La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

PSICOLOGIA DELLE TOSSICODIPENDENZE Ravasio Antonio Università di Padova AA 2005-2006.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "PSICOLOGIA DELLE TOSSICODIPENDENZE Ravasio Antonio Università di Padova AA 2005-2006."— Transcript della presentazione:

1 PSICOLOGIA DELLE TOSSICODIPENDENZE Ravasio Antonio Università di Padova AA

2 I DISCORSI SULLA TOSSICODIPENDENZA SOCIO-CULTURALI Sistema di credenze Politico Valoriale normativo Ecc… SCIENTIFICI Bio-Medico Psichiatrico Psicologico Sociologico Antropologico Ecc…

3 Due modalità alternative di produzione e organizzazione della conoscenza SENSO COMUNE O gni affermazione di qualunque natura che definisce e sancisce qual è la realtà Forza retorica Si autolegittima Non richiede verifica SENSO SCIENTIFICO Le affermazioni scientifiche, prodotte da esperti, devono rendere espliciti gli assunti conoscitivi da cui si parte per conoscere Fondazione epistemologica Oggetto di indagine Categorie e metodi di indagine Confini e livello di realismo

4 meccanomorfismo Compito della psicologia è lo studio dei fatti psichici considerandoli eventi naturali, oggettivi e astorici, per cui deve essere utilizzato il metodo empirico-analitico delle scienze naturale. Il fine della psicologia è di formulare leggi generali, ricercando determinanti, interni e/o esterni, che rendono il comportamento umano spiegabile, indipendentemente dalla varietà dei casi individuali concreti.

5 antropomorfismo Compito della psicologia è lo studio degli eventi psichici in quanto dotati di una loro peculiarità, non riconducibili ad eventi naturali, che devono essere studiati con categorie e metodi propri delle scienze umane e sociali (razionale e storico- ermeneutico). Il fine della psicologia è quello di formulare metodi e principi che consentano di interpretare il significato delle azioni di cui gli individui sono autori, ricercando altresì le ragioni in base alle quali ogni individuo organizza intenzionalmente il proprio comportamento attraverso strategie e regole che guidano le azioni.

6 Antropomorfismo Meccanomorfismo Teoreticismo Deduttivismo Discontinuità fra realtà fisica e psichica Pluralirismo metodologico Realismo ipotetico delle teorie Non neutralità della psicologia Rilevanza del senso comune Intenzionalità Ragioni/significati Contesto (socio-cognitivo) Interpretazioni Anteoreticismo/Teoreticismo Induttivismo riduzionismo Continuità fra realtà fisica e psichica Monismo metodologico (empirismo) Realismo radicale delle teorie Neutralità della psicologia Irrilevanza del senso comune Determinismo Cause Ambiente (naturale) Spiegazioni

7 Antiteoreticismo. Esclusione pragmatica della teorizzazione o sua subordinazione al criterio dellaccordo intersoggettivo basato sullevidenza empirica e concretezza del dato. Teoreticismo. I concetti precedono il dato, lo costruiscono e trascendono comunque levidenza empirica, istituendo delle relazioni tra assunzioni astratte che consentono di dare un senso e formulare ipotesi per la verifica. Antiteoreticismo/Teoreticismo

8 Induttivismo/deduttivismo Induttivismo. La conoscenza procede dallosservazione dei dati empirici, che si presentano oggettivi ed eloquenti di per sé, per cui la teoria diviene una elaborazione di regole e di leggi a partire dallosservazione di fatti, la cui regolarità e configurazioni sono suscettibili di generalizzazione. Deduttivismo. La conoscenza segue un procedimento ipotetico-deduttivo, in cui la teorizzazione, oltre che a sistematizzare i dati, precede losservazione e la guida. Per cui le proposizioni osservative sono sempre formulate nel linguaggio di qualche teoria.

9 Continuità/discontinuità tra realtà fisica e realtà psichica Continuità tra realtà fisica e realtà psichica. Tutti gli eventi psichici possono essere assimiliati ad eventi naturali sia sul piano ontologico che su quello dellelaborazione concettuale e del metodo. Discontinuità tra realtà fisica e realtà psichica. Con il concetto di eventi psichici si indicano classi di fenomeni differenti, alcuni dei quali sono categorialmente connessi ad una dimensione storico-culturale e soggettiva. I dati delle scienze delluomo sono atti o eventi non separabili dai significati, cui si accede non solo con losservazione, ma soprattutto con la comprensione dei rapporti di senso.

10 Monismo/Pluralismo Metodologico Monismo metodologico. Tutti gli eventi psichici, quali eventi naturali, devono essere studiati con il metodo empirico-analitico e con le stesse procedure con cui si studiano i fenomeni naturali. Pluralismo metodologico. Data la difformità categoriale di ciò che indichiamo come eventi psichici ed in relazione alla loro peculiarità, è necessario adattare i metodi e le tecniche alla particolare natura delloggetto (o evento), da studiare, considerando che parte di essi non sono entità, ma costrutti dotati di senso.

11 Realismo radicale/ Ipotetico delle teorie Realismo radicale delle teorie. Le teorie psicologiche sono realistiche dal momento che si riferiscono a entità, eventi o processi realmente esistenti; essi riproducono fedelmente la realtà o comunque simpegnano il tal senso. Realismo ipotetico delle teorie. Le teorie psicologiche sono costrutti ipotetici rispetto ad una delle possibili configurazioni della realtà, avvalendosi dei un approccio analogico, sono modelli formali valutabili in base non ad un contenuto di verità, ma al loro valore euristico.

12 Neutralità/non Neutralità della psicologia Neutralità della psicologia. Il suo adeguamento ai canoni della scientificità garantisce di per sé la neutralità dei suoi asserti che sono indipendenti da condizionamenti sociali (etici, ideologici, giuridici, ecc.). Non neutralità della psicologia. La psicologia e certi suoi settori in particolare possono risentire, indirettamente o direttamente, dei condizionamenti, aspettative, influenze sociali (etiche, ideologiche, giuridiche, ecc.).

13 Irrilevanza/Rilevanza del senso comune Irrilevanza del senso comune. Il superamento delle nozioni psicologiche del senso comune è per la psicologia lobiettivo ed il requisito scientifico del suo lavoro. Rilevanza del senso comune. La psicologia deve considerare il senso comune come un indispensabile quadro di riferimento, poiché è il linguaggio ordinario a generare la specifica realtà ed oggettività dei fatti psicologici.

14 Determinismo/Intenzionalità Determinismo. Tutto il comportamento umano è spiegabile e prevedibile in quanto interamente causato da fattori ambientali e/o da meccanismi psichici. Intenzionalità. Luomo è in grado di autodeterminarsi quale agente consapevole che controlla e guida le proprie azioni in vista di scopi.

15 Cause/Ragioni Cause. Il legame tra il comportamento e le sue determinanti psicologiche è di natura empirica, ovvero caratterizzato nessi di causa-effetto tra variabili. Ragioni. Il legame tra azione e intenzione non è di natura causale, bensì logica ed implica relazioni di significato.

16 Ambiente/Contesto Ambiente (naturale). Il comportamento umano e lattività psicologica corrispondente sono il risultato delladattamento allambiente, naturalisticamente inteso, indipendente dagli individui e dalla loro attività cognitiva e sociale. Contesto (socio-cognitivo). Lazione umana implica un rapporto con la realtà che è una continua elaborazione e costruzione di contesti interattivi umani di cui lattività psicologica è parte.

17 Spiegazione/Interpretazione Spiegazione. Lo stabilire connessioni logiche tra eventi, leggi e condizioni fattuali rilevanti. Ciò secondo il fondamentale – ma non esclusivo - modello causa-effetto e dei principi nosologici che collegano un fenomeno alle condizioni empiriche antecedenti. Interpretazione. Lo stabilire connessioni logiche di ordine semiotico, decodificando il significato a partire dal significante, considerando che gran parte degli eventi psichici e comportamentali sono eventi dotati di significato.

18 MECCANOMORFISMO E ANTROPOMORFISMO LIVELLI DI REALISMO REALISMO MONISTA REALISMO IPOTETICO REALISMO CONCETUALE CAUSALISMO Monismo metodologico CAUSALISMO PROBABILISMO Pluralismo metodologico PROBABILISMO Pluralismo metodologico Esiste una realtà esterna Indipendente dallosservatore. Tale realtà è unica ed è conoscibile attraverso losservazione empirica Esiste una realtà esterna, ma non è conoscibile direttamente nella sua globalità. Ogni conoscenza è una Rappresentazione astratta e parziale, Mediata dalle teorie e dai metodi di studio Non esiste una realtà fattuale indipendente da coloro che la stanno producendo: la realtà è un processo scaturisce nellinterazione concettuale, simbolica, linguistica, socioculturale

19 Concetto di individuo MECCANOMORFISMO ORGANISMO (ottica bio-psichica) PASSIVO/REATTIVO (cause- stimoli-bisogni) HOMO NATURA (Astorico Acontestuale ) ANTROPOMORFISMO PERSONA (ottica Olistica-interattiva) ATTIVO (Relazione- Norme-Regole-obiettivi) HOMO CULTURA (Contesto sociale e storico-culturale)

20 Concezione di persona: attiva e costruita socialmente I La persona (insieme dei processi identitari) è generata nellambito dellinterazione la persona è dotata di di una storia personale e di gradi diversi di esperienza, abilità, competenze, capacità di automonitoraggio e autoregolazione; Il Sé è resoconto prodotto dalla persona che diventa oggetto di se stessa ; oggettivazione generata in una dimensione collettiva e per mezzo del linguaggio Il significato è ciò che socialmente viene costruito come oggettivo attraverso il linguaggio La persona è costantemente impegnata a costruire e variare o confermare il significato della sua identità e degli eventi, attraverso dellinterazione sociale e simbolica, allinterno dei contesti personali e interpersonali che li strutturano continuamente;

21 Concezione di persona: attiva e costruita socialmente II Il comportamento umano è costruito attraverso processi interattivi collettivi La persona è considerata in grado di agire sulla base dei significati, delle intenzioni e di scopi che si prefigge e dei problemi da risolvere, allinterno delle regole, dei ruoli, dei valori, dei contesti interpersonali e sociali I significati, costruiti socialmente, sono modificati e manipolati dalle persone per influenzare linterazione e i comportamenti Linterazione, mediata da significati e simboli, produce effetti oggettivi pragmatici e reali per le persone Agli interagenti le loro stesse azioni sono comprensibili, durante latto, e spiegabili dopo latto, come da un osservatore esterno

22 Modello Medico nosografico-eziopatogentico Lindividuo è visto in termini deterministici, questo modello prevede che: - Esistono della entità, le malattie, le quali hanno una eziologia, un decorso e un esito; -Tali malattie hanno una origine organica (fisica o psichica) - Se concepite come malattie psicologiche,sono interpretate in analogia, alle malattie fisiche. - In esse esiste un sostrato che si manifesta attraverso sintomi superficiali. - La malattia è inferita dai sintomi e non può essere curata attraverso la modificazione dei sintomi · - Coloro che sono affetti dalle malattie non hanno colpa di questo loro stato - La cura si basa sullintervento di professionisti che abbiano, preferibilmente, una formazione medica · - le malattie sono interne alla persona; sebbene possano avere manifestazioni culturali distinte, il processo essenziale della malattia è universale e non culturalmente specifico

23 Approccio interazionista Non si orienta alla scoperta della realtà, considerandola socialmente costruita, In questa prospettiva anche la tossicodipendenza, è un costrutto sociale che che contempla non solo il deviante ma la società che lo identifica come tale Questo implica un passaggio da unottica curativa (individuale legata alla remissione del sintomo) ad una del cambiamento (collettiva che rinvia alle strutture, ai ruoli, alle regole, alle interazioni sociali)

24 La realtà come costruzione sociale Il contesto socio-culturale è una costruzione sociale generata dalle interazioni simboliche di attori sociali Le persone (il senso e le rappresentazioni di identità) sono identità psico-sociali che nascono nella dimensione interattiva collettiva La produzione della realtà sociale (identitaria e collettiva) si avvale del medium linguistico che nel descrivere e comunicare la realtà la costruisce: le etichette linguistiche sono atti interpretativi socialmente organizzati sulla base dei significati culturali e storici che fungono da memoria collettiva

25 La tossicodipendenza I comportamenti atti al consumo di sostanze psicoattive Si traducono in un comportamento deviante denominatoTossicodipendenza attraverso un processo interattivo di co-costruzione sociale che prende lavvio dal processo pubblico di etichettamento con caratteristiche mistificatorie con il quale una condotta che viola norme prescrittive è definita deviante Identificando la persona con latto che compie, ciò induce una riorganizzazione Dellidentità della persona che aderisce e traduce in ruolo stabile la diversità etero-attribuita dalle agenzie sociali

26 La NORMALITA come costruttrice di DEVIANZA La devianza è una costruzione sociale, questo rende conto dei cambiamenti del numero delle condotte e degli attori che storicamente e culturalmente sono considerati devianti, a secondo di quello che è considerato normale. Dobbiamo quindi partire dal concetto di normalità e dal processo interattivo che la rende artefice della devianza

27 Normale e Anormale NORMALE ciò che è conforme ad una regola ANORMALE (di conseguenza) è tutto ciò che nega la normalità –È cronologicamente successivo –E logicamente connesso alla norma in rapporto di mutua esclusione –Diventa condizione primaria di definizione della normalità Il concetto di normalità è nato nelle scienze organiche e fa riferimento a caratteristiche di normalità e anormalità su base naturale costitutiva.

28 Normale e Deviante Nelle scienze umane è stato il concetto di anormalità è tradotto con quello Devianza. I criteri di definizione della normalità del comportamento umano sono assai diversi fra loro e mutano storicamente in virtù dei processi socio-culturali La normalità può esplicarsi come Norme implicite (regole sociali di comportamento) Norme esplicite (sistemi di leggi vigenti)

29 La cultura CULTURA : Insieme delle leggi, usi, costumi, strutture economiche, organizzazioni familiari e sociali, credenze, conoscenze, sistemi di valori che caratterizzano una certa collettività. Rappresenta lo sfondo di significazione, che attraverso il linguaggio, consente di amalgamare ogni aspetto della realtà, anche sfaccettato e apparentemente contraddittorio, inserendolo in una dimensione più vasta che li doti di significato e di operatività PARADIGMA CULTURALE : strettamente connesso al concetto di cultura, in quanto comprensivo e produttore dello stesso, indica i presupposti impliciti che sottostanno ad una peculiare organizzazione socio-culturale caratteristica di ogni epoca storica

30 Assunti paradigmatici alla base dellattuale culturale occidentale la realtà sociale si compone di due ampi compartimenti interdipendenti, contenenti rispettivamente la categoria della normalità e della devianza Gli assunti definiscono anche il significato delle due categorie e le relazioni di interdipendenza La suddivisione si traduce in specifici contenuti relativi agli oggetti della normalità e a quelli della devianza Tali contenuti assumono un valore oggettivi attraverso processi socio-culturali di legittimazioni meta-struttuali, che rendono netta e stabile la distinzione fra ciò che normale (quindi accettato e riprodotto) e il deviante (quindi rifiutato al fine di rafforzare la liceità del normale).

31 Il carattere prioritariamente normativo della cultura Permette e favorisce esclusivamente i comportamenti coerenti con precisa griglia convenzionale che considera lunica possibile, reale, oggettiva, naturale. La norme, implicite ed esplicite, sono una delle espressioni più rilevanti della cultura Reificare i significati convenzionali (co-costruiti) in significati intrinseci (reali, naturali, oggettivi) permette il consolidarsi dei paradigmi culturali e dellassetto socio-economico che, in quanto oggettivo e reale, viene accettato e tramandato in modo automatico e poco conflittuale

32 La gerarchia dei paradigmi culturali Lassetto paradigmatico è relativo non solo ai sistemi sociali più vasti, ma anche a sottosistemi di strutture culturali (anche devianti) che quindi costruiscono forme di espressione culturale, anche se trasgressivi – e quindi legittimanti - rispetto al sistema culturale dominante, riproducono allinterno le stesse caratteristiche, gli stessi processi e modalità dinamiche di conflitto, esclusione, accettazione, produzione di normalità e devianza, caratteristiche del paradigma culturale sovraordinato.

33 La costruzione sociale dellidentità Il senso di identità si costruisce e si esplica socialmente facendo propri gli assunti del paradigma culturale di appartenenza e il sistema di credenze positive e negative che ne derivano. La conformità alla norma consente: Di ottenere una CONFERMA E APPROVAZIONE sociale efficace del valore e del carattere positivo della propria identità Conferisce un senso di ESISTENZA Alla persona, e il suo COINVOLGIMENTO nella rete sociale dei processi interattivi che garantiscono il mantenimento e il riconoscimento costate e continuo dellintegrità identitaria. La conferma e lapprovazione dellidentità avviene sia sul piano PSICOLOGICO (appartengo ad una comunità che mi riconosce e mi considera) e BIOLOGICO (… e che mi mantiene in vita)

34 I sistemi di credenze positive e negative Sono ipotesi sul mondo che permettono di distinguere: Sia ciò che consideriamo da una parte vero e reale e oggettivo e accettabile: credenze, aspettative, rappresentazioni (sistema positivo-normale) Sia ciò che consideriamo falso, da rifiutare (sistema di credenze negativo-deviante), anche se considerato altrettanto vero, reale e oggettivo; Entrambi i sistemi sono considerati veri e oggettivi in termini di plausibilità (criterio socio-psicologico): la normalità per essere oggettiva ed esistenze presuppone lesistenza oggettiva della devianza. Lesistenza della devianza permette di evidenziare la correttezza della condotta normale e gli effetti positivi nella struttura sociale

35 Norma e Devianza sono categorie concettuali prive di uno status costitutivo Si sostanziano attraverso la loro capacità di creare realtà storiche socio culturali concretizzandosi attraverso gli aspetti reali, pragmatici concreti collettivi e individuali

36 Effetti pragmatici e dinamiche di potere Norma e Devianza sono connesse con la dinamica del potere che deriva dalla capacità di produrre effetti costruttivi sulla realtà sociale La Norma ha maggiore potere in quanto produce maggiori effetti pragmatici, più pervasivi e efficaci, di quelli che riesce a produrre la Devianza Anche la Devianza genera realtà sociale: i devianti trovano conferma della propria identità attraverso gli effetti concreti dei loro comportamenti sulla realtà. Il maggior potere della norma è in termini relativi e non assoluti: norma e devianza si alternano storicamente per cui quello che prima era deviante può divenire normale e viceversa

37 Normalità e Moralità Ogni paradigma culturale è permeato da valutazione morale degli eventi. Gli atti, le azioni, in comportamenti sono considerati anche giusti e ingiusti Ciò che è normale è giusto, buono, positivo Ciò che è deviante è sbagliato, cattivo, negativo Lo stretto rapporto fra dimensione normativa e morale ha marcati effetti pragmatici sullidentità Il rapporto norma-morale è governato da criteri socio- psicologici (e non logico-formali): anche in deviante considera buoni e giusti i propri comportamenti, contrapponendoli a (e confermando) quelli normali

38 Le teorie implicite del senso comune I La portata pragmatica e la dimensione etica generano cosidette le teorie implicite di senso comune Queste sono strutture conoscitive ed espressive a disposizione ed utilizzate dagli appartenenti ad un certo paradigma culturale Sono organiche, coerenti, plausibili, sono vere per il solo fatto che si basano su ciò che è disponibile sul piano socio-culturale Sia i comportamenti normali che quelli devianti sono generati dagli stessi presupposti impliciti e dalle valenze morali di cui le teorie sono intrise Il senso comune offre cioè lo stesso insieme di elementi su cui devianti e normali basano, e giustificano le proprie azioni.

39 Le teorie implicite del senso comune II Le teorie contengono anche le ragioni che permettono di definire e spiegare le azioni compiute dagli individui Si tratta di un processo di reificazione (astrazione, oggettivazione) plausibile socialmente e che prescinde dal fatto che la comprensione di unazione vada letta tenendo conto del contesto, della situazione, delle intenzioni e degli obiettivi dellattore: –Le spiegazione delle teorie implicite utilizzano la causalità lineare: una certa manifestazione deviante viene attribuita ad una causa (biologica, ambientale, anamnestica, ecc). –Le attribuzioni causali (lineari e probabilistiche) diventano quindi strumenti di conferma e mantenimento della realtà come naturalmente data e suddivisa in normale e deviante

40 Dalle credenze di senso comune alle agenzie di controllo Le agenzie (forze dellordine, scuola, famiglia, ASL, ecc) operano attraverso una costruzione ufficiale della realtà del deviante, esse hanno un forte potere di significazione e definizioni nella creazione di verità sociali Codificano le esperienze individuali riducendo lambiguità della percezione del fatto e quindi confermano loggettività della norma Sanciscono tale codifica ufficiale avvalendosi anche dei presupposti giuridici

41 Livelli di legittimazione della realtà sociale La realtà socialmente costruita è percepita dagli appartenenti ad una data cultura come oggettiva e quindi naturale attraverso la legittimazione che si esplica diversi livelli interagenti e intersecantesi: 1.IL LINGUAGGIO, con le etichette lessicali reifica le esperienze soggettive in oggettivazioni reali che contengono gli assunti di valore e le esplicazioni causali (e.g. Tossico) 2.SCHEMI ESPLICATIVI DI SENSO COMUNE con finalità pragmatiche (proverbi, massime morali, sentenze e giudizi, racconti popolari) (e.g.i tossici sono persone senza morale e spina dorsale) 3.TEORIE ESPLICATIVE UFFICIALI che legittimano interi settori istituzionali (di conoscenza, di controllo, di intervento) (e.g.: i comportamenti tossicomanici da sostanze illecite come patologia psichiatrica)

42 Livelli di legittimazione della realtà sociale 4.UNIVERSI SIMBOLICI: corpi di tradizione teorica che integrano diverse sfere di significato e riconducono tutto lordine istituzionale ad una totalità simbolica, amalgamando realtà sociali apparentemente distanti come normalità e devianza. (e.g: Concetti simbolici come il bene, la giustizia, la punizione abbracciano universi di significati che contengono – e significano a tutti i membri di una comunità - gli attori e le azioni reali o rituali attraverso cui si esplicano) Gli universi simbolici, come i paradigmi culturali hanno struttura gerarchica: i gruppi devianti posseggono universi simbolici precisi, attraverso i quali si riconoscono e si differenziano (gergo, spazi, significati) dai normali. Normali e devianti possono interagire fra loro perché condividono un universo simbolico più ampio composto da simboli e significati congruenti e fra loro plausibili

43 Gerarchie di status I comportamenti sociali delle persone differiscono in base allo status sociale occupato e nonché dai ruoli agiti e aspettati dagli altri Gerarchia di status = gerarchie sociale composte da gruppi di persone ai quali sono attribuiti determinati status. Lo status indica diritti e doveri nellinterazione ai contesti sociali o a relazioni specifiche. In virtù dello status occupato si generano determinate aspettative dazione sia da parte propria che da parte della collettività. Infine lo status indica il prestigio sociale di un dato ruolo. –STATUS ASCRITTO, è assegnato in base a ciò che la persona è (età, sesso, parentela, religione) –STATUS ACQUISITO, è assegnato in base di ciò che la persona può fare (professione, condotta sociale, ecc… e.g. il consumatore di droghe) –STATUS TACITO, è assegnato in base a ciò che la persona rappresenta in termini interattivi simbolici e in base alle proprie modalità di gestione della relazione.

44 status e ruoli Gli schemi dazioni connessi agli status vengono organizzati in ruoli, anchessi con gradi diversi di desiderabilità sociale e di aspettative auto ed etero attribuite. RUOLO= schema di riferimento che permette a ciascuno di interpretare le azioni degli altri e di rispondervi significativamente e, viceversa, di essere interprato adeguatamente da persone che posseggono i corrispondenti schemi cognitivi e comportamentali di riferimento

45 status e ruoli: significazione e persistenza Il significato del comportamento è legato alle attribuzioni sociali concernenti lo status rivestito dalla persona (e.g. chi ha elevato status economico – status acquisto - e anche considerato capace, buono, saggio, intelligente – status tacito. Luniverso simbolico attribuisce al denaro un valore positivo e preminente, che investe anche chi lo possiede, ciò trova conferma nei significati e nelle aspettative sociali condivise. Gli status e i ruoli sono persistenti e stabili o con variabilità prevedibile e governata da regole, onde permettere la stabilità della realtà e della struttura sociale Per cui un deviante tenderà a rimanere tale, in quanto oltre che a rispondere alle aspettative di status e ruolo sociale, corrisponde anche alle aspettative dellAlter il quale mantiene stabile le proprie attribuzioni di diversità (svalutazione, condanna, patologizzazione) anche per confermare lesistenza della normalità

46 la socializzazione Il processo di socializzazione favorisce la costruzione dellidentità e lacquisizione si status e ruoli che permettono lappartenenza piena della persona al mondo oggettivo della società Con la socializzazione, attraverso il medium linguistico, si interiorizza infatti la realtà istituzionalizzata: si condividono significati e i sistemi simbolico linguistici di riferimento La socializzazione permette la riproduzione e la trasmissione dellordine sociale istituzionalizzato, e il soggetto diventa elemento mediatore e propagatore della cultura medesima

47 la socializzazione primaria Avviene in famiglia e consente linteriorizzazione, ossia la percezione e linterpretazione immediata di un evento come esprimente un significato unico e prestabilito. Con linteriorizzazione dei significati il bambino si appropria dei ruoli e delle aspettative degli altri nei suoi confronti, delle categorie sociali dellesperienza, della definizioni delle situazioni, della struttura normativa implicita la socializzazione secondaria Avviene attraverso e consente lacquisizione di esperienze e conoscenze legati ai ruoli sociali interpretati in contesti, situazioni e realtà sociali diverse, in cui si acquisiscono regole e comportamenti pertinenti ed adeguati Avviene in continuità con il patrimonio conoscitivo-esperienziale della socializazione primarira, garantendo quindi continuità evolutiva. Le proposte culturali presenti nel paradigma di una società mettono a disposizione processi di socializzazione che possono orientarsi verso la strutturazione di una identità norma o deviante. L

48 La categorizzazione La categorizzazione è un processo di natura cognitiva (che si basa su processi di selezione, astrazione di riduzione delle differenze intra-categoriali e accentuazione di quelle inter-categoriali) attraverso cui la percezione della realtà viene strutturata in categorie di oggetti sulla base di caratteristiche comuni. Lo scopo è di organizzare la realtà, al fine di aumentare il controllo, la prevedibilità e quindi la gestione degli eventi, permettendo alla persona di muoversi in modo adeguato e conforme Il prototipo = elemento di una categoria che riassume in sé il maggior numero di caratteristiche tipiche del suo insieme. Serve da confronto con altri elementi intra o inter categoriali Lo stereotipo = processo di attribuzione di caratteristiche simili ai membri di una stessa categoria, prescindendo dalle differenze intracategoriali fra i membri stessi. Si evince una corrispondenza univoca fra lappartenenza ad una categoria e il possesso di certe qualità fisiche o psicologiche, sulla base delle teorie implicite di senso comune,

49 Categorizzazione e processi attibuitivi Il processo di attribuzione di stereotipi contempla anche giudizi di valore sempre legate alle teorie di senso comune, per cui: Certe caratteristiche stereotipiche saranno percepite come buone e giuste e altre cattive e ingiuste Ciò induce una differenziazione di atteggiamento fra ingroup (normale) e outgroup (deviante) basato su discriminazioni morali, con finalità di legittimare il contesto sociale come realtà di fatto Ad una categorizzazione di tipo costitutivo si aggiunge quindi una categorizzazione attributiva di tipo morale Infine, oltre ai processi di categorizzazione e attribuzione individuale, si partecipa anche anche alle categorizzazione di gruppo che rinvia al senso di appartenenza ad un gruppo e che presiede al senso di identità sociale: si diventa membri di un gruppo sociale (normale o deviante)

50 Lidentità lidentità è un costrutto concettuale con cui si indicano gli effetti, cognitivi ed affettivi, di molteplici processi integrativi sul piano dellautoconsapevolezza, delle autorappresentazioni e delle autodefinizioni condivise ed impersonate che passano attraverso i ruoli sociali. Lidentità emerge sempre da qualche forma di relazione, interna o esterna, sviluppandosi attraverso la capacità dellindividuo di assumere il ruolo dellaltro e di percepirsi come oggetto. Lidentità, come articolato sistema di rappresentazioni di sé mediate da un ruolo, non risulta di totale proprietà della persona a cui viene attribuita, ma risiede nella struttura normativa-simbolica e nelle regole che governano linterazione

51 A) Organizzazione strutturale delle conoscenze relative a se I processi psicologici, intrapersonali e interpersonali, relativi allidentità personale confluiscono in una struttura organizzatrice della conoscenza individuale relativa a sé stessi. Conoscenza che informa i vissuti, cognitivi e affettivi, di unicità e continuità dellesperienza di sé. Lidentità personale permette di: a) Lelaborazione e lintegrazione coerente dellinformazione interna ed esterna che ci riguarda, - quella somatica (propriocettiva e dimorfica) - relazionale (simbolica, espressiva e comportamentale); b) la codifica sotto forma di memoria autobiografica, conferendo alla storia soggettiva coerenza retrospettiva e continuità futura; c) selezionare e attuare repertori di comportamento più adeguati alla propria identità sessuale, sviluppando le relative competenze socialmente trasmesse.

52 B) Sistema di regole e di segni condivisi Lidentità personale è anche un sistema di regole e di segni condivisi, attraverso cui lindividuo dà vita a unidentità sociale. Mediante la capacità di utilizzare regole e significati, per esempio relativi allimmagine di sé, lindividuo realizza atti comunicativi, produce versioni di sé adatte al contesto e alle diverse forme dellinterazione.

53 Lidentità personale è sostenuta da due processi: 1.lautoconsapevolezza ovvero il flusso di esperienza soggettiva che ogni donna e ogni uomo sperimentano; in ogni individuo possono manifestarsi diversi livelli di autoconsapevolezza e di stati di coscienza; 2. lautoregolazione intesa come capacità riflessiva di automonitoraggio, corrispondente alla percezione oggettuale che uno ha di sé e delle proprie azioni. Lautoregolazione può implicare varie forme di autocontrollo dellidentità, legate allazione intenzionale e agli automatismi espressivo-comportamentali (ad esempio, le risposte mimiche) Autoconsapevolezza e autoregolazione permeano tre dimensioni dellidentità personale:

54 1. Concetto di sé (area intrapersonale). E definibile come insieme di categorie semantiche naturali rappresentate mentalmente dai concetti lessicali che concorrono a formare lidea che una persona ha di sé stessa. il sé concettuale è il momento di integrazione e di continuità delle varie forme di autoconoscenza (Sé ecologico, interpersonale, esteso e privato). Il sé concettuale è quindi una vera e propria teoria su se stessi, caratterizzata da sistemi di convinzioni relativi al significato e valore: - delle caratteristiche psicologiche, somatiche e di ruolo; - dei rapporti sé-mondo nellambito delle credenze attinenti alla psiche, allanima o alla personalità che permeano il senso comune o quanto esso mutua da filosofia, scienza, religione e conoscenze esoteriche. Il sé concettuale non è ovviamente indagabile nella sua globalità, affiorando in quelle elaborazioni cognitive situate e settoriali meglio definibili come rappresentazioni di sé.

55 2. Rappresentazioni di sé (area interpersonale). Possono essere considerate come sottosistemi del concetto di sé. Le rappresentazioni di sé come esplicitazione di un processo autoconoscitivo non sono indipendenti dal sistema di relazioni entro cui vengono prodotte. Se il concetto di sé costituisce unipotesi teorica che lindividuo si forma al fine di rendere linterazione prevedibile e governabile, la rappresentazione di sé costituisce la sua parte operativa, empiricamente prodotta, proiettata nellassunzione di ruoli e di volti di identità. gli individui sono pesantemente influenzati dallinsieme di pensieri, conoscenze, credenze che il working-self rende accessibile sulla base degli stati affettivi del momento e della situazione. Le rappresentazioni di sé influenzano linterpretazione degli eventi, i giudizi, i confronti sociali selettivi, linterpretazione del proprio ruolo, agendo sulla motivazione, sul comportamento, sulla disponibilità o meno al cambiamento. La ricerca di un feedback congruente tra le rappresentazioni di sé e le conferme da parte degli altri, implica negli individui la ricerca di una simmetria negoziata che può manifestarsi nellautoconvalida rispetto ad un Sé desiderato, e quindi nella ricerca di informazioni di conferma.

56 3. Identità tipizzata (area intra/intergruppo). E un insieme di tratti attribuiti a sé stessi, relativi ad aspetti disposizionali, comportamentali, espressivi e di ruolo, di natura prototipica e stereotipica. Caratteristiche attribuite ed assunte come elementi di identificazione o di tratti autodescrittivi dai membri di gruppi socialmente organizzati. Una tipizzazione di identità è formata da un repertorio di tratti coerenti tra e con il contesto etico-normativo che li legittima. Esso costituisce per lindividuo, un preordinato sistema di orientamento cognitivo per lautovalutazione, lazione e la realizzazione di unadeguata immagine e stima di sé.


Scaricare ppt "PSICOLOGIA DELLE TOSSICODIPENDENZE Ravasio Antonio Università di Padova AA 2005-2006."

Presentazioni simili


Annunci Google