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«La formazione sul contratto di rete»

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Presentazione sul tema: "«La formazione sul contratto di rete»"— Transcript della presentazione:

1 «La formazione sul contratto di rete»

2 LA RETE DI IMPRESE – Forma organizzativa
Firms are islands of conscious power in an ocean of unconscious cooperation (Coase) ATTIVITA’ ECONOMICHE Cooperazione tra organizzazioni Coordinamento organizzativo Transazioni Price-based Gerarchia Mercato Reti Costi di organizzazione: Complessità del comando Perdita di controllo Rigidità e rischi gestionali Costi di transazione: Asimmetrie informative Alta Frequenza Bassa specificità Costi di coordinamento: Stabilità della relazione Alta specificità Indipendenza Vantaggi: Economie di scala Controllo unitario Flessibilità, separazione rischi Flessibilità e autonomia Separazione rischi La letteratura nazionale e internazionale interpreta le ragioni che inducono le imprese ad aggregarsi attraverso sostanzialmente due approcci teorici differenti. Il primo approccio, definito transazionale, è di matrice prettamente economica, mentre il secondo appartiene all'area di studi dello Strategic Management e include le due prospettive d'analisi del vantaggio competitivo, quella Industry based e quella Resource based. L'approccio transazionale si basa sulla dicotomia tra gerarchia (make) e mercato (buy) funzione di un'analisi dei costi di transazione sviluppata da Williamson. La teoria dei costi di transazione individua un criterio di scelta, fondato sull'efficienza, tra la gerarchia e il mercato, ovvero tra la realizzazione all'interno dei processi produttivi e l'acquisizione all'esterno delle risorse. La gerarchia comporta costi di controllo e di coordinamento; il mercato comporta costi d'uso e di controllo. Il criterio di scelta si fonda sull'efficienza comparata espressa dai costi associati ad ognuna delle due soluzioni. Quando la valutazione non consente di propendere nettamente per una delle due, la struttura di governo efficiente delle transazioni si rinviene in una soluzione intermedia in cui sono comprese le aggregazioni di imprese. Secondo la prima formulazione di questo approccio i raggruppamenti di imprese costituiscono una modalità organizzativa intermedia e residuale tra mercato e gerarchia. Successivamente si è riconosciuta a questi ultimi una propria identità organizzativa autonoma e distinta sia dal mercato sia dalla gerarchia. Questo approccio risulta particolarmente funzionale per spiegare le scelte di internalizzare o esternalizzare (outsourcing) e soprattutto i processi relativi al primo stadio del percorso di condensazione e/o alla realizzazione di subforniture e decentramento produttivo finalizzati proprio alla riduzione dei costi e alla flessibilità produttiva. Il suo limite fondamentale, però, è quello di considerare il solo aspetto economico delle transazioni ignorando le componenti culturali e politiche. Pertanto, non risulta esaustivo di quelle aggregazioni che trovano ragione d'essere nella ricerca del potere di mercato o di opportunità di sviluppo innovativo. Il pregio delle reti di imprese consiste nella loro estrema duttilità. Le esigenze fondamentali che il modello organizzativo a rete mira a soddisfare sono sostanzialmente due: «il coordinamento delle attività a livello globale ed un elevato grado di differenziazione e flessibilità». In sostanza la rete coniuga: – i vantaggi strutturali dell'organizzazione di piccole e media dimensione (flessibilità, velocità di reazione agli stimoli esterni, elevata qualità, ecc.) con quelle delle organizzazioni di grandi dimensioni (economie di scala finanziarie, di Ricerca & Sviluppo, risorse umane, ecc.); – i vantaggi del mercato con quelli della gerarchia senza doverne subire gli svantaggi.

3 Le piccole e medie imprese italiane sono IN DIFFICOLTÀ:
L’unione fa la forza Le piccole e medie imprese italiane sono IN DIFFICOLTÀ: Non riescono a raggiungere sostanziali economie di scala Possiedono un know how inadeguato per attivare processi innovativi Hanno avuto un difficile accesso al credito Nel corso degli anni, fino al tardo ‘900, è possibile verificare il diffondersi delle reti in seguito alla liberalizzazione e allo sviluppo tecnologico con l’abbattimento dei monopoli Il cambiamento del commercio internazionale e l’incremento della concorrenza hanno originato forme di de-verticalizzazione della filiera produttiva

4 Assistiamo al diffondersi di:
Joint venture ATI Consorzi Distretti Ognuna di queste forme di collaborazione determina la virtuosa circolazione del sapere, genera innovazione, produce maggiore efficienza, irrobustisce la competitività. - Il contratto di consorzio (art e seguenti del c.c.) è quello con il quale più imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. I consorzi, originariamente, non venivano utilizzati come forme di cooperazione tra imprenditori, bensì per consentire il funzionamento dei contratti di cartello tra imprenditori, limitativi della concorrenza. Solo successivamente, fecero proprie le finalità basate sulla collaborazione tra imprenditori. - Le associazioni temporanee d'impresa, in sigla “ATI”, rappresentano un accordo di cooperazione occasionale e temporanea fra più aziende senza le stesse costituiscano un'organizzazione comune. Con l'ATI, le imprese s'impegnano a realizzare congiuntamente un'opera complessa che, in quanto tale, va oltre le capacità operative di ciascuna di esse, opera che per le sue caratteristiche può essere scomposta nell'esecuzione, beneficiando di più prestazioni specialistiche ognuna delle quali viene resa dall'azienda partecipante all'ATI. Tale forma di cooperazione tra aziende si fonda sulla disciplina del mandato collettivo con rappresentanza, scelto in alternativa alla costituzione di una società oppure di un consorzio con attività esterna. - I distretti produttivi rappresentano uno dei maggiori punti di forza del sistema industriale italiano e si configurano come sistemi produttivi locali ed omogenei, contraddistinti da una notevole concentrazione d'imprese industriali ad elevata specializzazione, in prevalenza di piccole e medie dimensioni. Il distretto industriale è, dunque, un'aggregazione di aziende medio piccole, situate in un territorio circoscritto, specializzate in una o più fasi del processo produttivo caratteristico delle imprese partecipanti, tra loro collegate mediante un'articolata rete di interrelazioni sia di carattere economico che sociale. Le joint ventures , non esiste una fattispecie giuridica “joint venture”. Questa espressione è anglosassone e con essa si indica ogni possibile accordo tra imprenditori che abbia natura associativa e duri limitatamente nel tempo. La joint venture è rivolta all'esercizio di un'attività economica di comune interesse dei sottoscrittori dell'accordo. La locuzione “ joint venture” definisce, soprattutto, gli accordi commerciali internazionali.

5 Definizione Forme organizzative basate sulla cooperazione e il coordinamento tra imprese interdipendenti, che stabiliscono connessioni e relazioni intense e di lungo periodo per fini comuni e risultati condivisi, ma mantengono la loro autonomia giuridica ed economica. La finalità distintiva della relazione è lo scambio di conoscenze e informazioni. Le reti rappresentano un sistema di connessioni multiple e riconoscibili entro cui operano nodi ad alto livello di autoregolazione, capaci di operare fra loro in vista di fini comuni e di risultati condivisi. La rete è anche una trama di relazioni non competitive che connette entità istituzionalmente diverse: – senza intaccarne l’autonomia formale – senza una direzione e un controllo unitario. Le reti sono forme di organizzazione basate sulla cooperazione e il coordinamento tra imprese o altre organizzazioni che si trovano sotto condizioni di interdipendenza.

6 Caratteristiche essenziali di una rete:
presenza di almeno due nodi (imprese) interdipendenza tra i nodi autonomia istituzionale dei nodi meccanismi di governo della relazione tra i nodi basati sul coordinamento (cooperazione, influenza reciproca, negoziazione) Le relazioni richiamate sussistono nei “normali” rapporti che caratterizzano l'attività delle imprese e degli individui, quindi cosa contraddistingue una rete? Una rete è una modalità di regolazione dell'interdipendenza tra imprese diversa dalla gerarchia e dal mercato, perché basata su un gioco cooperativo e su modalità di interazione e comunicazione che sono specifiche dei partner. Definizione di rete: “modo astratto di organizzazione generale delle forze produttive che valorizza al massimo le interazioni fra soggetti dotati di autonomia”. [Vaccà, Zanfei] Presenza di relazioni multiple intense e ripetute nel tempo: – importanza degli aspetti sociali e interpersonali della relazione (basati anche sulla fiducia reciproca) – le unità partecipanti sono sostanzialmente autonome, anche quando esiste una unità “centrale” e più unità “nodali” – Le unità si coordinano tramite processi di “aggiustamento reciproco”

7 Le reti si distinguono in base a:
Classificazione Le reti si distinguono in base a: coesione giuridica (contrattuali o organizzative) coesione strategica complementarità tecnico-economica In base alle caratteristiche dei nodi e al tipo di relazioni sono configurabili varie tipologie di rete: - grado di coesione giuridica: presenza e intensità del legame sottostante l'accordo - grado di coesione strategica: livello di coerenza o di convergenza delle strategie individuali delle singole imprese con quella della rete grado di integrazione tecnico economica: grado di complementarietà sul piano degli investimenti e dei processi operativi posti in essere dalle imprese della rete. In base al grado di coesione giuridica si distinguono: 1. Reti proprietarie (alto grado di coesione) il collegamento tra le imprese è garantito dal possesso di azioni (holding, joint venture corporation, konzern, in genere strutture assimilabili a quelle dei gruppi d'imprese); 2. Reti non proprietarie (basso grado) il collegamento tra le altre imprese avviene tramite accordi di natura contrattuale oppure di natura informale (franchising, consorzio, contratti di conferimento di risorse o trasferimento di beni o servizi necessari per la realizzazione di particolari attività). Reti caratterizzate da forme giuridiche rivolte a garantire alle imprese partecipanti la possibilità di fruizione dei risultati dell'attività svolta e l'accesso ai diritti di proprietà. In base al grado di grado di coesione strategica si distinguono: 1. Reti divergenti: le imprese del network perseguono vantaggi legati all'efficienza ed efficacia operativa di breve senza modificare le proprie strategie di lungo periodo - per esempio rapporti di subfornitura 2. Reti convergenti: le imprese che appartengono al network considerano la rete come la soluzione organizzativa più idonea per realizzare un comune piano strategico. In base al grado di grado di integrazione tecnico economica si distinguono: 1. Reti complementari: i vincoli tecnico-produttivi ed economici tra le imprese sono molto forti per cui si può generare un unico processo di produzione economica suddiviso su più unità autonome giuridicamente 2. Reti indipendenti: l'appartenenza al network prescinde dai processi produttivi aziendali, ma è motivato dalla presenza di interessi comuni e condivisi. Dalla combinazione del grado di coesione strategica e di quello di integrazione tecnico/economica possono definirsi reti: - indipendenti e convergenti - indipendenti e divergenti - complementari e convergenti - complementari e divergenti -

8 Small Business Act La legge "Small Business Act (SBA)" sulle piccole e medie imprese (PMI) crea un quadro strategico finalizzato a sfruttare meglio il potenziale di crescita e di innovazione delle PMI. Tale iniziativa intende rafforzare la competitività sostenibile dell'Unione europea (UE) nonché la sua transizione verso un'economia della conoscenza. Contiene dieci principi guida per la formulazione e l’attuazione delle politiche sia a livello dell’Unione Europea che degli Stati membri. Il ruolo delle PMI nell’economia europea è stato ripetutamente riconosciuto ai più alti livelli politici. Il Consiglio europeo del marzo 2008 ha espresso un sostegno senza riserve all’iniziativa per rafforzare ulteriormente la crescita e la competitività sostenibili delle PMI, denominata “Small Business Act” (SBA) per l’Europa e ne ha richiesto la rapida adozione. Lo “Small Business Act” mira a migliorare l’approccio politico globale allo spirito imprenditoriale, ad ancorare irreversibilmente il principio “Pensare anzitutto in piccolo” nei processi decisionali - dalla formulazione delle norme al pubblico servizio - e a promuovere la crescita delle PMI aiutandole ad affrontare i problemi che continuano a ostacolarne lo sviluppo.

9 Si tratta di principi essenziali per creare condizioni di concorrenza paritarie per le PMI e migliorare il contesto giuridico e amministrativo nel quale esse operano, e precisamente: 1) Dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale 2) Far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l’insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità

10 3) Formulare regole conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”
4) Rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI 5) Adeguare l’intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e usare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI

11 6) Agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali 7) Aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico 8) Promuovere l’aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione 9) Permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità 10) Incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati

12 Lo Small Business Act è, in sintesi, un pacchetto di proposte, formalmente adottato dal Consiglio Competitività a dicembre 2008, per valorizzare le piccole e medie imprese. Le Pmi costituiscono, infatti, l'ossatura del sistema economico europeo e italiano in particolare L’aggiornamento dello SBA prevede un nuovo set di azioni da porre in essere per rispondere alle sfide derivanti dalla crisi economica ed in linea con la strategia “Europa 2020”, ovvero:

13 · fare della “smart regulation” una realtà per le pmi europee;
· prestare attenzioni specifiche alle necessità di finanziamento delle pmi; · adottare un approccio generalizzato per supportare l’accesso al mercato delle pmi; · aiutare le pmi a contribuire ad un’economia che renda efficiente l’utilizzo di risorse; · promuovere l’imprenditorialità, la creazione di posti di lavoro e la crescita inclusiva

14 IL CONTRATTO DI RETE Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 maggio 2010, Attuazione della comunicazione della Commissione UE del 25 giugno 2008: “Pensare anzitutto in piccolo” Uno “Small Business Act” per l'Europa,pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 23 giugno 2010, n. 144. RISPONDENDO AL PRIMO PRINCIPIO, IN RIFERIMENTO ALL’IMPRENDITORIALITA’: Viene adottato il contratto di rete, rientrando nel quadro delle misure adottate dall’Italia volte a dare attuazione ai principi indicati nella SBA. Attraverso tale strumento, si intende dare certezza giuridica a forme di collaborazione spontaneamente sviluppatesi soprattutto nell’ultimo Quindicennio, dove le imprese, anche localizzate in Regioni diverse, pur rimanendo indipendenti, potranno realizzare progetti comuni diretti ad accrescere la capacità innovativa e la competitività

15 Definizione L. 122/10 - Con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato, e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune: a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese; ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della impresa.

16 La rete di imprese è un contratto tra imprese, che consente ai partecipanti di mettere in comune attività e risorse, per migliorare il funzionamento aziendale, e in questo modo rafforzare la competitività dell’azienda. La definizione giuridica di Rete si trova per la prima volta nell’art. 6-bis della legge 133/2008: “libere aggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali” Il concetto di rete di imprese è stato introdotto per la prima volta dall'art. 6-bis della legge 133/2008. Questo articolo rinviava ad un decreto del Ministro per lo Sviluppo economico la definizione delle caratteristiche e delle modalità di individuazione delle reti di imprese, pur anticipandone la logica, che era quella di “promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, l'integrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realtà produttive anche appartenenti a regioni diverse”. Inoltre si provvedeva (con il comma 2 dell'art. 6-bis) a fornire una prima definizione della rete di imprese, ovvero “libere aggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali”. Quel decreto ministeriale però non uscì mai, per cui si è dovuto attendere la legge 33/2009 per vedere disciplinata per la prima volta la rete di imprese, ed in particolare il contratto di rete, le cui disposizioni si trovavano nell'art. 3. Questa prima disciplina è stata poi modificata l'anno successivo dall'art. 42 della legge 122/2010.

17 Tutto questo per “promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, l'integrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realtà produttive anche appartenenti a regioni diverse” La prima disciplina delle Reti è stata introdotta dall’art. 3 (da comma 4-ter a 4-quinquies) della legge 33/2009 (decreto incentivi) La disciplina attuale (in vigore dal 31/7/2010) è contenuta nell’art. 42 della legge 122/2010 (decreto anticrisi), che ha riscritto le precedenti regole Oggi operano Reti basate su norme diverse, non essendo stato previsto l’obbligo di adeguamento alle nuove regole Le reti di imprese oggi esistenti non solo si basano su contratti ispirati a norme differenti, variando queste a seconda del momento in cui la Rete è stata costituita, ma vi sono anche delle reti di fatto, ossia delle esperienze assimilabili a quelle oggetto di questo corso, pur in assenza di un formale contratto di rete. Dal punto di vista esclusivamente normativo, vi sono oggi due tipologie di reti di imprese: quelle create tra il 12 aprile 2009 e il 30 luglio 2010, il cui contratto è stato redatto sulla base delle norme contenute nei commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies dell’art. 3 della legge 33/2009; b) quelle create dopo il 30 luglio 2010, il cui contratto è stato redatto sulla base dell’art. 42 della legge 122/2010, che ha riscritto i commi 4-ter e 4-quater dell’art. 3 della legge 33/2009. Infatti, la legge non ha previsto l’obbligo di adeguamento alla nuova normativa da parte delle Reti nate sulla base della prima disciplina. Le differenze tra le due discipline emergono dalla tabella riportata nell’appendice normativa (allegato 2), ma tutto sommato, pur non essendo di poco conto, in questa sede si può considerare il tema poco rilevante. E’ invece molto più interessante analizzare le disposizioni attualmente vigenti che disciplinano le reti di imprese, circostanza che ci permetterà di chiarire bene le caratteristiche di questa nuova forma di aggregazione di imprese.

18 Il contratto di rete

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20 Finalità La rete di imprese, rappresenta una forma di coordinamento contrattuale tra operatori economici, è destinata alle Pmi che vogliono incrementare la loro capacità competitiva, senza ricorrere a fusioni o ad incorporazioni / acquisizioni da parte di un unico soggetto

21 Finalità Offre la possibilità di coniugare autonomia imprenditoriale con la capacità di acquisire una massa critica di risorse finanziarie e di know how, in grado di consentire il raggiungimento di obiettivi strategici, altrimenti fuori portata per una piccola impresa.

22 L’istituzione di una Rete, con un’organizzazione snella e adeguate risorse patrimoniali, potrebbe costituire una soluzione in grado di superare i limiti posti dalle piccole dimensioni degli operatori economici, e diventare uno strumento efficace per l’innovazione e la crescita delle piccole e medie imprese. Favorendo la diffusione della “cultura della rete” presso, in particolare, le piccole imprese e le imprese artigiane. Il contratto di rete di imprese, per come è strutturato, può essere utilmente impiegato sia da parte delle imprese manifatturiere, sia da parte di quelle dei servizi, e sia da parte di imprese appartenenti ad entrambi i settori.

23 Utile non solo per imprese che svolgono la stessa attività, che potrebbero avvantaggiarsi, ad esempio, delle economie di scala che la Rete potrebbe conseguire, ma anche per imprese che svolgono attività diverse, purché connesse, come è il caso dei fornitori che hanno lo stesso gruppo di clienti, o che realizzano prodotti complementari e interdipendenti.

24 La funzione principale del contratto di rete è la definizione di regole, attraverso cui le imprese, rimanendo indipendenti, possono realizzare progetti industriali o commerciali comuni, diretti in particolare ad accrescere la capacità innovativa e la competitività, che sono obiettivi molto ampi, e che quindi possono concernere qualsiasi produttore di beni e servizi.

25 Un primo contesto, per il quale il contratto di rete può essere un valore aggiunto, è dato dalle imprese di filiere di subfornitura, articolate merceologicamente, e spesso collocate in aree diverse, in quanto il contratto di rete può realizzare un coordinamento migliore di quello conseguibile con contratti bilaterali che uniscono a due a due gli anelli della filiera.

26 Per cui va attentamente valutata l’opportunità di aderirvi.
Un secondo contesto nel quale il contratto di rete di imprese potrebbe risultare utile è il cluster di piccole imprese, prive di adeguate risorse finanziarie e di competenze sufficienti a realizzare individualmente innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto (es. la Rete potrebbe occuparsi della realizzazione dei progetti, per acquisire nuove tecnologie, altrimenti da acquisire sul mercato). La Rete non è un club, dove è importante esserci, senza contare che in ogni caso presenta qualche costo, dovuto al finanziamento delle attività attribuite alla Rete stessa. Per cui va attentamente valutata l’opportunità di aderirvi.

27 Breve focus sul contratto di rete
“un accordo o per meglio definirlo è una relazione organizzata tra imprese, superando la logica distrettuale della territorialità, l’organizzazione gerarchica dei raggruppamenti ed introducendo nuove modalità della gestione del fondo patrimoniale” CON CARATTERISTICHE DI: INDIPENDENZA NO LIMITI DI NATURA TERRITORIALE NO NUMERO DEFINITO DI IMPRESE Importante per dar vita ad un contratto di rete è lo scopo, ovvero di “accrescere, individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”, comma 4-ter dell’art. 3 del D.L. 5/2009. ED è IMPORTANTE DIMOSTRARE TALE VANTAGGIO TRAMITE L’UTILIZZO DI PARAMETRI MISURABILI ( fatturato, vendite,..)

28 Procedura Costruire una rete di imprese non si risolve nella semplice redazione di un contratto. In realtà, la redazione del contratto di rete deve essere solo l’ultimo passo di un percorso impegnativo, che deve essere teso a verificare l’esistenza dei presupposti logici richiesti per la costituzione di una rete di imprese.

29 Il percorso, in sintesi, prevede i seguenti passi:
l’analisi (con esperti esterni se del caso) della propria azienda sotto il profilo della sua competitività (e profittabilità) e dei fattori che la possono migliorare; 2) l’individuazione di quei fattori suscettibili di migliorare la competitività che possono essere acquisiti insieme ad altre imprese;

30 3) l’attivazione di contatti con altre imprese potenzialmente interessate alla costituzione della Rete, anche mediante le associazioni di categoria (di settore e territorio) e le Camere di Commercio, che potrebbero fungere da sportelli per la creazione delle reti di imprese; 4) la definizione di obiettivi di miglioramento della competitività comuni alle imprese interessate alla costituzione della Rete (inizio trattativa tra partecipanti);

31 5) la descrizione delle attività che la Rete dovrebbe svolgere, per perseguire gli obiettivi prefissati (bisogna evitare superficialità), ed una valutazione delle risorse umane, tecniche (es. immobili) e finanziarie necessarie (al netto degli incentivi, se del caso); 6) la predisposizione di un programma di rete, con i contenuti stabiliti dalla legge, coerente con gli obiettivi (e il budget previsto); in sostanza è la formalizzazione della trattativa;

32 7) la predisposizione di una bozza di contratto, e quindi la decisione sulle questioni che la normativa lascia alla libera determinazione delle parti (es. la scelta del soggetto esecutore del contratto[esterno/interno, requisiti professionali, quorum], il fondo patrimoniale, valutazione dei conferimenti, diritti e doveri degli aderenti); 8) l’approvazione da parte di ciascun partecipante, secondo le proprie procedure decisionali, della partecipazione alla rete di imprese (attenzione ai quorum e all’organo competente per società di capitali, potendo essere operazione straordinaria per dimensione del conferimento e ai doveri di informazione degli amministratori);

33 9) la firma del contratto di rete con l’ausilio di un notaio o di altro pubblico ufficiale (per l’autenticazione delle firme) e di un esperto per la redazione del contratto; 10) il deposito per l’iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese competente per territorio da parte di ciascuna impresa partecipante; 11) il soggetto incaricato dell’esecuzione del contratto di rete può cominciare ad operare dopo aver verificato l’avvenuta iscrizione da parte di tutti, altrimenti risponde personalmente degli atti fatti a nome della Rete.

34 Impostazione La rete di imprese non è una persona giuridica, ovvero non è un nuovo modello societario, sebbene la presenza opzionale di un patrimonio e di un organo decisionale, nonché la previsione di procedure decisionali che regolamentino l’espressione della volontà dei partecipanti, potrebbero indurre a pensare il contrario, tanto più che è prevista l’iscrizione nel registro delle imprese.

35 Semmai l’impostazione è più simile a quella di una società di persone, che è priva di personalità giuridica, e tutti i rapporti fanno capo, in ultima analisi, ai soci. L’assenza di personalità giuridica non impedisce però lo svolgimento di un’attività esterna da parte della Rete, senza la quale sarebbe d’altro canto difficile perseguire gli scopi che sono alla base della creazione della rete di imprese.

36 Il contratto di rete è un contratto sostanzialmente atipico, in quanto poco regolamentato, e comunque diverso evidentemente dai contratti collaudati di società, di consorzio, e di Ati. L’opzionalità di un organo e di un fondo patrimoniale rende il contratto di rete un istituto diverso da un nuovo soggetto giuridico. La logica della disciplina della Rete è quella dell'autoregolamentazione tra le parti sulle modalità di cooperazione, che sono più flessibili di quanto consentito dalla disciplina societaria.

37 La Rete deve dotarsi solo di un progetto imprenditoriale autonomo,
con obiettivi e programmi comuni a tutti i partecipanti, dal quale può scaturire un vantaggio per ciascuna impresa della Rete. Il principio ispiratore della Rete è la relazione organizzata tra imprese, fondata sulla potenziale complementarietà tra i partecipanti, e finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni.

38 spontanea e non strutturale.
Tramite il contratto di rete è possibile superare la logica della territorialità e della specializzazione produttiva dei DISTRETTI . Inoltre tale forma di collaborazione non é regolamentata in modo preciso da un contratto essendo, per le imprese aderenti, spontanea e non strutturale. Agglomerazione informale di imprese, dedite tutta ad una specifica attività, situate in una specifica area. - I distretti produttivi rappresentano uno dei maggiori punti di forza del sistema industriale italiano e si configurano come sistemi produttivi locali ed omogenei, contraddistinti da una notevole concentrazione d’imprese industriali ad elevata specializzazione, in prevalenza di piccole e medie dimensioni. Il distretto industriale è, dunque, un’aggregazione di aziende medio piccole, situate in un territorio circoscritto, specializzate in una o più fasi del processo produttivo caratteristico delle imprese partecipanti, tra loro collegate mediante un’articolata rete di interrelazioni sia di carattere economico che sociale.

39 È possibile evitare la limitazione operativa tipica dei CONSORZI, concentrati su singole fasi della produzione. La Rete è una forma di aggregazione meno impegnativa, dove non è richiesta l’unificazione del proprio business, con la rinuncia all’autonomia imprenditoriale. Con la Rete non si crea un nuovo soggetto giuridico ed economico, ma un’alleanza che fa salva l’autonomia e l’indipendenza dei singoli partecipanti. - Il contratto di consorzio (art e seguenti del c.c.) è quello con il quale più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. I consorzi, originariamente, non venivano utilizzati come forme di cooperazione tra imprenditori, bensì per consentire il funzionamento dei contratti di cartello tra imprenditori, limitativi della concorrenza. Solo successivamente, fecero proprie le finalità basate sulla collaborazione tra imprenditori.

40 Il contratto di rete offre la possibilità di sottrarsi alla temporaneità degli ATI, creati per singoli bandi ed opere, per raggiungere requisiti dimensionali richiesti o per suddividersi il lavoro, spesso non realizzabile per una sola azienda. La Rete permette un’alleanza più strutturale, con l’obiettivo di incrementare la competitività. - Le associazioni temporanee d’impresa, in sigla “ATI”, rappresentano un accordo di cooperazione occasionale e temporanea fra più aziende senza le stesse costituiscano un’organizzazione comune. Con l’ATI, le imprese s’impegnano a realizzare congiuntamente un’opera complessa che, in quanto tale, va oltre le capacità operative di ciascuna di esse, opera che per le sue caratteristiche può essere scomposta nell’esecuzione, beneficiando di più prestazioni specialistiche ognuna delle quali viene resa dall’azienda partecipante all’ATI. Tale forma di cooperazione tra aziende si fonda sulla disciplina del mandato collettivo con rappresentanza, scelto in alternativa alla costituzione di una società oppure di un consorzio con attività esterna.

41 Il contratto di rete appare, invece, molto più simile al GEIE, il quale può essere costituito da soggetti di diritto pubblico o privato di diversi paesi europei con l’obiettivo di facilitare le attività economiche degli stati membri. Ma è soggetto a limiti normativi e obblighi, e non lascia spazio alla volontà delle parti, come nel caso di strutture organizzative o procedure decisionali. Un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) è una figura creata nell'ordinamento europeo con il regolamento comunitario n.2137 del 25 luglio 1985. Si tratta di una figura giuridica proposta dall'Unione europea avendo come riferimento il francese GIE (Group d'Interet Economique) con lo scopo di unire le conoscenze e le risorse di attori economici di almeno due paesi appartenenti all'Unione. Nelle intenzioni dei legislatori europei, questo dovrebbe permettere a piccole e medie imprese di poter partecipare a progetti più grandi di quanto le loro dimensioni permetterebbero. Tuttavia il fine del GEIE non è quello di ottenere un profitto, per quanto questo non sia vietato, quanto piuttosto fornire un ausilio alle attività delle imprese europee che lo costituiscono. Caratteristica principale di un GEIE è che deve essere costituito da aziende di almeno due paesi appartenenti all'Unione Europea mentre non è permesso ad aziende di paesi terzi di partecipare; inoltre, al momento della costituzione, si può decidere se dare o meno una scadenza predeterminata al GEIE.

42 Indicazioni normative
La norma dà indicazioni su: i possibili contraenti lo scopo l’oggetto gli strumenti

43 “Con il contratto di rete più imprenditori perseguono …”
1^ Indicazione “Con il contratto di rete più imprenditori perseguono …” Non c’è un numero minimo di imprese che aderiscano alla Rete, possono essere anche solo DUE. Questo dipenderà dall’oggetto da perseguire. La prima indicazione della norma è che non c’è un numero minimo di imprese per la costituzione della Rete. Infatti, si afferma semplicemente che “Con il contratto di rete più imprenditori …”. Pertanto, per fare una Rete possono bastare anche solo due aziende. Il numero ottimale di imprese aderenti alla Rete dipenderà naturalmente dall’oggetto della Rete stessa. Per esempio, se l’oggetto della Rete è la realizzazione congiunta di un prodotto, non potranno partecipare alla Rete più aziende di quelle necessarie per realizzarlo. In questi casi, dunque, è ragionevole ritenere che il numero di imprese debba essere relativamente contenuto. Se invece la rete di imprese ha per scopo lo scambio di informazioni commerciali (es. i clienti che ciascuna impresa ha nel proprio mercato estero di riferimento), può risultare vantaggiosa una compagine piuttosto ampia di imprese.

44 Non vi sono limiti di natura territoriale (a differenza dei distretti)
Alla Rete possono partecipare aziende situate in diverse parti del territorio italiano, ed inoltre, come specificato dalla circolare dell’Agenzia delle entrate 15/E del 14/4/2011, possono partecipare anche le filiali di società estere. Non vi sono neppure limiti merceologici (così come nei distretti), per cui alla medesima Rete possono partecipare aziende operanti in settori diversi. In secondo luogo non vi sono limiti di natura territoriale (a differenza dei Distretti). Per cui alla Rete possono partecipare aziende situate in diverse parti del territorio italiano. Inoltre, come ha specificato la circolare dell’Agenzia delle entrate 15/E del 14/4/2011, possono partecipare anche le filiali di società estere. In terzo luogo non vi sono neppure limiti merceologici (così come avviene nei Distretti, che sono specializzati in una specifica produzione), per cui alla medesima Rete possono partecipare aziende operanti in settori diversi.

45 2^ Indicazione Lo scopo della Rete deve essere quello di “accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”. Dunque la ragion d’essere della Rete, è quella di incrementare la capacità innovativa e la competitività delle imprese che partecipano alla Rete. La norma spiega che lo scopo deve essere quello di “accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”. La finalità che il legislatore pone a questo strumento giuridico, e che deve quindi costituire la ragion d’essere dell’iniziativa, è quella di incrementare la capacità innovativa e la competitività delle imprese che partecipano alla Rete. In altre parole, la Rete dovrebbe consentire alle imprese che ne fanno parte di incrementare i propri ricavi, o di ridurre i propri costi, e pertanto di ottenere maggiori profitti.

46 Come attività troppo onerose o difficili per le singole imprese:
Le attività della Rete, necessarie per conseguire gli obiettivi di competitività, hanno una valenza fondamentale per l’avvio e lo scioglimento dell’attività della Rete stessa Come attività troppo onerose o difficili per le singole imprese: ricerca, marketing commercializzazione in mercati esteri erogazione di servizi professionali (es. contabili e fiscali, legali, gestione finanziari) Come gli obiettivi possano essere conseguiti, la norma, giustamente, non dice nulla. Spetta quindi alle aziende, caso per caso, individuare le modalità concrete, ossia le attività specifiche che possono consentire il raggiungimento di tali finalità. Queste modalità, ovvero attività, dovranno poi essere esplicitate nel contratto di rete di imprese, in quanto assumono una valenza fondamentale, ed un riferimento necessario per l’avvio e lo svolgimento dell’attività della Rete stessa. Esempi di queste modalità possono essere tutte quelle attività che, per le singole imprese, potrebbero risultare eccessivamente onerose, o semplicemente difficili da eseguire da sole, non avendo le competenze necessarie. Questo è il caso probabilmente della realizzazione di prodotti complessi, oppure della penetrazione in mercati esteri, o ancora dell’offerta di servizi impossibili da offrire individualmente, in quanto troppo impegnativi (es. assistenza in aree lontane). Di conseguenza, dal punta di vista pratico, la Rete potrebbe occuparsi di attività di realizzazione di prodotti (beni e servizi), di ricerca, di marketing, di commercializzazione dei prodotti in mercati esteri, ma potrebbe erogare anche servizi di trasporto di interesse comune, oppure servizi professionali, quali quelli contabili e fiscali, legali, o ancora quelli di natura finanziaria.

47 Gli obblighi a carico delle imprese che formano la rete:
3^ Indicazione Gli obblighi a carico delle imprese che formano la rete: “… a tal fine [gli imprenditori] si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa”. In sostanza, il contratto di rete di imprese deve prevedere inevitabilmente: un programma comune (alle imprese che costituiscono la Rete); una collaborazione tra le imprese della Rete. Inoltre, il contratto può prevedere anche: lo scambio di informazioni; lo scambio di prestazioni (industriali, commerciali, tecniche, tecnologiche); l’esercizio in comune di una o più attività (ovviamente, funzionale all’operatività di ciascuna azienda della Rete, dovendo rientrare nell’oggetto dell’impresa).

48 Su come debba essere realizzata tale collaborazione la legge lascia aperta la scelta, ponendo come unica condizione che le forme e gli ambiti di tale collaborazione andranno indicati nel contratto, e che debbano essere attinenti all’esercizio dell’impresa. Cosi come gli strumenti che si utilizzeranno per perseguire finalità e oggetto del contratto

49 La norma testualmente afferma:
4^ Indicazione La norma testualmente afferma: “Il contratto può anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso”. Dato che nella norma si scrive “il contratto può”, e non “il contratto deve”, si deve desumere che tali elementi siano opzionali. Tale opzionalità va considerata come un elemento di flessibilità, ed anche di possibile attrattività dello strumento in termini di riduzione dei costi, in quanto è noto che la presenza di organi sociali, e tanto più il conferimento di fondi, potrebbero costituire motivi di freno per l’utilizzo di questo nuovo strumento di aggregazione di imprese. D’altronde vi sono casi in cui non sarebbe necessario un soggetto attuatore e un fondo, in quanto l’attività della Rete potrebbe basarsi esclusivamente nello scambio di informazioni, o di prestazioni, circostanze che non richiedono appunto quegli elementi. Non c’è dubbio però che se la rete di imprese deve diventare uno strumento efficace di messa in comune di attività e di iniziative, per perseguire obiettivi strategici, la presenza di un’autonomia contabile, per non dire la disponibilità di risorse proprie, e la presenza di centri decisionali, in grado di gestire le attività e di avviare le iniziative, risulta del tutto necessaria, e per nulla opzionale. In sostanza, il legislatore non ha voluto determinare l’intensità della collaborazione delle imprese che appartengono ad una medesima Rete, lasciando aperta la possibilità che vi siano reti di imprese “leggere”, ossia dedicate ad attività non impegnative, o comunque non assorbenti risorse, ovvero richiedenti l’attivazione di specifici processi decisionali, per le quali non è necessario, né un fondo, né organi decisionali ed esecutivi propri della Rete. E’il caso di ricordare che al fondo patrimoniale della Rete si applicano le disposizioni dei fondi consortili, circostanza che determina un’autonomia patrimoniale, che fa salvi i partecipanti da eventuali obbligazioni sorte in capo alla Rete.

50 Gli strumenti per la realizzazione degli obiettivi possono essere:
il fondo patrimoniale gli organi di gestione non costituiscono però elementi obbligatori del contratto di rete di imprese. Al fondo patrimoniale della Rete si applicano le disposizioni dei fondi consortili. Ciò permette un’autonomia patrimoniale, che fa salvi i partecipanti da eventuali obbligazioni sorte in capo alla Rete. Relativamente al fondo patrimoniale, che costituisce un eventuale terzo contenuto del programma di rete, va detto che la sua eventualità va considerata di fatto più teorica che pratica. Infatti, indipendentemente dalle attività previste e dagli obiettivi prefissati, è difficile immaginare che uno strumento, di natura organizzativa, quale la rete di imprese, che deve contribuire al miglioramento della competitività delle imprese partecipanti, possa farlo senza spendere. Tanto più che la circolare dell’Agenzia delle entrate 15/E del 2011 afferma che gli utili accantonati in riserva (e sottratti alla tassazione) vanno destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete. In altre parole l’Agenzia delle entrate ricorda che ai fini dell’accesso all’agevolazione fiscale è necessaria l’istituzione del fondo patrimoniale, mentre tale condizione non rileva ai fini della validità del contratto di rete. L’alternativa al fondo patrimoniale della Rete è la predisposizione di un budget annuale, con ripartizione anticipata delle spese, come avviene nei condomini, ma una tale impostazione, di fatto, comporterebbe comunque la creazione di un fondo patrimoniale, anche se di natura temporanea e di dimensione mutevole nel corso del tempo. Va detto però che le prime esperienze di rete di imprese hanno fatto emergere come prassi il sostenimento dei costi da parte dell’azienda leader della Rete, incaricata di attuare il contratto di rete, e la loro ripartizione in momenti programmati tra le altre imprese della Rete. In linea di massima, potrebbe comunque essere preferibile avvalersi della possibilità prevista dalle norme, ed indicare nel programma di rete la dimensione del fondo patrimoniale, che potrebbe essere, almeno inizialmente, pari al budget annuale di spese. Quest’ultima soluzione pare essere quella che più garantisce i partecipanti, in quanto nel programma di rete bisogna anche descrivere le regole per l’impiego delle risorse del fondo.

51 5^ Indicazione Una quinta indicazione normativa in merito alle reti di imprese riguarda i contenuti del contratto di rete di imprese. Una quinta indicazione normativa in merito alle reti di imprese riguarda i contenuti del contratto di rete di imprese. Tali contenuti saranno oggetto di approfondimento nel paragrafo 3. In questa sede è sufficiente rammentare le informazioni che occorre riportare all’interno del contratto: 1) la denominazione delle imprese aderenti alla Rete; 2) gli obiettivi di innovazione e di competitività che si intendono perseguire con la Rete; 3) le modalità per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi; 4) il programma di rete, con i diritti e gli obblighi di ciascuna impresa partecipante; 5) le modalità di realizzazione dello scopo comune; 6) l’eventuale fondo patrimoniale comune, e l’indicazione dei conferimenti, nonché le regole di gestione del fondo; 7) la durata del contratto; 8) le modalità di adesione di altre imprese; 9) le eventuali cause di recesso; 10) l’eventuale soggetto che cura l’esecuzione del contratto di rete, ed i poteri di gestione e di rappresentanza ad esso conferiti; 11) le procedure decisionali delle imprese partecipanti.

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54 Per assicurare la validità del contratto
6^ Indicazione Per assicurare la validità del contratto A questo riguardo la legge prescrive la forma del contratto, stabilendo che è possibile scegliere tra: redazione per atto pubblico (come per gli atti costitutivi delle società di capitali), circostanza che richiede l’intervento di un notaio, o di altro pubblico ufficiale, che redige l’atto; b) scrittura privata autenticata, circostanza che richiede sempre la presenza di un notaio o di altro pubblico ufficiale, ma in questo caso solo per l’autenticazione delle firme.

55 In secondo luogo la normativa stabilisce che il contratto di rete di imprese deve essere depositato per l’iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritta ciascuna impresa partecipante. Il formalismo derivante dal coinvolgimento di un pubblico ufficiale (quale è il notaio) ha lo scopo di rendere praticabile l’esecuzione delle formalità dell’iscrizione presso il registro delle imprese.

56 D’altronde, in difetto di iscrizione, il contratto, dice la norma, è inefficace.
Effettuato l’adempimento dell’iscrizione, l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutte le imprese partecipanti alla Rete. Occorre attendere che tutte le imprese effettuino l’iscrizione del contratto di rete di imprese nel proprio registro delle imprese, presso la camera di commercio competente per territorio.

57 Benefici fiscali e amministrativi
Oltre ai vantaggi gestionali se ne aggiungono altri in conseguenza a specifiche previsioni normative: Incentivi fiscali; Facilitazione nei rapporti con le Pa; Contributi a fondo perduto, forniti da Bandi regionali.

58 Il principale incentivo fiscale è previsto dall’art
Il principale incentivo fiscale è previsto dall’art. 42 della legge 122/2010, introducendo una detassazione temporanea per i periodi di imposta , degli utili che l’imprenditore destina ad una riserva vincolata alla realizzazione degli investimenti previsti nel programma di rete.

59 Ovvero tutte le imprese che aderiscono ad una Rete tra il 2010 e il 2012 e versano dei conferimenti al fondo patrimoniale della rete, possono dedurre dagli utili conseguiti i relativi importi e quindi sottrarli alla tassazione Irpef o Ires. Per l’Ires è pari al 27,5% dell’importo accantonato Per l’Irpef è pari all’aliquota marginale da applicare al reddito di impresa complessivo

60 Limitazioni quantitative:
Un milione di euro di importo massimo degli utili destinati alla riserva da devolvere al fondo patrimoniale della rete, che sono sottratti alla tassazione, per ciascuna impresa, anche se non è più aderente alla rete, ma solo per ciascun periodo di imposta Uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro per il periodo di imposta 2010 e di 14 milioni per il 2011 ed il 2012, per cui esauriti i fondi l’agevolazione non è più disponibile integralmente.

61 Questo comporta che l’Agenzia delle entrate deve determinare la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa sulla base del rapporto tra le risorse stanziate e l’ammontare del risparmio d’imposta complessivamente richiesto, con metodo proporzionale.

62 L’agevolazione è sottoposta a condizioni:
Adesione dell’impresa al contratto di rete; Registrazione dell’adesione , con il deposito del contratti di rete nel registro delle imprese ( da parte di tutte le imprese della rete); Indicazione nel bilancio dell’impresa di una apposita voce riserva, distinta dalle altre secondo l’ex art. 42 L.122/2010, con nota integrativa;

63 Vincolo degli utili destinati al fondo patrimoniale della rete alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma; Realizzazione degli investimenti previsti entro l’anno successivo alla delibera di accantonamento degli utili;

64 L’elenco di trova sul sito www.agenziaentrate.gov.it
Asseverazione (approvazione) del programma di rete da parte di un organismo di asseverazione e sua comunicazione al soggetto incaricato dell’esecuzione del contratto di rete e all’Agenzia delle entrate; N.B. Il beneficio fiscale può essere fruito a condizione che il programma di rete sia preventivamente asseverato dagli organismi abilitati: L’elenco di trova sul sito (sotto la voce imprenditore, commerciante o artigiano, vedrete comparire in alto a destra «AGEVOLAZIONI IMPRESE») Gli organismi sono: CASARTIGIANI, CNA, CONFARTIGIANATO IMPRESE, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFINDUSTRIA, LEGACOOP, U.N.C.I.

65 Presenza di un fondo patrimoniale della rete;
Esecuzione degli adempimenti pubblicitari; Comunicazione entro il 23 maggio di ogni anno alla richiesta di agevolazione, per il periodo di imposta precedente, con il modello reti, da inviare telematicamente con le modalità indicate dal provvedimento dell’Agenzia n ;

66 Applicazione della percentuale del risparmio di imposta, come comunicata dall’Agenzia delle entrate, in sede di calcolo dell’agevolazione per ogni singola impresa; Detassazione degli utili attuata solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili accantonati e destinati al fondo patrimoniale della rete.

67 Esistono due circostanze per cui viene meno l’agevolazione:
l’utilizzo della riserva per finalità diverse dalla copertura di perdite; L’uscita dell’impresa dalla Rete, ovvero lo scioglimento del contratto, nel caso in cui il programma non sia stato completato.

68 Quindi la detassazione non può essere definitiva.
In tali casi l’utile accantonato concorre alla formazione del reddito di impresa del periodo di imposta in cui si è verificato l’evento che ha determinato il venir meno dell’agevolazione. Quindi la detassazione non può essere definitiva. Per mantenere l’agevolazione occorre che la riserva sia mantenuta in bilancio anche a seguito dell’avvenuta realizzazione degli investimenti in relazione ai quali l’utile era stato accantonato.

69 Tra le tipologie di investimenti previsti dal programma di rete, e finanziati con gli utili accantonati, trasferiti al fondo patrimoniale della rete, è ammesso l’acquisto o l’utilizzo di beni, strumentali e non, e di servizi, compreso l’utilizzo del personale

70 La comunicazione per fruire dell’agevolazione và fatta telematicamente ed è sottoposta a due tipi di controllo: L’asseverazione da parte di organismi preposti che ne verificano il rispetto dei requisiti; Da parte dell’Agenzia delle entrate che vigila sui contratti di rete e sulla realizzazione degli investimenti basati sull’agevolazione. L’agevolazione è concessa anche alle imprese aderenti alle Reti esistenti prima dell’introduzione dell’agevolazione fiscale, purché vengano rispettate le condizioni precedentemente elencate.

71 Agevolazioni amministrative
Le agevolazioni di natura amministrativa sono previste dal comma 4-quinquies, dell’art. 3 della legge 33/2009, che ha esteso alle reti di imprese alcune agevolazioni previste per i Distretti. Ovvero è consentito alle imprese che aderiscono alle Reti di intrattenere, attraverso la Rete di cui esse fanno parte, rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, anche economici, al fine di dare avvio a procedimenti amministrativi. La norma consente quindi esplicitamente alle imprese di avvalersi della Rete per gestire i rapporti con le Pa, ed in particolare in occasione di attivazione di iniziative da avviare con esse.

72 Bandi regionali e ulteriori accordi
L’ultima tipologia di incentivazione delle reti di imprese riguarda i contributi a fondo perduto messi a disposizione dalle Regioni. Ad esempio la Regione Emilia-Romagna ha emesso un bando da 4 milioni di euro, scaduto il 30 aprile 2010, finalizzati a sostenere contratti di rete tra imprese creati per condividere fasi dell’attività produttiva, progettazione,logistica e servizi connessi. È stato emesso anche un secondo bando scaduto il 20 settembre 2011. Come opportunità di sviluppo delle reti imprese esiste l’importante accordo tra Ministero per lo Sviluppo economico e Unioncamere, per l’innovazione, la crisi di impresa e diffusione delle reti, firmato il 30 dicembre 2010 e supportato da un budget di 30 milioni di euro

73 Lo strumento del contratto di rete si adatta a diverse forme di collaborazione
FUNZIONE FINALITA’ ATTIVITA’ COORDINAMENTO È possibile ottenere un miglioramento dell’output Coordinare i processi di controllo della qualità lungo tutta la filiera, con limiti della responsabilità ed un’attenzione alla concorrenza STRUMENTALITA’ Migliorare i risultati della gestione Logistica, magazzino, piattaforme telematiche, laboratori comuni, promozione di beni e marchi. POSSIBILITA’ Attuare progetti che non si è in grado di affrontare da soli Attraverso la partecipazioni di commesse e appalti

74 Considerazioni Dai contratti già stipulati (2011) emerge come poche reti siano composte da un elevato numero di parti, ma che spesso siano 2-4 massimo Proprio perché si tratta di una collaborazione strategica con il fine di creare reali vantaggi a coloro che decidono di farne parte.

75 I settori in cui si è manifestata la maggior incidenza sono nell’edilizia, nel tessile , nel meccanico e quindi il settore manifatturiero, con un fetta importante per il settore dell’energia, spesso utilizzato per condividere conoscenze nel settore delle energie rinnovabili e rafforzando la propria posizione nel mercato di appartenenza o cercando di penetrare in nuovi.

76 Tra i principali obiettivi è possibile dunque ritrovare lo svolgimento di attività in comune, o la creazione di rapporti con i fornitori, sviluppare i singoli marchi, condividere impianti o dar vita a progetti innovativi e non meno importante, anzi uno dei motivi cardine è il reperimento di risorse finanziarie. Il contratto di rete permette di accedere più facilmente al credito, attraverso il migliorato rapporti con le banche.

77 Modello del contratto di rete
Con la presente scrittura privata da valere ad ogni effetto tra le parti i signori: Pinco Pallo___nato a______in qualità di “Soci Amministratori” e quindi rappresentati legali della società: “Pippo s.n.c” con sede legale a Bologna, con capitale sociale di ____codice fiscale_____e numero di iscrizione al registro imprese_____, a questo atto autorizzati in forza dei poteri a loro conferiti a norma dei Patti sociali; Caio Rossi____nato a_____che interviene al seguente patto in qualità di procuratore speciale e quindi per nome e per conto della società: “Minnie s.r.l”, con sede legale a Forlì, con capitale sociale di_____ codice fiscale_____e numero di iscrizione al registro imprese______ legittimato al presente atto in virtù di procura speciale dalle firme del notaio________e del Presidente del consiglio di Amministrazione______

78 PREMESSO a) Ai sensi dei patti sociali, l’oggetto sociale della società “PIPPO s.n.c”, provvede allo svolgimento dell’attività di __________________ b) Ai sensi dell’art 4. dello statuto sociale, l’oggetto sociale della società “MINNIE s.r.l”, provvede fra l’altro allo svolgimento delle seguenti attività_______________ Le attività svolte dagli imprenditori uniti in rete possono ma non debbono necessariamente rientrare nei rispettivi oggetti sociali

79 c) Che, pertanto le imprese partecipanti, in qualunque forma organizzate , condividono l’esercizio di condividere le attività di prestazione di servizi o di produzione di beni miranti alla realizzazione di un unico prodotto attraverso le varie fasi produttive (filiera produttiva); d) Che al fine di accrescere la competitività di tali imprese sul mercato nell’esercizio delle attività di cui al precedente punto c), le parti convengono che sia necessario sviluppare la capacità di realizzare un prodotto finito nel rispetto degli standard qualitativi richiesti dal mercato; e) Che gli stessi convengono altresì che tale obiettivo possa essere raggiunto mediante lo sviluppo della filiera produttiva; f) Che al fine gli stessi sono venuti alla determinazione di stipulare un contratto di rete, fra le parti si conviene e si stipula quanto segue: Gli obbiettivi strategici possono essere diversi, purché finalizzati ad incentivare la competitività delle imprese. La rete non può nascere con intenti di mera protezione, né per fini meramente organizzativi, come il consorzio

80 Art.1) OGGETTO DEL CONTRATTO
le società “PIPPO s.n.c.” e “MINNIE s.r.l.” tutte come sopra rappresentate, convengono di stipulare un contratto di rete e pertanto di obbligano a svolgere l’attività di loro pertinenza relative alle “commesse loro assegnate in conformità al presente contratto e nel rispetto degli specifici disciplinari e regolamenti predefiniti”, la fine di svolgere in comune l’attività di offerta al mercato e di realizzazione di prodotti che comportino l’intervento di varie fasi dell’attività produttiva. Nei rapporti con i terzi la rete fra le imprese cosi costituite potrà essere rappresentata e identificata con il logo “ AMINICINSIEME COMPANIES”, Il domicilio della rete nei rapporti con i terzi ed i partecipanti è posta a Bologna, in via_______

81 Art. 2) OBIETTIVI STRATEGICI
Le parti convengono e dichiarano di perseguire, tramite il presente contratto, l’obiettivi di accrescere la capacità di penetrazione delle imprese partecipanti sul mercato nazionale ed internazionale mediante la certificazione di qualità del prodotto e un’adeguata comunicazione delle suddette qualità. Le modalità d’esercizio in comune delle attività descritte all’art 1) dovranno pertanto essere orientate e funzionali al perseguimento dell’obiettivo convenuto.

82 Art.3) PROGRAMMA DI RETE Il programma di rete consiste:
Nella predisposizione di disciplinari e regolamenti relativi ad ogni fase della produzione delle commesse, con i criteri di assegnazione delle stesse, in tutto o in parte, ai singoli partecipanti; Nella nomina di un unico Ente di Certificazione; Nella partecipazione a fiere, mostre, mercati ed altre manifestazioni tese a valorizzare l’immagine, l’attività e la professionalità delle imprese partecipanti; Nella definizione di linee comuni di marketing; Nella nomina di un’Agenzia comune per l’organizzazione delle campagne pubblicitarie collettive ed individuali; Nella registrazione di un marchio comune e nell’esercizio di ogni azione di tutela dello stesso; Nell’organizzazione di tavoli tecnici mirati alle produzioni da sviluppare, relativi a commesse acquisite, sui temi della certificazione e del marketing.

83 Art. 4) OBBLIGHI E DIRITTI DELLE PARTI
Le imprese sono obbligate: - Ad uniformarsi ai disciplinari ed ai regolamenti adottati dal comitato di gestione; - Ad attenersi alle decisioni del comitato di gestione ai fini dell'utilizzo del marchio; - A rispettare i termini e gli obblighi derivanti dall'attuazione dei progetti promozionali e di altre iniziative volte a favorire la commercializzazione dei prodotti. - A rispettare i termini e gli obblighi derivanti dall’accettazione della commessa da parte del partecipante - A non aderire ad altri contratti di rete,salvo espressa autorizzazione del comitato di gestione su istanza dell’aderente; Al fine di consentire più efficaci controlli sul rispetto dei disciplinari e dei regolamenti, nell'interesse comune di tutti i partecipanti alla rete, ognuno di essi è obbligato a consentire: -Libero accesso durante il normale orario di lavoro alle sedi degli impianti di produzione; -Ispezione delle apparecchiature, magazzini, dei documenti relativi alle lavorazione, previo avviso.

84 Art. 5) FONDO COMUNE Oltre a quanto convenuto nell'articolo che precede, le parti si obbligano ad eseguire i seguenti conferimenti in denaro: Pinco Pallo Euro _______ Caio Rossi Euro _______ Detta somme dovranno essere corrisposte mediante bonifico bancario su apposito conto corrente intestato a «AMICINISEME COMPANIES» entro e non oltre ____ giorni dalla richiesta di versamento inviata dal comitato di gestione della rete tramite qualunque mezzo che assicuri la prova dell'avvenuto ricevimento. Ad integrazione del fondo comune, ogni contraente si obbliga a corrispondere annualmente una somma a titolo di contributo ordinario alle spese di gestione della rete contrattuale. Detta somma dovrà essere corrisposta entro e non oltre il 30 aprile di ogni anno. Ogni partecipante si obbliga altresì a corrispondere contributi integrativi per sopperire ad eventuali insufficienze dei contributi ordinari annuali. La misura dei contributi, ordinari ed integrativi, è proposta annualmente dal comitato di gestione in sede di relazione previsionale, e deve essere approvata a maggioranza dei presenti.

85 Il partecipante non consenziente potrà recedere dal contratto con effetto immediato; il recesso deve essere esercitato entro otto giorni dalla data in cui ha ricevuto comunicazione della nuova misura del contributo. Rimane fermo l’obbligo di terminare le commesse in corso. Il socio, inoltre, è tenuto a rimborsare alla rete le spese da questa sostenute per particolari prestazioni da lui richieste, secondo le modalità previste da apposito regolamento interno predisposto dal comitato di gestione. Ogni somma, a qualsiasi titolo dovuta da un singolo contraente in adempimento degli obblighi nascenti dal presente contratto, dovrà essere corrisposta con le modalità di cui il secondo comma del presente articolo. Qualora il ritardo si protragga per oltre____ giorni dalla richiesta di versamento, il comitato di gestione potrà dichiarare risolto il contratto limitatamente al partecipante inadempiente, ai sensi e per gli effetti dell'art c.c. e dell'art.13 del presente contratto.

86 Art.7) ORGANIZZAZIONE DEL COMITATO DI GESTIONE.
Art.6) COMITATO DI GESTIONE L'attuazione del programma di rete è affidata ad un comitato di gestione costituito da un rappresentante di ogni impresa partecipante, fino ad un massimo di due ( in questo esempio sono solo due aziende) Qualora i partecipanti alla rete divengano più di due, il comitato di gestione sarà composto da _____ o da ____ componenti, nominati a maggioranza, calcolata per capi, dai partecipanti alla rete. Ogni aderente potrà votare massimo____nominativi. La durata del mandato sarà di ____anni rinnovabile. Le società dovranno partecipare al comitato di gestione in persona del legale rappresentante, o in alternativa di un membro del consiglio di amministrazione autorizzato da una delibera assembleare. Art.7) ORGANIZZAZIONE DEL COMITATO DI GESTIONE. Il comitato di gestione nomina a maggioranza semplice, ove ogni aderente ha diritto ad un voto, un presidente a cui sono attribuite le funzioni indicate nell’art primo comma c.c. e un vice presidente eletto con le stesse modalità, che potrà agire in caso di assenza, impossibilità o inadempimento degli obblighi contrattuali con le medesime funzioni: a) Acquisire e gestire le commesse di produzione affidate alla rete, b) Ricercare eventuali competenze esterne alla rete se lo riterrà necessario c)_____ d)______

87 a) Predisporre i disciplinari ed i regolamenti di qualità;
Art.8) COMPITI E POTERI DEL COMITATO DI GESTIONE. Al comitato di gestione è espressamente conferito il mandato ad agire per conto delle imprese partecipanti al contratto, oltre che nei casi indicati nell'art.4 ter, lett.e, della Legge citata in premessa, anche per il compimento di qualsiasi atto sia necessario per l'attuazione del programma, nel rispetto degli obiettivi sopra convenuti, e per dare esecuzione al presente contratto. Il comitato di gestione ha pertanto il compito di decidere degli atti e le modalità di attuazione, a tal fine potrà, a titolo esemplificativo e non esaustivo: a) Predisporre i disciplinari ed i regolamenti di qualità; b) Accertare l’uso corretto del marchio da parte delle imprese partecipanti; c) Scegliere e designare l’Ente di Certificazione unitario d)________ e)________ f)_________

88 Art.9) RAPPRESENTANZA DELLE IMPRESE CONTRAENTI
A coloro che sono nominati presidente e vice presidente è conferito il potere di rappresentanza delle imprese partecipanti, sia individualmente sia collettivamente intese, nei limiti previsti dal presente contratto, per il compimento degli atti decisi dal comitato di gestione. Il rappresentante dovrà legittimarsi al compimento dell'atto mediante esibizione dell'estratto autentico del libro delle decisioni del comitato di gestione recante sia la decisione della sua nomina alla carica sopra indicata sia la decisione in ordine al compimento dell'atto. Nel caso in cui il rappresentante agisca in nome e per conto di tutte le imprese partecipanti al contratto dovrà premettere alla sua sottoscrizione la dicitura “per la rete AMICINSIEME COMPANIES“.

89 Art.10) MATERIE RISERVATE ALLA DECISIONE DEI
PARTECIPANTI. Alle adunanze delle imprese aderenti partecipa il legale rappresentante delle stesse, o un amministratore con delega scritta. La presidenza dell’adunanza è riservata al presidente del comitato di gestione o in sua assenza al vice presidente. Nel caso in cui i partecipanti alla rete siano più di due ( in questo esempio ), si decidono a maggioranza calcolata per capi; Sull’approvazione di un rendiconto annuale dell’attività compiuta con riferimento all’anno solare precedente; Sull’approvazione di un bilancio previsionale che dovrà essere presentato entro il 30 novembre di ogni anno, Sulla nomina dei membri del comitato di gestione: __________ _________ Il presidente dovrà convocare tutti i rappresentanti alla rete mediante comunicazione scritta inviata alle sede legale dei partecipanti ___________contenente luogo, giorno e ora dell’adunanza e le materie da trattare

90 Art.11) MODALITA' DI ADESIONE DI NUOVI PARTECIPANTI
Possono aderire al contratto le imprese che svolgono le attività di Chi intende aderire al presente contratto di rete deve presentare, ai sensi dell'art.1332 del Cod.Civ., al comitato di gestione apposita dichiarazione sottoscritta dal titolare o dal legale rappresentante, contenente: a) la denominazione e la sede legale dell'Impresa; b) l'oggetto sociale; c) l'attività effettivamente svolta e la sede nella quale viene esercitata; d) certificazione attestante che l'impresa non è stata dichiarata fallita o assoggettata ad altre procedure concorsuali, o che il titolare non è stato interdetto dall'esercizio di attività imprenditoriale o dalla facoltà di contrattare con la pubblica amministrazione; e) La dichiarazione di conoscere ed accettare incondizionatamente le disposizioni del presente contratto. Per le società deve essere inoltre presentato: h) copia della delibera dell'organo competente di adesione al contratto di rete ed il nome del socio o persona designata ed autorizzata a rappresentarla a tutti gli effetti nella rete; i) copia dello statuto e certificato di iscrizione al Registro delle Imprese competente. Sulla domanda di ammissione delibera il comitato di gestione alla sua prima riunione utile. Sono a carico della nuova impresa aderente tutte le spese necessarie per ______

91 Art.12) RECESSO Salvo quanto previsto nell'art. 4 e 5 del presente contratto, ogni impresa aderente può recedere liberamente con dichiarazione che deve pervenire al presidente del comitato di gestione entro il termine del 30 settembre di ogni anno, con efficacia dal 31 dicembre del medesimo anno. Le dichiarazioni di recesso pervenute successivamente sono efficaci dal 31 dicembre dell'anno successivo. In caso di recesso non sono ripetibili i contributi ordinari e straordinari corrisposti né gli apporti al fondo comune a qualsiasi titolo eseguiti. Rimane fermo l’obbligo per l’azienda uscente di terminare le commesse in corso e quelle in cui ha già dato la sua adesione scritta.

92 Art.13) CAUSE DI RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER
INADEMPIMENTO In caso di inadempimento agli obblighi previsti negli articoli 4 e 5, il presente contratto si risolve rispetto alla parte inadempiente per decisione del comitato di gestione, il quale dovrà preventivamente diffidare la parte, tramite A.R., ad adempiere entro il termine di 15 giorni. L'inadempimento di una delle parti non comporta in ogni caso risoluzione del contratto rispetto alle altre. In caso di risoluzione del contratto per inadempimento non sono ripetibili i contributi ordinari e straordinari corrisposti né gli apporti al fondo comune a qualsiasi titolo eseguiti. Resta salva la facoltà del comitato di gestione di richiedere al partecipante inadempiente il risarcimento dei danni patiti dalla rete a causa del suo inadempimento. Art.14) DURATA DEL CONTRATTO Il contratto cessa di produrre effetti il 31 dicembre 2018

93 Art.15) MODIFICHE DEL CONTRATTO
Può essere modificato solo con il consenso unanime delle parti Art.16) MUTUO DISSENSO E CONDIZIONI RISOLUTIVE Può essere dissolto per mutuo dissenso dei partecipanti AUTENTIFICAZIONE DELLE FIRME


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