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INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 1 La riforma del 2003 di Fischler Maria Rosaria Pupo DAndrea Istituto Nazionale di Economia Agraria.

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Presentazione sul tema: "INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 1 La riforma del 2003 di Fischler Maria Rosaria Pupo DAndrea Istituto Nazionale di Economia Agraria."— Transcript della presentazione:

1 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 1 La riforma del 2003 di Fischler Maria Rosaria Pupo DAndrea Istituto Nazionale di Economia Agraria - (INEA) Sede regionale della Calabria

2 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 2 Nasce come revisione di medio termine (Mid-Term Review - MTR) di Agenda 2000 Doveva essere una semplice revisione di metà percorso per verificare leffetto delle riforme introdotte nel 1999 In realtà, la proposta contiene novità che vanno ben oltre la semplice verifica La Mid-Term Review si è trasformata in una riforma più incisiva della stessa Agenda 2000, approfondendo il processo di riorientamento degli strumenti e la finalità stessa del sostegno Con un percorso relativamente veloce il 26 giugno 2003 viene approvata la riforma Fischler (Regolamento (CE) n. 1782/2003) La riforma Fischler del 2003

3 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 3 Migliorare la competitività dellagricoltura europea Riorientare la produzione al mercato Promuovere unagricoltura sostenibile e socialmente accettabile Rafforzare lo sviluppo rurale Semplificare il regime di sostegno Rendere la PAC più rispondente agli impegni assunti o da assumere in sede WTO Gli obiettivi

4 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 4 Gli strumenti 1)Disaccoppiamento degli aiuti e istituzione del regime di pagamento unico (RPU) 2)Modulazione degli aiuti diretti 3)Condizionalità degli aiuti diretti La riforma ruota attorno a tre cardini:

5 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 5 La PAC disegnata dalla riforma del 2003 è rappresentata da un sostegno in larghissima parte disaccoppiato legato al possesso della terra sulla quale deve svolgersi lattività agricola, e vincolato al rispetto di standard minimi ambientali, di qualità alimentare, di salubrità dei prodotti agricoli, di benessere degli animali, di gestione dei terreni agricoli (condizionalità) Aiuto non più accoppiato alla produzione ma gli agricoltori sono liberi di produrre/non produrre ricevendo comunque laiuto (nel rispetto della condizionalità) Nel corso di 40 anni si è passati da un aiuto legato a quanto si produce, ad un aiuto legato a cosa si produce, ad un aiuto legato al possesso della terra e alla più generale e ampia definizione di attività agricola (dove per essa si intende anche il mantenimento della terra in buone condizioni agronomiche e ambientali) Il disaccoppiamento

6 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 6 Da produzione orientata ai sussidi dove la scelta di cosa produrre era dettata dallentità degli aiuti che si potevano ottenere a seconda di come veniva ripartita la superficie tra le diverse colture, indipendentemente dalle richieste del mercato anche in assenza di mercato, la produzione realizzata poteva essere venduta allintervento a un prezzo minimo garantito a produzione orientata al mercato dove laiuto è slegato dal prodotto e le decisioni produttive sono determinate dalle condizioni di mercato, data la struttura aziendale e la sua localizzazione geografica Il disaccoppiamento

7 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 7 Il disaccoppiamento Effetti del disaccoppiamento: Riallocazione delle superfici (tra quelle che danno diritto allaiuto) Riduzione della produzione non è necessario produrre per ottenere laiuto la riduzione non è uniforme tra i prodotti e riguarderà soprattutto le produzioni prima orientate allottenimento dei sussidi Effetto sui prezzi la riduzione del prezzo di intervento imposta dalla riforma per alcuni prodotti comporta la riduzione dei prezzi di mercato (e quindi la convenienza a produrre) la riduzione della produzione, a sua volta, determina un aumento dei prezzi (e quindi della convenienza a produrre)

8 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 8 Il disaccoppiamento Miglioramento della qualità Mercato diventa riferimento per le decisioni produttive Impossibile sostenere la concorrenza sulle produzioni di qualità medio-basse (a causa dei nostri più elevati costi di produzione) Necessario puntare sui prodotti di qualità per i quali i consumatori sono disposti a pagare prezzi più elevati (caso dellolio doliva) Mercato regolato da equilibrio tra domanda ed offerta Si riducono le distorsioni dei meccanismi di formazione dei prezzi agricoli Passaggio da sostegno alla produzione (modello accoppiato) a sostegno al reddito dei produttori (modello disaccoppiato)

9 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 9 Il disaccoppiamento Assegna una rendita ai produttori derivante da ciò che hanno fatto in passato (aiuto al passato) Rende il sostegno maggiormente visibile, passa, cioè, dal bilancio comunitario (da consumatori a contribuenti) Esplicita un sostegno già presente, che, proprio per questo, deve essere qualificato agli occhi dei consumatori e dei contribuenti La legittimazione del sostegno avviene attraverso il suo condizionamento ad obiettivi di valorizzazione del ruolo multifunzionale dellagricoltura

10 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 10 Il disaccoppiamento : il RPU Regime di pagamento unico (RPU): contenitore nel quale vengono travasati la maggior parte degli aiuti diretti prima contenuti nelle singole OCM, inquadrandoli in una cornice unica di diritti ed obblighi La riforma ritaglia un ampio ruolo per gli Stati membri chiamati ad operare una serie di scelte per adattare la PAC alle specifiche realtà territoriali Il regolamento di riforma iniziale è il 1782/2003, modificato più volte per integrare nel RPU nuovi prodotti

11 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 11 RPU : aiuti interessati Gli aiuti diretti che confluiscono nel RPU sono: Aiuto alla superficie per seminativi, legumi da granella, riso Aiuto alla produzione per le sementi Indennità ai produttori di patate da amido Premi OCM carni bovine e ovicaprine Aiuti alle regioni ultraperiferiche Pagamenti per foraggi essiccati Premi e pagamenti supplementari OCM latte (tra 2005 e 2007) Aiuti per superficie per il luppolo Aiuti alla produzione olio doliva Aiuti alla produzione tabacco dal 2006 Aiuto alla produzione cotone Aiuti compensativi zucchero }

12 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 12 RPU : entrata in vigore Il RPU è entrato in vigore il 1° gennaio 2005 Tuttavia, gli Stati membri hanno potuto posticipare lavvio del RPU al 2006 o al 2007, dopo un periodo transitorio (periodo transitorio facoltativo) Dei 15 vecchi membri dellUE, 9 paesi, tra cui lItalia, hanno deciso di applicare il RPU partire dal Gli altri 6 hanno applicato il RPU dal 2006

13 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 13 RPU : i massimali nazionali Per ciascuno Stato membro è fissato un massimale nazionale, cioè un tetto allammontare di sostegno a cui ha diritto Il massimale è calcolato in base alla media degli aiuti storici ricevuti da ciascuno Stato in un periodo storico di riferimento Lobiettivo è di stabilizzare la spesa su quanto storicamente maturato Il massimale legittima definitivamente lo status quo sul fronte della distribuzione del sostegno tra paesi

14 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 14 RPU : i massimali nazionali (2007)

15 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 15 RPU : diritti allaiuto Ogni agricoltore che accede al RPU è titolare di un certo numero di diritti allaiuto per ettaro Per ricevere il pagamento dellimporto fissato nel titolo, ogni diritto allaiuto deve essere abbinato ad un ettaro di superficie aziendale

16 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 16 RPU : la riserva Gli Stati membri devono costituire una riserva nazionale di diritti da usare in via prioritaria per attribuire titoli ai nuovi agricoltori e a coloro che si trovano in situazioni particolari (agricoltore che per ben individuati motivi possiede superficie ammissibile ma non diritti o che possiede diritti ma un numero insufficiente di superficie ammissibile) La riserva serve ad attenuare uno dei principali problemi posti dallintroduzione del RPU, cioè quello dellaccesso al regime dei nuovi agricoltori che, non avendo maturato aiuti nel passato, sarebbero esclusi dal regime di aiuti diretti

17 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 17 RPU : le tipologie dei titoli Titoli ordinari Titoli da riserva Titoli di ritiro, derivanti dallobbligo di porre a riposo (set aside) parte della superficie a seminativi (obbligo esistente nella vecchia OCM seminativi) Titoli speciali, attribuiti ai produttori zootecnici che hanno maturato aiuti ma non hanno superficie ammissibile (allevamenti in stalla)

18 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 18 RPU : modello classico e modello regionalizzato Il RPU può essere adottato secondo due varianti: il modello classico o storico applica il disaccoppiamento sulla base degli aiuti ricevuti da ciascuna azienda nel periodo storico di riferimento il modello regionalizzato o forfetario non fa riferimento ai dati storici aziendali ma distribuisce un aiuto forfetario ad ettaro a tutti gli agricoltori della regione interessata Il modello storico è quello originariamente concepito Tra gennaio e giugno 2003 le trattative tra Stati membri e Commissione per lapprovazione della riforma introducono una novità di rilievo: il modello regionalizzato Entrambi i modelli possono essere applicati secondo numerose varianti

19 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 19 Modello storico : i beneficiari Nel modello storico di RPU i beneficiari sono i produttori storici, cioè coloro che nel periodo di riferimento (generalmente ) hanno ricevuto almeno uno degli aiuti diretti che ricadono nel RPU Laiuto è definito a livello aziendale sulla base degli aiuti ricevuti nel periodo di riferimento Tale modello può applicarsi a livello nazionale o regionale In questo secondo caso ogni regione diventa responsabile di un proprio definito ammontare di risorse finanziarie (massimale regionale) e della propria politica

20 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 20 Modello storico : calcolo del diritto allaiuto Ogni agricoltore che accede al RPU è titolare di un diritto allaiuto per ettaro calcolato dividendo limporto di riferimento, cioè la media triennale dei pagamenti complessivamente percepiti dallazienda negli anni di riferimento (generalmente ) per il numero medio di ettari che in quegli anni hanno dato vita a quei pagamenti diretti Il numero medio di ettari definisce il numero totale dei diritti allaiuto di ciascun agricoltore I titoli possono essere trasferiti allinterno dello Stato membro

21 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 21 Modello classico : calcolo del diritto allaiuto annohaAiuti () Azienda X: Importo di riferimento = ( )/3 = Numero medio ettari=(2+4+3)/3=3 ha Lagricoltore avrà diritto a 3 titoli del valore di 733 euro ad ettaro Valore diritto = importo di riferimento/n. medio ettari Azienda Y: annohaAiuti () Importo di riferimento = ( )/3 = Numero medio ettari=(7+5+3)/3=5 ha Lagricoltore avrà diritto a 5 titoli del valore di euro ad ettaro

22 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 22 Modello storico : uso del suolo Per avere diritto al pagamento dellimporto fissato nel titolo, ogni diritto allaiuto deve essere abbinato ad un ettaro di superficie aziendale. La superficie che beneficia del pagamento, cioè quella abbinata al diritto, può essere destinata a qualsiasi attività agricola tranne vite ortaggi e alberi da frutta patate diverse da quelle destinate alla fabbricazione di fecola può non essere utilizzata a fini produttivi ma lagricoltore ha lobbligo di mantenerla in buone condizioni agronomiche e ambientali (concetto ampio di attività agricola) rispettando i requisiti fissati nellambito della condizionalità

23 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 23 Modello regionalizzato (artt ) Il modello regionalizzato presuppone la suddivisione del massimale nazionale in massimali regionali (art. 58) La regionalizzazione permette di calcolare un pagamento forfetario ad ettaro di uguale valore per tutti gli agricoltori della regione Esso è calcolato dividendo il massimale regionale per la superficie regionale ammissibile (superficie investita a colture annuali o a pascolo permanente escluse le superfici destinate a colture permanenti (vite, frutteti e agrumeti), a colture forestali o ad usi non agricoli) (art. 59) Sono interessati dallaiuto tutti gli agricoltori della regione, compresi quelli che non soddisfano i criteri di ammissibilità (perché nel periodo storico di riferimento non avevano ricevuto aiuti diretti)

24 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 24 Modello regionalizzato : calcolo del diritto allaiuto Supponiamo Stato membro con 3 regioni e un massimale nazionale di RegioniMassimale regionale Superficie ammissibile Aiuto/ettaro (/ha) Regione ha400 /ha Regione ha640 /ha Regione ha500 /ha Ogni agricoltore riceverà un numero di titoli pari al numero di ettari ammissibili posseduto nel primo anno di applicazione del RPU, del valore di 400 /ha nella Regione 1; 640 /ha nella Regione 2; 500 /ha nella Regione 3

25 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 25 Modello regionalizzato : criteri La regione può applicare la regionalizzazione su tutto o parte del massimale regionale In questultimo caso il regime assume una forma mista (ed effetti redistributivi differenti) a seconda del criterio di distribuzione: 1. Verticale (per una o più componenti (settori) del massimale) 2. Orizzontale (per quote percentuali di tutto il massimale) 3. Ibrido (che riunisce i criteri verticale e orizzontale) La quota residuale viene distribuita agli agricoltori storici sulla base dei rispettivi riferimenti storici

26 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 26 Modello regionalizzato : uso del suolo Poiché il massimale regionale è distribuito sulla base della superficie ammissibile, nel modello regionalizzato avranno diritto al pagamento forfetario ad ettaro anche i produttori ortofrutticoli che nel modello classico sono invece esclusi, mentre restano escluse le colture permanenti (vigneti, frutteti, agrumeti) perché non rientrano nella superficie ammissibile I diritti stabiliti con il modello regionalizzato possono essere trasferiti solo allinterno della stessa regione o tra regioni aventi diritti per ettaro di pari valore

27 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 27 Effetto redistributivo Il modello regionalizzato attua una redistribuzione degli aiuti tra gli agricoltori della regione interessata (a scapito degli agricoltori dei settori più sostenuti nel passato), ma mantiene la distribuzione storica tra regioni Il modello storico mantiene la distribuzione storica (status quo) tra le aziende (e quindi tra settori e aree) In entrambi i casi la riforma mantiene la distribuzione storica delle risorse tra gli Stati membri Modello storico vs. modello regionalizzato

28 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 28 Nuovi agricoltori Nel modello storico il pagamento unico rappresenta una barriera allingresso di nuovi agricoltori nel settore (non possiedono diritti perché non hanno maturato aiuti nel passato) La riserva serve ad attenuare questo problema distribuendo titoli ai nuovi agricoltori Nel modello regionalizzato il problema è meno accentuato e a carico di chi non possiede superficie ammissibile Produttori ortofrutticoli Nel modello regionalizzato i produttori ortofrutticoli ricevono aiuti (ma non i produttori di vite e alberi da frutto (colture permanenti)) e questo comporta una distorsione della concorrenza a scapito dei produttori ortofrutticoli dei paesi che applicano il modello storico, nel quale lortofrutta non percepisce aiuti Modello storico vs. modello regionalizzato

29 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 29 Ciascuno Stato membro ha potuto decidere di mantenere per seminativi, carni ovicaprine, carni bovine e luppolo il regime di aiuti parzialmente disaccoppiati esistenti prima della riforma (aiuto ad ettaro o a capo di bestiame) Per ciascuno dei quattro prodotti la Commissione ha fissato la % massima di riaccoppiamento e un massimale per ciascun pagamento diretto (sottratto al pagamento unico) Lobiettivo era di fornire uno strumento per mantenere la produzione e scongiurare il rischio di abbandono insito nel disaccoppiamento Disaccoppiamento parziale : articoli bis

30 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 30 Lattuazione parziale annacqua il disaccoppiamento perché mantiene il legame di una parte dellaiuto con la produzione (vengono mantenuti parte degli aiuti ad ettaro o a capo di bestiame esistenti prima della riforma) Il disaccoppiamento parziale è percepito dagli agricoltori come un vincolo alla libertà imprenditoriale Per ottenere le risorse finanziarie storicamente maturate lagricoltore è costretto a realizzare la produzione oggetto daiuto mentre con il disaccoppiamento totale riceve le risorse storiche maturate e ha meno vincoli sulle produzioni da realizzare Il disaccoppiamento parziale è percepito positivamente dai settori a valle dellattività primaria che temono la riduzione della materia prima prodotta localmente Disaccoppiamento parziale : alcune valutazioni

31 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 31 Ciascuno Stato membro ha potuto scegliere di trattenere fino al 10% di ciascuna componente del massimale nazionale per effettuare pagamenti supplementari a favore di specifici tipi di agricoltura ritenuti importanti per tutelare e valorizzare lambiente, o per migliorare la qualità e la commercializzazione dei prodotti agricoli a favore di specifiche tipologie di agricoltura Gli Stati membri hanno deciso i settori interessati dalla trattenuta, le percentuali e le condizioni di ammissibilità. Solo queste ultime possono essere modificate di anno in anno Il ricorso allart. 69 permette di legittimare il sostegno al settore agricolo indispensabile per giustificare il suo mantenimento nel lungo periodo Attuazione parziale : art. 69

32 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 32 Lapplicazione dellart. 69 consente a ciascuno Stato membro di perseguire una propria strategia nazionale di valorizzazione della qualità, dellambiente e della commercializzazione, identificando settori e condizioni di ammissibilità al pagamento che rispondono a specifiche priorità Lobiettivo era di dotare ciascun paese di uno strumento selettivo perpremiare i comportamenti virtuosi degli agricoltori (coloro che si impegnano a fare qualcosa in più) Tuttavia, limpatto dellart. 69 dipende molto dalla capacità degli Stati membri di definire condizioni di ammissibilità realmente selettive Il rischio è di effettuare una partita di giro (sottrarre risorse al pagamento unico per redistribuirle agli stessi agricoltori a cui sono sottratte) senza chiedere nulla in cambio e con laggravante del costo burocratico sostenuto Art. 69 : alcune valutazioni

33 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 33 Gli Stati membri hanno potuto escludere dallambito del RPU alcuni aiuti che continuano ad essere erogati sulla base dei criteri precedenti la riforma (ad esempio aiuto alla produzione per le sementi) Art. 70 : esclusioni facoltative

34 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 34 Aiuti specifici (Titolo IV) Per numerosi prodotti, che nelle aree di produzione rivestono una importanza strategica (economica, sociale o ambientale), è previsto il pagamento di aiuti specifici, cioè di aiuti che mantengono il legame con la produzione e che di, conseguenza, limitano la portata del disaccoppiamento Ad esempio: Grano duro (40 /ha) Colture proteiche (55,57 /ha) Riso (75 /ha) Frutta in guscio (120,75 /ha + 120,75 euro/ha) Colture energetiche (45 /ha) Patate da fecola (66,32 /t di fecola) Cotone (aiuto ad ettaro differenziato per i 3 paesi produttori) Oliveti (aiuto nazionale differenziato per i 5 paesi produttori) Tabacco (aiuto nazionale differenziato per i paesi produttori)

35 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 35 Le riforma di alcune OCM Per tenere conto del ruolo che alcune colture rivestono sugli equilibri socio-economici di determinate aree, gli aiuti diretti di pertinenza delle relative OCM sono stati integrati nel RPU con modalità differenti da quelle standard Per olio doliva, tabacco, luppolo e cotone, entrate nel RPU dal 2006, agli Stati membri è stato lasciato il compito di decidere come integrare gli aiuti nel RPU Per il settore lattiero-caseario la riforma Fischler ha avviato una riforma del settore (dal 2004) che ha istituito gli aiuti diretti, successivamente integrati nel RPU sulla base di scelte nazionali circa i tempi e le modalità di integrazione Per lo zucchero nel 2006 è stata approvata una riforma che lascia agli Stati membri la facoltà di decidere se avviare una più o meno intensa attività di ristrutturazione/diversificazione degli zuccherifici abbandonando la produzione di zucchero e della coltura di barbabietola da zucchero Per ortofrutta e vino sono allo studio proposte di riforma

36 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 36 LOCM latte prima della riforma Fischler LOCM dei prodotti lattiero-caseari si basa su una politica dei prezzi e prevede il controllo della produzione attraverso un sistema di quote di produzione e aiuti per lammasso, il consumo e lo smaltimento della produzione Il regime delle quote è stato introdotto nel 1984 e prorogato a più riprese fino al 2008 Il sistema prevede lassegnazione di quote ai singoli produttori (QRI - Quantitativo di riferimento individuale) nellambito di una quantitativo nazionale di riferimento (QRG - Quantitativo di riferimento globale) che rappresenta il tetto che la produzione non deve superare Se la produzione supera il QRG scattano le multe (prelievi supplementari) a carico dei produttori responsabili dellesubero

37 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 37 La riforma dellOCM latte A partire dal 2004 si è avuta una riduzione dei prezzi istituzionali parzialmente compensata dalla introduzione di pagamenti diretti ai produttori (premi base e pagamenti supplementari) Dal 2007, con possibilità di anticipare al 2005 o 2006, questi pagamenti diretti sono inseriti nel RPU I beneficiari sono chi riceve tali aiuti nel 2007 (o 2005 o 2006) (non riferimento storico ma futuro, con conseguente presumibile pressione sul mercato (prezzo) delle quote per approvvigionarsi di diritti alla data prevista) LItalia ha deciso di introdurre i pagamenti latte nel RPU dal 2006: i beneficiari sono chi ha ricevuto pagamenti nel 2006 i produttori hanno ricevuto un aiuto disaccoppiato (integrato nel RPU) calcolato sulla base della quota aziendale posseduta al 31/3/2006 (blocco affitti) Regime delle quote esteso fino al 2015

38 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 38 Prima della riforma i produttori ricevevano un aiuto direttamenteaccoppiato alla quantità prodotta La riforma Fischler ha dato agli Stati membri la possibilità di far confluire nel RPU almeno il 60% degli aiuti alla produzione del periodo storico di riferimento e di usare la restante parte come dotazione nazionale per erogare aiuti supplementare in favore di particolari categorie di oliveti (completa soppressione dellaiuto alla produzione) LItalia ha optato per il totale disaccoppiamento degli aiuti decidendo di far confluire il 100% degli aiuti storici nel RPU Il 5% del plafond nazionale viene destinato al finanziamento delle attività delle organizzazioni di operatori in favore della qualità, della tracciabilità e certificazione del prodotto, dellambiente La riforma dellOCM olio doliva

39 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 39 Prima della riforma i produttori ricevevano un aiuto direttamenteaccoppiato alla quantità prodotta La riforma Fischler ha dato agli Stati membri la possibilità di far confluire nel RPU almeno il 40% degli aiuti alla produzione del periodo storico di riferimento e di usare la restante parte per erogare aiuti ad ettaro (fino al 2009) LItalia ha optato per il disaccoppiamento parziale degli aiuti 40% aiuti storici nel regime di pagamento unico 60% aiuti storici distribuito come aiuto ad ettaro Per la Puglia si è adottato il disaccoppiamento totale degli aiuti (100% nel RPU) per permettere labbandono della produzione tabacchicola, costituita prevalentemente da varietà levantine ormai fuori dal mercato, e la riconversione verso altre colture Dal 2010 il 50% delle risorse storiche verrà trasferito al II pilastro della PAC (sviluppo rurale) in favore della ristrutturazione La riforma dellOCM tabacco

40 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 40 LOCM zucchero prevede il controllo della produzione attraverso un sistema di quote di produzione nazionali distribuite ai trasformatori (zuccherifici) Il sostegno della produzione primaria (barbabietola) avviene attraverso un sistema di prezzi istituzionali che garantisce loro il pagamento di un prezzo minimo Il regime delle quote è stato introdotto nella campagna 1968/69 e prorogato a più riprese La riforma dellOCM zucchero è lultima in ordine di tempo (2006) La riforma prevede la riduzione dei prezzi istituzionali parzialmente compensata dalla introduzione di un pagamento diretto ai produttori che confluisce nel RPU Schema di riduzione della produzione attraverso un regime volontario di rinuncia alla quota (da parte dello Stato membro) I produttori bieticoli dei paesi che rinunciano a parte della quota nazionale di produzione ricevono un pagamento addizionale accoppiato alla produzione Aiuto alla ristrutturazione e diversificazione per lindustria Sistema delle quote esteso fino al 2014/15 La riforma dellOCM zucchero

41 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 41 RPU : le scelte dei paesi

42 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 42 RPU : confronto tra paesi Quadro eterogeneo nellapplicazione del RPU 11 tra paesi/regioni hanno scelto il modello storico (mantenimento status quo distributivo) 4 tra paesi/regioni hanno scelto il modello ibrido statico (parziale redistribuzione aiuti) 3 tra paesi (Germania Finlandia e Inghilterra) giungeranno gradualmente ad un aiuto forfetario ad ettaro (totale redistribuzione aiuti) attraverso un sistema ibrido dinamico Ampia applicazione del parziale disaccoppiamento (10 paesi/regioni). Uso più moderato dellart. 69 (7 paesi/regioni) Giudizio direttamente legato alla maggiore o minore selettività delle condizioni di ammissibilità

43 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 43 La modulazione degli aiuti diretti Nasce con Agenda 2000 (Regolamento orizzontale n. 1259/1999) in forma volontaria (gli Stati membri decidono se e come applicarla) È stata resa obbligatoria e sottoposta a forte modifica con la riforma Fischler di giugno 2003, dopo ampio dibattito La modulazione riduce gli aiuti diretti di cui una azienda beneficia e sposta le risorse così liberate dalle politiche di mercato (I pilastro) alle politiche di sviluppo rurale (II pilastro)

44 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 44 La modulazione nella riforma Fischler La modulazione approvata con la riforma di giugno 2003: è obbligatoria per gli Stati membri parte dal 2005, con un taglio che va dal 3% al 5% in tre anni (dal 2007 fino al 2012 rimane al 5%) prevede una franchigia sui primi euro di aiuti per ciascuna azienda che agisce successivamente al taglio (viene dato a ciascuna azienda un aiuto aggiuntivo che è pari al 100% del taglio effettuato sui primi euro di aiuti di ciascuna azienda) le risorse tagliate (al netto dellaiuto aggiuntivo) sono destinate allo sviluppo rurale

45 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 45 Modulazione : rafforzamento del II pilastro Le risorse passano allo sviluppo rurale con due diversi criteri: 1 punto percentuale (20% dal 2007) resta nello Stato membro Il resto (80% dal 2007) torna allUE e redistribuito secondo criteri oggettivi (SAU, occupazione agricola e PIL pro capite) Nel complesso (compreso anche laiuto aggiuntivo), ogni Stato membro deve recuperare almeno l80% delle risorse tagliate Possono essere finanziate tutte le misure del piano di sviluppo rurale (PSR) Obbligo di cofinanziamento dello Stato membro Possibilità di applicare una modulazione volontaria (fino al 20%) decisa nellambito delle prospettive finanziarie (limitata a Portogallo e regno Unito)

46 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 46 La riforma Fischler porta ad un rafforzamento della condizionalità Ogni agricoltore beneficiario di pagamenti diretti è tenuto a: rispettare i criteri di gestione obbligatori (CGO) (norme già esistenti) mantenere i terreni agricoli in buone condizioni agronomiche a ambientali (BCAA) (nuove norme) Gli Stati Membri sono obbligati ad applicare la condizionalità I requisiti (standard) devono essere definiti dalle autorità nazionali (regionali) competenti che devono stabilire anche efficaci procedure di controllo e sanzione Il mancato rispetto della condizionalità comporta la riduzione degli aiuti fino al loro completo annullamento La condizionalità nella riforma Fischler

47 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 47 Il sostegno pubblico è condizionato al rispetto di standard ambientali, di sicurezza alimentare, di salute e benessere degli animali e di salute delle piante Soltanto il rispetto di queste norme garantisce il pagamento completo degli aiuti finanziari. Una sorta di scambio tra maggiori vincoli e accesso ai finanziamenti pubblici Lobiettivo dello strumento è di: introdurre nuovi requisiti non (ancora) contemplati dalla legge migliorare il rispetto delle norme legali vigenti Elemento essenziale nella strategia di integrazione ambientale della PAC Il concetto di condizionalità

48 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 48 Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) 19 atti comunitari in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di salute degli animali e delle piante e di benessere degli animali già in vigore Lapplicazione è graduale dal 2005 al 2007 Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA) Hanno il compito di contrastare labbandono delle superfici conseguente al disaccoppiamento degli aiuti, in particolare nelle aree marginali (in vigore dal 1° gennaio 2005) Proteggere il suolo dallerosione Mantenere la sostanza organica del suolo Mantenere la struttura del suolo Assicurare un livello minimo di mantenimento ed evitare il deterioramento degli habitat CGO e BCAA

49 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 49 La condizionalità nellUE Emerge un quadro dellattuazione molto variegato La definizione delle pratiche da rendere obbligatorie per la protezione del suolo e per i terreni non coltivati è stata molto variabile da paese a paese Il processo che ha portato i singoli paesi a definire linsieme delle norme della condizionalità non è stato omogeneo Vi sono differenze molto rilevanti in termini di conoscenza delle problematiche ambientali e di capacità amministrativa di gestione del sistema, oltre che di requisiti richiesti agli agricoltori Molti Stati membri, tra cui lItalia, hanno definito vincoli che le aziende possono soddisfare facilmente per minimizzare i rischi del mancato rispetto degli obblighi e per ridurre i costi amministrativi associati al controllo

50 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 50 Sganciamento del sostegno dalla produzione e riorientamento al mercato Notevole passo avanti anche se … … elementi quali aiuti specifici, attuazione parziale limitano la portata del disaccoppiamento e affievoliscono il passaggio del sostegno dal prodotto al produttore … il disaccoppiamento comporta il rischio abbandono della produzione Risultati attesi dalla riforma Fischler

51 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 51 Semplificazione Notevole passo avanti, ma … … notevole complessità dellavvio dellapplicazione del regolamento 1782/2003 (costruzione e continui aggiornamenti per inclusione nuove OCM nel RPU) … estrema complicazione derivante dalla possibilità di adottare numerose varianti (applicazione regionale, parziale, esclusioni, inizio applicazione) … estrema complessità dei controlli e della gestione del sistema (mercato dei diritti) Risultati attesi dalla riforma Fischler

52 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 52 Flessibilità Nuovo ruolo assegnato agli Stati membri... … da politica meccanicistica e unica a PAC che permette agli Stati membri di adattare la PAC ad obiettivi interni scegliendo gli strumenti e applicabili nel modo più opportuno, nellambito di una cornice di riferimento proposta dallUE. Tuttavia… … scelte non modificabili (in alcuni casi scelte scarsamente coraggiose) … distorsione della concorrenza tra agricoltori per vincoli diversi a seconda del paese/regione (condizionalità, art. 69) Risultati attesi dalla riforma Fischler

53 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 53 Flessibilità (segue) … distorsione della concorrenza tra agricoltori per il diverso trattamento degli aiuti (storico/forfetario, ortofrutta si/no) … rende difficile una lettura omogenea di come si muove la PAC anche allinterno di uno stesso Stato … mette in luce le differenti capacità gestionali degli Stati membri Risultati attesi dalla riforma Fischler

54 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 54 Giustificazione sociale del sostegno (sostenibilità e accettabilità) Condizionalità, lart. 69 e modulazione vanno in questa direzione, ma… … per quanto riguarda i primi due strumenti, molto dipende da quanto stringenti siano i vincoli attuati e la loro effettiva applicazione (efficacia dei controlli) a livello nazionale/regionale … assimilazione del sostegno ad una rendita pura per la parte non legata allattività agricola Risultati attesi dalla riforma Fischler

55 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 55 Giustificazione sociale del sostegno (sostenibilità e accettabilità) (segue) … giustificazione sociale difficile rispetto ad altri settori delleconomia se il sostegno non è efficacemente e visibilmente mirato a premiare i comportamenti virtuosi degli agricoltori La modulazione manda un deciso segnale che gli aiuti non sono immodificabili e garantiti a vita, anche se … … si spostano risorse dal I al II pilastro, ma, comunque, nello stretto ambito della politica per lagricoltura Risultati attesi dalla riforma Fischler

56 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 56 Tra il 2007 e il 2008 sono attese: Riforme delle OCM ortofrutta (la riforma dovrebbe essere approvata entro giugno) e prodotti vitivinicoli (la proposta legislativa sarà presentata il 4 luglio) Health check (controllo sullo stato di salute della PAC) che dovrebbe portare a consistenti aggiustamenti della PAC (in realtà ulteriore revisione interna allagricoltura) Revisione intermedia di tutte le politiche comunitarie, compresa la PAC, nel 2008/09 (decisa nellaccordo sulle prospettive finanziarie ) che disegnerà il peso della PAC dopo il 2013 in relazione alle altre politiche e il suo finanziamento Semplificazione normativa e OCM unica Lagenda futura

57 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 57 Lattuale OCM si basa su misure strutturali e di mercato: Gestione del potenziale viticolo Blocco nuovi impianti fino al 2010 con deroghe: Regolarizzazioni degli impianti abusivi Nuovi diritti di impianto Regime di aiuti alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti Meccanismi di mercato: Distillazioni Aiuti al magazzinaggio privato e allutilizzazione Lattuale OCM vino

58 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 58 Congruo regime di estirpazioni ( ettari in 5 anni pari a circa 12% del vigneto attuale) volontario per i produttori ma obbligatorio per Stato membro, con aiuto decrescente Integrazione delle superfici estirpate nel pagamento unico Abolizione dei diritti di impianto (dopo il 2013) Abolizione di distillazione e aiuti magazzinaggio e utilizzazione dei mosti Mantenimento del regime di ristrutturazione Introduzione di una dotazione nazionale (envelope) Ristrutturazione Contenimento della produzione (vendemmia in verde) Gestione crisi Rafforzamento II pilastro attraverso trasferimenti fondi (simile al tabacco) La proposta di riforma dellOCM vino Obiettivo è riequilibrare il mercato: tutte le superfici

59 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 59 Lattuale OCM si basa su meccanismi di programmazione degli interventi a cura delle OP (Organizzazioni di Produttori) Le OP hanno il compito di programmare, concentrare e qualificare lofferta per adeguarla alla domanda attraverso lelaborazione di un programma operativo (PO) Le OP hanno anche il compito di stabilizzare il mercato attraverso la gestione dei ritiri dal mercato Ortofrutta trasformata Per pomodori, pesche, pere e agrumi destinati alla trasformazione viene concesso un aiuto alla produzione per quantità di materia prima Laiuto è versato alle OP che poi lo trasferiscono ai produttori Lattuale OCM ortofrutta

60 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 60 Rafforzamento del ruolo OP Crisi di mercato gestite da OP (cofinanziate con fondi comunitari) Ortofrutta trasformata nel pagamento unico (come integrare a scelta Stato membro) Estensione della condizionalità agli ortofrutticoltori che ricevono aiuti diretti Misure ambientali nei PO (almeno 20%) Misure di promozione del consumo La proposta di riforma dellOCM ortofrutta

61 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 61 Abolizione dei diversi tipi di titoli del RPU Aumento del tasso di modulazione obbligatoria (dal 5% al 10%) Abolizione di tutti gli aiuti ancora accoppiati (disaccoppiamento parziale, art. 69, titolo IV e eccezioni) Abolizione del modello storico degli aiuti (distinti per azienda) in favore di pagamenti forfetari (uguali per tutti) Tetti e soglie minime agli aiuti Health check e revisione (1)

62 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 62 Modalità di abolizione delle quote latte dal 2016 (atterraggio morbido) Revisione delle misure di mercato (intervento, ammasso, restituzioni alle esportazioni) Eliminazione del set aside Revisione dei meccanismi di finanziamento della PAC (cofinanziamento?) Health check e revisione (2)

63 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 63 RPU : post ?

64 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 64 Semplificazione tecnica (?) 1)Revisione dei regolamenti per eliminare carichi amministrativi e spese inutili a carico di agricoltori e amministrazioni 2)OCM unica - Regolamento unico per creare un unico quadro di riferimento per le misure di mercato settoriali (intervento, ammasso, scambi, commercializzazione). Teoricamente una riorganizzazione e risistemazione della normativa per sostituire 21 OCM con una OCM unica. Nei fatti si prospettano anche cambiamenti delle politiche Primo passo verso effettiva semplificazione? Si rendono evidente le forti differenziazioni esistenti tra i meccanismi di mercato dei diversi prodotti, per poi renderli omogenei (e semplificare) in futuro Semplificazione e OCM unica

65 INEA – Osservatorio sulle Politiche Agricole dellUE 65 Semplificata, sia dal punto di vista tecnico che politico (health check, semplificazione e OCM unica) Finanziariamente ridimensionata? Dalla revisione del bilancio del 2009 verranno forti pressioni per ridurre drasticamente le risorse finanziarie per il settore Queste pressioni potranno essere contrastate solo presentando una PAC realmente orientata a premiare comportamenti virtuosi e riqualificata agli occhi dei cittadini, consumatori e contribuenti Dopo il 2013 potrebbe prendere corpo un ulteriore e più deciso spostamento di risorse ed enfasi verso lo sviluppo rurale Quale PAC in futuro?


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