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1 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS La valutazione dei beni immateriali Roberto Grossi Ottobre- novembre 2010 OIC e IAS/IFRS.

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1 1 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS La valutazione dei beni immateriali Roberto Grossi Ottobre- novembre 2010 OIC e IAS/IFRS

2 2 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Indice La valutazione dei beni immateriali –Beni immateriali –Tecniche di valutazione –Criterio del costo –Criterio economico –Criterio di mercato IFRS 3 e Purchase Price Allocation (PPA)

3 3 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Beni immateriali – generalità Finalità fondamentali dei beni immateriali (intangible assets o intangibles) sono la costruzione del vantaggio competitivo e la generazione del valore dimpresa Gli intangibles sono costituiti da… - capacità innovativa - fedeltà di clienti, finanziatori, fornitori - posizione di mercato - reputazione e immagine - barriere allentrata - capacità di comunicazione - risorse umane - informazioni e conoscenze - etc. …elementi che fanno riferimento a… MARKENTING (es. marchi, domini di Internet, testate giornalistiche, etc.) CAPITALE UMANO (es. know-how, etc.) CAPITALE UMANO (es. know-how, etc.) TECNOLOGIA (es. brevetti, software, banche dati, etc.)

4 4 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Beni immateriali – intangibles e valore dellimpresa Una ricerca effettuata su un campione di società quotate, aggregate per macrosettore di attività ha evidenziato che – tra gli intangible assets – il marchio detiene limportanza relativa maggiore Fonte: Gordon V. Smith, Trademark Valuation, New York, John Wiley & Sons, Inc.

5 5 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Beni immateriali – finalità valutative La valutazione dei beni immateriali può rendersi necessaria per finalità di diversa natura: –In ottemperanza alle disposizioni dei nuovi Principi Contabili IAS per la formazione del bilancio Purchase price allocation Impairment test –Nel contesto di una valutazione complessiva dazienda –Cessione o acquisizione separata dal complesso aziendale –Misurazione di performance aziendali periodiche, attraverso indicatori come: Economic Value Added (EVA) Risultato Economico Integrato (REI) –Comunicazione volontaria e bilancio degli intangibles

6 6 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Beni immateriali – requisiti di un bene immateriale rilevante Requisito sostanziale di un bene intangible: Requisiti economici di un bene intangible: –Essere allorigine di costi a utilità differita nel tempo Consistenza del flusso dinvestimenti richiesto Capacità di generare benefici economici differenziali (misurabili) –Scindibilità del bene dallazienda Separabilità e cedibilità senza compromettere la continuità dellimpresa –Essere suscettibile di valore autonomo essere un fattore critico di successo riconoscibile e riconosciuto per i vantaggi competitivi concretamente offerti allimpresa G. Brugger

7 7 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Tecniche di valutazione - Generalità Dalla valutazione di un bene immateriale (e, più in generale, dazienda), realizzata con finalità differenti, scaturiscono diverse nozioni di valore, sviluppate per soddisfare specifiche esigenze conoscitive che si presentano in relazione alle diverse motivazioni a cui è legata la valutazione delle attività La crescente importanza dei beni immateriali ha stimolato lo sviluppo di formule specifiche per la loro valutazione Le tecniche contabili e valutative non sono ancora giunte alla determinazione di criteri di generale accettazione e di formule standardizzate, di validità generale, per la stima dei beni immateriali Dottrina e prassi hanno tuttavia sviluppato alcune metodologie valutative È necessario analizzare attentamente limpresa e quantificare limpatto, specifico ed unico, degli intangibles sulla redditività della stessa

8 8 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Tecniche di valutazione – criteri e metodi di valutazione Criteri e metodi di valutazione per gli intangibles Metodo del costo storico aggiornato Criterio dei risultati differenziali Criterio del costoCriteri comparativi Metodo del costo storico residuale Metodo del costo di riproduzione Metodi dei differenziali di risultato Metodo del costo della perdita Metodo dei tassi di royalty (r/r) Metodo delle transazioni comparabili Metodo dei multipli empirici

9 9 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo - fondamenti Il criterio del costo si propone di misurare il complesso dei benefici futuri ottenibili dallutilizzo dellintangible, sulla base delle risorse monetarie necessarie a sostituire quellintangible con uno identico (o comunque in grado di offrire lo stesso vantaggio competitivo) –I costi rappresentano una proxy dei redditi normali attesi in futuro –Si basano sul presupposto che il prezzo (costo) della nuova risorsa sia correlato al valore economico del servizio che sarà in grado di offrire nel corso della sua vita utile –Non prendono esplicitamente in considerazione la capacità dellazienda di produrre risultati economici futuri Tale criterio comprende i seguenti metodi: –Metodo del costo storico aggiornato –Metodo del costo storico residuale –Metodo del costo di riproduzione

10 10 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – metodo del costo storico aggiornato Il metodo del costo storico aggiornato esprime il valore del bene intangible sulla base della riespressione a valori correnti dei costi sostenuti in passato (anche se in tutto o in parte non contabilizzati) per affermare il bene intangible stesso, sviluppare il prodotto e ottenere la fedeltà della clientela Esempio 1: valutazione di un marchio –Definizione dei costi da capitalizzare: –Scelta dellindice di aggiornamento monetario dei costi: Rendere i valori paragonabili da un punto di vista temporale Nella prassi si ricorre ad indici inflativi –Determinazione della vita economica del bene: Esprimere i costi sostenuti al netto degli ammortamenti (costo duso della risorsa), determinati ipotizzando una durata e quindi una vita residua del bene Apprezzare lo stato dutilità in cui la risorsa si trova al momento della stima Spese pubblicitarieSpese promozionaliSpese per il design del marchio Spese di registrazione dei marchi Spese di sponsorizzazione Spese per il design dei prodotti Costi sviluppo rete di venditaSpese di comunicazione e PR Costi di penetrazione sul canale

11 11 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – metodo del costo storico residuale Il metodo del costo storico residuale trova applicazione, in particolare, in presenza di progetti di ricerca in corso, per i quali la probabilità di successo sia ragionevolmente stimabile in base allesperienza In tal caso, il costo totale viene rettificato mediante lapplicazione di coefficienti di stima che esprimono la probabilità di successo sulla base dello stato di avanzamento del progetto e delle potenzialità del mercato Esempio 2: matrice di coefficienti da impiegare per la determinazione del costo storico residuale di un software

12 12 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – metodo del costo di riproduzione Il metodo del costo di riproduzione esprime il valore del bene intangible come linvestimento necessario per la ricostruzione dello stesso al fine di disporre, dato il contesto competitivo, di una risorsa immateriale del tutto simile a quella oggetto di stima –È preferibile ai metodi del costo storico aggiornato e del costo storico residuale quando si siano verificati cambiamenti nel contesto ambientale e nel sistema competitivo Procedimenti alternativi –Per via analitica Individuazione e valutazione separata degli elementi necessari alla stima –Volumi, prezzi-costi unitari –Orizzonte temporale prospettico –Tassi di attualizzazione dei flussi futuri di spesa –Per via sintetica dove: VrValore di riproduzione a nuovo MTCoefficiente di capitalizzazione espresso in anni, indica la durata del processo di ricostruzione del bene intangible CCosto medio normale e corrente delle risorse destinate annualmente alla formazione di un bene intangible equivalente Questo modello si adatta meglio alla stima di intangibles di nascita recente Vr = MT * C

13 13 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – metodo del costo di riproduzione (segue) Esempio 3: valutazione di un portafoglio brevettuale –Per la valorizzazione, occorre considerare i seguenti elementi: Costi di invenzione: sono legati allattività di ricerca, progettazione e sviluppo di prodotti innovativi Costi di formalizzazione: sono sostenuti per il trasferimento delle informazioni dal progettista al consulente brevettuale Costi procedurali: sono oneri imputabili al consulente brevettuale per la redazione ed il deposito della domanda di brevetto, per lottenimento del brevetto ed il suo mantenimento –Assunzioni di base: n° 10 brevetti in portafoglio Costo medio unitario dellinvenzione: Euro Tempo medio per progetto richiesto al progettista: 40 ore Costo orario aziendale del progettista: 100 Euro Costi procedurali per progetto: Euro

14 14 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – metodo del costo di riproduzione (segue) –Calcolo del costo complessivo: –Tale importo deve essere rettificato della durata media futura delle innovazioni brevettate –Il valore del portafoglio brevettuale è pertanto uguale a · 0,7 = Euro

15 15 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio del costo – vantaggi e limiti Il criterio del costo ha incontrato laccettazione nella dottrina e nella prassi professionale, soprattutto in passato, per le seguenti ragioni: –Oggettività, in presenza di informazioni quali-quantitative adeguate, in merito alla misura e alla sequenza temporale degli investimenti effettuati per la generazione della risorsa immateriale –Prudenza, si fonda su elementi certi, quali i costi realmente sostenuti –Impossibilità pratica, in alcuni casi, di ricorrere a metodi di valutazione alternativi (ad es. azienda in perdita) I principali limiti di tale criterio sono: –Scarsa significatività degli elementi storici nel lungo periodo: Individuazione dei costi rilevanti Cambiamenti negli strumenti di marketing, nella tecnologia e nel know-how applicabile Modifiche sostanziali delle condizioni concorrenziali –Non considera i flussi di benefici futuri attesi

16 16 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali - fondamenti Il criterio dei risultati differenziali quantifica il valore di un bene intangible in funzione dellapporto che questo fornisce alla redditività globale dellazienda Tali criteri comprendono i seguenti metodi: –Metodo dei differenziali di risultato –Metodo del costo della perdita

17 17 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodi dei differenziali di risultato: premium price Metodo del premium price: definizione –Valutazione, su un certo numero di anni, dei vantaggi differenziali di risultato basati sul premium price apportato dallintangible –Vantaggio economico (premium price): differenza tra il prezzo imputabile al prodotto supportato da intangible (PM) e quello conseguibile con un uguale prodotto non supportato da intangible (P) Determinanti: –Notorietà del marchio, durata e ambito di protezione del brevetto, specificità del know-how: Irrigidimento curva di domanda –Stima dei maggiori prezzi conseguibili: Rilevazione dei prezzi di diversi prodotti (ove disponibili, ad es. mercati di largo consumo) Giudizio del management Q PM P DM D

18 18 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodi dei differenziali di risultato: premium price (segue) Attualizzazione del MND Medio Normale per un intervallo temporale entro cui si produrranno gli effetti indotti dallintangible ( P) Attualizzazione del MND annuo per un intervallo temporale entro cui si produrranno gli effetti indotti dallintangible ( P) Metodo del premium price: applicazione Ricavi di vendita costi produzione costi pubblicitari costi commercializzazione costi di formazione onere fiscale Margine netto differenziale (MND) Ricavi di vendita costi produzione costi pubblicitari costi commercializzazione costi di formazione onere fiscale Margine netto differenziale (MND) Maggiori costi volti al miglioramento o mantenimento dellefficacia dellintangible

19 19 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodi dei differenziali di risultato: gross profit Metodo del gross profit: definizione –Valutazione, su un certo numero di anni, dei vantaggi differenziali di risultato basati sulle maggiori quantità vendute grazie al bene intangible –Vantaggio economico: economie di scala Determinanti: –Notorietà del marchio, durata e ambito di protezione del brevetto, specificità del know-how… …comportano una traslazione della curva di domanda P P D D D1 Q Q Q1 Costo delle materie prime Migliore sfruttamento della capacità produttiva Maggiore forza contrattuale vs. fornitori Costo delle materie prime Migliore sfruttamento della capacità produttiva Maggiore forza contrattuale vs. fornitori

20 20 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodi dei differenziali di risultato: gross profit (segue) Includendo investimenti in marketing, R&D, formazione, etc. necessari al mantenimento del surplus connesso allintangible: Vita residua utile più estesa o illimitata Includendo investimenti in marketing, R&D, formazione, etc. necessari al mantenimento del surplus connesso allintangible: Vita residua utile più estesa o illimitata Escludendo investimenti in marketing, R&D, formazione, etc. necessari al mantenimento del surplus connesso allintangible: Vita residua utile limitata Escludendo investimenti in marketing, R&D, formazione, etc. necessari al mantenimento del surplus connesso allintangible: Vita residua utile limitata Ricavi di vendita ci costo del venduto ci Ricavi di vendita si costo del venduto si Gross Profit differenziale lordo Onere fiscale Gross Profit differenziale Netto (GPdN) Ricavi di vendita ci costo del venduto ci Ricavi di vendita si costo del venduto si Gross Profit differenziale lordo Onere fiscale Gross Profit differenziale Netto (GPdN) Prodotto supportato da intangible Prodotto senza intangible a supporto Metodo del gross profit - applicazione

21 21 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodi dei differenziali di risultato: premium price e gross profit Limiti e difficoltà –Impossibilità del confronto tra un prodotto supportato da intangible ed uno senza intangible a supporto avente medesime caratteristiche –Analisi del rapporto costo-qualità dei prodotti individuati: Peculiarità della politica commerciale e di investimento (particolarmente onerosa) Differenze qualitative del prodotto –Il prezzo non è lunico elemento che esprime la redditività prospettica dellimpresa: Lelemento distintivo può essere rappresentato dalle differenze nelle quote di mercato, piuttosto che prezzo e margini –Allaffermazione del premium price generalmente contribuiscono più intangibles congiuntamente (marchio, brevetto, know-how, livello tecnologico dellofferta, performance dei prodotti, affidabilità dei servizi, etc.) e, spesso, è impossibile individuarne il contributo marginale –I benefici in termini di gross profit possono essere determinati da altri fattori (ad es., riduzione dei prezzi delle materie prime)

22 22 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodo del costo della perdita Il metodo del costo della perdita si basa sulla valutazione della perdita che limpresa sosterrebbe se rinunciasse allutilizzo del bene intangible, ovvero il valore attuale dei margini complessivi perduti per un intervallo temporale pari al periodo necessario alla ricostruzione del bene intangible non più disponibile Margine economico differenziale da attualizzare: –Con tale metodo si perviene ad unindicazione di prezzo minimo Al di sotto di tale prezzo, non si ritiene generalmente conveniente procedere alla cessione del bene intangible (-) minor margine di contribuzione (+) costi indiretti cessanti (-) investimenti necessari per ricostituire la capacità competitiva venuta meno con cessione/perdita del bene intangible (-) minor margine di contribuzione (+) costi indiretti cessanti (-) investimenti necessari per ricostituire la capacità competitiva venuta meno con cessione/perdita del bene intangible

23 23 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – metodo del costo della perdita (segue) Esempio 4: valutazione di una rete distributiva –La determinazione del valore della rete di vendita viene effettuata mediante lattualizzazione delle perdite subite – nel periodo di avviamento – da un operatore che volesse creare una struttura con potenzialità analoghe a quelle della rete oggetto di analisi –Si è stimato che sono necessari 5 anni per la creazione di una rete di vendita a regime Assunzioni di base: –Le perdite si riducono nel tempo, allaumentare dellefficacia/efficienza della rete –I costi fissi di struttura medi annui sono pari a 30,45 milioni di Euro –Il tasso di attualizzazione è pari al 9% –Il valore della rete distributiva è pari a 45 milioni di Euro

24 24 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – periodo di attualizzazione Intervallo di tempo nel quale il bene intangible è in grado di produrre vantaggi competitivi per limpresa –Determinanti: Ciclo di vita dei prodotti Versatilità del bene intangible Comportamento dei concorrenti Connotazioni del settore di riferimento Definizione dellorizzonte temporale: –Nella prassi, la vita utile residua dellintangible viene assunta da 5 a 20 anni Breve: non vengono considerati i costi per mantenere o incrementare il potenziale competitivo creato Lungo: inclusi gli investimenti per il mantenimento della notorietà e della posizione di mercato acquisita –La tipologia di intangible ha generalmente un impatto sulla durata dellorizzonte temporale Più breve per capitale umano e tecnologia non protetta da brevetto Più lungo per marketing e tecnologia protetta da brevetto

25 25 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criterio dei risultati differenziali – tasso di attualizzazione Scelta della configurazione di tasso-base più opportuna, coerente con la configurazione del flusso e della finalità valutativa: –Costo medio ponderato del capitale (WACC): flussi operativi unlevered –Costo del capitale proprio (i e ): flussi levered Definizione del premio per il rischio specifico relativo al bene intangible –In presenza di fattori peculiari che possono accentuare o attenuare il rischio riferibile allintangible asset –Determinato sulla base dello stato competitivo del bene stesso: Quota di mercato Grado di diffusione geografica Difendibilità dalla concorrenza Tutela legale Tasso di sviluppo delle vendite Ciclo di vita Grado di versatilità Effettivo grado di trasferibilità dallimpresa –Generalmente individuato in un range compreso tra 0% - 3%

26 26 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi - fondamenti I criteri comparativi quantificano il valore degli intangibles in funzione del comportamento degli operatori economici del mercato di riferimento Tali criteri comprendono i seguenti metodi: –Metodo dei tassi di royalty (r/r) –Metodo delle transazioni comparabili –Metodo dei multipli empirici

27 27 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei tassi di royalty (r/r) Le royalties sono definibili come proventi degli intangibles identificabili e suscettibili di autonoma cessione che un terzo, prescindendo da eventuali benefici da sinergie, è disposto a riconoscere al proprietario del bene immateriale a fronte del diritto di utilizzazione dello stesso –Redditività del marchio o del brevetto: royalty (espressa come % vendite) –Calcolo delle royalties: dove: RRoyalties ottenibili tramite licenza duso del marchio/brevetto SRicavi di vendita dei prodotti che si riferiscono al marchio/brevetto rTasso di royalty –Determinazione del tasso di royalty r: market royalty rates

28 28 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei tassi di royalty (r/r) segue –Valore del bene intangible: dove: rdesunto direttamente dal mercato S t ricavi di vendita dei prodotti che si riferiscono allintangible C t risorse necessarie per mantenere il potenziale competitivo dellintangible –Per una corretta applicazione dei tassi di royalty r desunti direttamente dal mercato le transazioni di riferimento devono rispettare alcune condizioni: Le controparti non devono essere tra di loro collegate o controllate, ma indipendenti dal punto di vista finanziario e gestionale Le transazioni devono essere trasparenti, non celanti aspetti di remunerazione non monetaria o indiretta, libere da condizionamenti legislativi I beni devono essere merceologicamente simili, appartenere a settori di provenienza/utilizzo comparabili, avere una vita residua e un possibile sfruttamento commerciale analogo

29 29 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei tassi di royalty (r/r) segue Esempio 5: cessione di un marchio –Media dei tassi di royalty per tipologia di marchio ceduto e per settore di destinazione, rilevati da un campione di 300 cessioni in licenza duso –Allinterno del range di tassi r significativi (di cui la tabella riporta i valori centrali), lo specifico tasso di royalty per la valutazione è individuato sulla base di: Notorietà e tasso di fedeltà Quota di mercato stabilmente detenuta Livello di inimitabilità Barriere allentrata TIPO DI MARCHIO UTILIZZO DEL MARCHIO BeniBeni diServiziAlim.tariAbbigl.toIntratt.to intermediconsumofinali Istituzionale7,7% Impresa/Prodotto3,4%4,6%3,2%5,1%6,9%5,0% Griffe6,0%7,0%5,5% Testimonial12,0%10,0%11,0%8,6% Testim. Simbolico8,6%4,0%5,0%8,0%8,4% Team Sportivo9,9%6,1%7,8%9,0%

30 30 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei tassi di royalty (r/r) segue Esempio 6: valutazione di concessioni e marchi –Assunzioni I tassi di royalty (r/r) sono stati forniti da banche dati internazionali (Consor). Il range di riferimento scelto è un r/r compreso tra 2,5% e 3,0% Il fatturato medio per il calcolo delle royalty è pari a Euro Orizzonte temporale di valutazione: 20 e 30 anni Tasso di attualizzazione: 10% –Il valore delle concessioni e dei marchi è stato stimato secondo 2 diversi scenari: –Il valore complessivo delle concessioni e dei marchi può essere stimato in un range compreso tra 22,19 e 29,48 milioni di Euro

31 31 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei tassi di royalty (r/r) segue Vantaggi: –Evitare il calcolo talvolta complesso (e incerto): Dei costi sostenuti per la realizzazione dellintangible a supporto Dei vantaggi reddituali differenziali attribuibili al bene intangible –Utilizzare il comportamento medio del mercato: scontare gli effetti delle condizioni soggettive negoziali Limiti: –Disponibilità, confrontabilità, attendibilità dei dati di mercato –La royalty è un prezzo: risultato di una negoziazione che risente di clausole, covenants, obblighi contrattuali non sempre comparabili

32 32 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo delle transazioni comparabili Il metodo delle transazioni comparabili si fonda sul riconoscimento ad un intangible specifico del valore corrispondente ai prezzi fatti in transazioni recenti aventi per oggetto beni similari –Le transazioni devono essere realmente omogenee, relativamente a: Contenuto della negoziazione Condizioni che si accompagnano al prezzo (pagato per cassa o contro azioni, a pronti o differito, con o senza garanzie, con o senza integrazioni, etc.) –Deve esistere un numero sufficiente di casi comparabili –Le transazioni devono essere recenti (non oltre gli ultimi 3-5 anni, a seconda del settore, del periodo, etc.) In alcuni casi, i valori degli assets impliciti nellEnterprise Value (EV) si riferiscono ai soli intangibles, in altri casi comprendono anche i beni tangibili. In questultimo caso: –Il multiplo deve essere rettificato deducendo tutti i valori (contabili o correnti) di tutte le attività diverse dai core assets oggetto di stima –Il moltiplicatore implicito nel prezzo negoziato può, quindi, essere individuato come segue:

33 33 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei multipli empirici Il metodo dei multipli empirici può essere considerato una sottospecie del metodo delle transazioni comparabili Si tratta di veri o supposti multipli, ma carenti di una documentata corrispondenza a transazioni comparabili Esempio 7: valore dellautorizzazione amministrativa –Lautorizzazione amministrativa è lattività che consente la vendita al pubblico di determinate merci in un dato luogo –Essa dipende da fattori quali lubicazione, limmagine, il volume, il tipo di clientela, le politiche di prezzi seguite, il livello qualitativo delle merci vendute e dei servizi resi, etc. –Esempi dedotti dallesperienza statunitense indicano, a titolo di esempio, moltiplicatori (in percentuale del fatturato annuo) di questo tipo:

34 34 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Criteri comparativi – metodo dei multipli empirici (segue) Esempio 8: valutazione di testate di giornali e di periodici nelle aziende editoriali –Il valore di una testata non è un semplice fatto economico, essendo legato anche al fattore influenza, cioè alla sua capacità di influire sullopinione pubblica, specie in campo politico e sociale –Laffermazione (e quindi la diffusione) ad un certo livello di una testata esige importanti investimenti e soprattutto perdite iniziali –La formula basata su più moltiplicatori per la valutazione delle testate è la seguente: dove: a, b, c, dparametri Ffatturato medio annuo per la vendita del giornale P 1 fatturato medio annuo per la pubblicità locale P 2 fatturato medio annuo per la pubblicità nazionale Rlivello medio delle perdite operative annuali –In alcune importanti esperienze storiche, in Italia, i parametri sono stati assunti come segue: a = 1 b 1 = da 2 a 3 b 2 = da 1 a 2 c = da 3 a 5

35 35 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Indice La valutazione dei beni immateriali –Beni immateriali –Tecniche di valutazione –Criterio del costo –Criterio economico –Criterio di mercato IFRS 3 e Purchase Price Allocation (PPA)

36 36 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Generalità LIFRS 3 definisce quale trattamento contabile per le aggregazioni di imprese (Business Combinations) il cosiddetto purchase method, che impone lattribuzione del prezzo di acquisto (purchase price allocation) alle attività e passività identificabili dellimpresa oggetto di acquisizione e la contabilizzazione del conseguente avviamento, positivo o negativo Per Business Combination (BC) si intende ununione di imprese distinte in ununica entità economica, alternativamente derivante sia dallunione di unimpresa con unaltra sia dallottenimento del controllo sullattivo netto e sulla gestione di unimpresa su unaltra Il principio internazionale definisce business un sistema integrato di attività materiali, immateriali e finanziarie impiegate nello svolgimento di unattività economica: se unimpresa acquisisce un gruppo di attività economiche o anche unentità giuridica (e.g. una S.p.A. che comprende un solo bene) che tuttavia non rispettano la definizione di business, la transazione non può essere contabilizzata come una BC LIFRS 3 definisce quale trattamento contabile per le aggregazioni di imprese (Business Combinations) il cosiddetto purchase method, che impone lattribuzione del prezzo di acquisto (purchase price allocation) alle attività e passività identificabili dellimpresa oggetto di acquisizione e la contabilizzazione del conseguente avviamento, positivo o negativo Per Business Combination (BC) si intende ununione di imprese distinte in ununica entità economica, alternativamente derivante sia dallunione di unimpresa con unaltra sia dallottenimento del controllo sullattivo netto e sulla gestione di unimpresa su unaltra Il principio internazionale definisce business un sistema integrato di attività materiali, immateriali e finanziarie impiegate nello svolgimento di unattività economica: se unimpresa acquisisce un gruppo di attività economiche o anche unentità giuridica (e.g. una S.p.A. che comprende un solo bene) che tuttavia non rispettano la definizione di business, la transazione non può essere contabilizzata come una BC

37 37 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS IFRS 3 – PPA – Individuazione di attività e passività Il prezzo dellacquisizione deve essere allocato sulle attività e passività acquisite, indipendentemente dal valore che le stesse hanno nel bilancio dellacquisita e dal fatto che queste siano o meno contabilizzate Le singole attività e passività acquisite devono essere rilevate distintamente e individualmente alla data di acquisizione se, e solo se: –È probabile che i benefici economici futuri connessi affluiranno allacquirente o che le risorse che contengono benefici economici defluiranno dallacquirente –È disponibile una valutazione attendibile (e.g.: perizia) del loro costo o del loro valore di mercato Il prezzo dellacquisizione deve essere allocato sulle attività e passività acquisite, indipendentemente dal valore che le stesse hanno nel bilancio dellacquisita e dal fatto che queste siano o meno contabilizzate Le singole attività e passività acquisite devono essere rilevate distintamente e individualmente alla data di acquisizione se, e solo se: –È probabile che i benefici economici futuri connessi affluiranno allacquirente o che le risorse che contengono benefici economici defluiranno dallacquirente –È disponibile una valutazione attendibile (e.g.: perizia) del loro costo o del loro valore di mercato

38 38 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS IFRS 3 – PPA – Determinazione del valore di alcune poste

39 39 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS IAS 38 – PPA – Criteri di identificazione degli intangibles Caratteristiche delle attività immateriali: –Non monetarietà –Identificabilità –Assenza di consistenza fisica Caratteristiche delle attività immateriali: –Non monetarietà –Identificabilità –Assenza di consistenza fisica Lasset è separabile o risulta da diritti legali o contrattuali? Lasset genererà in futuro benefici economici? Tale valore può essere misurato in maniera affidabile (perizia) Selezione di un appropriato criterio di valutazione* sì no Non costituisce un intangible asset Nessuna valutazione Lasset è una componente del goodwill sì Opportunità dellintervento di un esperto Opportunità dellintervento di un esperto


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