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I fondamenti dellidentita americana Puritani e schiumatori ovvero la fortezza e la frontiera.

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Presentazione sul tema: "I fondamenti dellidentita americana Puritani e schiumatori ovvero la fortezza e la frontiera."— Transcript della presentazione:

1 I fondamenti dellidentita americana Puritani e schiumatori ovvero la fortezza e la frontiera

2 Gli schiumatori del mare: il vuoto come opportunità Balenieri olandesi, pirati e corsari

3 Schiumatori del mare: Dio non esiste / Dio si ritrae Identità Dio

4 LA RIFORMA e i puritani Martin Lutero Johannes Calvinus Thomas Cartwright (ca )

5 Puritani: il buio fuori (Dio è dentro di noi) Identità: (Predestinati) Dio

6 Immaginario americano Spazio chiuso Spazio aperto Spazio chiuso ALAMO 1836 MAYFLOWER 1620 LITTLE BIG HORN 1876 PEARL HARBOR 1941 VIETNAM anni 70 Spazio aperto Spazio chiuso 1890

7 2 GLI ARCHETIPI PURITANI E LA LORO TENUTA

8 Formalizzazione inglese attraverso la letteratura : spazializzazione su carta Fine Seicento Formalizzazione in America attraverso lazione: spazializzazione sul territorio Tenuta moderna degli archetipi Formalizzazione attraverso la letteratura

9 3 I FONDAMENTI PURITANI Il buio fuori ( )

10 Gli scrittori puritani inglesi John Milton John Bunyan Daniel DeFoe : Paradise Lost1678: Pilgrims progress1719: Robinson Crusoe

11 John Milton: Paradise lost (1674) Satana in missione per conto di Dio

12 Organizzazione puritana dello spazio: paradiso e pandemonium Pandemonium Inferno Paradiso Eden Vuoto assoluto

13 Mondo Paradiso Purgatorio Inferno Lorganizzazione cattolica dello spazio Linvenzione del Purgatorio Lorganizzazione cattolica dello spazio Linvenzione del Purgatorio ( )

14 La metropoli americana

15 La metropoli europea-mediterranea

16 IL PERCORSO DI UN ARCHETIPO: IL VUOTO

17 Paradise Lost, canto I Satana nel vuoto: Davanti ai loro occhi allimprovviso apparvero // i segreti dellabisso incanutito, un oceano // illimitato e oscuro, senza confini e senza dimensione; // dove lunghezza, larghezza, altezza e tempo e spazio // sono perduti; dove la Notte più antica ed il Caos, che sono gli antenati della Natura, mantengono // uneterna anarchia […] In questo abisso selvaggio, grembo della Natura e forse tomba, // che non ha mare né spiaggia, né aria né fuoco, // ma tutte queste cose frammiste e confuse […] in questo abisso selvaggio lo scaltro Avversario // si soffermò sullorlo dellinferno ad osservare, // e meditò sul viaggio […]

18 La fondazione dei padri pellegrini: gli archetipi tracciati direttamente nello spazio William Bradford, Of Plimmoth Plantation (1630–1650) Ma qui non posso non sostare e fare una pausa, e restare quasi sopraffatto dallo sbigottimento per la situazione di questa povera gente; e così ritengo che farà anche il lettore, quando abbia riflettuto su di essa. Avendo così superato il vasto oceano… essi non avevano ora amici per accoglierli, né locande per ospitare o ristorare i loro corpi provati dalle intemperie, né case o tanto meno città dove rifugiarsi, dove cercare aiuto. Riferiscono le scritture (Atti degli apostoli, 28. Paolo è in viaggio verso Roma, fa naufragio e viene accolto in modo ospitale dai selvaggi di un isola) come misericordia per lapostolo e la sua compagnia naufraga, che i barbari mostrarono loro non poca gentilezza nel ristorarli, ma questi barbari selvaggi, quando essi li incontrarono (come apparirà più avanti) erano più disposti a riempir loro i fianchi di frecce che altro. E quanto alla stagione era inverno, e quelli che conoscono gli inverni di quel paese sanno che sono aspri e violenti, e soggetti a crudeli e furiose tempeste, pericolose per chi navighi in luoghi noti, molto più per chi esplori una costa ignota. Inoltre che cosa potevano scorgere se non un orrido e desolato deserto, pieno di bestie feroci e di uomini feroci? E quali moltitudini potevano esserci di questi essi non sapevano. Né potevano, per così dire, salire sulla cima del monte Pisgah (da dove Mosè guarda la terra promessa), per scorgere da questo deserto un più ospitale paese che alimentasse le loro speranze; poiché dovunque volgessero gli occhi (salvo che in alto verso il cielo) potevano avere poco conforto o soddisfazione riguardo a qualunque oggetto esterno. … Che cosa poteva ora dar loro sostegno se non lo spirito di Dio e la sua grazia? Non possono e non debbono forse i figli di questi padri dire a ragione: I nostri padri furono inglesi che attraversarono questo grande oceano, ed erano pronti a perire in questo deserto; ma essi invocarono il Signore, ed egli udì la loro voce, e volse lo sguardo alle loro sventure

19 Spazi vuoti: wilderness e frontier Mappa del XVII sec. (Dewitt) Le colonie alla fine del Seicento

20 20 Lovecraft: il vuoto dietro la parete The dreams in the witch-house (1932) Abissi crepuscolari Trono di Azathoth I sogni di Gilman consistevano per lo più in tuffi dentro abissi crepuscolari che splendevano di sfumature indescrivibili, e risuonavano di suoni selvaggiamente distorti. Sulle proprietà spaziali e gravitazionali di tali abissi non riusciva a formulare neppure vaghe ipotesi, nè gli era chiaro se il suo corpo fosse partecipe di quelle proprietà, o obbedisse ancora alle leggi del mondo della veglia. Non camminava né si arrampicava, non volava e non nuotava, non strisciava e nemmeno procedeva carponi... Gli abissi non erano affatto vuoti, anzi contenevano grandi quantità di una sostanza dal colore mai visto, ripiegata nei modi più strani

21 21 Universo Macroverso Pozzi oscuri Altro Tartaruga Il macroverso: Lorganizzazione dello spazio dell Oltre in It di S. King (1986)

22 22 Bill nel vuoto Volando in un rombo assordante, piombando in un budello nero e grondante rivestito di vecchie piastrelle in disfacimento... per esplodere in uno spazio di tenebra assoluta, dove la tenebra era tutto, la tenebra era il cosmo e luniverso... Ma cera qualcosaltro. Bill ne avvertì la presenza... una poderosa presenza nel buio... Volò verso quella presenza e vide che era unenorme tartaruga... La tartaruga parlava nella mente di Bill e Bill intuiva lesistenza di un Altro ancora e capiva che quellAltro abitava un vuoto che si trovava oltre il vuoto in cui lui stava viaggiando. LAltro era forse lEntità definitiva, il creatore della Tartaruga, che soltanto guardava, e di It, che soltanto mangiava. LAltro era una forza al di là delluniverso, un potere oltre tutti i poteri, lautore di tutto ciò che era. A un tratto credette di aver capito: It intendeva spingerlo attraverso una parete alla fine dellUniverso per farlo piombare in qualche altro luogo... dove It realmente viveva, dove It esisteva come un nucleo titanico e accecante che pure era forse non più che il minuscolo bruscolo nella mente dellAltro

23 John Bunyan, Pilgrims Progress ( ) Il percorso del predestinato

24 Il progress del pellegrino Città della distruzione Palude dello sconforto Porta stretta Casa dellinterprete Strada maestra Valle dellumiliazione Valle dellombra della morte Città di vanità Colle del lucro Bocca dellinferno Valle della disperazione Terreno incantato Fiume

25 1. Porta stretta; 2. Strada maestra; 3. Gerusalemme 3 21 Fuori

26 Spazializzazione americana: espulsione e arca Inghilterra Nuovo Mondo Oceano Arca

27 Il passage delluomo perduto Inferno Purgatorio Paradiso Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita


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