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Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A. 2010-2011 | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 1 FACOLTÀ DI SCIENZE.

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1 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 1 FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE, SOCIALI E DELLA COMUNICAZIONE A.A RELAZIONI ISTITUZIONALI E RESPONSABILITÀ SOCIALE DIMPRESA LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DIMPRESA

2 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 2 GLI OBIETTIVI DEL CORSO Far comprendere cosa è la Responsabilità Sociale (RSI) Fornire esempi e casi di studio di RSI Speigare la differenza tra social responsibility and responsiveness Chiarire il concetto di corporate social performance (CSP) Mettere in correlazionela social performance alla financial performance Fornire I principali strumenti di rendicontazione della performance sociale, in particolar modo il Bilancio Sociale

3 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 3 Responsabilità Sociale dImpresa Concetti introduttivi

4 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 4 Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA La parola RESPONSABILITA nasce nella seconda metà del 18° secolo sul modello del francese responsabilité Deriva da RESPONSABILE : che risponde di, che è garante di derivato dal participio passato del latino respondere: rispondere impegnandosi solennemente Dopo ARISTOTELE nel 1788, il FEDERALIST, raccolta articoli dove viene ripreso il concetto di RESPONSABILITY utilizzato per responsabilità del Governo Americano nei confronti del popolo

5 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 5 Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA RESPONSABILITA GIURIDICA RESPONSABILITA MORALE - FILOSOFIA RESPONSABILITA SOCIALE

6 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 6 Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA: Da responsabilità INDIVIDUALE A sicurezza e difesa sociale: la società si premunisce della pericolosità del reo CIVILE: la situazione è ripristinabile; incide sulle cose, oggetti e patrimonio del responsabile PENALE: la situazione non è ripristinabile; incide sulla persona del responsabile COLLETTIVA: impegno di tutti i membri di un organizzazione ( da una società a uno Stato) RESPONSABILITA GIURIDICA

7 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 7

8 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 8 Impresa e socialità Il concetto di impresa implica di per sé un aspetto sociale. Molti precursori delleconomia aziendale, nel definire il fenomeno dellimpresa, ne riconoscono peculiarità non solo strettamente economiche ma anche attinenti a tematiche della socialità e delleticità.

9 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 9 «La nozione di azienda, mentre è tutta costruita sul solo aspetto economico della vita umana, non contrasta con la necessaria visione di tutti gli aspetti non economici di tale vita, religioso, etico, sociale, politico, giuridico, tecnico, …». (G. Zappa, Le produzioni nelleconomia delle imprese, Giuffrè, Milano, 1956, p. 51). Impresa e socialità

10 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 10 «Le aziende si costituiscono ed operano in ordine alla soddisfazione dei bisogni umani (…). I peculiari ed essenziali problemi dellazienda sono quindi produzione, scambio, acquisizione e consumo di beni economici. In questo senso e soltanto in questo senso si può dire che lazienda abbia oggetto economico. Laffermazione non significa che la sua vita ponga soltanto problemi economici. Come istituto sociale lazienda serve ad elevare il benessere delluomo, a favorire lo sviluppo della sua personalità ed a far meglio realizzare i fini della vita umana associata che sono essenzialmente di natura etica. La concreta condotta delle aziende è fondamentalmente subordinata a tali fini, e quindi alletica». (P. Onida, Economia dazienda, Utet, Torino, 1965, p. 44). Impresa e socialità

11 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 11 La teoria morale, oggi maggiormente in auge negli studi di RSI, è letica della responsabilità, così come essa interpretata dal modello analitico degli stakeholder. Ai nostri tempi, si può attribuire la paternità di tale teoria a Max Weber che, nel celebre saggio La politica come professione, la indicazione come letica che deve caratterizzare chi vuole mettere le mani negli ingranaggi della storia (1969, p.101). Aggiungendo, poche pagine più avanti, che la responsabilità è la disponbilità a rispondere delle conseguenze prevedibili delle proprie azioni (p.109). Alla formulazione weberiana delletica della responsabilità, Jonas (1990) aggiungerà poi una qualificazione importante. Basandosi su uneuristica delle paura, Jonas non considera sufficiente soffermarsi sulle sole conseguenze prevedibili; occorre spingersi fino a prendere in conto le conseguenze possibili delle azioni. Limperativo adeguato al nuovo tipo di agire umano è, per Jonas: agisci in modo tale che gli effetti della tua azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana. Dallimperativo Kantiano puoi, perché devi si passa così al devi, perché puoi Impresa e socialità

12 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 12 È pertanto assodata la funzione sociale delle imprese … Nel tempo si sono delineati distinti approcci con riferimento al contenuto e al ruolo dei concetti di socialità ed eticità e, soprattutto, con riferimento al rapporto tra economia ed etica: 1)economia e etica ambiti autonomi e indipendenti; 2) economia e etica concetti consequenziali e conseguenti; 3) razionalità economica e razionalità etica elaborate in modi e temi distinti, connesse nel momento in cui gli individui agiscono operativamente; 4) etica radicata alla razionalità economica. Etica e economia

13 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 13 Si sono delineati così diversi orientamenti: 1)negazione dellapproccio etico nelle scelte economiche dellimpresa (obiettivo: efficiente produzione di ricchezza sufficiente a generare benessere per lintera collettività); 2)i problemi economici e la forte competizione internazionale non permettono di pensare alletica e alla RSI; 3)la RSI è un lusso per le poche imprese che hanno tempo e risorse da investire; 4) il ruolo sociale delle imprese è fondamentale ma lo stesso deve essere inserito nella visione sistematica dellimpresa al momento della definizione delle sue strategie. Etica e economia

14 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 14 Tutti questi approcci sottointendono una concezione semplificata della realtà delle imprese, oggi più che mai complessa. È necessario che il perseguimento di risultati economici positivi e soddisfacenti sia coniugato con il rispetto e la tutela dei valori fondamentali della società. La valutazione che il mercato fa di unimpresa risente delle performance sociali della stessa, nella misura in cui lincoerenza fra i comportamenti dellimpresa e i valori rilevanti per la società si traducono in minori vendite, perdita dimmagine e attrattività. Impresa e Rsi

15 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 15 Concezione classica di impresa Lazienda, perseguendo i propri scopi istituzionali di natura economica, persegue di fatto anche finalità sociali Massimizzare economicità massimizzare benessere collettivo (beni, ricchezza e occupazione) esprime la condizione di vita autonoma dellimpresa, senza il ricorso a terze economie ma loperare secondo economicità(equilibrio nei flussi dei valori economici e finanziari) non è sufficiente a garantire lequilibrio economico durevole ed evolutivo dellimpresa Impresa e Rsi

16 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 16 Prosperità di impresa (economicità) e soddisfazione degli interlocutori sociali (socialità) vengono così asaldarsi inscindibilmente Ne deriva lesigenza del management di attuare una strategia gestionale e di comunicazione che consideri con attenzione gli stakeholder e le loro aspettative Impresa e Rsi

17 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 17 Impresa, RSI e stakeholder CONCEZIONE CLASSICA: Interlocutori Clienti Fornitori TEORIA DEGLI STAKEHOLDER: Limpresa è intesa al centro di un reticolo di interlocutori

18 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 18 Gli interlocutori assumono consapevolezza del ruolo che possono svolgere nei processi aziendali di creazione di valore e manifestano le loro riflessioni, perplessità ed aspettative. Limpresa, quindi, oltre a perseguire performance economiche e finanziare nel tempo è obbligata ad assumere un solido orientamento sociale, ovvero, a porre lattenzione alla soddisfazione delle attese legittime di tutti gli stakeholder. Impresa, stakeholder e RSI

19 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 19 RESPONSABILITÀ SOCIALE DIMPRESA (CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY – CSR) volontà dellimpresa di rispondere a uno o più soggetti che avanzano richieste, attese o istanze che possono avere natura e caratteristiche differenti RSI: DEFINIZIONE

20 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 20 A livello normativo non esiste una definizione univoca e formalizzata. In sintesi: insieme di politiche che consentono di minimizzare limpatto negativo delle attività di unorganizzazione sulla società, massimizzando nel contempo limpatto positivo RSI RSI: DEFINIZIONE

21 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 21 RSI: DEFINIZIONE Libro Verde della Commissione Europea (2001): … integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là, investendo di più nel capitale umano, nellambiente e nei rapporti con le parti interessate RSI

22 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 22 La RSI implica pertanto un approccio multistakeholder nella gestione strategica dellimpresa e nei sistemi di governance, gestione che tenga conto delle diverse e, a volte, discordanti aspettative degli stakeholder coinvolti. Gli obiettivi che una politica aziendale socialmente responsabile vuole raggiungere concorrono nel medio e lungo periodo a migliorare qualitativamente e quantitativamente il patrimonio intangibile dellimpresa RSI: DEFINIZIONE

23 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 23 La definizione di Csr proposta è: un modello di governance allargata, in base alla quale chi governa limpresa ha responsabilità che si estendono dallosservanza di doveri fiduciari nei riguardi della proprietà ad analoghi doveri fiduciari nei riguardi in generale di tutti gli stakeholder (SACCONI, 2004) La procedura di attuazione della responsabilità sociale permette quindi di esprimere lautentico interesse sociale che limpresa deve perseguire (interesse sociale allargato), che SUPERA quello ristretto usualmente affermato nel diritto societario e dalle teorie neoistituzionaliste: Cfr. Grossmann S., Hart O. (1986); Hart O. e Moore J. (1990) RSI: SHAREHODER VALUE – VS – STAKEHOLDER VALUE RSI: DEFINIZIONE RSI= GOVERNANCE ALLARGATA

24 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 24 PROFILO GIURIDICO PROFILO AZIENDALISTICO RSI= GOVERNANCE ALLARGATA Cosè la Corporate Governance?

25 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 25 Linsieme dei principi, delle istituzioni, dei meccanismi che regolano (sovraintendono) il potere supremo del governo aziendale…..si tratta in altri termini delle regole del gioco attraverso le quali si sviluppano le più importanti decisioni dellimpresa, quelle che in linea di principio concorrono a determinare la prosperità o linsuccesso di unazienda. SOCI (SHAREHOLDERS) AMBIENTE ESTERNO E SOGGETTI INTERESSATI ALLAZIENDA (STAKEHOLDERS) DIREZIONE (MANAGEMENT) CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ORGANI DI CONTROLLO (INTERNI ED ESTERNI) RSI= GOVERNANCE ALLARGATA Cosè la Corporate Governance?

26 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 26 Lesercizio autentico della responsabilità sociale da parte dellimpresa si verifica quando essa si fa carico delle attese degli stakeholder anche oltre gli obblighi di legge non come puro moto di liberalità, ma quando tale comportamento è inscritto nella strategia dellimpresa sì da tendere a costituire una fonte di vantaggio competitivo.(Molteni, 2004) VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI RSI: DEFINIZIONE

27 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 27 E tipico della RSI rifiutare la celebre dicotomia di J.S. Mill tra leggi della produzione e leggi della distribuzione della ricchezza. Non è socialmente responsabile limpresa che, mentre produce ricchezza, non guarda troppo per il sottile alla difesa dei diritti umani, al rispetto e allintegrità morale delle persone, ecc., e diventa compassionalmente generosa nel momento della distribuzione della ricchezza prodotta > J.D. Rockefeller negli USA di fine Ottocento RSI: DEFINIZIONE VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI

28 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 28 Una configurazione aziendale di principi di responsabilità sociale, processi di responsabilità sociale e di politiche, programmi e altri risultati osservabili collegati alle relazioni sociali dellimpresa (D. J. Wood, Corporate Social Performance Revisited, Academy of Management Review, 16,1991). La proposta di Wood è che i tre elementi, principi, processi e risultati osservabili, integrati in un modello, possono essere usati per valutare la performance sociale di unimpresa. In vista di ciò si dovrà esaminare: il grado a cui principi di social responsibility motivano le azioni intraprese per conto dellimpresa, il grado a cui limpresa fa uso di processi socialmente responsivi, lesistenza e la natura di politiche e programmi volti a gestire le relazioni sociali dellimpresa e gli impatti sociali (i risultati osservabili) di azioni, programmi e politiche dellimpresa. VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI RSI: DEFINIZIONE

29 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 29 Una società sana dà luogo a una domanda crescente di business, man mano che un maggior numero di bisogni viene soddisfatto e che le aspirazioni crescono. Qualunque impresa persegua i propri fini a spese della società in cui opera scoprirà che il successo di cui gode è illusorio e, in fin dei conti, temporaneo. Allo stesso tempo, una società sana ha bisogno di imprese di successo. Nessuna iniziativa sociale può eguagliare il settore del business quando si tratta di creare i posti di lavoro, la ricchezza e linnovazione che migliorano progressivamente gli standard di vita VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI RSI: DEFINIZIONE

30 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 30 Una società sana dà luogo a una domanda crescente di business, man mano che un maggior numero di bisogni viene soddisfatto e che le aspirazioni crescono. Qualunque impresa persegua i propri fini a spese della società in cui opera scoprirà che il successo di cui gode è illusorio e, in fin dei conti, temporaneo. Allo stesso tempo, una società sana ha bisogno di imprese di successo. Nessuna iniziativa sociale può eguagliare il settore del business quando si tratta di creare i posti di lavoro, la ricchezza e linnovazione che migliorano progressivamente gli standard di vita (PORTER E., KRAMER M.R. (2007), Il punto di incontro tra il vantaggio competitivo e la Corporate Social Responsibility, «Harvard Business Review Italia», gennaio-febbraio) La RSI permette di coniugare il progresso sociale e lo sviluppo territoriale con il miglioramento della competitività e produttività, stimolando linnovazione, migliorando il clima aziendale, le relazioni con la comunità e la corporate reputation. VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI RSI: DEFINIZIONE

31 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 31 VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI SILVA E., Letica fattore chiave, «Il Sole 24 Ore – Responsabilità sociale Rapporti», 25 marzo RSI: DEFINIZIONE

32 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 32 A.B. Carroll (1979, 1991) definisce un modello concettuale di corporate social performance che si articola su tre dimensioni: 1)definizione delle responsabilità dellimpresa nei confronti della società civile; 2)individuazione dei problemi sociali; 3)analisi delle modalità, delle strategie o della filosofia secondo cui limpresa risponde ai problemi sociali (social responsiveness) RSI: DEFINIZIONE

33 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 33 Il Modello piramidale delle responsabilità elaborato da Carroll (1991) Responsabilità discrezionali, filantropiche Responsabilità etiche Responsabilità legali Responsabilità economiche RSI: DEFINIZIONE

34 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 34 AMBIENTE POLITICO- ISTITUZIONALE AMBIENTE ECONOMICO AMBIENTE SOCIO- DEMOGRAFICO AMBIENTE CULTURALE- TECNOLOGICO La tecnologia influenza limpiego delle risorse, mentre la cultura si riflette soprattutto sul consumo di beni e servizi Struttura della popolazione e tendenze demografiche, ripartizione per strati sociali e grado di mobilità sociale Modello di funzionamento del sistema economico prevalente nellambito territoriale di riferimento: economia di mercato, economia di piano, ecc. Scelte e vincoli derivanti dallordinamento giuridico-politico in relazione a determinati aspetti: grado di libertà economica, disciplina delleconomia, regolamentazione pubblica, imposizione fiscale, norme a tutela del lavoro, ecc. IMPRESA Impresa, RSI e stakeholder

35 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 35 Se le regole del gioco economico fossero complete; se i processi di legiferazione fossero in grado di seguire, in tempi rapidi, levoluzione delle vicende economiche in fasi di accelerata dinamica sociale come lattuale; se tutto ciò fosse assicurato, allora sarebbe vero che non metterebbe conto parlare di RSI. Ma non è così (…)perché i contratti sono principalmente incompleti e perché i mercati non sempre esistono che nascono i numerosi problemi di agenzia (principale-agente) e quelli associati allabuso di autorità da parte di chi detiene il diritto residuale di controllo nei confronti degli stakeholder non controllanti. (Sacconi, 2003) Perché parlare di RSI

36 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 36 MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO Per comprendere appieno dove e perché la CSR si sia diffusa e quali forme abbia assunto a seconda del modello economico-sociale di riferimento, occorre differenziare i diversi modelli di capitalismo in Europa e in America a partire dagli anni 80. E possibile distinguere tre ideal-tipi di capitalismo a seconda del ruolo più o meno esclusivo giocato dal mercato rispetto allo Stato e ad altre istituzioni pubbliche e private: market driver, renano e autoritario. Perché parlare di RSI

37 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 37 MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO 1/2 Tipo di modello e caratteristiche Market driverRenanoAutoritario asiatico GovernancePublic companies, centralità degli shareholders, ruolo della borsa, logica di breve periodo Finanza oligopolistica, gruppi con assetti proprietari integrati, centralità degli stakeholders, ruolo delle banche, logica di lungo periodo Finanza oligopolistica, relazioni particolaristiche, debolezza degli stakeholders, logica di lungo periodo nel ruolo di programmazione dello Stato Modalità di coordinamentoMercato e gerarchia, bassa pressione fiscale, ruolo dellapparato militare - industriale Ruolo redistributivo dello Stato,importanza delle associazioni e dei network, centralità del coordinamento settoriale Ruolo propulsivo dello Stato (developmental state) e riduzione della concorrenza domestica a favore della competitività sul mercato internazionale Regimi di welfareResiduale: promozione di soluzioni di mercato che si basano sullassunzione individuale dei rischi Welfare pubblico, basato sul riconoscimento universalistico dei diritti di cittadinanza, e offerta di servizi pubblici o di trasferimenti alle famiglie Welfare debole e incompleto a carattere aziendale, limitato ai lavoratori delle grandi imprese, ma accompagnato da interventi statali relativi alle infrastrutture sociali ( case e trasporti)

38 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 38 MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO 2/2 Tipo di modello e caratteristiche Market driverRenanoAutoritario asiatico Formazione del capitale umano Lasciata al mercato e conseguenti problemi di produzione del bene collettivo Servizio pubblico basato sulla collaborazione tra Stato e associazioni Specializzazione nella produzione ad alta intensità di manodopera e tecnologia matura, ruolo centrale dello Stato, in funzione dei bisogni delle imprese Relazioni industrialiSindacato debole e uso della flessibilità numerica Sindacato forte e uso della flessibilità funzionale Controllo politico della forza lavoro Meccanismo di contenimento salariale Ruolo della disoccupazione in un mercato del lavoro flessibile Controllo mediante accordi neocorporativi macro o accordi aziendali Tenore di vita modesto e conseguente basso costo della manodopera, massiccio utilizzo del dumping sociale come vantaggio competitivo globale Fonte: Chiesi A.M., Modelli di capitalismo, in Sacconi (a cura di), 2005

39 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 39 RASSEGNA DI ALCUNE TEORIE ECONOMICHE Adam Smith Karl Marx (Il capitale) 1776 (La ricchezza delle nazioni) Divisione del lavoro interdipendenza sociale necessità del mercato Fede nella mano invisibile regolazione spontanea del sistema economico senza bisogno di interventi esterni Libero scambio a livello interno e internazionale ruolo non protezionistico e interventistico dello Stato in economia 1867 Valore, plusvalore, pluslavoro (scambio tra merci e denaro) Introduzione delle macchine impoverimento dei lavoratori + Caduta tendenziale del tasso di profitto crisi della società capitalista Concezione marxiana come premessa alle dottrine economiche socialiste/comuniste (economie pianificate)

40 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 40 RASSEGNA DI ALCUNE TEORIE ECONOMICHE Dopo il 1870 Economisti neoclassici (Walras, Marshall, Pareto, …) Equilibrio del mercato attraverso il modello domanda/offerta Marginalismo massimizzazione dellutilità per imprenditori e consumatori XX secolo Milton Friedman (scuola monetarista) John M. Keynes Studi sulla teoria quantitativa della moneta Inflazione come fenomeno monetario, non utile per risolvere la disoccupazione nel lungo periodo Controllo della crescita della massa monetaria Libero mercato rifiuto di qualsiasi intervento dello Stato in economia Rifiuto della teoria degli stakeholder e della responsabilità sociale dimpresa In caso di crisi (insufficiente domanda) necessità di un intervento pubblico in economia (politiche fiscali e monetarie) per garantire la piena occupazione Ispirazione al new deal di Roosevelt per uscire dalla grande crisi del 29 La responsabilità sociale di unimpresa è generare profitti

41 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 41 La misurazione delle performance economiche e del progresso sociale(Dossier sul rapporto della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi, 2009) La Commissione ha individuato una serie di dimensioni che dovrebbero essere considerate: I. condizioni di vita materiale; II. salute; III. istruzione; IV. attività personali incluso il lavoro; V. partecipazione alla vita politica e governance; VI. legami e relazioni sociali; VII. ambiente (stato attuale e futuro); VIII. insicurezza, sia economica sia fisica.

42 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 42 LA RESPONSABILITA GIURIDICA ED ECONOMICA

43 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 43 L azienda è un sistema di forze economiche che realizza, nell ambiente di cui è parte complementare, in condizioni di autonomia e in condizioni di durabilità, un attività economica consistente in un processo di produzione e di distribuzione della ricchezza a favore delle persone che formano il soggetto aziendale o di altre collettività di riferimento LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

44 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 44 Ciascun tipo di azienda persegue delle finalità istituzionali Di ordine sociale, etico, morale, filantropico, politico, culturale, sportivo, ricreativo, economico, ecc) Possono essere diverse, ma in ogni caso devono garantire: – Autonomia – Durabilità LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

45 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 45 Autonomia e durabilità Durare nel tempo commisurata alla finalità perchè gli obiettivi sono potenzialmente infiniti a prescindere dalle persone che vi lavorano A favore dei soggetti beneficiari e del sistema economico Autonomo (ma non isolate) Senza autonomia non si perseguono finalità istituzionali Se non si è autonomi molte volte non c è la sostenibilità LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

46 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 46 Il compendio di queste due è detto Economicità La capacità di durare nel tempo e di mantenere una situazione di relativa autonomia – e quindi la possibilità di soddisfare le finalità istituzionali – dipende in modo determinante da un insieme di performance e di condizioni di equilibrio dell azienda che viene solitamente compendiato nel concetto di ECONOMICITA LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

47 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 47 Le performance aziendali Le performance aziendali riguardano sia l efficacia che l efficienza. Differenza fra efficacia ed efficienza LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

48 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 48 Efficacia Rappresenta la capacità di perseguire le finalità istituzionali parametro ultimo di valutazione del successo aziendale, in sua mancanza tutto il resto perde d importanza (anche l economicità) Efficacia non è quindi un semplice tassello dell economicità, è un concetto più elevato e allo stesso tempo ne è parte. LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

49 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 49 Efficienza Efficienza è la capacità di impiegare razionalmente le risorse disponibili Ed è ugualmente importante, perché si da il caso di aziende riescono a raggiungere i propri fini (efficaci) ma sprecano moltissimo, precludendo a tanti altri il possibile soddisfacimento. Anche se efficaci, tali aziende non sono da giudicare positivamente. LA RESPONSABILITA ECONOMICA DELLAZIENDA

50 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 50 La responsabilità degli amministratori verso la società Il nuovo testo dellart c.c., dedicato alla responsabilità degli amministratori nei confronti della società, conserva la formulazione originaria del codice del 1942, introducendo tuttavia alcuni importanti elementi di novità, relativi a: la natura della diligenza richiesta; la responsabilità solidale degli amministratori; la responsabilità diretta degli organi deleganti. Gli obblighi giuridici delle imprese 1/2 La responsabilità degli amministratori verso gli stakeholder Secondo quanto previsto dallart c.c. gli amministratori devono redigere il bilancio desercizio, costituito dalla stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dellesercizio. La responsabilità verso i creditori sociali: I presupposti dellazione di responsabilità dei creditori sociali sono: da un lato linosservanza (da parte degli amministratori) degli obblighi inerenti alla conservazione dellintegrità del patrimonio sociale, dallaltro il fatto che il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti ( D.Lgs. 6/2003)

51 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 51 Gli obblighi giuridici delle imprese 2/2 La responsabilità degli amministratori verso gli stakeholder La responsabilità nei confronti dei concorrenti La violazione dei principi di correttezza professionale fra due soggetti in rapporto di concorrenza genera gli atti di concorrenza sleale idonei, secondo quanto previsto dallart c.c., a creare confusione con i prodotti e con lattività di un concorrente o a determinare il discredito ed a danneggiare laltrui azienda La responsabilità nei confronti dei clienti/consumatori Per la tutela dei diritti, le Istituzioni hanno contribuito al miglioramento e al rafforzamento della posizione dei clienti/consumatori, anche per il positivo concorso di molte norme emanate dall'Unione Europea, mediante lapprovazione e l'entrata in vigore della legge 281 del 30 luglio 1998 che ha istituito il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU) e ha legittimato le associazioni dei consumatori ad agire a tutela degli interessi collettivi. La responsabilità nei confronti dei lavoratori Agli stessi deve essere garantita una retribuzione idonea, tale da consentire unesistenza libera e dignitosa (art. 36, Costituzione). Inoltre, la legge impone al datore di lavoro lobbligo di individuare e di valutare i rischi connessi ai luoghi di lavoro e alle mansioni svolte, al fine di creare le condizioni per garantire la sicurezza e la salubrità dei lavoratori (Legge 626 del 1994)

52 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 52 La libertà dimpresa VALORE SOCIALE VALORE DIMPRESA Art. 41 Cost L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. ( programmazione democratica dello Stato…)

53 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 53 RESPONSABILITA SOCIALE DIMPRESA VALORE SOCIALE VALORE DIMPRESA OBIETTIVO

54 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 54 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE Responsabilità sociale dimpresa Responsabilità ambientale Responsabilità economico finanziaria Responsabilitàetico-sociale Sostenibilità (sviluppo sostenibile )

55 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 55 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE LA MORALITÀ 1° ambito: FONTE:coscienza individuale CONTENUTO: valori personali COMUNICAZIONE:introspezione

56 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 56 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE Responsabilità sociale delle imprese limitata alla moralità ESITO POSITIVO: la filantropia tradizionale, contingente, emotiva, soggettiva ESITO NEGATIVO: il paternalismo o, peggio, il padronalismo

57 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 57 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE FONTE:lo Stato CONTENUTO:le leggi valide COMUNICAZIONE:subita IL DIRITTO 2° ambito:

58 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 58 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE Se gli ambiti della responsabilità sociale sono solo la morale e il diritto, non cè spazio per la moderna CSR

59 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 59 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE FONTE: CONTENUTO: COMUNICAZIONE: LETICITÀ [die Sittlichkeit] lintersoggettività dello stare-con in maniera relativamente stabile i valori praticati con laltro che consentono la stabilità dello stare-con riconoscimento e dialogo 3° ambito:

60 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 60 IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE La responsabilità sociale È una responsabilità etica – condivisa Non è una responsabilità giuridica – imputata Non è una responsabilità morale - scelta

61 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Responsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 61 Responsabilità sociale =ƒ ( economia, ambiente, etica ) Letica è lo spazio del non esigibile per norma. È condizionata da diversi elementi: religiosi, politici, culturali, ecc. SPAZIO DELLE NORME SPAZIO DEL COMPORTAMENTO ETICO Frontiera etica Frontiera giuridica Rispetto delle norme Fuori dalla norma Area del non esigibile, dove si colloca la responsabilità sociale RESPONSABILITÀ SOCIALE COME FENOMENO VOLONTARIO

62 Se la vera fonte legittimante dellattività dimpresa risiede nello svolgimento della sua intrinseca funzione sociale, e se è letica a garantirne il corretto assolvimento, allora la stretta osservanza delle leggi sarebbe di per sé inadeguata ad assicurare allimpresa quellindispensabile diritto di cittadinanza che si pone ormai come precondizione che porta allesistenza dellimpresa stessa e, al medesimo tempo, come lattributo che ne assicura la sopravvivenza (SCIARELLI S., Responsabilità sociale ed etica dimpresa: una relazione finalizzata allo sviluppo aziendale, Finanza, Marketing e Produzione, n° 1, 1999 )

63 Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione – A.A | Rresponsabilità sociale dimpresa | Prof. Claudio Cipollini 63 DOVE STIAMO ANDANDO: VALORI CONDIVISI ? Lintera società attuale (pubblico e privato, amministrazione pubblica e imprese private, imprese sociali) deve rivisitare le loro attuali posizioni e interazioni. Il progresso come una obiettivo unitario e integrato e non come derivata di una lotta tra opposte concezioni, tra permessi e licenze, tra profitto e rendicontazione sociale. Non più la mano invisibile di Adam Smith, ma condivisione da parte dellimpresa con lambiente esterno, con il territorio di riferimento (i cluster) delle politiche di sviluppo economiche e sociali. Il concetto si fonda sulla premessa che sia il progresso economico sia il progresso sociale vanno affrontati con dei principi basati sul valore. Il valore si definisce in termini di benefici in relazione ai costi e non in termini esclusivamente di benefici.....Le imprese tuttavia, non hanno quasi mai affrontato i problemi sociali in una prospettiva di valore, ma li hanno sempre considerati aspetti periferici. Ciò ha reso meno visibili le connessioni tra obiettivi economici e obiettivi sociali.....Le organizzazioni sociali e le agenzie pubbliche considerano spesso il successo solo in base ai benefici ottenuti o ai soldi spesi. Nel momento in cui i Governi e le ONG cominceranno a ragionare maggiormente in termini di valore, il loro interesse per la collaborazione con le imprese crescerà inevitabilmente.


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