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LA COMPAGNIA DEI CELESTINI Una stazione per i giocatori di Pallastrada PROGETTO COMUNITA Ministeriale di Bologna.

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Presentazione sul tema: "LA COMPAGNIA DEI CELESTINI Una stazione per i giocatori di Pallastrada PROGETTO COMUNITA Ministeriale di Bologna."— Transcript della presentazione:

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2 LA COMPAGNIA DEI CELESTINI Una stazione per i giocatori di Pallastrada PROGETTO COMUNITA Ministeriale di Bologna

3 Per descrivere il contesto si è scelto la metafora della "Compagnia dei Celestini", il romanzo di Stefano Benni, da cui è stato tratto anche un cartoon, che narra le vicende di Memorino Messolì, Luciano detto Lucifero, Bruno Viendalmare detto Alì, ospiti di un vecchio e sudicio orfanatrofio (dedicato a Santa Celestina). Poiche la vita nell'orfanatrofio è aspra e dura, i ragazzi fondano un banda di orfani ribelle e scaltra: la compagnia dei celestini, che si dedica al gioco della pallastrada. Un giorno la compagnia dei celestini è invitata a partecipare al campionato mondiale di pallastrada che si gioca in un luogo segreto e a cui partecipano orfani di tutto il mondo. Inizia così un rocambolesco viaggio, denso di colpi di scena, colpi di testa e perle di saggezza, che per i componenti della compognia dei celestini si rivela un vero e proprio rito di passaggio verso l'età adulta.

4 FINALITA: OSSERVAZIONE, TRATTAMENTO ED INVIO

5 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI Supportare il minore nella comprensione del percorso penale in atto, del contesto in cui si trova e dell iter processuale che dovrà affrontare. Favorire nel minore, processi di responsabilizzazione, al fine di facilitare lacquisizione della consapevolezza dei propri modelli dazione. Facilitare il minore nell espressione delle proprie difficoltà e delle potenzialità educative, sociali, relazionali. Sostenere il minore verso un graduale reinserimento in ambito sociale (casa-altra comunità), operando sul sostegno motivazionale del ragazzo e delle figure di riferimento. OBIETTIVI TECNICO-EDUCATIVI:

6 OBIETTIVI DI CARATTERE ORGANIZZATIVO Articolare il coordinamento educativo in tre aree per: - Lindividuazione delle risorse. - La gestione delle attività esterne alla comunità - la gestione delle attività interne alla comunità e coordinamento operativo. Riorganizzare il servizio psicologico attraverso le analisi dei bisogni del minore. Potenziare gli spazi e gli strumenti per implementare la collaborazione tra larea educativa e larea di assistenza e vigilanza. Ridefinire la collaborazione con il personale operativo in convenzione

7 DEFINIZIONE DELLE RISORSE UMANE INTERNE ( alla struttura) - 1 Direttore - 1 Vice-direttore con funzioni di segreteria del personale educativo/operativo ministeriale - 3 Educatori Coordinatori - 1 Psicologo, come da progetto da definire - Assistenti sociali - 8 Operatori ministeriali UMANE ESTERNE ( alla struttura) - Operatori in convenzione - Sanitario - Servizio psichiatrico - Mediatori linguistico-culturali - Mediatori interculturali - Tirocinanti e stagisti (ANPE, Università e altre agenzie di formazione)

8 SPAZI Spazi interni Spazi esterni *Sezione maschile - 2 camere da letto per i minori (ciascuna con tre posti-letto) - 1 camera per le necessità di isolamento sanitario (attualmente in condivisione con il C.P.A.). - 1 sala da pranzo /soggiorno. - 1 spazio accessorio con 2 pc per i minori. - 1 laboratorio attrezzato per attività espressive maschile-femminile (attualmente inesistente) - 1 biblioteca/videoteca/audioteca maschile-femminile (attualmente inesistente) - 3 bagni e 3 docce (attualmente 2 bagni e 1 doccia, in comune con il C.P.A.). - lavanderia (maschile e femminile). 1 * Stutture dove svolgere attività scolastiche, orientative al lavoro, sportive, ludico-ricreative, espressive.

9 Spazi interni *Sezione femminile - 1 camera da letto (attualmente in condivisione con il C.P.A.). - 1 sala da pranzo/soggiorno (attualmente in condivisione con lo spazio operatori). - 1 bagno e 1 doccia (attualmente in comune con C.P.A.). *Stanza per operatori (attualmente inesistente) *Magazzino (attualmente non adeguato) *Zona amministrativa - 1 ufficio direzione (attualmente in comune con il C.P.A.) - 1 ufficio educatori (attualmente in comune con il C.P.A.) - 1 segreteria (attualmente in comune con il C.P.A.) - 1 sala colloqui e 1 sala riunione del personale (attualmente sala multifunzionale in quanto sala colloqui, sala riunioni, sala pranzo relativo alla zona femminile, ecc.) - bagni personale (attualmente in numero non congruo alle esigenze igienico-sanitarie). Spazi esterni - * Da creare…

10 -Regolamento interno della Comunità - Programma delle attività comunitarie - Progettazione pedagogico-educativa - Riunione di équipe - Riunioni del personale - Scambio quotidiano educatori-operatori - Circle time: spazio di incontro settimanale tra utenti e psicologo (da sperimentare) - Colloqui - Diario di bordo - Relazioni sul minore - Scheda di osservazione del minore (da mettere a punto) - Scheda per linvio del minore (da mettere a punto) - Fascicolo - Informatizzazione di alcuni strumenti STRUMENTI

11 DEFINIZIONE E STRUTTURA DELLINTERVENTO esempio CHI FACHE COSADOVEQUANDOCOMECON CHI Con il direttore, con gli operatori etc. Educatore coordinatore Prende in carico formalmente i casi assegnati dalla Direzione. Si occupa della Accoglienza nei locali comunitari Con lattivazione del Servizio Sanitario Nazionale Durante il percorso di comunità Allingresso del minore. Sempre Attraverso la firma apposta su un modulo precostituito. Attraverso colloqui individuali e con le modalità proprie del lavoro educativo Con gli strumenti propri del lavoro educativo

12 FUNZIONI DI GESTIONE ATTIVITA DI COORDINAMENTO Area Coordinamento Progetti Area Coordinamento Gestione Interna Area Coordinamento Gestione Esterna ATTIVITA DI CONTROLLO SOSTEGNO: Attività di supervisione e attività di aggiornamento e formazione per personale tecnico ad opera di un professionista esterno al sistema in relazione alle necessità individuate dal gruppo operativo. MONITORAGGIO: trimestrale con i componenti del gruppo di lavoro.

13 VERIFICA intermedia e finale. VALUTAZIONE Indicatori di valutazione relativi al minore: · tempo di permanenza del minore in comunità (rispetto della funzione di transito della comunità) · episodi di fuga o allontanamento; - · specifici in relazione al singolo caso Indicatori di valutazione relativi al Servizio: · Grado di autonomia del servizio comunità rispetto al Cpa ( prima/dopo i progetti) - assegnazione dellorganico; adattamento della struttura · Efficacia delle aree coordinamento sulla funzionalità del servizio e sulle occasioni formative per i minori · Grado di coinvolgimento dellarea operativa al progetto educativo sul minore · Continuità dellintervento psicologico da parte del medesimo professionista che ha inizialmente preso in carico il minore.

14 Metodologia di lavoro dei gruppi di programmazione Incontri di pre-programmazione (riservati al personale interno al servizio), pari a n.4, a cui ha partecipato tutto il personale delle due strutture (CPA/COMUNITA di transito). Incontri di programmazione, riservati al lavoro di gruppo interservizi, alla presenza di una consulente pedagogista ANPE, pari a n.6.

15 Partecipanti al lavoro di gruppo per la progettazione Comunità Direttore dott. Lorenzo Roccaro Educatore C1 Rossella Fumarola Educatore C1 Claudia Salvioli Psicologa Marina Borrega Operatore di Vigilanza B2 Ministeriale Valentina Focacci Operatore di Vigilanza Coop. Ancora Luigi Cancello Assistente Sociale Mariella Petrilli Osservatore esterno CGM Antonella Martini Mediatore Culturale Elena Ciurciumel Mediatore Culturale Iahia Asli


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