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Levoluzione del pensiero economico Differenza fra scienze sociali e scienze esatte: non cè un progresso lineare e continuo Gli economisti di cui parleremo.

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1 Levoluzione del pensiero economico Differenza fra scienze sociali e scienze esatte: non cè un progresso lineare e continuo Gli economisti di cui parleremo sono tutti importanti nella storia del pensiero, ma non parleremo di tutti gli economisti importanti nella storia del pensiero! La selezione è funzionale ai temi affrontati nel corso Riferimenti bibliografici aggiuntivi al Bowles : –http://cepa.newschool.edu/net (in inglese)http://cepa.newschool.edu/net –Screpanti&Zamagni Storia del pensiero economico, il Mulino, Bologna (in italiano)

2 Adam Smith ( )

3 Concorrenza e coordinamento Il problema centrale delleconomia è il coordinamento: in che modo la società può coordinare le attività indipendenti di molti attori economici? La divisione del lavoro è la chiave del coordinamento perché crea interdipendenza Razionalità ed egoismo: linteresse individuale genera coordinamento nel mercato se i diritti sono ben definiti e cè concorrenza (cfr. Hobbes e la necessità dello stato) Mano invisibile: mercati concorrenziali guidano leconomia verso il miglior uso delle risorse naturali ed umane Stato minimo e laissez-faire (ma con eccezioni)

4 Egoismo, scambio e ordine spontaneo La propensione a SCAMBIARE è naturale negli esseri umani e deriva dal desiderio di persuadere e di essere approvati. Linteresse egoistico PUÒ ESSERE congruente con il benessere sociale Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Noi non ci rivolgiamo alla loro umanità. Ma al loro egoismo e con loro non parliamo mai delle nostre necessità, ma dei loro vantaggi (R.d.N, vol.I) Legoismo individuale genera sviluppo e ordine sociale come risultato non-intenzionale – ordine spontaneo NB: per funzionare legoismo deve essere prudente e moderato

5 La mano invisibile … chiunque impieghi il suo capitale per sostenere lattività produttiva interna si sforza necessariamente di dirigere tale attività in modo tale che il suo prodotto sia il massimo possibile. […] egli non intende, in genere, perseguire linteresse pubblico, né è consapevole della misura in cui lo sta perseguendo. […] EGLI MIRA SOLO AL PROPRIO GUADAGNO ED È CONDOTTO DA UNA MANO INVISIBILE A PERSEGUIRE UN FINE CHE NON RIENTRA NELLE SUE INTENZIONI. Né il fatto che tale fine non rientri sempre nelle sue intenzioni è sempre un danno per la società. Perseguendo il suo interesse, egli spesso persegue linteresse della società in modo molto più efficace di quando intende effettivamente perseguirlo. (Adam Smith, La Ricchezza delle Nazioni, Libro IV, Cap.2)

6 Smith: divisione del lavoro La causa principale del progresso nelle capacità produttive del lavoro, nonché della maggior parte dell'arte, destrezza e intelligenza con cui il lavoro viene svolto e diretto, sembra sia stata la divisione del lavoro. Lesempio della fabbrica di spilli dellEnciclopedia di DAlambert Quando tutta l'attenzione delle menti è indirizzata verso un unico scopo, è molto più probabile che si scoprano metodi più semplici e rapidi per raggiungerlo, che non quando l'attenzione è dispersa fra una grande varietà di cose. Ora, in conseguenza della divisione del lavoro, l'intera attenzione di ogni uomo viene indirizzata verso un unico oggetto molto semplice. È dunque naturale aspettarsi che, tra coloro che sono impiegati in un singolo ramo di attività, qualcuno possa escogitare metodi più semplici e rapidi per svolgere il suo lavoro, sempre che la natura del compito consenta tali miglioramenti (R.d.N., Libro I)

7 Per Smith sono tre le ragioni per cui lapprofondimento della divisione del lavoro fa aumentare la sua produttività, 1)aumentando labilità del lavoratore-specialista, 2)riducendo i tempi morti che inevitabilmente ci sarebbero nel passaggio da una mansione ad unaltra 3) riducendo il lavoro ad operazioni sempre più semplici e permettendo lutilizzo di macchine che riproducono queste semplici operazioni Smith: vantaggi dalla divisione del lavoro

8 Con lo sviluppo della divisione del lavoro, l'occupazione della stragrande maggioranza di coloro che vivono di lavoro, cioè della gran massa del popolo, risulta limitata a poche semplicissime operazioni, spesso una o due. Ma ciò che forma l'intelligenza della maggioranza degli uomini è necessariamente la loro occupazione ordinaria. Un uomo che spende tutta la sua vita compiendo poche semplici operazioni, i cui effetti oltretutto sono forse sempre gli stessi o quasi, non ha nessuna occasione di applicare la sua intelligenza o di esercitare la sua inventiva a scoprire nuovi espedienti per superare difficoltà che non incontra mai. Costui perde quindi naturalmente l'abitudine a questa applicazione, e in genere diviene tanto stupido e ignorante quanto può esserlo una creatura umana (R.d.N., Libro V) Smith: vantaggi dalla divisione del lavoro Anticipa il concetto di alienazione

9 Karl Marx ( )

10 Marx: comando e potere Il capitalismo è un sistema economico straordinariamente produttivo rispetto ai precedenti Il potere e il controllo sono ingredienti essenziali del funzionamento del mercato Lo scambio di mercato non è solo volontario, può essere espressione di sfruttamento Gli individui formano gruppi, o classi (definite in base alla relazione rispetto ai mezzi di produzione) Concorrenza verticale o di classe Presenza di disoccupazione strutturale esercito industriale di riserva Il capitalismo è un ostacolo al pieno sviluppo del potenziale produttivo di una società perché il conflitto fra padroni e lavoratori preclude ladozione di nuove tecnologie Importanza del cambiamento: il capitalismo genera forze (endogene) di cambiamento

11 I teorici della rivoluzione marginalista William Stanley Jevons Theory of Political Economy (1871) Carl Menger Principles of Economics (1871) Leon Walras Elements of Pure Economics (1874 – 1877)

12 Razionalità ed economia Lipotesi fondamentale dellapproccio marginalista è che gli agenti economici sono razionali Razionalità = scelta in base ad un criterio e coerenza nel seguire il criterio In economia il criterio di riferimento è il perseguimento del proprio benessere/della propria utilità e il comportamento razionale consiste nel massimizzare il proprio benessere/la propria utilità Dal 1870 in poi il criterio di razionalità è stato interpretato e formalizzato come criterio di scelta al margine (da cui, approccio marginalista)

13 Razionalità come scelta al margine Esempio: sono uno studente di questo corso, mi conviene studiare unora in più per lesame? In altre parole, mi conviene variare al margine il mio impegno nello studio? Per saperlo, uno studente razionale applicherebbe la regola marginalista o ragionamento marginale: confronterebbe i costi e i benefici derivanti da una variazione marginale dellimpegno Variazione marginale: piccolo cambiamento incrementale rispetto ad una data quantità e ad un dato piano di azione La regola marginalista comporta che una scelta venga compiuta se: BM > CM Dove: BM= beneficio marginale; CM= costo marginale

14 La regola marginalista: analisi grafica In qualsiasi problema economico il massimo benessere si trova quando il beneficio marginale di una certa azione uguaglia il suo costo marginale. Problema: quanto acquistare del bene x? Beneficio ottenuto da x b(x) Beneficio marginale di x (Prezzo di riserva) Prezzo unitario di x p Costo di x c(x) = px Costo marginale di x CM(x) = p Beneficio netto totale ottenuto da x: b(x) – c(x) Beneficio netto marginale di x: BM(x) – CM(x) Il beneficio netto totale è massimo quando si acquista x* t.c. BM(x) = CM(x) Prezzi di riserva

15 Concetti-chiave utilità marginale (cardinale) soddisfazione dei bisogni allocazione delle risorse massimizzazione del piacere e minimizzazione del dolore equilibrio economico.

16 Economia marginalista vs. Economia classica Economia MarginalistaEconomia classica Problema centrale: allocazione ottima di risorse scarse; equilibrio economico (statica) Problema centrale: crescita economica; distribuzione come causa di sviluppo (dinamica) I soggetti sono agenti economici razionali; massimizzano lutilità I soggetti sono classi sociali con interessi contrapposti Teoria del valore soggettivistica (primato del consumo): utilità marginale (decrescente) Teoria del valore oggettivistica: Costo di prod.; lavoro contenuto

17 Alfred Marshall

18 political economy o economic science ? Per primo usa il termine economics: leconomia è una scienza. E affine non tanto alle scienze fisiche quanto a quelle storico-sociali e, tra quelle naturali, alla biologia. Ritiene che tra economia classica ed economia marginalista non ci sia discontinuità metodologica. La nuova teoria è neoclassica Metodo complesso: combinazione di rigore logico-analitico e di ricorso allesperienza storica. Riteneva utile luso della matematica, ma solo per la statica economica. I concetti economici devono essere espressi in un linguaggio semplice e accessibile. Lanalisi economica deve servire a interpretare la realtà. metodo del caeteris paribus o analisi di equilibrio parziale: far variare un elemento solo alla volta e osservarne le conseguenze: statica comparata.

19 Vilfredo Pareto

20 Tre contributi fondamentali Concetto di utilità ordinale: un consumatore può valutare se il suo benessere migliora o peggiora per effetto di una scelta, ma non di quanto migliora/peggiora Identificazione di un criterio per lallocazione delle risorse – il criterio paretiano Identificazione di una regolarità empirica sulla distribuzione del reddito – il principio (o la distribuzione) di Pareto

21 Criterio paretiano ed efficienza paretiana Il criterio di Pareto afferma quanto segue: Unallocazione A è superiore a unaltra allocazione B, se almeno un soggetto preferisce A a B e nessuno preferisce B ad A (e viceversa). Unallocazione A è superiore a unaltra allocazione B, se in A tutti stanno altrettanto bene che in B e almeno uno sta meglio in A che in B oppure Non tutte le allocazioni sono Pareto Ordinabili A = (10, 3, 7) B = (10, 2, 7) C = (9, 5, 16)

22 Un'allocazione è efficiente (ottima) nel senso di Pareto se non ne esiste un'altra che sia migliore sulla base del principio di Pareto; cioè, se non è possibile migliorare il benessere di qualcuno senza peggiorare quello di qualcun altro Criterio Paretiano (da W. Pareto)

23 Il criterio paretiano come criterio di allocazione delle risorse Utilità di Eugenio Utilità di Giuseppe a g h b d c e

24 Friedrich August von Hayek (1899 – 1992)

25 Il ruolo cruciale dellinformazione nelleconomia Le informazioni rilevanti per massimizzare il benessere sociale sono disperse nelleconomia (possedute dai singoli agenti economici) Lo scambio di mercato, attraverso la formazione dei prezzi, è lunico sistema in grado di rivelare correttamente tali informazioni "il meraviglioso sistema dei prezzi è un meccanismo perfetto per comunicare informazioni con la velocità del vento anche nelle regioni più remote Un pianificatore centralizzato (anche se ben intenzionato) non disporrebbe mai di tutta linformazione necessaria a massimizzare il benessere sociale Il ruolo dello stato dovrebbe essere limitato al mantenimento dello stato di diritto, con il minimo possibile intervento Diventato unicona del conservatorismo (e di Margareth Thatcher e Ronald Reagan), non si dichiarava però conservatore

26 Joseph Schumpeter ( )

27 Imprenditori, Innovazione e Cambiamento Lo sviluppo è dovuto allattività dellimprenditore Centrale è la figura dellimprenditore innovatore Limprenditore non dovrebbe essere giudicato da quanti profitti riesce a fare ma da quanto innovazione riesce a creare Se i mercati sono liberi e la concorrenza è garantita le due cose coincidono

28 Concorrenza, monopolio e ciclo La concorrenza dinamica (distruzione creatrice concorrenza sui prezzi) induce le imprese a cercare di ottenere monopoli attraverso linnovazione e, per questa via, genera continuo cambiamento La produzione su larga scala facilita la realizzazione di innovazioni: le grandi imprese tendono a dominare leconomia capitalista (accumulazione creatrice) Il capitalismo comporta cicli di espansione (20-30 anni) e successivo ristagno delleconomia, connessi con le dinamiche innovative grappolisciamiIl flusso di innovazione non è continuo: linnovazione avviene agrappoli o sciami. Questo determina la fase ascendente del ciclo economico. Quando le innovazioni si diffondono, inizia la fase discendente del ciclo.

29 John Maynard Keynes

30 Keynes e il funzionamento dei mercati Il contributo principale di Keynes è quello di aver posto laccento sullimperfezioni dei mercati Il funzionamento sempre efficiente e perfetto dei mercati non solo è un utopia, ma è (al pari del comunismo) un utopia pericolosa Limperfezioni e la incompletezza dei mercati rendono necessario lintervento pubblico in economia Le sue idee sul funzionamento non sempre efficiente dei mercati finanziari riprese da alcuni economisti di scuola keynesiana successivamente si sono rivelate profetiche nellultima crisi economica

31 Disoccupazione e intervento statale La disoccupazione non è soltanto un fenomeno volontario Cfr. economia neoclassica, in cui la disoccupazione è sempre solo volontaria perché il meccanismo di domanda&offerta tende ad equilibrare il mercato La disoccupazione non volontaria dipende da una carenza di domanda e può pertanto essere mitigata con un aumento dei salari che comporta un aumento della domanda (e quindi della produzione) Lintervento pubblico può aiutare leconomia capitalistica se assume la forma di un aumento della domanda totale delleconomia

32 Ronald Harry Coase

33 Perché esistono le imprese? Leconomia neoclassica tratta le imprese come un dato e come una black box, la cui struttura interna non è rilevante Non consente di spiegare perché tutta leconomia non è, in effetti, organizzata attraverso scambi di mercato fra soggetti indipendenti, ma anche attraverso relazioni di autorità (nellimpresa) Coase spiega che limpresa esiste perché…conviene! costo di organizzare la produzione attraverso la gerarchia dellimpresa < costo di organizzare la produzione attraverso molteplici scambi di mercato

34 Il Teorema di Coase I fallimenti del mercato possono essere curati senza intervento dello stato se - i diritti di proprietà sono attribuiti in modo non ambiguo fra le parti - se non è troppo costoso contrattatore Quando scrive larticolo che espone questa conclusione intende criticare le conclusioni raggiunte da un altro economista – Pigou – che indicava la necessità di un intervento statale sotto forma dellimposizione di tasse quando si verifica unesternalità (la tassa punisce chi causa lesternalità, inducendolo ad eliminarla)

35 Il teorema di Coase: esempio numerico Danneggiante potenziale –Può arrecare un danno di 50 –Può prendere precauzioni ad un costo di 30 Vittima –Non può prendere precauzioni Se il diritto di arrecare il danno è attribuito al danneggiante, la vittima può pagare una cifra compresa fra 30 e (50 – e) al danneggiante per indurlo ad installare i filtri; Se il diritto a non subire il danno è attribuito alla vittima, il danneggiante pagherà 30 per installare il filtro invece di pagare un risarcimento di 50 Un accordo mutuamente vantaggioso sarà raggiunto ogni volta che esiste La distribuzione dei diritti di proprietà influisce sulla distribuzione del benessere

36 Douglass North

37 Istituzioni e sviluppo Approfondisce lanalisi dei costi di transazione Istituzioni come vincoli formali (come le leggi) o informali (che, dice, sono «parte di uneredità che si chiama cultura») concepiti dagli uomini per regolare linterazione sociale Feedback fra organizzazioni e istituzioni: le istituzioni influenzano il funzionamento delle organizzazioni e vice- versa I feedback fra organizzazioni e istituzioni influenzano le possibilità di sviluppo dei diversi paesi

38 Amartya Sen

39 Equità, capabilities e altruismo Importanza dellequità: il benessere non si misura soltanto con il reddito, ma con le capabilities, capacità di fare Legoismo non è lunica motivazione dellagire umano: altruismo e moralità sono altrettanto importanti Leconomia delle carestie: le carestie non dipendono dalla carenza di cibo, ma dalla distribuzione diseguale del reddito e del potere in un contesto di governo non democratico

40 Comparazione fra prospettive economiche/1

41 Comparazione fra prospettive economiche/2


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