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Varietà diamesiche (Mioni 1983)

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Presentazione sul tema: "Varietà diamesiche (Mioni 1983)"— Transcript della presentazione:

1 Varietà diamesiche (Mioni 1983)
Varietà di lingua relative al mezzo utilizzato. Distinzione fondamentale: Scritto Parlato Cui si aggiunge il Trasmesso (Sabatini 1984) La scelta del mezzo utilizzato, per la natura semiotica di quest’ultimo, impone una serie di limitazioni nella strutturazione del messaggio stesso.

2 Orale/scritto Aspetti culturali Aspetti linguistici
Aspetti concettuali Medium Cultura orale Cultura scritta Codice fonico Codice grafico scritto distanza parlato vicinanza

3 Oralità e alfabetizzazione
Questione storica: cosa significò per le società del passato e per le loro culture abbandonare i mezzi orali di comunicazione in favore di sistemi alfabetizzati di vario tipo? e contemporanea: qual è la precisa relazione tra la lingua parlata del giorno d’oggi (o di ieri) e il testo scritto?

4 Questione linguistica:
che cosa accade alla struttura di una lingua parlata quando diventa un manufatto scritto? filosofica (ma anche psicologica): la comunicazione orale è lo strumento di una mentalità orale, di una mente di tipo del tutto diversa da quella alfabetizzata? epistemologica: in che misura si deve alla scrittura lo sviluppo della capacità metalinguistica che sta alla base della nascita delle scienze del linguaggio? Cfr. Olson e Torrance (a cura di), Alfabetizzazione e oralità, Cortina 1995 (ed.or. 1991). Auroux, Scrittura e grammatizzazione, Novecento, 1998.

5 Differenza funzionale
Scrivere e parlare non sono solo modi alternativi di compiere le stesse cose; piuttosto sono modi di fare cose diverse. La scrittura si sviluppa qualora la lingua debba assumere nuove funzioni nella società. Queste tendono ad essere funzioni prestigiose, associate alla cultura, alla religione, all’amministrazione e al commercio”. (Halliday, Lingua parlata e lingua scritta, La Nuova Italia 1992: 9; ed.or. 1985).

6 Maggior prestigio della scrittura
L’immagine grafica della parola ci colpisce come un oggetto permanente e solido Per la maggior parte degli individui le impressioni visive sono più nette e durevoli delle impressioni acustiche La lingua letteraria fa crescere ulteriormente l’importanza della scrittura In certi casi il prestigio della scrittura è anche quello di un’età arcaica della lingua Abolizione della linearità: la scrittura può sfruttare liberamente le possibili direzioni combinandole variamente: verticale, orizzontale, destrorsa, sinistrorsa.

7 Criteri di analisi diamesica
Distanza comunicativa Koch-Oesterreicher Vicinanza comunicativa Koch-Oesterreicher Scritto-scritto Nencioni Parlato-parlato Nencioni

8 Continuum di situazioni comunicative
C. Distanza comunicativa a realizzazione fonica A. Immediato comunicativo a realizzazione fonica B.immediato comunicativo a realizzazione grafica D. Distanza comunicativa A realizzazione grafica

9 Koch-Oesterreicher 2001 Immediatezza comunicativa
Comunicazione privata Interlocutore familiare Emozionalità forte Ancoraggio pragmatico e situazionale Ancoraggio referenziale Compresenza spazio-temporale cooperazione comunicativa intensa Dialogo Comunicazione spontanea Libertà tematica Distanza comunicativa Comunicazione pubblica Interlocutore sconosciuto Emozionalità debole Distacco pragmatico e situazionale Distacco referenziale Distanza spazio-temporale Cooperazione comunicativa minima Monologo Comunicazione preparata Fissità tematica

10 Vicinanza vs distanza Fisica
Interazione faccia a faccia (multisensorialità) vs distanza nello spazio e nel tempo Sociale Dimensione privata vs dimensione pubblica Intimità vs estraneità Coinvolgimento emotivo vs distacco Referenziale Contestualizzazione vs decontestualizzazione Locutiva Dialogo vs monologo Massima cooperazione vs minima cooperazione Topic libero vs topic fisso Spontaneità vs riflessione

11 Oralità prototipica Forma canonica dell’interazione faccia a faccia:
Mezzo fonico-acustico Situazione di enunciazione condivisa (condivisione spazio-temporale e accesso fenomenologico reciproco, multisensorialità dell’interazione) Dialogismo: reciprocità e interscambiabilità dei ruoli e negoziazione delle forme e dei contenuti della comunicazione

12 Generi Tipi relativamente stabili di enunciazione legati a fattori socio-culturali e storici Bachtin (L’autore e l’eroe, trad. it. Einaudi) distingue tra generi primari e generi secondari (legati all’uso della scrittura): Dialogo quotidiano Racconto familiare Lettera Comando laconico Ordine ampio e circostanziato Documenti d’ufficio Interventi pubblicistici Interventi scientifici Generi letterari (dal proverbio al romanzo) La dimensione diamesica rende possibile la traslazione e commistione di generi e sottogeneri e un fenomeno sempre più marcato di mescolanza e ibridazione

13 Ben lungi dal limitarsi a una “trascrizione” della parola, la scrittura consente di separare il momento della enunciazione dal momento della ricezione, introducendo una distanza fra sé e l’altro impensabile nelle culture orali, ove la comunicazione è necessariamente sempre una comunicazione diretta, faccia a faccia, e implica la condivisione dello stesso spazio, dello stesso tempo e di un comune contesto di riferimento. In un certo senso potremmo dire che la scrittura ci “emancipa” dalla ingombrante presenza fisica dell’altro, consentendoci di separare i due atti fondamentali di ogni processo comunicativo: produrre un messaggio e riceverlo” (P. Violi, La posta elettronica fra oralità e scrittura, in R. Galatolo e G. Pallotti (a cura di), La conversazione. Una introduzione allo studio della interazione verbale, Cortina, 1999, pp

14 Nella comunicazione mediata il massimo di naturalità viene raggiunto con il massimo artificio.
Le telecomunicazioni incarnano una sorta di paradosso: trovano il loro senso nell’operare un distacco dalla situazione di interazione faccia a faccia, ovvero di enunciazione “reale”, ma questa, lungi dallo scomparire dall’orizzonte si configura come una sorta di modello costante con cui confrontarsi. Un fenomeno sempre inseguito, ma sempre sfuggente, che sembra possibile raggiungere solo simulandone l’apparenza. (cfr. G. Manetti, L’enunciazione. Dalla svolta comunicativa ai nuovi media, Mondadori, 2008: 217)

15 Due forme di enunciazione (Benveniste)
Io-Tu Discorso deittici Futuro semplice Tempo Presente Passato prossimo Egli (non-persona) Storia Forme non deittiche Prospettivo Aoristo trapassato

16 Personalità + Soggettività + Tu Egli Io

17 Io, Tu La coppia io/tu possiede una speciale correlazione: la correlazione di soggettività. Io e Tu istituiscono la persona nel discorso, Egli (Ella) rapresenta un’invariante non personale (Benveniste, Struttura delle relazioni di persona nel verbo, in Problemi di linguistica generale I, pp. 269 sgg.)

18 Noi Nei pronomi personali, il passaggio dal singolare al plurale non implica una semplice pluralizzazione: noi non è una molteplicità di oggetti identici, ma un congiungimento tra l’io e il non-io; in noi è sempre io che predomina in quanto non vi è noi che a partire da io, e questo io, per la sua qualità trascendente, si assoggetta l’elemento non-io. La presenza dell’io è costitutiva del noi. Noi si dice in un modo per me+voi (forma inclusiva) e in un altro per me+loro (forma esclusiva). In ognuna delle due forme ciò che predomina è una persona, io nell’esclusivo (che comporta il congiungimento con la non-persona, tu nell’inclusivo (che comporta il congiungimeto della persona non soggettiva con io implicito… in noi inclusivo, che si oppone a lui, loro, è il tu a essere messo in rilievo, mentre nel noi esclusivo che si oppone a tu, voi, è sottolineato l’io (Benveniste, Struttura delle relazioni di persona nel verbo, in Problemi di linguistica generale I, pp. 278 sgg.)

19 Noi come amplificazione
Noi non è un io quantificato o moltiplicato, è un io dilatato oltre la persona in senso stretto, accresciuto e nello stesso tempo con dei contorni vaghi…da un lato, con noi l’io si amplia in una persona più massiccia, più solenne o meno definita; è il noi maiestatico. Dall’altro, l’uso di noi smorza l’affermazione troppo decisa di io in un’espressione più larga e diffusa; è il noi dell’autore e dell’oratore…l’abituale distinzione di singolare e plurale deve essere, se non sostituita, almeno interpretata nell’ordine della persona da una distinzione tra persona ristretta (=singolare) e persona amplificata (=plurale) (Benveniste, ivi, p. 280)

20 Tempi Presente storico: effetto vicinanza Imperfetto: effetto distanza
Uso dei tempi con funzione manipolativa Distinzione tra tempo fisico e cronologico (time), da un lato e tempo linguistico (tense) dall’altro

21 Esclusione di ogni forma linguistica autobiografica
Storia Esclusione di ogni forma linguistica autobiografica Tutto in III persona Discorso ogni enunciazione che presuppone un parlante e un ascoltatore e l’intenzione nel primo di influenzare il secondo I e II persona, ma anche la non persona (III) Storia e discorso sono due sistemi temporali linguistici Benveniste, Le relations de temps dans le verbe francais (1959); in Problemi di linguistica generale, Milano, 1990, pp

22 Il tempo della storia aoristo (passato remoto)
imperfetto (compresa la forma condizionale) piuccheperfetto (trapassato prossimo). Il presente è escluso, ammesso solo nella forma del presente atemporale, il “presente di definizione”. Nella storia gli avvenimenti sembrano raccontarsi da sé. Strategia della distanza

23 Il tempo del discorso Presente Futuro
Perfetto (legame tra l’evento passato e il presente; il riferimento temporale è il momento presente) Imperfetto Escluso l’aoristo (il riferimento temporale è il momento dell’evento) Il discorso coincide con l’atto di enunciazione: strategia della complicità

24 Weinrich, Tempus, 1964: Le forme temporali sono segni linguistici a disposizione del parlante perché questi possa manovrare in una molteplicità di sfumature l’atteggiamento ricettivo dell’ascoltatore la funzione dei tempi non è soltanto quella di fornire informazioni cronologiche, ma di indicare l’atteggiamento comunicativo che si intende adottare in una particolare situazione Due diverse modalità di enunciazione di un fatto: narrazione e commento: chi racconta istituisce per ciò stesso un proprio tempo, il tempo narrato, qualitativamente distinto dal tempo commentato.

25 Per conversazione testuale intendiamo il rapporto di interattività simbolica immanente a qualunque testo, anche a quelli più “chiusi” e monodirezionali delle comunicazioni di massa, fra due soggetti a loro volta simbolici (o fantasmatici o simulacrali che dir si voglia): il soggetto enunciatore – fonte e origine del discorso testuale, produttore e prodotto del testo – e il soggetto enunciatario – immagine progettuale del comportamento nei confronti dello stesso testo da parte del recettore empirico, prodotta dal soggetto enunciatore e dal testo. Il modello sopra citato è costituito dallo schema domanda-risposta, dove per domanda si può intendere un interesse di conoscenza sollecitato dal soggetto enunciatore (e, quindi, dal testo) soggetto enunciatario e per risposta il soddisfacimento o meno di questo interesse da parte dello stesso soggetto enunciatore e del testo. Il testo predisporrebbe così una “conversazione” fra i due soggetti, alla cui forma l’enunciatario empirico può ovviamente corrispondere con una serie di comportamenti che si collocano fra la più passiva accettazione e il più compiuto rifiuto” (Bettetini, La simulazione visiva, Bompiani 1991, p. 123

26 L’enunciazione nel giornale
Ogni giornale, in quanto discorso, istituisce dei soggetti della comunicazione: enunciatore ed enunciatario Distinzione tra i soggetti empirici (giornalisti e lettori) e i loro simulacri nel testo L’assunzione di un certo stile del discorso fa parte del patto di fiducia tra il giornale e i suoi lettori; strategia di autorappresentazione della propria immagine e come voce che indica al lettore come interpretare la pluralità delle notizie Varietà interna: messa in scena di varie voci (enunciatori delegati: inviati, opinionisti ecc.): andamento polifonico Ogni testata costruisce, insieme alla sua immagine, una immagine complementare dei suoi lettori

27 Distinzione tra Locutore ed Enunciatore nel giornale
Es.: Repubblica, Occhiello: Amato attacca i neomelodici, l’Unione i Vanzina: resiste il mito dello spettacolo educativo Titolo: Un film e una canzone per nemico Ma davvero Giuliano Amato pensa che le sedute del Consiglio dei ministri e l’intera politica nazionale siano meno diseducative delle canzoni di Merola o dei film di Vanzina con Boldi? E chi l’avrebbe mai detto che proprio Merola e Boldi sarebbero diventati “maledetti” come Charles Baudelaire e come Buñuel? Insomma, nessuno avrebbe mai pensato che, grazie ad Amato e a quattro parlamentari del centrosinistra, “le canzoni neomelodiche della mala e i soliti film natalizi di Vanzina sarebbero finiti nel tempio della trasgressione, con I fiori del male e con Bella di giorno. (Manetti, L’enunciazione. Dalla svolta comunicativa i nuovi media, Mondadori, 2008, p. 94-5)

28 Livelli di analisi linguistica
A) discorso prodotto: piano dell’enunciato Strategie di animazione e di vivacizzazione, che hanno luogo sul piano prettamente linguistico B) Atto che produce il discorso: piano dell’enunciazione Struttura comunicativa iscritta all’interno del testo

29 Piano della enunciazione
Scrittura soggettiva e oggettiva Un inviato può scrivere il proprio rapporto in prima persona, mettendo in evidenza le proprie reazioni emotive e le difficoltà incontrate: narrazione soggettiva (forma discorso, per Benveniste) Oppure presentare i fatti in modo più neutrale e in terza persona, come se il racconto degli avvenimenti si facesse da sé, orientandolo in una prospettiva più oggettiva (forma storia, per Benveniste). Qui però l’oggettività è solo apparente, conseguenza del nascondimento del soggetto dell’enunciazione all’interno del proprio enunciato. Effetto di discorso realistico dato dall’assenza delle marche di prima persona.

30 Due macro-strategie enunciative
oggettiva soggettiva Stile soggettivante: l’enunciatore si manifesta in modo più marcato ed esplicito, orientando l’informazione da uno specifico punto di vista. Stile oggettivante: tende a presentare l’informazione senza, almeno apparentemente, intermediazioni soggettive Incroci: scrittura soggettiva in una testata caratterizzata da stile oggettivante; scrittura oggettiva (assenza di firma in un editoriale) in una testata caratterizzata da stile soggettivante.

31 Stili e tipologie di testate
Stile soggettivante Accentuazione della congruenza delle voci Quotidiano agenda (es. “La Repubblica”): linea politica e di più ampia opinione e comportamenti Identificazione forte con i lettori Quotidiano-attivista; tra il foglio di partito e il quotidiano-agenda (es. “Il Foglio”, “Libero”, “Il manifesto”) Forte identificazione con il lettore Stile oggettivante Strategia di neutralizzazione: accoglimento di più voci, talvolta distanti e in contrasto tra loro (es. “Il Corriere della Sera” oppure “La Stampa”) Quotidiano-istituzione Identificazione più debole con il lettore

32 Riduzione della distanza sociale
Sul piano della testualità: scelta di forme dialogiche e informali Sul piano comunicativo: preferenza della funzione ludica e fatica (brillantezza) Sul piano linguistico: ricorso all’italiano medio, con elementi marcati verso il basso e verso l’alto, e alle sue varietà giovanili (vivacizzazione)

33 Piano dell’enunciato questioni linguistiche
Critiche ricorrenti sullo stato della lingua nel giornalismo. Eco, in Gli italiani e la lingua, Sellerio, 2005 “Perché se esiste la critica televisiva e cinematografica non può esistere la critica dello stile e del linguaggio giornalistico? Bisogna lasciare che la gente parli come vuole ma non permettere questo lusso ai giornali e alla radiotelevisione, a cui bisognerà imporre attraverso un controllo serrato che parlino come si mangia, ovvero usando coltello e forchetta”

34 Tranfaglia, nello stesso volume:
“..la cosa preoccupante è che della formazione linguistica nessuno si occupa per cui noi avremo dei giornalisti che, usciti dall’università, spesso conosceranno quello che io insegno, la storia contemporanea, ma non sapranno esprimersi in italiano” “mi sembra che proprio questi mezzi di comunicazione in generale tendano a portare a una lingua più povera, a una lingua semplificata e più povera anche di quella che si parla, oltre che di quella che si scrive, e questo ha una serie di effetti, soprattutto se poi viene mescolata al linguaggio pubblicitario”

35 De Mauro, Giornalismo e storia linguistica dell’Italia unita, in Castronovo e Tranfaglia (a cura di), La stampa italiana del neocapitalismo, 1976, pp Complicato intreccio tra vicende della società italiana e vicende linguistiche, tra conformazione della realtà linguistica italiana e modo di scrivere i giornali; contributo della scrittura giornalistica alla trasformazione della lingua nazionale

36 De Mauro, 1976: “L’attenzione sempre più diffusa agli aspetti linguistici della comunicazione di massa deve tradursi nel riconoscimento analitico della grande varietà di tendenze di stile e usi della lingua nel vario mondo della stampa italiana”

37 Varietà di lingua nei media
Due parametri: Ampiezza del pubblico (indeterminato) Particolarità dei canali Monodirezionali (stampa, radio, tv) Canali interattivi (internet) La lingua dei mass media non è una compagine omogenea e unitaria: più che il canale conta il genere Tuttavia si individuano delle linee di tendenza diffuse: Innovazioni linguistiche Diffusione della varietà parlata (mimesi del parlato) Ricerca di espressività Indicatori linguistici: segnali discorsivi, fatismi, ripetizioni, voci colloquiali, sintassi scarna e marcata

38 Esempi di innovazioni linguistiche
Allargamento del lessico attraverso l’adozione di parole straniere nella forma di esotismi, adattamenti o calchi De Mauro registrava nel 1976: Boom, gap, sputnik, coupè, golpe, kibbutz, fellah Neoformazioni per composizione: da tangente: tangentopoli, tangentaro, tangentista, supertangente, ecc. Neologismi di serie, legati anche alla pubblicità: nonsolomoda, nonsolonero, nonsolocalcio, ecc. Diffusione di forme dialettali e locali, spesso connotate come gergo della mafia: cravattaro, pulito (lavoro pulito), soffiata, bustarelle, pizzo, stecca, mazzetta, pizzini, papello Sveltimento della sintassi (diffusione della frase nominale) (ma anche tendenza all’appesantimento: se -> nella misura in cui; su -> relativo a) Tecnicismi (ma anche inutili pseudotecnicismi: fare una scelta -> operare una scelta; rimandare -> dilazionare; politico -> politicizzato)

39 Neologismi polirematici:
da un cliché, come salva-x: salva-Berslusconi, salva-corrotti, salva-ladri, salva-Previti, salva-tangentisti da popolo: popolo della notte, popolo delle vacanze, popolo dei risparmiatori, popolo delle chat, ecc. da sindrome: sindrome dei Balcani, sindrome del Golfo, ecc. da allarme: allarme freddo, allarme caldo, allame alghe, allarme prezzi, ecc. Sfruttamento di prefissoidi e suffissoidi malasanità, malademocrazia, ecomostro, ecomafia, euroscettico, tangentopoli, concorsopoli, affittopoli, Irpiniagate, Iraqgate, ecc. Neologismi ironici e polemici: forzitalico, forzitaliota, italoforzuto, ribaltino, ribaltista, berluschino, berlusconato, berluscones, ecc. Riuso di formule (soprattutto titoli di film): la dolce vita (Fellini, 1960), giungla d’asfalto (John Huston, 1950), i soliti ignoti (Monicelli, 1958); con sostituzioni ammiccanti: L’insostenibile leggerezza dell’etere, Il pasticciaccio brutto di viale Mazzini, Dove lo porta il potere (Cfr. G.L. Beccaria, Per difesa e per amore. La lingua italiana oggi, Garzanti, 2006: )

40 Mimesi del parlato Diffusa presenza della componente espressiva nei testi giornalistici Mescolanza di testi e stili diversi (informazione e commento) Dardano parla di “testi misti”, testi nei quali avviene una mescolanza A) di forme proprie del parlato (parlato-scritto proprio dei giornali) (nella struttura delle frasi: paratassi, dislocazione a sinistra, sospensioni, autocorrezioni, ridondanza e ripetizioni, uso di particolari connettivi e formule allocutive ecc.) Sul piano lessicale: gergalismi e regionalismi B) di tecniche discorsive: citazioni, discorso riportato C) di campi di conoscenze e relativi modelli di azione: tipi testuali tendono a fondersi in tipi ibridi

41 La questione dell’espressività
Problema del rapporto tra scrittura giornalistica e scrittura letteraria Dardano e Trifone (1997) contrappongono testi pragmatici e testi letterari (stile referenziale e stile espressivo) Tuttavia oggi non è più possible una rigida separazione, non solo sul fronte della scrittura giornalistica ma anche su quello della scrittura letteraria Vedi il caso di Roberto Saviano, Gomorra, 2006

42 Elementi della espressività
Mimesi del parlato (strategia di vivacizzazione della scrittura) Voci colloquiali e triviali Conseguente ampio spazio del discorso diretto (intervista nel testo giornalistico) Riuso (citazioni interstestuali) Vivacizzazione

43 Vivacizzazione Scelte espressive nel lessico
Incremento dello stile nominale Anafore e catafore (riprese e rinvii in avanti) Ampio spazio concesso al discorso diretto Ripetizioni, sul piano sintagmatico (epifora, anafora, simplochè) e sul piano paradigmatico (citazioni) Messa in scena Dislocazioni Discorso diretto

44 Dislocazioni e sintassi marcata

45 Ruolo informativo degli enunciati
Il contenuto informativo dell’enunciato è diverso dal contenuto proposizionale (rappresentazione concettale del fatto cui l’enunciato fa riferimento) Per descrivere una frase dal punto di vista informativo occorrono altre categorie rispetto a quelle grammaticali: Tema/rema; topic/focus

46 Allofrasi Varianti della stessa frase (dal punto di vista del contenuto proposizionale), ma con specifico valore informativo (espresso dalla specifica organizzazione dell’enunciato) (dimensione diafasica) Il concetto di allofrase presuppone un ordine sintattico di base, non marcato, costituito dalla sequenza soggetto-verbo-oggetto (SVO), relativo al contenuto proposizionale.

47 Ordine sintattico non marcato
Tema / rema (Halliday, Brown-Yule) Topic / comment (Dik, 1980) dato / nuovo presupposto / focus L’ordine SVO è adatto alla tipologia di frase predicativa in cui il topic è il soggetto e il focus è la parte del predicato (frase funzionalmente meno marcata)

48 Ordini sintattici marcati in italiano
Strategie rematizzanti (di focalizzazione): messa a focus di elementi diversi da quello finale Strategie topicalizzanti: di messa a topic di elementi diversi dal soggetto

49 Strategie di focalizzazione
1. Frase scissa In posizione iniziale sta un elemento rematico, introdotto dal verbo essere; la seconda parte, introdotta da un falso che relativo, è dunque tematica e serve a convogliare informazioni assunte come condivise. Es. *E’ il colpo più grosso che tento (Riso amaro, 1949, di G. De Santis) *Ma non è in carcere che deve andare (Riso amaro) *E’ per altre ragioni che mi vuole mandare via…per altre ragioni (Umberto D, 1952, di De Sica) 2. Frase pseudoscissa Articolo giorn. *Quello che hanno scoperto è che questa storia è stata caratterizzata da repentini e violenti cambiamenti Quello che è stato più volte ripetuto è che.....

50 Enfasi sul soggetto, che viene enfatizzato anche a livello intonativo
3. C’è presentativo Seguito da un che pseudorelativo, con il quale si introduce nel discorso un elemento nuovo. Topic e focus coincidono Funzione: frammentare l’enunciato in due blocchi sintattico-informativi più piccoli: il primo introduce nel discorso un referente testuale ponendolo immediatamente a topic, il secondo contiene la predicazione ES. *Guardi che c’è suo padre che la sta cercando (La cena, 1998, di Scola) C’era una volta un re…. 4. Focalizzazione contrastiva Elementi topicali diversi dal soggetto vengono collocati all’inizio della frase, non come elemento dato (tema) ma come elemento nuovo su cui si pone l’enfasi in contrasto con il contesto Es. *L’ultimo dribbling lo ha fatto alla vita, a una malattia che lo stava consumando quando era troppo presto (RE, 1° ) 5. Soggetto posposto Enfasi sul soggetto, che viene enfatizzato anche a livello intonativo Es. *Ho fatto il giro del mondo io, per trovarti *..Ho fatto tutta l’altra guerra io, quella vera del ‘18 (Paisà, 1946, di Rossellini)

51 Strategie di topicalizzazione
1. Dislocazioni alterazione dell’ordine non marcato (soggetto-verbo-oggetto SVO) attraverso lo spostamento di un componente in posizione iniziale (anche se non si tratta del soggetto) e la sua ripresa con un pronome atono: 1. 1.Dislocazione a sinistra: anticipazione in prima posizione dell’oggetto che viene ribadito dal pronome atono (in funzione anaforica); Esempi: E i figli miei, chi ha più il coraggio di vederli e di baciarli? (Guardie e ladri, 1951, di Steno) Le novità, se e quando verranno, non sarà più lui, lo schivo e tenace avversario del vecchio regime, a porgerle (articolo giorn.). A voi garantisti, i vostri avversari vi imputano di seguire solo gli argomenti inerenti alla Giustizia (articolo giorn.). .

52 1.2. Dislocazione a destra:
l’oggetto pur restando al medesimo posto del costrutto non marcato viene anticipato dal pronome non marcato (con funzione cataforica) posizionato dopo il soggetto. Ne risulta come nel caso della dislocazione a sinistra una maggiore enfasi sull’oggetto, su cui viene veicolata l’attenzione del destinatario. Es.*L’avete stampato voi questo giornale? (I cento passi, 2000 di M.T. Giordano) *Ma siamo sicuri di non averlo meritato questo flagello? (Roma città aperta, 1945, di Rossellini)

53 2. Costrutti nominali 3. Tema sospeso
Blitz di Israele, caos e sangue a Gerico e Gaz Scontro tra treni, un morto a Milano 3. Tema sospeso Es. La corsa, mille lire me devi da’ (Guardie e ladri, 1951, di Monicelli e Steno) Salute, che Dio vi conservi la vista!..Quattr’ova ve magnate (Bellissima, 1951, di Visconti) L’argomento nominale è isolato sintatticamente dalla frase che segue Il tema dell’enunciato resta sospeso, funziona quasi come titolo, ma viene sottolineato dal punto di vista pragmatico. Difficilmente un costrutto di questo tipo può essere considerato accettabile nella scrittura. Il tema sospeso esibisce in modo esemplare la mancanza di progettualità del parlato spontaneo

54 Riproduzione del parlato nella scrittura: la scrittura secondaria

55 La scrittura elettronica
Written conversation (Rheingold, 1994) Visibile parlare (Pistolesi, 1997) Written speech (Carlini, 1999) Scrittura conversazionale (Fiorentino, 2002) Scrittura cooperativa (Fiorentino, 2004) Scrittura secondaria (Pistolesi, 2004) Sullo sfondo: rinvio al concetto di oralità secondaria proposto da W. Ong nel 1982. Nella scrittura telematica la pressione della oralità si traduce nella deformazione della modalità prototipica dello scritto in forme che riproducono nel codice grafico molte delle caratteristiche tradizionalmente associate alla interazione dialogica, dando luogo a una scrittura che si rivolge tanto all’occhio quanto all’orecchio (Pistolesi, 2004)

56 Novità della scrittura elettronica
Dal punto di vista sociolinguistico: Mutamento della base sociologica di chi si serve della scrittura per comunicare informalmente: rimozione della soggezione nei confronti del testo scritto, caduta della formalità Crescita di consapevolezza epilinguistica rispetto alle possibilità e ai limiti del medium utilizzato Dal punto di vista semiotico: Adozione della scrittura per la comunicazione sincrona Dal punto di vista della indagine scientifica: Carattere rivelativo, continuità e cumulatività di ogni tecnologia Approfondimento dello studio delle varietà linguistiche e testuali

57 Le tecnologie come condizioni di possibilità della crescita della conoscenza epilinguistica e della coscienza metalinguistica La moltiplicazione dei supporti linguistici modifica il rapporto del parlante con il linguaggio Il supporto linguistico incide sull’orientamento della linguistica

58 Caratteristiche della scrittura secondaria
Segni paralinguistici Emoticon (altamente convenzionalizzati) Intonazione e pause Sintassi con spezzettamento dei turni, puntini di sospensione Maiuscole (grido e focalizzazione) Tratti indicali Allografi connotativi (k per c) e forme elaborate Cumulo di segnali discorsivi Conferma della ricezione (ah, ecco) Cambio di argomento (beh) Presa di turno, richiesta di attenzione (senti) Transizione tematica a inizio del turno (ma)

59 Forzatura della scrittura alla ricerca del suono
Raddoppiamenti fonosintattici: vabbè, eddai Ce per c’è / lo per l’ho: ce scritto / lo dovuto kiedere Riproduzione della dimensione acustica di tratti prosodici e soprasegmentali: hahahahaha, ihhihihihi, sìììììììì, noooooo La decodifica del testo richiede una lettura endofonica Werry (1996) il linguaggio delle chat è una scrittura per l’orecchio oltre che per l’occhio La lettura è più impegnativa Analogia con la scriptio continua È il consolidamento delle culture grafiche a rendere possibile la distorsione del codice e a consentirne un pieno sfruttamento

60 Ricerca di una divergenza dalla lingua standard attuata attraverso la mescolanza di forme apparentemente contrastanti: Internazionalismi e anglicismi (forme marcate verso l’alto) Dialettismi e regionalismi (forme marcate verso il basso) Contribuiscono alla rappresentazione del canale come luogo altro rispetto sia alla dimensione internazionale che a quella locale Svolgono una funzione identitaria, in quanto contribuiscono a costruire il senso di appartenenza al proprio gruppo sociale, differenziandone i comportamenti linguistici rispetto alla norma Accentuazione di forme comportamentali e rappresentazioni di sé ideali e stereotipate (ipercaratterizzazione)

61 Abbreviazioni e scrittura a rebus
ICQ = I seek you U2 = you too 10Q =thank you B4 = before K8 = cappotto xke = perché C6 = ci sei 63mendo = sei tremendo N8 = Nacht Gn8 = gute Nacht Già nella epistolografia ottocentesca: 8bre = ottobre 9bre = novembre ecc.

62 presuppongono una lettura simbolica, logografica e non alfabetica
Cmq Grz Mof? Nn Qcn, qke, qs Asap =as soon as possible Rotfl = rolling on the floor laughing Imbo = in my humble opinion Mdr = mort de rire Raf = rien à fair Slt = salut Stp = s’il te plaît

63 Varietà diafasiche

64 Registro (o stile) varietà di natura funzionale e contestuale, relative al tipo di interazione e al ruolo reciproco assunto dai parlanti (formalità / informalità) Sottocodice varietà codificate relative agli argomenti e agli ambiti esperienziali di riferimento (Lingue specialistiche e lingue settoriali)

65 Registri bassi Forte sovrapposizione fra variazione diafasica, diastratica e diatopica. Minima esplicitazione dell’articolazione sintattica, frequenza di pochi connettivi interfrasali semanticamente poveri (poi, così, e, allora, dunque perché); Struttura del discorso centrata sull’io parlante, scarsa esplicitazione e ampio riferimento indessicale al contesto e alle conoscenze condivise (o ritenute tali); gamma di variazione lessicale ridotta; realizzazione fonetica della catena parlata rapida e trascurata, pronuncia marcata diatopicamente;

66 Registri alti forte sovrapposizione con la varietà scritta
connettivi coordinanti e subordinanti; Sintassi elaborata, con forte ‘densità testuale’ perifrasi e circonlocuzioni, precisazioni e incisi, strutture periodali complesse e lunghe; abbondante aggettivazione, ampia gamma di variazione lessicale e frequente presenza di significati astratti; parole dalla struttura interna complessa, con cumulo di moduli derivazionali e compositivi; forestierismi e arcaismi; uso del si impersonale; realizzazione fonetica della catena parlata più lenta e sorvegliata, pronuncia non marcata diatopicamente

67 Lessico Termini specialistici Parole comuni Vocabolario Di base

68 Situazioni di creazione lessicale
Situazione di specializzazione: vocabolario specializzato conosciuto dagli specialisti all’interno dei diversi ambiti professionali. Situazione di volgarizzazione: da soggetti più o meno esperti a soggetti non esperti, sviluppo di un vocabolario parallelo (es. globulo bianco per leucocita) o di una trasformazione di senso (es. implicare, dalla matematica e dalla logica a alla lingua comune). Situazione di quotidianità: scambi al di fuori del quadro tecnico-professionale, sviluppo del vocabolario quotidiano, con forte valore funzionale. Charaudeau, Grammaire du sens et de l’expression, Hachette, 1992: 65-6

69 I vocabolari Vocabolario di base: circa 7000 parole
Vocabolario comune parole Grande vocabolario storico parole

70 Vocabolario comune e vocabolario di base
parole Voc. Base 7000 p.

71 Composizione del vocabolario di base
Lessico fondamentale: parole di massima frequenza, che da sole costituiscono circa il 90% di tutte le parole che adoperiamo. Alcune decine sono parole grammaticali: articoli, preposizioni, avverbi di quantità; le altre sono parole piene, sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi di qualità. L’uso di queste parole garantisce la leggibilità e la comprensibilità dei testi. Parole di alto uso, meno frequenti del primo gruppo ma comunque frequenti (6-8% di ciò che diciamo). Parole di alta disponibilità o alta familiarità, non molto frequenti ma essenziali per orientarci nella vita quotidiana. (De Mauro, Guida all’uso delle parole, 1980; De Mauro (a cura di), Dizionario italiano, Paravia)

72 Vocabolario di base AU (circa 2750) LF (circa 2000 parole) AD

73 Attingono alla lingua comune e alle lingue specialistiche
Lessico specifico Regole di formazione dei neologismi Strutture testuali convenzionali Lingue settoriali Mancano di un lessico specifico Attingono alla lingua comune e alle lingue specialistiche

74 Criteri generali di una lingua specialistica
Adeguatezza Economia (trasformazione dei sintagmi verbali in sintagmi nominali) Precisione (monoreferenzialità dei termini) Neutralità emotiva (funzione denotativa e non connotativa dei termini)

75 Tendenze attuali Processo di adeguamento della lingua agli utenti Conseguenza: livellamento sui parlanti medi e socializzazione dei sottocodici, anche attraverso i mass media Processo di creazione di lingue speciali vere e proprie con terminologia e strutturazione che le rendono scarsamente comprensibili alla massa.

76 Lingue settoriali Funzione di mediazione tra saperi scientifici e senso comune Varietà intermedia tra lingua comune e lingue specialistiche Esempio tipico: burocratese Caratteristiche principali: ufficialità e uniformità, garanzia di interpretazione standardizzata Conseguente aspetto solenne, formale, conservatore Attacchi ripetuti (Calvino nel 1965 la definiva un’antilingua, che incute nel cittadino terrore semantico, effetto straniante)

77 Calvino, su “Il Giorno”, 3 febbraio, 1965
Esempio di traduzione della lingua comune in un’antilingua Il cittadino: “Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata”. E il brigadiere : “Il sottoscritto, essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell’impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell’intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell’avvenuta effrazione dell’esercizio soprastante”.

78 Ogni giorno, soprattutto da cent'anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un'antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d'amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell'antilingua [...] come se "fiasco", "stufa", "carbone" fossero parole oscene, come se "andare", "trovare" "sapere" indicassero azioni turpi.[...] Chi parla l'antilingua ha sempre paura di mostrare familiarità e interesse per le cose di cui parla, crede di dover sottintendere: "io parlo di queste cose per caso, ma la mia funzione è ben più in alto delle cose che dico e che faccio, la mia funzione è più in alto di tutto, anche di me stesso". La motivazione psicologica dell'antilingua è la mancanza di un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l'odio per se stessi.[...]Perciò dove trionfa l'antilingua - l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato" - la lingua viene uccisa. (Calvino) Sin dal 1803 Vincenzo Monti aveva definito il linguaggio burocratico “il barbaro dialetto miseramente introdotto nelle pubbliche amministrazioni”.

79 Caratteristiche linguistiche del burocratese (langue de bois)
Termini arcaici, latinismi e forme colte Deittici e connettivi desueti: codesto, testè, onde, allorché, allorquando, allorché Stile nominale: centralità del nome: Ai fini della richiesta autorizzazione all’espatrio La presente comunicazione di avvenuta registrazione Verbi denominativi: disdettare, attergare, relazionare, ospedalizzare, dimissionare Forme verbali nominali: infinito (nel rispondere), gerundio (risultando iscritto nei registri), participio presente (un attestato comprovante), participio passato (visto..considerato, rilevato..) Fraseologie ridondanti, stereotipiche: con riferimento a, in ordine a, per quanto attiene a Forme lessicali distanti dall’uso corrente: ottemperare (per “rispettare”), diniego (per “rifiuto”), condizione ostativa (per “impedimento”) eseguire o effettuare (pe “fare”), esercente (negoziante), transitare (passare), avvalersi (servirsi), rinvenire (trovare) Formule solenni: è fatto obbligo a chiunque di (per “tutti devono”) Traduzione perifrastica: stamattina > nelle prime ore antemeridiane; spiccioli > moneta divisionale; svolgere > espletare; trasmettere > licenziare; pensione > quiescienza

80 Nella comunicazione burocratica molto spesso l’io (cioè l’autore del messaggio) si frammenta e genera un meccanismo di dissociazione dalle regole base della comunicazione. In molti testi burocratici, infatti, non è chiaro chi sia l’autore del messaggio e chi ne sia il destinatario. Spesso è possibile individuare due autori: un autore materiale, che stende e concepisce il testo, e un autore giuridico, cioè il responsabile che lo firma. Di conseguenza anche il destinatario si sdoppia. L’estensore materiale del testo, infatti si trova ad avere due destinatari: il superiore che dovrà approvare e firmare il testo, e il destinatario finale del contenuto del testo. Cfr. T. Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005: 39.

81 Pasolini, su “Rinascita”, 26 dicembre 1964
Questione del “nuovo italiano tecnologico”, cioè di una “lingua della produzione e del consumo” nata nelle grandi aziende e nei centri di comando dell’industria capitalistica, capace di “omologa[re] tutti i tipi di linguaggio della koinè italiana”: secondo Pasolini, le classi popolari avrebbero rischiato di essere condannate al silenzio o alla massificazione linguistico-culturale, con la perdita delle capacità comunicative ed espressive precedentemente assicurate dai dialetti.

82 Aziendalese Versione aggiornata e di prestigio della lingua degli uffici Caratteristica specifica: pragmatismo (in apparente contrasto con il formalismo del burocratese) Caratteristica comune al burocratese: uso di tecnicismi non motivati da esigenze di precisione semantica (funzione referenziale) ma dalla volontà di farsi riconoscere come esperto (funzione sociolinguistica, semiotica connotativa)

83 Esercizi di riscrittura
Da: Vedi anche Luisa Carrada: P. Trifone, L’italiano interinale. Linguaggio giovanile e nuove professioni, ovvero: “job on call” è uno che ti vuole fottere in inglese. seller door to door = venditore porta a porta job sharing = lavoro precario staff leasing = lavoro interinale (< interim)

84 Una email dall'amministrazione
Da: Elisabetta Marinelli, A: DAMANTEC SAS CIRCOLARE PER CLIENTI, FORNITORI, BANCHE, ETC. Oggetto: Scissione eterogenea della società in una SRL. Con la presente vi informiamo che in data 22/01/2005 l’assemblea dei soci della Damantec Sas ha deliberato la scissione eterogenea della società in una costituenda società a responsabilità limitata alla quale è stata affidata l’attività di consulenza informatica, tecnica e gestionale. I dati della nuova società sono: - DAMANTEC SRL - Sede in Varese – Via Sterpeto n. 25/32 - Codice fiscale/partita Iva/Registro Imprese di Varese n A decorrere dal deposito dell’ultimo atto relativo alla delibera di scissione, presumibilmente dal 01/02/2005, tutti i documenti inerenti l’attività caratteristica di DAMANTEC Sas di Drovando Luigi e Falcetti Stefano, dovranno essere intestati alla nuova SRL. Rimarranno invariati i recapiti telefonici, telefax, di posta elettronica ed il sito internet.

85 Riscrittura DA: Damantec – Responsabile Amministrativo A:
OGGETTO: Damantec cambia ragione sociale Gentile cliente, gentile fornitore, le chiediamo di prendere nota di alcune variazioni di dati che riguardano la nostra società. DAMANTEC si trasformerà a breve in una SRL. Pertanto dall'1/2/2005 tutti i documenti che riguardano l’attività di DAMANTEC SAS di Drovando Luigi e Falcetti Stefano, dovranno essere intestati alla nuova società: DAMANTEC SRL - Sede in Varese – Via Sterpeto n. 25/32, Codice fiscale / partita Iva / Registro Imprese 
di Varese n Per contattarci, ci trova come di consueto ai nostri recapiti: . Telefono: 044/6551 . Fax: 044/655332 . . Web: Grazie dell’attenzione e buon lavoro. Elisabetta Marinelli, Responsabile Amministrativo Damantec

86 Altro esempio C.A. Sig. Francioni
Siamo la società EXPERTA S.P.A., operiamo nel settore dell'outsourcing, dovendo di conseguenza gestire gli obblighi e gli oneri derivanti dalla L.626/94, vorremmo per scelte logistiche e per un'azione diretta di riscontro al fine di essere maggiormente efficienti, essere il più vicino possibile al luogo di operatività. A tal proposito Le chiediamo, qualora fosse possibile, un preventivo con offerta dei costi riguardanti gli interventi da effettuarsi in base alle normative vigenti, sottolineando che noi pur essendo una società interinale operiamo nel lungo periodo. A completamento di quanto sopra, l'eventuale costo di una presenza giornaliera sul luogo operativo nel caso di una visita ispettiva degli organi preposti al controllo e per le comunicazioni eventuali verso gli istituti sopra indicati. I pagamenti verrebbero effettuati alla fine del mese previa fatturazione. La nostra richiesta di collaborazione può essere in base a due esigenze, che possono essere assimilate oppure separate e prevedono il fondamentale fine di assisterci e se alcuni vostri clienti richiedessero di esternare la loro struttura produttiva sarà quantificata a Vs. favore una commissione. Per ulteriori chiarimenti e informazioni potrà contattarCi richiedendo del rag. Merlanti. In attesa di una Sua risposta, La ringraziamo per la cortese attenzione cogliendo l'occasione per salutarLa. Distinti saluti. Milano Soc. Experta SPA Resp. comm.le Rag. Merlanti

87 Quali errori La lettera è troppo lunga. Il contenuto si poteva esprimere sicuramente con molte meno parole Sarebbe bastato togliere alcune formule inutili o ridondanti (di conseguenza...qualora fosse possibile...a completamento...eventuali) per avere un primo risultato. Troppe subordinate, troppi incisi: A tal proposito Le chiediamo...qualora fosse...sottolineando che...noi pur essendo....operiamo. Troppe espressioni fumose, frasi inconsistenti. Una lettera in ambito aziendale deve essere concreta, portare dati, stringere subito sugli obiettivi. Che senso ha chiedere un preventivo sugli interventi da effettuarsi in base alle normative vigenti? E poi: che significa dire vorremmo...essere più vicini possibile al luogo di operatività? Quale luogo? Quello dell'azienda contattata (che dista 450 km da Milano) o quello dei loro clienti? Troppe abbreviazioni soprattutto nell'apertura e nella firma. Rag., Soc., Resp. comm.le, C.A., Vs. favore, L Le maiuscole in corpo di parola per i pronomi La, Le, Vi, Ci,o per i possessivi, esempio una Sua risposta... Potrà contattarCi...salutarLa...eccetera. Ormai queste formule di presunta cortesia (scrivo Sua pensando di dare importanza all'interlocutore) sono cadute in disuso. I saluti. La ringraziamo per la cortese attenzione cogliendo l'occasione per salutarLa.

88 L'avviso in Banca Si avvisano i sigg. clienti che l'unico ente dove è possibile effettuare il cambio delle lire in euro è la filiale della propria Banca. Si invita la clientela pertanto a diffidare di eventuali operatori che si presentino a domicilio offrendosi di poter cambiare il contante in quella sede. Qualora ciò dovesse verificarsi, è opportuno avvisare le forze dell'ordine. La Direzione

89 ...e come poteva essere (logo Banca)
Devi cambiare le tue lire in euro? Ricorda che puoi farlo solo in una Banca! Se qualcuno si presenta a casa tua dicendo di poter cambiare il tuo contante, è sicuramente un truffatore. Dunque fai molta attenzione e se questo dovesse succedere, avvisa subito la Polizia o i Carabinieri. Stefano Rossi Direttore Filiale 4

90 La lettera al personale
Una lettera inviata dal direttore generale di una grande organizzazione ai suoi funzionari, ai quali chiede di raccogliere tutto il materiale utile a conoscere l'attuale rete informatica, poiché sta per acquistare un nuovo software gestionale. Si comunica alle SS.VV. che sono stati predisposti tutti gli atti endoprocedimentali, necessari all'indizione della gara a trattativa privata per l'acquisizione di un sistema gestionale amministrativo. Ciò premesso, al fine di seguire un esatto percorso cognitivo circa il funzionamento dell'attuale rete informatica, sulla quale insisterà l'acquisendo programma, si richiede con cortese urgenza di acquisire presso i locali della Direzione ogni utile atto stilato per l'acquisizione del materiale informatico attualmente in uso. Distinti saluti. Il Direttore Ing. Giulio Bianchi

91 Quali errori Rivolgersi ai propri dipendenti con un gelido si comunica alle SS.VV. Il lessico è barocco e le frasi sono arzigogolate, due gravi errori per una comunicazione aziendale (endoprocedimentali...percorso cognitivo...acquisendo programma...ogni utile atto...cortese urgenza...l'urgenza può essere cortese? In sette righe ricorre quattro volte : acquisizione, acquisendo, acquisire, acquisizione. Acquisire rischia di diventare come effettuare. La frase acquisire presso i locali della Direzione non è chiara. Se è il Direttore che scrive...gli altri devono acquisire presso di lui? Distinti saluti. Talvolta, se la comunicazione vuole essere distaccata, si può anche usare. Non di certo in una lettera ai propri dipendenti.

92 Riscrittura (data) Cari collaboratori,
desidero informarvi che sto procedendo all'acquisto di un nuovo software gestionale per l'amministrazione, mediante una gara a trattativa privata. Ho bisogno del vostro aiuto per conoscere con esattezza le caratteristiche dell'attuale rete informatica aziendale, con la quale il nuovo programma dovrà interagire. Vi prego di farmi avere entro la fine della prossima settimana ogni documento riguardante l'acquisto e l'aggiornamento del materiale informatico che stiamo utilizzando. Grazie per la collaborazione, cordialità Giulio Bianchi Direttore Generale

93 Ancora un’ Messaggio inviato dal responsabile dei rapporti con la clientela (Customer care) di una grande azienda al responsabile del settore comunicazione: “Tizia, in allegato troverai il primo draft del Gantt delle attività relative al “Crisis Management”. Le date di scadenza sono state individuate (in rosso) solo per le attività più urgenti su cui il gdl si era impegnato nel corso del meeting di kickoff del 14 u.s. In particolare si prevede il rilascio del “Prepardness plan” revisionato ed integrato per la fine di febbraio Sono in attesa di un feedback, da parte di Caia per quanto concerne la disponibilità di un corso di formazione da far seguire al crisis team che dovremo a breve costituire. Ciao, Sempronia” Da Antonelli, L’italiano nella società della comunicazione, il Mulino 2007

94 Proposte di correzione
Semplificazione relativa a: Forma linguistica: lessico e sintassi Piano del contenuto: disposizione gerarchica delle unità informative Struttura logica del contenuto (collegamenti impliciti o espliciti)

95 Altro esempio negativo
L’Agenzia X supporta il cliente in tutte le fasi del progetto di comunicazione, dalla consulenza alla ideazione e gestione, attraverso un adeguato e consapevole utilizzo delle risorse. Altrettanta attenzione presta alla integrazione delle azioni offline e online, così da sfruttare le sinergie comunicazionali e garantire l’ottimizzazione e l’efficacia dell’investimento.

96 Forme sconsigliate Implementazione, implementare Sinergie
Valore aggiunto Capitale di conoscenza Proattivo Customizzazione Ottimizzare Inizializzare Posizionarsi Supportare Usabilità Upgradare deliverare

97 Analisi dei flussi di traffico
Valutazione della azioni strategiche Attraverso il relativo monitoraggio Necessarie per la valutazione delle eventuali criticità rilevate in fase di implementazione Logiche e policy di sviluppo Comunicazione al management attraverso la predisposizione della riportistica direzionale Altri suggerimenti Non esente da Iva > soggetto a Iva All’uopo > perciò In ottemperanza a > come prevede Attergare > scrivere dietro al documento Portare a compimento > concludere Condizione ostativa > impedimento I

98 Fantozzi: “vi esprimo sentitamente i miei più servili saluti per un distinto Natale e uno spettabile anno nuovo” Massimo Lolli: “Vorrei implementare il tuo sabato sera” (Innamorarsi a Milano, 2000) Corinne Maier, Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile, 2005

99 Come pensare e scrivere documenti
Barbara Minto, Dall’idea al testo. Come pensare e scrivere documenti e relazioni, 1977 M.E.Piemontese e M.T.Tiraboschi, Leggibilità e comprensibilità dei testi nella pubblica amministrazione, in E. Zuanelli, Il diritto all’informazione in Italia, 1990 S. Cassese (a cura di), Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche (1993), Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri A. Fioritto (a cura di), Manuale di stile (Strumenti per semplificare il linguaggio nelle pubbliche amministrazioni), 1997 F. Bruni et al., Manuale di scrittura e comunicazione, 1997 M.A. Cortelazzo, Semplificazione del linguaggio amministrativo. Esempi di scrittura per le comunicazioni ai cittadini, 1999 F. Franceschini, S. Gigli, Manuale di scrittura amministrativa, 2003 T. Raso, La scrittura burocratica, Carocci, 2005 L. Serianni, Italiani scritti, Bologna, il Mulino, 2006


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