenti ancora quelli contro il patrimonio, stabili quelli contro la persona e quelli per spaccio e detenzione. Situazione familiare minori stranieri:in consistente aumento quelli con famiglia regolare in Italia ( dal 10 al 48%)

17 OBIETTIVI Gli obiettivi del progetto di istituto sono ispirati al fine dell educazione alla responsabilità e mirano a promuovere: Sintonia tra obiettivi educativi ed organizzativi Progettazione – programmazione (obiettivi e risorse) Fase di Transizione (sperimentare – monitorare - modificare)

18 MODELLO DI INTERVENTO VERSO UNECOLOGIA DELLA RESPONSABILITA Il progetto 2010 dellIpm di Bologna, conferma il macro obiettivo educativo delleducazione alla responsabilità presentato lo scorso anno., A questo proposito è importante richiamare il concetto di ecologia della responsabilità, come delineato da Gaetano De Leo nel 1996, che si riferisce al complesso processo interattivo che coinvolge tutte le persone presenti allinterno di un contesto organizzativo e le chiama ad assumere responsabilità diverse, ma interconnesse, calibrandole a seconda dei differenti ruoli, compiti e funzioni. Seguendo questa premessa, il tema della responsabilità è considerato come il macro obiettivo dellintervento, trasversale a tutte le azioni da realizzare nelle diverse fasi della permanenza del minore in Istituto, seppure con declinazioni specifiche nei differenti momenti del percorso, in cui sono strettamente connessi obiettivi educativi ed organizzativi. La responsabilità deve promuovere la costruzione delle relazioni dentro lIstituto penale, una cornice che tenga insieme tutti gli interventi (trattamentali, culturali, formativo/professionalizzanti, sanzionatori ), comunemente orientati a rispondere al mandato istituzionale di avviare processi di cambiamento nel minore. La presenza di differenti professionalità, la qualità delle relazioni, lattivazione di percorsi formativi, lautorevolezza del personale e lesempio del civile svolgersi della vita quotidiana rappresentano infatti i presupposti sui quali si fonda una efficace azione educativa. Pensiamo al modello di intervento suddiviso in tre fasi: accoglienza, orientamento e dimissioni,e la divisione dei ragazzi in due gruppi, con lipotesi di sperimentare nel corso del 2010 anche la divisione dei ragazzi nella fase di dimissione. Per ciascuna fase si ridefiniscono obiettivi educativi ed organizzativi con una macro mappa operativa per gli operatori coinvolti. s, Un progetto 2010 che a partire da quanto realizzato nel corso del 2009 punterà sulla sperimentazione, con ipotesi organizzative che nellambito degli obiettivi educativi delineati per ogni fase, tenterà di promuovere risposte adeguate ai bisogni dei ragazzi dei gruppi indicati. monitoraggio del lavoro che viene svolto. Fondamentale continuare nel costante lavoro di monitoraggio del lavoro che viene svolto.

19 MODELLO DI INTERVENTO Lavoro per fasi \ moduli 1.Accoglienza\ filtro 2.Orientamento 3.Dimissioni Divisione in gruppi : Un gruppo per la fase di accoglienza Un gruppo per le fasi orientamento e dimissioni Nel corso del 2010, in relazione alle risorse di personale e agli spazi a disposizione si valuteranno (e se possibile sperimenteranno) ipotesi di suddivisione fra il gruppo orientamento e il gruppo dimissione

20 La prima fase di ingresso è sinonimo di accoglienza e coincide con il macro obiettivo della attenuazione dellimpatto che la struttura detentiva può avere sul minore. Questo macro obiettivo è trasversale ai tre obiettivi educativi che declinano in maniera differente la funzione di accoglienza rivolta al minore. (1)Accoglienza informativa. (1)Accoglienza informativa. Ogni area/ufficio interno dell I.P.M. delinea questa funzione con azioni specifiche. LArea sicurezza informa il ragazzo sugli aspetti procedurali interni (es.registrazione matricola, telefonate, posta,…), sugli aspetti normativi interni, informazioni sul regolamento, e logistica dellIstituto, etc,… LArea sanitaria provvede alla verifica della condizioni di salute, al contatto con i Servizi sanitari territoriali, allorientamento del minore sulle norme igienico-sanitarie. LArea Educativa garantisce lascolto nelle primissime ore di ingresso in istituto, lorientamento del minore rispetto alla struttura, lindividuazione di particolari bisogni o fattori di rischio emergenti… (2)Accoglienza relazionale. (2)Accoglienza relazionale. Si basa fondamentalmente sugli interventi di sostegno di tipo formale (es. colloqui) ed informale, contatti con i familiari, introduzione al gruppo dei coetanei, interventi sulle crisi, lavoro con il gruppo dei minori, inserimento nelle prime attività formative, culturali e sportive..etc… (3)Accoglienza trattamentale. (3)Accoglienza trattamentale. Si definisce attraverso la assegnazione formale del caso alle figure professionali dellèquipe, la conoscenza diretta del minore da parte di tutti i componenti lèquipe, la conoscenza diretta dei familiari, lacquisizione di informazioni da parte dei servizi territoriali, liniziale elaborazione del reato e della misura cautelare, etc. Questi interventi si traducono contestualmente in una organizzazione interna caratterizzata da interdipendenza tra le varie Aree presenti in Istituto (Custodia, Educativa, Sanitaria), da attività specifiche per laccoglienza con moduli brevi e aperti a continui inserimenti di nuovi ragazzi. Percorsi formativi e sportivi che aiutano i ragazzi ad inserirsi nel nuovo contesto e siano propedeutici a percorsi formativi più strutturati da realizzarsi negli altri moduli. Interventi non solo individuali ma soprattutto rivolti al gruppo dei minori. GRUPPO ACCOGLIENZA

21 FASE DI INGRESSO Centralità fase di accoglienza, lobiettivo è creare uno spazio educativo che dentro la più ampia cornice di un contesto che promuove azioni di responsabilizzazione, sia utile a: Obiettivi tecnico-educativi Attenuare limpatto con la struttura detentiva Sostenere il minore nella dimensione emotiva \ affettiva Contestualizzazione (Favorire la conoscenza del contesto, del regolamento e del personale) e primo orientamento Aprire spazi di collaborazione e di costruzione della relazione educativa Obiettivi Organizzativi Attivazione tempestiva ed adeguata dellintervento di accoglienza Colloqui con lequipe Valutazione intersoggettiva con le figure che gestiscono le attività interne. Spazio educativo individuale Avviare attività di gruppo (sportive, culturali e scolastiche etc.) Incontri informativi di gruppo (organizzazione quotidiana) Assegnazione minore ad educatore e psicologo, presa in carico, costituzione equipe

22 FASE DI INGRESSO mappa operativa OBIETTIVI educativiOPERATORI (chi e con chi)AZIONI (che cosa e come) 1. Attenuare limpatto con la struttura detentiva Educatori Educatori, (stranieri con mediatori) Psicologo Educatori IPM e educatori CPA Educatori Sorveglianza, educatori Polizia Penitenziaria, Magazziniere Matricolisti Raccolta informazioni (C.P.A., Prog. Funzioni Ponte-colloquio congiunto in CPA) e/o servizio di provenienza (territorio, altro IPM). Colloqui di primo ingresso (continuità con interventi da c.p.a. per cust.caut. o agg.) Valutazione fattori di rischio (autolesionismo, dipendenze, reazioni depressive) Colloqui congiunti con il minore nella fase dellingresso e aggravamento. Compilazione scheda primo ingresso, consegna estratto regolamento interno e procedure di autorizzazioni (colloqui, telefonate). Valutazione sanitaria (stanza singola) Inserimento nel gruppo (criterio: tutela diritti soggettivi e integrazione etnica) Consegna generi di prima necessità Immatricolazione 2. Sostenere il minore nella dimensione affettiva ed emotiva Educatori, Mediatori Culturali Psicologo Educatori, Med. Culturali e Pol. Pen. Educatori, operatori attività Contatti con i familiari (orientamento accoglienza). Colloquio di contestualizzazione Interventi individuali e sul gruppo Inserimento, accompagnamento in attività, valutazione congiunta.

23 FASE DI INGRESSO mappa operativa OBIETTIVI educativiOPERATORI (chi e con chi)AZIONI (che cosa, come) 3. Favorire la conoscenza del contesto, del regolamento e del personale Servizio medico-infermieristico Educatore, agenti di gruppo Operatori – educatori Volontari, Operatori agenzie Polizia Penitenziaria Prima visita medico-sanitaria, contatto con servizi sanitari territoriali Incontri informativi di gruppo Interventi educativi e di orientamento/ monitoraggio / controllo/ sulla cura di sé e degli spazi \ vita quotidiana-orari Monitoraggio congiunto delle attività Gestione attività culturali, ricreative e sportive (rugby,calcio, biblioteca, giochi,giornalino etc.) Gestione telefonate, consegna posta, acquisti 4. Aprire spazi di collaborazione e di costruzione della relazione educativa Coord. Area educativa Educatore (titolare) Psicologo, educatore (Titolare) Educatori, psicologo Assegnazione minore ad educatori di gruppo e psicologo (criteri: continuità trattam., brevi- medie permanenze) segnalazione USSM, costituzione equipe, convocazione prima equipe, documentazione tecnica Colloqui di sostegno e presa in carico, partecipazione equipe Lavoro in gruppo a valenza psico- educativa

24 OBIETTIVI - Valutazione impatto del contesto carcerario su identità del minore e sostegno psicologico finalizzato allapertura delle narrazioni di sé funzionali ad avviare un progetto di cambiamento. - Valutazione dei rischi internati allingresso del ragazzo in istituto (es. autolesionistico, eteroaggressivo, reazione di tipo depressivo) finalizzata alla definizione, con leducatore referente, degli interventi da attivare per fronteggiare tali rischi. - Valutazione responsabilità personale nel passaggio dal CPA allIstituto penale (rielaborazione restituzioni dellUdienza di Convalida). - Laddove possibile, valutazione degli stili genitoriali e delle narrazioni familiari inerenti alla responsabilità attraverso colloqui congiunti con gli altri membri dellèquipe con le figure di riferimento educativo del minore. PRIMI INGRESSI

25 AZIONI · - Continuità dellintervento psicologico con il CPA garantita dalla presenza della stessa figura psicologica in entrambe le strutture · - Colloqui psicologici individuali e congiunti con gli altri referenti dellèquipe · - Incontri psicoeducativi con il gruppo minori, finalizzati a facilitare limpatto con il contesto penale in senso destigmatizzante e a favorire nei minori narrazioni di sé non centrate unicamente intorno allesperienza detentiva, in funzione del futuro processo di cambiamento. Per perseguire tale obiettivo, il gruppo rappresenta un laboratorio interattivo che consente di valutare e potenziare le competenze narrative, relazionali e comunicative - Stesura, per la parte inerente allo specifico professionale, delle relazioni dèquipe (in tempi brevi soprattutto nei casi di udienza direttissima o rinvii a breve)

26 Dallesperienza degli ultimi tre anni, è valutata positivamente la continuità dellintervento psicologico nei casi di aggravamento della misura cautelare per i minori ospitati in Comunità Ministeriale. In tal caso, lintervento psicologico continuativo garantisce al minore un sostegno continuativo nelliter istituzionale (CPA/ IPM/Comunità Ministerale); alle équipe referenti una minore dispersione delle informazioni, con conseguenti effetti sulla qualità tecnica delle relazioni prodotte per l A.G. e per le eventuali strutture territoriali contattate per laccoglienza del ragazzo. SITUAZIONI DI AGGRAVAMENTO DELLA MISURA CAUTELARE

27 Utenza prevista: Gruppo di undici ragazzi Criteri di costituzione gruppo: posizione giuridica (primari in custodia cautelare, brevi permanenze, ingressi da CPA, aggravamento di un mese). Integrazione tra ragazzi con differente provenienza geografica, sociale etc contrasto alla strutturazione di gruppi con dinamiche di leadership negativa e sopraffazione Risorse umane necessarie al raggiungimento degli obiettivi indicati: Polizia penitenziaria (di gruppo) 2 educatori a tempo pieno 1 psicologo referente, mediatori culturali per almeno due ore giornaliere, sanitario e personale correlato (infermiere, specialisti ), Operatori attività: insegnanti, operatori attività sportive, culturali, operatori laboratori artigianali, volontari,

28 GRUPPO ACCOGLIENZA Dimensione fondamentale del trattamento sono listruzione,il lavoro, le attività culturali ricreative e sportive (art. 15 L. 354\75 e circ. ministeriale. 02\06 Organizzazione e gestione tecnica degli IPM ) Attività: scuola e/o alfabetizzazione attività culturali (biblioteca, giornalino, cineforum, musica, clowneria etc.) attività manuali-artigianali (lavorazione del legno, cartapesta, pittura etc) attività sportive gruppi di approfondimento tematico (salute, convivenza etc), percorsi con il gruppo (equipe) socializzazione Spazi: mensa di gruppo spazio socialità aula scolastica aula laboratorio polivalente ufficio operatori palestra campo sportivo

29 SINTESI PROGETTI FASE DI ACCOGLIENZA Biblioteca \ giornalino Attività sportive (Uisp, rugby reno, etc.) Animazione\volontariato (U.v.a. passa) Laboratori espressivi (terra verde)

30 Progetto biblioteca-giornalino, Da ragazzi di vita a vita da ragazzi FINALITA Accoglienza Individuazione delle caratteristiche/ potenzialità individuali Narrazione, riflessione ed elaborazione dei vissuti OBIETTIVI Accogliere i ragazzi nuovi arrivati e/o non collocabili in altri contesti/attività Individuare con il resto dello staff le caratteristiche e le potenzialità individuali dei ragazzi Creare dinamiche e spirito di gruppo Elaborare attività volte alla conoscenza e integrazione tra le diverse culture dei ragazzi Creare momenti di informazione- formazione

31 ATTIVITA -Giochi didattici, esercizi e schede sulla gestione delle emozioni -Creazioni grafiche ed elaborazioni scritte di testi scritti -Creazione manuale di oggetti -Lettura quotidiani -Visione films -Ascolto di brani musicali -Collaborazione con altri laboratori interni ed esterni allistituto -Stesura articoli per il giornalino -Catalogazione di testi esistenti VALUTAZIONE E MONITORAGGIO -Osservazione sistematica -Programmazione/realizzazione -Valutazione comportamento/operatività dei ragazzi ORGANIZZAZIONE -Confronto quotidiano con gli educatori prima e dopo lattività (secondo necessità) -Tutti i giorni attività con i ragazzi dalle ore alle ore (o come concordato periodicamente con larea educativa e la direzione -Incontri mensili di verifica con direzione, coordinatore area educativa, consulente e operatori

32 Progetto Carcere U nione I taliana S port P er tutti Da 20 anni all'interno dell'Istituto Penale Minorile Sport come inclusione Sport come strumento Sport come approccio educativo Sport come regole Sport come svago la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione (G. Gaber) Non solo attivit à d'animazione sportiva....

33 Obiettivo Educare alla responsabilità attraverso il gioco e le sue regole Contenuti Gioco del calcio (coinvolgimento di tutti e partite amichevoli senza arbitro) Rudimenti del gioco del rugby ed i suoi valori Basket (partitelle 3 vs 3) Rudimenti di arti marziali e fitness Tiro con l'arco Amichevoli con squadre amatoriali o professioniste esterne Sviluppo Interventi quotidiani (lun-ven) nella fascia oraria ,30 ed organizzazione di eventi con squadre o gruppi esterni. Progetti: Natale al Pratello (Nuvole in viaggio) - E..state al Pratello – Una Barca piena di sogni Progetto Carcere

34 Risorse umane Coordinatore referente, n.7 operatori, n.1 figura di collegamento con la struttura (mansioni tecnico/logistiche) Ragazzi coinvolti Ad oggi sono coinvolti tutti i ragazzi ristretti, sarebbe interessante pensare di strutturare attività diversificate per gruppi Verifica dei risultati Confronto tra gli operatori in itinere Problematicità Strutturali (locale adibito a palestra) Logistiche (orario invernale) Comitato Provinciale di Bologna V. dell'Industria, 20 Bologna

35 Lavori in corso - Migliorare il confronto, lo scambio, la relazione con tutti gli operatori all'interno dell'IPM - Formazione operatori UISP - Momenti periodici di scambio con le altre realtà presenti all'interno dell'IPM Alcune proposte operative Progetto Carcere

36 36 VOLONTARIAMENTE INSIEME OBIETTIVO EDUCATIVO GENERALE: educare alla responsabilità

37 37 OBIETTIVI SPECIFICI FASE DELL ACCOGLIENZA: -attenuare l impatto con la struttura detentiva -creare le condizioni per la realizzazione di una relazione educativa -favorire momenti di aggregazione -educare al rispetto dell altro

38 Fase di Accoglienza Laboratori espressivi Obiettivi educativiObiettivi specifici Attenuare limpatto con la struttura detentiva. Ricevere i ragazzi in uno spazio accogliente dove ognuno può lasciare il proprio segno. Aiutare il minore ad esprimere le proprie emozioni. Insegnare linguaggi comunicativi a ragazzi che, per non conoscenza della lingua o scarsa scolarizzazione, hanno difficoltà nellutilizzare altri canali. Aiutarli nella libera espressione personale. Aiutarlo a comprendere contesto, spazi, regole e risorse del laboratorio e dellIstituto. Presentare le attività, le diverse materie, gli insegnanti, le regole e le opportunità nel parteciparvi. Il laboratorio rappresenta un momento di libertà dalle ore passate in cella, di incontro con altri ragazzi e di rielaborazione collettiva della realtà che stanno vivendo. Valorizzare competenze e attitudini dei minori, per evitare che lidentità si cristallizzi intorno a unidea di sé come deviante. Incentivarne la creatività artistica, la libera espressione e liniziativa personale, farli stupire davanti al proprio lavoro. Avviarli alle discipline proposte, attraverso la pratica paziente e la sperimentazione di diverse tecniche e materiali.

39 Organizzazione Azioni: laboratori espressivi rivolti a ragazzi con breve permanenza. Materie: carta/cartone, mosaico, ceramica, decorazione pittorica. Tempi: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 o dalle 14 alle 17, a seconda delle richieste dellIstituto. Non è ancora possibile stabilire quando comincerà lattività e fino a che mese sarà svolta. Spazi: laboratorio preposto alle attività manuali Azioni trasversali: incontri settimanali con il gruppo educativo, con i ragazzi partecipanti, interni al gruppo operativo di Terra Verde; incontri bimestrali con la Direzione dellI.P.M., il gruppo educativo e le agenzie esterne. Costi: i laboratori saranno sostenuti dallAsp Irides, a seguito della delega ricevuta dal Comune di Bologna. Ad oggi la convenzione non è stata sottoscritta.

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41 idonei avalorizzare La fase centrale di orientamento focalizza lattenzione su strumenti, attività e interventi idonei a valorizzare competenze, risorse, attitudini dei minori. La programmazione di questo modulo deve esser centrata su un assetto organizzativo che consenta di adeguare le risorse messe a disposizione ed i bisogni dei ragazzi. In questo gruppo devono realizzarsi interventi educativi centrati su un percorso formativo e socio-lavorativo, preliminare al passaggio alla successiva fase della dimissione o direttamente proiettato allesterno se le condizioni non permettono lattivazione di un ulteriore gruppo. È pertanto necessario poter utilizzare spazi che consentano lattivazione di percorsi di orientamento al lavoro e di formazione professionale (ristorazione, meccanica, teatro, etc.). Spazi non disponibili nel primo periodo di trasferimento nella nuova struttura. Fondamentale pertanto attraverso un intervento di forte coordinamento mettere in relazione la scuola, lorientamento al lavoro, la formazione professionale e linserimento lavorativo.Senza queste condizioni il gruppo orientamento viene meno ai suoi obiettivi fondamentali. Il progetto educativo individualizzato, il contratto formativo, saranno gli strumenti privilegiati per il raggiungimento degli obiettivi indicati. Lo strumento del contratto educativo/formativo, consente al ragazzo e all equipe un continuo confronto con la realtà. Ogni impegno realizzato ed ogni obbiettivo raggiunto, contribuiranno ad accrescere l autostima e con ciò ulteriori successi e maggiore motivazione, fino a consentire ai ragazzi di diventare protagonisti del proprio cambiamento. Nella prima fase di passaggio nella nuova struttura i ragazzi in orientamento e in dimissione condivideranno lo stesso gruppo, per limpossibilità di aprire ulteriori gruppi. GRUPPO ORIENTAMENTO

42 FASE DI ORIENTAMENTO\PERMANENZA Obiettivi educativi sono riconducibili ai ragazzi che restano in Istituto dopo la prima fase di accoglienza. Uno spazio educativo che sempre nellambito del più ampio obiettivo della responsabilizzazione, lavori in particolare a: Obiettivi tecnico –educativi Potenziare losservazione e consolidare la relazione educativa Elaborazione del reato e assunzione di responsabilità Potenziamento dellesame di realtà Analisi dei bisogni e delle esigenze formative professionali e personali dei minori Orientamento socio-lavorativo Educare alla convivenza e al rispetto delle regole, di sé e degli altri Educare alla salute ed al benessere psico-fisico Obiettivi organizzativi Organizzazione lavoro di equipe stipula contratto educativo. Elaborare in equipe una progettualità sul singolo caso Attivazione e monitoraggio lavori in gruppo con minori a valenza educativa. Progettazione e attivazione percorsi scolastici e di formazione professionale, teatrali, sportivi,di lavoro e di animazione. Percorso di educazione alla salute, definizione modalità di orientamento e controllo (incontri informativi, monitoraggio pulizia stanze, mensa etc..) Progettazione e realizzazione di uno spazio di socialità (ex sala biblioteca) Incontri di comunicazione e confronto su regole e bisogni con educatori ed ispettori.

43 OBIETTIVI educativiOPERATORI (chi e con chi) AZIONI (che cosa, come) 1.Potenziare losservazione e consolidare la relazione educativa, 1.a Elaborazione del reato e conseguente assunzione di responsabilità 1.b Potenziamento esame di realtà. Equipe (educatori, consulenti, mediatori culturali, assistenti sociali) Educatore Psicologi Equipe Colloqui individuali, osservazione dellattività di gruppo Contratto educativo. Coord. Equipe, Documentazione lavoro educativo (scheda, verbali equipe, etc.) Colloqui individuali, attività di gruppo Stesura profilo psicologico del minore e partecipazione equipe. Colloqui individuali, con famiglia, con adulti significativi, attivazione risorse esterne (istituzionali e del privato sociale, volontariato),Magistratura Stesura relazione di sintesi, piano di trattamento 2.Individuazione e analisi dei bisogni affettivi e interpersonali e delle esigenze formative del minore. Equipe coordinatore area educativa Educatori, psicologi, mediatori Colloqui individuali coordinamento, (gruppo G.P.S.L. etc.) e gruppi interservizi Lavoro in gruppo con i minori, (psico- educativo) FASE DI ORIENTAMENTO Mappa operativa

44 3. Orientamento socio lavorativo Coord. Area educativa Direzione Educatori, operatori agenzie Agenti, educatori di gruppo Educatori agenti di gruppo operatore agenzie Operatori agenzie, volontari Confronto con direzione, riunioni con aree (sanitaria, educativa, sicurezza) per valutazione del contesto e dellutenza. Riunioni con responsabili agenzie, contatti con il territorio e servizio tecnico CGM Patto formativo, incontri informativi, monitoraggio settimanale, percorsi di orientamento al lavoro Coord. lavori interni di manutenzione, ripristino spazi comuni etc. Gestione laboratori (Formaz. professionale, Scuola, Laboratori artigianali, Teatro, Corsi di alfabetiz. etc.) Presentazione ai ragazzi percorsi formativi Gestione negozio lavorare stanca. 4. Educare alla convivenza e al rispetto delle regole, di sé e degli altri 4.a Educare alla salute ed al benessere psico-fisico Mediatori, area educativa, sicurezza, volontari Coord.area educativa, sorveglianza e educatori educatori, ispettori Agenti di gruppo, educatori Area sanitaria, area educativa, con agenzie esterne (SERT, spazio giovani,) Direzione, Comandante Sorveglianza organizzazione pratiche di culto religioso (ramadan, etc.) coinvolgimento minori nella program. attività (es. commissioni vitto, attività, biblioteca, etc.) Lavori in gruppo a cadenza quindicinale su regolamento interno, rispetto degli orari, etc. Controllo e monitoraggio utilizzo vestiti e oggetti individuali, monitoraggio pulizia stanze, mensa e spazi comuni) Programmazione e gestione percorsi tematici, es. educazione alla salute (esperti esterni). Applicazioni regolamento interno, interventi tempestivi premio/sanzione. Controllo e verifica del rispetto degli orari e della organizzazione quotidiana

45 LAVORO PSICOLOGICO IN FASE DI ORIENTAMENTO OBIETTIVI · Sostegno psicologico finalizzato alla riduzione del rischio che il contesto carcerario possa favorire il rafforzamento dellidentità delinquenziale nella rappresentazione di Sé e che la personalità del ragazzo possa cristallizzarsi intorno ad unidea di sé come deviante con conseguente chiusura esperenziale e di non-cambiamento. · Sostegno psicologico alla capacità autoriflessiva del minore in senso critico rispetto allo stile di vita precedente al reato finalizzato allelaborazione, identificazione e definizione di una progettualità futura condivisa e mentalizzata. · Sostegno alla rielaborazione della responsabilità personale del ragazzo in merito al reato attraverso lanalisi e la consapevolizzazione; supporto psicologico individualizzato negli episodi di crisi legati alle diverse fasi processuali (Processo di I° Grado, Appello, etc…). · Laddove possibile, valutazione degli stili genitoriali e delle narrazioni familiari inerenti alla responsabilità e alla progettualità condivisa del minore attraverso colloqui congiunti con gli altri membri dellèquipe con le figure di riferimento educativo del minore.

46 AZIONI · - Colloqui psicologici individuali e congiunti con gli altri referenti dellèquipe. · - Incontri psico-educativi con il gruppo minori, finalizzati a supportare il processo di responsabilizzazione che rappresenta lobiettivo progettuale dellesperienza detentiva e a favorire narrazioni di sé funzionali al progetto di cambiamento. Per perseguire tale obiettivo, il gruppo rappresenta un laboratorio interattivo che consente di valutare e potenziare le competenze narrative, relazionali e comunicative · - Stesura, per la parte inerente allo specifico professionale, delle relazioni dèquipe (in tempi brevi soprattutto nei casi di udienza direttissima o rinvii a breve) focalizzata alle descrizione del profilo psicologico del minore. · - Osservazione diretta del minore, ove possibile, nelle occasioni di interazioni interpersonali con i pari e con gli adulti di riferimento.

47 GRUPPO ORIENTAMENTO Utenza prevista: Gruppo di circa dieci \ undici ragazzi Criteri di costituzione gruppo: posizione giuridica: (definitivi, ingressi per giustizia(?), aggravamento di un mese(solo per molti rientri) e custodie cautelari che superata la fase di accoglienza passano nel nuovo gruppo Integrazione tra ragazzi con differente provenienza geografica, sociale etc contrasto alla strutturazione di gruppi con dinamiche di leadership negativa e sopraffazione Risorse umane necessarie al raggiungimento degli obiettivi indicati Polizia penitenziaria (di gruppo) 2 educatori a tempo pieno assistente sociale referente del singolo caso 1 psicologo referente, mediatori culturali sanitario e personale correlato (infermiere, specialisti ), Operatori attività: insegnanti, operatori attività sportive, culturali, operatori laboratori professionali, volontari

48 GRUPPO ORIENTAMENTO Dimensione fondamentale del trattamento sono listruzione,il lavoro, le attività culturali ricreative e sportive (art. 15 L. 354\75 e circ. ministeriale. 02\06 Organizzazione e gestione tecnica degli IPM ) Attività: scuola e/o alfabetizzazione attività cultuali (biblioteca, giornalino, cineforum, musica, teatro, etc.) Percorsi di orientamento al lavoro, formazione professionale (teatro, ristorazione, meccanica, scenotecnica e manutenzione) attività sportive gruppi di approfondimento tematico (salute, convivenza etc), percorsi con il gruppo (equipe) socializzazione Spazi: mensa di gruppo spazio socialità aula scolastica aula laboratorio polivalente ufficio operatori palestra campo sportivo Incertezza sui tempi di agibilità degli appositi spazi (laboratori e teatro ) Attività prevalenti previste nel corso del Scuola (istituto comprensivo I) Laboratori artigianali (associazione terra verde) Teatro (Bloom) Formazione professionale (IIPLE e Fomal)

49 SINTESI PROGETTI ORIENTAMENTO Scuola (istituto comprensivo I) Laboratori artigianali (associazione terra verde) Teatro (Bloom) Formazione professionale (IIPLE e Fomal) Animazione/volontariato (U.v.a. passa)

50 IC N 1 DOZZA PROGETTO SCUOLA ANNO SCOLASTICO 2009/2010 OBIETTIVI GENERALI FASE DI INGRESSO Aprire spazi di collaborazione e di costruzione della relazione educativa Attenuare limpatto con la struttura detentiva Sostenere il minore nella dimensione emotiva \ affettiva FASE DI ORIENTAMENTO/PERMANENZA Promuovere azioni di responsabilizzazione Favorire linserimento in progetti di più ampia durata FASE DI DIMISSIONE Favorire il reinserimento nella società OBIETTIVI SPECIFICI ACCOGLIERE, INTEGRARE, RESPONSABILIZZARE Educare ad un comportamento responsabile, nella comprensione e nel rispetto delle regole. Potenziamento di un atteggiamento pro-attivo e collaborativo. Potenziamento dei linguaggi verbali e non verbali idonei e consapevoli. Esplorare, comprendere e saper comunicare il mondo emotivo. Avvio allo sviluppo delle abilità di analisi e sintesi. Consolidamento di un metodo di lavoro funzionale.

51 ORGANIZZAZIONE PROGETTI Caro amico ti scrivo…, in collaborazione con listituto superiore Salvemini ( BO). Narrativa, in collaborazione con Biblioteca Sala Borsa e Alma Mater (BO). DOCENTITEMPIATTIVITA TestigrossoLunedì dalle 9,00 alle 12,00Informatica e Italiano L2 TrentiniMartedì dalle 9,00 alle 12,00Inglese VentrellaMercoledì dalle 9,00 alle 12,00 Matematica e Scienze ScocciaGiovedì dalle 9,00 alle 12,00Italiano L2 e Storia ScocciaVenerdì dalle 9,00 alle 12,00Lettere e Geografia GuarinoDal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00 Italiano L2, Lettere, Geografia, Coordinamento

52 Obiettivi educativiObiettivi specifici Fornire un orientamento socio lavorativo. Insegnare tecniche artistico artigianali, spendibili anche in ambito post detentivo. Recuperare e valorizzare materiali considerati di scarto Affrontare la materia in modo intensivo attraverso un progetto specifico. Utilizzare il gruppo come strumento educativo. Creare ogni giorno gruppi di lavoro come stimolo e confronto continuo, ogni piccolo passo del singolo, trova immediato riscontro negli altri. Valorizzare competenze, risorse, attitudini dei minori. Aiutarli a scoprire le proprie potenzialità, renderli soggetti attivi, capaci di rivedere se stessi e di essere protagonisti del proprio percorso formativo. Utilizziamo lartigianato per la sua importante valenza di mestiere, con tutto ciò che implica l'apprendimento al fare. Incentivare il rispetto degli spazi, di sé, degli altri. Condividere con i ragazzi le norme di laboratorio (entrate, pause, uso degli strumenti, pulizia del locale). Incentivare il rispetto reciproco e del lavoro da compiere insieme. Migliorare la capacità di mantenere un impegno nel tempo. Miglioramento e personalizzazione degli spazi comuni. Fase di orientamento Laboratori artigianali

53 Organizzazione Azioni: laboratori artigianali rivolti a ragazzi con lunga permanenza. Materie: falegnameria, mosaico, ceramica, carpenteria. Tempi: moduli bimestrali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 o dalle 14 alle 17, a seconda delle richieste dellIstituto. Non è ancora possibile stabilire quando cominceranno e quanti moduli saranno attivati. Spazi: da definire. Lo spazio ridotto del laboratorio non consente di svolgere tutte le attività al suo interno, specie se si tratta di falegnameria e carpenteria. Azioni trasversali : incontri settimanali con il gruppo educativo, con i ragazzi partecipanti, interni al gruppo operativo di Terra Verde; incontri bimestrali con la Direzione I.P.M., il gruppo educativo e le agenzie esterne. Costi: i laboratori saranno sostenuti dallAsp Irides, a seguito della delega ricevuta dal Comune di Bologna. Ad oggi la convenzione non è stata sottoscritta.

54 CENTRO TEATRALE INTERCULTURALE ADOLESCENTI TEATRO DEL PRATELLO coop.sociale I Limiti e Don Chisciotte Il programma attivita 2010 presso l Istituto Penale Minorile di Bologna prevede i seguenti progetti: PROGETTO DIALOGHI SUL LIMITE DON CHISCIOTTE - prove di primavera in teatro per produrre un evento spettacolare in occasione della III edizione della Rassegna estiva per cortili e strade del Pratello SANCHO PANZA SI FERMO AL PRATELLO… MA RIPARTI - progetto teatro dautunno (laboratori e produzione dello spettacolo 2010)

55 Progetto Dialoghi sul Limite Obiettivi generali per la fase di orientamento: Sperimentare il lavoro in gruppo. Costruire occasioni di riflessione su particolari temi che si ritengono importanti per un adolescente. Obiettivi specifici: Inventare, scrivere brevi storie su un argomento complesso e scabroso: il limite. E una sfida con adolescenti costretti che vivono in un mondo che si vuole senza limiti, dove gli adulti proclamano i limiti ma non li praticano, dove gli adolescenti sono spesso privati del limite. Confrontarsi con altri coetanei, studenti di Istituti Superiori, scambiandosi i materiali prodotti (scritture e immagini). Concorrere alla realizzazione di unopera complessiva conclusiva dellintero progetto DIALOGHI 2010 Azioni: Laboratorio di scrittura creativa da realizzarsi con il coinvolgimento della scuola. Tre Incontri con altrettante classi di Istituti Superiori e di Centri della Formazione professionale coinvolti nel progetto DIALOGHI e nel progetto MEMORIE. Partecipare, se possibile, allevento finale conclusivo con tutti i partecipanti. Tempi: Dalla metà di gennaio 2010 a fine marzo. Risorse: Regione Emilia-Romagna

56 Laboratorio permanente di Teatro in Ipm: Prove di Primavera in Teatro (per produrre produrre un evento spettacolare per la rassegna estiva) Obiettivi generali per la fase di orientamento: Sperimentare il lavoro in gruppo. Partecipare a un progetto complesso, in cui si gioca la propria parte allinterno di un panorama composto da diversi piani e tempi. Obiettivi specifici: Sperimentare e attivare capacità espressive legate alla scrittura, al video e al movimento. Cimentarsi nellimprovvisazione teatrale, quale propedeutica per la fase autannule di lavoro teatrale. Realizzare allinterno del cortile del carceretto un evento aperto al pubblico in occasione della III rassegna estiva per strade e cortili del Pratello. Azioni: Laboratori espressivi (scrittura e video) Laboratori teatrali (movimento e improvvisazione teatrale) Tempi: Da aprile Rassegna prevista ad agosto. Risorse: Da ricercare attraverso la convenzione in atto tra Comune, Provincia e CGM

57 Laboratorio permanente di Teatro in Ipm: Progetto Teatro dAutunno (laboratori e produzione dello spettacolo 2010) Obiettivi generali per la fase di orientamento: Sperimentare il lavoro in gruppo. Affrontare un progetto da costruire e portare a termine in cui è fondamentale lautoresponsabilizzazione. Cimentarsi in un progetto in cui si richiede costanza, precisione e responsabilità. Sperimentare una esperienza lavorativa nellambito dello spettacolo. Praticare una palestra in cui si giocano le proprie emozioni. Provare la gratuità. Obiettivi specifici: Sperimentare capacità espressive legate alla scrittura, al video e al movimento. Ricercare la verità nel gesto teatrale. Cimentarsi nella realizzazione di una produzione teatrale nelle sue diverse fasi e componenti. Azioni: Laboratori manuali Laboratori espressivi Laboratori teatrali Produzione libretto di scritture Produzione spettacolo Repliche spettacolo Tempi: Da settembre a dicembre Risorse: Da ricercare attraverso la convenzione in atto tra Comune, Provincia e CGM

58 58 FASE DELLA PERMANENZA: -promuovere il dialogo e il confronto (educazione alla convivenza) - creare le condizioni per la realizzazione di una relazione educativa - favorire momenti di aggregazione - promuovere azioni di responsabilizzazione -educare alla gratuit à

59 59 AZIONITEMPISTRUMENTI 1515 Attivit à varie: sostegno all azione educativa. Animazione ludico ricreative di varie giornate, soprattutto nei periodi di festa A seconda delle richieste rispetto alle varie attività presenti in IPM -Accompagnamenti -Aiuto preparazione esami -Gruppi scout Palla al centro: attività di gioco e discussione Il sabato dalle 15,30 alle 18,30 Gioco; ascolto; utilizzo di materiali specifici a seconda delle attività Video clip: attività pratica e ludico espressivavolta a favorire lo sviluppo di singole abilità La domenica dalle 15,30 alle 18,30. utilizzo di videocamere, macchine fotografiche e strumentazioni varie Partite di calcioUn sabato al mese dalle 15,30 alle 18,30 Coinvolgimento di studenti di giurisprudenza

60 60 AZIONITEMPISTRUMENTI Laboratori Progetti che prevedono 4- 8 incontri organizzati secondo disponibilità Coinvolgimento di esperti Animazione liturgicaUna domenica al mese alle 15,30 Coinvolgimento di gruppi giovanili Cene: condivisione pasti con i ragazzi Una sera al mese dalle alle 19,30 Cibo e bevande offerti dallassociazione Mostra mercato Lavorare stanca: ragazzi in permesso Tutti i mercoledì e i sabati dalle 16 alle 20 - Prodotti realizzati dai ragazzi nei laboratori di Terra Verde - Materiale informativo

61 61 COSTI Tutte le attività svolte dai volontari sono prestate a titolo gratuito. LAssociazione copre tutti i suoi iscritti con assicurazione civile e infortunistica. A titolo di rimborso spese è stata stipulata una convenzione con lamministrazione per lanno in corso pari a Tutti i proventi della Mostra mercato sono direttamente versati sui conti dei ragazzi o servono per finanziare attività in loro favore

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63 Non specifico di una fase ma già presente nella fase di trattamento. progetto individualizzato risorse di contesto (familiari/relazionali, territoriali) In questa fase il progetto individualizzato elaborato dallequipe in stretta interazione con le risorse di contesto (familiari/relazionali, territoriali) prende forma e diventa prioritaria la proiezione verso lesterno in previsione della dimissione del ragazzo. comunità di dimissione. La fase di dimissione deve coincidere con un gruppo organizzato come una comunità di dimissione. Un gruppo in cui le dinamiche istituzionali sono attenuate e la gestione degli spazi di vita quotidiana, sempre nei limiti del contesto, vedono i ragazzi come soggetti attivi e con un maggior ambito di autonomia e di autogestione. Nel corso del 2010, in relazione alle risorse di personale ed agli spazi a disposizione, si sperimenteranno ipotesi di separazione dei ragazzi in art. 21 che hanno progetti formativi e\o lavorativi esterni, dagli altri del gruppo orientamento. Lobiettivo è di creare una separazione reale durante le ore diurne e notturne evitando di condividere spazi e attività con i ragazzi degli altri gruppi. GRUPPO DIMISSIONE

64 FASE DI DIMISSIONE Nel percorso del ragazzo in istituto, assume rilevanza la fase in cui viene definito il progetto verso lesterno, in art. 21 o dimissione. Sempre nella più ampia cornice costituita da un percorso di responsabilizzazione, in questa fase gli obiettivi prioritari sono: Obiettivi tecnico-educativi Potenziare le risorse individuali del minore Orientare il ragazzo verso un percorso di autonomia perseguire la sostenibilità del progetto di dimissione individualizzato Obiettivi organizzativi Attivare percorsi educativi individuali e di gruppo con un più ampio margine di autogestione Organizzazione del gruppo che promuova autonomia e capacità di autogestione Coordinare lintervento e mettere in rete le risorse ( istituzioni, volontariato, privato sociale, Comuni, Azienda sanitaria,…)

65 FASE DI DIMISSIONE mappa operativa OBIETTVI educativiOPERATORI (chi e con chi) AZIONI (che cosa) 1. Potenziare le risorse individuali del minore Equipe (educatore, assistente sociale, psicologo, p.p. etc) Educatore Equipe educatore valutazione delle competenze in uscita, in base al percorso attraverso confronto con agenzie interne documentazione (schede transito\dimissioni) inserimenti nel negozio lavorare stanca e n altri percorsi ad ampia autonomia modifica in itinere del programma di trattamento Accompagna percorsi allesterno 2. Orientare il ragazzo verso un percorso di autonomia Agenti di gruppo, Operatori agenzie in collaborazione con equipe coordina attività occupazionali interne (manutenzione, decoro etc) Monitorano attività quotidiane ad ampia autonomia ( mensa,socialità,lavanderia etc) Gestisce percorsi di educazione alla cittadinanza, attività individuali e di gruppo sulla fruizione dei servizi territoriali etc. 3. sostenibilità del progetto individualizzato di dimissione Equipe Area sanitaria, Contatti con la magistratura Coordinamento con il territorio, familiari, adulti significativi, volontariato potenziamento delle risorse di rete Prepara documentazione tecnica per luscita passaggio di informazione con CGM e i Referenti Istituzionali esterni Diario clinico e contatto con i servizi esterni (Ser.T, Psichiatria, servizi territorio…),

66 FUNZIONE DI GESTIONE coordinamento, monitoraggio e verifica Nella fase di passaggio e di sperimentazione tecnico-organizzativa è fondamentale prevedere strumenti che consentano un costante livello di coordinamento, monitoraggio e verifica di quanto si sta realizzando. Si confermano alcuni degli strumenti già utilizzati e se ne ipotizzano di nuovi utili ad implementare anche la dimensione valutativa quale elemento fondamentale del processo educativo ed organizzativo. I. DI AREA AREA EDUCATIVA( 5 Educatori di cui 2 part-time, uno distaccato part-time in segreteria, 1 coordinatore d area) Settimanale (coord. Area, educatori, psicologi, mediatori, consulenti. Una volta al mese partecipa la direzione). Obiettivi: · affronta specifiche tematiche inerenti il lavoro educativo · confronto sui percorsi individuali · definizione e valorizzazione di buone prassi · nuove progettualità AREA SICUREZZA (28 Agenti compresi due ispettori; un Comandamte in missione) Periodiche conferenze di servizio (comandate, sorveglianza, preposti, agenti,) semestrale Direzione tutta larea sicurezza Obiettvi: · affronta specifiche tematiche di area, · confronto su assetto organizzativo e regolamento, · favorire il coinvolgimento e valorizzazione di ogni operatore, · passaggio di informazioni

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69 Indicatori di valutazione per verificare efficacia e efficienza del servizio (ipotesi di lavoro per il gruppo allargato di progettazione) Quantitativi relativi al minore Rapporti disciplinari Atti etero/auto-lesionistici Trasferimenti per motivi disciplinari Frequenza alle attività Permessi premio Quantitativi relativi al servizio Numero progettualità avviate (corsi, laboratori, discipline sportive, etc.) Proposte e autorizzazioni al lavoro esterno Evasioni Riunioni previste ed effettuate Qualitativi relativi al minore Livello di adesione al patto e progetto educativo Livello di partecipazione alle attività proposte Qualità delle relazioni tra gruppo di pari Qualità della relazione educativa con gli operatori Qualitativi relativi al servizio Congruità tra bisogni del minore e organizzazione del servizio Grado di soddisfazione professionale degli operatori Collaborazione tra aree Partecipazione comunità esterna alla vita istituzionale

70 DIMENSIONE FORMATIVA spazio per lelaborazione delle esperienza professionali e acquisizioni di metodologia di lavoro Riteniamo utile portare avanti, in linea con quanto programmato e realizzato gli anni scorsi, occasioni di aggiornamento e formazione per gli operatori delle aree dellistituto, dei servizi, e delle agenzie che vi lavorano. In particolare sarà importante accompagnare e sostenere gli operatori nella nuova fase organizzativa attraverso una ridefinizione del repertorio di ruolo, costruzione di processi organizzativi, etc. Importante poter contare su un percorso di supervisione dellequipe, così come in ambito organizzativo.


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