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GLI ARCHETIPI GLI ARCHETIPI. 1. LEden su questa terra non esiste, ma dovrebbe esserci: la messa in scena dello spazio indifeso …quel delizioso Paradiso…//

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Presentazione sul tema: "GLI ARCHETIPI GLI ARCHETIPI. 1. LEden su questa terra non esiste, ma dovrebbe esserci: la messa in scena dello spazio indifeso …quel delizioso Paradiso…//"— Transcript della presentazione:

1 GLI ARCHETIPI GLI ARCHETIPI

2 1. LEden su questa terra non esiste, ma dovrebbe esserci: la messa in scena dello spazio indifeso …quel delizioso Paradiso…// con un verde recinto così simile ad un tumulo agreste // incorona la vetta di una boscaglia precipite // i cui fianchi villosi di bizzarra, intricata, selvaggia // vegetazione negavano ogni accesso; e più in alto svettando // con ombre insuperabili e maestose, crescevano // il cedro, il pino e labete, la palma // che si dirama fronzuta, una scena silvestre, // e come ombra per ombra grado a grado ascendono // si direbbero un grande, solenne teatro boschivo. // Ma la muraglia vegetale del Paradiso si ergeva // molto più alta delle loro cime, offrendo al nostro // genitore comune un prospetto assai ampio delle terre // che si stendevano attorno; ed ancora più alta // della muraglia appariva una chiostra di alberi immensi // ricchi di splendidi frutti… (IV, vv )

3 La violazione dellEden e linnocenza perduta Satana nel paradiso terrestre Ora pensoso e lento satana si avvia //a risalire quel ripido colle selvaggio; e però non riesce // a rintracciare un varco, essendo così fitto // e intricato, una macchia umana continua il sottobosco // di quel groviglio darbusti e di cespugli, da rendere incerto // ogni sentiero al transito di uomini e animali. // Cera sul lato opposto soltanto una porta // rivolta ad oriente, ma come il Gran Nemico // la vide egli sdegnò quellingresso diretto, // e per dispregio, con agile balzò, superò lostacolo // e vi ricadde in piedi. Come quando un lupo // che si aggira furtivo ed è costretto a battere per fame // nuovi terreni di caccia, spia dove i pastori // raccolgono a sera le greggi nei loro recinti protetti // in mezzo al campo, e facilmente piomba dentro al chiuso //saltando lo steccato; o come un ladro // deciso a alleggerire le ricchezze di un pingue cittadino // le cui solide porte sbarrate da sicuri chiavistelli // non temono lassalto, ecco si arrampica // per la finestra o sale sulle tegole; così // balzò sul gregge di Dio quel primo grande ladro, …//…E da quel punto satana, volando, // sappollaiò simile a cormorano in vetta allAlbero // della Vita, che supera gli altri in altezza…

4 La fortificazione dellEden … dallaltra collina i Cherubini // stavano ormai scendendo in luminosa schiera // ai luoghi prefissati, e fluivano al pari di meteore… (XII, vv ) Allora si volsero indietro, e videro il fianco orientale // del Paradiso, felice albergo un tempo ora perduto, // quasi ondeggiante ai bagliori di fiamma // di quella spada, e la porta affollata di volti tremendi // e di armi crudeli. (XII, vv )

5 Paradisi indifesi: la messa in scena

6 Le mura invisibili Cotton Mather To direct the Frontiers of a Country Exposed unto the Incursions of a Barbarous Enemy, how to behave themselves in their un easy station?) Tu non puoi reggere la verità. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile… chi lo fa questo lavoro? Tu? O forse lei, tenente Weinberg? Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per Santiago e maledite i marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io: che la morte di Santiago, nella sua tragicità, probabilmente ha salvato delle vite. E la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite. Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco. E poi contesta il modo in cui gliela fornisco! Preferirei che mi dicesse: la ringrazio… e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti.

7 E. A. Poe: il villaggio e il panopticon Il diavolo nella torre i cavoli dei giardinetti diventavano tutti rossi, ed ogni cosa che aveva forma di orologio pareva posseduta dal demonio. Le pendole scolpite che si trovavano sopra i mobili si mettevano a ballare come stregate (p. 158).

8 2. Il vero ideale puritano: lo spazio fortificato 10 L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11 Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12 La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. 13 A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. 14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello (Apocalisse) Ma ecco apparire finalmente la sacra influenza // della luce, e dalle mura del cielo quella luce scaglia // unalba scintillante nelloffuscato grembo della Notte; // qui la Natura comincia a rivelare il più lontano // dei suoi confini, ed il Caos si ritrae come nemico vinto // dalle sue estreme difese … (II, vv ) …lampia circonferenza del cielo empireo, indefinitamente // quadro o rotondo, con torri dopale e bastioni adornati // di zaffiro vivente, e che era stato il suo luogo natale… (II, vv ) E quella era una rupe // dalabastro innalzata fino a toccare le nuvole, una mole // ardua, lontana, e solo raggiungibile dal piano // attraverso un sentiero serpeggiante ed un ingressi in alto. // Tuttattorno nientaltro che scabri precipizi // sempre più aspri via via che si procede, impossibili // da risalire. Fra quei rocciosi pilastri sedeva Gabriele, il capo // delle angeliche guardie, e attendeva la notte. // Accanto a lui, disarmata, la gioventù del cielo // si stava esercitando in giochi eroici, ma attorno // erano appese alte le armi celesti, gli scudi, le lance // e gli elmi, che sfolgoravano tutte di diamanti e doro. // (IV, vv ).

9 Lavamposto degli eroi Prima funzione: lo spazio minacciato e la distinzione

10 Lufficio dello sceriffo. Seconda funzione: lo spazio assediato e il ricompattamento (gli eroi si riconoscono)

11 Il fortino sulle ruote. La diligenza e lo spazio assediato Terza funzione: lattesa e larrivo dei Nostri

12 La nave fortino

13 Chiusura:la ricostituzione dellEden e la città sulla collina. I PADRI PELLEGRINI e lattesa Oceano Wilderness Colonia Avamposti Villaggi indiani-pandemoni

14 Quarta funzione: la casa fortificata come canale di comunicazione con Dio Prima di rizzare la tenda tracciai davanti alla cavità un semicerchio di circa dieci metri di raggio dalla roccia e di venti metri di diametro tra un estremo e laltro. Lungo questo semicerchio piantai due file di pali molto robusti che conficcai nel terreno finché furono saldi come pilastri: lestremità più grossa lasciai sporgere per circa due metri e aguzzai la cima. Le due file non distavano più di una dozzina di centimetri luna dallaltra. Presi poi i pezzi di cavo che avevo tagliato a bordo della nave, e li disposi uno sopra laltro, entro il cerchio tra le due file di pali, sino in cima, puntellando lopera dalla parte interna con altri pali, conficcati di sghembo, allaltezza di circa un metro, come speroni a sostegno duna muraglia… Quanto al mio modo di entrare nel fortilizio, feci non una porta, ma una piccola scala a mano, la quale mi permettesse di scavalcare la cinta. Questa scala, una volta dentro, mi tiravo dietro. Così ero ben difeso e fortificato, pensavo, contro il mondo intero (p. 101)

15 Quando le mura non reggono: lultima resistenza di Alamo Alamo marzo 1836 Little Big Horn – giugno 1876

16 Quando lo spazio si contamina: la caccia alle streghe ovvero la risposta americana a Milton La casa stregata degli Hortado – Maine 1683 Sacco e Vanzetti Agosto 1927 Joseph McCarthy, senatore Repubblicano del Wisconsin, 1950 al 1954.

17 Lespulsione degli eretici Quaccheri Eretici antinomisti: fratelli che sbagliano ROGER WILLIAMSAnne Hutchinson

18 La fondazione del mito LA CACCIA ALLE STREGHE DI SALEM (giugno-settembre 1692) ( ) Cotton Mather ( ) Memorable Providences (1689) (1692) Wonders of the invisible world (1692)

19 Il male concentrato. Prima funzione: Mantenimento della distinzione: il villaggio indiano

20 Selvaggi e demoni: minaccia esterna John White: ritratto del capo Opechancanough Giudizio Universale: dannati e Minosse ( ) Attacco indiano a Jamestown da parte degli indiani Pamunky (Virginia, 1622)

21 Captivity tales 1682 Il male concentrato. Seconda funzione: la conferma delleletto

22 Cristiano e la Valle della Morte Così la descrive il profeta geremia: un luogo selvaggio, una terra di deserti e crepacci, di siccità e dombra di morte, una terra dove nessuno (se non un Cristiano) può passare, e dove nessuno abitò mai (p. 77) …è nera come la pece. E poi vedemmo gli Spiriti, i Satiri e i Draghi dellAbisso; e nella Valle si udiva un continuo urlare e lamentarsi, come di gente che soffre pene indicibili, incatenata tra i tormenti. E su quella Valle incombe scoraggiante la nuvola della Confusione, e anche la Morte vi stende sopra le sue ali. In una parola, là tutto è terrificante, poiché è tutto senza Ordine… Vidi allora nel mio Sogno che per tutta la lunghezza della Valle vi era, sul lato destro, un Fossato profondissimo; è quello il Fosso, dove in ogni tempo, i ciechi hanno guidato i ciechi e dove, sia gli uni che gli altri, sono periti miseramente. Inoltre ecco, sul lato sinistro, un Pantano infido e pericoloso nel quale nessuno, anche se vi cadesse una brava persona, riuscirebbe a toccare il fondo per stare in piedi…Il sentiero, poi, era in quel punto particolarmente stretto, e il buon Cristiano si trovò più che mai in grandi difficoltà: infatti se cercava nel buio di evitare il Fosso da un lato, correva il rischio di finire nel Pantano dallaltro;… Ora dove sei, poveruomo? Il tuo Giorno è Notte.//Buon uomo, non ti abbattere, sei sulla buona strada:// Presso le Porte dellInferno passa la via del Cielo; // Rallegrati, sta saldo, giungerai a buon porto. A circa metà di questa Valle scorsi la bocca dellinferno, e si trovava proprio sul ciglio della strada. E ora, pensò Cristiano, che farò? Di quando in quando le fiamme e il fumo uscivano con tanta abbondanza, tra faville e rumori orrendi… (p. 78)

23 Penitenziari D. Defoe, Moll Flanders, 1722 E. Bunker, Education of a Felon (2000) Il villaggio indiano Le ali della libertà (1994)diretto da Frank Darabont, tratto dal racconto di S. King, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank

24 Il male concentrato. Terza funzione: lannientamento del male e la messa in sicurezza del bene. Satana al lavoro « 1988: l'indice di criminalità negli Stati Uniti aumenta del 400%. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l'intero paese. Un muro di cinta di 15 metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l'isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all'isola. Non vi sono guardie dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più »


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