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Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © 2004 1 Capitolo 6: La disoccupazione Capitolo 6 La disoccupazione.

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1 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Capitolo 6 La disoccupazione

2 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il percorso La disoccupazione Tasso di disoccupazione naturale (§ 6.1) CAUSE della disoccupazione: Disoccupazione frizionale (§ 6.2) Disoccupazione strutturale (§ 6.3) salario minimo sindacati e contrattazione collettiva il salario di efficienza I connotati della disoccupazione (§ 6.4) Tendenze nel tempo (Usa, Europa, Italia)

3 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Tasso naturale di disoccupazione In questo capitolo viene studiata la disoccupazione presente nel sistema economico anche nel lungo periodo. Definizione: Il tasso naturale di disoccupazione è il tasso di disoccupazione medio attorno a cui leconomia fluttua Il tasso di disoccupazione corrente può essere superiore o inferiore a quello naturale. È superiore a quello naturale durante periodi di recessione economica e inferiore durante i periodi di espansione (boom).

4 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione Tasso naturale e tasso corrente: Stati Uniti Percentuale della forza lavoro Tasso di disoccupazioneTasso naturale di disoccupazione

5 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Ogni giorno ci sono lavoratori che vengono licenziati o che volontariamente lasciano il posto di lavoro, e ci sono disoccupati che trovano una nuova occupazione. Questo perpetuo flusso e reflusso determina la quota della forza lavoro che è disoccupata. Svilupperemo un modello della dinamica della forza lavoro che possa spiegare il tasso naturale di disoccupazione. Il tasso naturale di disoccupazione

6 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione L: Forza lavoro totale ( L = O + D ) D : Stock di disoccupati in ogni istante di tempo O : Stock di occupati in ogni istante di tempo tasso di disoccupazione: D/L s : Tasso di separazione Percentuale di occupati che perde il lavoro in un dato periodo di tempo o : Tasso di occupazione Percentuale di disoccupati che trova lavoro in un dato periodo di tempo Il tasso naturale di disoccupazione Notazione

7 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Per stabilire cosa determina il tasso di disoccupazione, ipotizziamo che la forza lavoro sia fissa e concentriamoci sulla transizione dei singoli individui che compongono la forza lavoro dalla situazione di occupazione a quella di disoccupazione e viceversa. Questa dinamica è sintetizzata graficamente nella figura 6.2 Il tasso naturale di disoccupazione Notazione

8 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il tasso naturale di disoccupazione Perdita del lavoro e nuovi occupati O: occupati D: disoccupati Separazione dal lavoro Ottenimento del lavoro s x O (Nuovi disoccupati) o x D (Nuovi occupati)

9 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione In ogni istante di tempo ci sono: s x O nuovi disoccupati o x D nuovi occupati Quando il numero di nuovi occupati è uguale al numero di nuovi disoccupati il tasso di disoccupazione non cambia: o x D = s x O Questa equazione definisce lequilibrio di stato stazionario in cui la disoccupazione non cambia. Il tasso naturale di disoccupazione Perdita del lavoro e nuovi occupati

10 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La condizione di stato stazionario permette di identificare il tasso di disoccupazione naturale. Poiché O = (L – D) cioè il numero degli occupati è uguale alla differenza tra il numero dei partecipanti alla forza lavoro e quello dei disoccupati, allora: s x O = s x (L – D) = s x L – s x D In stato stazionario ( o x D = s x O ) : o x D = s x L – s x D quindi: (o + s) D = s x L Calcoliamo il tasso di disoccupazione naturale: D/L D/L =s/ (o + s) Il tasso naturale di disoccupazione Perdita del lavoro e nuovi occupati

11 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Tasso di disoccupazione: D/L =s/ (o + s) Questa equazione dimostra che il tasso di disoccupazione di stato stazionario (cioè quella a cui leconomia tende nel lungo periodo) dipende dal tasso di separazione s e dal tasso di ottenimento o Quanto più elevato è s, tanto più elevato è D/L ; quanto più elevato è o, tanto più basso è D/L Il tasso naturale di disoccupazione Perdita del lavoro e nuovi occupati

12 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Esempio Calcolo del tasso di disoccupazione naturale Se ogni mese: L1% dei lavoratori impiegati perde il proprio lavoro s = 0,01 Il 20% dei disoccupati trova un nuovo lavoro o = 0,20 Allora il tasso naturale di disoccupazione è dato da:

13 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il tasso di disoccupazione naturale Politiche economiche Politiche economiche. Il tasso di disoccupazione naturale cala se: o aumenta s diminuisce È necessario studiare le cause di o e s Politiche che influenzano o e s influenzano il tasso di disoccupazione naturale. Questo modello non spiega perché cè disoccupazione, perché non si può trovare lavoro rapidamente.

14 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Cause della disoccupazione La ricerca del lavoro e la rigidità dei salari Esamineremo due delle cause della disoccupazione: la ricerca del lavoro (disoccupazione frizionale) la rigidità salariale (disoccupazione strutturale)

15 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione frizionale La ricerca del lavoro Se il processo di ottenimento di lavoro fosse istantaneo (ovvero se o = 1), allora il periodo di disoccupazione sarebbe quasi nullo e il tasso naturale vicino a zero. Leconomia ha disoccupazione anche se la domanda di lavoro sarebbe sufficiente a occupare tutti i lavoratori. La disoccupazione dovuta al tempo necessario per trovare un lavoro è detta: disoccupazione frizionale

16 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione frizionale La ricerca del lavoro Per trovare un lavoro occorre tempo perché: I posti di lavoro non sono tutti uguali e anche i lavoratori sono diversi tra loro (abilità, educazione, ecc.). Reperire informazioni sui posti di lavoro e sui lavoratori richiede tempo ed è costoso. I posti di lavoro e i lavoratori sono distribuiti sul territorio e la mobilità geografica richiede tempo ed è costosa.

17 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione frizionale La ricerca del lavoro Linnovazione tecnologica cambia in continuazione la domanda di lavoro (richiede nuove competenze). Cambiamenti settoriali: (agricoltura – industria – servizi). La domanda di lavoro cambia. Spostamenti di attività produttive tra diverse regioni. La variazione nella composizione della domanda di lavoro tra settori o aree diverse si chiama spostamento intersettoriale

18 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Occupazione e settori

19 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Disoccupazione frizionale Politiche economiche Il governo può rendere più facile lincontro tra lavoratori e imprese: o Uffici pubblici di collocamento: forniscono informazioni sui nuovi lavori e favoriscono lincontro tra lavoratori e imprese. Il governo può attivarsi per riqualificare i lavoratori con competenze obsolete: o Programmi di formazione professionale: aiutano i lavoratori delle industrie in declino ad acquisire la professionalità richiesta nei settori emergenti.

20 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Disoccupazione frizionale Politiche economiche: i sussidi di disoccupazione Definizione : Il governo paga al disoccupato parte del suo precedente salario (per un periodo di tempo limitato) dopo la perdita del lavoro. Vantaggi: I lavoratori possono cercare un lavoro più adatto alle loro esigenze e preferenze. Effetti: La disoccupazione frizionale aumenta allaumentare del periodo di sussidio.

21 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Disoccupazione frizionale Politiche economiche: i sussidi di disoccupazione Lavoratori meno incentivati a cercare lavoro I lavoratori tendono più probabilmente a rifiutare lofferta di lavoro che non ritengono adeguata Il tasso di occupazione si riduce perché il sussidio riduce lurgenza di trovare lavoro.

22 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Disoccupazione frizionale Politiche economiche: i sussidi di disoccupazione Il reddito è protetto dal sussidio diminuisce linteresse a cercare posti di lavoro con prospettive occupazionali durature Diminuisce linteresse a contrattare garanzie di sicurezza di occupazione con il datore di lavoro Il tasso di separazione aumenta.

23 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Disoccupazione strutturale Rigidità dei salari La seconda ragione per cui esiste disoccupazione è la rigidità dei salari, ovvero lincapacità dei salari di aggiustarsi istantaneamente, facendo sì che offerta e domanda di lavoro si eguaglino Se W/P è al di sopra del livello di equilibrio tra D e O, la quantità di lavoro offerta è > di quella domandata e le imprese razionano i posti di lavoro disponibili: si riduce il tasso di ottenimento di lavoro e, quindi, la disoccupazione aumenta. La figura 6.3 spiega perché la rigidità dei salari provoca disoccupazione

24 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale Rigidità e inefficienze del mercato del lavoro L PML Salario Consideriamo il grafico di equilibrio sul mercato del lavoro L D = PML W/P Se non esistono rigidità il salario reale si aggiusta fino a eguagliare domanda e offerta Lofferta di lavoro è costante e pari a tutto il lavoro disponibile nelleconomia

25 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione L PML Salario L D = PML W/P Nellequilibrio di mercato esiste quindi disoccupazione strutturale (W/P) min La disoccupazione strutturale Rigidità e inefficienze del mercato del lavoro Se il salario non è libero di aggiustarsi liberamente (per esempio, esiste un salario minimo) non tutto il lavoro viene impiegato: lofferta è superiore alla domanda Quantità di lavoratori disposti a lavorare Quantità di lavoratori occupati

26 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale Le cause principali QUINDI, vi è disoccupazione strutturale quando il salario reale corrente è più alto di quello di equilibrio per cui lofferta di lavoro è superiore alla domanda Perché le imprese non riducono i salari? Leggi sul salario minimo Sindacati e contrattazione collettiva I salari di efficienza

27 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale 1. Leggi sul salario minimo Definizione: salario minimo legale che le imprese devono corrispondere ai lavoratori Il salario minimo è inferiore al salario medio e non si applica alla maggioranza dei lavoratori (ovvero è inferiore al salario di equilibrio). Quindi non può essere causa del tasso di disoccupazione naturale in quanto non si applica alla maggioranza dei lavoratori.

28 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Tuttavia è spesso superiore al salario di equilibrio di: lavoratori a bassa qualifica lavoratori giovani con poca esperienza (per cui parte della remunerazione avviene sotto forma di formazione professionale) Un aumento del 10% del salario minimo riduce loccupazione giovanile dell1-3%. La disoccupazione strutturale Leggi sul salario minimo

29 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Altre critiche: Strumento non mirato: spesso utilizzato da giovani di classe media in part-time Strumenti alternativi: Credito dimposta concesso in modo mirato a famiglie a basso reddito E una somma che alle famiglie povere sarebbe consentito detrarre dalle imposte dovute ATTENZIONE: tra gli economisti cè grande disaccordo sulleffetto del salario minimo sulla disoccupazione. Si consideri Analisi di un caso: Uninterpretazione revisionata del salario minimo La disoccupazione strutturale Leggi sul salario minimo

30 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale 2. Sindacati e contrattazione collettiva Perché i sindacati possono cercare di ottenere salari superiori a quelli di equilibrio? I sindacati rappresentano (e massimizzano lutilità) degli occupati (insider). I disoccupati preferirebbero salari inferiori che garantiscano la piena occupazione (outsider) Conflitto tra i due gruppi di lavoratori: gli effetti del processo di contrattazione sui salari e sulloccupazione dipendono dallinfluenza di ciascun gruppo

31 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale Sindacati e contrattazione collettiva Negli Stati Uniti la contrattazione salariale avviene a livello di impresa o di singolo impianto produttivo. In Italia i contratti di lavoro sottoscritti dai sindacati sono efficaci anche per i non iscritti.

32 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale Sindacati e contrattazione collettiva

33 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione La disoccupazione strutturale 3. Teoria dei salari di efficienza È possibile che le imprese decidano volontariamente di pagare salari superiori a quelli di equilibrio? Sì, se salari elevati aumentano la produttività e permettono di aumentare i profitti. Linfluenza dei salari sulla produttività potrebbe spiegare il fatto che le imprese non riescono a tagliare le retribuzioni anche in presenza di un eccesso di offerta di lavoro. La riduzione dei salari, secondo questa teoria, avrebbe leffetto di ridurre la produttività dei lavoratori e, quindi, il profitto dellimpresa.

34 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Rapporto tra salari e produttività è spiegato da diverse teorie: Paesi in via di sviluppo:migliore retribuzione migliora lo stato di salute e di nutrizione e quindi la produttività Riducono il turnover e i costi di formazione di nuovo personale Attirano i lavoratori migliori (selezione avversa) Aumentano limpegno sul lavoro e riducono lassenteismo. Riducono i conflitti sindacali e gli scioperi. La disoccupazione strutturale Teoria dei salari di efficienza

35 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Conclusione: dato che a salari più elevati corrisponde una maggiore efficienza dellimpresa, questa può trovare conveniente mantenere i salari al di sopra del livello per cui domanda e offerta si equilibrano. A un salario superiore al livello di equilibrio corrisponde un tasso di ottenimento di lavoro più basso e una più alta disoccupazione strutturale La disoccupazione strutturale Teoria dei salari di efficienza

36 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione I connotati della disoccupazione La durata La disoccupazione in differenti gruppi demografici Le tendenze della disoccupazione caratteri demografici spostamenti intersettoriali produttività le variazioni della partecipazione alla forza lavoro La disoccupazione in Europa

37 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione I connotati della disoccupazione La durata La durata della disoccupazione permette di capire se si tratta di disoccupazione frizionale o strutturale di breve periodo frizionale di lungo periodo strutturale Comprendere le cause della disoccupazione è cruciale per disegnare le politiche per combatterla. Nella maggior parte dei casi, il periodo di disoccupazione è di breve durata, ma la maggior parte dei mesi di disoccupazione sono a carico dei disoccupati di lungo periodo.

38 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Esempio: Durata e disoccupazione 10 lavoratori sono disoccupati 8 per un mese e 2 per 12 mesi Totale mesi disoccupazione: 32 Il 75% dei mesi, 24 su 32, è a carico dei 2 disoccupati di lunga data Linterpretazione del fenomeno cambia se si prende in considerazione la durata o il numero di mesi complessivi di disoccupazione: i disoccupati a lungo termine sono la minoranza (2 su 8), però la maggiore quantità di disoccupazione si riferisce alla disoccupazione a lungo termine (24 mesi su 32) I connotati della disoccupazione La durata

39 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Implicazioni di politica economica La politica economica deve concentrarsi sulla disoccupazione a lungo termine, perché è quella a cui si riferisce la maggiore quantità di disoccupazione. In questo caso, però, gli interventi devono essere mirati, poiché i disoccupati a lungo termine sono una esigua minoranza I connotati della disoccupazione La durata

40 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il tasso di disoccupazione varia tra i diversi gruppi di popolazione (in Italia, dati al 2006) Le differenze fondamentali: Uomini vs Donne Il tasso di disoccupazione femminile: 8,8 Il tasso di disoccupazione maschile: 5,4 Adolescenti vs Adulti Il tasso di disoccupazione : 6,8 Il tasso di disoccupazione giovanile : 21,6 Centro Nord vs Mezzogiorno Il tasso di disoccupazione Centro Nord: 4,4 Il tasso di disoccupazione Mezzogiorno: 12,2 Fonte:ISTAT, Rilevazione sulle forse lavoro I connotati della disoccupazione Principali differenze per gruppi demografici

41 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Gli adolescenti hanno tassi di disoccupazione più elevati. Perché? Minore esperienza? Il modello del tasso naturale di disoccupazione isola due possibili cause di un elevato tasso di disoccupazione: basso tasso di ottenimento di lavoro e un alto tasso di separazione I dati mostrano: Tasso di ottenimento simile. MA Tasso di separazione più elevato. I connotati della disoccupazione Adolescenti e adulti

42 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Finora abbiamo ipotizzato che la forza lavoro sia fissa e cioè che non vi siano Entrate e Uscite dalla forza lavoro! In questo modo lunica ragione della disoccupazione è la separazione dal lavoro Lunica ragione di uscita dalla disoccupazione è lottenimento di un posto di lavoro Nella realtà le variazioni della forza lavoro rivestono grande importanza Misure della disoccupazione Partecipazione e disoccupazione

43 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Le variazioni della forza lavoro rivestono grande importanza: circa i 1/3 dei disoccupati sono nuovi entrati nella Forza Lavoro (giovani in cerca di prima occupazione, chi ha già lavorato ma aveva temporaneamente abbandonato la forza lavoro) non tutta la disoccupazione finisce con lottenimento di un posto di lavoro (la metà dei disoccupati escono dal mercato del lavoro) Questo rende più difficile interpretare le statistiche relative alla disoccupazione Misure della disoccupazione Partecipazione e disoccupazione

44 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Alcuni individui che si definiscono disoccupati, in realtà non cercano attivamente un lavoro e dovrebbero essere considerati non partecipanti alla forza lavoro Altri vorrebbero un lavoro ma, dopo molte ricerche infruttuose, ha smesso di cercarlo. Questi lavoratori scoraggiati non sono inclusi tra i partecipanti alla forza lavoro e non sono perciò inclusi nelle statistiche sulla disoccupazione Poiché è difficile distinguere un disoccupato da un individuo che non partecipa alla forza di lavoro perché scoraggiato, esistono altre misure delle forza lavoro Misure della disoccupazione Partecipazione e disoccupazione

45 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Altri indicatori del mercato del lavoro a/e Occupati/Pop in età di lavoro Tasso di occupazione c/e Forza lavoro/Pop. in età di lavoro Tasso di attività (partecipazione) b/c In cerca di occupazione/Forza Lavoro Tasso di disoccupazione h=d+fFuori dalla forza lavoro g=e+fPopolazione totale fPopolazione non in età da lavoro (non attivi) e=c+dPopolazione in età lavorativa (Attivi) dIn età lavorativa ma non nella forza lavoro c=a+bForza Lavoro bIn cerca di occupazione aOccupati

46 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Stati Uniti Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti Tasso di disoccupazione

47 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il comportamento del tasso naturale di disoccupazione (USA) Aumentato dal 1950 ai primi anni 1980 poi è diminuito: Possibili spiegazioni: o cambiamento della composizione demografica della forza lavoro (baby- boom) o spostamenti intersettoriali o rallentamento della produttività Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA) Cause

48 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il baby-boom del dopoguerra – negli anni 1950 – ha creato un aumento dei lavoratori negli anni 1970 che è rallentato negli anni Questo effetto tuttavia non spiega landamento della disoccupazione Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA) 1. Caratteri demografici

49 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Gli shock petroliferi possono avere indotto una riallocazione da settori basati sul petrolio ad altri. In effetti la caduta della disoccupazione negli anni 1990 coincide con bassi prezzi del petrolio. Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA) 2. Spostamenti intersettoriali

50 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Se i salari sono vischiosi la disoccupazione cala quando la produttività del lavoro cresce. Negli anni 1970 la produttività è cresciuta meno che nei decenni precedenti e questo può aver portato a disoccupazione. Negli anni 1990 la produttività è cresciuta maggiormente (information technology).... Ma in Europa? Tendenze della disoccupazione nel tempo (USA) 3. Il rallentamento della produttività

51 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa

52 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il tasso di disoccupazione medio in Europa è aumentato in modo permanente a partire dagli anni 1970 mentre negli Stati Uniti è prima aumentato e poi diminuito. Quali possono essere le cause di queste differenze? Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa

53 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione IPOTESI 1. Eurosclerosi (Rigidità del mercato del lavoro) + progresso tecnologico Anche se è difficile stabilirlo con esattezza due fenomeni possono (congiuntamente) spiegare il fenomeno: 1. La regolamentazione del mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali (sussidio di disoccupazione) 2. La riduzione della domanda di lavoratori a bassa qualifica. Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa

54 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il progresso tecnologico ha portato a un aumento della domanda relativa di lavoratori ad alta qualifica. Negli Stati Uniti i salari dei lavoratori a bassa qualifica sono calati relativamente a quelli ad alta qualifica. Questo ha portato anche a un aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa

55 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa Gli ammortizzatori sociali in Europa hanno impedito ai salari dei lavoratori a bassa qualifica di calare eccessivamente. Inoltre molti lavoratori non qualificati hanno preferiti sussidi e cassa integrazione a salari bassi. Il risultato: Minore disuguaglianza Maggiore disoccupazione

56 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa IPOTESI 2 - ISTERESI Intuizione: il tasso naturale di disoccupazione dipende dal tasso di disoccupazione effettiva. Al crescere del tasso effettivo cresce il tasso strutturale che leconomia è in grado di tollerare Il lungo periodo di disoccupazione degli anni 70 (crisi petrolifera) e anni 80 (politiche monetarie restrittive) ha innalzato il tasso naturale. Il tasso di disoccupazione non è tornato ai livelli precedenti gli anni Perché?

57 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa Come il tasso di disoccupazione effettiva influenza il tasso naturale? 1. Lunghi periodi di disoccupazione elevata possono indurre i governi al aumentare i sussidi di disoccupazione al fine di ridurre i costi sociali della disoccupazione (+ sussidi, + disoccupazione) 2. Periodo di disoccupazione elevata fa comparire i disoccupati di lunga durata, i quali tendono a perdere capacità e abitudine al lavoro. Ciò implica che: la loro probabilità di essere riassunti è bassa quindi, essi sono irrilevanti ai fini della determinazione del salario (insider contano di più) I salari e i prezzi restano invariati invece di diminuire

58 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Andamento del tasso naturale di disoccupazione Europa Misure di politica economica: A differenza dellipotesi 1, che prevede misure di riforme nellorganizzazione del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione naturale può diminuire se: disoccupati possono essere reinseriti e in quanto tempo si riduce la presenza di lavoratori scoraggiati si recuperano le abilità lavorative con programmi di formazione lavoro

59 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Approfondimento Tassi di disoccupazione nei paesi OCSE Tasso di disoccupazione (tabella 14), tasso di occupazione, partecipazione e forza lavoro (tabella 20) OECD: Economic Outlook, dicembre (disponibile tramite sistema bibliotecario di Ateneo)

60 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Confronti internazionali (2005)

61 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Il mercato del lavoro in Italia: 2006 Fonte: ISTAT 5,49,93,3maschi 8,816,56,0femmine 6,812,24,4Tasso disoccupazione 70,562,375,0maschi 46,331,154,9femmine 58,446,665,0Tasso occupazione 74,669,377,6maschi 50,837,358,4femmine 62,753,268,8Tasso partecipazione TotaleMezzogiornoCentro Nord

62 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Mercato del lavoro in Italia Nel 2006 è cresciuta loccupazione (dal 57,5 al 58,4), il tasso di disoccupazione è diminuito (da 7,7 a 6,8), è aumentato il tasso di partecipazione (dal 62,4 al 62,7), ma i divari territoriali di occupazione e partecipazione al mercato del lavoro si sono ulteriormente ampliati. Tasso di attività Nord: da 53 a 53,4 Sud: da 43,1 a 42,6 Tasso di occupazione Nord: da 50,7 a 51,4Sud: da 37 a 37,4 Tasso di disoccupazione Nord: da 4,2 a 3,8Sud: da 14,3 a 12,2 (sebbene la riduzione sia stata maggior, in termini assoluti il divario è molto ampio) Fonte: Banca dItalia, Relazione del Governatore, tavola a8.7

63 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Mercato del lavoro in Italia Nel 2006 è sono proseguiti i flussi migratori interni verso il Centro Nord, che sono tornati ad ampliarsi nel corso dellultimo decennio. Questo fenomeno interessa soprattutto i giovani e le persone più istruite. Loccupazione femminile ha ripreso a crescere dopo il rallentamento che aveva caratterizzato il quadriennio precedente. Nellultimo decennio il tasso di occupazione femminile è aumentato dell8%, ma il divario con la media UE, pur essendosi ridotto di circa ¼, resta ancora intono al 10%. Nel 2006 meno della metà della maggiore occupazione alle dipendenze ha assunto la forma di impiego a tempo indeterminato, concentrandosi quasi esclusivamente nel Centro-Nord; oltre ¼ del maggior numero di occupati a tempo determinato era residente nel Mezzogiorno. Fonte: Banca dItalia, Relazione del Governatore

64 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Mercato del lavoro in Italia Nel 2006 lofferta di lavoro è cresciuta a causa sia dellaumento della popolazione residente sia dell aumento del tasso di partecipazione. Tale dinamica è diversa tra Nord (aumento di circa 263 mila persone) e al Sud (riduzione di 53 mila). La maggiore offerta di lavoro è costituita per loltre 80% da cittadini stranieri residenti. Il tasso di partecipazione delle donne è aumentato, ma resta sempre inferiore rispetto a quello maschile (tavola a8.6). E aumentata la crescita della partecipazione per classe di età e si è ridotto il numero di giovani con meno di 25 anni che partecipano al mercato del lavoro (tavola a8.6). Fonte: Banca dItalia, Relazione del Governatore

65 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Mercato del lavoro in Italia Una notevole parte del capitale umano formatosi nelle Università non è impiegato nei processi produttivi. Nel 2006 circa il 30% dei laureati tra i anni non era occupato, una quota doppia rispetto a quella media della UE. Il tasso di non occupazione dei laureati varia tra i diversi gruppi disciplinari: solo il 15% laureati di ingegneria; 45% area umanistico-letterarie. Vi è una diversa dotazione di conoscenze tra Centro-Nord e Mezzogiorno: i quindicenni del Mezzogiorno hanno livelli di apprendimento inferiori a quelli del Centro Nord (dati indagine PISA dellOCSE). Fonte: Banca dItalia, Relazione del Governatore

66 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione Mercato del lavoro in Italia Banca dItalia, Relazione Annuale sul 2006, 31 maggio 2007 Capitolo 8. Il mercato del lavoro ISTAT I diversi mercati del lavoro, Sintesi Rapporto Annuale 2006 p.XX-XXII LItalia in cifre Approfondimenti su Lavoro Stipendi: alzarli al Nord, abbassarli al Sud di R, Querzé, Corriere della Sera, 9 febbraio 2001 Articoli disponibili su: aspttp://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/rassegnaQuotidianaFrame. asp LItalia insegue Eurolandia di R. Bocciarelli e V. Da Rold, Il Sole 24 ore del 16 maggio 2007, p. 6 Draghi: lItalia è in crescita ma vanno tagliate tasse e spese di E. Polidori, Repubblica del 1 giugno 2007 p.2

67 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione In sintesi Il tasso naturale di disoccupazione: La media di lungo periodo o il tasso di disoccupazione di stato stazionario Dipende dai tassi di separazione e ottenimento del lavoro Disoccupazione frizionale Dovuta al tempo necessario a lavoratori e imprese per incontrarsi. Può crescere con i sussidi di disoccupazione. Disoccupazione strutturale Risulta dalla rigidità dei salari: il salario reale è superiore a quello di equilibrio. Cause: salari minimi, sindacalizzazione e salari di efficienza.

68 Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore © Capitolo 6: La disoccupazione In sintesi I connotati della disoccupazione Il comportamento del tasso naturale di disoccupazione (USA) Aumentato dal 1950 ai primi anni 1980 poi è diminuito: Possibili spiegazioni Disoccupazione europea È aumentata sostanzialmente a partire dagli anni Due sono le ipotesi: 1. Eurosclerosi (esistenza di protezioni sociali) e cambiamenti tecnologici che riducono la domanda di lavoro non qualificato 2 Isteresi Disoccupazione in Italia Confronti con paesi OECD. Confronti tra Centro Nord e Mezzogiorno Fotografia del mercato del lavoro in Italia nel 2006.


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