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IV A/Tel Itis Planck 2003-041 Storia del colonialismo moderno Classe IV A/T ( A.S. 2003-2004) Prof. F. Meneghetti ITIS MAX PLANCK.

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1 IV A/Tel Itis Planck Storia del colonialismo moderno Classe IV A/T ( A.S ) Prof. F. Meneghetti ITIS MAX PLANCK

2 IV A/Tel Itis Planck LE GRANDI TAPPE DEL COLONIALISMO 1. Le scoperte geografiche, le cause e la nascita del colonialismo commerciale 2. Dai primi imperi coloniali (Spagna e Portogallo) allavvio del sistema della piantagioni a Giava (600) 3. Le piantagioni si diffondono nelle Antille e nelle Americhe: il commercio triangolare e la tratta dei neri (700) 4. Materie prime delle colonie per la rivoluzione industriale (dalla fine del 700) 5. Colonie come mercato di riserva nelle prime crisi di sovrapproduzione: rivalità europee e missione di civiltà nella spartizione dellAfrica (imperialismo a fine 800) 5. Verso lindipendenza (a partire dalla fine della 1GM)

3 IV A/Tel Itis Planck DAI VIAGGI E DALLE ESPLORAZIONE AL DOMINIO Il tema del colonialismo è molto importante per comprendere gran parte della storia mondiale dal 1500 ai giorni nostri. Nel corso del Medio Evo, lEuropa rappresentava unarea sottosviluppata rispetto alle grandi civiltà asiatiche. Dopo la crisi economica del 300, cera stato un grande sviluppo industriale, ma rimaneva il problema del deficit commerciale nei confronti delloriente, dovuto al fatto che lEuropa comprava merci molto costose come spezie e sete, trasportate fino al Mediterraneo dai mercanti arabi, ma vendeva ben poco, non disponendo di materie prime pregiate. Per aggirare la mediazione araba, si intensificarono le esplorazioni navali utilizzando al meglio la tecnologia marittima, nella ricerca di una via alternativa per le Indie, che culminò, ad Ovest, con la scoperta dellAmerica da parte di Colombo e, verso Est, con la circumnavigazione dellAfrica da parte di Vasco De Gama. Il possesso delle armi da fuoco permise agli europei di imporsi sulle civiltà da poco scoperte e di dar avvio al colonialismo.

4 IV A/Tel Itis Planck LORO DELLE COLONIE/1 Americhe VirginiaCotone - tabacco MessicoArgento - oro PerùArgento BrasileOro – caffè – canna da zucchero – cotone AntilleCanna da zucchero CanadaPellicce - legname

5 IV A/Tel Itis Planck LORO DELLE COLONIE/2 Nord AfricaCuoio – grano - schiavi Africa sub - saharianaSchiavi – oro - avorio Sud AfricaMetalli preziosi IndiaThe – cotone – oppio IndonesiaThe – spezie CinaThe – sete – porcellane GiapponeRame Medio oriente – ArabiaPetrolio Asia Africa

6 IV A/Tel Itis Planck DIVERSE TIPOLOGIE DI COLONIALISMO StatiTipi di colonialismoPeriodi SpagnaDominio politico e depredamento PortogalloBasi commerciali OlandaBasi commerciali (avvio sistema piantagione) InghilterraPopolamento (imperialismo) FranciaImperialismo ItaliaImperialismo GermaniaImperialismo800

7 IV A/Tel Itis Planck IL COLONIALISMO SPAGNOLO Tipo di colonialismo Dominio politico (vicerè) e depredamento DominiAmerica centrale, con California e Florida e meridionale (ovest); Filippine Materie prime acquisite Oro e argento

8 IV A/Tel Itis Planck IL COLONIALISMO PORTOGHESE Tipo di colonialismo Dominio solo in Brasile; basi commerciali; ruolo di mediazione in Asia DominiBrasile, Angola, Mozambico, Antille, Indonesia Materie prime acquisite Oro e caffè dal Brasile; pepe e spezie dallAsia

9 IV A/Tel Itis Planck IL COLONIALISMO OLANDESE Tipo di colonialismo Colonialismo borghese: basi commerciali e ampi poteri alle compagnie delle Indie, che avvia il sistema della piantagione DominiGiava e isole Molucche (Indonesia), Antille, Guayana Materie prime acquisite Canna da zucchero, the, caffè, spezie

10 IV A/Tel Itis Planck IL COLONIALISMO FRANCESE Tipo di colonialismo Colonialismo da re (effetto di spedizioni militari per prestigio) DominiCanada, Luisiana, poi Africa nord occidentale; Materie prime acquisite Pellicce e legname dal Canada

11 IV A/Tel Itis Planck IL COLONIALISMO INGLESE Tipo di colonialismo Colonie di popolamento in America; controllo commerciale poi dominio politico in India DominiColonie del nord America; India; Australia; Antille; Egitto, Sudan, sud Africa Materie prime acquisite Tabacco dalla Virginia, cotone. The, oppio in India

12 IV A/Tel Itis Planck IL SISTEMA DELLA PIANTAGIONE Si tratta di un sistema di coltivazione introdotto dagli olandesi in Indonesia (isola di Giava) nel 600 e imposto alla popolazione locale, che è ridotta in schiavitù. Esso si basava sulla monocoltura: pertanto comportava un rapido esaurimento del terreno. Dall Indonesia veniva diffuso in America, a partire dalle Antille, isole ricche di terra vergine, dal clima adatto alla coltivazioni di piante come cacao, caffè, canna da zucchero. Le colonie diventarono centri di produzione di colture per lesportazione, senza riguardo alleconomia locale. La diffusione del sistema comportò inoltre limportazioni di schiavi per disporre di adeguata manodopera. Alcuni prodotti delle piantagioni: Cacao, mais, cotone

13 IV A/Tel Itis Planck IL COMMERCIO TRIANGOLARE Armi, alcool, vetro Schiavi Materie prime: rhum, zucchero, cotone Per sopperire al fabbisogno di manodopera nelle Antille, si importarono schiavi neri dallAfrica. Londra, Liverpool e Bristol divennero i principali centri di un commercio triangolare, che collegava tre continenti e comportava le transizioni di merci descritte nella cartina sottostante.

14 IV A/Tel Itis Planck I vantaggi della tratta I neri erano più robusti degli indios (decimati dallo sfruttamento del lavoro in miniera); si adattavano meglio al clima tropicale dellAmerica centrale rispetto agli europei; erano quindi il più comodo rimedio per la carenza di manodopera nelle piantagioni e nelle miniere; nelle Antille, in Brasile e negli stati meridionali degli USA, la ricchezza dei bianchi si venne a basare sulla monocoltura e sullo sfruttamento dei neri.

15 IV A/Tel Itis Planck I negrieri A partire dal primo 700, gli inglesi diventano i più importanti commercianti di schiavi. Alcune compagnie private che effettuavano il traffico vengono riconosciute dalla Corona. La tratta fu però praticata anche da altri mercanti europei, detti negrieri.

16 IV A/Tel Itis Planck Conseguenze della tratta Commercio schiavi neri negli Stati Uniti: discriminazione razziale negli Stati Uniti: discriminazione razziale in America latina: mescolanza razziale in America latina: mescolanza razziale In Africa: decremento demografico In Africa: decremento demografico

17 IV A/Tel Itis Planck IL PUNTO DI VISTA EXTRAEUROPEO 1. Il nord americaIl nord america 2. LAmerica latinaLAmerica latina 3. LAfricaLAfrica 4. LIndiaLIndia 5. La CinaLa Cina 6. Il GiapponeIl Giappone 7. LAustralia e la Nuova ZelandaLAustralia e la Nuova Zelanda

18 IV A/Tel Itis Planck Il NORD AMERICA Il nord America viene colonizzato, dopo rispetto allAmerica Latina: sono presenti i francesi, nel Canada, interessati al commercio di pellicce e legname; gli inglesi sulle coste atlantiche; gli spagnoli nella parte sud-occidentale del continente.

19 IV A/Tel Itis Planck Origine delle colonie inglesi A fine 600 nel nord America si trovavano alcuni insediamenti inglesi. Quelli del sud (come la Virginia e la Georgia) erano nati come colonie penali. Leconomia si basava sullagricoltura di piantagione, con impiego di schiavi neri. Poi vi erano le quattro colonie del centro: le più abitate, ricche di città e porti. Le rimanenti quattro (a partire dal Massachusetts), che costituivano la New England, erano nate nel 600 per opera profughi calvinisti che cercavano qui libertà, terra e lavoro.

20 IV A/Tel Itis Planck Fattori di unione I tre nuclei o due (dato che si possono unire per affinità quelle nord-orientali) erano diversi tra loro per cultura e interessi: lo si vedrà nella guerra civile. Li univano però alcuni elementi: 1. La lotta contro i nativi (gli indiani) 2. L a rivalità con la Francia, che aveva colonie in Canada 3. La cultura dorigine anglosassone, aperta però allilluminismo francese 4. Lostilità con lInghilterra per motivi economici e politici

21 IV A/Tel Itis Planck La guerra con lInghilterra Le colonie inglesi potevano commerciare solo con la madrepatria, che, per compensare i costi della guerra dei sette anni ( ), impose un aumento di tasse. I coloni, penalizzati dal punto di vista economico e privi di una rappresentanza politica, si rifecero al principio No taxation without rappresentation già enunciato nella rivoluzione inglese del 600 e si rifiutarono di pagare le tasse, aprendo le relazioni commerciali con il resto del mondo. La guerra iniziò in quello che fu chiamato il Boston Tea Party nel A fianco degli americani si schierarono Francia, Spagna e Olanda, rivali dellInghilterra.

22 IV A/Tel Itis Planck Lindipendenza degli americani Gli Americani si organizzarono in un Congresso, di cui facevano parte uomini come Franklin e Jefferson, autore della dichiarazione dIndipendenza del 4 luglio 1776, che si ispirava alle idee dellilluminismo. Fu formato un esercito con a capo Gorge Washington e iniziò così la guerra per lindipendenza che si concluse nel 1781 con la resa inglese, cui seguirono nel 1783 la nascita degli Stati Uniti dAmerica e nel 1788 la proclamazione di una Costituzione di tipo federale, che accoglieva il principio della divisione dei poteri enunciato da Montesquieu. Franklin Jefferson Washington

23 IV A/Tel Itis Planck Problemi aperti Dopo lindipendenza restarono nel Paese grandi differenze: tra il nord, commerciale e borghese, e il sud, agricolo e aristocratico; tra lest, urbano, e lovest abitato dai pionieri, che cercavano di allargare la frontiera. Tali differenze esplosero di fronte al problema della schiavitù, in particolare, di fronte alla questione se introdurla o meno nei territori occidentali di nuova annessione. Gli stati del nord-est erano abolizionisti per motivi morali (erano puritani) ma anche perché interessati destinare quelle terre all allevamento (e quindi al commercio), mentre quelli del sud erano legati alleconomia di piantagione, quindi schiavisti. Il contrasto sfociò in guerra dopo lelezione di Abraham Lincoln da parte del partito repubblicano (abolizionista) e la secessione per protesta da parte degli stati del sud. Abramo Lincoln

24 IV A/Tel Itis Planck La guerra civile Il nord era superiore dal punto di vista tecnologico, economico, numerico. Tuttavia, dopo due anni, il sud, guidato dal generale Lee, continuava a non arrendersi. Lincoln proclamò lemancipazione degli schiavi in tutti gli stati del sud per favorirne larruolamento nellesercito unionista(1863). Finalmente, dopo lassassinio di Lincoln, il generale Lee si arrese a Grant (1865). La guerra civile americana, primo esempio di guerra tecnologica, era finita; il sud era in rovina Atto di emancipazione Generale Lee Generale Grant

25 IV A/Tel Itis Planck Il Messico Come si può vedere dalle carte a destra, il Messico era un territorio molto più esteso di adesso e ai primi dellottocento apparteneva ancora alla Spagna. Rivoluzione americana e rivoluzione francese suggestionarono i messicani a ribellarsi contro la madrepatria. Dopo due tentativi falliti, il generale Augustin Iturbi nel 1821 assicurò lindipendenza del Messico. Negli stessi anni gli USA, con il presidente Monroe, affermavano il principio lAmerica agli americani, che escludeva gli europei da qualsiasi manovra nei due continenti americani, lasciando spazio libero ai governi statunitensi. Mexico Usa Territori indiani

26 IV A/Tel Itis Planck La rivoluzione messicana Dopo lindipendenza, il Messico rimase arretrato e soggetto a tensioni socio-politiche. Iturbide nel 1822 si proclama Imperatore con lappoggio dellesercito. Nel 1836 il Texas si stacca dal Messico e si costituisce come repubblica indipendente: ne deriva una guerra tra USA e Messico che si conclude con la sconfitta messicana e lannessione agli USA del Texas, della California (di cui di scopriranno i giacimenti aurei). Seguono anni segnati da guerre civili e durissime dittature militari. Nel 1862 la Francia di Napoleone III tenta di imporre ai messicani un Imperatore a lei gradito (in modo da fare del Messico un proprio stato satellite) Massimiliano dAsburgo, che venne però catturato e giustiziato (1867). Il Messico rimase cos nellorbita americana secondo la dottrina di Monroe.

27 IV A/Tel Itis Planck LAMERICA LATINA L America del sud fu il primo continente colonizzato dagli europei: Spagnoli e Portoghesi. A causa della loro antica presenza e, poi, della tratta dei neri, si venne a determinare un grande miscuglio di razze con precise stratificazioni sociali. I gachupines erano gli spagnoli europei che si alternavano come funzionari e detenevano il potere politico. I creoli erano i discendenti dei primi bianchi trapiantati in America, per lo più di condizione borghese: avevano il potere economico ed aspiravano allindipendenza ed al potere politico.I meticci erano frutto della mescolanza tra le popolazioni dorigine indiana, spagnola e negra e formavano il ceto popolare. Molti di loro erano schiavi e reclamavano lindipendenza. Infine cerano gli indios superstiti.

28 IV A/Tel Itis Planck Il melting pot: immagini

29 IV A/Tel Itis Planck Come si ottenne lindipendenza I motivi esterni: L esempio dellAmerica del Nord e la dottrina di Monroe La crisi della monarchia spagnola e portoghese in relazione alle guerre napoleoniche. La politica Inglese che mirava a sostituirsi ai colonizzatori latini per interessi economici I motivi interni Il desiderio di unità e indipendenza Il progetto di liberare gli schiavi Lindipendenza fu ottenuta tra il 1809 e il : Simon Bolivar dopo la liberazione dellEquador

30 IV A/Tel Itis Planck Linstabilità dopo indipendenza Frammentazione politica: Bolivar e San Martin, i maggiori artefici dellindipendenza, avevano diversi progetti nel futuro dell America Latina: di conseguenza non si realizzò la federazione di stati, secondo il modello americano, auspicata da alcuni. Dipendenza economica: lInghilterra si inserì abilmente nel mercato latino-americano, nel vuoto creatosi con lindipendenza, controllando leconomia locale. Squilibri sociali: la borghesia locale (creola) era debole. Linstabilità era costante. Rivoluzioni, golpe (colpi di stato) e pronunciamientos si succedettero senza posa. In più i debiti contratti con lEuropa o con lAmerica del Nord fornivano occasioni dintervento alle potenze straniere.

31 IV A/Tel Itis Planck LAFRICA Prima dellimpatto con gli europei, nel nord del continente esistevano stati, detti berberi, vassalli dellimpero ottomano; più a sud cera il Sahara, abitato dai tuareg, mentre l Africa nera, più a sud, era in gran parte vergine. Prima del 1000, erano esistiti grandi regni teocratici, come il Ghana e lo Zimbabwe. Verso la fine dell XI sec. I berberi vi portarono la religione islamica. Decaduto il regno del Ghana, sorsero quelli, ugualmente islamici, del Mali e del Songhai che nel XVI secolo raggiunsero notevole ampiezza e potenza, e costruirono moschee, scuole e lUniversità di Timbuctù. Intanto la città di Kilwa, un potente sultanato situato ad est, commerciava metalli e avorio provenienti dallinterno con gli arabi. Nel 300 i mercanti delle coste orientali commerciavano con i cinesi cui si vendevano anche schiavi neri

32 IV A/Tel Itis Planck Fra le ricchezze africane trafficate dagli europei la merce di gran lunga più ricercata furono gli schiavi, a partire dallavvio del commercio triangolare. La tratta degli schiavi fu la grande tragedia dellAfrica nera: essa interessò soprattutto le regioni attorno al golfo di Guinea ma anche linterno. Occorre ricordare che anche a partire dalle coste orientali si attivarono i traffici negrieri, controllati, a nord, dagli arabi e, a sud, da portoghesi e francesi. La tratta scatenò una spirale micidiale e inarrestabile di guerre fra africani, alimentata dallimportazione darmi da fuoco europee, introdotte in cambio di schiavi. Poiché vinceva chi possedeva più armi, ciò creava uno scambio vizioso schiavi-armi. Limpatto con il commercio triangolare

33 IV A/Tel Itis Planck Il risultato di ciò fu la scomparsa di molti grandi Stati con il conseguente arretramento delle forme sociali e politiche a livelli primitivi e tribali, ma anche la comparsa di nuovi Stati aggressivi la cui egemonia si basava in larga misura sulle razzie e sulle guerre. Si è calcolato che ciò sia costato allAfrica almeno 50 milioni di persone, in gran parte maschi e giovani, pari ad un quarto della popolazione attuale dellAfrica nera, ma è certamente un calcolo al di sotto della realtà. In tal modo la Il dissanguamento demografico popolazione africana non era in grado di riprodursi e tale dissanguamento demografico la condannò al sottosviluppo: si consideri che la popolazione era anche forza-lavoro e senza le braccia non poteva esserci nemmeno unagricoltura da sussistenza.

34 IV A/Tel Itis Planck Fino a metà 800 la presenza europea in Africa si limitava alle coste, ad eccezione della punta meridionale il cui clima mite aveva favorito insediamenti europei: dapprima coloni olandesi, chiamati Boeri, quindi gli inglesi, attirati anche dalle risorse del sottosuolo. Ma verso la fine dell 800, in concomitanza con una crisi di sovrapproduzione industriale, che rendeva necessario disporre di mercati di riserva si scatenò una gara tra gli stati europei per la spartizione dellAfrica vergine. Preceduti da esploratori, come Stanley e Livingstone, gli europei mascherarono i loro interessi economici dietro il paravento della missione di civiltà: loro venivano per civilizzare e a cristianizzare popoli selvaggi e primitivi. La gara per la spartizione dellAfrica

35 IV A/Tel Itis Planck Gli inglesi miravano a unire lEgitto al Sud Africa in verticale, attraverso il Kenia. Avevano anche territori in Africa occidentale: Gambia, Sierra Leone, Costa dOro, Nigeria; -I francesi miravano a collegare i loro possedimenti in Africa occidentale con Gibuti e la Somalia francese sul Mar Rosso; -I tedeschi volevano collegare le colonie occidentali, Camerun, Africa di sud-ovest con il Tanganika minacciando il possesso belga del Congo e quello portoghese dellAngola. Da questi interessi opposti nacquero spesso conflitti che portarono sullorlo di guerre coloniali, e che sarebbero poi sfociati nella prima guerra mondiale. I disegni degli Europei

36 IV A/Tel Itis Planck Il mosaico africano

37 IV A/Tel Itis Planck Le colonie italiane in Africa Gli Italiani avviarono la politica coloniale nel 1882 nel corno dAfrica (dopo lacquisto della baia si Assab): dopo la sconfitta a Dogali (1887) fu istituita la colonia Eritrea (90), ma divergenze con il negus di Etiopia portarono di nuovo alla guerra e alla pesante sconfitta di Adua, con un migliaio di perdite (1896). Liniziativa coloniale fu rilanciata nel 1911, dichiarando guerra allImpero Ottomano. Furono così conquistate la Libia e le isole greche del Dodecanneso. Nel 1935, poi, durante il fascismo, fu sottomessa lEtiopia, con una guerra in cui furono impiegati i gas verso i civili.

38 IV A/Tel Itis Planck LINDIA A partire dal 1000, lindia aveva subito continue scorrerie islamiche che avevano indebolito i regni indù nei quali era divisa; la più importante fu quella del turco Babur che fondò limpero Moghul. I suoi discendenti completarono entro il 500 lunificazione dellIndia e posero fine alle discriminazioni nei confronti di coloro che non erano musulmani (indù, buddisti, cristiani).

39 IV A/Tel Itis Planck La fine dei Moghul Dopo due secolo di grande di grande splendore artistico e culturale, di cui rimangono preziose testimonianze come moschee, palazzi, mausolei, fortezze (si veda il Tai Mahal ad Agra), nonché di relativa coesistenza pacifica tra le diverse religioni favorita dai sovrani Moghul, lequilibrio si ruppe con lultimo sovrano, che, per fanatismo religioso, revocò le leggi emanate fino ad allora a tutela degli indù. Ne derivarono ribellioni e disordini in cui si inserirono gli inglesi.

40 IV A/Tel Itis Planck La penetrazione europea Vasco de Gama, nel 1498, fu il primo europeo a sbarcare in India e a creare una base commerciale portoghese. Allinizio del 600 la penisola era oggetto delle attenzioni di Olandesi, Inglesi e Francesi. La concorrenza tra gli ultimi due sfociò nello scontro armato. Solo le zone montuose riuscirono a restare fuori per almeno un secolo da queste contese. Alla fine riuscirono ad imporsi gli inglesi, che nel frattempo avevano indebolito e frazionato limpero Moghul.

41 IV A/Tel Itis Planck Il dominio inglese e il crollo dell artigianato LIndia diventò una colonia inglese, soggetta alle leggi e allamministrazione britanniche. Ne risentì anche leconomia perché gli inglesi disincentivarono la produzione tessile locale, per evitare che entrasse in concorrenza con i manufatti industriali inglesi (in ogni caso questi costavano meno). La forza-lavoro fu così spostata dal settore secondario allagricoltura al fine di produrre materie prime (cotone) per le fabbriche inglesi. Anche il commercio locale e con i paesi asiatici passò sotto il controllo inglese.

42 IV A/Tel Itis Planck Lamministrazione inglese Oltre a costruire strade, ferrovie, università, scuole militari, gli inglesi divisero il territorio in 600 principati indiani (raj), che giuravano però fedeltà alla Corona. Linglese divenne idioma ufficiale e la cultura anglosassone si impose, anche attraverso linsegnamento. Vi fu un lungo periodo di pax britannica. Nel 1857, in seguito ad episodi di intolleranza razziale, vi furono disordini nel nord, promossi dai sipahi (soldati indiani). Domata la rivolta, leconomia fu statalizzata.

43 IV A/Tel Itis Planck Prime spinte verso lindipendenza Nel 1876 la regina Vittoria fu proclamata sovrana delle Ondie. Ma già nel 1885 sorse il Congresso Nazionale Indiano, il cui fine era lo sviluppo di una coscienza nazionale. Guidati da B.G. Tilak, essi si scontrarono con il governo inglese. La campagna per lindipendenza (swaraj) divenne sempre più ampia e si sarebbe radicalizzata con la prima guerra mondiale, che comportò un reclutamento di soldati indiani. Sarebbe stato missione di Gandhi portarla a buon fine.

44 IV A/Tel Itis Planck IL GIAPPONE Il Giappone era un grande impero feudale, ostile al commercio con gli europei. I primi contatti avvennero verso la fine del 500 con i portoghesi da cui il Giappone comprava armi (destinate ai samurai), pagando con argento e rame. Agli inizi del 600 ci fu un irrigidimento verso i portoghesi e i gesuiti, cui seguì un atteggiamento sempre più rigido di chiusura verso gli stranieri che riguardò, oltre agli occidentali anche la Cina.

45 IV A/Tel Itis Planck Lapertura forzata agli occidentali Durante letà del colonialismo, lespansione europea nellEstremo Oriente non riusciva a coinvolgere il Giappone. Fino agli inizi dell 800, esso riuscì a resistere a qualsiasi penetrazione occidentale, mantenendo la sua tradizione xenofoba. Ma l8 luglio 1853 quattro navi americane approdarono a forza sulle coste giapponesi. Fu questo levento che diede inizio alla penetrazione occidentale in Giappone

46 IV A/Tel Itis Planck I cambiamenti del Giappone Russia, Paesi Bassi e Inghilterra. Subito dopo la conclusione di questi trattati in tutto il Giappone scoppiò unondata di xenofobia che portò alla caduta dei Tokugawa, ritenuti responsabili della penetrazione in Giappone, e alla caduta dello shogun. Fino al 1853, alla figura dellimperatore era stabilmente legato lo shogun (governatore militare, una carica monopolizzata dalla potente famiglia dei Tokugawa). Alle dipendenze vi erano i samurai, combattenti formidabili ma anche funzionari politici e burocrati. Dopo lapprodo degli Americani, il Giappone firmò nuovi trattati commerciali con gli Stati Uniti e poi con Francia,

47 IV A/Tel Itis Planck Il nuovo Giappone Con la rivoluzionaria restaurazione del governo, il potere fu in mano, oltre allimperatore, alla famiglia dei Meiji, che si avviò a risolvere 3 problemi importanti:la creazione di una struttura statale centralizzata, lo sviluppo economico e industriale del paese e i rapporti con gli stranieri. Inoltre venne introdotto un sistema parlamentare e nel settore scolastico fu promossa listruzione superiore

48 IV A/Tel Itis Planck Industrializzazione del Giappone La nuova classe dirigente giapponese capì che soltanto lo sviluppo avrebbe consentito al paese di raggiungere una effettiva indipendenza. Per fare questo era necessario impadronirsi delle tecniche occidentali senza però ripudiare i valori della cultura nipponica. La via giapponese al capitalismo talmente rapida che, nel giro di 20 anni, esso divenne una delle grandi potenze mondiali. Il merito di tutto ciò va dato principalmente allo stato che, avendo quasi interamente finanziato le iniziative economiche, riuscì a costruire grandi impianti nei settori strategici dellindustria pesante. Di conseguenza questa enorme industrializzazione portò alla nascita di una forte classe capitalistica.

49 IV A/Tel Itis Planck Lespansione giapponese a fine secolo La nuova classe capitalistica, per assicurarsi mercati e aree di sfruttamento, fu costretta a scatenare guerre di aggressione. Nel 1894 il Giappone attaccò la Cina e ottenne lisola di Formosa (Taiwan) ed in più il permesso di vendere i propri prodotti nella Cina stessa. Nel 1904 la penetrazione giapponese sul continente portò alla guerra russo-giapponese, durante la quale i giapponesi ebbero successi sbalorditivi. Il trattato di pace con la Russia, diede al Giappone il dominio politico in Corea.

50 IV A/Tel Itis Planck LA CINA Nei primi decenni del XIX secolo in Cina regnava la dinastia dei Manciù I sovrani assicuravano governo ed ordine, ma il fiscalismo dello stato provocava un malcontento presso la popolazione in prevalenza formata da contadini, di conseguenza. Si verificarono delle rivolte e fenomeni di brigantaggio e sorsero delle società segrete. I rapporti con lEuropa erano limitati, e riguardavano esclusivamente le esportazioni, dato che gli europei erano interessati a diversi prodotti cinesi, che rappresentano una vera moda nel 700, come tè porcellane e seta.

51 IV A/Tel Itis Planck La guerra delloppio Allo scopo di compensare il deficit nella bilancia commerciale, derivante dal fatto la Cina vendeva ma non comprava, lInghilterra cominciò a introdurre clandestinamente nel territorio cinese grandi quantità di oppio, prodotto nella propria colonia indiana. Il consumo doppio era illegale, per cui ne derivarono tensioni tra i governi dei due Paesi, fino a che, dopo un maxi sequestro di droga, avvenuto a Canton nel 1839, lInghilterra dichiarò guerra alla Cina. In conflitto terminò tre anni dopo con la sconfitta della Cina e la firma del trattato di Nanchino, con cui lInghilterra otteneva per sé il porto di Hong Kong, nonché lapertura al commercio straniero di altri quattro porti, tra cui Shangai.

52 IV A/Tel Itis Planck Seconda guerra delloppio La Francia e gli Stati Uniti reclamarono gli stessi privilegi riservati allInghilterra ed anche la possibilità di aprire chiese cattoliche e protestanti, per cui il trattato di Nanchino lasciava aperti dei problemi. Gli stati occidentali si resero conto dellinferiorità militare cinese e così, con la scusa di qualche incidente tra cinesi e stranieri, Inghilterra e Stati Uniti dichiararono ancora guerra alla Cina. Era la seconda guerra delloppio, che fu facilmente vinta dagli occidentali i quali imposero alla Cina nuove condizioni: Il pagamento di una nuova indennità di guerra Lapertura di altri porti agli stranieri Lapertura di sedi diplomatiche a Pechino

53 IV A/Tel Itis Planck AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA Allinizio ci furono i viaggi di James Cook, che navigò per conto della corona britannica e nel 1769 arrivò nel nord della Nuova Zelanda. Allinizio dovette superare la ferocità dei Maori che praticavano il cannibalismo verso gli intrusi e nemici. Con Cook però Maori furono più amichevoli, grazie ad un tacitiano che viaggiava con lui e faceva da interprete. Cook capì subito che la terra era ricca di risorse: oro, argento, carbon fossile, lignite e grandi praterie. Ben presto anche lEuropa seppe di tali ricchezze e in molti partirono per cercarvi fortuna.

54 IV A/Tel Itis Planck Sidney: colonia penale LAustralia fu raggiunta a fine 700. LInghilterra aveva da poco perso le colonie americane e quindi cercava una soluzione per deportare i condannati che prima finivano in Virginia. Queste terre lontane ed isolate parvero ideali: nel 1788 nacque Sidney come colonia penale e per i 60 anni successivi accolse i criminali, indesiderati e perseguiti dalla legge britannica. A poco a poco attorno crebbero gli insediamenti inglesi e lAustralia divenne colonia di popolamento.

55 IV A/Tel Itis Planck Il dominio inglese Gli inglesi una volta giunti in Australia procedettero ad una conquista per mezzo della forza, decimando la popolazione locale (gli aborigeni) anche con lintroduzione di malattie. I bianchi si assicurarono le migliori sorgenti d acqua, laccesso alla pesca e le posizioni più riparate, costringendo gli Aborigeni a vivere ai margini delle comunità. Abbattendo alberi, costruendo steccati (ad es. la barriera contro i conigli) ed introducendo nuovi animali, gli inglesi hanno contribuito a mutare il paesaggio.

56 IV A/Tel Itis Planck ALCUNE VICENDE DI NATIVI 1.IndianiIndiani 2.InuitInuit 3.MaoriMaori 4.AborigeniAborigeni

57 IV A/Tel Itis Planck GLI INDIANI DAMERICA Cenni sui nativi damerica La società indianaocietà indiana Le tradizioni guerriere L atteggiamento degli europeitteggiamento degli europei La dei pellerossa Gli indiani e il cinema

58 IV A/Tel Itis Planck Cenni sui nativi dAmerica I progenitori degli indiani si ritiene siano passati dallAsia allAmerica circa anni fa; non conoscevano né la ruota né laratro; la maggioranza di questi popoli viveva di caccia.Tutte le parti della preda veniva utilizzata e nulla veniva sprecato; i cavalli e le armi da fuoco furono introdotti in seguito dagli europei; ciò spinse anche le popolazioni sedentarie a trasformarsi in nomadi.

59 IV A/Tel Itis Planck La societa indiana Era suddivisa in grandi famiglie, a loro volta divise in tribù e clan, ma dotate di una forte coesione sociale. Presso i cacciatori delle pianure le tribù si riunivano solo destate dove venivano combinati i matrimoni e si cacciava in modo collettivo. Ciò non avveniva in inverno per sopravvivere meglio. Tutti i membri della tribù avevano gli stessi diritti e doveri e le decisioni venivano prese insieme. La donna non aveva funzioni subalterne e non era condizionata da pregiudizi religiosi. Il divorzio era unistituzione assai diffusa

60 IV A/Tel Itis Planck Le tradizioni guerriere La guerra: era molto frequente ma non aveva scopi di conquista, coinvolgeva solo piccoli gruppi di guerrieri. Spesso era un modo per impedire la formazione di ampie comunità che potessero sottomettere le piccole tribù. Religione: nelle tribù di cacciatori esistevano degli sciamani che curavano con le erbe le malattie e avevano il compito di mediare tra uomini e spiriti. La religione era animista. Nelle popolazioni di agricoltori esistevano credenze più complesse. La caccia: veniva praticata solo per necessità e la tecnica era quella di spingere il branco di animali (dopo averlo accerchiato) verso un dirupo.

61 IV A/Tel Itis Planck Gli atteggiamenti degli europei Gli europei considerarono barbaro ed inferiore tutto ciò che era diverso dalla loro cultura. Attuarono feroci rappresaglie contro i nativi per perseguire i loro interessi che erano: la ricerca di tesori (spagnoli e francesi inizio 500); il commercio di pesce e pellami (inglesi e olandesi) e quindi la caccia agli animali da pelliccia (sterminio di bisonti: da 80 milioni a poche centinaia) nel 600; la corsa alloro verso ovest che provocò linvasione delle poche terre rimaste ai nativi nel

62 IV A/Tel Itis Planck La loro fine La fine di questo popolo è dovuta allarrivo degli europei ai quali inizialmente vennero forniti aiuti e viveri, ma che poi distrussero lequilibrio naturale della regione e lintegrità del popolo indiano. Inoltre: introdussero abitudini devastanti (come lalcool) in cambio di pellame; portarono malattie contagiose (a volte di proposito) per indebolirli; fecero scomparire molti animali del luogo, modificando lecosistema, introducendo il cavallo che venne poi utilizzato dai nativi; spinsero le tribù a combattersi a vicenda; dopo lindipendenza degli USA costrinsero gli indiani a stabilirsi in riserve e repressero nel sangue le loro rivolte.

63 IV A/Tel Itis Planck Gli indiani e il cinema A partire dagli anni 70, in relazione ad un cambiamento della mentalit à collettiva, l indiano non viene piu visto come un crudele selvaggio come appariva prima nei film western ma come portatore di una propria cultura. Gli uomini bianchi vengono ora visti come ipocriti e violenti, autori di barbarie e sopraffazioni; l indiano invece viene esaltata la capacit à dei nativi di vivere in armonia con la natura (vedi balla coi lupi).

64 IV A/Tel Itis Planck I MAORI I Maori furono i primi colonizzatori della Nuova Zelanda, capaci di resistere, più tardi agli invasori inglesi. Originari dalle isole Tonga e Samoa approdarono con le loro canoe di legno nelle isole neozelandesi e ne diventarono i primi abitanti, denominandolo Aotearoa ossia il paese dalle lunghe nuvole bianche. Il popolo Maori ha sempre dato importanza alla natura e ha molte leggende che narrano di spiriti e antichi capi tribù la cui saggezza è rimasta nel cuore del popolo Maori.

65 IV A/Tel Itis Planck Tasman scopre la Nuova Zelanda Nel 13 dicembre del 1642 Tasman, navigatore olandese, avvistò una terra che non era segnata nelle carte marine: è la baia di Golden Bay a nord della Nuova Zelanda. Appena Tasman si avvicinò a riva venne circondato dalle canoe dei Maori che suonavano e danzavano. Non era un saluto ma un inno alla battaglia. Tasman ignaro rispose con la sua banda ma in realtà la sua fu intesa come dichiarazione di guerra. I Maori il giorno dopo assalirono una scialuppa olandese uccidendo quattro uomini e Tasman preferì andarsene.

66 IV A/Tel Itis Planck Il trattato di Waitangi L arrivo degli occidentali creò scontri con gli indigeni. Nel 1840 venne stipulato con i Maori il trattato di Waitangi con il quale lInghilterra assicurava a quelle popolazioni i diritti e i privilegi dei cittadini britannici. Il simbolo di questo trattato fu un uccello notturno, incapace di volare detto Kiwi, tipico di questa zona (anche gli abitanti vennero chiamati kiwi). La Nuova Zelanda fu colonia britannica fino al 1852, anno in cui venne concessa lautonomia amministrativa.

67 IV A/Tel Itis Planck Lingresso nel Commonwealth Laccordo preso per favorire lequiparazione tre Maori e immigrati europei non risolse tutti i problemi presenti. Nel 1975 quando la Nuova Zelanda ebbe la propria corte di giustizia, cercò di risolvere i contenziosi relativi ai Maori e alle pretese derivanti dal trattato di Waitangi. Oggi la Nuova Zelanda è assieme allAustralia e ad altre 45 nazioni ex colonie britanniche membro del Commonwealth pertanto a capo dello stato cè la regina d Inghilterra rappresentata da un governatore.

68 IV A/Tel Itis Planck La cultura dei Maori

69 IV A/Tel Itis Planck INUIT O ESCHIMESI Il termine più noto è esquimesi, termine che, tuttavia, nella lingua degli indiani canadesi significa mangiatori di carne cruda perciò essi preferiscono chiamarsi Innuit, che significa popolo. Culturalmente diversi dalle altre razze del Nuovo Mondo, risultano essere presenti in Nord America già nel 1850 a.C., quindi quasi 4000 anni fa. La loro storia è avvolta nel mistero come lorigine dei cani che caratterizzano questo popolo, in particolare lAlaskan Malamute.

70 IV A/Tel Itis Planck La società inuit Gli albori della loro vita consistevano in spostamenti nomadi. I cani e le slitte erano elementi essenziali alla loro vita ed erano considerati le loro più preziose proprietà Notevoli capacità di adattarsi allambiente circostante Vivevano di caccia e di pesca (renna, orso bianco, salmoni, foche, balene) servendosi dellarco e dellarpone a mano Hanno per molti secoli vissuto in un isolamento quasi totale Solo grazie larrivo di flotte baleniere nel secolo scorso essi hanno avuto rapporti sociali costanti e significativi con gli europei Che hanno determinato trasformazioni nei modelli di vita tradizionali. La rapidità con la quale questi cambiamenti hanno coinvolto questo popolo hanno spesso avuto effetti traumatici sullequilibrio di questultimo

71 IV A/Tel Itis Planck Leconomia degli Inuit Negli anni cinquanta i governi europei e americani cominciano ad esercitare una crescente attività di intervento e di controllo Maggior coinvolgimento nelleconomia di mercato Oltre che per la caccia agli animali da pelliccia economicamente godeva di vasti giacimenti auriferi e cupriferi. Ie principali risorse minerarie sono, oltre al rame e alloro, lo stagno, il carbone, il mercurio, il gas naturale e soprattutto il petrolio. La caccia e la pesca sono comunque ancora alla base del commercio e dellalimentazione degli Inuit. Allevamento delle renne, la raccolta di pelli di otaria.

72 IV A/Tel Itis Planck Gli Inuit oggi Attualmente una parte di Inuit vivono in centri urbani nel Canada, in Alaska e nella Groenlandia. Una parte sono impiegati nelle strutture lavorative ma una parte vivono ai margini della società, vittime di alcolismo e disoccupazione. Gli altri si spostano periodicamente in base alle stagioni. Ora al posto delligloo vivono in case prefabbricate, si muovono in motoslitta e vanno a caccia con i fucili. La religione che seguono ora gli Inuit è il luteranesimo Le lingue ufficiali il Groenlandese e il danese.

73 IV A/Tel Itis Planck GLI ABORIGENI I primi popoli che abitarono lAustralia erano gli Aborigeni che erano giunti dallAsia circa anni fa. I primi europei invece ad arrivare in Australia furono gli olandesi, che però non ebbero molti contatti con gli Aborigeni perché rimasero soprattutto lungo la costa. Successivamente arrivarono gli inglesi, che diversamente dagli Olandesi, il loro arrivo fu determinante per il futuro aborigeno.

74 IV A/Tel Itis Planck La cultura e larte aborigena La loro cultura è la più antica che conosciamo. Gli aborigeni hanno elaborato dei miti circa le loro antiche origini, che vengono tramandati oralmente in occasione di feste, seguiti da canti e danze, diversi per ogni tribù. I miti vengono anche dipinti su strumenti musicali e di caccia, attraverso rappresentazioni grafiche fatte di punti e cerchi. La cultura e larte aborigena hanno un legame strettissimo con la terra, perché secondo i loro miti la vita è nata proprio da essa. Il mito delle origini si chiama Lungo Sogno e racconta che un tempo quando la terra era desolata degli esseri ancestrali uscirono dall Uluru per popolarla.

75 IV A/Tel Itis Planck I bambini rapiti Allo scopo di far estinguere la cultura e lidentità aborigena, gli australiani avviarono una triste e poco nota pratica: quella di rapire i bambini a sangue misto e di affidarli a collegi per educarli in modo britannico, come è raccontato nel film Rabbit-proof Fence (da cui sono tratte queste immagini), che racconta la fuga drammatica di due bambine che riescono a raggiungere la loro famiglia aborigena dopo 1500 chilometri, seguendo la barriera anti-conigli.


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