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Humanitas Il concetto di humanitas verrà in seguito largamente ripreso in ambito rinascimentale da Coluccio Salutati, che per primo renderà al vocabolo.

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1 Humanitas Il concetto di humanitas verrà in seguito largamente ripreso in ambito rinascimentale da Coluccio Salutati, che per primo renderà al vocabolo la connotazione legata al movimento storico dellumanesimo.

2 La cultura Denominatore comune nella qualità aristocratica Virtù civili, cittadinanza politica Realizzazione dellumanità degli uomini liberi

3 Durante il Rinascimento la nozione di cultura subisce una prima crisi con lemergere di un sapere pratico, che opera nelle attività dei mechanici e contribuisce allo sviluppo delle tecnologie, delineando un primo embrione della separazione fra cultura umanistica e cultura scientifica. John Dee ( )

4 La cultura Nel 1700 comincia a imporsi il senso figurato del termine, che nel 1718 fa il suo ingresso nel Dictionnaire de lAcadémie Française, dove è spesso seguita da un complemento (cultura delle arti, delle lettere, delle scienze).

5 La cultura Progressivamente il termine culture si libera dei complementi e finisce per essere adoperato solo per indicare la formazione, leducazione dello spirito, lazione di istruire. Infine si passa alla culture come condizione, uso legittimato dallAcadémie (ed. 1798), che disapprova «uno spirito naturale e senza cultura», sottolineando unopposizione concettuale fra natura e cultura Progressivamente il termine culture si libera dei complementi e finisce per essere adoperato solo per indicare la formazione, leducazione dello spirito, lazione di istruire. Infine si passa alla culture come condizione, uso legittimato dallAcadémie (ed. 1798), che disapprova «uno spirito naturale e senza cultura», sottolineando unopposizione concettuale fra natura e cultura

6 Proprio dallilluminismo proviene la critica più netta alla visione aristocratica della cultura. Poiché lo strumento delleducazione è la ragione, di cui è dotato ogni uomo, la cultura diventa un patrimonio tendenzialmente universale, anziché un decoro dellanimo riservato ai dotti.

7 Nel francese del sec. XVIII, però, il termine civilisation, che indicava precedentemente il «buon gusto» e le «buone maniere», viene ad assorbire il significato illuministico di cultura come patrimonio potenziale di tutta lumanità e quindi lopposizione ideologica tra cultura illuministica e cultura aristocratico-formale non si traduce qui nella contrapposizione delle due parole. Anche perché nellilluminismo francese la civilisation, pur opponendosi al formalismo aristocratico, tende spesso a riferirsi a un affinamento dei costumi che superi la mera, «negativa» naturalezza degli impulsi.

8 In tedesco, invece, la parola Kultur inizia a indicare prevalentemente lespressione della natura umana (insistendo lAufklarung sui valori autentici dellindividuo, naturali e istintivi), mentre la Zivilisation esprime un complesso di norme e di valori soprattutto esteriori e convenzionali.

9 Laccento posto da molti pensatori (Rousseau, Kant, Lessing) sulleducazione come valorizzazione della genuina natura umana, porta in auge una accezione di cultura più specifica e dinamica, da cui inizia a distinguersi, per opposizione, la nozione di civiltà. Laccento posto da molti pensatori (Rousseau, Kant, Lessing) sulleducazione come valorizzazione della genuina natura umana, porta in auge una accezione di cultura più specifica e dinamica, da cui inizia a distinguersi, per opposizione, la nozione di civiltà.

10 La cultura Il concetto di culture è parte integrante dellideologia degli Illuministi, per i quali Iopposizione fra natura e cultura è fondamentale. Il termine è usato al singolare e designa la somma delle conoscenze accumulate e tramandate da tutta lumanità nella sua evoluzione, riflettendo così luniversalismo e lumanesimo dei Philosophes.

11 La cultura In questo contesto la cultura è il carattere proprio dellUomo, al di là delle distinzioni fra i popoli e le classi sociali, e condivide lottimismo del momento, fondato sulla fiducia nella perfettibilità dellessere umano. Il progresso nasce dallistruzione, cioè dalla sempre maggiore estensione della cultura.

12 Bildung Il termine Bildung, complessa e intraducibile propaggine del verbo bilden («formare»), ha la radice nel sostantivo bild («immagine», «figura», ma anche «idea») e suggerisce un senso di formazione connesso più che al semplice prender forma al raggiungimento di una configurazione ideale, alla formazione delluomo in senso spirituale e culturale. Esso connota perciò un insieme più vasto della semplice educazione e nel significato di processo di formazione spirituale acclude la forma interiore che lessere umano assume sviluppando le sue attitudini entro il contenuto spirituale del suo ambiente.

13 Bildung La bildung, includendo la dimensione dellinsegnamento come quella dellapprendimento, non riguarda solo la somma delle conoscenze e delle competenze, ma anche i valori, letica, la personalità e lautenticità dellindividuo, sfociando nella autoformazione come processo interiore di sviluppo: educazione morale, formazione del carattere, ricerca dellarmonia interiore. La bildung, includendo la dimensione dellinsegnamento come quella dellapprendimento, non riguarda solo la somma delle conoscenze e delle competenze, ma anche i valori, letica, la personalità e lautenticità dellindividuo, sfociando nella autoformazione come processo interiore di sviluppo: educazione morale, formazione del carattere, ricerca dellarmonia interiore.

14 Bildung La cultura come bildung si riferisce perciò a una struttura di simboli e significati trasmessi storicamente con cui gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano la loro conoscenza e i loro atteggiamenti verso la vita.

15 Goethe «Luomo conosce se stesso solo in quanto conosce il mondo, di cui acquista coscienza dentro di sé come lacquista di sé nel mondo».

16 La cultura Nella stessa sfera semantica (riflettendo cioè le stesse concezioni fondamentali), nel francese del 700 esplode un altro termine destinato a grande fortuna: Civilisation. Le due parole hanno quasi il medesimo significato, ma non coincidono del tutto: luna evoca più i progressi individuali, laltra più quelli collettivi.

17 Kultur In Germania, il termine Kultur nasce nello stesso periodo e con lo stesso significato, ma evolve rapidamente in senso più limitativo dellomologo francese, acquistando in compenso una più vasta popolarità.

18 Kultur Il senso figurato del termine piace alla borghesia intellettuale tedesca - esclusa dallazione politica da unaristocrazia chiusa e arrogante - e se ne serve per dar voce al suo risentimento, contrapponendo lautenticità e la profondità dei valori spirituali alla superficiale e insincera imitazione della corte francese.

19 Kultur Gli intellettuali tedeschi rimproverano alla classe al potere di trascurare le arti e la letteratura, favorendo una superficiale e frivola civilizzazione. Nel contrasto fra cultura e civilizzazione si rispecchiano così sistemi di valori contrapposti: da una parte lautenticità, larricchimento intellettuale e spirituale, dallaltra solo brillante apparenza e raffinata leggerezza.

20 Kultur La borghesia intellettuale si sente lunica depositaria della cultura tedesca, contro la nobiltà e il popolino che ne sono privi, sviluppando così, nel passaggio dal piano sociale a quello politico, una concezione sempre più elevata della sua missione in nome della cultura, come portavoce della coscienza nazionale. Johann Gottlieb Fichte ( )

21 Kultur Nel corso dell800 si radicalizza il contrasto fra la Kultur tedesca, territoriale e nazionalista, e la Culture/Civilisation francese, elettiva e cosmopolita. Nel corso dell800 si radicalizza il contrasto fra la Kultur tedesca, territoriale e nazionalista, e la Culture/Civilisation francese, elettiva e cosmopolita.

22 Lopposizione fra Kultur e Zivilisation, già netta in Kant, prosegue lungo la storia del pensiero tedesco e trova al principio del sec. XX una espressione radicale nel Tramonto dellOccidente ( ) di Spengler e nelle Considerazioni di un impolitico (1919) di Thomas Mann.

23 In queste due opere si ravvisa nella Zivilisation il momento culminante, ma anche irrigidito, artificioso e prossimo alla decadenza, di un ciclo di Kultur.

24 Lapproccio tradizionale delle scienze sociali si è servito di due modalità per definire la cultura. La modalità umanistica. La modalità delle scienze sociali (in specie: l'antropologia).

25 Quanto di meglio… La tradizione umanistica sedimenta nel mondo occidentale lidea della cultura come una sfera superiore di valore universale, spesso contrapposta alla sfera materiale della società o alla civilizzazione. Nella coppia cultura/civiltà la seconda veniva a coincidere con i progressi tecnologici della rivoluzione industriale e le relative, non sempre idilliache, trasformazioni sociali. La controversia esprimeva la protesta contro il pensiero illuminista e il suo ottimismo tecnologico e razionale.

26 Quanto di meglio… La critica al progresso segna anche una convergenza con la posizione marxiana, soprattutto con la critica del rapporto monetario nella produzione/riproduzione capitalistico, in base al quale la persona è ridotta a entità economica, alienata e mercificata.

27 Quanto di meglio… La cultura si propone quindi in questo senso come il polo positivo, la salvezza dalla civilizzazione. Dallapologia del progresso si trapassa nellapologia della cultura, nelluniversalismo etnocentrico e/o etnocentrismo che tematizza la cultura occidentale come il vertice assoluto dellesperienza umana.

28 Quanto di meglio… Il canto del cigno della humanitas coincide con uno dei primi appelli contro la barbarie della civiltà capitalistica, un appello disperato dallinterno che non contiene neppure la larvata ammirazione del Manifesto marxiano. È lappello di Matthew Arnold ( ) che raccoglie le sollecitudini della questione sociale, le ansie dei conservatori, il disinganno degli eruditi, il fastidio per lo stupido ottimismo della società vittoriana.

29 Linsigne uomo di lettere, ispettore scolastico, critico letterario e cattedratico a Oxford, è un intellettuale tradizionalista ma attento ai problemi della società; nel suo Culture and Anarchy (1869), contrappone un ideale di cultura alta – una sorta di teoria universale del valore culturale - allanarchia del mondo moderno, invocando il recupero della tradizione umanistica. Quanto di meglio…

30 Secondo Arnold, il gretto materialismo del culto delle macchine e della libertà (industrializzazione e democrazia, sottolinea la Griswold) poteva precipitare lInghilterra nel filisteismo idiota delle classi medie oppure nellanarchismo sociale delle classi sovversive, con grave danno per le attività spirituali e culturali. Quanto di meglio…

31 Invece la cultura è lunica via di salvezza dellumanità, la cultura come studio della perfezione che conferisce dolcezza e luce, unico antidoto a un progresso, altrimenti buio e opaco. Quanto di meglio…

32 Lidea di dolcezza e luce viene dalla parabola sui ragni e le api di Jonathan Swift Lidea di dolcezza e luce viene dalla parabola sui ragni e le api di Jonathan Swift

33 Arnold divide la società in tre ceti: barbari (aristocratici, discendenti dai signori feudali), filistei (i borghesi) e plebe (classe operaia). Secondo lui, nessuno di questi tre gruppi è in grado di interpretare la cultura: soltanto i dotti e gli artisti ne sono capaci. Quanto di meglio…

34 Gli scienziati positivisti insorgono e si apre una contesa con Thomas Huxley. Le due culture

35 Tomas Henry Huxley ( ), discepolo di Darwin, contesta le tesi di Arnold, difendendo, in Culture and Science, limportanza dellistruzione di stampo scientifico anziché umanistico- letterario. In una conferenza (Literature and Science) tenuta nel 1882 Matthew Arnold riporterà questa affermazione di Huxley: «allo scopo di conseguire una vera cultura, una formazione di tipo esclusivamente scientifico è almeno altrettanto efficace di una di tipo esclusivamente letterario».

36 Quanto di meglio… Nel saggio Literature and Science Arnold ribadisce la convinzione della dominante ideologia vittoriana circa la necessità degli studi letterari e classici (in particolare greci) come espressione e realizzazione al tempo stesso dei caratteri e dei desideri innati dell'umanità. Per Arnold le humanæ letteræ - «ciò che di meglio è stato pensato ed enunciato al mondo» - «possiedono unenergia fortificante, edificante, stimolante e suggestiva che può aiutarci mirabilmente a mettere in relazione i risultati della scienza moderna con il nostro bisogno di una guida, con il nostro bisogno di bellezza».

37 Quanto di meglio… Per quanto datata, la visione di Arnold conserva per noi un aspetto importante: la tendenza della cultura a diventare a criticism of life. Inoltre, la contrapposizione umanistica tra cultura e anarchia e dogma anticipa quella fra cultura di minoranza e civiltà di massa. La Griswold sintetizza così lobiettivo di Arnold: la cultura può essere lagente umanizzante che modera le conseguenze della modernizzazione.


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