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2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam. Fam.: padre deceduto per K del colon, madre vivente, cardiopatica, due fratelli viventi ipertesi.

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1 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam. Fam.: padre deceduto per K del colon, madre vivente, cardiopatica, due fratelli viventi ipertesi più anziani, uno colecistectomizzato per litiasi della colecisti. Entrambe non hanno figli. Attività lavorativa: A. Ro. impiegata, molto seduta, al computer; A.Ri. è una commessa: molte ore al giorno in piedi.

2 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam. Fisiol. (A.Ro.R.): nata a termine, parto eutocico, menarca a 12 anni; normale sviluppo psico-fisico, diuresi regolare, via dinamica, buona mangiatrice, non abusa di alcolici Anam. Fisiol. (A. Ri.R.): nata a termine, con parto cesareo, normale sviluppo psico-fisico, diuresi regolare, mangiatrice nella norma, solo saltuari alcolici; abusa di caffè; attività fisica solo saltuariamente.

3 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam Pat. Rem. : riferiscono che da molti anni presentano occasionalmente un alvo irregolare (prevalentemente nelle ore diurne), dolenzia o dolore addominale, quasi sempre attenuato dallevacuazione; periodi di stipsi; meteorismo e gonfiore addominale; quando non stanno bene, i sintomi sembrano peggiorare specie in occasione dei pasti, ma hanno notato che in condizioni di benessere non correlano alcun cibo con la sintomatologia lamentata.

4 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Esami effettuati (negli anni).: - clisma opaco a doppio contrasto (molti anni fa) e più di recente pancolonscopia: nel complesso negativi; Eco addome: negativa - profilo c + altri esami di routine, esame delle feci, coprocultura, parassitologico: nulla - RAST profilo alimenti, prick test, IgE totali, Ab antitransglutaminasi: negativi, quindi si escludono morbo celiaco e allergia alimentare

5 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Da più parti ci hanno fatto diagnosi di colite, ma nessuna terapia nel tempo ha migliorato la nostra qualità di vita. Ci è stato detto di mangiare leggero, in bianco (di fatto lo facciamo da anni), ma pure da questo non abbiamo avuto alcun reale significativo giovamento

6 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni TERAPIE PRATICATE Antispastici (otilonio bromuro+diazepan, pipetanato etobromuro, floroglucinolo Olio di menta piperita Sulpiride Antidiarroici (loperamide cloridrato) Carbone vegetale e altri assorbenti Fermenti lattici, probiotici

7 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam Pat. Rec. (A.Ro.R.): di recente la situazione è peggiorata, il dolore ingravescente in fossa iliaca sn è attenuato (in parte) dalla evacuazione (scariche diarroiche), alvo alterno con stipsi alternata alla diarrea, lamenta molto fastidiose eruttazioni, peggioramento del meteorismo con marcata flatulenza, presenza di muco nelle feci, non sanguinamento rettale, sangue occulto negativo

8 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam Pat. Rec. (A.Ro.R.): non calo ponderale, né perdita dellappetito; di recente episodio di febbricola per 2-3 giorni ( ,4° C) scomparsa senza alcuna specifica terapia (esami: modesta leucocitosi, lieve VES - IK 20; PCR nella norma). Fatica a fare att. fisica. il mio medico vuol convincermi a ripetere la pancolonscopia ….. io invece vorrei solo una nuova, valida terapia per la mia colite

9 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Anam Pat. Rec. (A. Ri.R.): viene solo per accompagnare la sorella, ma pure lei di recente è peggiorata a suo parere a causa dei continui spostamenti della sede di lavoro. Sta male se assume latticini freschi (ma non il caffè macchiato) e le sembra di non digerire più la frutta (accentuazione della sintomatologia dispeptica); spesso dolori addominali seguiti da alvo diarroico; dopo levacuazione sta meglio!

10 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Effettivamente la storia di entrambe, e soprattutto quella della sorella più anziana, fa pensare ad un quadro di: Sindrome del Colon Irritabile (dolore che con levacuazione, alvo alterno, muco) ma è però opportuno per entrambe un approfondimento mirato delle indagini diagnostiche.

11 Sindrome dellIntestino Irritabile (S.I.I. o I.B.S.) Colpisce fra il 10 e il 20% della nostra popolazione, rapporto donna:uomo = 4:1 Grande eterogeneità del quadro clinico Impatto sulla qualità della vita Possibili disturbi dellumore Purtroppo assenza di una efficace terapia standard

12 S.I.I.: i criteri diagnostici (Roma II) Per almeno tre mesi (non necessariamente consecutivi) nei precedenti 12 mesi Fastidio addominale o dolore + almeno due dei seguenti segni: * o scomparsa con la defecazione * cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni *cambiamenti nella consistenza delle feci

13 S.I.I.: i criteri diagnostici Alterazioni dellevacuazione: Non regolarità dellalvo Modifiche nella consistenza ( o ) Defecazione difficoltosa, impellente, sensazione di evacuazione incompleta Mixorrea

14 2 sorelle A.Ro. R., 40 anni – A.Ri. R., 35 anni Piano diagnostico proposto: Biochimica: esami di routine, TSH, CEA, Ca 19-9, sangue occulto fecale, amilasi, che sono tutti risultati nel range della norma (come prevedibile) Strumentale: Pancolonscopia per il momento sospesa per entrambe; Breath test (glucosio, fruttosio, lattosio)

15 BREATH TEST (indagine non invasiva e ben tollerata) Lecosistema intestinale, a livello colico, metabolizza i carboidrati non assorbiti con produzione di IDROGENO, che viene assorbito e poi eliminato per via polmonare in una concentrazione che è proporzionale alla produzione: quindi si valuta nellaria espirata la concentrazione di H2.

16 BREATH TEST (indagine non invasiva e ben tollerata) In condizioni fisiologiche i carboidrati più facilmente digeribili (disaccaridi, amidi del riso) sono completamente assorbiti a livello del tenue prossimale e quindi non sono disponibili per la fermentazione nellileo distale e nel colon La produzione di gas è il risultato della fermentazione batterica dei carboidrati non del tutto digeriti o meno digeribili, che quindi non sono stati assimilati nel tenue prossimale

17 BREATH TEST (indagine non invasiva e ben tollerata) Qualora la crescita batterica a livello del tenue sia in eccesso, la concentrazione della microflora intestinale aumenta, permettendo la fermentazione sia degli amidi facilmente digeribili oltre che di quelli difficilmente digeribili (con comparsa di sintomi)

18 A.Ro. R., 40 anni RISULTATI dei BREATH TEST Lattosio: normale tolleranza, no sintomi Fruttosio: normale tolleranza, no sintomi Glucosio: positivo ( + dolori, diarrea) Sindrome da contaminazione del tenue (SIBO – small intestinal bacterial overgrowth)

19 S.I.I. e S.I.B.O. Recenti studi condotti anche nel nostro paese, confermano lassociazione epidemiologica tra il colon irritabile e lovercrescita batterica dellintestino tenue, dovuta ad un eccessivo numero di batteri nella parte prossimale del tenue (> CFU/ml)

20 A.Ro.R.: CONSIGLI TERAPEUTICI Rifaximina (Normix) cpr. da 200 mg.: 2 cpr ogni 8 ore per 7-10 giorni. Simbiotico (Zirfos bifidobatteri + FOS) 1-2 bustine al mattino a digiuno ( consigliati cicli di minimo un mese, tre volte allanno) Alimentazione ricca in fibre con 4-5 porzioni giornaliere di frutta e/o di verdura; acqua o altri liquidi (tisane, ecc.) almeno l/die

21 A.Ro.R anni SITUAZIONE CLINICA ATTUALE (dopo circa 6 mesi dagli accertamenti) Dopo due cicli con Rifaximina, la situazione è marcatamente migliorata, la sintomatologia è praticamente assente, non dolori addominali (E.O. neg), meteorismo molto, non più episodi diarroici, alvo tendenzialmente stitico. Segue le indicazioni farmacologiche (di recente ha ripetuto il ciclo di simbiotico) e igienico alimentari proposte, con metodicità.

22 A.Ri. R., 35 anni RISULTATI dei BREATH TEST Lattosio: positivo (eruttazione, nausea) Fruttosio: positivo (diarrea) Glucosio: negativo Segni clinici e laboratoristici di Intolleranza al lattosio e al fruttosio

23 INTOLLERANZA ALIMENTARE Fenomeno che spesso viene confuso con un quadro di S.I.I.; effettivamente spesso, ma non obbligatoriamente, le due situazioni vengono trovate associate. E un fenomeno non riferibile ad un meccanismo immunologico, sempre riproducibile, non legato a fattori psicologici.

24 ALLERGIE ALIMENTARI riproducibili reazione immunologica INTOLLERANZE ALIMENTARI riproducibili non reazione immunologica non fattori psicologici AVVERSIONE ALIMENTARE non riproducibile reazione psicologica

25 INTOLLERANZA ALIMENTARE (1) Da alterazione della digestione o dello assorbimento: da deficit enzimatico (lattasi) o da incompleto assorbimento (amidi), da altri meccanismi (sorbitolo) Da liberazione di amine vasoattive presenti nel cibo: istamina (crostacei, sardine, fragole, pomodori), tiramina (birra, vino, formaggi fermentati, lievito), feniletilamina (cioccolato), serotonina (banane),

26 INTOLLERANZA ALIMENTARE (2) Per la presenza di sostanze tossiche naturali: proteasi nei legumi, ossalati negli spinaci e nel rabarbaro, muscarina nei funghi, aflotossine nei cereali, o aggiunte durante la lavorazione Per effetto farmaco simile indesiderato: caffeina, (caffè, tè, cola) teobromina (tè, cioccolato), metilxantine

27 INTOLLERANZA ALIMENTARE (3) Per fenomeni reattivi da additivi alimentari: coloranti (eritrosina, giallo tartrazina, cioè lE 102), conservanti (benzoati, solfiti E220-E227), condimenti e rinforzanti il sapore (per esempio il glutammato), gli antiossidanti (sodio nitrito) Per eccessivo introito: prugne secche cotte, cipolle Per maldigestione di alcuni nutrienti: per lazione della flora batterica intestinale

28 INTOLLERANZA ALIMENTARE metodiche diagnostiche Dria Test: sfrutta il principio (noto alla Kinesiologia) della caduta della forza muscolare dopo ingestione di una sostanza non tollerata. Intervento di mediatori umorali istamino-simili o di neuro-trasmettitori VEGA Test: sfrutta lelettroagopuntura Metodiche non validate a sufficienza

29 A.Ri.R.: CONSIGLI TERAPEUTICI Eliminazione dei latticini freschi. Uso di prodotti delattasizzati (esempio latte Zymil) o farmaco mirato (enzima per os) Uso di frutta solo a piccole dosi, con ricerca mirata della tollerabilità individuale Utilizzo mirato di alcune fibre (verdura, cereali); acqua o altri liquidi (tisane, ecc.) circa l/die

30 A. Ri. R. – 35 anni SITUAZIONE CLINICA ATTUALE (dopo circa 6 mesi dagli accertamenti) Non ha più fatto visite di controllo, non segue alcuna terapia, ma sembra che segua le indicazioni igienico alimentari ricevute. (notizie raccolte dalla sorella) Sintomatologia migliorata, non dispepsia, non più dolori, stipsi marcata specie in un primo tempo, che poi è migliorata con la graduale introduzione di fibre (non solubili cereali integrali: corn flakes, riso, pasta ).


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