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Figura 8-2: Equilibrio interno (II), equilibrio esterno (XX) e le quattro zone del disagio economico Le opzioni di politica economica 1.

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1 Figura 8-2: Equilibrio interno (II), equilibrio esterno (XX) e le quattro zone del disagio economico Le opzioni di politica economica 1

2 Grado di aggiustamento del tasso di cambio e inflazione –Nel discutere su come il saldo delle partite correnti sia determinato nel modello DD-AA, abbiamo assunto che variazioni del tasso di cambio nominale generino nel breve periodo variazioni proporzionali del tasso di cambio. –Grado di aggiustamento (pass-through) Si tratta della percentuale di aumento dei prezzi dei beni dimportazione a seguito di un deprezzamento pari all1% della valuta domestica. –Nel modello DD-AA, il grado di aggiustamento è1. Laggiustamento dei tassi di cambio può essere incompleto a causa della segmentazione del mercato internazionale. –Variazioni del tasso di cambio hanno effetti meno che proporzionali sui prezzi relativi che determinano i volumi di scambi. Aggiustamento graduale e dinamica delle partite correnti 2

3 AA 1 DD 1 Figura 9-1: gli effetti di una caduta della domanda di esportazioni AA 2 DD 2 AA 1 DD 2 DD 1 E2E2 2 Y2Y2 Y2Y2 Produzione, Y Tasso di cambio, E (a)Regime a cambi flessibili Produzione, Y Tasso di cambio, E (b) Regime a cambi fissi Y1Y1 E1E1 1 Y1Y1 E 1 1 Y3Y3 3 Export e cambio 3

4 IL sistema di Bretton Woods e il Fondo Monetario Internazionale Il Fondo Monetario Internazionale (IMF) –Nel Luglio del 1944, i rappresentanti di 44 paesi si incontrarono a Bretton Woods, nello New Hampshire, per introdurre un sistema di cambi fissi. –Tutte le valute avevano un tasso di cambio fisso nei confronti del dollaro ed il prezzo in dollari delloro era fissato (35$ loncia). –Era inteso a fornire prestiti a favore di paesi caratterizzati da un disavanzo delle partite correnti. –Richiedeva la convertibilità delle valute. 4

5 Convertibilità –Valuta convertibile Una valuta che può essere liberamente scambiata con le altre valute. –Esempio: il dollaro statunitense e quello canadese divennero convertibili nel Un residente canadese che acquistasse dollari statunitensi poteva usarli per fare acquisti negli USA oppure venderli alla Banca del Canada. –Gli accordi FMI richiedevano la convertibilità solo sulle transazioni correnti. Il sistema di Bretton Woods e il Fondo Monetario Internazionale 5

6 Fondo monetario internazionale (1/4) Statuto 1944_Art. 1 : –Dare disponibilità finanziari ai membri –Consentendo loro di correggere gli squilibri delle loro bilance dei pagamenti senza ricorrere a misure distruttive della prosperità nazionale e internazionale Con che modalità? Tre fonti di opposizione: -La US_Finance temeva che US potesse essere essere per molto tempo il solo paese creditore (alto costo delle posizione di riserva ) -La US_Finance temeva la moral hazard dei paesi debitori -La US_Finance temeva di essere sottoposta ad altri controlli valutari 6

7 Fondo monetario internazionale (2/4) Keynes (UK) e White (US) cui fu richiesto di disegnare la struttura istituzionale del sistema dei pagamenti e del FMI si orientarono alla costituzione di un ente dicontrollo del sistema finanziario avevano visioni diverse: Keynes : simmetria nei flussi debito e credito; bancor _unit. pagamento White : autonomia nei finanziamenti; unitas_ unit.contabile Keynes: ente di governo autonomo dai governi White: ente finanziario con Board of Director di nomina governativa 7

8 Obiettivi e struttura del FMI –Laccordo alla base del FMI definisce un grado di flessibilità sufficiente a consentire ai paesi di conseguire lequilibrio esterno senza sacrificare gli obiettivi di carattere interno né il tasso di cambio fisso. –Due elementi contribuivano a promuovere la flessibilità nellaggiustamento estero: accesso ai prestiti del FMI –La cosiddetta discrezionalità del FMI consiste nella vigilanza sulle politiche attuate dai paesi membri che sono in posizione fortemente debitoria nei confronti del Fondo. Aggiustamento delle parità Il sistema di Bretton Woods e il Fondo Monetario Internazionale 8

9 Fondo monetario internazionale (3/4) FMI più simile a una cooperativa di credito che a un organo di creazione di liquidità –Art. VI dello statuto (1944): divieto di FMI di prestare fondi a fronte di deflussi di capitale quale che ne fosse la natura La crescita del volume del commercio internazionale e la posizione di disavanzo US favorirono il generale ritorno alla convertibilità le risorse del FMI non risultarono più essere adeguate, occorreva un ridisegno dellente – protratto dal 1958 (gab) a modifica statuto: 1968 (Dsp) QUALI SONO LE RADICI DEI LIMITI IN EVIDENZA NEGLI ANNI 60? 9

10 BW_fiat standard note I (1/3) Le politiche monetarie assunte durante il trentennio avevano portato a 3 insegnamenti: -1. Il gold standard – era obsoleto -la regola del ripristino non era più applicabile (crisi £ 25 ) -2. Il gold exchange standard – era instabile -Richiedeva la cooperazione tra governi (acc. tripartito 36 ) -3. la teoria economica aveva compiuto una rivoluzione - si era passati dalle definizione delle regole del mercato ai principi di politica economica dei governi 10

11 BW_fiat standard esito I (2/3) Ruolo (debole/asimmetrico) della politica monetaria: le regole internazionali (regime di cambio) non deve costituire un vincolo alla politica interna – (NB. lintervento condizionale sulle p.e del paese debitore in ragione della tutela sulle risorse date in prestito dal FMI fu introdotta negli anni Settanta) –Nell Articles of Agreement non vi è definizione del vincolo di squilibrio fondamentale posto a vincolo della convertibilità delle valute aderenti allaccordo 11

12 BW_fiat standard limite I (3/3) Controllo della domanda aggregata ai fini della stabilizzazione del ciclo –(obiettivo di pieno impiego) (tutela del lavoro) tutelato da leggi (fino agli anni Ottanta) in US, Australia, Canada, Uk, Svezia, It… Debole efficacia delleconomia monetaria in uneconomia aperta: trilemma R. Mundell (1963) Obiettivi: politiche discrezionali, cambi fissi, mobilità dei capitali sono impossibili da perseguire contemporaneamente vengono sacrificati – CERTO il terzo, MOLTO il secondo 12

13 BW_riserve obbligatorie II La regolazione fine della liquidità presuppone la definizione di obiettivi operativi di indicatori di riferimento –Si definiscono politiche di piano … indirizzate anche per mezzo del credito (sia in termini di assetto strutturale del sistema finanziario nazionale – tra cui nazionalizzazione delle Bc; sia per mezzo di interventi di breve perdiodo –Si introducono (su modello Fed-US) obblighi di riserva obbligatoria (in It. 1947) 13

14 The open economy trilemma

15 Le opzioni di politica economica nel sistema di Bretton Woods Al fine di descrivere i problemi che affrontava un paese (diverso dagli Stati Uniti) nel perseguire lequilibrio esterno ed interno nellambito del sistema a cambi fissi di Bretton Woods, si assuma che: R = R* 15

16 Il mantenimento dellequilibrio interno –Se P* ed E sono fissati, lequilibrio interno è in piena occupazione –Gli investimenti sono costanti –La condizione di equilibrio interno: Y f = C(Y f – T) + I + G + CA(EP*/P, Y f – T) (8-1) Le opzioni di politica economica nel sistema di Bretton Woods 16

17 Il mantenimento dellequilibrio esterno –In che modo gli strumenti di politica economica influenzano lequilibrio esterno di uneconomia? Assumiamo che il governo abbia un livello obiettivo, X, di avanzo delle partite correnti. Lequilibrio esterno richiede che il governo gestisca la politica fiscale ed il tasso di cambio in modo che: CA(EP*/P, Y – T) = X (8-2) –Per mantenere il saldo del partite correnti al livello X, il governo, allorché svaluta la moneta, deve espandere la spesa pubblica o ridurre le tasse. Le opzioni di politica economica nel sistema di Bretton Woods 17

18 Equilibrio interno e esterno nel sistema di Bretton Woods Flussi speculativi di capitali e crisi –Gli avanzi e disavanzi delle partite correnti assunsero un significato ulteriore nel contesto di una accresciuta mobilità dei capitali. In base allaccordo FMI, i paesi con un ampio e persistente disavanzo delle partite correnti potevano essere sospettati di trovarsi in disequilibrio strutturale. I paesi con sostanziosi avanzi delle partite correnti potevano essere visti dal mercato come possibili candidati per una rivalutazione. 18

19 Politiche macroeconomiche e saldo delle partite correnti Curva XX –Mostra le combinazioni di tasso di cambio e livello di produzione per le quali il saldo delle partite correnti CA è uguale ad un dato livello desiderato. –E inclinata negativamente in quanto un aumento del livello di produzione incoraggia la spesa in beni di importazione e quindi peggiora il saldo delle partite correnti (se non è accompagnato dal deprezzamento della valuta). –E meno inclinato della curva DD. 19

20 Allentamento fiscale (G o T ) Tasso di cambio, E XX II Figura 8-3: Politiche per il conseguimento dellequilibrio interno ed esterno 1 3 Svalutazione che induce lequilibrio esterno ed interno 2 4 Espansione fiscale che induce lequilibrio esterno ed interno Le opzioni di politica economica nel sistema di Bretton Woods 20

21 Figura 6-17: linfluenza delle politiche macroeconomiche sul saldo delle partite correnti Produzione, Y Tasso di cambio, E AA YfYf E1E1 1 DD XX Politiche macroeconomiche e saldo delle partite correnti 21

22 BW_progetto vs realtà III (1/4) Con BW stati/governi assumono un potere di emissione totale che cosa garantisce (gli elettori) da percorsi di abuso? –La memoria delle svalutazioni competitive…. –FRENA i Riallineamenti: UK 1949; F e 1967; Germania 1961; 1969 –Il $ rimane fermo a 35 dollari per oncia fino al Si attua di fatto un regime di tassi di cambio fissi con base $ convertibile in oro –Questo fa si che solo la politica Us abbia autonomia monetaria (asimmetria) 22

23 BW_progetto vs realtà III (2/4) Chi/cosa da coerenza al sistema? [di fatto] tre modi operativi: –Base monetaria ( buona correlazione tra canale esterno e interno ); R inversamente correlato con andamenti delle riserve –Squilibri tra pol. monetaria e in pol. fiscale (molto rari) –Economia US accetta il ruolo di locomotiva ( iniziale dollar shortage ) squlibrio strutturale nella BP ( dilemma di Triffin,

24 BW_progetto vs realtà III (3/4) Crescita del dopoguerra & patto sociale 50 - bassi salari & investimenti freno degli investimenti & spesa pubblica 70 – bassa produttività, alti salari & welfare Vedi fotocopie lez. 16/05: tab es. Carli, Relazione BI 1974 (fotocopie p. 287) Difendere il cambio significa rompere il patto sociale 24

25 BW_progetto vs realtà III (4/4) fotocopie lez. 16/05 > fig. 5.2 p. 288 G : disavanzo di bilancio inflazione disoccupazione La staglazione (così come grande depressione) portano a modifica delle percezioni: in teoria e in prassi 25

26 New_standard & PdA (1/4) La crisi degli anni 70 si apre in 4 linee evolutive: –Ripristino della convertibilità ( oro – a valori minori ) –Ancoraggio al fiat standard ( scissione mezzo di pagamento unita di conto ) –liberalizzazione totale della produzione i moneta ( vincoli a offerrta M s ; congelamento base monetaria) –Incoerenza temporale (credibilità di Bc) 26

27 New_standard & PdA (2/4) Le linee 3 e 4 trovano un punto di incontro nei primi anni 80 per -insuccesso della 3 (Freedman…US, UK)e per il suo mutare in prassi obiettivi intermedi dichiarati da Governo e Bc -affermazione aspettative e – incoerenza temporale delle moneta -nuovi prodotti finanziari (titoli indicizzati… obbligazioni di banche e assicurazioni, derivati ) MA se il conservatorismo del Bc ha un prezzo la semplice delega non basta occorre regola (istituzione) > PdA 27

28 New_standard & PdA (3/4) Nuovo assetto- nuove regole – PdA –Per mezzo di leggi (G) e/o di prassi (It) ma soprattutto US _ politica monetaria della FED –Volker attua ( e mantiene) restrizione monetaria di 10 punti linflazione in UE passa da 2 cifre a 1 cifra La prassi Obiettivi intermedi definita da autorità Gov- Bc è sostituita da annuncio (gov-bc) e asta 28

29 New_standard & PdA (4/4) La riduzione dellinflazione ha permesso di salvare il fiat- standard a condizione di evoluzione del sistema finanziario o VICEVERSA ? centralità del ruolo della Bc come garante della credibilità verificata dal mercato: - stabilità dei prezzi - mercati dasta (maggiore ruolo delle borse valori) nuovo processo_istituzionale: lez. 16/5 tab. 5.6 p

30 Bretton Woods La debolezza del sistema di Bretton Woods convinse molti economisti, prima del 1973, a richiedere l'adozione di cambi flessibili sulla base di tre argomenti: –i cambi flessibili avrebbero offerto ai paesi una maggiore autonomia nella gestione delle loro economie –i cambi flessibili avrebbero eliminato le asimmetrie del sistema di Bretton Woods –i cambi flessibili avrebbero eliminato rapidamente glisquilibri fondamentali. 30

31 Simmetria –I cambi flessibili rimuovono le due asimmetrie fondamentali del sistema di Bretton Woods e consentono: alle banche centrali di determinare il livello di offerta di moneta nazionale agli Stati Uniti di godere delle stesse opportunità degli altri paesi in termini di possibilità di influenzare il proprio tasso di cambio Le ragioni a favore dei cambi flessibili 31

32 I tassi di cambio come stabilizzatori automatici –Sistemi a cambi flessibili eliminano rapidamente quei disequilibri strutturali che erano stati alla base di deviazioni dalla parità e di attacchi speculativi nel sistema a cambi fissi. La figura seguente mostra come una caduta temporanea della domanda di esportazioni di un paese riduca maggiormente la sua produzione in un regime a cambi fissi, che non in uno a cambi flessibili. Le ragioni a favore dei cambi flessibili 32

33 AA 1 DD 1 effetti di una caduta della domanda di esportazioni AA 2 DD 2 AA 1 DD 2 DD 1 E2E2 2 Y2Y2 Y2Y2 Produzione, Y Tasso di cambio, E (a)Regime a cambi flessibili Produzione, Y Tasso di cambio, E (b) Regime a cambi fissi Y1Y1 E1E1 1 Y1Y1 E 1 1 Y3Y3 3 Le ragioni a favore dei cambi flessibili 33

34 Le ragioni contro i cambi flessibili Ragioni contro i cambi flessibili: –speculazioni destabilizzanti e disturbi del mercato monetario (A) –danni al commercio e agli investimenti internazionali (B) –politiche economiche non coordinate (C) –lillusione di una maggiore autonomia (D) 34

35 Speculazioni destabilizzanti e disturbi del mercato monetario –I tassi di cambio flessibili consentono speculazioni destabilizzanti. I paesi possono rimanere intrappolati in un circolo vizioso di svalutazione ed inflazione. –I sostenitori dei cambi flessibili evidenziano come gli speculatori destabilizzanti alla fine siano destinati a perdere denaro. –Tassi di cambio flessibili rendono i paesi più vulnerabili nei confronti di disturbi del mercato monetario. Le ragioni contro i cambi flessibili (A) 35

36 AA 1 DD Produzione, Y Tasso di cambio, E E1E1 Y1Y1 1 incremento della domanda di moneta in regime di cambi flessibili AA 2 E2E2 Y2Y2 2 Le ragioni contro i cambi flessibili A 36

37 Danni al commercio internazionale e agli investimenti –I cambi flessibili creano un pregiudizio al commercio internazionale e agli investimenti a causa della maggiore incertezza sul corso delle valute : su esportatori ed importatori grava un maggiore rischio di cambio esiste una maggiore incertezza sulla redditività degli investimenti internazionali –I sostenitori dei cambi flessibili affermano che i mercati a termine aiutano ad evitare il rischio di cambio. Gli scettici controbattevano che i mercati a termine sarebbero risultati dispendiosi. Le ragioni contro i cambi flessibili (B) 37

38 Il mancato coordinamento delle politiche economiche –Sistemi a cambi flessibili consentono ai paesi di competere per la svalutazione della propria moneta. I paesi potrebbero adottare determinate politiche economiche senza considerare il loro carattere beggar- thy-neighbor. Le ragioni contro i cambi flessibili (C) 38

39 Lillusione di una maggiore autonomia –Regimi a cambi flessibili accrescono gli elementi di incertezza delleconomia senza effettivamente fornire una maggiore autonomia (cfr. figure seguenti) Il deprezzamento della moneta determina inflazione a causa dellaumento dei salari (cfr. tabelle seguenti) Le ragioni contro i cambi flessibili (D) 39

40 tassi di inflazione nei principali paesi industrializzati, (percentuali annuali) Le ragioni contro i cambi flessibili 40

41 Linterdipendenza macroeconomica in regime di cambi flessibili tassi di disoccupazione nei principali paesi industrializzati, (percentuali di forza lavoro civile) 41

42 Simmetria –Il sistema monetario internazionale non divenne simmetrico dopo il Le banche centrali continuarono a detenere riserve in dollari e ad intervenire. –Il regime a cambi flessibili in vigore è per certi versi simile al sistema asimmetrico di riserve istituito dallaccordo di Bretton Woods (vedi fig.seguente) Cosa abbiamo imparato dal 1973? (1/4) 42

43 Indice dei tassi di cambio nominale e reale del dollaro,

44 Cosa abbiamo imparato dal 1973? 2/4 Autonomia della politica monetaria –Il regime a cambi flessibili ha permesso una divergenza molto maggiore tra tassi di inflazione. –Tendenzialmente, i paesi con inflazione elevata hanno presentato valute più deboli di quelle dei loro vicini con uninflazione più ridotta. –In regime di cambi flessibili, gli effetti di variazioni della politica fiscale o monetaria nel breve periodo si trasmettono tra paesi. 44

45 Linterdipendenza macroeconomica in regime di cambi flessibili tassi di inflazione dei principali paesi industrializzati e media anni (percentuali annuali) 45

46 La speculazione destabilizzante –Il regime a cambi flessibili ha manifestato una volatilità giornaliera molto maggiore di quella che era stata originariamente prevista dai suoi sostenitori. Ma la questione se tale volatilità sia eccessiva è controversa: –Su periodi più lunghi i tassi di cambio hanno seguito le modificazioni fondamentali delle politiche monetarie e fiscali e i loro movimenti non appaiono essere il risultato di attività speculative destabilizzanti. –L'esperienza dei cambi flessibili non conferma l'idea che i movimenti arbitrari dei tassi di cambio possano condurre a "circoli viziosi" di inflazione e svalutazione Cosa abbiamo imparato dal 1973? (3/4) 46

47 Commercio internazionale ed investimenti –L'intermediazione finanziaria internazionale crebbe fortemente dopo il 1973, quando vari paesi abbassarono le proprie barriere ai movimenti di capitale. –Per la maggior parte dei paesi, si evidenzia un trend crescente per tutto il periodo considerato, senza rallentamenti accentuati dopo l'introduzione dei cambi flessibili. Cosa abbiamo imparato dal 1973? 4/4 47

48 Direzioni per una riforma Lesperienza di regimi a cambi flessibili non fornisce un sostegno definitivo né ai sostenitori dei precedenti sistemi di cambio né ai loro critici. Unindicazione chiara che ci è fornita dallesperienza passata è che nessun sistema è in grado di funzionare correttamente in assenza di una cooperazione economica internazionale. Non è verosimile che nel futuro prossimo vengano reintrodotti vincoli rigorosi alla flessibilità dei tassi di cambio. La maggiore cooperazione che ha luogo tra policy makers dei diversi paesi industrializzati dovrebbe migliorare la performance dei regimi a cambi flessibili per mezzo di Accordi monetari quali per es. Plaza (1985); Louvre (1987). 48

49 Linterdipendenza macroeconomica in regime di cambi flessibili andamento dei tassi di cambio dopo laccordo di Louvre (1987) 49

50 Mobilità dei capitali

51 Che cosè unarea valutaria ottimale? –E una regione in cui è ottimale avere ununica moneta. –La desiderabilità dipende dal grado di integrazione economica in termini di: commercio in beni e servizi mobilità dei fattori –Unarea a cambi fissi servirà al meglio gli interessi economici di tutti i suoi membri se esiste tra loro un intenso commercio di beni e fattori. La teoria delle aree monetarie ottimali 1/3 51

52 Il modello GG-LL può essere impiegato per esaminare il modo in cui il mutamento delle condizioni economiche di un paese influenza la sua convenienza ad aderire ad un area a cambi fissi. –La figura 10-7 illustra gli effetti di un incremento nellampiezza e nella frequenza degli spostamenti della domanda delle esportazioni di un paese. La teoria delle aree monetarie ottimali 2/3 52

53 Integrazione economica e benefici di unarea a cambi fissi: la curva GG –Il guadagno di efficienza monetaria I risparmi ottenuti in termini di assenza di incertezza, di confusione, di costi di calcolo e transazione che derivano dalla fluttuazione del cambio. E maggiore, tanto maggiore è il grado di integrazione economica esistente tra il paese entrante e larea a cambi fissi. –La curva GG Mostra in che modo i guadagni potenziali dallingresso in unarea a cambi fissi dipendano dal grado di integrazione economica nei confronti di tale area. E crescente. La teoria delle aree monetarie ottimali 3/3 53

54 La teoria delle aree monetarie ottimali Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno di efficienza monetaria per il paese aderente GG 54

55 Integrazione economica e costi di unarea a cambi fissi : la curva LL –La perdita di stabilità economica La perdita di stabilità economica che emerge in quanto un paese, aderendo ad unarea a cambi fissi, rinuncia alla sua capacità di impiegare il tasso di cambio e la politica monetaria per gli scopi di stabilizzazione della produzione e delloccupazione. E minore, maggiore è il grado di integrazione economica tra il paese entrante e larea a cambi fissi. –La curva LL Mostra in che modo la perdita di stabilità economica derivante dallingresso in unarea a cambi fissi dipenda dal grado di integrazione economica nei confronti di tale area. E decrescente. La teoria delle aree monetarie ottimali 3/3 55

56 La teoria della aree monetarie ottimali Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Perdita di stabilità economica per il paese aderente LL 56

57 Modello GG - LL Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno e perdita per il paese aderente LL GG Il guadagno eccede la perdita La perdita eccede il guadagno

58 La decisione di aderire ad unarea monetaria: –Lintersezione tra la GG e la LL Determina la soglia critica di integrazione tra un paese e una determinata area a cambi fissi Intersezione GG-LL 58

59 La teoria delle aree monetarie ottimali LL 1 GG LL Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno e perdita per il paese aderente

60 –LEuropa non è unarea valutaria ottimale: la maggior parte dei membri dellUE esporta dal 10 al 20% della produzione verso altri paesi dellUnione il commercio tra UE e Stati Uniti rappresenta solo il 2% del PIL statunitense il lavoro è molto più mobile allinterno degli Stati Uniti che non in Europa negli Stati Uniti, i trasferimenti e le imposte federali offrono una protezione nei confronti degli shock subiti a livello di singole regioni maggiore di quella offerta dallUE in ragione della sua limitata capacità impositiva. LEuropa è unarea valutaria ottimale? 60

61 Commercio intra-UE in percentuale del PIL dellUE 61

62 Divergenza del tasso dinflazione 62

63 SME Il regime a cambi fissi che vige in Europa è un prodotto del sistema di Bretton Woods. Lo SME, sistema intra-europeo di cambi fissi, venne inaugurato nel Marzo del In pratica, le monete dello SME erano legate al marco tedesco. Il 1° Gennaio 1999, undici paesi dellUE hanno costituito ununione economica e monetaria (UME) adottando una moneta unica, leuro. –La Grecia è diventata il dodicesimo membro due anni dopo. 63

64 Maastricht Il Trattato di Maastricht specificò una serie di criteri di convergenza macroeconomica che i paesi dellUE dovevano soddisfare per qualificarsi per lammissione nellUME. La teoria delle aree monetarie ottimali implica che i paesi desiderino aderire ad aree con cambi fissi strettamente legate alle loro economie attraverso il commercio e la mobilità dei fattori. LUE non soddisfa tutti i requisiti che caratterizzano unarea monetaria ottimale come posto in evidenza da un confronto con gli US 64

65 Regime consorziale Stabilità sistemica Protezione degli investitori Annuncio (credibilità) Regole di processo: gli usi sono norme; le norme sono cultura) - Soft-law (incentivi & sanzioni, reputazione) 65


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