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LE FERITE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA CATTEDRA DI FISIOPATOLOGIA, SEMEIOTICA E METODOLOGIA CHIRURGICA (Prof. Roberto Giardino)

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Presentazione sul tema: "LE FERITE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA CATTEDRA DI FISIOPATOLOGIA, SEMEIOTICA E METODOLOGIA CHIRURGICA (Prof. Roberto Giardino)"— Transcript della presentazione:

1 LE FERITE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA CATTEDRA DI FISIOPATOLOGIA, SEMEIOTICA E METODOLOGIA CHIRURGICA (Prof. Roberto Giardino)

2 FERITA Soluzione di continuo recente delle parti molli, interessante anche il rivestimento cutaneo, conseguente ad un trauma PIAGA Soluzione di continuo non recente,con tendenza alla guarigione ULCERA Soluzione di continuo non recente che non ha tendenza alla guarigione

3 Le Ferite La ferita è una soluzione di continuo prodotta da un agente meccanico. da un agente meccanico. Le ferite si possono distinguere in superficiali se interessano cute e tessuto sottocutaneo profonde se interessano i piani anatomici sottostanti penetranti se raggiungono una cavità (toracica,addominale)

4 Classificazione delle ferite Escoriazioni Ferite da taglio Ferite da punta Ferite lacero-contuse Ferite darma da fuoco Ferite a lembo

5 ESCORIAZIONI Agente lesivo diretto tangenzialmente alla cute Danno anatomico limitato ai piani superficiali Facile porta di ingresso per i batteri Possibili esiti permanenti da materiale estraneo ritenuto (tatuaggi)

6 Ferite da taglio Meccanismo pressione – stiramento - azione combinata Forma rettilinea,circolare,ellittica,a lembo, con o senza perdita di sostanza Estensione - Profondità

7 Ferite superficiali o semplici Ferite complesse con perdita di sostanza a lembo penetranti Aspetto macroscopico margini, fondo, estremi (codette) Ferite da taglio

8 Ferite da taglio: sintomi e segni clinici Divaricamento dei margini dipende da: elasticità del tessuto,mobilità, direzione del taglio Emorragia dipende da: profondità ed estensione del tessuto lesionato può essere:capillare o a nappo venosa venosa arteriosa arteriosa parenchimatosa parenchimatosa Dolore dipende da: tipo di tagliente,dalla ragione colpita, dalla rapidità e intensità dellazione lesiva,dalla sensibilità del soggetto Limitazioni della funzione

9 Ferite da punta Meccanismo compressione di un agente acuminato su unarea corporea limitata. La profondità prevale su lunghezza e larghezza

10 SuperficialiComplesse con interessamento di vasi e/o nervi PenetrantiTrapassantiTransfosse Classificazione delle ferite da punta

11 Dolore modesto Emorragia allesterno può essere scarsa, ma attenzione alle emorragie profonde Impotenza funzionale Possibile ritenzione di corpi estranei Complicanze settiche - tetano Ferite da punta: sintomi e segni clinici

12 FERITE LACERE E LACERO-CONTUSE Le forze lesive agiscono sui tessuti con meccanismi di trazionestiramentostrappamentocompressione morsi di animale,monconi ossei di fratture, ingranaggi, ruote, cinghie di trasmissione ecc..

13 Grande variabilità di morfologia margini irregolari e sfrangiati,ecchimotici,sottominati lesioni singole e multiple Attenzione alla vitalità dei tessuti ed alla possibile comparsa di necrosi Scalpo: strappamento del cuoio capelluto causato da violenta trazione sui capelli da violenta trazione sui capelli FERITE LACERE E LACERO-CONTUSE ASPETTO CLINICO

14 FERITE DA MORSO DI ANIMALE Ferite lacero-contuse spesso multiple e complesse Interessano frequentemente zone di rilevante importanza estetica o funzionale (volto, arti) Alto rischio di infezione per l elevato grado di contaminazione

15 FERITE DARMA DA FUOCO FERITE DARMA DA FUOCO La penetrazione di un proiettile dipende da: - forza viva (massa e velocità) - forma del proiettile Classificazione: a doccia a doccia a setone a setone a fondo cieco a fondo cieco trapassanti trapassanti da scoppio da scoppio

16 Ferite d arma da fuoco: aspetti clinici Solo foro di entrata Ritenzione del proiettile nelle parti molli Foro di entrata - Foro di uscita Complicanze settiche tetano - gangrena gassosa tetano - gangrena gassosa

17 FERITE D ARMA DA FUOCO FORO DI ENTRATAFORO DI USCITA Foro di entrata diametro < al proiettile, alone ecchimotico o escoriativo; tracce di ustione, affumicatura e tatuaggio Foro di uscita diametro > di quello di entrata, margini frastagliati diametro > di quello di entrata, margini frastagliati

18 FERITE D ARMA DA FUOCO – LESIONI PROFONDE VISCERALI NEURO-VASCOLARI SCHELETRICHE

19 FERITE A LEMBO Lagente lesivo agisce tangenzialmente alla superficie del tessuto La vitalità del lembo è assicurata dal peduncolo che lo connette ai tessuti circostanti Elevato rischio di necrosi

20 CONTUSIONI Non vi è soluzione di continuo della cute I tessuti sottostanti presentano lesioni di vario grado: soffusione emorragica > ematoma > necrosi

21 Lentità della lesione dipende oltre che dalle caratteristiche dellagente lesivo anche dalla regione anatomica colpita e dalle caratteristiche di elasticità della cute e dei piani sottostanti. Contusioni lievi: Echimosi Contusioni di media gravità: Ematoma Contusioni gravi: Necrosi (diretta o indiretta) Contusioni: aspetti clinici

22 COMPLICANZE DELLE FERITE EMORRAGIA LESIONI DI ORGANI PROFONDI LESIONI DI FORMAZIONI VASCOLARI E NERVOSE LESIONI SCHELETRICHE ERNIE TRAUMATICHE FISTOLE INTERNE ED ESTERNE INFEZIONI LOCALI GANGRENA GASSOSA – TETANO CICATRICI RETRAENTI - CHELOIDI

23 SINDROME INFETTIVA ACUTA PROVOCATA DA GERMI ANAEROBI TRAMITE LA CONTAMINAZIONE AGENTI ETIOLOGICI CLOSTRIDIUM PERFRINGENS, BACILLUS PUTRIFICUS, BACILLUS NOVYI, BACILLUS HISTOLITICUS, BACILLUS SPORIGENES BIOLOGIA ED EPIDEMIOLOGIA ANAEROBI OBBLIGATI, SPORIGENI, PRESENTI NEL TERRENO, ACQUA INQUINATA, CUTE, INTESTINO, CAVITA' OROFARINGEA VIA DI PENETRAZIONE TRAUMI PROFONDI CON NECROSI DEI TESSUTI - FRATTURE ESPOSTE - INFEZIONI DA PIOGENI ASSOCIATE MECCANISMO PATOGENETICO AZIONE NECROTIZZANTE DIRETTA SUI TESSUTI CON PRODUZIONE DI GAS CHE DIFFONDE RAPIDAMENTE. DIFFUSIONE SISTEMICA DI TOSSINE COMPLICANZE DELLE FERITE – GANGRENA GASSOSA

24 SINTOMATOLOGIA LOCALE EDEMA CON CUTE PALLIDA-VIOLACEA EPIDERMIDE SOLLEVATA CON FLITTENE SIEROSE E SIEROEMORRAGICHE CREPITAZIONE ALLA PRESSIONE PER PRESENZA DI GAS NEI TESSUTI MASSE MUSCOLARI COLOR CARNE LESSA - SFACELO DEI TESSUTI. COMPLICANZE DELLE FERITE – GANGRENA GASSOSA

25 COMPROMISSIONE DELLO STATO GENERALE TACHICARDIA, DISPNEA, FEBBRE INCOSTANTE SOGGETTIVAMENTE LUCIDITA' CONSERVATA E SENSO DI ANGOSCIA TOSSIEMIA GRAVE EVOLUZIONE MORTALE (> 25%) COMPLICANZE DELLE FERITE – GANGRENA GASSOSA SINTOMATOLOGIA GENERALE

26 PROFILASSI RECENTAZIONE CHIRURGICA E SBRIGLIAMENTO DI OGNI FERITA CONTAMINATA TRATTAMENTO ANTIBIOTICO SIERO ANTIGANGRENOSO TERAPIA SBRIGLIAMENTO CHIRURGICO SE NECESSARIO AMPUTAZIONE DELL' ARTO ANTIBIOTICOTERAPIA OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA TERAPIA INTENSIVA Importanza di una diagnosi tempestiva ! COMPLICANZE DELLE FERITE – GANGRENA GASSOSA

27 Malattia tossinfettiva provocata dal clostridium tetani, caratterizzata da ipertono muscolare, con accessi spastici e convulsivi. BIOLOGIA ED EPIDEMIOLOGIA Anaerobio obbligato, sporigeno, gram positivo, ubiquitario (terreno, polveri, feci, intestino animali). VIA DI PENETRAZIONE Ferite con zone anfrattuose e necrotiche, ferite penetranti anche minime, ferite infette. MECCANISMO PATOGENETICO Scarso potere del germe di diffondere nei tessuti. Produzione locale di una potentissima esotossina che diffonde per via nervosa (placche motrici > assoni > S.N.C.) Lesione dei neuroni motori dei nervi cranici e di quelli delle corna anteriori del midollo spinale. COMPLICANZE DELLE FERITE – TETANO

28 SINTOMATOLOGIA Tempo di incubazione 7-12 gg. Trisma, riso sardonico, facies tetanica Opistotono, emprostotono, pleurostotono Accessi tetanici scatenati da stimolazioni visive, acustiche, tattili Spasmo della glottide, asfissia Iperpiressia marcata Sensorio integro Exitus > 50% dei casi COMPLICANZE DELLE FERITE – TETANO FORME CLINICHE PARTICOLARI Tetano localizzato - Tetano viscerale o splancnico Tetano postoperatorio -Tetano puerperale - Tetano dei neonati

29 PROFILASSI Generale VACCINAZIONE (Prima dose e successivi richiami) Ferite in soggetti non vaccinati Immunoglobuline umane specifiche + vaccinazione Ferite in soggetti correttamente vaccinati Eventuale richiamo del vaccino Locale Sbrigliamento e recentazione delle ferite con zone anfrattuose e necrotiche Corretta medicazione - Rimozione di corpi estranei Antibioticoprofilassi TERAPIA Ricerca del focolaio d' ingresso e suo immediato trattamento Alte dosi di immunoglobuline umane specifiche Terapia intensiva - Eventuale ventilazione meccanica assistita Agenti bloccanti a livello neuromuscolare (pancuronio) e miorilassanti (benzodiazepine) Trattamento dell' iperpiressia e delle manifestazioni metaboliche. COMPLICANZE DELLE FERITE – TETANO

30 LA GUARIGIONE DELLE FERITE La guarigione delle ferite è quell insieme di fenomeni biologici che portano alla riparazione di un tessuto leso Il risultato del processo biologico è la cicatrice La guarigione delle ferite rappresenta un aspetto della rigenerazione tessutale

31 GUARIGIONE PER PRIMA INTENZIONE GUARIGIONE PER SECONDA INTENZIONE PROCESSO DI GUARIGIONE DELLE FERITE

32 RISPOSTA DEI TESSUTI AL TRAUMA - CICATRIZZAZIONE INFIAMMAZIONE ATTIVAZIONE DEI MECCANISMI DELLA COAGULAZIONE - EMOSTASI COMPARSA DI ESSUDATO INFIAMMATORIO (Neutrofili, Macrofagi, Linfociti) FORMAZIONE DI TESSUTO DI GRANULAZIONE TESSUTO CONNETTIVO IMMATURO ALTO CONTENUTO DI AC. IALURONICO RICCO DI VASI NEOFORMATI (NEOANGIOGENESI) RICCO DI MACROFAGI E FIBROBLASTI COLLAGENE DI TIPO III RIEPITELIZZAZIONE MIGRAZIONE E PROLIFERAZIONE DI CELLULE EPITELIALI MATURAZIONE DELLA CICATRICE E SUO RIMODELLAMENTO ACCUMULO DI FIBRE COLLAGENE TIPO I AUMENTO DELLA RESISTENZA MECCANICA DEL TESSUTO ORGANIZZAZIONE DEL COLLAGENE IN GRANDI FASCI DI FIBRE.

33 RISPOSTA DEI TESSUTI AL TRAUMA - CICATRIZZAZIONE Una cicatrice si considera solida dopo 15 giorni Il rimodellamento si completa dopo circa 6 mesi

34 FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA GUARIGIONE DELLE FERITE FATTORI GENERALIFATTORI LOCALI ETA'FORMA E DIMENSIONI SESSOSEDE RAZZACONTAMINAZIONE COSTITUZIONEEDEMA SQUILIBRI ORMONALIFORMAZIONE DI EMATOMI MALATTIE DEL METABOLISMONECROSI MALATTIE SISTEMICHETECNICA DI SUTURA INADEGUATA IPO-AVITAMINOSIMATERIALE DI SUTURA NON ADATTO

35 FATTORI CHE OSTACOLANO LA CICATRIZZAZIONE LOCALI -tipo di ferita -presenza di emorragie, ematomi, raccolte sierose -infezioni -ostacoli meccanici alla chiusura -presenza di corpi estranei ritenuti -fattori iatrogeni LOCO-REGIONALI -turbe della vascolarizzazione -turbe dell innervazione -esiti distrettuali di trattamenti attinici SISTEMICI -ipo-disprotidemie -carenza di fattori vitaminici (vit. C) -alterazioni dell equilibrio elettrolitico (Ca+) -fattori endocrini (ACTH, Cortisone) -diabete -assunzione di farmaci (es.immunosoppressori)

36 CICATRICI PATOLOGICHE FATTORI PREDISPONENTI ALLE CICATRICI IPERTROFICHE Locali Cicatrizzazione per seconda intenzione Orientamento della cicatrice Natura dell agente lesivo (es. ustione) Loco-regionali sede (reg. sternale, deltoidea, scapolare sottoauricolare) Sistemici età, razza, sesso, fattori costituzionali ed idiopatici atrofica ipertrofica cheloidea

37 Produzione di collageno nel processo di cicatrizzazione normale dell adulto, del bambino e dell anziano e nei processi di cicatrizzazione patologica (ipertrofica e cheloidea)

38 SCOPO PROTEGGERE LA FERITA, IMPEDENDO L' ECCESSIVA DISIDRATAZIONE DEGLI STATI CELLULARI SUPERFICIALI MANTENERE UN GRADIENTE OTTIMALE DI UMIDITA' SENZA DETERMINARE ACCUMULO DI LIQUIDI O AUMENTO DEL RISCHIO DI INFEZIONE. REQUISITI DELLA MEDICAZIONE PERMEABILITA' ALL' OSSIGENO ED AI VAPORI RIDUZIONE DELLE PERDITE PLASMATICHE PROTEZIONE CONTRO LA CONTAMINAZIONE BATTERICA STIMOLO PER IL TESSUTO DI GRANULAZIONE FAVORENTE LA EPIDERMIZZAZIONE LA MEDICAZIONE

39 SINTESI DEI TESSUTI - SUTURA Insieme di mezzi tecnici che permettono laccostamento dei margini di una soluzione di continuo,ponendo i tessuti nelle migliori condizioni per la cicatrizzazione. Materiali impiegati nelle suture filiclipscerotti colle biologiche

40 Caratteristiche dei fili di sutura naturalisintetici monofilamentointrecciati riassorbibili non riassorbibili

41 TRATTAMENTO GENERALE DELLE FERITE DETERSIONE DISINFEZIONE

42 TRATTAMENTO GENERALE DELLE FERITE EMOSTASI

43 TRATTAMENTO GENERALE DELLE FERITE SUTURA SECONDO I PIANI ANATOMICI


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