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Mauro Ranalli - Emanuele Chieli Torino, 7 febbraio 2007 FONDAMENTI DI DIRITTO TRIBUTARIO COMUNITARIO La Direttiva Madre-Figlia ORDINE DOTTORI COMMERCIALISTI.

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1 Mauro Ranalli - Emanuele Chieli Torino, 7 febbraio 2007 FONDAMENTI DI DIRITTO TRIBUTARIO COMUNITARIO La Direttiva Madre-Figlia ORDINE DOTTORI COMMERCIALISTI di Ivrea-Pinerolo-Torino Gruppo di Lavoro Rapporti Internazionali

2 - Ambito di applicazione - La norma e limplementazione I. i presupposti di applicabilità II. la norma anti-abuso III. leliminazione della doppia imposizione IV. Documenti e certificazioni V. Esempi VI. Casi VII. Ultimi sviluppi

3 Direttiva 90/435/CEE del 23 luglio Direttiva 2003/123/CE del 23 dicembre D.Lgs. 6 marzo 1993 n Art. 27-bis del D.P.R. 29 settembre 1973 n Art. 89 TUIR - D.Lgs. 12 dicembre 2006 (attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) Obiettivo uniformità del regime impositivo dei trasferimenti di utili nei raggruppamenti di società che operano in Stati diversi della Comunità. mediante la completa e uniforme eliminazione dei fenomeni di doppia imposizione economica e giuridica sui flussi di utili tra società appartenenti al medesimo raggruppamento purché si tratti di flussi tra società Madri/Figlie, come qualificate dal comb. disp. artt. 2 e 3 della Direttiva

4 AMBITO DI APPLICAZIONE: LA DISTRIBUZIONE DI UTILI Distribuzione di UTILI, non soltanto di dividendi Che cosa si intende per utile ? La Direttiva M/F non fornisce criteri di individuazione dellutile Vale la nozione interna di utile a nulla ostando che sia diversa nellordinamento dello Stato della Madre e in quello della Figlia. Lo Stato di residenza della Madre non è vincolato alla qualificazione di utile dello Stato della fonte, e viceversa. Conflitti di qualificazione dellutile sono accentuati dalla norme antielusive (es. capitalizzazione sottile). Pochi rimedi efficaci (ad es.: Convenzione arbitrale sui prezzi di trasferimento, 90/436/CE). Per la Direttiva M/F non deve trattarsi di utili distribuiti in occasione della liquidazione (non è però cosi per la norma interna)

5 Norma interna Circ. 26/E del 2004 (§. 4.8, ritenute): il regime M/F si applica agli utili da partecipazione e alla remunerazione dei finanziamenti eccedenti (art. 98 TUIR) D.Lgs. 12 dicembre Il regime M/F (in uscita) spetta anche per - remunerazione dei finanziamenti eccedenti (art. 98 TUIR, capitalizzazione sottile): - utili da associazioni in partecipazione e da contratti di cointeressenza (art c.c.), se lapporto non è costituto esclusivamente da prestazioni di lavoro; - remunerazione dei titoli e degli strumenti finanziari assimilati alle azioni (con remunerazione costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici dellemittente, di altre società del gruppo o dello specifico affare; v. art. 44 co.2 lett.a TUIR) purché remunerazione o utili siano pagati a una Madre ai sensi della Direttiva M/F che detiene una partecipazione diretta del 15% nel capitale della società italiana che la corrisponde o distribuisce

6 I. – I PRESUPPOSTI DI APPLICABILITA A. DIVIDENDI IN ENTRATA Direttiva M/F tre presupposti soggettivi 1) forma delle società; 2) residenza fiscale delle società; 3) soggezione ad imposta sul reddito due presupposti oggettivi 1) entità della partecipazione diretta al capitale della società Figlia; 2) periodo di possesso della partecipazione; Norma interna In entrata, non esiste più un regime diverso da quello ordinario dellart. 89 che si applica anche ai proventi assimilati a utili da partecipazione (co. 2). Percipiente residente: soggetto Ires Non residente che distribuisce lutile: società e enti di qualsiasi tipo, con o senza personalità giuridica (non oerò una CFC ai sensi dellart. 167 TUIR). Non sono prescritte condizioni oggettive (es.: entità della partecipazione o periodo di possesso).

7 B. DIVIDENDI IN USCITA Nella Direttiva M/F, per i dividenti in uscita i presupposti di applicabilità sono gli stessi dei dividendi in entrata. La norma interna li segue. PRESUPPOSTI SOGGETTIVI 1. Forma delle società Direttiva M/F Elenco nellallegato anche la Società Europea. Non si tratta soltanto di società. Per lItalia: spa, sapa, srl, società cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati con attività totalmente o principalmente commerciale Norma interna I d e m I d e m (art. 27-bis co. 1 lett. a) 2. Residenza delle società Direttiva M/F è richiesto il domicilio fiscale in uno Stato membro secondo la legislazione di tale Stato. criterio di collegamento quello stabilito dalla legislazione in concreto applicabile (ad es: sede legale, sede amministrativa, oggetto principale)

8 Conflitto di residenza - doppia residenza fiscale Direttiva M/F tra Stato membro e Stato terzo : il regime M/F non si applica alle società che hanno la residenza fiscale fuori dalla Comunità ai sensi di una Convenzione con uno Stato terzo seppur fiscalmente residenti in uno Stato membro secondo la legislazione interna (residenza esclusiva, v. art. 4 ult.co. del Modello OCSE – place of effective management). tra Stati membri non è influente perché la Direttiva M/F resta applicabile Norma interna Residenza ai fini fiscali invece di domicilio fiscale. D.Lgs 12 dicembre 2006: senza esser considerate, ai sensi di una Convenzione con uno Stato terzo, residenti fuori dellUnione europea". Sembra una norma interpretativa piuttosto che il recepimento tardivo della Direttiva. La lettera precedente non ostava alla prescrizioni della Direttiva in materia di doppia residenza (v. relazione illustrativa al D.Lgs. n. 136 del 1993).

9 3. Soggezione ad imposte dirette determinate A.soggezione ad una delle imposte elencate allart. 2 della direttiva (o a qualsiasi altra imposta che venga a sostituirle); mera assoggettabilità di carattere generale, teorica: è sufficiente che la società si qualifichi come soggetto passivo di imposta nel suo Stato potenzialmente soggette allimposta (circ. 47/E del 2005, § 2.2) ancorché godano di agevolazioni compatibili con la normativa comunitaria ammesse le esenzioni oggettive (attività; localizzazione). non ammesse le esenzioni soggettive (connaturate alla forma societaria).

10 B.senza possibilità di opzione e senza esserne esentati (per la norma interna: senza fruire di regimi di opzione e di esonero che non siano temporalmente o territorialmente limitati); Linterpretazione è controversa; secondo alcuni: ammesse le esenzioni dirette a contrastare la doppia imposizione economica o giuridica su determinati redditi (es: redditi di fonte estera, redditi di partecipazione,...); non ammesse quelle non conformi alla normativa comunitaria, ad esempio perchè violano lart. 87 ss. TCE (aiuti di Stato) non ammessi i regimi di opzione per le imposte sostitutive

11 PRESUPPOSTI OGGETTIVI 1. Partecipazione diretta: entità Direttiva M/F non inferiore al 15% dal 1° gennaio 2007 (al 10% dal 1° gennaio 2009). partecipazione nel capitale E irrilevante il fatto che alla società Madre spetti il diritto di voto. La Direttiva consente però agli Stati membri di sostituire, mediante accordi bilaterali, il criterio della partecipazione al capitale con quello del diritto di voto. in proprietà non diritto reale di godimento o di garanzia Norma interna i d e m D.Lgs. 12 dicembre 2006, non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

12 2. Partecipazione diretta: periodo di detenzione Direttiva M/F gli Stati membri hanno facoltà di non applicare il regime M/F alle società che non conservano la partecipazione ininterrottamente per almeno due anni. Norma interna per almeno un anno ( art. 27-bis, co. 1 lett. d) CORTE DI GIUSTIZIA: il caso Denkavit del Gli Stati membri non possono subordinare il regime M/F alla condizione che il perio-do minimo di possesso si sia già verificato al momento della distribuzione dellutile; esso può ben completarsi anche dopo. La legge n. 28 del 1999 eliminò dallart. 27-bis la condizione che il possesso ininterrotto dovesse verificarsi alla data della relativa delibera di distribuzione. circ. 60/E del 2001 e 109/E del 2005: le società figlie non possono applicare il regime M/F prima che sia trascorso lanno di detenzione; peraltro, al successivo concretizzarsi del requisito, può essere presentata istanza di rimborso.

13 II. LA NORMA ANTI-ABUSO Norma interna Art. 27-bis co. 5: se la società Madre è controllata direttamente o indirettamente da soggetti non residenti nella Comunità europea, occorre dimostrare che non detiene la partecipazione allo scopo esclusivo o principale di beneficiare del regime Madre-Figlia (ante D.Lgs. 12.dic. 2006: che non è stata costituita allo scopo esclusivo …) inversione dellonere della prova attraverso la procedura dellart. 11 co. 12 L. n. 413/1991, con facoltà di interpello ex co. 13). dar prova di unattività effettiva che giustifichi economicamente lesistenza della società Esempio (dalla Relazione illustrativa al D.Lgs. n. 136 del 1993): società Madre di comodo costituita in altro Stato membro da soggetti extracomunitari allo scopo di beneficiare : del regime M/F sulle ritenute in Italia, ; della più favorevole Convenzione tra lo Stato della Madre e quello dei soci extracomunitari.

14 Mauro Ranalli - Emanuele Chieli Torino, 7 febbraio 2007 FONDAMENTI DI DIRITTO TRIBUTARIO COMUNITARIO La Direttiva Madre-Figlia ORDINE DOTTORI COMMERCIALISTI di Ivrea-Pinerolo-Torino Gruppo di Lavoro Rapporti Internazionali

15 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE La Direttiva M/F (art. 4) prevede leliminazione della doppia imposizione economica attraverso due metodi alternativi: b) credito dimposta nello stato di residenza della Madre (imputation system) a) esenzione nello Stato di residenza della Madre (classical system)

16 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE La Direttiva prevede inoltre leliminazione della doppia imposizione giuridica (artt. 5 e 6) attraverso la previsione di: esenzione da ritenuta, nello Stato di residenza della Madre, sui dividendi in entrata esenzione da ritenuta, nello Stato di residenza della Figlia, sui dividendi in uscita

17 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE Norma Interna: lart. 89, comma 3, del T.U.I.R. prevede lesclusione da imposizione del 95% dei dividendi percepiti da società italiana: norma generale che prescinde quindi dai limiti della Direttiva M/F DIVIDENDI IN ENTRATA

18 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE Ai fini della Direttiva M/F la norma italiana non prevede pertanto lesenzione totale, ma bensì limponibilità del 5% dei dividendi in entrata La scelta del legislatore italiano è comunque compatibile con la Direttiva M/F: il 5% è il limite forfetario massimo di indeducibilità dei costi di gestione relativi alla partecipazione A fronte dellimponibilità del 5% degli utili, lart. 109, comma 5, del T.U.I.R. prevede la piena deducibilità dei costi specifici connessi alla gestione della partecipazione

19 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE Norma interna: lart. 27bis, D.P.R. 600/1973, prevede la facoltà di rimborso / non applicazione della ritenuta alla fonte del 27% sui dividendi distribuiti dalla Figlia italiana alla Madre comunitaria DIVIDENDI IN USCITA

20 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE La facoltà prevista dallart. 27bis è subordinata al rispetto di determinati requisiti di carattere: oggettivo soggettivo

21 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE REQUISITI SOGGETTIVI Costituzione in una delle forme legali tassativamente previste dalla Direttiva M/F Residenza nella Comunità Europea Assoggettamento a imposta sui redditi nello Stato di residenza, come previsto dalla Direttiva M/F, senza fruire di regimi opzionali o di esonero che non siano territorialmente o temporalmente limitati

22 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE La Direttiva 2003/123/CE ha esteso alle stabili organizzazioni lapplicabilità della Direttiva M/F Ai fini della direttiva M/F per stabile organizzazione si intende una sede fissa di affari con cui una società di uno Stato Membro esercita la propria attività in altro Stato Membro, a condizione che gli utili siano ivi assoggettati ad imposta ESTENSIONE DEI REQUISITI SOGGETTIVI: LA STABILE ORGANIZZAZIONE

23 LA NORMA E LIMPLEMENTAZIONE: LELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE REQUISITI OGGETTIVI Detenzione per almeno un anno Partecipazione qualificata: 15% dal 2007

24 DOCUMENTI E CERTIFICAZIONI Presentazione da parte della Madre di apposita istanza, ex art. 38 D.P.R. 602/1973, entro 48 mesi dalla data del prelievo dimposta (al Centro Operativo di Pescara), congiuntamente a: documentazione da cui risulti il possesso qualificato della partecipazione da almeno un anno certificazione delle autorità fiscali dello Stato di residenza attestante il possesso dei requisiti [forma giuridica, residenza fiscale, assoggettamento a imposte] RIMBORSO DELLA RITENUTA ALLA FONTE

25 DOCUMENTI E CERTIFICAZIONI Ove esistano le condizioni per il rimborso della ritenuta, possibile la disapplicazione diretta La stessa documentazione prevista per listanza di rimborso deve essere acquisita e conservata dalla Figlia fino alla scadenza dei termini di accertamento relativi allesercizio di pagamento dei dividendi ESONERO DIRETTO

26 ESEMPI: DIVIDENDI IN ENTRATA ITA IRL 15%

27 ESEMPI: DIVIDENDI IN ENTRATA Figlia irlandese: Utile ante imposte Imposta (12,5%) Utile netto Dividendo in uscita 1.000,00 125,00 875,00 Dividendo in entrata Base imponibile (5%) Ires (33%) Utile Netto Madre italiana: 875,00 43,75 14,44 860,56 Tassazione Complessiva139,34

28 ESEMPI: DIVIDENDI IN USCITA NL ITA 15%

29 ESEMPI: DIVIDENDI IN USCITA Figlia italiana: Utile ante imposte Ires (33%) Utile netto Ritenuta (0/(27%)) Dividendo in uscita 1.000,00 330,00 670,00 0,00/(180,90) 670,00/(489,10) Dividendo in entrata Imposta locale Utile Netto Madre olandese: 670,00 0,00 670,00 Tassazione Complessiva330,00

30 ESEMPI: STABILE ORGANIZZAZIONE COMUNITARIA DI SOCIETA ITALIANA ITA 15% FRA ITA

31 ESEMPI: STABILE ORGANIZZAZIONE COMUNITARIA DI SOCIETÁ ITALIANA Figlia italiana: Utile ante imposte1.000,00 Ires (33%) 330,00 Utile netto 670,00 Dividendo in uscita 670,00 Stabile organizzazione francese: Dividendo in entrata 670,00 Base imponibile (5%) 33,50 Imp. locale (33,33%) 11,17 Utile Netto 658,83 Tassazione complessiva 351,66 Madre italiana: Utile lordo 670,00 Base imponibile (5%) 33,50 Ires 11,06 Credito dimposta- 0,56 Figlia italiana: Utile ante imposte1.000,00 Ires (33%) 330,00 Utile netto 670,00 Dividendo in uscita 670,00 Madre italiana: Utile lordo 670,00 Base imponibile (5%) 33,50 Ires 11,06 Tassazione complessiva 341,06

32 1. Trasparenza fiscale Si ritiene che, nellambito dellart. 27-bis, siano ammesse al regime M/F le società figlie che esercitano lopzione per la trasparenza fiscale dellart. 115 TUIR, nonostante esse perdano temporaneamente la veste di soggetti passivi Ires. Il principale argomento a favore è lart. 115 co.2 del TUIR: se i soci non sono residenti, lesercizio dellopzione è consentito a condizione che non vi sia obbligo di ritenuta alla fonte (v. anche art. 4, co.1 lett h della legge delega 2003). La condizione si verifica quando il socio estero trasparente è una società Madre ai sensi della Direttiva M/F (circ. 22 novembre 2004 n. 49/E, § 2.5, n.1). La ratio dellart. 115 co. 2 risiede nel fatto che a voler ammettere tutte le società non residenti al regime di trasparenza, la tassazione avrebbe colpito soltanto il redito imputato per trasparenza ai soci esteri, posto che le successive distribuzioni di dividendi non avrebbero concorso a formare il reddito dei percettori La disapplicazione della ritenuta al socio estero trasparente è comunque un fenomeno connaturato alla trasparenza fiscale. La società Madre non residente assolve limposte in Italia sul reddito imputatole per trasparenza [v. art. 23, co. 1, lett. g) del TUIR]. Lart. 4, par. 1-bis della Direttiva M/F permette allo lo Stato della Madre di sottoporre ad imposizione la quota di utile imputato per trasparenza (purché si astenga poi dal tassare gli utili effettivamente distribuiti). Inoltre, lo Stato membro della Madre potrebbe eccepire che la Figlia non è assoggettata a Ires (v. art. 2, lett. c) al fine di negare lapplicazione del regime M/F. Sussiste il rischio di doppia imposizione economica. IV. CASI

33 2. Capitalizzazione sottile La Figlia italiana non opera le ritenute se può già qualificare linteresse come remunerazione eccedente ai sensi dellart. 98 TUIR. Nellart. 27-bis le remunerazioni eccedenti dellart. 98 del TUIR sono ora equiparate ai dividendi (v. D.Lgs. 12 dicembre 2006, art. 1, lett.b); era peraltro già stato ammesso dallAgenzia delle Entrate. La determinazione dei finanziamenti eccedenti il rapporto stabilito dallart. 98 può avvenire soltanto al termine del periodo dimposta ossia in un momento in cui gli interessi potrebbero esser già stati pagati. Di norma, anche il flusso di interessi non avrebbe dovuto scontare la ritenuta alla fonte in Italia per effetto della Direttiva 2003/49/CE del 3 giugno 2003 sul regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e royalties tra consociate (D.Lgs 30 maggio 2005 n. 143; art. 26-quater del DPR n. 600 del 1973). Diversamente, la società Madre non residente potrà chiedere il rimborso della ritenuta anche per il tramite della società Figlia (v. ad es. Circ. 17 marzo 2005, n. 11/E, § 6).

34 3. Azioni detenute dalla società Madre per il tramite di una società fiduciaria italiana (ris, 13 marzo 2006, n. 37/E) Lintestazione fiduciaria di azioni di una società Madre comunitaria in una Figlia italiana, non può precludere lapplicazione del regime M/F purché ricorrano tutte le condizioni prescritte dallart. 27-bis. La richiesta di disapplicazione della ritenuta (art. 27-bis co. 3) deve essere consegnata dalla società Madre non residente alla fiduciaria, unitamente alle certificazioni e alla documentazione a tal fine prescritta. La fiduciaria conserverà i documenti e comunicherà alla Figlia la sussistenza dei requisiti per lapplicazione del regime M/F, alla quale rilascerà anche una dichiarazione attestante che tutta la documentazione è in suo possesso e che si impegna a conservarla.

35 4. Utili da liquidazione La Direttiva M/F esplicitamente esclude (art. 4) dal trattamento di favore, dalla stessa Direttiva previsto, gli utili distribuiti in occasione della liquidazione della Figlia. Lart. 89 del T.U.I.R. non preclude il trattamento di favore agli utili da liquidazione (a differenza del previgente 96 bis) A maggior ragione si esclude che lesenzione di cui allart. 27bis del D.P.R. 600/1973 si riferisca solamente a utili distribuiti in occasione diversa dalla liquidazione

36 5. Lambito di applicazione territoriale della Direttiva La Direttiva M/F non prevede alcuna delimitazione territoriale allinterno della Comunità. Problemi interpretativi: Gibilterra (esempio) Gibilterra ha provveduto allattuazione della Direttiva, in base alle previsioni del T.CE. (art. 299). La Direttiva M/F tuttavia non si ritiene possa essere estesa a Gibilterra, stante la tassativa elencazione delle forme giuridiche societarie e delle imposte -senza inclusione di Gibilterra (che ha autonomia impositiva e diritto societario propri).

37 1. entrata in vigore e decorrenza il D.Lgs. 12 dic Si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale La soglia minima di partecipazione è del 20% con decorrenza dal 1° gennaio 2005 (fino al 31/12/2006) istanza di rimborso In occasione dellattuazione tardiva della Direttiva 2003/49/CE (interessi e royalties), lart. 4 del D.Lgs. 143/05 stabilì invece una specifica procedura di restituzione e compensazione. Il rimborso poté allora essere direttamente effettuato dal sostituto dimposta che fu ammesso, mediante la procedura di compensazione, a recuperare le somme rimborsate, anche oltre il limite di euro ,90 (circ. 2/11/2005 n. 47). VII. – ULTIMI SVILUPPI

38 2. La sentenza Denkavit del 14 dicembre 2006 Costituisce restrizione discriminatoria della libertà di stabilimento (artt. 43 e 48 TCE) una legge nazionale che fa gravare lonere dimposizione dei dividendi su una società madre non residente ma ne dispensa quasi totalmente le madri residenti I dividendi in uscita non possono essere assoggettati nello Stato della fonte ad un livello di imposizione superiore a quello applicabile ai dividendi interni.

39 3. Procedimenti di infrazione della Commissione contro lItalia A) 22 gennaio 2007 (caso 2004/4350) deferimento alla Corte di Giustizia per la tassazione discriminatoria dei dividendi in uscita (caso 2004/4350) Le norme fiscali vigenti in Italia possono comportare una tassazione più gravosa dei dividendi in uscita che di quelli interni. Gli Stati membri non possono però tassare i dividendi pagati alle società di altri Stati membri in modo più gravoso dei dividendi pagati alle società nazionali Gli sviluppi, al momento imprevedibili, potrebbero interessare anche le persone fisiche non residenti e le società madri extracomunitarie e la norma anti-abuso italiana (v. art. 27 bis, ult. co.). La Commissione è andata oltre le conclusioni della sentenza Denkavit del 2006, contestando anche la violazione dellart. 56 TCE (libertà di circolazione dei capitali) che, appunto, rileva anche rispetto ai Paesi terzi.

40 B. 9 gennaio 2007 (caso 2005/4047) richiesta formale di porre fine allapplicazione della ritenuta alla fonte sui dividendi distribuiti a società madri dei Paesi Bassi La Commissione ha rilevato che lamministrazione fiscale italiana rifiuta di rimborsare agli azionisti olandesi la ritenuta del 5% prevista dalla Convenzione contro le doppie imposizioni, sulla base di una giurisprudenza della Corte di cassazione risalente al precedente sistema del credito dimposta sui dividendi, La Convenzione con i Paesi Bassi prevedeva il rimborso della maggiorazione di conguaglio italiana. Si presume che il caso riguardi lart. 7 par. 2 della Direttiva M/F (è impregiudicata lapplicazione delle disposizioni convenzionali intese a sopprimere la doppia imposizione economica, ad esempio mediante il rimborso del credito dimposta sui dividendi). Peraltro, il D.Lgs 12 dicembre 2006 abroga la corrispondente norma di attuazione (art. 27-bis, co. 4)


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