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1 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori Tecniche dintervento psico-pedagogico per la promozione dellAutoefficacia, della Resilienza e dellApprendimento Progetto Spes Goal Provincia di Napoli

2 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Il presente lavoro è il risultato di una ricerca azione condotta dallIsfol nellambito del progetto Spes Goal finanziata con i fondi provinciali – annualità Hanno partecipato al gruppo di lavoro: Daniela Pavoncello ( coordinamento tecnico scientifico), Virginia Marella, Concetta Procopio, Lauretta Valente, Mario Becciu e Klement Polacek Autori del testo sono: Daniela Pavoncello, Virginia Marella, Concetta Procopio 2

3 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello INDICE 1. PRESENTAZIONE…………………p AUTOEFFICACIA…………………p RESILIENZA…………………p APPRENDIMENTO…………………p CONCLUSIONI…………………p BIBLIOGRAFIA…………………p. 39 3

4 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello 1. PRESENTAZIONE Il seguente lavoro si presenta come una linea-guida per gli insegnanti coinvolti nel progetto Spes Goal promosso dalla provincia di Napoli. Lobiettivo del progetto è stato di individuare i ragazzi particolarmente a rischio di dispersione scolastica negli istituti secondari inferiori e superiori Casanova, Caracciolo, Costantinopoli, Croce e Novaro. In vista dellobiettivo generale, mira a sottolineare limportanza di tre costrutti: Autoefficacia, Resilienza e Apprendimento per ridurre il rischio di abbandono scolastico, fenomeno frequente nei ragazzi del Rione della Sanità. La presente proposta di intervento psico-pedagogico definisce limportanza e la promozione dei costrutti analizzati e presenta alcune linee di azioni. 4

5 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello 2. AUTOEFFICACIA Definizione Il concetto di Autoefficacia, in generale, si riferisce alla convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessarie a gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano in modo da raggiungere i risultati prefissati. Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano le motivazioni personali e agiscono (Bandura, 1996). 5

6 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello L'autoefficacia consiste nella convinzione dell'individuo di possedere delle abilità richieste per un determinato compito. Il soggetto valuta in modo personale le sue capacità di affrontare un certo compito con successo. L'autoefficacia intesa nella concezione più ampia, rappresenta l'abilità dell'individuo di gestire la sua esistenza. In tal senso essa guida il processo di selezione operato dal soggetto. 6 AUTOEFFICACIA Definizione

7 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello PERCHE E IMPORTANTE SVILUPPARE LAUTOEFFICACIA? La promozione dellautoefficacia aumenta il livello di aspirazione del ragazzo, la sua costanza nellimpegno, lo aiuta a raggiungere le mete che si è prefissato e anche quelle che gli sono state suggerite dallinsegnante. Occorre promuovere questa capacità perché offre un aiuto al ragazzo a tollerare le frustrazioni, come p.e. un brutto voto o una delusione damore, per gestire lo stress che ne consegue. Lautoefficacia è uno strumento basilare per comprendere le cause di un possibile successo o fallimento, consapevolezza fondamentale per essere efficaci in unaltra occasione. 7

8 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello LE FONTI DELLAUTOEFFICACIA Bandura ha descritto quattro "sorgenti" dell'autoefficacia: I. previa esperienza positiva (successo): le esperienze comportamentali dirette di gestione efficace, che hanno la funzione di indicatori di capacità; II. esperienza vicaria (osservazione delle persone di successo): le esperienze vicarie e di modellamento, che alterano le convinzioni di efficacia attraverso la trasmissione di competenze e il confronto con le prestazioni ottenute dalle altre persone; 8

9 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello III. persuasione verbale (esortazioni da parte di terzi): la persuasione verbale ed altri tipi di influenza sociale, che infondono e costituiscono la possibilità di possedere competenze da sperimentare; IV. stati affettivi costruttivi (rilassamento): gli stati fisiologici ed affettivi, in base ai quali le persone giudicano la loro forza, vulnerabilità, reattività al disfunzionamento. 9 LE FONTI DELLAUTOEFFICACIA

10 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello COME PROMUOVERE LAUTOEFFICACIA? Linsegnante, per promuovere lautoefficacia, nel proprio allievo, dovrebbe mettere in atto alcuni atteggiamenti: Comunicare esplicitamente accettazione, calore, affetto, supporto (a livello verbale/non verbale). Gratificare immediatamente comportamenti positivi. Evitare i paragoni del tipo Vedi Mario come è tranquillo, fai come lui. 10

11 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Evitare i sempre e i mai; aiutarlo a ridefinire il proprio comportamento in modo meno categorico (qualche volta disturbo, ma il più delle volte mi comporto in modo adeguato). Insegnare strategie di autoregolazione e di pianificazione (linsegnante modello: dialogo esterno e autoistruzioni). Bilanciare le valutazioni in campo scolastico (rispetto ai diversi ambiti, rispetto ai successi ottenuti in altre aree extra-scolastiche 11 COME PROMUOVERE LAUTOEFFICACIA?

12 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello LINSEGNANTE COME MODELLA DI AUTOEFFICACIA Per promuovere nel proprio allievo lo sviluppo dellautoefficacia, linsegnante può funzionare come modello, muovendosi secondo i seguenti passi: Definisce un obiettivo realistico da raggiungere; Valuta il contesto, ovvero le possibilità e i limiti di realizzazione; Ipotizza le possibilità di riuscita e i rischi di insuccesso; Pianifica unalternativa per gestire limprevisto; Considera quali capacità personali utilizzare; Ricerca sostegno e feedback allesterno; Individua varie soluzioni per il raggiungimento dellobiettivo 12

13 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello SUGGERIMENTI PER GLI INSEGNANTI Linsegnante, attraverso unosservazione sistematica dellallievo, può identificare comportamenti non-efficaci. Gli indicatori sono: lallievo non raggiunge gli obiettivi prefissati lascia il lavoro a metà non svolge i compiti difficili non affronta i problemi che si trova davanti ha difficoltà a comunicare con gli altri, anche quando manifesta interesse e volontà al lavoro non si attiva. 13

14 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Linsegnante può promuovere lo sviluppo dellautoefficacia a due livelli: Promozione della Gestione efficace dei comportamenti problematici Promozione dellautoefficacia rispetto ai compiti scolastici 14 SUGGERIMENTI PER GLI INSEGNANTI

15 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello PROMOZIONE DELLA GESTIONE EFFICACE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMATICI Stabilire poche regole chiare, possibilmente espresse in forma positiva, specifiche per le diverse situazioni; Utilizzare richiami visivi/vicinanza fisica; Concordare conseguenze specifiche in caso di trasgressione delle regole; Prevedere conseguenze positive per il rispetto delle regole; Concordare conseguenze specifiche in caso di trasgressione delle regole; Fare attenzione a non identificare lallievo con il suo comportamento (es. invece di apostrofare il ragazzo con sei il solito disordinato, meglio utilizzare un messaggio – Io del tipo mi disturba quando non metti in ordine le tue cose). 15

16 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello PROMOZIONE DELLAUTOEFFICACIA RISPETTO AI COMPITI SCOLASTICI Iniziare un nuovo compito definendo chiaramente le aspettative (realizzabili) in modo che lallievo possa misurarsi con il proprio successo; Fornire consegne semplici e assicurarsi che siano comprese; Suddividere il compito in fasi intervallabili con pause; Fornire frequentemente incoraggiamenti; Rinforzare il completamento delle singole fasi del lavoro; Favorire gradualmente lautonomia; Premiare lo sforzo e non concentrarsi solo sul risultato; Riconcettualizzare lerrore/riconoscere la difficoltà di un compito; Aiutare lallievo a riconoscere e identificare le reazioni emozionali derivanti dai risultati ottenuti. 16

17 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello 3. RESILIENZA Definizione La Resilienza è la capacità dell'uomo o delle comunità di resistere e superare le avversità della vita. E la capacità umana universale di affrontare, superare o addirittura uscire rinforzati da esperienze negative. È, inoltre, una competenza che si esprime in un contesto di sfide significative alladattamento e allo sviluppo. Nella sua accezione maggiormente condivisa, il costrutto di resilienza si riferisce a quel processo dinamico che consente di mantenere un adattamento positivo, malgrado un contesto in cui il soggetto è messo alla prova da circostanze avverse, adattamento che può consistere tanto nel raggiungimento di esiti evolutivi funzionali quanto nell evitamento di esiti maladattivi (Renati - Zanetti, 2008, 264). 17

18 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello La resilienza è una capacità che può essere appresa e che riguarda la qualità degli ambienti di vita, in particolare i contesti educativi, qualora sappiano promuovere lacquisizione di comportamenti resilienti. La resilienza rappresenta la capacità degli individui di adattarsi positivamente al loro ambiente nonostante la presenza di rischi per lo sviluppo. 18 RESILIENZA Definizione

19 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Linsegnante, attraverso un monitoraggio del proprio allievo, può individuare i comportamenti non resilienti. Il ragazzo con bassa resilienza ha difficoltà ad affrontare le situazioni problematiche, non sopporta che si contraddica il suo modo di pensare, in seguito ad un voto basso si scoraggia perdendo la fiducia in se stesso e non procede di fronte ad una difficoltà. 19 RICONOSCERE I COMPORTAMENTI NON RESILIENTI

20 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello La struttura su cui si va costruendo una solida capacità di resilienza poggia su 3 fondamentali concetti dellessere umano: Sicurezza interna intesa come la stabilità dellindividuo centrato su di sé ovvero in grado di riconoscere e curare i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri desideri e soprattutto le proprie necessità; Stima di sé o autostima intesa come un insieme di idee che lindividuo ha sviluppato su di sé. Si forma in base a come lindividuo, negli anni della crescita, è stato trattato o visto dagli altri significativi. Quando il bambino ha sviluppato una serie di idee su di sè, è probabile che cominci a comportarsi con maggiore frequenza in modo conforme al proprio concetto di sé, provocando negli altri feedback tali da avvalorare ulteriormente limmagine che si è creato di se stesso. 20 COME COSTRUIRE LA RESILIENZA?

21 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Sentimenti della propria efficacia o autoefficacia intesa come convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azione necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano, in modo da raggiungere i risultati prefissati. Le convinzioni di efficacia influenzano il modo in cui le persone pensano, si sentono, trovano le motivazioni personali e agiscono. 21 COME COSTRUIRE LA RESILIENZA?

22 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Linsegnante rappresenta una base sicura di attaccamento; può essere definito un vero e proprioPORTO SICURO a cui il ragazzo spesso ha bisogno di far ritorno. E importante, dunque, che linsegnante si presenti: Stabile e Attendibile; Empatico, ascolta e capisce i bisogni e le emozioni, dà un nome ai sentimenti e rispecchia in modo autentico; In grado di cercare e trovare significati, ovvero legge il significato del comportamento manifesto del ragazzo alla luce della storia personale dellallievo e del momento storico in cui si trova; 22 LINSEGNANTE COME PROMOTORE DI RESILIENZA

23 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello È un contenitore vivificante in quanto propone limiti costruttivi, tiene duro nel ruolo di sostegno; Favorisce i sentimenti di appartenenza promuovendo la costruzione del gruppo scuola o dopo scuola e gruppo attività sportiva. Inoltre: linsegnante evita che si rinforzi nellallievo il senso di colpa che può derivare dai comportamenti dei genitori, lo aiuta a riporre una speranza nel futuro, gli insegna che le difficoltà possono essere superate, trasmette il messaggio che si può essere artefici del proprio destino e, dunque, scegliere cosa si vuole dalla vita. 23 LINSEGNANTE COME PROMOTORE DI RESILIENZA

24 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Sei strategie utili per linsegnante promotore di resilienza: 1. Offrire agli studenti la possibilità di partecipare attivamente alle attività scolastiche, perché quando gli studenti hanno la possibilità di partecipare alla pianificazione delle attività scolastiche, migliorano il loro rendimento e la loro condotta; 2. Comunicare elevate aspettative, in quanto la probabilità di avere successo in un compito aumenta in base alla fiducia che i ragazzi hanno nelle loro competenze; 3.Fornire cura e supporto, perché se i ragazzi sentono di essere parte di un ambiente supportivo ottengono più frequentemente risultati positivi, a prescindere da differenze individuali quali le abilità o lo status socioeconomico; 24 SUGGERIMENTI PER LINSEGNANTE: LE SEI STRATEGIE PER PROMUOVERE LA RESILIENZA

25 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello 4. Aumentare i legami pro-sociali, in quanto le relazioni tra pari rappresentano unimportante risorsa per incrementare le abilità sociali, lempatia, la cooperazione, lautonomia e le capacità di problem solving; 5. Creare dei legami chiari e consistenti, perché mostrare gli effetti delle azioni individuali aumenta il senso di autodeterminazione; 6. Insegnare abilità sociali che sono un fattore primario di resilienza perché consentono al ragazzo di creare e mantenere rapporti significativi. 25 SUGGERIMENTI PER LINSEGNANTE: LE SEI STRATEGIE PER PROMUOVERE LA RESILIENZA

26 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Si intende per Apprendimento linsieme delle modalità e degli strumenti che lindividuo utilizza per imparare. Sono 3 gli approcci allapprendimento: profondo, superficiale e strategico. Approccio profondo: interazione con il contenuto da apprendere, stabilire rapporti tra nuove informazioni e quelle già possedute, esaminare il valore delle argomentazioni apportate. Approccio superficiale: memorizzare i contenuti in vista dellesame, apprendere solo quello che è strettamente richiesto allesame, fedele riproduzione del testo da studiare. Approccio strategico: organizzare il tempo e distribuire le forze per ottenere successo, prevedere le domande di un esame e preparare le risposte APPRENDIMENTO Definizione

27 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Leffetto di questi 3 tipi di approccio si manifesta nella qualità dellapprendimento. Lapprendimento profondo consiste, infatti, in una ricca assimilazione delle informazioni dovuta ad una genuina motivazione del soggetto. Lapprendimento superficiale rappresenta unassimilazione parziale e frammentaria di informazioni, dovuta a ragioni esterne al soggetto. Lapproccio strategico si colloca a metà strada tra i due precedenti approcci: la qualità di questo apprendimento dipende, infatti, da entrambi i tipi di motivazione, intrinseca ed estrinseca, e dallefficacia delle strategie adottate. 27 APPRENDIMENTO Definizione

28 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Rientrano nel processo di apprendimento: Motivazione Intrinseca ad apprendere o valore che la persona dà ai contenuti, in quanto li considera importanti per se stessi e non per motivi esterni. Lo studente, in questo caso, risulta coinvolto razionalmente ed affettivamente nel processo di apprendimento, in quanto considera ciò che apprende arricchente per la propria personalità e presupposto per la sua autonomia generale: i contenuti appresi sono di conseguenza duraturi. La motivazione intrinseca è una caratteristica generale dello studente e non si presenta uguale per tutte le materie. Essa è il presupposto per una continua crescita dello studente durante tutta la sua carriera scolastica e, in seguito, nellesercizio della professione. 28 PROCESSO D APPRENDIMENTO

29 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Metacognizione e apprendimento auto-regolato: la conoscenza dei processi di apprendimento e gestione dei compiti e dei doveri scolastici in modo autonomo. Il possesso di una buona capacità metacognitiva determina una migliore gestione del proprio apprendimento scolastico. Lapprendimento viene facilitato se il soggetto è a conoscenza dei processi per mezzo dei quali esso avviene. Ciò permette di ottenere un risultato migliore e fa in modo che lo studente non disperda le forze. Il possesso di questi processi determina lapprendimento autoregolato, cioè la gestione di compiti e doveri scolastici in modo autonomo, senza aiuti e stimolazioni esterne. 29 PROCESSO D APPRENDIMENTO

30 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Strategie di apprendimento: i possibili metodi per un apprendimento più efficace, adatto alle proprie esigenze ed esperienze. Sono le strategie che lo studente utilizza maggiormente e linsegnante potrà aiutarlo a rendersi consapevole se il proprio modo di impostare lapprendimento è o meno produttivo e, di conseguenza, potrà consigliargli dei metodi adeguati alle singole discipline. 30 PROCESSO DAPPRENDIMENTO

31 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Consolidamento dellapprendimento: abitudine dello studente ad attuare processi di studio che mirano a consolidare quanto appreso. Il consolidamento avviene attraverso processi mentali impegnativi che richiedono capacità di analisi, sintesi e valutazione, usando i metodi induttivo e deduttivo. 31 PROCESSO DAPPRENDIMENTO

32 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Apprendimento superficiale: un apprendimento inefficace o superficiale si basa su una motivazione estrinseca (lo faccio perché mi è stato imposto), è un apprendimento povero di contenuti ed incompleto. Questo tipo di apprendimento si basa, inoltre, sulla memorizzazione dei contenuti, è finalizzato al riconoscimento sociale (la promozione). Il metodo è rigido, perché lo studente utilizza sempre lo stesso per tutte le materie. 32 PROCESSO DAPPRENDIMENTO

33 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Attraverso losservazione del proprio lallievo, si può riconoscere un apprendimento superficiale: il ragazzo si pone solo obiettivi facilmente raggiungibili; i concetti, anche se ricordati, non sono organizzati in ununità coerente; evita i compiti in cui prevede di non ottenere un buon risultato; non distingue gli argomenti più importanti da studiare; pur conoscendo un argomento, non riesce ad organizzarlo in modo da ricordarlo; quando un argomento è difficile studia solo la parte che capisce più facilmente; memorizza anche ciò che non ha compreso; salta un argomento troppo difficile e usa un metodo di studio senza conoscerne la ragione. 33 PROCESSO DAPPRENDIMENTO

34 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Linsegnante, per promuovere un apprendimento efficace nei propri allievi, può muoversi secondo i seguenti passi: Introduce largomento che vuole trattare; Segnala lordine e la sequenza dei passaggi; Rinforza i punti significativi; Introduce un esempio chiarificatore; Conclude e sintetizza. 34 SUGGERIMENTI PER GLI INSEGNANTI

35 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Viene presentata qui di seguito una piccola griglia di strategie di apprendimento che ogni insegnante può consegnare ai propri allievi per stimolare un apprendimento di qualità. Strategie di apprendimento Farsi interrogare dai compagni sugli argomenti di studio Tenere appunti ordinati secondo materie e argomenti Fare degli schemi prima di iniziare un tema Fare i riassunti per apprendere meglio Porsi da soli delle possibili domande di uninterrogazione Mentre studia mettere in rilievo le frasi più importanti e segnare le cose che non capisce per riprenderle in seguito 35 SUGGERIMENTI PER GLI ALLIEVI

36 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Dividere un testo difficile in paragrafi per comprendere i concetti principali Se non capisce qualcosa chiedere spiegazione allinsegnante Accettare i consigli degli insegnanti su come apprendere meglio quella materia Per verificare se ha capito bene un argomento cercare di spiegarlo ad un compagno 36 SUGGERIMENTI PER GLI ALLIEVI

37 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello Successivamente, linsegnante può indagare lefficacia delle strategie usate testando il consolidamento dellapprendimento attraverso la seguente lista di domande: Conosce globalmente un argomento? Applica alla sua esperienza quotidiana quello che impara studiando? Consulta varie fonti per comprendere meglio largomento? Cerca di avere chiarezza sul significato delle materie che studia? Mentre studia si pone delle domande per verificare il suo grado di comprensione? 37 SUGGERIMENTI PER GLI INSEGNANTI

38 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello La promozione e lo sviluppo dell Autoefficacia, della Resilienza e dell Apprendimento sono indispensabili per rinforzare la relazione tra insegnante e allievo in un contesto scolastico complesso e per fornire degli strumenti di consapevolezza e di gestione delle proprie risorse. Tale investimento da parte degli adulti significativi si pone come un sostegno al ragazzo che nel proprio percorso evolutivo ha la possibilità di imparare a riconoscere, dosare, gestire ed investire le proprie energie verso sani obiettivi di sviluppo. Nellottica della realtà sociale nella quale si colloca questo progetto risulta importante, dunque, trasmettere ai ragazzi il messaggio che realmente si può cambiare il corso del proprio destino e che si può uscire dai momenti di difficoltà imparando ad utilizzare il proprio ombrello personale quando si è sotto la pioggia CONCLUSIONI

39 Fare clic per modificare lo stile del titolo Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori 16 giugno 2009 Daniela Pavoncello 6. BIBLIOGRAFIA Bandura A. (a cura di), Il senso di autoefficacia. Aspettative su di sè e azione. Erickson, Trento, Bandura, A., Autoefficacia: teoria e applicazioni. Tr. it. Erickson, Trento, Canevaro A., Malaguti A., Miozzo A, Venier C. (a cura di), Bambini che sopravvivono alla guerra. Erickson, Trento, Carkhuff R., Larte di aiutare. Erickson, Trento, Franta H. – Colasanti A., Larte dellincoraggiamento, Carocci Editore, Roma, Polacek K., Questionario sui processi di apprendimento (QPA). O.S. Firenze, Renati R., Zanetti M.A., Costruire la resilienza a scuola: il ruolo degli insegnanti nello sviluppo delle risposte adattive in Psicologia delleducazione vol. II, n.2. pp Erickson, Trento,


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