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Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati in materia di sicurezza sul lavoro (art.25-septies) Gruppo di studio D. Lgs. 231/2001.

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Presentazione sul tema: "Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati in materia di sicurezza sul lavoro (art.25-septies) Gruppo di studio D. Lgs. 231/2001."— Transcript della presentazione:

1 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati in materia di sicurezza sul lavoro (art.25-septies) Gruppo di studio D. Lgs. 231/2001 Torino, 21 giugno 2010 Dott. Leonardo Cuttica

2 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 2 1.Delitto di cui allart. 589 c.p. commesso con violazione dellart. 55 comma 2 del D. Lgs. 81/ Delitto di cui allart. 589 c.p. commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro 3.Delitto di cui allart. 590 c.p. commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro semplice OMICIDIO COLPOSO (2 distinte tipologie): qualificato LESIONI PERSONALI COLPOSE GRAVI O GRAVISSIME REATI PRESUPPOSTO

3 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 3 qualificato Delitto di cui all'articolo 589 del codice penale commesso con violazione dell'articolo 55, comma 2, del D.Lgs. 81/2008. Si tratta del reato di omicidio colposo commesso: in connessione con specifiche violazioni: (i) mancata valutazione dei rischi (ii) mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (iii) mancata nomina del medico competente; in specifiche tipologie di azienda: (i) di cui allart 31 comma 6, (ii) che espongono i lavoratori a rischi biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, o amianto, (iii) cantieri temporanei o mobili con oltre 200 uomini-giorno. REATI PRESUPPOSTO Omicidio colposo (articolo 589 c.p.)

4 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 4 semplice Delitto di cui all'articolo 589 del codice penale commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Omicidio colposo qualificato sanzione pecuniaria pari a quote sanzioni interdittive da tre mesi a un anno Omicidio colposo semplice (con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) sanzione pecuniaria da 250 quote a 500 quote sanzioni interdittive da tre mesi a un anno REATI PRESUPPOSTO Omicidio colposo (articolo 589 c.p.) (segue)

5 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 5 Lesioni personali gravissime (art. 583 secondo comma c.p.) se dal fatto deriva: una malattia certamente o probabilmente insanabile la perdita di un senso la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l'arto inservibile, ovvero la perdita dell'uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso. REATI PRESUPPOSTO Lesioni personali (articolo 590 c.p.)

6 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 6 Lesioni personali gravi (art. 583 primo comma c.p.) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni; se il fatto produce l'indebolimento permanente di un senso o di un organo. Lesioni personali colpose gravi o gravissime sanzione pecuniaria non superiore a 250 quote sanzioni interdittive non superiore a sei mesi REATI PRESUPPOSTO Lesioni personali (articolo 590 c.p.) (segue)

7 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 7 Da notare: solamente per lomicidio colposo la violazione di specifiche norme cautelati individua un reato di maggiore gravità. In presenza dello stesso presupposto (es. mancata nomina del RSPP in azienda art 55 co. 2) avremo unaggravante – e quindi uno specifico reato diversamente sanzionato – solo in caso di omicidio colposo e non anche in caso di lesioni gravi o gravissime. REATI PRESUPPOSTO (segue)

8 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 8 Conteggiate in QUOTE [NUMERO x VALORE] Numero di quote: è determinato dal giudice (tra il minimo ed il massimo previsti dalla norma) in base: -alla gravità del fatto -al grado di responsabilità dellente -allattività svolta dallente per eliminare o attenuare le conse- guenze del fatto e per prevenire ulteriori illeciti Valore della quota: da 258 a Determinato del giudice in base alle condizioni economiche e patrimoniali dellente LE SANZIONI: SANZIONI PECUNIARIE

9 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 9 interdizione dallesercizio dellattività (o commissariamento) sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e eventuale revoca di quelli già concessi divieto di pubblicizzare beni o servizi. LE SANZIONI: SANZIONI INTERDITTIVE

10 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 10 Persone che indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono unattività lavorativa nellambito dellorganizzazione di un datore di lavoro, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, arte o professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Sono equiparati: i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, gli associati in partecipazione gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici LAVORATORI (definizione)

11 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 11 fino ad agosto 2007 REATI DOLOSI art. 9 L. 3/8/2007 n. 123 ANCHE REATI COLPOSI COLPA DI ORGANIZZAZIONE QUADRO DI RIFERIMENTO INFORTUNIO (> 40 gg) OK rispetto norme violazione norme REATO MOG SI MOG NO SANZIONI 231 ESIMENTE interesse vantaggio COLPA DI ORGANIZZAZIONE

12 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 12 Lente è responsabile per i reati commessi (da soggetti apicali o da sottoposti) nel suo interesse o a suo vantaggio. interesse elemento soggettivo riscontro a priori (movente) vantaggio elemento oggettivo riscontro a posteriori Compatibilità con reati di tipo colposo (assenza di dolo) Linteresse non è rivolto al reato (omicidio/lesioni) ma alla violazione delle normative prevenzionistiche ; lelemento soggettivo è centrato sulle carenze organizzative, e la mancata predisposizione di regole di compliance e di un Modello costituisce lelemento di colpa di organizzazione. Interesse a presentarsi come compliant pur non essendolo Vantaggio dallinosservanza di regole prevenzionistiche (risparmio di spesa, incremento della produzione, riduzione dei tempi, ecc.). INTERESSE e VANTAGGIO ARTICOLO 5 D.Lgs. 231/2001

13 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 13 Sono a rischio tutte le aree aziendali Aree produttive e di stabilimento Laboratori Cantieri Uffici Magazzini Sono inoltre a rischio le aree dedicate alla formazione, informazione, addestramento e gestione del personale. AREE A RISCHIO

14 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 14 Sono a rischio (sensibili) i processi: sorveglianza sanitaria e alla sicurezza fisica gestione delle emergenze gestione dei dispositivi per la protezione individuale segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro movimentazione manuale dei carichi situazioni di interferenza ex art. 26 D.Lgs. 81/2008, allorché cooperino diversi soggetti (subappalto, collaborazione, etc.). PROCESSI A RISCHIO

15 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 15 Rischio elettrico Rischio incendio Movimentazione carichi Utilizzo attrezzature munite di videoterminali Esposizione ad agenti fisici Rischi da rumore Rischi da vibrazioni Rischi da campi elettromagnetici (dal 30/4/2012) Rischi da radiazioni ottiche artificiali (dal 26/4/2010) Esposizione ad agenti chimici Esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni Esposizione allamianto Esposizione al piombo RISCHI SPECIFICI

16 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 16 Esposizione al radon Esposizione ad agenti biologici Esposizione a sostanze o atmosfere esplosive Stress lavoro-correlato Rischio da assunzione alcool Rischio da tossicodipendenza Rischi per lavoro minorile Rischio per lavoratori stranieri Rischi per le lavoratrici madri Rischi per lavori notturno RISCHI SPECIFICI (segue)

17 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 17 FINALITA Riassetto e riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il loro riordino e coordinamento in un unico testo normativo NORMA COMPLESSA 306 articoli e 51 allegati tecnici MODIFICATO dal D. Lgs. 106 del 3 agosto articoli e 38 allegati tecnici Il D.LGS. 81 del 9 aprile 2008 e il correttivo D.LGS. 106/2009

18 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 18 Identifica le caratteristiche che un Modello di Organizzazione e Controllo deve possedere per avere efficacia esimente ai fini di cui al D. Lgs. 231/01. Per questa specifica categoria di reati-presupposto, la stessa norma che impone gli obblighi, gli adempimenti e le sanzioni fornisce anche: le linee guida per la costruzione di un Modello che abbia efficacia esimente gli standard ai quali uniformare il Modello Dallart. 30 si ricavano indicazioni fondamentali per la comprensione di come debba essere costruito un modello (la sezione del modello dedicata ai reati dellart 25 septies) valido ai fini della 231. L ARTICOLO 30 DEL D.LGS. 81/2008

19 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 19 Il Modello idoneo ad avere efficacia esimente ai fini del d.lg.231: 1.deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1. 3.deve prevedere un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4.deve prevedere un sistema di controllo sull'attuazione del modello e sul mantenimento nel tempo della sua idoneità. 5.In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6. L ARTICOLO 30 DEL D.LGS. 81/2008

20 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica assicurando un sistema aziendale per ladempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi a: a)al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b)alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c)alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d)alle attività di sorveglianza sanitaria; e)alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f)alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g)alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h)alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. L ARTICOLO 30 DEL D.LGS. 81/2008

21 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 21 1.Predisposizione del DVR da parte del Datore di Lavoro (non delegabile) [in parti staccate per modifiche successive] 2.Organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, attraverso: a.nomina del RRSPP da parte del Datore di Lavoro (non delegabile) b.definizione delle misure di primo soccorso c.nomina del medico competente d.nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza 3.Definizione organigramma (ruoli, compiti, poteri, responsabilità) 4.Gestione processi critici: procedure (rispetto degli standard di legge per attrezzature, impianti, luoghi di lavoro) e adempimenti organizzativi (emergenze, primo soccorso, gestione appalti, consultazioni) 5.Registrazione, per dare evidenza documentale a quanto fatto IL SISTEMA SICUREZZA

22 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 22 Per lODV si tratta di effettuare controlli di 2° livello: monitoraggio su funzionalità e adeguatezza del sistema prevenzionistico adottato. AREE DA COPRIRE: -COERENZA ATTIVITA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI -PRESIDIO AREE E PROCESSI A RISCHIO -ORGANIGRAMMA E DELEGHE -SISTEMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA -FORMAZIONE -FLUSSI INFORMATIVI -ATTIVITA DI VIGILANZA -SISTEMA SANZIONATORIO -DOCUMENTAZIONE ATTIVITA ASPETTI OPERATIVI PER LORGANISMO DI VIGILANZA

23 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 23 SISTEMA DI PREVENZIONE da sanzione delle responsabilità individuali a sanzione delle responsabilità dellente collettivo (introdotto dal D.Lgs. 231/2001) Elementi centrali sistema strutturato di deleghe obbligo di vigilanza sulla corretta esecuzione delle funzioni trasferite dal datore di lavoro al delegato. ORGANIGRAMMA E DELEGHE

24 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 24 Il primo garante della tutela della salute e sicurezza è il datore di lavoro; su tale posizione si innesta la delega di funzioni, ammessa alle seguenti condizioni: -risulti da atto scritto recante data certa -il delegato abbia tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate -la delega attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla natura delle funzioni delegate -la delega attribuisca al delegato lautonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate -la delega sia accettata dal delegato per scritto. ATTENZIONE: le funzioni possono essere delegate a soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri. ORGANIGRAMMA E DELEGHE (artt. 16 e 17 d.lgs. 81/2008)

25 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 25 Art. 16 co. 3: la delega di funzioni non esclude lobbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. e prosegue (introdotto dal correttivo 106/2009) Lobbligo di cui sopra si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui allart. 30 comma 4. Assolvimento dellobbligo di vigilanza: Versione originaria: può essere assolto con listituzione del Modello (la vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all'articolo 30 comma 4). Con il D.Lgs. 106/2009: si presume assolto con listituzione del Modello. ORGANIGRAMMA E DELEGHE (artt. 16 e 17 d.lgs. 81/2008)

26 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 26 se il datore di lavoro: (i) delega le funzioni, e (ii) adotta il modello [di verifica e controllo di cui al 30 co 4] è dispensato da ulteriori obblighi di vigilanza sulle funzioni delegate. Inoltre (introdotta dal correttivo 106/209): comma 3 bis dellart. 16: facoltà di sub-delega. MA: il sub-delegato non può a sua volta delegare E: il primo delegante deve vigilare anche sul sub-delegato Ragione giustificatrice della facoltà di sub-delega è il riconoscimento di una crescente complessità dellattività e dellarticolazione dellimpresa. ORGANIGRAMMA E DELEGHE (artt. 16 e 17 d.lgs. 81/2008)

27 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 27 Area da coprire: Formazione, addestramento e informazione; obbligatorie per previsione normativa e essenziali nellambito del modello 231. Da attuare in occasione: - Dellassunzione - Del trasferimento - Del cambiamento di mansioni - Dellintroduzione di nuove attrezzature di lavoro - Dellintroduzione di nuove tecnologie - Dellutilizzo di nuove sostanze pericolose FORMAZIONE

28 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 28 Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro istituita presso il Ministero del Lavoro. Funzioni: -indicare Modelli di Organizzazione e Gestione ai fini di sui allarticolo 30/81 ( idonei ai fini dellesimente); -elaborare entro il procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi per le micro imprese (fino a 10 dip.) e per le piccole imprese (finoa 50 dip.) a basso profilo di rischio; -elaborare procedure semplificate per la adozione ed efficace attuazione dei Modelli della sicurezza nelle PMI; tali procedure sono recepite con Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. COMMISSIONE CONSULTIVA (art. 6 D. Lgs. 81/2008)

29 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 29 La Commissione Europea, con la Raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003 ha modificato i parametri identificativi delle PMI. N. DIP FATT ATTIVO MEDIA IMPRESA< 250 < 50 MIL< 43 MIL PICCOLA IMPRESA< 50 < 10 MIL< 10 MIL MICROIMPRESA< 10 < 2 MIL< 2 MIL CATEGORIE DIMENSIONALI

30 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 30 Il D.Lgs 106/2009 ha ampliato i compiti degli organismi paritetici. Sono previsti dallarticolo 2 comma 1 lett. ee) del TUS: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per: –la programmazione di attività formative e lelaborazione e la raccolta di buone prassi ai fini prevenzionistici; –lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; –lassistenza alle imprese finalizzata allattuazione degli adempimenti in materia; –ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento. ORGANISMI PARITETICI

31 Art 25 septies D.Lgs. 231/ giugno Leonardo Cuttica 31 Per D. Lgs 81/2008: -(art. 30 co. 5bis): elaborare procedure semplificate per ladozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. -(art. 51 co. 3): supportare le imprese nellindividuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. -(art. 51 co. 3 bis): rilasciano asseverazione della adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di sui allarticolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tenere conto ai fini della programmazione delle proprie attività. ORGANISMI PARITETICI


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