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1 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati societari (art.25-ter) D. Lgs. 231/2001 Torino, 7 giugno 2010 Dott.ssa Patrizia.

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1 1 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati societari (art.25-ter) D. Lgs. 231/2001 Torino, 7 giugno 2010 Dott.ssa Patrizia Marchetti

2 2 In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, se commessi nell'interesse della società, da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, qualora il fatto non si fosse realizzato se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi inerenti alla loro carica, si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie : … Il D.Lgs. 231/ Art. 25-ter Reati societari Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

3 3 I reati societari di cui alla codificazione civile (artt c.c.) integrano per lo più fattispecie di reati «propri», ossia illeciti per i quali il legislatore predetermina il soggetto attivo attraverso il richiamo alla disciplina civilistica e alle particolari qualifiche soggettive ivi previste. Le fattispecie contemplate dagli artt c.c. ( illecita influenza dellassemblea ), 2637 c.c. ( aggiotaggio ) e 2630 c.c. ( omessa esecuzione di denunce, comunicazioni o depositi ), sono invece reati ( c.c.) o illeciti amministrativi (2630 c.c.) a soggettività generale, c.d. reati «comuni», in quanto il legislatore non predetermina lautore dellillecito e possono essere commessi da chiunque. I reati societari - Titolo XI codice civile Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

4 4 I SOGGETTI ATTIVI DEL TITOLO XI DEL CODICE CIVILE 1.Soggetti formalmente investiti della qualifica o della funzione I soggetti individuati dal codice civile sono: gli amministratori i direttori generali i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari (figura tipizzata per le società quotate dallart. 154 bis D.Lgs 58/1998) i sindaci i liquidatori (dal i delitti perfezionabili dai revisori sono stati trasferiti dal c.c. al D.Lgs. 39/2010) I reati societari - Titolo XI codice civile Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

5 5 2. Estensione delle qualifiche soggettive Accanto ai soggetti formalmente investiti della qualifica o della funzione, lart c.c. prevede tre clausole di equiparazione, ossia tre categoria di soggetti che si affiancano agli autori di diritto espressamente individuati dagli artt c.c.: 1.I soggetti svolgenti la stessa funzione diversamente qualificata (sistema monistico/dualistico) 2.Lamministratore di fatto requisiti: quantitativo (esercizio continuativo del potere per un apprezzabile arco di tempo) qualitativo (esercizio significativo del potere e compimento di atti di gestione tipici) 3.Lamministratore giudiziario o il commissario governativo I reati societari - Titolo XI codice civile Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

6 6 1. L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). 2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi. Il D.Lgs 231/2001 – Art. 5 Responsabilità dellente Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

7 7 I SOGGETTI ATTIVI DI PARTE GENERALE - Art. 5 D.Lgs 231/01 Lart. 5 del D.Lgs 231/01 è una norma generale che individua le tipologie dei soggetti attivi ed il legame con lente. Tale disposizione deve essere parametrata ai diversi tipi di reato presupposto in quanto il novero dei soggetti attivi indicati a livello generale allart. 5 non è effettivamente il novero dei soggetti che, a tutto campo, possono in concreto realizzare le singole fattispecie di reato previste nella Sez. III del Capo I del D.Lgs 231/01. Il D.Lgs 231/2001 I criteri di imputazione soggettiva Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

8 8 I SOGGETTI ATTIVI DI PARTE GENERALE - art. 5 D.Lgs 231/01 Alcuni reati presupposto, come i reati societari, non rispettano in toto le regole indicate nellart. 5 in quanto ci sono delle strutture di singola fattispecie che non possono essere realizzate da tutti i soggetti richiamati nellart. 5. Per orientarsi correttamente nella materia dei presupposti personali individuali di attribuzione allente della responsabilità diretta per i reati in materia societaria, occorre tener presente che i reati societari sono in gran parte reati propri, tali cioè da presupporre una precisa qualifica in capo al reo; altri sono tuttavia reati comuni (artt. 2630, 2636 e 2637 c.c.), tali cioè da poter essere realizzati anche da soggetti non qualificati quali i sottoposti. Il D.Lgs 231/2001 I criteri di imputazione soggettiva Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

9 9 Lart. 25-ter presenta una peculiarità rispetto alle altre norme di parte speciale in quanto il Legislatore non si è limitato a collegare le sanzioni edittali agli illeciti societari di riferimento, bensì ha ridisegnato i criteri di imputazione soggettiva ed oggettiva fissati nella parte generale dallart. 5 del D.Lgs 231/2001 come segue: Art. 25-ter Reati societari In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, se commessi nell'interesse della società, da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, qualora il fatto non si fosse realizzato se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi inerenti alla loro carica, si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie: … Particolarità dellart. 25-ter del D.Lgs 231/2001 Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

10 10 I SOGGETTI ATTIVI DEI REATI SOCIETARI ex art. 25 ter Apicali: Amministratori, Direttori generali, Liquidatori Sottoposti: Persone sottoposte alla loro vigilanza. Lesplicita e tassativa individuazione dei soggetti attivi dellart. 25-ter è riduttiva rispetto a quella che è la portata più generale sia delle fattispecie penali societarie di per loro (ai sensi del codice civile), sia della situazione di cui allart. 5 del D.Lgs 231/01. E di immediata evidenza che lart. 25-ter esclude dal novero dei soggetti attivi la figura dei sindaci Particolarità dellart. 25-ter del D.Lgs 231/2001 I criteri di imputazione soggettiva Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

11 11 I SOGGETTI ATTIVI DI PARTE GENERALE - Art. 5 D.Lgs 231/01 Apicali: 1) persone che rivestono funzioni di: Rappresentanza Amministrazione Direzione dellente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale 2) Persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dellente Sottoposti: Persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali Il D.Lgs 231/2001 I criteri di imputazione soggettiva Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

12 12 Criteri di imputazione oggettiva Sul piano dellimputazione oggettiva lart. 25-ter circoscrive la responsabilità della società al reato commesso nellinteresse della società mentre lart. 5 del D.Lgs 231/2001, norma generale, ha come riferimento l interesse o il vantaggio dellente. Profilo sanzionatorio Sotto il profilo sanzionatorio: lart. 25-ter stabilisce esclusivamente sanzioni di tipo pecuniario in capo allente e non prevede sanzioni interdittive, viene meno la possibilità ai sensi dellart. 18 della pubblicazione della sentenza di condanna, la previsione esclusiva di una sanzione di tipo pecuniario consente allente di accedere al regime processuale agevolato di cui allart. 64 Particolarità dellart. 25-ter del D.Lgs 231/2001 Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

13 13 Art. 25 ter … si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie: a)per la contravvenzione di false comunicazioni sociali, prevista dall'articolo 2621 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecento quote; b)per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, primo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; c)per il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall'articolo 2622, terzo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote; I reati presupposto: false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

14 14 Questi reati si realizzano tramite: lesposizione nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci ai creditori o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, idonei ad indurre in errore i destinatari della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società o del Gruppo al quale essa appartiene lomissione di informazioni sulla situazione medesima la cui comunicazione è imposta dalla legge lintenzione di ingannare i soci, i creditori o il pubblico, o il fine di conseguire un ingiusto profitto un danno patrimoniale ai soci o ai creditori, nel reato di cui allart c.c. I reati presupposto: false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

15 15 i bilanci: sono costituiti dai prospetti di stato patrimoniale e conto economico e dalla nota integrativa, con riferimento al gruppo di società assume una rilevanza autonoma la falsità nel bilancio consolidato; le relazioni: sono le comunicazioni che seguono i bilanci e contengono spiegazioni e commenti sugli stessi, artt c.c.; 2429 c.c.; ma anche le relazioni ex art c.c., e art novies c.c. ( rendiconto finale del patrimonio destinato ), art c.c. (altre operazioni sulle proprie azioni) etc.; le altre comunicazioni sociali «previste dalla legge» (codice civile e leggi speciali) comprendono la diffusione di informazioni quali, a titolo esemplificativo: artt ter – 2506 bis c.c (in caso di fusione o scissione) ; art bis co. 5 (in caso di acconti sui dividendi) ; artt co. 2e 2490 c.c. (inventario inizio liquidazione e bilanci annuali intermedi), artt c.c. (bilancio finale di liquidazione). I reati presupposto: false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

16 16 La violazione del precetto civilistico è la premessa oggettiva del reato: la rigida riserva di legge esclude le informazioni o le altre comunicazioni non espressamente previste dalla legge (quali quelle previste da un regolamento, i report, le conferenze stampa); i destinatari delle altre comunicazioni sociali sono esclusivamente «i soci o il pubblico» espressione che indica classi di destinatari e pertanto : - i soci intesi come categoria e quindi anche i soci di minoranza (con conseguente esclusione della rilevanza della documentazione diretta a un singolo), - il pubblico da intendersi come deposito presso il Registro delle Imprese delle comunicazioni (i.e. messa a disposizione del pubblico della informazione). I reati presupposto: false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

17 17 Le informazioni false o omesse devono essere rilevanti – i.e. superiori alle soglie quantitative prefissate dalla legge. Le soglie quantitative fissate dalla legge sono: una variazione superiore al 5% del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, o una variazione superiore all1% del patrimonio netto La punibilità è esclusa se uno dei due valori soglia non viene superato Qualora le alterazioni siano dovute a valutazioni estimative che, singolarmente considerate, si mantengano entro il limite del 10% da quella corretta, è applicabile il beneficio della non punibilità anche se le falsità o le omissioni superino le soglie quantitative. I reati presupposto: false comunicazioni sociali e false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

18 18 Segue art. 25 ter co.1 d) per la contravvenzione di falso in prospetto, prevista dall'articolo 2623, primo comma, del codice civile, …; f) per la contravvenzione di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, prevista dall'articolo 2624, primo comma, del c.c. … g) per il delitto di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, previsto dall'articolo 2624, secondo comma, del codice civile, … Il falso in prospetto e la falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale non costituiscono più fattispecie sanzionabili a seguito del trasferimento degli illeciti dal codice civile rispettivamente allart. 173 bis del D.Lgs 58/1998 e all art. 27 del D.Lgs 39/2010. Lart c.c. è stato abrogato dallart. 34 co. 21 L. 262/2005. Lart c.c. è stato abrogato dallart. 37 co. 34 del D.Lgs 39/2010. I reati presupposto: falso in prospetto e falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

19 19 Segue art. 25 ter co.1 h) per il delitto di impedito controllo, previsto dall'articolo 2625, secondo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; Il reato si verifica nellipotesi in cui gli amministratori impediscano od ostacolino, mediante occultamento di documenti o altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività di controllo (o di revisione) legalmente attribuite ai soci o ad altri organi societari (ovvero alle società di revisione), e stante il riferimento al solo secondo comma dellart. 2625, questa condotta abbia procurato un danno ai soci Le parole in rosso sono state soppresse dallart. 37 co. 35 del D.Lgs 39/2010 L impedito controllo delle attività di revisione legale non costituisce più fattispecie sanzionabile a seguito del trasferimento dellillecito dal codice civile allart. 29 del D.Lgs 39/2010. I reati presupposto: impedito controllo Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

20 20 Segue art. 25 ter co.1 i)per il delitto di formazione fittizia del capitale, previsto dall'articolo 2632 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; La formazione fittizia del capitale può essere realizzata dagli amministratori con tre specifiche condotte : 1.attribuzione di azioni o quote in misura complessivamente superiore all'ammontare del capitale sociale 2.sottoscrizione reciproca di azioni o quote oltre i limiti di legge 3.sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o crediti ovvero del patrimonio della società in caso di trasformazione I reati presupposto: formazione fittizia del capitale Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

21 21 Segue art. 25 ter co.1 l) per il delitto di indebita restituzione dei conferimenti, previsto dall'articolo 2626 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote Il reato consiste nella restituzione, da parte degli amministratori, dei conferimenti ai soci o la liberazione degli stessi dallobbligo di eseguirli: in mancanza di una delibera di riduzione del capitale sociale regolata dagli artt e 2445 c.c., in caso di operazioni di recesso o di esclusione del socio condotte al di fuori delle procedure normativamente previste; in caso di riduzione del capitale sociale mediante riscatto e annullamento di azioni proprie con mancato rispetto della procedura dettata dallart c.c. I reati presupposto: indebita restituzione di conferimenti Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

22 22 Segue art. 25 ter co.1 m) per la contravvenzione di illegale ripartizione degli utili e delle riserve, prevista dall'articolo 2627 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a duecentosessanta quote; Il reato consiste nella ripartizione, da parte degli amministratori, di utili o acconti sugli utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero nella ripartizione di riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite. Avendo il reato natura contravvenzionale è punibile anche a titolo di colpa (errore, negligenza, imperizia) E prevista quale causa estintiva del reato la restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per lapprovazione del bilancio. I reati presupposto: illegale ripartizione degli utili e delle riserve Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

23 23 Le disposizioni del codice civile inerenti alla disposizione in oggetto sono (a titolo esemplificativo e non esaustivo): art azioni di godimento art ter - disciplina delle proprie azioni art altre operazioni sulle proprie azioni art bis - acquisto di azioni o quote da parte di società controllate art riduzione del capitale in caso di emissione di prestito obbligaz. art co. 4 - deroghe ai criteri di redazione del bilancio in casi eccezionali art n. 4- valutazione delle partecipazioni con il metodo del P.N. art riserva legale art limiti alla distribuzione del sovrapprezzo delle azioni art partecipazione agli utili agli amministratori art distribuzione degli utili ai soci art bis - distribuzione di acconti sui dividendi. I reati presupposto: illegale ripartizione degli utili e delle riserve Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

24 24 Segue art. 25 ter co.1 n) per il delitto di illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, previsto dall'articolo 2628 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a trecentosessanta quote; La norma in esame sanziona gli amministratori per le condotte di acquisto o sottoscrizione di azioni o quote proprie, e quelle relative allacquisto o sottoscrizione delle azioni o quote della società controllante, se poste in essere fuori dei casi consentiti dalla legge e se determinano una lesione del capitale sociale e delle riserve non distribuibili per legge. Nella nozione di acquisto rientrano oltre al contratto di compravendita qualunque negozio idoneo a trasferire alla società la titolarità di azioni o quote dalla stessa emesse, ivi compresi i contratti di riporto, di commissione e di permuta di azioni. Integrano la fattispecie anche gli acquisti tramite società fiduciaria o per interposta persona. E prevista quale causa estintiva del reato la ricostituzione del capitale o delle riserve delle riserve prima del termine previsto per lapprovazione del bilancio. I reati presupposto: illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

25 25 Segue art. 25 ter co.1 o) per il delitto di operazioni in pregiudizio dei creditori, previsto dall'articolo 2629 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; La fattispecie in esame, ascrivibile agli amministratori, consiste nella violazione delle disposizioni volte a tutelare le ragioni creditorie posta in essere a seguito di una operazione: 1.di riduzione del capitale, 2.di fusione, o 3.di scissione. Anche per questo reato è prevista una causa estintiva: il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio I reati presupposto: operazioni in pregiudizio dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

26 26 Le norme di diritto civile volte a tutelare il ceto creditorio in caso di riduzione del capitale sociale ed in caso di procedura di fusione (disposizioni applicabili anche alla scissione ex art ter co. 5 c.c.) possono essere, senza pretese di completezza: art c.c. - riduzione del capitale sociale nelle S.p.A.; art c.c. e 2463 n. 4 c.c. – ammontare minimo del capitale; art c.c. – riduzione del C.S. in caso di emissione di obbligazioni art bis co. 4 c.c - in caso di obbligazioni convertibili in azioni; art c.c. – riduzione del C.S. nelle S.r.l. art bis c.c. - iscrizione nel registro imprese della delibera di fusione; art c.c. – opposizione dei creditori; art bis c.c. – opposizione degli obbligazionisti; I reati presupposto: operazioni in pregiudizio dei creditori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

27 27 Segue art. 25 ter co.1 p) per il delitto di indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, previsto dall'articolo 2633 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; La disposizione è volta a tutelare lintegrità del capitale sociale nella fase di liquidazione della società e il diritto dei creditori di essere soddisfatti prima dei soci durante la fase di liquidazione. Autori del reato possono essere esclusivamente i liquidatori, qualora eseguano una ripartizione dei beni sociali ai soci prima del pagamento dei creditori o dellaccantonamento delle somme necessarie a soddisfarli. La disposizione è da coordinare con lart c.c. Il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato. I reati presupposto: indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

28 28 Segue art. 25 ter co.1 q) per il delitto di illecita influenza sull'assemblea, previsto dall'articolo 2636 del codice civile, la sanzione pecuniaria da trecento a seicentosessanta quote; Lart del c.c. è volto a garantire il regolare e corretto funzionamento dellorgano assembleare, nonché il rispetto del principio maggioritario. Soggetti attivi possono essere sia gli Apicali sia i Sottoposti, trattandosi di reato strutturato come reato comune. La condotta tipica del delitto consiste nel compimento di atti simulati o fraudolenti che incidano sulla formazione della maggioranza assembleare alterando il risultato della deliberazione I reati presupposto: illecita influenza sullassemblea Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

29 29 Rientrano negli atti simulati o fraudolenti a titolo esemplificativo: lomissione delle comunicazioni previste per consentire la partecipazione allassemblea da parte del creditore pignoratizio che ne abbia diritto, lindicazione nel verbale delladunanza, del nome di alcuni soci, quali votanti in senso favorevole ad una certa deliberazione, quando in realtà erano assenti o non hanno votato o hanno votato in maniera diversa da quella indicata; la falsificazione della documentazione relativa allassemblea dei soci, ad es. attribuendo a uno più soci una partecipazione diversa da quella effettiva con conseguente riconoscimento di un numero maggiore di voti; unincetta di deleghe fraudolentemente realizzata in violazione dei limiti posti dallart c.c. I reati presupposto: illecita influenza sullassemblea Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

30 30 Non assumono rilievo ai fini che qui interessano la stipulazione di convenzioni o sindacati di voto, espressamente prevista dallart bis c.c. e dallart. 122 D.Lgs 58/1998, o del contratto di riporto di azioni (art ss c.c.), a meno che se ne provi la natura simulata o fraudolenta. Anche lintestazione fiduciaria di quote o azioni non rileva sempreché non se ne dimostri la finalizzazione ad eludere un divieto di voto o a conseguire un profitto ingiusto. Non assumono inoltre rilievo le condotte meramente omissive, come il mancato esercizio del diritto di voto o il mancato intervento in assemblea, pur se influenti sulla formazione della maggioranza. I reati presupposto: illecita influenza sullassemblea Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

31 31 Segue art. 25 ter co.1 r) per il delitto di aggiotaggio, previsto dall'articolo 2637 del codice civile e …, la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote; Il reato di aggiotaggio si connota come reato comune ed è composto: dallaggiotaggio «societario», che indica la manovra tendente a provocare artificiosamente movimenti del valore di strumenti finanziari (definiti dallart. 1. commi 2 e 3 D.Lgs 58/1998) quotati o non quotati in un mercato regolamentato di un Paese UE, tramite la diffusione di notizie false, attuata con qualsiasi mezzo, ad un ampio numero di persone da individuarsi negli ambienti economico-finanziari interessati; dallaggiotaggio «bancario» affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari. I reati presupposto: aggiotaggio Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

32 32 Segue art. 25 ter co.1 r) … e per il delitto di omessa comunicazione del conflitto d'interessi previsto dall'articolo 2629-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote; Il reato di omessa comunicazione del conflitto di interessi è strutturato mediante il rinvio alla disposizione dellart. 2391, 1° co, c.c. contenente la disciplina dellinteresse dellamministratore in una determinata operazione societaria. Il reato consiste nella violazione degli obblighi di full disclosure di interessi propri o di terzi che possono arrecare un danno alla società, può essere commesso dallamministratore o dal componente del consiglio di gestione di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o si altro Stato UE, o diffusi tra il pubblico in misura rilevante, ovvero di un soggetto sottoposto a vigilanza della Banca dItalia, della Consob o dellISVAP. I reati presupposto: omessa comunicazione del conflitto di interessi Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti

33 Il D.Lgs. 231/2001 – I reati societari - 7 giugno 2010 – Torino – Relazione della Dott.ssa Patrizia Marchetti 33 Art. 25 ter co. 1: s) per i delitti di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, previsti dall'articolo 2638, primo e secondo comma, del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote. Le ipotesi di reato contemplate nellart c.c. sono poste a presidio del corretto esercizio delle funzioni di controllo proprie delle autorità pubbliche di vigilanza operanti nei mercati finanziari: CONSOB, Banca dItalia ed Isvap, e di tutte le altre autorità amministrative indipendenti. Soggetti attivi sono amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili e societari e liquidatori. I reati presupposto: ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza


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