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1 LA STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI I TASSI GREZZI sono tassi riassuntivi basati su eventi reali (numero di nascite, morti o malattie) in una popolazione.

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1 1 LA STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI I TASSI GREZZI sono tassi riassuntivi basati su eventi reali (numero di nascite, morti o malattie) in una popolazione totale e in un determinato periodo di tempo. Due fattori contribuiscono alla grandezza di un tasso grezzo di mortalità: Il PRIMO è la probabilità di morte per gli individui, Il SECONDO la distribuzione della popolazione per età. Dal momento che lETÀ è il principale fattore che influenza il rischio di morte, più elevata è la porzione di anziani nella popolazione, più elevato sarà il tasso grezzo di mortalità in quella popolazione. I tassi grezzi presentano il vantaggio di essere facilmente calcolabili, ma possono oscurare il fatto che sottogruppi della popolazione manifestino differenze di rischio significative. Può pertanto accadere che due popolazioni con tassi di mortalità età-specifici diversi presentino uguali tassi grezzi di mortalità e viceversa. Ogni volta che si analizza un tasso grezzo, è necessario esaminare i TASSI SPECIFICI e la DISTRIBUZIONE PER ETÀ per determinare se sia necessario un aggiustamento o STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI.

2 2 I TASSI SPECIFICI per sottogruppi omogenei presentano il vantaggio di fornire uninformazione dettagliata, utile a scopi epidemiologici e per interventi di Sanità Pubblica. Tuttavia risulta problematico paragonare molti sottogruppi di due o più popolazioni. E necessario perciò un tipo di TASSO RIASSUNTIVO depurato dalle limitazioni dei tassi grezzi, cioè un TASSO STANDARDIZZATO. Nel calcolo di questo tasso riassuntivo, vengono applicati PROCEDIMENTI STATISTICI che rimuovono leffetto delle differenze nella composizione delle diverse popolazioni. LETÀ È LA VARIABILE PER LA QUALE LA STANDARDIZZAZIONE È PIÙ FREQUENTEMENTE NECESSARIA A CAUSA DEL SUO EFFETTO SULLA MORBOSITÀ E MORTALITÀ. BISOGNA TUTTAVIA RICORDARE CHE, A SECONDA DEI CASI, PUÒ ESSERE NECESSARIO STANDARDIZZARE PER VARIABILI QUALI: SESSO; RAZZA; MANSIONE LAVORATIVA; ABITUDINE AL FUMO; ECC.

3 3 Si può arrivare ad ottenere dati standardizzati attraverso DUE procedimenti principali, luno detto di STANDARDIZZAZIONE DIRETTA; laltro detto di STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA. Per poter comunque applicare luna o laltra di tali metodiche, va sempre preliminarmente identificata una popolazione, denominata POPOLAZIONE STANDARD, che può essere costituita dalla popolazione REALE di unaggregazione geografico-istituzionale di un livello superiore a quello delle popolazioni dalle quali provengono i dati (popolazione regionale per dati comunali, nazionale per dati regionali, ecc.), oppure una popolazione IDEALE. Per COMPARAZIONI DI DUE DIVERSI GRUPPI, la popolazione standard può essere costruita come la somma per fasce di età e in totale delle due popolazioni in esame.

4 4 LA STANDARDIZZAZIONE DIRETTA Si supponga di voler confrontare il tasso di mortalità per una determinata patologia della popolazione italiana (POPOLAZIONE A) con quella di un gruppo di immigrati che vivono in Italia (POPOLAZIONE B). POPOLAZIONE A POPOLAZIONE B Popolazione Numero Tasso di Popolazione Numero Tasso di a metà anno decessi mortalità a metà anno decessi mortalità a metà anno decessi mortalità a metà anno decessi mortalità TOTALE ,1/ ,7/ Si può dire che il rischio di morire per la malattia in questione è più basso nella popolazione degli immigrati rispetto a quella italiana? Osservando la distribuzione per età delle due popolazioni, risulta evidente la necessità della standardizzazione FASCEDIETÀ > 65 > % % POPOLAZIONE ITALIANA (A) IMMIGRATI (B)

5 5 Se si dispone dei DATI DI MORTALITÀ SUDDIVISI PER FASCE DI ETÀ relativi alle due popolazioni in esame e si conosce anche la NUMEROSITÀ DELLE DIVERSE FASCE DI ETÀ DELLA POPOLAZIONE STANDARD si può effettuare la STANDARDIZZAZIONE DIRETTA. Nel nostro esempio, il primo passo è scegliere una popolazione standard che potrebbe essere quella proposta dalla O.M.S. per il continente europeo con la seguente suddivisione in fasce di età: FASCE DETÀ STANDARD EUROPEO FASCE DETÀ STANDARD EUROPEO > TOTALE LA STANDARDIZZAZIONE DIRETTA CONSISTE NEL CALCOLO DEL NUMERO DI CASI CHE SI VERIFICHEREBBERO NELLA POPOLAZIONE STANDARD SE I TASSI FOSSERO QUELLI DELLE POPOLAZIONI IN STUDIO.

6 6 Quindi prendere i singoli tassi specifici delle due popolazioni A e B e moltiplicarli per la rispettiva popolazione standard al fine di ottenere il numero di morti attesi per classe di età nelle due popolazioni. POPOLAZIONE APOPOLAZIONE B FASCE Popolazione Numero Tasso di Popolazione Numero Tasso di DETÀ a metà anno decessi mortalità a metà anno decessi mortalità / / / / , , , , , , , , , , , , , , , ,0 TOTALE , ,7 I tassi di mortalità specifici per età dovranno essere applicati come segue alla popolazione standard: FASCIA 0 – 4 ANNI (A): x 40,0 / = 3,2 CASI ATTESI FASCIA 0 – 4 ANNI (B): x 42,0 / = 3,4 CASI ATTESI FASCIA 5 – 14 ANNI (A): x 3,2 / = 0,4 CASI ATTESI FASCIA 5 – 14 ANNI (B): x 3,3 / = 0,5 CASI ATTESI Otterremo così il numero dei morti attesi

7 7 POPOLAZIONE A POPOLAZIONE B POPOLAZIONE A POPOLAZIONE B FASCE Popolazione Tasso di casi Tasso di casi DETÀ standard mortalità attesi mortalità attesi ,0 3,2 42,0 3, ,0 3,2 42,0 3, ,2 0,4 3,3 0, ,2 0,4 3,3 0, ,6 4,0 14,1 5, ,2 17,8 93,3 23, ,3 58,6 587,0 64, ,3 58,6 587,0 64,5 TOTALE ,0 97,6 Riportiamo in tabella i casi attesi nelle due popolazioni A e B: SOMMANDO gli attesi nelle varie classi di età si ottiene IL NUMERO TOTALE DI MORTI ATTESI, che equivale al numero dei casi che ci aspetteremmo nelle due popolazioni se la loro distribuzione fosse quella standard. DIVIDENDO il totale dei morti attesi per la numerosità della popolazione standard (in questo caso ) si ottengono i rispettivi TASSI STANDARDIZZATI DI MORTALITÀ, e cioè: POPOLAZIONE A: 84,0 / POPOLAZIONE B: 97,6 /

8 8 DOPO LA STANDARDIZZAZIONE DIRETTA È POSSIBILE PORSI LA DOMANDA: UNA VOLTA CORRETTO LEFFETTO DELLA DIVERSA COMPOSIZIONE PER ETÀ, LE DUE MORTALITÀ SONO UGUALI? OSSIA, ESISTE QUALCHE FATTORE, OLTRE ALLA DIVERSA ETÀ DELLE DUE POPOLAZIONI, CHE INFLUISCE SULLA MORTALITÀ IN TALI POPOLAZIONI, DETERMINANDONE UN LIVELLO DIFFERENTE?

9 9 IN SINTESI, I PASSI DA COMPIERE PER CALCOLARE TASSI STANDARDIZZATI CON METODO DIRETTO SONO: 1)SELEZIONARE UNA POPOLAZIONE STANDARD CON DISTRIBUZIONE DELLETÀ CONOSCIUTA 2)CALCOLARE I TASSI DI MORTALITÀ (O MORBOSITÀ) SPECIFICI PER LE DUE POPOLAZIONI INDICE 3)CALCOLARE I DECESSI (O CASI) ATTESI IN CIASCUNA DELLE DUE POPOLAZIONI MOLTIPLICANDO I TASSI SPECIFICI DELLA POPOLAZIONE INDICE PER IL NUMERO DI SOGGETTI PRESENTI IN CIASCUNA CLASSE DI ETÀ DELLA POPOLAZIONE STANDARD 4)SOMMARE I DECESSI (O CASI) ATTESI DI CIASCUNA CLASSE DI ETÀ E DIVIDERE IL TOTALE DEI DECESSI (O CASI) ATTESI PER IL TOTALE DELLA POPOLAZIONE STANDARD OTTENENDO IL TASSO STANDARDIZZATO

10 10 STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA In alcuni casi laggiustamento per età dei tassi è necessario, ma la procedura appena descritta non può essere applicata perché il piccolo numero di morti in una popolazione può rendere i tassi età-specifici instabili. In altri casi i tassi età-specifici possono essere sconosciuti, essendo disponibili solo il numero totale dei morti e il numero di soggetti presenti in ogni classe di età. IL METODO DI STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA È SPECULARE DEL METODO DIRETTO E PUÒ ESSERE APPLICATO NEI CASI MENZIONATI. Nel METODO DIRETTO il tasso standardizzato per età è ottenuto applicando i tassi età-specifici delle popolazioni di interesse (Es. A e B) a una popolazione la cui struttura per età è nota (STANDARD) per ottenere un numero di morti attese. Nel METODO INDIRETTO la standardizzazione è basata sui TASSI ETÀ- SPECIFICI piuttosto che sulla composizione per età.

11 11 In questo caso la popolazione i cui tassi costituiscono la base per la comparazione è definita POPOLAZIONE STANDARD. Se due popolazioni devono essere paragonate tra di loro con la standardizzazione indiretta, LA PIÙ NUMEROSA DELLE DUE è solitamente scelta come STANDARD perché i suoi tassi tendono ad essere più stabili. Il procedimento di STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA consiste nellapplicare i tassi età-specifici della popolazione standard alla popolazione di interesse (ES. popolazione A) per ottenere un numero di MORTI ATTESE. In pratica, ci si chiede: quale sarebbe il numero di morti (MORTI ATTESE) nella popolazione A se le persone di tale popolazione morissero con gli stessi tassi di mortalità età-specifici della popolazione standard?

12 12 Il CONFRONTO tra morti osservate effettivamente e morti attese permette di rispondere alla domanda: in ognuna delle popolazioni in esame si muore in maniera standard? in ognuna delle popolazioni in esame si muore in maniera standard? ossia in ognuna di esse la mortalità incide come nella popolazione standard? ossia in ognuna di esse la mortalità incide come nella popolazione standard? RAPPORTO STANDARDIZZATO DI MORTALITÀ o S.M.R. (STANDARD MORTALITY RATIO) Morti osservate in una popolazione Morti attese nella stessa popolazione Il RAPPORTO = è detto: Il RAPPORTO STANDARDIZZATO DI MORTALITÀ, mettendo in relazione il numero di morti osservate con quello di morti attese, indica quanto, in una particolare popolazione, la mortalità incide in modo diverso dalla popolazione generale nel suo complesso. Quanto detto a riguardo della STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA PER IL FATTORE ETÀ, può essere applicato a tutte le altre variabili (Es. mansione lavorativa) per le quali si vuole standardizzare.

13 13 Utilizzando sempre lesempio della popolazione italiana e della popolazione immigrata, potremmo partire dalla scelta di TASSI STANDARD SPECIFICI per la mortalità nelle diverse fasce detà in Europa forniti dallO.M.S. FASCE DI ETÀ TASSI STANDARD , , , , , , , ,0 I tassi standard per età sono quindi applicati alle due popolazioni studiate, moltiplicando il numero di persone in ciascuna fascia delle due popolazioni per il rispettivo tasso specifico standard.

14 14 Si ottiene il numero di morti attesi in ciascuna classe: FASCIA 0 – 4 ANNI (A): x 41,0 / = 1230,0 FASCIA 0 – 4 ANNI (B): x 41,0 / = 20,5 FASCIA 5 – 14 ANNI (A): x 3,2 / = 249,6 FASCIA 5 – 14 ANNI (B): x 3,2 / = 1,9 Il RAPPORTO STANDARDIZZATO DI MORTALITÀ in questo caso è: SMR A / = 0,99 SMR B 220 / 192,3 = 1,14 La popolazione A ha una mortalità per quella determinata malattia dell1% inferiore alle attese (basate sulla popolazione standard prescelta), mentre la popolazione B ha una mortalità del 14% superiore alle attese. POPOLAZIONE A POPOLAZIONE B FASCE Tassi N° casi N° casi DETÀ standard attesi attesi , , , , , , , , , , , ,5 > , ,2 > , ,2 TOTALE ,3

15 15 IN SINTESI, I PASSI DA COMPIERE PER EFFETTUARE UNA STANDARDIZZAZIONE CON METODO INDIRETTO SONO: 1)DEFINIRE UN SET STANDARD DI TASSI SPECIFICI PER CLASSI DI ETÀ 2)APPLICARE QUESTI TASSI SPECIFICI ALLE POPOLAZIONI IN STUDIO PER OTTENERE IL NUMERO DEI DECESSI ATTESI 3)SOMMARE TUTTI I DECESSI ATTESI 4)DIVIDERE IL TOTALE DEI DECESSI OSSERVATI PER IL TOTALE DEI DECESSI ATTESI E MOLTIPLICARE PER 100 PER OTTENERE IL RAPPORTO STANDARDIZZATO DI MORTALITÀ 5)MOLTIPLICARE PER LS.M.R. PER IL TASSO GREZZO DI MORTALITÀ DELLA POPOLAZIONE STANDARD PER OTTENERE IL TASSO DI MORTALITÀ STANDARDIZZATO DELLA POPOLAZIONE INDICE

16 16 Si deve ricordare che un TASSO STANDARDIZZATO è un TASSO ARTIFICIALE. Esso permette di confrontare una popolazione con unaltra CONTROLLANDO una variabile (Ad es. lETÀ) NON DEVE ESSERE USATO SE, INVECE DI UN CONFRONTO, SI VUOLE UNA DESCRIZIONE ACCURATA DI UNA POPOLAZIONE. Perciò: TASSO STANDARDIZZATOConveniente misura riassuntiva dei tassi specifici per sottogruppi (Es. per ETÀ) I tassi specifici per sottogruppo (Ad es. i tassi specifici per età) forniscono molte informazioni in più e devono essere usati, se possibile, per confronti dettagliati.

17 17 Allopposto, se la popolazione locale fosse troppo ristretta, la sua scelta come standard non sarebbe conveniente per linstabilità dei tassi età-specifici o, ancor peggio, perché tali tassi potrebbero essere pesantemente influenzati dal gruppo di lavoratori sotto studio. UN ASPETTO IMPORTANTE RIGUARDA LA SCELTA DELLA POPOLAZIONE STANDARD, PARTICOLARMENTE IN EPIDEMIOLOGIA OCCUPAZIONALE. Ad esempio, se si vuole studiare la mortalità per tumori in lavoratori esposti a determinate sostanze chimiche, la scelta della popolazione nazionale quale standard potrebbe comportare una sovrastima del S.M.R. nel caso che la mortalità per tumori nella regione circostante la fabbrica fosse di per sé più elevata di quella nazionale.

18 18 In EPIDEMIOLOGIA OCCUPAZIONALE può perciò essere utile utilizzare come POPOLAZIONE STANDARD GRANDI GRUPPI DI POPOLAZIONE LAVORATIVA. Ciò consente peraltro di correggere la distorsione data dal fatto che chi lavora ha, in media, uno stato di salute migliore di quello della popolazione generale, in cui sono presenti anche soggetti troppo malati per lavorare (CORREZIONE DEL COSIDDETTO HEALTHY WORKER EFFECT)

19 19 APPLICAZIONI E LIMITI DELLA STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI La standardizzazione diretta è sempre da preferire alla indiretta quando i tassi età-specifici della popolazione in studio sono sufficientemente stabili, quando cioè gli strati sono sufficientemente numerosi. Inoltre la standardizzazione con il metodo indiretto può distorcere il confronto, specialmente quando i gruppi confrontati differiscono notevolmente nella distribuzione della variabile che viene corretta. In realtà standardizzazione diretta e indiretta producono quasi sempre risultati assai simili, dal momento che distorsioni si possono produrre per differenze maggiori di quelle che si verificano nella pratica. Un VANTAGGIO del metodo di standardizzazione indiretta è la minore dipendenza dalla variabilità campionaria, rispetto alla standardizzazione diretta, quando ci sono pochi individui in alcuni sottogruppi per la variabile standardizzata.

20 20 Si calcolano i tassi specifici di soggetti HBsAg+ per ciascuna categoria di lavoratori nel reparto di oculistica: MEDICI 1,2% INFERMIERI5,7% AUSILIARI4,7% REP. OCULISTICA REP. EMODIALISI REP. OCULISTICA REP. EMODIALISI N° OPERATORI HBsAg+ N° OPERATORI HBsAg+ N° OPERATORI HBsAg+ N° OPERATORI HBsAg+ MEDICO INF. PROFESS AUSILIARIO TOTALE Esercizio 1 POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO: PERSONALE REPARTO OCULISTICA

21 21 Il tasso di positività per HBsAg effettivamente riscontrato nel reparto di emodialisi risulta invece: 95 / 1650 = 5,75% Il rapporto osservati/attesi (RAPPORTO STANDARDIZZATO DI MORBOSITÀ) è perciò: 95 / 68,63 oppure5,75 / 4,16=1,38 95 / 68,63 oppure5,75 / 4,16 = 1,38 IN ALTRE PAROLE, NEL REPARTO DI EMODIALISI CÈ UN NUMERO DI PORTATORI DI HBsAg DEL 38% PIÙ ELEVATO RISPETTO A QUANTO CI SI POTEVA ATTENDERE UTILIZZANDO I TASSI RISCONTRATI NEL REPARTO DI OCULISTICA. I tassi sono applicati a ciascuna categoria di lavoratori nel reparto di emodialisi per calcolare il numero atteso di soggetti HBsAg+: MEDICI 5,14 INFERMIERI34,82 AUSILIARI28,67 TOTALE68,63 HBsAg+ attesi reparto emodialisi Morbosità attesa del reparto di emodialisi: 68,63 / 1650 = 4,16 %

22 22 Tasso di mortalità USL 1: 305,8/ ABITANTI Tasso di mortalità USL 2: 304,3/ ABITANTI PER ESEGUIRE LA STANDARDIZZAZIONE PER ETÀ, OCCORRE COSTRUIRE UNA POPOLAZIONE STANDARD. UN METODO SEMPLICE PUÒ ESSERE QUELLO DI SOMMARE PER CLASSE DI ETÀ LA POPOLAZIONE DELLE DUE USL USL 1 USL2 ETAABITANTI DECESSIABITANTI DECESSI Esercizio 2

23 23 ETÀ 33-44( ) = ( ) = ( ) = ( ) = 8128 TOTALE 53508

24 24 POSSIAMO A QUESTO PUNTO CALCOLARE IL TASSO STANDARDIZZATO DI MORTALITÀ PER ETÀ NELLA USL 1 E NELLA USL 2: I TASSI DI MORTALITÀ SPECIFICI PER ETÀ SONO QUINDI APPLICATI ALLA POPOLAZIONE STANDARD PER CALCOLARE LE MORTI ATTESE NELLA USL 1 E NELLA USL 2: MORTI ATTESE MORTI ATTESE USL 1 USL2 USL 1 USL ,30 10, ,73 40, ,42 45, ,12 70,22 TOTALE146,57167,55 SI CALCOLANO QUINDI I TASSI DI MORTALITÀ SPECIFICI PER ETÀ NELLA USL 1 E NELLA USL 2 USL 1USL ,59 0, ,59 0, ,00 2, ,00 2, ,60 5, ,60 5, ,52 8, ,52 8,64

25 25 Tasso standardizzato USL1 = 146,57 x 1000 = 2,73 Tasso standardizzato USL1 = 146,57 x 1000 = 2, Tasso standardizzato USL2 = 167,55 x 1000 = 3,13 Tasso standardizzato USL2 = 167,55 x 1000 = 3, Standardizzando la mortalità per età si giunge alla conclusione che la mortalità per tumore è più elevata nella USL 2 che nella USL 1. Tale eccesso può essere stimato facendo il rapporto tra i 2 tassi standardizzati: 3,13 =1,13 2,73 Cioè la mortalità è del 13 % più elevata nella USL 2 In alternativa al procedimento esposto, era possibile prendere come popolazione standard quella della USL 1 ed applicare i suoi tassi alla popolazione della USL 2:

26 26 TASSI DI MORTALITÀ MORTI ATTESE NELLA TASSI DI MORTALITÀ MORTI ATTESE NELLA ETÀ USL 1 POPOLAZIONE STANDARD (USL 2) (USL 2) , x 0,59 = 9, x 2 = 28, , x 4,60 = 29, , x 7,52 = 46,12 TOTALE 113,62 RAPPORTO OSSERVATI/ATTESI (S.M.R.) = 130 = 1, = 1,14113,62 OSSERVATI > 14% rispetto ad attesi in base ai tassi della USL 1 TASSO DI MORTALITÀ STANDARDIZZATO DELLA USL 2 : TASSO GREZZO x SMR = = 304,3 / x 1,14 = = 348,2 /

27 27 Esercizio 3 TIPO DI FABBRICA 1 FABBRICA 2 FABBRICA 3 TIPO DI FABBRICA 1 FABBRICA 2 FABBRICA 3 LAVORAZIONE CASI ESPOSTI CASIESPOSTI CASI ESPOSTI A A B B C C D D TOTALE TOTALE TASSO DI INCIDENZA GREZZO DI ASMA ALLERGICA: FABBRICA 1 = 1,73%; FABBRICA 2 = 1,08%; FABBRICA 3 = 0,74% È subito evidente come i tassi di incidenza specifici per tipo di lavorazione siano identici nelle 3 fabbriche LAVORAZIONE A = 0,5% A = 0,5% B = 1% B = 1% C = 2% C = 2% D = 5% D = 5% Perciò la differenza nei tassi di incidenza tra le 3 fabbriche è unicamente dovuta al diverso numero di addetti alle 4 lavorazioni

28 28 Innanzitutto si calcolano i tassi di incidenza specifici per età nei 3 gruppi (%) ETÀ1° GRUPPO 2° GRUPPO 3° GRUPPO LAVORATIVA <5 0 2,5 2, ,5 3,3 3, ,6 6, ,5 6, , Esercizio 4 ETÀ 1° GRUPPO 2° GRUPPO 3° GRUPPO LAVORATIVA NON ESPOSTI CASI ESPOSTI CASI ESPOSTI CASI < < TOTALE TASSO GREZZO 4,63% 7,00% 4,65%

29 29 Si possono ora applicare i tassi di incidenza specifici per età lavorativa ad una popolazione standard che può essere rappresentata dalla somma dei 3 gruppi, cioè: ETÀ N° SOGGETTI CASI ATTESI CASI ATTESICASI ATTESI LAV. (POPOLAZIONE 1° GRUPPO2° GRUPPO 3° GRUPPO DI RIFERIMENTO) < ,15, ,5 7,37, ,7 6,36, ,4 15,7 13, ,8 16,4 16, TOTALE ,4 74,8 73

30 30 Si calcolano ora i tassi standardizzati per i 3 gruppi: TASSO DI INCIDENZA43,4 x 100 = 3,7 STANDARDIZZATO 1° GRUPPO1175 TASSO DI INCIDENZA 74,8 x 100 = 6,3 STANDARDIZZATO 2° GRUPPO1175 TASSO DI INCIDENZA 73 x 100 = 6,2 STANDARDIZZATO 3° GRUPPO1175 Si può concludere che lesposizione al composto x costituisce un rischio di malattia, in quanto il tasso standardizzato per i gruppi esposti è significativamente più elevato rispetto al gruppo dei non esposti.

31 31 STANDARDIZZAZIONE DIRETTA DOMANDA: Quale sarebbe il tasso se la popolazione in esame avesse la stessa struttura di quella di riferimento (standard)? METODO: si applica i tassi età specifici calcolati in ciascuna delle due popolazioni alla popolazione standard di riferimento. RISULTATI: si calcola il numero di morti attese che avremmo nelle due popolazioni se entrambe avessero una distribuzione in fasce di età pari a quella della popolazione standard. STANDARDIZZAZIONE INDIRETTA DOMANDA: Quale sarebbe il tasso se la mortalità (o lincidenza) avesse la stessa grandezza di quella osservata in una popolazione di riferimento (standard)? METODO: si applica i tassi standard di mortalità (ovvero i tassi di mortalità età specifici calcolati nella popolazione standard) alle popolazioni in esame. RISULTATI: si calcola il numero di morti attese se la mortalità nelle due popolazioni fosse pari alla mortalità della popolazione standard.


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