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1 Corso del prof. ing. Riccardo Gallo a.a. 2010 – 2011 Economia dellindustria di processo per studenti.

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1 1 Corso del prof. ing. Riccardo Gallo a.a – Economia dellindustria di processo per studenti dei corso di laurea magistrale: Ingegneria Chimica e dei Materiali (6 crediti, voto in trentesimi)

2 2 Strumenti didattici e modalità di esame Testo adottato: Riccardo Gallo: Manuale di Finanza Industriale Giuffrè Editore, seconda edizione Esame: scritto: in 3 ore: risposte a 5 gruppi di domande punteggio in trentesimi, su realtà aziendale allegata senza consultare appunti o testi e senza copiare voto minimo consigliato per orale: 16/30 orale: qualche domanda di verifica e arrotondamento (+/-) del voto dello scritto

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4 4 Assistenza alla didattica Ricevimento: Dipartimento Ing. Chimica, Materiali e Ambiente via Castro Laurenziano, 7 – Roma orario: ogni mercoledì alle ore 15

5 5 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) Stabilimento si chiama: acciaieria, in industria siderurgica cantiere, in costruzioni civili cementificio, in industria del cemento centrale elettrica, nella generazione dellelettricità ceramica, in industria ceramica raffineria, in industria della raffinazione petrolifera eccetera…

6 6 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) Gestione: attività di utilizzazione del bene durevole necessaria per generare benefici basata su ciclo di trasformazione, es.: industriale grazie a giusta combinazione (organizzazione) di input (fattori produttivi) dà luogo a output (prodotti finiti o servizi) vendibili Esercizio: periodo elementare di tempo della gestione in genere pari a 1 anno in genere coincidente con lanno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre

7 7 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) Impresa: sinonimo di: intrapresa, iniziativa, avventura contiene: obiettivo, rischio, sfida, ricerca di successo. No investimenti, no impresa Società: contratto tra 2 o più persone che mettono insieme capitale, obiettivo di beneficio da dividere dopo: società di persone (in nome collettivo, s.a.s.): responsabilità estesa ai patrimoni delle persone società di capitali con personalità giuridica (srl, S.p.A)

8 8 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) Azienda: sinonimo di facienda, cose da fare. Aziendale qualifica gestione, organizzazione amministrazione è attività di: assegnazione di risorse per organizzazione esborso per acquisto input introito da vendita output contabilità è attività di registrazione di attività di amministrazione

9 9 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) Economico: aggettivo qualificativo di beneficio perseguito e risultante dalla gestione in senso algebrico: se risultato è negativo, la gestione è diseconomica Cassa: alimentata da accumulo di benefici ha molti significati diversi (luogo, contenitore, contenuto, voce di patrimonio)

10 10 Ripasso di concetti generali (22 ott 2010) finanza investimento patrimonio gestione risultato economico non distribuito + accantonamenti accumulo cassa

11 11 Principali funzioni aziendali (25 ott 2010) Operazioni: direzione e controllo di processi di trasformazione di materie prime in prodotti finiti o di erogazione servizi o di impiego di materiali in settore costruzioni Direzione di cantiere, stabilimento (patrimonio tecnico) Amministrazione e Finanza: contabilità generale, bilanci, fisco, acquisti, affari gen. tesoreria, risorse finanziarie, impiego disponibilità Marketing: domanda di mercato, nuovi prodotti, posizionamento, pubblicità, fissazione prezzi di vendita, promozione, definizione formati e confezioni

12 12 Principali funzioni aziendali (25 ott 2010) Vendite: distribuzione e commercializzazione, gestione di forza di vendita con rapporti con clienti esistenti e potenziali Personale: gestione risorse umane: programmazione, scelta e formazione del personale, valutazione carriere, sistemi incentivanti organizzazione: metodi di lavoro e procedure relazioni industriali: contrattazione collettiva, contenzioso, sicurezza, amministrazione lavoro

13 13 Principali funzioni aziendali (25 ott 2010) Pianificazione e controllo: obiettivi di m/l termine, piani, budget, cfr con consuntivo, analisi scostamenti informazioni economiche, statistiche, gestionali per management, reporting aziendale Ricerca e Sviluppo: sperimentazione nuovi prodotti, innovazione esistenti sviluppo nuove tecnologie e miglioramento esistenti

14 14 Principali funzioni aziendali (25 ott 2010) Sistemi Informativi: gestione e manutenzione hardware e software Qualità: conformità di prodotti e processi a specifiche Logistica: acquisto materie prime, gestione magazzino programmazione produzione, distribuzione prodotti

15 15 Organigramma (a matrice) (25 ott 2010)

16 16 Principali modelli produttivi (25 ott 2010) Obiettivo aziendale: realizzare output con valore per i clienti superiori a costo di acquisto e trasformazione degli input servire sempre meglio i clienti, progettando prodotti, migliorandone qualità e processi produttivi Costruzioni o Manifatturiere sono operazioni che: trasformano input materiali, lavoro, capitale, servizi in output materiali Terziarie quelle che: offrono output intangibili: consulenza, assistenza al cliente per limpiego di prodotti manifatturieri, servizi o altro

17 17 Principali modelli produttivi (25 ott 2010) Produzione a magazzino: lAzienda fabbrica prodotto e lo mette in magazzino senza ricevere ordine da cliente Produzione su commessa: lAzienda fabbrica solo dopo ordine. Anzi aspetta ordine per approvvigionarsi di materie prime Assemblaggio su commessa: lAzienda fabbrica elementi modulari standardizzati e poi, dopo ordine, li assembla ottenendo output diversificati. Input per elementi modulari stanno in magazzino

18 18 Principali modelli produttivi (25 ott 2010) Job shop (bottega artigiana): prodotto solo su commessa e su progetto di cliente volumi di prodotto bassi, gamma ampia attrezzature di produzione e personale flessibili materie prime di uso frequente in magazzino; altre approvvigionate di volta in volta magazzino carico di lavori in corso Mass production (produzione di massa): produzione ripetitiva di prodotti standardizzati volumi molto elevati, gamma molto bassa marketing influenza domanda di mercato impianti automatizzati. Semilavorati in magazzino

19 19 Principali modelli produttivi (25 ott 2010) Lean production (produzione snella): tutto opposto a Mass production (ampia gamma di prodotti, produzione segue domanda di mercato) coinvolgimento di fornitori, licenziatari, dipendenti qualità totale, miglioramento continuo, minimi scarti di lavorazione, eliminazione attività non indispensabili

20 20 Principali modelli di processi produttivi (25 ott 2010) Produzione a batch (infornata): volumi e gamma intermedi a Job shop e Mass prod attrezzature simili a Job shop Ciclo discontinuo di lavorazione: interruzioni, pause, magazzini intermedi, semilavorati. Vedi modelli Job shop e Batch Ciclo continuo 24 ore su 24, sia nella Mass che nella Lean production conduzione impianti rigida, automatizzata e ottimizzata

21 21 La contabilità generale (25 ott 2010) Caratteristiche: si riferisce alla gestione globale dellimpresa, non dà informazioni di dettaglio per decisioni specifiche riguarda gestione passata, non dà informazioni future Scopi della contabilità generale: determinazione del reddito di esercizio e del capitale di funzionamento controllo dei movimenti finanziari della gestione elaborazione di quozienti di bilancio

22 22 Significato del bilancio (25 ott 2010) Informazioni da contabilità per: chi ha investito risorse finanziarie amministratori che valutano risultati di gestione dipendenti che devono essere rassicurati fornitori e clienti Stato patrimoniale: consistenza del patrimonio, fotografia al Conto economico: narrazione di gestione patrimonio, film dellesercizio Nota integrativa: comprensione degli schemi, un tuttuno inscindibile

23 23 Stato patrimoniale riclassificato: Schema a blocchi (25 ott 2010) Attivo corrente (Atcor) Attivo Immobilizzato (Atim) Passivo corrente o a breve (Pasbr) Passivo a medio/lunga scadenza (Pasml) Capitale Netto (Cn) Oneri Pluriennali (Op) Avviamento(Avv)

24 24 Stato patrimoniale riclassificato scalare (25 ott 2010) Attivo corrente (Atcor) Attivo Immobilizzato (Atim) Passivo corrente o a breve (Pasbr) Passivo a medio/lunga scadenza (Pasml) Capitale Netto (Cn) Oneri Pluriennali (Op) Avviamento(Avv)

25 25 Stato patrimoniale riclassificato: scalare (25 ott 2010)

26 Stato patrimoniale riclassificato: scalare (27 ott 2010). Esempio: Gruppo Erg

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29 Conto economico riclassificato: (29 ott 2010)

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31 Poiché: Consumi = Acquisti + Costi diversi – Variazione delle rimanenze – Ricavi diversi – Costi capitalizzati Allora, si può anche scrivere:

32 Conto economico riclassificato: (29 ott 2010)

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34 Conto economico riclassificato: (29 ott 2010). Esempio: Gruppo Erg

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36 Redditività: Rotazione del capitale investito (29 ott 2010) Valori di Irci dipendono da: settore modello di gestione aziendale efficienza operativa aziendale congiuntura del prezzo di mercato epoca degli investimenti

37 Redditività: Rotazione del capitale investito (29 ott 2010) Valori di Irci: alti in settori vicini al consumo finale bassi in settori con mezzi di produzione pesanti o integrati confrontabili solo allinterno di un settore nelle industrie italiane simili alle multinazionali

38 Redditività: delle vendite (03 nov 2010) Ros è strumento idoneo a: valutare origine eventuale scarsa redditività e decidere interventi correttivi decidere politica dei prezzi di trasferimento intragruppo

39 Redditività: del capitale investito (03 nov 2010) formula di Dupont idonea a valutare se: è migliorabile la rotazione del capitale investito (struttura della lavorazione) è migliorabile la redditività delle vendite (efficienza di gestione)

40 Development Strategy (03 nov 2010)

41 Redditività: del capitale investito (03 nov 2010) Sul piano gestionale: s i può migliorare Ros: aumentando Ro con riduzione dei costi (Acq, Cdiv, Cl) aumentando i prezzi se mercato sopporta Si può migliorare Irci: migliorando Fn riducendo Attot (utilizzando impianti per conto terzi o alienando impianti non utilizzabili) Si possono migliorare sia Ros che Irci

42 Redditività: del capitale investito (03 nov 2010) Sul piano strategico, scegliendo tra: spostamento mix settoriale e innalzamento irci crescita qualitativa dellimpresa verso produzioni a maggior Ros percorso a zig-zag

43 Redditività: del capitale proprio (03 nov 2010) Non esistono valori caratteristici dei settori, né di insiemi di imprese

44 Bilancio aggregato delle imprese chimiche italiane: Attivo (03 nov 2010)

45 Bilancio aggregato delle imprese chimiche italiane: Passivo (03 nov 2010)

46 Bilancio aggregato delle imprese chimiche italiane: Gestione econom ord (03 nov 2010)

47 Bilancio aggregato delle imprese chimiche italiane: Gestione econom straord (03 nov 2010)

48 Bilancio aggregato delle imprese chimiche italiane: Indicatori (03 nov 2010)

49 La contabilità direzionale (05 nov 2010) Base di informazioni per processo decisorio: contabilità industriale, o analitica, o dei costi contabilità di magazzino contabilità del personale contabilità delle immobilizzazioni contabilità IVA

50 La contabilità analitica (05 nov 2010) Serve per: prendere decisioni sulle strategie di impresa prendere decisioni tattiche, operative, nel rispetto di quelle strategiche valutare contributo apportato da singole aree, prodotti, famiglie di prodotti, centri operativi, attività svolte, zone e canali di vendita controllare landamento della gestione in relazione a questi stessi singoli elementi

51 La contabilità analitica (05 nov 2010) È una contabilità: interna a periodicità infrannuale di supporto alla contabilità generale per lanalisi di singole operazioni aziendali per rilevazioni sia a consuntivo, sia a preventivo con impostazione adattabile allo scopo approssimativa (celere più che precisa, con valori non oggettivi)

52 La contabilità analitica: classificazione dei fattori (05 nov 2010) Fattori: diretti: entrano nel ciclo produttivo e commerciale indiretti: non entrano (amministrazione, consulenze) permanenti: si consumano nel tempo con più atti produttivi. A fecondità ripetuta non permanenti: si consumano in un solo atto produttivo onerosi: si acquisiscono con una spesa gratuiti: senza spesa specifici: da impiegare nella produzione generici: mezzi e risorse finanziarie a disposizione

53 La contabilità analitica: classificazione dei costi, speciali e comuni (08 nov 2010) Costi speciali: per fattori diretti, non permanenti, onerosi, specifici m.p., manodopera interna, lavoro di terzi commissioni e premi nelle vendite Costi comuni: per fattori indiretti, permanenti, generici per più oggetti di costo, in modo indistinto, attribuibili con imputazione indiretta materie non dirette, lavoro indiretto, ammortamenti, energia

54 La contabilità analitica: classificazione dei costi, speciali e comuni (08 nov 2010) Costi comuni: (segue) per più oggetti di costo, in modo indistinto, attribuibili con imputazione indiretta per funzionamento direzione per attività di marketing (lavoro, mostre, fiere, congressi, pubblicità) per attività amministrativa (lavoro, utenze, cancelleria, consulenze) per attività finanziaria, tributaria

55 La contabilità analitica: classificazione dei costi, diretti e indiretti (08 nov 2010) Costi diretti: = costi speciali per singoli prodotti o processi = volume fattore produttivo impiegato x p Costi indiretti: = costo dei vari oggetti x coeff. di ripartizione

56 La contabilità analitica: imputazione dei costi indiretti (08 nov 2010) Procedimenti di ripartizione o di imputazione: su base unica: tutti i costi generale attribuiti con un unico criterio di proporzionalità su base multipla: con più relazioni di proporzionalità su basi di centri di costo: localizzazione dei costi a reparti o sezioni prima di assegnarli su basi aziendali: non preventiva attribuzione a centri di costo

57 La contabilità analitica: classificazione dei costi (08 nov 2010) Costo primo: = costo speciale Costo industriale: = costo primo + quota di costi comuni industriali Costo complessivo: costo di tutti i fattori onerosi = costo industriale + quota costi comuni non industr Costo economico-tecnico: = costo complessivo + quota costi figurativi (remunerazione capitali)

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59 La contabilità analitica: determinazione dei costi di prodotto (08 nov 2010) Procedimento diretto o per commessa o job costing (produzione su commessa). Attribuzione spaziale: si determinano i costi speciali e si aggiunge una quota di costi industriali generali. Per arrivare ai costi complessivi, si aggiunge una quota di costi amministrativi e di vendita quote determinate con uno dei procedimenti di imputazione

60 La contabilità analitica: determinazione dei costi di prodotto (08 nov 2010) Procedimento indiretto o per processo o process costing (per produzioni continue). Attribuzione temporale: costo consuntivato in un certo periodo diviso per produzione svolta semilavorati o ignorati o valorizzati parametricamente in funzione del loro stato di avanzamento I due procedimenti applicabili in reparti diversi di una stessa azienda

61 La contabilità analitica: centri di costo (08 nov 2010) Centri di costo: minime unità contabili di raggruppamento dei costi (reparto, gruppo di macchine, gruppo di persone) principali o produttivi: da essi si ottiene un prodotto ausiliari: prestano servizi ai centri principali comuni: effettuano prestazioni a favore dei primi e dei secondi

62 La contabilità analitica: costi standard (08 nov 2010) I costi standard sono: ipotetici: su prefissate condizioni dellattività aziendale parametrici: unità di misura convenzionale per misurare efficienza aziendale ideali: parametrati su efficienza massima convenienti: su efficienza normale previsti o attesi: su previsioni realistiche

63 Capacità produttiva: pianificazione (10 nov 2010) Pianificazione in orizzonte di m/l termine, perché: progettazione e costruzione chiedono 2÷3 anni dimensionamento di produzione collocabile non solo allinizio, ma anche per tutta vita utile impianto se capacità fosse pari a produzione collocabile allinizio, poi dopo servirebbe potenziamento se capacità fosse pari a produzione collocabile alla fine, allora grado di utilizzo basso per tutta vita utile

64 Capacità produttiva: aziendale, tecnica (10 nov 2010) Capacità produttiva deve essere coerente con: capacità aziendale (di commercializzazione, immagazzinamento, finanziaria ecc.), altrimenti squilibri irrisolubili (produzione invendibile ecc.) costi di costruzione minimi margini di sovracapacità per futuro

65 Capacità produttiva: tecnica (10 nov 2010) Capacità produttiva di singolo impianto: Pmax attraverso combinazione ottimale di tutti i fattori produttivi nominale: commissionata da azienda a progettazione e costruzione, quasi sempre > di produzione realizzabile in pratica di targa: garantita dal costruttore, nominale di collaudo: misurata da collaudatore, di targa

66 Capacità produttiva: settoriale, aziendale, di stabilimento, di impianto (10 nov 2010) Capacità produttiva di: settore: = Pmax tutti gli operatori gruppo di aziende: Pmax singole aziende azienda: = Pmax singoli stabilimenti stabilimento: = Pmax singoli impianti impianto: = Pmax di componente minore (limitante, = collo di bottiglia)

67 Capacità produttiva: settoriale (10 nov 2010) Pmax,naz = Pmax / q Pmax Pnaz = P / q P Vnaz = V / q V

68 Costi variabili (12 nov 2010) Insiti nel ciclo produttivo e crescenti (in prima approssimazione) linearmente con il volume di produzione (P): Acquisti (Acq) Costi diversi di esercizio (Cdiv) Ma al netto di: Variazione delle rimanenze (ΔM) Costi capitalizzati (Ccap) Ricavi diversi (Rdiv) Quindi coincidenti con i: Consumi (Cons)

69 Costi fissi (12 nov 2010) Indipendenti da P: Costo del lavoro (Cl) Ammortamenti immobilizzazioni tecniche (At) Ammortamento oneri pluriennali (Aop)

70 Conto economico analitico (12 nov 2010) Conto economico analitico: Fn + ΔM + Rdiv + Ccap = Acq + Cdiv + Cl + At + Aop + Ro Essendo: Acq + Cdiv – (ΔM + Rdiv + Ccap) = Cons = Cv Cl + At + Aop = Cf Allora: Fn = Cv + Cf + Ro

71 Punto di pareggio economico operativo (12 nov 2010) Per Ro = 0: Fn = Cv + Cf Se il prezzo (p) o, meglio, il ricavo netto unitario è indipendente da volume di vendite (V): pVbep = Cvbep + Cf Prescindendo poi da ΔM che qui, trattandosi di conti di previsione, non ha significato stimare: Vbep = Pbep pPbep = Cvbep + Cf

72 Punto di pareggio economico operativo (bep) (15 nov 2010) Se: Cv / P = cv indipendente da P Allora: pPbep = cvPbep + Cf E: Pbep = Cf / (p – cv) Dove: (p – cv) si chiama margine di contribuzione

73 Punto di pareggio economico operativo (bep) (15 nov 2010) Margine di sicurezza: % sicurezza = (Fnbudget – Fnbep) / Fnbudget Se mix di prodotti: o ci si riferisce a uno pseudo-prodotto o si calcola il margine di contribuzione medio pesato

74 Grado di utilizzo della Pmax (guc) (15 nov 2010) In generale: guc % = (P / Pmax) 100 Al bep: gucbep % = (Pbep / Pmax) 100 Quindi: gucbep % = (1 / Pmax) (Cf / (p – cv)) 100

75 Analisi costi-volumi-profitto (15 nov 2010) Strumento di gestione: che volume di vendite per pareggio economico (break-even point)? volume di vendite di break-even è > o < di budget? che volume occorre per un determinato Ro? che Ro deriva da un determinato volume di vendite? come cambia Ro con Δp, Δcv, ΔCf, ΔV? quali Δp, Δcv, ΔCf, ΔV occorrono per bep? quale Δbep da un Δmix prodotti?

76 Analisi costi-volumi-profitto (15 nov 2010)

77 Analisi costi-volumi-profitto: come abbassare il Pbep (15 nov 2010)

78 Analisi costi-volumi-profitto: utilizzo max e dumping (19 nov 2010)

79 Esempio: Gruppo Tenaris (19 nov 2010)

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81 Esempio: Gruppo Cementir (19 nov 2010)

82 Domande: 1°Calcolare per ciascuno dei tre anni Pbep in milioni di tonnellate all'anno (3 punti) 2°Ripetere il calcolo in termini di gucbep (1,5 punti) 3° Analizzare separatamente la Δ di ciascuna delle variabili (1,5 punti), desumere la politica che l'azienda ha tentato per reagire ai cambiamenti di mercato (2 punti) 4°Dire cosa l'azienda non ha saputo fare e invece dovrebbe fare sotto il profilo occupazionale e della politica del lavoro (2,5 punti)

83 Esempio: Gruppo Cementir (19 nov 2010) ΔCf = +5,2%. ΔCl = +6,2%, nonostante ΔNdip = - 0,9%. La ragione sta nel forte +ΔCl/dip. Questo +Δ si è sovrapposto a +ΔCons. Ma mentre questo è stato incontrollabile, quello del lavoro è stato avventato p è aumentato del +3,9%; cv è aumentato del +8,7%, dunque più di p; l'incidenza % di Cf su Cind è aumentato del 5,2%. L'azienda ha cercato di ribaltare su p il +Δcv (mp ed energia) oltre che il +ΔCf, ma invano per la competizione sui mercati mondiali.

84 Esempio: Raffineria Esso Italiana (19 nov 2010)

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88 Planning e Budgeting (22 nov 2010) Planning (ott-nov di ogni anno): pianificare a m/l termine: definizione obiettivi strategici di lungo termine ed elaborazione di un piano a 5 anni Budgeting (nov-dic di ogni anno): elaborare il preventivo dellanno prossimo, coincidente con il primo anno di piano misurare ex ante lefficacia dellazione e lefficienza nellallocazione delle risorse coordinare e integrare le decisioni motivare i manager a raggiungere obiettivi migliori

89 Budget settoriali (22 nov 2010) Budget settoriali in organizzazione funzionale: budget commerciale (prezzi, volumi, mix) budget di produzione (volumi, costi ind, personale) budget di approvvigionamenti e scorte (m.p., p.f.) budget di ricerca e sviluppo budget dei costi di struttura (d.g., direz. amm.ne e controllo, direz. personale, direz. finanz., ecc.) Ogni budget settoriale ha due dimensioni: reddituale (ricavi, costi, margini) degli investimenti (in immobilizzazioni, in circolante)

90 Budget di sintesi (22 nov 2010) 2 budget di sintesi derivanti dai budget settoriali: economico: conto economico preventivo in forma scalare degli investimenti: investimenti fissi e variazioni dellattivo corrente Di conseguenza: budget finanziario: fabbisogni e coperture di tesoreria o di cassa budget patrimoniale (a sezioni contrapposte o scalare)

91 Budget. Definizione (22 nov 2010) Il budget: è la quantificazione monetaria di un programma dazione, su un anno (il prossimo) quindi non può esistere se non cè un piano dazione lobiettivo del programma è espresso in termini reddituali e finanziari

92 Budget. Finalità (22 nov 2010) Valutare: le alternative di azione la loro fattibilità economico-finanziaria Esplicitare obiettivi dei responsabili di funzione in termini di: attività, costi, ricavi Autorizzare e responsabilizzare Sviluppare cultura di programmazione e valutazione

93 Budget. Dimensioni (22 nov 2010) Organizzativa Strumento operativo che modifica cultura aziendale Decisionale Formulazione dei programmi dazione Contabile Quantificazione patrimoniale, economica, finanziaria

94 Budget. Tipologie (22 nov 2010) Budget operativi: riguardano programmi della gestione caratteristica esprimono loro conseguenze su flussi di reddito Budget degli investimenti: nuovi impieghi di risorse finanziarie in beni durevoli Budget finanziari: valutano impatto su dinamica finanziaria della gestione Questi tre budget confluiscono nel Master Budget

95 Il Master Budget (22 nov 2010) Documenti costitutivi: Conto economico preventivo Stato patrimoniale preventivo Prospetto fabbisogni e coperture Questioni da affrontare: descrivere il percorso ottimale del budget indicarne i fattori critici di successo individuare i principali ostacoli da superare

96 Elaborazione del budget (22 nov 2010) Sequenza logica: elaborazione della strategia e individuazione degli obiettivi generali definizione delle linee guida del budget elaborazione del budget di ciascun centro di responsabilità collazionamento del budget a livello aziendale critica e percorso inverso, più volte

97 Elaborazione del budget (22 nov 2010) Processo convenzionale: comunicazione delle previsioni economiche e degli obiettivi di budget preparazione del budget dei centri di responsabilità tagli arbitrari di risorse negoziazione elaborazione del budget finale

98 Manutenzione in generale (24 nov 2010) Affidabilità delle apparecchiature indispensabile: per corrispondere alle esigenze dei clienti per evitare o minimizzare impatto economico di costose interruzioni di lavorazione e riparazioni: vieppiù se apparecchiature specializzate ad alto investimento costo di pezzi di ricambio è crescente in particolare nel Jit, dove non ci sono reti di protezione in caso di malfunzionamenti

99 Manutenzione in generale (segue) (24 nov 2010) per assicurare la (uniforme) qualità dei prodotti, perché parti difettose e prodotti diversi da standards fanno perdere quote di mercato a vantaggio di concorrenti più affidabili prolungare vita utile di impianti Formazione per i lavoratori della manutenzione aggiornamento periodico da pianificare Due tipi di Manutenzione: preventiva correttiva

100 Manutenzione preventiva (24 nov 2010) Attività condotte prima di un guasto: progettazione, selezione, installazione di apparecchiature e sistemi ispezione periodica con registrazione per valutare le condizioni di imp. generali e specifici adeguata lubrificazione, pitturazione, pulitura periodiche piccole riparazioni anche e soprattutto prima che un guasto si verifichi introduzione di sensori (a vibrazione o a ultrasuoni) e analisi di dati tecnici (fibra ottica) per determinare lavvicinamento di un punto di rottura (programmi di manutenzione predittiva) possono interferire nel ciclo di lavorazione così come un guasto. Quindi minimizzarne impatto

101 Manutenzione correttiva (24 nov 2010) Attività condotte per rimediare a un guasto: efficienza nel riportare impianti generali e specifici ad accettabili condizioni operative dopo un evento di perdita di funzionamento efficiente inserimento nel ciclo di lavorazione di apparecchiature in standby durante la riparazione di quelle guaste più job shop che mass production più efficiente se materiali di riparazione già in magazzino e se presente personale competente

102 Manutenzione (24 nov 2010) Decisioni basilari: preventiva o correttiva, vedi costi slide seguente centralizzata o decentrata: dipende da omogeneità o diversa specificità di vari impianti in house o contracting out apparecchiature standby riparazione o sostituzione sostituzione singola o in blocco capacità di manutenzione

103 Manutenzione: decisioni basilari (24 nov 2010)

104 Manutenzione: in funzione del guc (24 nov 2010)

105 Nuovo complesso industriale: Scelte strategiche preliminari (26 nov 2010) Studi di mercato, su arco temporale pari a Vu: Analisi di struttura ed evoluzione dellofferta: prodotti concorrenti, attuali e futuri imprese concorrenti e loro programmi processi produttivi alternativi, attuali e futuri relativi costi di produzione Analisi di struttura ed evoluzione della domanda: propensione al consumo, attuale e futura vendite totali, import, export, attuali e futuri andamento mercati a monte e a valle prezzo di mercato del prodotto, attuale e futuro

106 Nuovo complesso industriale: Scelte strategiche preliminari (29 nov 2010) Contenuto della pipeline tech dellimpresa: R&S patrimonio immateriale Commercializzazione: canali e sistemi di vendita Localizzazione, per m.p. e p.f.: vicinanza a sorgenti di m.p. povere praticabilità del just-in-time baricentrica nella regione del mercato (trasporto, assistenza a clienti, fatturazione e recupero crediti)

107 Nuovo complesso industriale: Scelte strategiche preliminari (29 nov 2010) Localizzazione, per fattori tangibili di costo: vicinanza a costa, porti, reti stradali disponibilità di ampie superfici piane vicinanza a corsi dacqua disponibilità di forza lavoro specialistica (scuole, università, centri di formazione) o flessibile sistema fiscale esistenza incentivi pubblici

108 Nuovo complesso industriale: Scelte strategiche preliminari (29 nov 2010) Localizzazione, per fattori intangibili di costo: cultura, lingua, stabilità di governo, moneta normativa ambientale orientamento dellopinione pubblica vs tipo industrie condizioni generali-territoriali pro-sviluppo successivo qualità della vita Cfr.: Institute for Management Development (

109 Nuovo complesso industriale: Programmazione tecnica (29 nov 2010) Fasi del progetto (es.: Raffineria petrolifera): definizione processo (process design) e stima di massima (definitive estimate) del costo di investim ingegneria e progetto di dettaglio (detailed engineering and design) ordini di acquisto (procurement) lavori di sistemazione del terreno (earthwork) trivellazione dei pozzi (well contract) opere civili in appalto (civil contractor phase I) recinzioni (fencing) e raccordo ferroviario (railroad)

110 Nuovo complesso industriale: Programmazione tecnica (29 nov 2010) Fasi del progetto (es.: Raffineria petrolifera): serbatoi di stoccaggio (tank) e opere edili (building) consegna dei materiali (material deliveries) montaggi meccanici (mechanical erection) montaggio tubazioni (pipeline) altre opere civili ed edili isolamento termico (insulation), montaggi elettrici, verniciatura (painting) allaccio alle utenze (utilities)

111 Nuovo complesso industriale: Master milestone plan (29 nov 2010)

112 Nuovo comples ind: Bar graph (29 nov 2010)

113 Nuovo complesso industriale: Flussi di spesa e curva a S (29 nov 2010)

114 Nuovo complesso industriale: Curva a S, ordini, realizzazioni, pagamenti (29 nov 2010)

115 Nuovo complesso industriale: Controllo del progetto (29 nov 2010)

116 Nuovo complesso industriale: Curva a S, effetti di una sospensione (29 nov 2010)

117 Nuovo complesso industriale: Curva a S, esempio di un cementificio (29 nov 2010)

118 Nuovo complesso industriale: Curva a S, fabbisogno finanziario (03 dic 2010)

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121 Nuovo complesso industriale: Pay-out time, Profitto netto (06 dic 2010)

122 Esempio di Indice di inflazione (13 dic 2010)

123 Applicare alla moneta il valore del tempo (13 dic 2010) Valore futuro: V 1 = V 0 + i 0 V 0 = V 0 (1+i 0 ) Dove: i 0 è il tasso di interesse nellanno 0 V 2 = V 1 + i 1 V 1 = V 1 (1+ i 1 ) = V 0 (1+i 0 )(1+ i 1 ) Se i 2 = i 1 =1: V 2 = V 0 (1+i) 2 Allanno n V n = V 0 (1+i) n = V 0 x T1(i,n)

124 Applicare alla moneta il valore del tempo (13 dic 2010)

125 Valore presente: V 0 = V n /(1+i) n = V n x T3(i,n)

126 Applicare alla moneta il valore del tempo (13 dic 2010)

127 Nuovo complesso industriale: Flussi di cassa scontati (13 dic 2010)

128 Nuovo complesso industriale: Sintesi tecnica, finanziaria, economica (15 dic 2010)

129 Esempio di progetto industriale da parte di un main contractor (15 dic 2010)

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158 Esempio di progetto industriale da parte di un main contractor (10 gen 2011)

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180 Stima del costo di costruzione (12 gen 2011) 1° metodo: Indice di Turnover 2° metodo, aggiornamento e rettifica di dati consuntivi: indice di tempo indice di paese indice di dimensione

181 Indici (di tempo) di costo di costruzione (12 gen 2011) Da letteratura americana: Engineering News Record – ENR Chemical Engineering Plant Cost Index Marshall and Swift Equipment Cost Index Nelson Farrar Refinery Cost Index

182 Indici (di paese) di costo di costruzione (12 gen 2011) Indici correttivi eterogeneità tra paesi: elaborando dati di costo per paesi elaborando (rare e poco aggiornate) tabele di comparazione

183 Coefficiente di scala nel costo di costruzione (14 gen 2011) Funzione di scala: Itl = k Pmax n k caratteristico del materiale impiegato n = coefficiente di scala: 0,7 per impianti battery limits 0,6 per impianti generali 0,5 per parco serbatoi 0,85 per reattori chimici

184 Coefficiente di scala nel costo di costruzione (14 gen 2011) Stima per un impianto 2 conoscendo impianto 1 di uguali caratteristiche salvo capacità: Itl 2 = Itl 1 (Pmax2/Pmax1) n

185 Coefficiente di scala nel costo di costruzione (14 gen 2011)

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