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I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione industriale dei biolubrificanti I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione.

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Presentazione sul tema: "I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione industriale dei biolubrificanti I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione."— Transcript della presentazione:

1 I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione industriale dei biolubrificanti I progetti Biovit & Dulvit: esperienze toscane sullapplicazione industriale dei biolubrificanti Dipartimento di Agronomia e Gestione dellAgroecosistema (DAGA - Università di Pisa) Istituto Sperimentale per le Colture Industriali (ISCI - Bologna) Scuola Superiore di Studi Universitari SantAnna (SSSUP – Pisa) Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT – Prato) Triumph Italia S.r.l. (Fucecchio - FI) Confagricoltura Toscana (Firenze) Federazione Regionale Coldiretti (Firenze) Azienda Agricola Zalum Giulia Maria (Pisa) Azienda Agricola Gabriele e Giuseppe Tirabasso S.s. (Livorno) Italcol S.p.A. (Fucecchio - FI) Houghton Italia S.p.A (Genova - Livorno) Chimont S.p.A. (Pisa) Draplane S.p.A. (Prato) Legambiente Toscana Onlus (Firenze) CON.CER.TEX. Consorzio (Prato) Associazione CIPA – AT Sviluppo Rurale Toscana (Firenze) Ecoverde S.p.A. – (Porcari – Lucca) Lucense S.C. p.A. – (lucca) Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado Il progetto Biovit è stato finanziato dalla Regione Toscana nellambito Programma regionale Tecnologica in Toscana per Il progetto Biovit è stato finanziato dalla Regione Toscana nellambito Programma regionale Innovazione Tecnologica in Toscana per Il progetto Dulvit è stato finanziato dalla Regione Toscana nellambito DoCUP Ob.2- Misura 1.7 e PRAA Azione D21 per

2 Consumo di lubrificanti nel mondo (milioni di t /anno) 24,8 4,9 5,3 Resto del Mondo UE Altra UE In Italia 0.7 milioni di t/anno (13% UE)

3 2,5 1,7 (circa il 30%) 0,5 0,6 Motori a 4 tempi Ausiliari Industriali Motori marini e aerei Oli di processo Fonte: Europalub, 1999 Settori di utilizzazione nella UE (milioni di t /anno)

4 400 Altri (tessile, conciario, cartario) 100 Grassi 450 Lav. dei metalli 750 Oli idraulici BiolubrificantiConsumo totale Utilizzazione degli ausiliari industriali nella UE (.000 di t /anno)

5 Consumi in Toscana Altri usi nella UE Stima del consumo di ausiliari industriali nella comparto tessile, conciario e cartario della regione Toscana ( t /anno) = 3.8 %

6 70-99% = OLIO BASE: (alchilbenzene) 1-30% = ADDITTIVI : (emulsionanti, antischiuma, detergenti, antiossidanti, anticorrosivi, biocidi ecc.) Composizione di un formulato lubrificante

7 Principali caratteristiche ambientali degli oli vegetali: - Rinnovabili - Non innalzano il livello dei gas serra livello dei gas serra - Biodegradabili - Ipotossici

8 Oli Alto Oleico (Girasole, cartamo..) Oli Alto Erucico (Crambe, B.carinata B.juncea) Ottima capacità oleante Buona resistenza Elevata miscibilità Alta capacità lubrificante Alto punto di fumo Elevata miscibilità

9 Principali caratteristiche tecnologiche di alcuni oli vegetali: Numero di iodio Viscosità 40 °C (mm 2 sec -1 ) Composizione acidica Composizione acidica(%) Ac. Oleico Ac. Erucico

10 Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado Perché impiegare oli vegetali MOTIVI AMBIENTALI - forte impatto ambientale dei formulati (elevata concentrazione di tensioattivi ed oleanti sintetici nelle acque) MOTIVI AGRONOMICI - crisi delle colture oleaginose e delle produzioni food MOTIVI SOCIALI – rischi per la salute degli operatori e dei consumatori; elevata conflittualit à tra attivit à industriale, amministrazioni pubbliche e popolazione

11 Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado Sviluppo dei progetti a livello di filiera

12 Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado Risultati nel settore primario Ricerca Individuate specie e varietà di oleaginose atte alla produzione di oli lubrificanti per le diverse esigenze dellindustria toscana Caratterizzati qualitativamente alcuni oli di origine vegetale ottenuti in diverse condizioni agro-pedoclimatiche Collaudo Diffusione di colture oleaginose e di tecniche low input atte al loro impiego industriale tra le aziende agricole

13 Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado Risultati nel settore industriale: ricerca del formulato (Houghton nel settore tessile e cartario; Chimont nel settore conciario)

14 Definizione della concentrazione duso in fase di nebulizzazione sulle fibre (risultati del panel test) (risultati del panel test) Potenziali applicazioni dei biolubrificanti in fase di ingrasso, cardatura, filatura. Risultati nel settore industriale: collaudo nel comparto tessile (i)

15 E importante definire quanto oleante utilizzare in rapporto alla quantità di lana da cardare Vista la maggior efficacia del formulato a base vegetale, si può ridurre la quantità da impiegare rispetto al tradizionale Convenzionale 6% rispetto ai Kg di Lana da cardare Biovit4% Biovit 4% rispetto ai Kg di Lana da cardare Rapporto lana / oleante Risultati nel settore industriale: collaudo nel comparto tessile (ii)

16 Performance industriali analoghe ai prodotti di sintesi convenzionali M inore quantità di oleante utilizzato ( meno 25 30% circa) Totale compatibilità del nuovo formulato nei successivi step del processo tessile (tessitura, rifinizione, tintura) Nessun problema di irrancidimento dopo prolungato stoccaggio del filato (anche nei mesi estivi) Minore manipolazione di prodotti chimici (D.Lgs 626/94 - Direttiva Comunitaria 2003/53/CE del 18 giugno 2003 ) Benefici in finissaggio - Maggior perdita di oleante nel carbonizzo – Minor n° di lavaggi - Minor consumo di acqua = Riduzione dei costi di depurazione Risultati nel settore industriale: sintesi del comparto tessile (iii)

17 Risultati nel settore industriale: collaudo nel comparto conciario (i) Potenziali applicazioni dellolio di girasole alto oleico nella lavorazione delle pelli Valutazioni del biolubrificante in confronto agli alchilati Ingrasso secco su pelli conciate al vegetale Maggiore potere ingrassante, maggiore pienezza. Analoghi gli altri parametri Bagni di ingrasso addittivati con emulgatori e solfonati su pelli conciate al cromo Minore potere ingrassante, migliore ancoraggio della refinizione. Analoghi gli altri parametri Bagni di ingrasso addittivati con emulgatori e solfonati su pelli conciate al vegetale Performance analoghe Applicazione a secco su pelli in CRUST Maggiore potere ingrassante, maggiore morbidezza, assorbimento maggiore del 10%

18 Risultati nel settore industriale: collaudo nel comparto cartario (i) Potenziali applicazioni dellolio di girasole alto oleico nella produzione di carte tissue (igieniche, tovaglioli, fazzoletti e rotoli da cucina) Valutazioni tecnico-operative a livello industriale: positive (sia x Lucart che Kartocell)

19 Risultati nel settore industriale: collaudo nel comparto cartario (ii) Valutazioni tecnico-qualitative

20 Nonostante la possibilità di impiegare quantitativi inferiori al convenzionale, variabili dal 17% al 33%, i costi permangono a livelli più elevati: maggiorazione del 25-53% Aspetti economici: comparto tessile

21 Per la tipologia di tessuto più diffusa nel distretto, la fase di filatura contribuisce sul costo totale del ciclo produttivo per il 21,5% In realtà il costo delloleante rappresenta solo il 5% del costo totale di filatura, pari a 0,05 euro/metro, corrispondente all1% del costo dellintero processo produttivo Costi di produzione di un metro di tessuto lineare base IL REALE PESO DEI COSTI SOSTENUTI: INCIDENZA SUL PROCESSO PRODUTTIVO TESSILE Costo oleante: 5% costo filatura 0,05 euro/metro Aspetti economici: comparto tessile

22 Aspetti economici: comparto conciario Bio-lubrif. Euro/t Tradizionale Euro/t Applicazione come componente delle miscele di ingrasso a secco Applicazione dell'olio solfonato in fase di ingrasso Applicazione dell'olio in emulsione in fase di ingrasso Applicazione a secco con macchina a rulli in fase di rifinizione

23 Seminario regionale: Iniziative progettuali nel settore dellagricoltura no-food in Toscana DULViT Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali Enrico Avanzi – Università di Pisa - S. Piero a Grado CONCLUSIONI I formulati a base di oli vegetali sono stati inseriti nel ciclo produttivo tessile, conciario e cartario senza alcuna modifica né di impianto né di processo, con performances analoghe o migliori di quelle ottenute dagli oli a base minerale I bio-formulati hanno evidenziato minor impatto ambientale e migliore biodegradabilità Dal punto di vista economico, i biolubrificanti si collocano sul mercato a prezzi di utilizzazione di poco superiori a quelli dei prodotti convenzionali Nelle attuali condizioni di prezzo delle materie prime, la diffusione di questi prodotti (e della relativa filiera) è condizionata dallinteresse dei consumatori nei confronti di prodotti di qualità e dalladozione di politiche locali di sviluppo economico sostenibile


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